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Intervalli di confidenza - statistica. Dispense discorsive
Tipologia: Dispense
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13.1 Generalità sugli intervalli di confidenza
osservato fornisce, tramite il calcolo del valore assunto da uno stimatore T , una stima t del parametro
dei possibili valori che T può assumere.
anche se lo stimatore T ha proprietà ottimali, la probabilità di estrarre un campione che fornisca il valore
a zero se T è una variabile continua. Conviene allora prendere in considerazione, anziché il singolo valore t dello stimatore T , un opportuno
nell'individuare una quantità, detta quantità pivotale, 𝜏(𝑋 1 , … , 𝑋𝑛, 𝜃), funzione delle variabili casuali campionarie e di 𝜃 e tale che la sua distribuzione di probabilità sia nota per ogni 𝜃 e non dipenda da nessuna caratteristica incognita della distribuzione di probabilità delle v.c. campionarie. Se la quantità pivotale 𝜏(𝑋 1 , … , 𝑋𝑛, 𝜃) ammette funzione di densità, scelti , nell'intervallo (0,1) si possono determinare gli opportuni quantili t 1 e t 2 di 𝜏(𝑋 1 , … , 𝑋𝑛, 𝜃), affinché P(𝜏(𝑋 1 , … , 𝑋𝑛, 𝜃) ≥ t 2 ) = e P(𝜏(𝑋 1 , … , 𝑋𝑛, 𝜃) ≤ t 1 ) = da cui P( t 1 ≤ 𝜏(𝑋 1 , … , 𝑋𝑛, 𝜃) ≤ t 2 ) = 1- con +. Inoltre, nel caso in cui, per ogni realizzazione campionaria 𝑥 1 , … , 𝑥𝑛, la quantità pivotale è monotona in 𝜃, la disuguaglianza precedente è invertibile rispetto a 𝜃 ed è possibile ottenere l’intervallo di confidenza per 𝜃. In particolare, se la quantità pivotale è monotona crescente in 𝜃, si ottiene P(𝜏−^1 (𝑋 1 , … , 𝑋𝑛, 𝑡 1 ) ≤ 𝜃 ≤ 𝜏−^1 (𝑋 1 , … , 𝑋𝑛, 𝑡 2 )) = 1- Quindi l’intervallo casuale [𝜏−1(𝑋 1 , … , 𝑋𝑛, 𝑡 1 ), 𝜏−1(𝑋 1 , … , 𝑋𝑛, 𝑡 2 )] contiene il parametro 𝜃 con probabilità 1-L'intervallo [𝜏−1(𝑥 1 , … , 𝑥𝑛, 𝑡 1 ), 𝜏−1(𝑥 1 , … , 𝑥𝑛, 𝑡 2 )] ottenuto sulla base del campione osservato costituisce la realizzazione di un intervallo casuale
campionaria consiste nel costruire un intervallo [𝜏−1(𝑋 1 , … , 𝑋𝑛, 𝑡 1 ), 𝜏−1(𝑋 1 , … , 𝑋𝑛, 𝑡 2 )] che contenga il
più comunemente utilizzati sono 0.90, 0.95 e 0.99. Le quantità pivotali che saranno introdotte nei prossimi paragrafi saranno monotone crescenti. Per questo motivo, non sarà approfondito il caso in cui la quantità pivotale è monotona decrescente in 𝜃. Comunque, in questo caso, valgono considerazioni analoghe a quelle fatte per quantità pivotale monotona crescente e l’intervallo è [𝜏−1(𝑋 1 , … , 𝑋𝑛, 𝑡 2 ), 𝜏−1(𝑋 1 , … , 𝑋𝑛, 𝑡 1 )], ovvero P(𝜏−^1 (𝑋 1 , … , 𝑋𝑛, 𝑡 2 ) ≤ 𝜃 ≤ 𝜏−^1 (𝑋 1 , … , 𝑋𝑛, 𝑡 1 )) = 1-
conveniente è quello di minore ampiezza. Si può dimostrare che se 𝜏(𝑋 1 , … , 𝑋𝑛, 𝜃) ha una distribuzione
In questo caso i quantili t 1 e t 2 sono tali che t 1 = t 2.
Per mostrare dettagliatamente l’applicazione del metodo della quantità pivotale, inizialmente si supponga che un campione casuale di numerosità n sia estratto da una popolazione normale di varianza nota. È noto
caso ha distribuzione di probabilità
N μ n
2
σ n Z X μ ~ N ^0 ,^1 13.1.
Nella figura 13.1.1 solo quattro intervalli contengono il valore vero del parametro ignoto, mentre uno di
Figura 13.1.
dagli estremi
Esempio Da una popolazione con distribuzione normale di parametro ignoto e di varianza ^2 = 4 è stato estratto un campione di 16 elementi la cui media aritmetica è risultata uguale a 5. L'intervallo di confidenza di al livello di probabilità del 95% si costruisce tenendo presente che z 0.975=1.96 e risulta uguale a [4.02, 5.98].
L’intervallo di confidenza costruito sulla base del campione osservato è la realizzazione di un intervallo
informativo. Se non si fosse disposti ad accettare la possibilità di commettere errori, infatti, si potrebbe solo
conclusione sarebbe del tutto inutile. D’altra parte, se si riduce l'ampiezza dell'intervallo, si riduce la probabilità che l’intervallo casuale contenga il parametro e quindi la probabilità che il procedimento fornisca un intervallo di valori che contenga il parametro.
all’aumentare del numero di unità statistiche rilevate.
popolazione, ma nelle situazioni reali questo parametro è generalmente ignoto, per cui la funzione 13.1.
lo stimatore (^) S c^2 per cui, al posto della 13.1.1, si può utilizzare la seguente funzione delle variabili casuali
S n
X μ c
~ tn -1 13.2.
che è una quantità pivotale. Infatti, si osservi che
S n
X μ c
𝑋̅−𝜇𝜎 √𝑛 √(𝑛−1) S c^2 (𝑛−1)^ 𝜎^2
normale standard. Quindi
[𝑥̅ − 𝑡𝑛−1,1−𝛼 2 √𝑛^ 𝑠𝑐 , 𝑥̅ + 𝑡𝑛−1,1−𝛼/2 √𝑛𝑠𝑐] 13.2.
abbia distribuzione normale con varianza non nota.
Esempio 13.2. Si costruisca l’intervallo di confidenza di al livello di probabilità del 95% sulla base di un campione di numerosità 10 su cui sono state ottenuti 𝑥̅ =10.8 e 𝑠𝑐^2 = 4.01̅ Dato che t 9,0.975 = 2.262, l’intervallo di confidenza è dato da
10.80 2.262 4.0 101 ,10.802.262 4.0 101
In questo caso l’intervallo così determinato contiene il valore vero della media della popolazione che è uguale a 10.
(^)
n
π π
P π
non è tuttavia una quantità pivotale, in quanto dipende dalla varianza della proporzione campionaria, che a
la varianza si considera la varianza campionaria, che nel caso di variabili casuali campionarie con distribuzione di Bernoulli poiché X (^) i^2 Xi risulta
𝑆^2 =^1 𝑛 ∑(𝑋𝑖 − 𝑃̂)^2 =
𝑛
𝑖=
𝑛
𝑖=
𝑛
𝑖=
Sostituendo al denominatore la varianza campionaria al posto della varianza, si ottiene la seguente quantità pivotale
n
P π ˆ 1 ˆ
che al crescere della numerosità campionaria tende a una distribuzione normale standard. In analogia a quanto visto in precedenza risulta
^ ^ ^ ^ ^ ^
(^) P P ˆ^ z 1 / 2 P ˆ^1 n P ˆ P ˆ z 1 / 2 P ˆ^1 nP^ ˆ 1 13.3.
n p z p p n p ˆ^ z p ˆ^1 p^ ˆ , ˆ ˆ^1 ˆ 1 / 2 1 / 2
Esempio In occasione di un referendum abrogativo viene effettuato un sondaggio preliminare su un campione di 1000 individui. Sapendo che su 1000 intervistati 650 sono favorevoli all’abrogazione della legge, la proporzione campionaria di
è delimitato dagli estremi
(^) 1000 , 0. 65 2. 576 0.^650.^35 1000
L’intervallo di confidenza al livello approssimato del 99% è quindi [0.6111, 0.6889]. Si osservi che rappresenta la probabilità che unindividuo scelto casualmente si dichiari favorevole all’abrogazione.