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L'ambientalismo in Italia negli anni '60: il miracolo economico e i disastri ambientali, Appunti di Storia

L'ambientalismo in italia negli anni '60, con un particolare focus sul miracolo economico e i disastri ambientali che si sono verificati durante questo periodo. Il miracolo economico è descritto come un periodo di crescita economica rapida, in cui l'italia diventa la quarta potenza industriale del mondo. Tuttavia, questo periodo di crescita è accompagnato da disastri ambientali, come l'alluvione di firenze del 1966 e la tragedia del vajont del 1963. Anche le cause e gli effetti del miracolo economico, come l'urban sprawl e la speculazione edilizia, e come questi fattori hanno contribuito ai disastri ambientali. Inoltre, il documento descrive come l'italia ha reagito a questi disastri, attraverso l'istituzione di organizzazioni ambientaliste come italia nostra e il processo di cassazione per la tragedia del vajont.

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 07/04/2024

giada-castiglioni
giada-castiglioni 🇮🇹

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Lambientalismo in Italia negli anni ‘60
Il miracolo economico
In Italia il miracolo economico si colloca tra il ‘55 e i primi anni ’60. (L’espressione Boom
Economico venne coniato dal Daily Mail, un tabloid britannico)
Le cause
Nel ’57 vengono siglati i trattati di Roma, che consentono la nascita comunità economica
europea, quindi gli stranieri iniziano a investire nel mercato italiano
Piano Marshall, aiuti economici americani all’Europa per la ricostruzione (ciò portò a far
utilizzare i prodotti americani agli italiani, che vuole basarsi sulle strategie americane)
I vantaggi
Nei primi anni 50 l’Italia era a produzione agricola, nel giro di meno di un decennio diventa la
quarte potenza industriale. Il 61 è l’anno cardine perché il PIL italiano arriva a sfiorare il 6%,
conseguentemente cresce la ricchezza e i consumi, soprattutto gli elettrodomestici.
Cresce l’aspettative di vita e le nascite, c’è una maggiore disponibilità economica, che si traduce
negli investimenti nel tempo libero (hobby, vestiti, ecc…), c’è anche un regime nutritivo più ampio,
iniziano a mangiare molta più carne, gli effetti di questo sono:
- Patocenosi della modernità
- Crescita delle dimensione corporee —> cambiano i gusti estetici
I consumi crescono anche perché si diffonde un nuovo linguaggio pubblicitario, anche grazie al
Carosello, ovvero una striscia di spot che ha una storia, utilizzando anche i cartoni e l’animazione,
il target erano i bambini, perché sono più abbindolabili e andavano con i genitori a fare la spesa.
Tra i beni utilizzabili c’era l’automobili, a partire dalla metà degli anni ‘50 lancia sul mercato le
“automobili degli italiani”, ovvero la 500 e la 600. Nel 55 lancia la 600 che viene promossa dalla
Rai; La Fiat fa degli accordi con gli istituti bancari per comprare la macchina a rate. Nel 57 viene
lanciata la 500, e il presidente Vittorio Valletta vuole che mandino in produzione una macchina con
meno costi di consumi, per via della crisi di Suez del 56.
Torino era capitale industriale, Milano capitale economica dell’Italia.
Si sviluppa anche la rete autostradale, a discapito delle strade statali e provinciali che riversano in
condizioni pietose, si vuole mandare il messaggio che bisogna utilizzare l’automobile al posto del
mezzo di trasporto ferroviario, ma il risvolto negativo della cosa è il traffico che aumenta.
Grazie a ciò aumenta anche il consumo di petrolio, la penisola italiana non è ricca di giacimenti di
petrolio, perciò aumentano le importazioni di questo, si sviluppa anche il settore petrolchimico, e
l’Italia diventa un punto strategico per l’Europa, perché lo distribuisce con degli oleo dotti, gli scarti
vengono poi scartati nei flussi idrici, comportando a un inquinamento delle acque.
Gli svantaggi
Inizia un grande flusso migratorio che cambia, durante il miracolo economico le città del nord
diventano attrattive per i cittadini del sud e delle campagne, inizia uno svuotamento delle
campagne, ed essere un bracciante diventa una professione negativa.
Lo Stato italiano incoraggiava le migrazioni all’estero, per far fronte alla disoccupazione, inizia il
Coping. Nascono degli accordi bilaterali con gli altri Stati, che prevedevano un commercio di vite
umane, i migranti che diventavano mani d’opera a basso costo, un accordo importante fu quello
con il Belgio, che prevedeva la manodopera italiana in Vallonia, regione mineraria del Belgio, in
cambio l’Italia otteneva carbone a buon mercato; ma i braccianti italiano vivevano in condizioni
pessime, stipati in capanne o brache e lavoravano molte ore al giorno in condizioni precarie.
Spesso questi accordi non erano leciti e venivano firmati non alla luce del sole, l’opinione pubblica
non era del tutto consapevole, ma ne fu consapevole con l’incendio di Marcinel, accadde 8 agosto
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L’ambientalismo in Italia negli anni ‘

 Il miracolo economico

In Italia il miracolo economico si colloca tra il ‘55 e i primi anni ’60. (L’espressione Boom Economico venne coniato dal Daily Mail, un tabloid britannico) Le cause  Nel ’57 vengono siglati i trattati di Roma, che consentono la nascita comunità economica europea, quindi gli stranieri iniziano a investire nel mercato italiano  Piano Marshall, aiuti economici americani all’Europa per la ricostruzione (ciò portò a far utilizzare i prodotti americani agli italiani, che vuole basarsi sulle strategie americane) I vantaggi Nei primi anni 50 l’Italia era a produzione agricola, nel giro di meno di un decennio diventa la quarte potenza industriale. Il 61 è l’anno cardine perché il PIL italiano arriva a sfiorare il 6%, conseguentemente cresce la ricchezza e i consumi, soprattutto gli elettrodomestici. Cresce l’aspettative di vita e le nascite, c’è una maggiore disponibilità economica, che si traduce negli investimenti nel tempo libero (hobby, vestiti, ecc…), c’è anche un regime nutritivo più ampio, iniziano a mangiare molta più carne, gli effetti di questo sono:

  • Patocenosi della modernità
  • Crescita delle dimensione corporee —> cambiano i gusti estetici I consumi crescono anche perché si diffonde un nuovo linguaggio pubblicitario, anche grazie al Carosello , ovvero una striscia di spot che ha una storia, utilizzando anche i cartoni e l’animazione, il target erano i bambini, perché sono più abbindolabili e andavano con i genitori a fare la spesa. Tra i beni utilizzabili c’era l’automobili, a partire dalla metà degli anni ‘50 lancia sul mercato le “automobili degli italiani”, ovvero la 500 e la 600. Nel 55 lancia la 600 che viene promossa dalla Rai; La Fiat fa degli accordi con gli istituti bancari per comprare la macchina a rate. Nel 57 viene lanciata la 500, e il presidente Vittorio Valletta vuole che mandino in produzione una macchina con meno costi di consumi, per via della crisi di Suez del 56. Torino era capitale industriale, Milano capitale economica dell’Italia. Si sviluppa anche la rete autostradale, a discapito delle strade statali e provinciali che riversano in condizioni pietose, si vuole mandare il messaggio che bisogna utilizzare l’automobile al posto del mezzo di trasporto ferroviario, ma il risvolto negativo della cosa è il traffico che aumenta. Grazie a ciò aumenta anche il consumo di petrolio, la penisola italiana non è ricca di giacimenti di petrolio, perciò aumentano le importazioni di questo, si sviluppa anche il settore petrolchimico, e l’Italia diventa un punto strategico per l’Europa, perché lo distribuisce con degli oleo dotti, gli scarti vengono poi scartati nei flussi idrici, comportando a un inquinamento delle acque. Gli svantaggi Inizia un grande flusso migratorio che cambia, durante il miracolo economico le città del nord diventano attrattive per i cittadini del sud e delle campagne, inizia uno svuotamento delle campagne, ed essere un bracciante diventa una professione negativa. Lo Stato italiano incoraggiava le migrazioni all’estero, per far fronte alla disoccupazione, inizia il Coping. Nascono degli accordi bilaterali con gli altri Stati, che prevedevano un commercio di vite umane, i migranti che diventavano mani d’opera a basso costo, un accordo importante fu quello con il Belgio, che prevedeva la manodopera italiana in Vallonia, regione mineraria del Belgio, in cambio l’Italia otteneva carbone a buon mercato; ma i braccianti italiano vivevano in condizioni pessime, stipati in capanne o brache e lavoravano molte ore al giorno in condizioni precarie. Spesso questi accordi non erano leciti e venivano firmati non alla luce del sole, l’opinione pubblica non era del tutto consapevole, ma ne fu consapevole con l’incendio di Marcinel , accadde 8 agosto

del 56 in un tunnel di una miniera, i morti furono 262 e 136 erano italiani, l’impatto mediatico fu devastante perché l’opinione pubblica venne a conoscenza di ciò, inizio a criticare il governo, grazie a ciò vennero prima rivisti poi interrotti. A partire della seconda metà degli anni 50 le mete migratorie del sud Italia cambiano, i poli diventano Milano, Torino, Roma, Genova e Varese. Ciò implica anche la speculazione edilizia e si sviluppano in orizzontale—> dispersione insediativa o urbana , iniziano a crescere le periferie in modo incontrollato (legge ponte permette un piano regolatore che subisce una posticipazione della sua applicazione del e gli imprenditori edili in questa attesa svincolano i territori), ciò portò anche all’abusivismo edilizio, ad esempio a Torino cresce un odio verso i cittadini meridionali, a cui non viene affittata casa, perciò questi andavano a popolare le baraccopoli che crescevano in periferia, che verrano poi soprannominate le Coree , le abitazioni erano costruite a mano dai migranti. Nel 55 ci fu un reportage del giornale “Espresso” sulla corruzione di questi quartieri abusivi nella capitale.

  • Italo Calvino scrisse “speculazione edilizia” nel ’57, romanzo che venne trasformato in un film nel 63, insieme con il film “le mani sulle città” di Francesco Rosi. Nel 62 venne pubblicato il saggio “malattie del progresso” scritto da medici e scienziati, e afferma che vi è una consapevolezza che il forte sviluppo economico ebbe delle ricadute negative. Tra la fine degli anni 40 e inizi anni 60 ci fu un maggiore numero di malattie polmonari, di 40 volte nel Regno Unito, 30 volte negli USA e 5 volte in Italia.  Urban Sprawl = dispersione insediativa I fattori di push sono quei fattori che allontanano da un luogo (fanno abbandonare) I fattori di pull sono dei fattori che attraggono in un luogo La vita in città è desiderabile anche grazie alla diffusione dei mass media e della comunicazione di massa, che fa diventare la città un mito nonostante le tante contraddizioni; la presenza di fabbriche porta a una sicurezza di trovar lavoro, la città promette anche le comodità, istruzione migliore e socializzazione, ma questa promette anche democrazia proprio come i consumi di massa, perché grazie al boom economico, permettono all’operaio di permettersi consumi prettamente per ricchi, facendolo sentire partecipe di un certo livello di ricchezza.

 Le autostrade

I consumi di massa promessi dalla città sono un modo per esplicitare la democrazia→nasce la scelta del soggetto su cosa acquistare diventano beni di consumo tutte quelle cose che prima erano di élite, e avendo giusta possibilità il soggetto si senta partecipe di un certo tipo di ricchezza→livella sociale. Nasce intorno agli anni 50-60 il mito della velocità, dell’automobile (vendute molteplicità auto fino ai 10 milioni nei primi anni 70), auto è uno status simbolo, è un mezzo di connotazioni simboliche: libertà, indipedenza, autonomia. Vengono costruite negli anni 50-60 i tracciati autostradali (stato che investe più su queste che sulle strade statali e reti ferroviarie danneggiate dalla guerra). Romita ministro dei lavori pubblici a metà anni 50 promuove il piano Romita ossia lo sviluppo della sola rete autostradale basato su 120 miliardi d lire dove 100 miliardi per la rete autostradale e 20 miliardi per il miglioramento delle strade del sud italia per poi essere continuato da zaccagnini che farà un piano simile. Il piano Romita provvedeva miglioramento della milano-napoli, serravalle-milao-torino-ivrea...... autostrada del sole 1956 a san donato milanese per collegare milano napoli con Giovanni Gronchi a celebrarla. Il consorzio "sissi"= sviluppo iniziative stradali italiane →commissiona il progetto autostrada de sole composto da aziende private come fiat, cementi, Pirelli e agip.

classe sociale a parte e si rendono conto che assieme possono fare qualcosa) Il presidente del Massachusetts, Eduard Kennedy, promuovette un comitato di salvataggio per l’arte italiana, a cui aderirono molti personaggi famosi, tra cui Rockefeller, e raccolsero fondi per ricostruire la città. Nel ‘66 sono molte le città che subiscono frane e alluvioni, un caso particolare fu la frana di Agrigento, che provocò la distruzione di alcuni edifici in costruzione vuoti, venne provocata dalla speculazione edilizia e dal progetto di aumento della popolazione, Agrigento offriva alloggio a 40 mila abitanti, il progetto aumentava la popolazione a 140 mila. Successe anche a Palermo che venne distrutta da un complesso idrologico, Una delle prime organizzazioni ambientaliste italiane venne fondata nel 55, Italia Nostra, a Roma, e ne diventerà un simbolo; prima le sue battaglie erano orientate a tutelare il patrimonio architettonico che stava venendo spazzato via dall’edilizia.  La tragedia del Vajont , 9 Ottobre 1963 Erano le 22:39 del 9 Ottobre del 63, quella notte una quantità enorme di detriti e rocce si staccarono dal monte Toc, fu una valanga 150 m, e si riversarono 150 milioni di m3 di detriti nella diga sottostante, questo provocò un’onda enorme che si riversò anche dentro il bacino che provocò un'altra onda che inondò i paesi nel versante opposto, si generò una terza onda che superò la diga e si abbatte sui paesi a valle, 5 paesi spazzati via tra cui Longarone, ci furono 1917 vittime e 400 bambini. La comunità reagì, con l’idea della mera fatalità, che non poteva essere prevista, ma Tina Merlin inizio a indagare sulle cause di questa tragedia, prima di ciò aveva iniziato a criticare la costruzione della diga. Prima della tragedia c’erano state dei segni, che erano stati ignorati; la diga era nata nel 1930, al confine tra la provincia di Belluno e Pordenone, per la costruzione di centrali idroelettriche. La SADE aveva incoraggiato i paesi di montagna la costruzione costruzione di centrali idroelettriche e di dighe, Negli anni 50 si era rivisto il progetto del Grande Vajont, ovvero la costruzione di una diga più grande di quello che si era deciso, costruendo la diga più grande al mondo; la diga inizia essere costruita nel 57, senza le dovute autorizzazioni e senza la perizia, che arriveranno nel 59 quando la diga era già stata quasi finita, e si scoprirà che il versante del monte Toc non è stabile, la SADE fa continuare i lavori ignorando la perizia. I versanti del monte Toc erano destinati al pascolo, infatti i villaggi erano sorti sul versante opposto. All’inizio degli anni 60 iniziarono le contestazioni, perché nel 59 si era verificata la frana di ponte 6, che provocò una vittima, ciò allertò le comunità intorno e a valle, che iniziarono a contestare le azioni della SADE che aveva espropriato delle terre; quindi, promise una strada da Casso a Longane, ma nel 60 una parte del monte Toc si staccò e si riversò nella diga, ma fu ristretta perché non provocò vittime ma danni alle strutture dei paesi di Erto e Casso, ed alcune famiglie furono costrette ad abbandonare, la SADE non interruppe i lavori. Negli anni 60 lo Stato promosse la nazionalizzazione dell’energia elettrica, la SADE ha fretta di finire i lavori per vendere la diga allo Stato che stava nazionalizzando l’energia elettrica. Qualche anno dopo si aprì il processo hai danni, si aprì nel 68, e si spostò il processo dalla sede di Belluno a quella dell’Aquila, perché si temeva che i sopravvissuti o i parenti partecipassero al processo. Il primo grado si svolse velocemente, nel 69 si arriva alla conclusione non accettabile, perché solo 5 dei 9 Tra gli avvocati difensori ci fu Giovanni Leone, diventerà presidente della repubblica, che nel 63 si era recato nel luogo della tragedia promettendo giustizia, ma nel processo era un difensore della SADE, e trovò dei cavilli per diminuire i risarcimenti danni. Nel 71 si tiene il

processo di cassazione, la sentenza non rispecchiò le aspettative, si riconobbero le responsabilità della SADE e dell’Enel, Biadene venne condannato a 5 anni di reclusione, che non farà perché Giovanni Leone, diventato presidente, gli concederà la grazia. La vicenda finì solo nel 2000 quando l’Enel fu costretta a risarcire le famiglie delle vittime. Antonio Cederna , esponente dell’ambientalismo italiano e uno dei fondatori di Italia Nostra, negli anni 70, portò avanti un’inchiesta che fece venir fuori che il verde in Italia si era ridotto considerevolmente; infatti, fece venir fuori le lacune del Art. 9 della costituzione italiana che si improntava solo sull’aspetto estetico dell’ambiente.