Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


intelligenza creativa, intelligenze multiple, Appunti di Didattica Pedagogica

appunti relativi alle tipologie di intelligenze

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 19/05/2022

voxar-55
voxar-55 🇮🇹

4.2

(5)

4 documenti

1 / 16

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
1
CREATIVITA ED INTELLIGENZA EMOTIVA
INTELLIGENZA EMOZIONALE
MAYER E SALOVAY
Identificano l'intelligenza emotiva come la capacità degli individui di monitorare le sensazioni
proprie e degli altri, discriminando tra i vari tipi di emozione, ed usando questa informazione per
incanalare pensieri ed azioni.
L'intelligenza comprende 5 ambiti:
- conoscere le proprie emozioni;
- maneggiare le proprie emozioni;
- motivare stessi;
- riconoscere le emozioni degli altri;
- utilizzare le competenze sociali nelle interazioni con gli altri.
INTELLIGENZE MULTIPLE
HOWARD GARDNER
L'intelligenza è una struttura articolata scomponibile in elementi che corrispondono a diverse
abilità. Gardner afferma che l'intelligenza non è misurabile attraverso il QI, in quanto gli uomini
hanno più intelligenze, ognuna deputata ad una specifica attività cognitiva.
Criteri per definire un'abilità una forma di intelligenza:
- E' indipendente da altre: a seguito di un trauma al cervello resta inalterata seppur altre abilità siano compromesse, o viceversa.
- Esiste in modo isolato: si in persone particolarmente talentuose in uno specifico campo ma che sono normali o deboli in altri campi
- Può essere associata alla capacità di eseguire un insieme di operazioni essenziali, fra loro collegate e circoscritte in uno specifico ambito
- E' possibile definirne un livello di padronanza e competenze in modo certo e concreto e individuare i passaggi necessari per raggiungerlo
- E' possibile osservare tale abilità anche in altre specie viventi e definirne una sua storia evolutiva
- E' possibile mettere in evidenza questa abilità attraverso dei test psicologici
- E' possibile metterla in relazione con altre abilità e individuare quelle che hanno alla base dei fattori comuni, verso le quali è possibile trasferire
alcune competenze
- E' possibile codificarla in un sistema di simboli (es: linguaggio per abilità linguistiche)
Queste intelligenze sono:
- intelligenza logico-matematica: relazioni tra oggetti astratti e concreti;
- intelligenza linguistica;
- intelligenza musicale;
- intelligenza spaziale: cogliere, raffigurare oggetti anche quando non sono presenti;
- intelligenza cinestesica: controllo e coordinamento del corpo;
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff

Anteprima parziale del testo

Scarica intelligenza creativa, intelligenze multiple e più Appunti in PDF di Didattica Pedagogica solo su Docsity!

CREATIVITA’ ED INTELLIGENZA EMOTIVA

INTELLIGENZA EMOZIONALE

MAYER E SALOVAY

Identificano l'intelligenza emotiva come la capacità degli individui di monitorare le sensazioni proprie e degli altri, discriminando tra i vari tipi di emozione, ed usando questa informazione per incanalare pensieri ed azioni. L'intelligenza comprende 5 ambiti:

  • conoscere le proprie emozioni;
  • maneggiare le proprie emozioni;
  • motivare sé stessi;
  • riconoscere le emozioni degli altri;
  • utilizzare le competenze sociali nelle interazioni con gli altri.

INTELLIGENZE MULTIPLE

HOWARD GARDNER

L'intelligenza è una struttura articolata scomponibile in elementi che corrispondono a diverse abilità. Gardner afferma che l'intelligenza non è misurabile attraverso il QI, in quanto gli uomini hanno più intelligenze, ognuna deputata ad una specifica attività cognitiva. Criteri per definire un'abilità una forma di intelligenza:

  • E' indipendente da altre: a seguito di un trauma al cervello resta inalterata seppur altre abilità siano compromesse, o viceversa.
  • Esiste in modo isolato: si in persone particolarmente talentuose in uno specifico campo ma che sono normali o deboli in altri campi
  • Può essere associata alla capacità di eseguire un insieme di operazioni essenziali, fra loro collegate e circoscritte in uno specifico ambito
  • E' possibile definirne un livello di padronanza e competenze in modo certo e concreto e individuare i passaggi necessari per raggiungerlo
  • E' possibile osservare tale abilità anche in altre specie viventi e definirne una sua storia evolutiva
  • E' possibile mettere in evidenza questa abilità attraverso dei test psicologici
  • E' possibile metterla in relazione con altre abilità e individuare quelle che hanno alla base dei fattori comuni, verso le quali è possibile trasferire alcune competenze
  • E' possibile codificarla in un sistema di simboli (es: linguaggio per abilità linguistiche) Queste intelligenze sono:
    • intelligenza logico-matematica : relazioni tra oggetti astratti e concreti;
    • intelligenza linguistica;
    • intelligenza musicale;
    • intelligenza spaziale : cogliere, raffigurare oggetti anche quando non sono presenti;
    • intelligenza cinestesica : controllo e coordinamento del corpo;
  • intelligenza interpersonale : capacità di comprendere emozioni, motivazioni e stati d'animo;
  • intelligenza intrapersonale : comprendere le proprie emozioni;
  • intelligenza naturalistica : riconoscere e classificare gli oggetti della natura;
  • Intelligenza esistenziale : particolare capacità di riflettere sulle questioni che riguardano l'esistenza; Secondo Gardner la mente umana è modulare e ciascun modulo ha la capacità di gestire una particolare abilità. Non è importante dunque eccellere in tutto per essere un'eccellenza, basta emergere in un certo ambito, ciò rinforza l'importanza e l'efficacia degli interventi individualizzati. Bisogna dunque distinguere l'insegnamento e la didattica in campi di esperienza così da stimolare adeguatamente le diverse funzioni della mente. ROBERT STENBERG Elabora la teoria dell'intelligenza triartica , in cui definisce l'intelligenza come “un'attività mentale diretta verso l'adattamento intenzionale, la selezione con la trasformazione di ambienti del mondo reale rilevanti per la propria vita” identifica tre tipi di intelligenza:
  • Analitica;
  • Creativa;
  • Pratica;

INTELLIGENZA EMOTIVA

WILLIAM JAMES

I primi studi sulle emozioni possono ricondursi alla teoria periferica delle emozioni da lui sviluppata. In base a questa teoria, sono le modificazioni del corpo a determinare un’emozione. Le emozioni sono delle risposte cognitive a informazioni che provengono dalla periferia, le quali a sua volta innescano delle modificazioni fisiologiche. MAGDA ARNOLD Teoria della valutazione emotiva o appraisal. Appraisal: valutazione complessiva dell'accadimento, dall'evento scatenante l'emozione alle reazioni individuali. L'emozione comporta una forte attività razionale, che consiste nel pianificare e attuare strategie per riprendere controllo sull'ambiente e nel monitorare gli effetti dell'azione.

L.A. SROUFE

Principale esponente della teoria della differenziazione emotiva, secondo la quale l'individuo possiede fin dalla nascita un corredo emotivo indifferenziato. Le emozioni si differenziano con lo sviluppo dell'individuo stesso. Sono 8 stadi le fasi di sviluppo delle emozioni passando da un'eccitazione indifferenziata aD una differenziazione delle emozioni. L’Emozione si colloca alla base dei processi sociali e cognitivi, indagando così le funzioni sociali delle emozioni e come essi assumono il loro significato nelle transizione quotidiane. JOSEPH LEDOUX Afferma che l'amigdala gioca un ruolo primario nel momento in cui si provano emozioni e sostiene che le reazioni emotive innate si producono quando l'amigdala viene accesa, e arriva la distinzione tra emozione e affetto. Emozione viene vista come una reazione fisiologica priva di affetto. Una delle emozioni che ha analizzato in maniera dettagliata è la paura con le neuroscienze della paura. L'amigdala dell’emisfero destro si attiva di più rispetto a quella dell'emisfero sinistro quando un essere umano prova una forte emozione. Si è quindi giunti ad una conclusione: le emozioni coinvolgono l'amigdala, l'amigdala può fare a meno del coinvolgimento della corteccia ( sede della consapevolezza), quindi e per questo che, molto spesso, non riusciamo a gestire le emozioni.

LE EMOZIONI

Sono uno stadio interiore complesso che consiste in una serie di modificazioni fisiologiche mentali che il soggetto utilizza in risposta ad un evento che può essere interno od esterno. Generano modificazioni su tre livelli:

  • Fisiologico;
  • Comportamentale;
  • Cognitivo; L’emozione è un processo cognitivo che si sviluppa in tre fasi:
  • analisi della situazione/evento che ha prodotto lo stato emotivo
  • valutazione: giudicare l'evento giusto o sbagliato
  • concettualizzazione: registrazioni nella memoria per riutilizzare le esperienze in futuro. Ma a cosa servono le emozioni?

Secondo l'approccio funzionalista svolgono il compito di regolare i processi psicologici e i comportamenti sociali. Di base ad un'emozione corrisponde una mimica facciale e vocale che permette di comunicare anche con persone di lingue culture diverse. PAUL EKMAN Le emozioni si dividono in:

  • emozioni primarie : risposte spontanee, innate e precodificate dell'organismo gioia, tristezza rabbia, paura, disgusto e sorpresa;
  • emozioni secondarie: maggiormente connesse con l'apprendimento e con l'esperienza personale, colpa, vergogna, orgoglio, delusione, ansia rassegnazione. L’emozioni primarie sono adattive per la specie, universali, presenti già nel bambino piccolo. L’emozioni secondarie nascono dalle combinazioni delle emozioni primarie con la crescita e l'interazione sociale. Darwin affermò che le emozioni sono fondamentali per la sopravvivenza della specie e per l'evoluzione del singolo individuo. Servono a rendere più immediata ed efficace la reazione di fronte ad una situazione esterna di pericolo. Scrisse le espressioni delle emozioni dell'uomo e negli animali. SHAVER Suddivide l'emozione in 6 categorie, 3 positive (amore, gioia, sorpresa) e 3 negative (collera, tristezza, paura). Le emozioni vengono espresse tramite risposte: fisiologiche interne (es. frequenza cardiaca), motorie (es. cambiamenti posturali), facciali, verbali, topologiche (vicinanza/lontananza fisica), cognitive (se trasformate in argomentazioni razionali). JAMES-LANGE(TEORIA PERIFERICA) l'emozione è la risposta fisiologica a stimoli ambientali. Quello che proviamo è la nostra percezione ai cambiamenti fisiologici del corpo (es: proviamo paura perché stiamo tremando, non viceversa) CANNON-BARD si contrappone al precedente, ritiene che lo stimolo esterno invii contemporaneamente impulsi al sistema nervoso centrale che attiva le reazioni fisiologiche e alla corteccia celebrale che ne produce la consapevolezza. SCHACHTER-SINGER (teoria dei due fattori): l'emozione è caratterizzata da una componente fisiologica (attivazione

EMPATIA

È una dimensione dell'intelligenza emotiva. Consiste nel riuscire a mettersi nei panni degli altri, ovvero immedesimarsi negli stati d'animo degli altrui assumendo la loro prospettiva e condividendo i loro sentimenti. L'empatia favorisce comportamenti prosociali e garantisce maggior integrazione, ed è fondamentale per una posizione positiva con l'altro. La mancanza di empatia favorisce l’aggressività verbale e fisica. L'impiego dell'empatia è dunque fondamentale nella relazione educativa e didattica. L'insegnante empatico riuscirà a prestare maggiore attenzione a quello che l'alunno vuole comunicare e a immedesimarsi nella situazione. Consiste nel riconoscere le emozioni degli altri come se fossero proprie calandosi nella realtà altrui per comprenderne i punti di vista, i pensieri, i sentimenti, le emozioni ed il pathos. Fondamentali sono stati gli studi di Darwin sulle emozioni e sulla comunicazione mimica delle emozioni e gli studi di rizzolati dei neuroni specchio. Darwin: emozioni innate, frutto dell'evoluzione, per questo sono invariate in uomini di cultura o civiltà diverse. Tre principi: 1) atti che aiutano in certi stati d'animo ad es dando sollievo si trasformano in abitudine e vengono riprodotti ogni volta in cui si presenta emozione anche se non danno vantaggi; 2) se si presenta un'emozione opposta alla precedente si adottano involontariamente atti opposti, 3) forte eccitazione del sistema nervoso produce effetti che noi interpretiamo espressivi (rossore, sudorazione..) EDMOND HUSSERL Elabora il concetto di relazione fenomenologica , e di riferimento all'empatia afferma che l'individuo non può fare esperienza dell'altro se non tramite l'empatia, solo attraverso essa si può comprendere l'altro tramite una modalità che chiama rappresentazione. NORMA FESHBACH l'empatia ha carattere multidimensionale:

  • capacità di decodificare stati emotivi degli altri (componente cognitiva);
  • capacità di assumere ruolo e prospettiva degli altri (componente cognitiva);
  • capacità di rispondere affettivamente alle emozioni degli altri (componente emotiva); MARTIN HOFFMAN

parte dal modello multidimensionale di Feshback e lo estende:

  • distress empatico globale (primi 3 mesi): neonati non distinguono sé stessi dagli altri e fanno proprie le emozioni altrui - > l'empatia è una reazione affettiva automatica e involontaria (contagio emotivo).
  • distress empatico egocentrico (1° anno di vita): bambini cominciano a distinguere se stessi dagli altri e mimano emozioni dell'altro ;
  • distress empatico quasi-egocentrico (1°-2° anno di vita): chiara distinzione tra se stessi e gli altri; comportamenti per confortare gli altri ma con strumenti significativi per sé;
  • vera empatia per stato d'animo/sentimenti dell'altro (2 anni): consapevolezza che altri hanno stati s'animo diversi; aiuto verso l'altro più efficace. A 6 anni con maggior competenza linguistica si ha anche una migliore interazione;
  • distress empatico oltre la situazione (9 anni): bambini hanno un senso stabile di sé, sanno che gli altri hanno una loro identità e la loro conoscenza e quella delle loro esperienze passate influenza loro risposta empatica. Piena maturazione empatia a 13 anni. SILVAN TOMKINS si focalizza sull’ influenza dell’ambiente emotivo e genitoriale, 4 modelli:
  • Monopolistico: una singola emozione prevalente, es: entrambi genitori collerici - > bambino irritabile, nervoso, rabbioso;
  • Intrusivo: emozione di minor rilevanza che prende il sopravvento sulle altre, es: madre allegra che in certe situazioni reagisce con ansia - > bambino stesso modello di risposta;
  • Emozione competitiva: genitori con personalità differenti, in competizione - > conflitto familiare porta bambino a rabbia, sofferenza;
  • Personalità entrambe equilibrate: ricca espressività emotiva KOHUT analizza influenza genitoriale: se genitori figure comprensive crescita avviene naturalmente, in caso contrario complesso Edipico. JANER STRAYER (modello multidimensionale dell'empatia): durante lo sviluppo componenti cognitive si integrano con quelle affettive. Bambini molto piccoli-> contagio emotivo. Vera empatia si ha con:
  • Condivisione parallela: processo cognitivo in cui l'evento che interessa l'altro fa rivivere una propria esperienza simile.
  • Condivisione partecipatoria: processo cognitivo che consiste nel mettersi nei panni dell'altro, comprendendo che questi avendo propria identità può avere emozioni diverse. Forma di empatia più evoluta (7-12 anni) DAVIS empatia come una serie di processi correlati fra loro:
  • Processi non cognitivi (prime fasi sviluppo): automatici e involontari (reazione circolare primaria e imitazione motoria)
  • Processi cognitivi semplici (dal 1° anno di vita): o 1) condizionamento classico: lo stimolo da solo provoca la risposta (mamma triste-bambino triste);

Secondo Rogers la creatività è un processo intrinseco verso l'autorealizzazione. Un modus viventi creativo e tipico di una personalità aperta, che cerca sempre di essere se stessa e di esprimere le potenzialità interiori, in grado di armonizzarsi nelle relazioni, flessibile e disponibile, tollerante, al di sopra delle apparenze e dei pregiudizi. DONALD WINNICOTt Intende la creatività come una funzione dell'attività sana degli uomini, afferma che la creatività è una funzione vitale perché attraverso essa gli uomini hanno l'impressione che la vita valga la pena di essere vissuta. È parte integrante della condizione del vivere. Winnicott ha definito transazionale quello spazio intermedio di esperienze che sta tra la fantasia e la realtà e che permette l’espressione della creatività. WILLIAM J.J. GORDON La sinettica è la base della creatività in quanto ogni azione creativa si basa sulla coniugazione di idee o cose precedentemente esistenti per dar vita a un prodotto originale completamente diverso. In effetti, la parola sinettica ha la sua origine nella parola greca synectikos che significa “l’unione di elementi diversi e apparentemente irrilevanti”. La teoria è caratterizzata da due momenti fondamentali:

  • rendere familiare ciò che è estraneo insolito per comprendere il problema;
  • rendere strano insolito ciò che è familiare per individuare una soluzione considerando il problema sotto una nuova prospettiva; Il pensiero sinettico, quindi, è il processo di scoperta dei collegamenti che collegano elementi apparentemente non connessi. È un modo per smontare mentalmente le cose e riassemblarle per ottenere una nuova prospettiva che possa essere applicata a tutti i tipi di problemi. Sviluppò tre precetti fondamentali su cui basò la sua teoria:
  1. Le persone possono essere più creative se comprendono i processi psicologici alla base della creatività.
  2. Nel processo creativo la componente emotiva è più importante dell’intellettuale, e il lato irrazionale è più importante del razionale.
  3. Per aumentare le possibilità di successo nel processo creativo, è necessario comprendere e lavorare insieme agli elementi emotivi e irrazionali.

JEROME BRUNER

Secondo Bruner il pensiero creativo è un pensiero olistico, cioè produce risposte che hanno un'ampiezza maggiore della somma delle loro parti, mentre il pensiero convergente è un pensiero algoritmico e razionale. L'azione creativa attiva una sorpresa produttiva che può avere diversi contenuti, un ruolo importante è giocato dalla metacognizione ovvero l'attività di riflessione e riconoscimento dei propri processi cognitivi. La creatività si sviluppa e si accresce attraverso diversi momenti osservativi e auto osservativi cercati in modo consapevole e mirato, ma anche più superficiale e causale. MIHALY CSIKSZENTMIHALYI La teoria del flusso che riesce a stimolare la creatività, afferma che è uno stato di coscienza in cui il soggetto è interamente immerso in un'attività. Questa condizione coinvolge totalmente la persona che è completamente focalizzata sull'obiettivo e perde la consapevolezza di tutte le altre cose. IL PENSIERO LATERALE E IL PENSIERO VERTICALE EDWARD DE BONO Ha elaborato la teoria del pensiero laterale. Il pensiero laterale è generativo (nel senso che genera nuove idee nuovi concetti), esplorativo, può fare salti e consente di essere creativi. Il pensiero verticale è logico selettivo e sequenziale, genera risultati corretti ma limitati. Il pensiero laterale è una forma strutturata di creatività che può essere usata in maniera sistematica e deliberata; fra le varie tecniche di stimolo di tale pensiero si possono citare:

  • la ricerca di alternative;
  • la provocazione:
  • L’entrata casuale: come generare nuove idee partendo da input casuali: Poiché ognuno di noi tende a pensare sempre nello stesso modo de bono ha individuato una strategia per abituarsi a pensare con modalità diverse, la tecnica dei sei cappelli: Essa consiste nell'interpretare diversi ruoli, assumendo diversi punti di vista e migliorando così la qualità del proprio processo decisionale. Si tratta di indossare sei capelli immaginari, ciascuno dei

SARNOFF MEDNICK

Ha sviluppato la teoria associativa del processo creativo che si basa sull’ individuare associazioni remote attraverso tre processi che portano a soluzioni creative. Pone l'accento sulla spetto combinatorio. Il cervello contiene informazioni in forma isolata mentre determinati stati mentali potrebbero favorire associazioni nuove tra elementi esistenti. Creatività: mettere insieme idee solitamente lontane l'una dall'altra RUDOLF STEINER , la pedagogia Waldorf e l’uso della fiaba come strumento di crescita La pedagogia di Steiner è detta “pedagogia Waldorf” e si basa sul concetto di tripartizione dell'uomo (pensiero, sentimento, volontà). Secondo l'autore l'educazione dovrebbe coordinare armoniosamente le facoltà cognitivo-intellettuali, artistico-creative, manuali-pratiche dell'allievo. Steiner, inoltre, individua 3 cicli fondamentali che attraversano l'individuo durante lo sviluppo:

  • primo ciclo (0- 6 anni): i bambini imparano imitando dall'ambiente
  • secondo ciclo (6-13 anni): per sviluppare la fantasia e comprendere le proprie emozioni, i bambini dovrebbero affidarsi alle fiabe, immedesimandosi nei personaggi e superando con loro gli ostacoli
  • terzo ciclo (14- 21 anni): qui si sviluppa il pensiero complesso; pertanto, prevale l'insegnamento razionale e scientifico che porta riflettere sul come e il perché dei fenomeni. Contemporaneamente si dovrebbe promuovere lo sviluppo delle capacità artistiche (funzione catartica) e pratiche (preparano alla professione). Steiner da grande importanza ai racconti, poiché mettono di fronte ad una diversa realtà e gli alunni si immedesimano nei personaggi assorbendone valori e motivazioni. DEAN SIMONTON la teoria della combinazione di casualità L'autore sostiene che il processo creativo si svolge attraverso una modificazione casuale delle rappresentazioni mentali attraverso un insieme di criteri definiti. Ritiene inoltre che la creatività sia propria dei leader, persone che devono persuadere gli altri a vedere le cose da una diversa prospettiva. TERESA AMABILE e la personalità creativa L'autrice ipotizza che vi siano dei tratti della personalità che sono propri dei soggetti creativi, fra cui: indipendenza di giudizio, attrazione per la complessità, capacità di assumere rischi. ARTHUR KOESTLER Secondo questo autore non esiste persona senza creatività, in quanto creare e fare una bisociazione ovvero prendere due cose che non sono correlate e incrociarle. ANDREA GENTILE il pensiero fluido analogico- intuitivo- reticolare L'autore ritiene che la creatività stia alla base dell'innovazione: non esiste in orazione senza

intuizione creativa. Per favorire la creatività bisogna però rinunciare al pensiero logico-razionale- lineare (pensiero consequenziale virgola che attraverso una catena di cause effetti ci porta da un elemento all'altro) e abbracciare quello fluido analogico-intuitivo-reticolare (prevede di collegare sistemi che apparentemente non sono correlati).

PENSIERO CONVERGENTE E DIVERGENTE

JOY PAUL GUILFORD

Secondo Joy Paul Guilford, I soggetti che hanno un'intelligenza convergente sono portati a fornire un'unica risposta ad un problema tramite il ragionamento logico-matematico, spesso è la forma di pensiero più sollecitato dalla scuola. I test di intelligenza sono formulati su questo tipo di pensiero. Si basa:

  • su un procedimento sequenziale e deduttivo;
  • Nell'applicazione meccanica di regole;
  • Nell'analisi metodica di informazioni; Questo pensiero si adatta a problemi chiusi. Il pensiero divergente al contrario è alla base dell'intelligenza creativa, non genera una soluzione unica e codificata, bensì ha la capacità di produrre una gamma di possibili soluzioni alternative. E’ misurato da tre indici:
  • Flessibilità; capacità di cambiare strategia e elasticità
  • Originalità; formulare soluzioni uniche personali
  • Fluidità (abbondanza di idee prodotte) Il pensiero divergente dovrebbe essere considerato come complementare a quello convergente. E’ particolarmente importante incoraggiare il pensiero divergente. Bruner sostiene che nell'ambito dell'educazione tendiamo a ricompensare solo le risposte giuste e a liquidare quelle sbagliate e questo genera riluttanza negli studenti ad azzardare soluzioni nuove ed originali. L’insegnante dovrebbe essere preparato ad agire in un'atmosfera dove incoraggiare questo pensiero. Il modello elaborato da Guilford è conosciuto come Structure of Intellect (modello SI) e si basa Sull'assunto che la mente adulta ha una struttura multidimensionale (diversi tipi di intelligenze), pertanto le capacità intellettive possono essere sviluppate attraverso strategie alternative, senza gerarchie specifiche. Il modello SI estende su tre dimensioni che interagiscono fra loro:
  • operazioni intellettuali: ovvero i processi cognitivi - > 1) la conoscenza, riconoscimento e comprensione dell'informazione, 2) la memoria, capacità di conservare richiamare un'informazione 3 ) la valutazione, capacità di esprimere un giudizio, prendere una decisione 4) la produzione convergente, produce nuova informazione ma ha una soluzione unica e specifica 5 ) la produzione

ALBERT BANDURA

teoria dell'apprendimento sociale. ha dimostrato l'influenza del rinforzo sociale sull'apprendimento in quanto secondo lui l'apprendimento è un processo attivo che comprende l'osservazione di un modello, immagazzinamento dell'informazione e la scelta di cosa tradurre in comportamento. quindi l'apprendimento avviene anche osservando il comportamento di altre persone considerate come modelli, processo di rinforzo vicariante. la teoria del modeling sottolinea l'importanza dell'apprendimento per imitazione.