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la commedia di Menandro, Appunti di Greco

Letteratura greca: età ellenistica e le commedie di Menandro

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 03/07/2023

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Rebecca0403 🇮🇹

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ELLENISMO
Il 3 secolo è il periodo considerato inferiore al periodo classico, visto come
collegamento tra mondo classico e moderno. Menandro è l’arche della commedia
moderna e il primo evento in questo periodo sono le conquiste di Alessandro Magno,
iniziatore di una guerra di conquista, macedone, considerato dai greci come un
barbaro.
La Macedonia si trova al Nord della Grecia, terra montuosa dove vennero trovati i
tesori di Filippo il macedone.
Alessandro era un uomo colto, discepolo di Aristotele e morto a 33 anni e il suo ideale
era di conquistare più terre possibili, si sposò con roxanne e fecero importanti
campagne militari. Non si sa come morì ma il suo impero declinò, lui voleva un popolo
che parlasse solo il greco (koinè dialektos cioè lingua comune dei greci), ma non
imponeva agli altri popoli la loro religione. Nel 334 Alessandro aveva varcato
l’Ellesponto e si presentò in asia minore al comando di un esercito. I satrapi persiani
affrontarono Alessandro subendo una grave sconfitta. La battaglia che si svolse a Isso
nel 333 a.C segnò un’altra e ancor più grande sconfitta per i persiani e indusse Dario a
ritirarsi. Alessandro si lanciò all’inseguimento di Dario e nel 330 il re venne prima
deposto dai suoi dignitari e poi fatto uccidere da uno di essi. Alessandro attraverso
l’Indo nel 326 e ritirandosi presso il fiume Idaspe fece costruire una flotta di barche e
divise in 3 parti l’esercito. Lo scopo era quello di esercitare un controllo sull’immenso
territorio conquistato, ma l’operazione non ebbe buon esito. Nel 323 Alessandro morì
stroncato da forti crisi di febbre, mentre secondo alcune fonti morì avvelenato.
Quando muore i suoi generali si dividono l’impero, il più importante è il Regno d’Egitto,
fulcro della Grecia ellenistica.
Alessandro non lasciò eredi legittimi e si vennero a creare 3 grandi regni che crearono
un forte impianto burocratico centralizzato , ossia ruotante intorno alla corte e intorno
alla figura del sovrano.
La citta Alessandria prese il nome da Alessandro considerata importante per la
biblioteca, costituente di molti volumi.
Nasce così la circolazione del libro come materiale di consultazione culturale (biblion
cioè rotili di papiro).
Un altro materiale costoso era la pergamena. Comincia così la filologia classica cioè lo
studio della trasmissione dei testi e comincia la questione omerica. Nasce anche lo
studio dell’astronomia, infatti in Callimaco c’è proprio un riferimento alle stelle, allo
studio della medicina, alla geografia e alla geometria.
La cultura non è più situata in Grecia ma in Egitto dove non c’è più la democrazia, non
ci sono le polis ma i regni e i cittadini sono sudditi. Anche il teatro è nuovo e con
nuove caratteristiche.
LA COMMEDIA
Esistono tre tipi di commedia: la commedia arcaia cioè antica da Aristofane, la
commedia di mezzo (mesè) e la commedia nuova con Menandro.
La commedia è un genere letterario, opposta alla tragedia, dove c’è un lieto fine,
infatti Aristotele, il quale dice che la commedia (komos+ode= canto della processione
o del villaggio), nasce da riti legati alla rinascita dei campi, infatti esistevano delle
processioni dove si portavano dei falli di cuoio (fallìka), con l’intento di divertirsi.
L’autore più importante della commedia è Aristofane, il quale tratta di politica, filosofia
e del rapporto dei giovani e anziani.
Scrive la Lisistrata, commedia portavoce delle donne che non vogliono più stare sole,
a accusa dei mariti in guerra e fanno uno sciopero sessuale. Aristofane rappresenta la
commedia arcaia dove utilizza l’interruzione scenica (parabasi), in cui lo spazio è
riservato alle invettive degli attori verso gli spettatori, momento di satira politica che
prende spunto dall’invettiva. In Aristofane c’è un grande spazio per la filosofia e
derisione della stessa tragedia.
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ELLENISMO

Il 3 secolo è il periodo considerato inferiore al periodo classico, visto come collegamento tra mondo classico e moderno. Menandro è l’arche della commedia moderna e il primo evento in questo periodo sono le conquiste di Alessandro Magno, iniziatore di una guerra di conquista, macedone, considerato dai greci come un barbaro. La Macedonia si trova al Nord della Grecia, terra montuosa dove vennero trovati i tesori di Filippo il macedone. Alessandro era un uomo colto, discepolo di Aristotele e morto a 33 anni e il suo ideale era di conquistare più terre possibili, si sposò con roxanne e fecero importanti campagne militari. Non si sa come morì ma il suo impero declinò, lui voleva un popolo che parlasse solo il greco (koinè dialektos cioè lingua comune dei greci), ma non imponeva agli altri popoli la loro religione. Nel 334 Alessandro aveva varcato l’Ellesponto e si presentò in asia minore al comando di un esercito. I satrapi persiani affrontarono Alessandro subendo una grave sconfitta. La battaglia che si svolse a Isso nel 333 a.C segnò un’altra e ancor più grande sconfitta per i persiani e indusse Dario a ritirarsi. Alessandro si lanciò all’inseguimento di Dario e nel 330 il re venne prima deposto dai suoi dignitari e poi fatto uccidere da uno di essi. Alessandro attraverso l’Indo nel 326 e ritirandosi presso il fiume Idaspe fece costruire una flotta di barche e divise in 3 parti l’esercito. Lo scopo era quello di esercitare un controllo sull’immenso territorio conquistato, ma l’operazione non ebbe buon esito. Nel 323 Alessandro morì stroncato da forti crisi di febbre, mentre secondo alcune fonti morì avvelenato. Quando muore i suoi generali si dividono l’impero, il più importante è il Regno d’Egitto, fulcro della Grecia ellenistica. Alessandro non lasciò eredi legittimi e si vennero a creare 3 grandi regni che crearono un forte impianto burocratico centralizzato , ossia ruotante intorno alla corte e intorno alla figura del sovrano. La citta Alessandria prese il nome da Alessandro considerata importante per la biblioteca, costituente di molti volumi. Nasce così la circolazione del libro come materiale di consultazione culturale (biblion cioè rotili di papiro). Un altro materiale costoso era la pergamena. Comincia così la filologia classica cioè lo studio della trasmissione dei testi e comincia la questione omerica. Nasce anche lo studio dell’astronomia, infatti in Callimaco c’è proprio un riferimento alle stelle, allo studio della medicina, alla geografia e alla geometria. La cultura non è più situata in Grecia ma in Egitto dove non c’è più la democrazia, non ci sono le polis ma i regni e i cittadini sono sudditi. Anche il teatro è nuovo e con nuove caratteristiche. LA COMMEDIA Esistono tre tipi di commedia: la commedia arcaia cioè antica da Aristofane, la commedia di mezzo (mesè) e la commedia nuova con Menandro. La commedia è un genere letterario, opposta alla tragedia, dove c’è un lieto fine, infatti Aristotele, il quale dice che la commedia (komos+ode= canto della processione o del villaggio), nasce da riti legati alla rinascita dei campi, infatti esistevano delle processioni dove si portavano dei falli di cuoio (fallìka), con l’intento di divertirsi. L’autore più importante della commedia è Aristofane, il quale tratta di politica, filosofia e del rapporto dei giovani e anziani. Scrive la Lisistrata, commedia portavoce delle donne che non vogliono più stare sole, a accusa dei mariti in guerra e fanno uno sciopero sessuale. Aristofane rappresenta la commedia arcaia dove utilizza l’interruzione scenica (parabasi), in cui lo spazio è riservato alle invettive degli attori verso gli spettatori, momento di satira politica che prende spunto dall’invettiva. In Aristofane c’è un grande spazio per la filosofia e derisione della stessa tragedia.

Nella commedia nuova con Menandro c’è invece lo spazio per il realismo, il coro perde la funzione che aveva nella commedia antica e viene sempre meno il tema politico. I titoli pervenutici con nomi di dei ed eroi confermano l’idea che molte commedie della fase di mezzo trattano di episodi del mito. al centro della commedia nuova non c’è più l’esasperata individualità dell’eroe comico: i personaggi di Menandro sono persone comuni che agiscono nella dimensione privata della famiglia e del mondo dei rapporti affettivi. L’uomo menandreo è comandato dalla tukè che sceglie il destino degli uomini. INTERPRETAZIONE DI GUIDO RIZZI Secondo Guido Rizzi, Menandro ci porta alla commedia nuova, l’interazione tra spettatori e attori scompare. Gli spettatori provano dei sentimenti ma in modo autonomo. La commedia è formata da 5 atti separati dalla danza e dal canto del coro, che non sono legati alla vicenda. Il tema principale è la storia d’amore dove i protagonoisti si allontanano e poi ricongiungono che portano ad un lieto fine. In questo periodo nasce il romanzo greco, legato alla commedia, che ha trame molto complicate e l’ambientazione è spesso bucolica. La commedia di Menandro è realistica, abbandonando le trovate fantasiose di Aristofane. In Menandro c’è la chiusura della 4 parete che divide gli spettatori dagli attori. In Aristofane c’erano delle prese in giro, mentre in Menandro no, ma ci sono solo 3 pareti non 4. I personaggi sono immaginari ma le trame evitano le infrazioni spazio temporali. L’Atene del IV secolo si avvia verso un periodo di decadenza, ma le istituzioni rimangono nelle mani di uomini buoni (kaloagatoi) giovani di buona famiglia, militari con le etere. Il pubblico delle commedie erano élite, o a differenza del teorikon introdotto da Pericle per far partecipare anche le persone più bisognose, ma ora ciò venne abolito. Il pubblico esprime i gusti di una classe dirigente colta e dotata di una sensibilità molto sottile. Il teatro di Menandro è di evasione e il lieto fine è sempre assicurato. Nella commedia di Menandro danza e musica vengono escluse e l’attore cerca di colpire il pubblico con gesti e la recitazione è in versi di timbro e linguaggio medio. È vietato il fallo, simbolo di fertilità. La trama è complessa e sciolta da uno stratagemma. La più importante riscoperta su Menandro fu il papiro del Cairo nel 1907 che riporta gli l’Epitrepontes e nel 1957 c’ è il ritrovamento del Diuscolos (bisbetico o misantropo), l’unica commedia completa. BIOGRAFIA DI MENANDRO Nacque ad Atene nel demo di Cefisia nel 341/340 a.C. Menandro visse nel periodo di travagliate lotte interne che seguirono la morte di Alessandro Magno. Esordì come commediografo nel 321 a.C. Menandro avrebbe fatto rappresentare 105 commedie e di tutte le commedie solo una ci è pervenuta intera come il Misantropo. Le altre 4 commedie sono l’Arbitrato, la donna di Samo, lo scudo e la fanciulla tosata. La lingua di Menandro è l’attico del IV secolo a.C. Nel lessico si evolve o con la creazione di parole nuove o con alcuni slittamenti di significato. MISANTROPO Il misantropo è l’unica commedia completa del 316 a.C, pervenuta grazie ad un papiro e rappresentata nel 317 nelle lenee, feste per la celebrazione di vittorie. Il titolo significa <<<<”uomo dal carattere. difficile”. La commedia è fondata su un uomo

si è sbagliato e Cleostrato è vivo, nel frattempo la sorella decise di ereditare i beni di Cleostrato attirando l’avidità di Smicrine, che decide di sposarla. Davo escogita un piano per sventare il progetto di Smicrine. Cherestarto ha anche una figlia: se Davo riesce a far credere che Carestrato è morto in seguito al dolore procurato dalla notizia della morte di Cleostrato la figlia di Cherestrato risulterebbe erede di una ricchezza molto più cospicua di quella della sorella di Cleostrato e così il piano viene attuato. La soluzione finale anche in questa commedia è un colpo della tuke, in quanto è ciò che regola gli eventi. Solo il suo intervento potrà volgere in positivo una situazione nella quale gli uomini tentano di intervenire. Questa commedia si può in qualche modo accostare al misantropo, anche lui caratterizzato da un tratto maniacale in questo caso l’ossessione per il profitto. LA FANCIULLA TOSATA (PERIKEIROMèNE) La fanciulla tosata è un’altra commedia di Menandro, dove la dea ignoranza racconta che Maschione e Glicera sono fratelli abbandonati: Maschione è stato poi adottato mentre Glicera è divenuta la concubina del soldato Polèmone. Divenuti adulti Maschione si è innamorato di Glicera, ignaro del fatto che sia sua sorella e scaturendo così la gelosia di Polemone. Nell’impeto della gelosia le ha tagliato i capelli e Glicera si è rifugiata presso Mirinne. Polemone intende assaltare la casa di Mirinne per riprendersi Glicera, ma è trattenuto da un amico comune Patèco. Glicera è però ormai decisa a lasciare Polemone e chiedere che le sia restituita la cassa con cui fu abbandonata e che contiene ornamenti e ricami e Patèco, riconoscendo i ricami come opera di sua moglie, capisce che Glicera e Maschione sono i suoi figli. Maschione recede dal suo amore per la sorella che torna con Polemone mentre a Maschione, Patèco darà in sposa un’altra fanciulla. La fanciulla tosata è come l’arbitrato e in parte anche come la donna di Samo dove si tratta di una storia di un'unione che dopo una crisi profonda alla fine si rinsalda; i legami in gioco sono sempre quelli familiari ma in questo caso si tratta di legami di sangue. LE FIGURE FEMMINILI All’interno delle commedie di Manndro, un ruolo importante lo svolgono le donne come: Glicera : nella Fanciulla Tosata nasconde al fratello Maschione la loro parentela per proteggerne l’agiata condizione e l’equilibrio famigliare; Abrotomo: nell’Arbitrato è l’etera che si prodiga per Panfile; Criside: nella Donna di Samo fa credere che il figlio avuto dalla giovane Plangone con Moschione appartiene a lei. LA TUKE La tuke è una forza che in Menandro non è disegno neutro ma è alleato e complice di quegli uomini che di fronte a un ostacolo hanno già tentato soluzioni affidandosi alle proprie risorse, è uno strumento di giustizia.