



Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
L'ambientalismo in italia negli anni '60, con un particolare focus sul miracolo economico e i disastri ambientali che si sono verificati durante questo periodo. Il miracolo economico è descritto come un periodo di crescita economica rapida, in cui l'italia diventa la quarta potenza industriale del mondo. Tuttavia, questo periodo di crescita è accompagnato da disastri ambientali, come l'alluvione di firenze del 1966 e la tragedia del vajont del 1963. Anche le cause e gli effetti del miracolo economico, come l'urban sprawl e la speculazione edilizia, e come questi fattori hanno contribuito ai disastri ambientali. Inoltre, il documento descrive come l'italia ha reagito a questi disastri, attraverso l'istituzione di organizzazioni ambientaliste come italia nostra e il processo di cassazione per la tragedia del vajont.
Tipologia: Appunti
1 / 5
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!




In Italia il miracolo economico si colloca tra il ‘55 e i primi anni ’60. (L’espressione Boom Economico venne coniato dal Daily Mail, un tabloid britannico) Le cause Nel ’57 vengono siglati i trattati di Roma, che consentono la nascita comunità economica europea, quindi gli stranieri iniziano a investire nel mercato italiano Piano Marshall, aiuti economici americani all’Europa per la ricostruzione (ciò portò a far utilizzare i prodotti americani agli italiani, che vuole basarsi sulle strategie americane) I vantaggi Nei primi anni 50 l’Italia era a produzione agricola, nel giro di meno di un decennio diventa la quarte potenza industriale. Il 61 è l’anno cardine perché il PIL italiano arriva a sfiorare il 6%, conseguentemente cresce la ricchezza e i consumi, soprattutto gli elettrodomestici. Cresce l’aspettative di vita e le nascite, c’è una maggiore disponibilità economica, che si traduce negli investimenti nel tempo libero (hobby, vestiti, ecc…), c’è anche un regime nutritivo più ampio, iniziano a mangiare molta più carne, gli effetti di questo sono:
del 56 in un tunnel di una miniera, i morti furono 262 e 136 erano italiani, l’impatto mediatico fu devastante perché l’opinione pubblica venne a conoscenza di ciò, inizio a criticare il governo, grazie a ciò vennero prima rivisti poi interrotti. A partire della seconda metà degli anni 50 le mete migratorie del sud Italia cambiano, i poli diventano Milano, Torino, Roma, Genova e Varese. Ciò implica anche la speculazione edilizia e si sviluppano in orizzontale—> dispersione insediativa o urbana , iniziano a crescere le periferie in modo incontrollato (legge ponte permette un piano regolatore che subisce una posticipazione della sua applicazione del e gli imprenditori edili in questa attesa svincolano i territori), ciò portò anche all’abusivismo edilizio, ad esempio a Torino cresce un odio verso i cittadini meridionali, a cui non viene affittata casa, perciò questi andavano a popolare le baraccopoli che crescevano in periferia, che verrano poi soprannominate le Coree , le abitazioni erano costruite a mano dai migranti. Nel 55 ci fu un reportage del giornale “Espresso” sulla corruzione di questi quartieri abusivi nella capitale.
I consumi di massa promessi dalla città sono un modo per esplicitare la democrazia→nasce la scelta del soggetto su cosa acquistare diventano beni di consumo tutte quelle cose che prima erano di élite, e avendo giusta possibilità il soggetto si senta partecipe di un certo tipo di ricchezza→livella sociale. Nasce intorno agli anni 50-60 il mito della velocità, dell’automobile (vendute molteplicità auto fino ai 10 milioni nei primi anni 70), auto è uno status simbolo, è un mezzo di connotazioni simboliche: libertà, indipedenza, autonomia. Vengono costruite negli anni 50-60 i tracciati autostradali (stato che investe più su queste che sulle strade statali e reti ferroviarie danneggiate dalla guerra). Romita ministro dei lavori pubblici a metà anni 50 promuove il piano Romita ossia lo sviluppo della sola rete autostradale basato su 120 miliardi d lire dove 100 miliardi per la rete autostradale e 20 miliardi per il miglioramento delle strade del sud italia per poi essere continuato da zaccagnini che farà un piano simile. Il piano Romita provvedeva miglioramento della milano-napoli, serravalle-milao-torino-ivrea...... autostrada del sole 1956 a san donato milanese per collegare milano napoli con Giovanni Gronchi a celebrarla. Il consorzio "sissi"= sviluppo iniziative stradali italiane →commissiona il progetto autostrada de sole composto da aziende private come fiat, cementi, Pirelli e agip.
classe sociale a parte e si rendono conto che assieme possono fare qualcosa) Il presidente del Massachusetts, Eduard Kennedy, promuovette un comitato di salvataggio per l’arte italiana, a cui aderirono molti personaggi famosi, tra cui Rockefeller, e raccolsero fondi per ricostruire la città. Nel ‘66 sono molte le città che subiscono frane e alluvioni, un caso particolare fu la frana di Agrigento, che provocò la distruzione di alcuni edifici in costruzione vuoti, venne provocata dalla speculazione edilizia e dal progetto di aumento della popolazione, Agrigento offriva alloggio a 40 mila abitanti, il progetto aumentava la popolazione a 140 mila. Successe anche a Palermo che venne distrutta da un complesso idrologico, Una delle prime organizzazioni ambientaliste italiane venne fondata nel 55, Italia Nostra, a Roma, e ne diventerà un simbolo; prima le sue battaglie erano orientate a tutelare il patrimonio architettonico che stava venendo spazzato via dall’edilizia. La tragedia del Vajont , 9 Ottobre 1963 Erano le 22:39 del 9 Ottobre del 63, quella notte una quantità enorme di detriti e rocce si staccarono dal monte Toc, fu una valanga 150 m, e si riversarono 150 milioni di m3 di detriti nella diga sottostante, questo provocò un’onda enorme che si riversò anche dentro il bacino che provocò un'altra onda che inondò i paesi nel versante opposto, si generò una terza onda che superò la diga e si abbatte sui paesi a valle, 5 paesi spazzati via tra cui Longarone, ci furono 1917 vittime e 400 bambini. La comunità reagì, con l’idea della mera fatalità, che non poteva essere prevista, ma Tina Merlin inizio a indagare sulle cause di questa tragedia, prima di ciò aveva iniziato a criticare la costruzione della diga. Prima della tragedia c’erano state dei segni, che erano stati ignorati; la diga era nata nel 1930, al confine tra la provincia di Belluno e Pordenone, per la costruzione di centrali idroelettriche. La SADE aveva incoraggiato i paesi di montagna la costruzione costruzione di centrali idroelettriche e di dighe, Negli anni 50 si era rivisto il progetto del Grande Vajont, ovvero la costruzione di una diga più grande di quello che si era deciso, costruendo la diga più grande al mondo; la diga inizia essere costruita nel 57, senza le dovute autorizzazioni e senza la perizia, che arriveranno nel 59 quando la diga era già stata quasi finita, e si scoprirà che il versante del monte Toc non è stabile, la SADE fa continuare i lavori ignorando la perizia. I versanti del monte Toc erano destinati al pascolo, infatti i villaggi erano sorti sul versante opposto. All’inizio degli anni 60 iniziarono le contestazioni, perché nel 59 si era verificata la frana di ponte 6, che provocò una vittima, ciò allertò le comunità intorno e a valle, che iniziarono a contestare le azioni della SADE che aveva espropriato delle terre; quindi, promise una strada da Casso a Longane, ma nel 60 una parte del monte Toc si staccò e si riversò nella diga, ma fu ristretta perché non provocò vittime ma danni alle strutture dei paesi di Erto e Casso, ed alcune famiglie furono costrette ad abbandonare, la SADE non interruppe i lavori. Negli anni 60 lo Stato promosse la nazionalizzazione dell’energia elettrica, la SADE ha fretta di finire i lavori per vendere la diga allo Stato che stava nazionalizzando l’energia elettrica. Qualche anno dopo si aprì il processo hai danni, si aprì nel 68, e si spostò il processo dalla sede di Belluno a quella dell’Aquila, perché si temeva che i sopravvissuti o i parenti partecipassero al processo. Il primo grado si svolse velocemente, nel 69 si arriva alla conclusione non accettabile, perché solo 5 dei 9 Tra gli avvocati difensori ci fu Giovanni Leone, diventerà presidente della repubblica, che nel 63 si era recato nel luogo della tragedia promettendo giustizia, ma nel processo era un difensore della SADE, e trovò dei cavilli per diminuire i risarcimenti danni. Nel 71 si tiene il
processo di cassazione, la sentenza non rispecchiò le aspettative, si riconobbero le responsabilità della SADE e dell’Enel, Biadene venne condannato a 5 anni di reclusione, che non farà perché Giovanni Leone, diventato presidente, gli concederà la grazia. La vicenda finì solo nel 2000 quando l’Enel fu costretta a risarcire le famiglie delle vittime. Antonio Cederna , esponente dell’ambientalismo italiano e uno dei fondatori di Italia Nostra, negli anni 70, portò avanti un’inchiesta che fece venir fuori che il verde in Italia si era ridotto considerevolmente; infatti, fece venir fuori le lacune del Art. 9 della costituzione italiana che si improntava solo sull’aspetto estetico dell’ambiente.