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La commedia nuova: Menandro, Appunti di Greco

Appunti sulle commedie di Menandro con particolare attenzione per la trama e per il pensiero del commediografo

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 06/07/2023

ciackercole
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Menandro (vita e opere)
Menandro nasce ad Atene tra il 342 e il 340 a.C. da una famiglia benestante, egli trascorse tutta la sua vita
nella città attica. La sua educazione fu affidata al commediografo Alessi. L’esordio nel teatro risale al
325/324 a.C., la sua prima vittoria alle Lenee risale al 322/321 con la commedia Orgè, mentre la seconda
volta nel 317/316 con il Dyscolos. Egli muore nel 293-290 forse per annegamento.
Produzione
Egli produsse circa 100 commedie ottenendo solo 8 vittorie agli agoni drammatici ateniesi. Per intero
conosciamo solo il Dyscolos; mentre si sono conservate alcune parti degli Epitrepontes, della Samìa,
dell’Aspis, della Perikeiromene, dei Sikyonioi e del Misoumenos. Grazie alla tradizione indiretta conosciamo
alcuni titoli di altre commedie e poco più.
Le trame delle commedie
Lo scudo
Trama:
Il servo Davo torna da una spedizione in Licia portando con sé un ricco bottino e lo scudo del padrone
Cleostrato, che crede morto. Smicrine, zio di Cleostrato, vuole impossessarsi del bottino. La Tyche, nel
prologo, chiarisce il fatto che Cleostrato non è morto, ma un suo compagno aveva imbracciato lo scudo e
Davo aveva scambiato il cadavere di costui per quello del suo padrone. Smicrine, per raggiungere i suoi
obiettivi, pianifica di sposarsi con la sorella di Cleostrato. Davo allora escogita uno stratagemma: finge la
morte del fratello di Smicrine, Cherestrato, così che l’avido Smicrine cercherà di sposare la figlia di costui
per ottenere la sua eredità, più appetibile di quella di Cleostrato. A questo punto ci sono delle lacune nei
papiri, ma la storia si può ricostruire: durante i finti funerali di Cherestrato ritorna Cleostrato. Quindi
Smicrine viene smascherato.
Il Misantropo
Trama:
Cnemone è un vecchio burbero e asociale, che vive lontano dalla moglie, insieme alla figlia e ad una serva.
Durante una battuta di caccia un ricco giovane, Sostrato, capita dalle parti della casa di Cnemone e si
innamora a prima vista della figlia. Per conquistare la stima del padre di costei, Sostrato diventa bracciante
sperando di incontrare Cnemone nei campi, ma quest’ultimo si mantiene lontano da tutte le situazioni di
vita sociale. Durante un sacrificio in onore di Pan, si viene a sapere che il vecchio è caduto in un pozzo,
Sostrato decide dunque di andarlo a salvare e gli fa capire che nessuno può vivere senza gli altri. Cnemone
infine concede la mano della figlia a Sostrato.
L’arbitrato
Trama:
Tornato da un viaggio Carisio apprende che sua moglie Panfile ha partorito e ha esposto il neonato.
Abbandona la sua casa e va a vivere presso Cherestrato, suo amico, dove intesse una relazione con
un’etera, Abrotono. Il padre di Panfile intanto incontra il servo Davo e Sirisco che gli chiedono di far da
arbitro in una controversia: Davo ha trovato un bambino esposto e lo ha dato a Sirisco trattenendo gli
oggetti che aveva con lui, che Sirisco reclama, anche perché potrebbero permettere ai genitori di
riconoscere il bambino. Smicrine dà ragione a Sirisco e mentre avviene la restituzione degli oggetti passa di
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Menandro (vita e opere) Menandro nasce ad Atene tra il 342 e il 340 a.C. da una famiglia benestante, egli trascorse tutta la sua vita nella città attica. La sua educazione fu affidata al commediografo Alessi. L’esordio nel teatro risale al 325/324 a.C., la sua prima vittoria alle Lenee risale al 322/321 con la commedia Orgè, mentre la seconda volta nel 317/316 con il Dyscolos. Egli muore nel 293-290 forse per annegamento. Produzione Egli produsse circa 100 commedie ottenendo solo 8 vittorie agli agoni drammatici ateniesi. Per intero conosciamo solo il Dyscolos; mentre si sono conservate alcune parti degli Epitrepontes, della Samìa, dell’Aspis, della Perikeiromene, dei Sikyonioi e del Misoumenos. Grazie alla tradizione indiretta conosciamo alcuni titoli di altre commedie e poco più. Le trame delle commedie Lo scudo Trama: Il servo Davo torna da una spedizione in Licia portando con sé un ricco bottino e lo scudo del padrone Cleostrato, che crede morto. Smicrine, zio di Cleostrato, vuole impossessarsi del bottino. La Tyche, nel prologo, chiarisce il fatto che Cleostrato non è morto, ma un suo compagno aveva imbracciato lo scudo e Davo aveva scambiato il cadavere di costui per quello del suo padrone. Smicrine, per raggiungere i suoi obiettivi, pianifica di sposarsi con la sorella di Cleostrato. Davo allora escogita uno stratagemma: finge la morte del fratello di Smicrine, Cherestrato, così che l’avido Smicrine cercherà di sposare la figlia di costui per ottenere la sua eredità, più appetibile di quella di Cleostrato. A questo punto ci sono delle lacune nei papiri, ma la storia si può ricostruire: durante i finti funerali di Cherestrato ritorna Cleostrato. Quindi Smicrine viene smascherato. Il Misantropo Trama: Cnemone è un vecchio burbero e asociale, che vive lontano dalla moglie, insieme alla figlia e ad una serva. Durante una battuta di caccia un ricco giovane, Sostrato, capita dalle parti della casa di Cnemone e si innamora a prima vista della figlia. Per conquistare la stima del padre di costei, Sostrato diventa bracciante sperando di incontrare Cnemone nei campi, ma quest’ultimo si mantiene lontano da tutte le situazioni di vita sociale. Durante un sacrificio in onore di Pan, si viene a sapere che il vecchio è caduto in un pozzo, Sostrato decide dunque di andarlo a salvare e gli fa capire che nessuno può vivere senza gli altri. Cnemone infine concede la mano della figlia a Sostrato. L’arbitrato Trama: Tornato da un viaggio Carisio apprende che sua moglie Panfile ha partorito e ha esposto il neonato. Abbandona la sua casa e va a vivere presso Cherestrato, suo amico, dove intesse una relazione con un’etera, Abrotono. Il padre di Panfile intanto incontra il servo Davo e Sirisco che gli chiedono di far da arbitro in una controversia: Davo ha trovato un bambino esposto e lo ha dato a Sirisco trattenendo gli oggetti che aveva con lui, che Sirisco reclama, anche perché potrebbero permettere ai genitori di riconoscere il bambino. Smicrine dà ragione a Sirisco e mentre avviene la restituzione degli oggetti passa di

lì il servo di Sirisco che riconosce tra essi l’anello del padrone. Si ricostruisce così la storia e si comprende che il bambino che ha partorito Panfile è di Carisio, i due allora si chiariscono. L’odiato Trama: Trasonide ama Crateia, sua preda di guerra e così le concede la libertà, ricevendone in cambio solo odio perché ella pensa che Trasonide abbia ucciso suo fratello, del quale egli conserva la spada nel bottino di guerra. La storia si conclude con la scoperta che il fratello non è morto e con le nozze tra i due. La ragazza tosata Trama: Polemone ha visto Glicera, da lui amata, abbracciare Moschione, ma Polemone non sa che i due hanno scoperto di essere fratelli. Polemone preso da gelosia si vendica su Glicera tagliandole i capelli e poi scappa in campagna. Polemone con l’aiuto di Pateco cerca di riconciliarsi con la ragazza, ma invano, anzi Glicera chiede che le siano restituiti alcuni oggetti che gli aveva dato. Tra essi Pateco ne riconosce alcuni: erano quelli con i quali aveva esposto i figli. Scopre dunque di essere padre di Moschione e Glicera. La commedia si conclude con le nozze tra Glicera e Polemone. La donna di Samo Trama: Moschione ha sedotto la giovane Plangone e dalla loro unione è nato un figlio. Per paura Plangone chiede alla concubina del padre di dire a Demea che il figlio è loro. Demea capisce però che è di Moschione e della sua concubina e caccia quest’ultima di casa. Il padre di Plangone scopre la verità e dunque i due si sposano e la concubina viene accolta di nuovo in casa. I Sicioni Trama: Stratofane concede la libertà a Filumena, sua schiava, per amore, ma ella scappa via. Intanto Stratofane scopre di essere figlio di una famiglia ateniesi e di essere stato adottato. Alla fine Stratofane incontra il padre di Filumena e gli chiede la figlia in sposa. Struttura, personaggi e stile Le commedie menandree sono distinte in 5 atti: nei primi tre troviamo l’instaurarsi di complesse situazioni e di conflitti tra personaggi, mentre negli ultimi due le difficoltà si sciolgono per arrivare al lieto fine. Non esiste la parabasi e non ci sono parti corali se non alcuni intermezzi musicali. Il prologo inoltre non si trova per forza all’inizio del dramma ed è spesso affidato ad un personaggio che può essere una divinità o la personificazione di un’entità superiore, la quale conosce come stanno veramente le cose. Così egli illustra i

La fortuna di Menandro Menandro non ottenne molte vittorie in vita, ma fu molto apprezzato dopo la morte. Tra coloro che lo nominano troviamo Aristofane di Bisanzio, che loda la sua capacità di imitare la realtà e Ovidio che afferma che ancora ai suoi tempi le commedie menandree venivano lette nelle scuole. Furono soprattutto i commediografi latini, Plauto e Terenzio, a fare di Menandro il loro modello.