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Il documento riassume gli aspetti principali del celebre commediografo: Menandro
Tipologia: Sintesi del corso
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Il IV secolo fu cara-erizzato dal defini4vo tramonto della civiltà delle polis. Le conseguenze di questo fa-o colpirono a pieno il teatro, sia tragico che comico: nel caso della tragedia, essa iniziò piano piano a scomparire (sopravvivendo solo nelle repliche dei 3 grandi tragici); la commedia, invece, iniziò un lento processo di trasformazione. FINO A TUTTO IL V secolo Il protagonista delle commedie di Aristofane era spesso espressione della parte “sana” della città, impegnato a perseguire un obiettivo apparentemente personale ma che, invece, era il riflesso dell’intera polis Il protagonista del teatro comico inizia progressivamente ad allontanarsi dal contesto della polis tanto che nell’ultima produzione del commediografo finì per scomparire completamente Menandro unico sopravvissuto fra gli autori della Commedia Nuova diede vita a un teatro che nella struttura e nei temi espresse le novità che riguardarono il genere comico. Se la commedia antica del V secolo aveva come tema principale le questioni politiche → ora vengono sostituite da vicende caratterizzate dalla presenza dell’elemento psicologico, e il cui maggior grado di interesse risiedeva nella complessità di una trama ripetitiva ed esile, ma vivacizzata da colpi di scena, equivoci e rivelazioni. Il teatro di Menandro era antropocentrico → un uomo qualunque, “anonimo”, calato in una normale quotidianità, disinteressato alle vicende e ai grandi temi della vita politica. Le vicende proposte dal teatro di M. riguardano la sfera privata. In queste trame l’autore si impegna a ricreare un eDetto di vera somiglianza. La sua commedia viene definita νεα (= nuova rispetto all’immediato antecedente, ovvero Aristofane). La diDerenza tra i due commediografi è che Aristofane fu autore di commedie del V secolo (il secolo dell’età classica e di maggiore rappresentazione greca) mentre Menando è del III/IV secolo (fase di declino per il mondo greco). La struttura della commedia di Menandro prevede la presenza in media di 5 atti con parti corali poco rilevanti e spesso slegare dalla narrazione degli atti. Il coro non ha un ruolo rilevante. Lo sviluppo degli atti:
I ATTO: si chiama protasi e spiega la situazione presentando il caso. II ATTO: si chiama epitaf , c’è un’intensificazione della situazione drammatica. III ATTO: ingresso di un altro personaggio che cerca di elaborare un piano per addivenire all’iniziale nodo. IV ATTO: viene messo in atto il piano elaborato dal nuovo personaggio V ATTO: vi è lo scioglimento del nodo tramite uno degli espedienti già visto nelle coefore → il riconoscimento o agnizione (espediente che porta al compimento dell’azione drammatica). Certezza è la presenza costante di un lieto fine Il prologo svolge una funzione molto importante: si tratta di un prologo informativo che si propone di permetter al pubblico di immedesimarsi nei personaggi. Inoltre forniva il finale dell’intreccio. Il numero dei personaggi solitamente è 3 → raramente Menando portava un quarto attore. Inoltre i personaggi erano tratti dalla società del tempo. Si possono individuare delle figure tipiche non sempre positive, come il soldato fanfarone o la donna con il vecchio. Lo scopo di Menandro è quello di rappresentare in maniera realistica uno spaccato della società e analizzarlo dal punto di vista psicologico. Inoltre è in grado di infondere nei suoi personaggi il soDio vitale che li caratterizza come individui veri e autonomi sulla scena. Tematica principale, erotica amorosa : tema che coinvolgeva tutti ed era politicamente disimpegnato. Permetteva maggiore libertà di opporsi e di esprimer il proprio pensiero. L’amore viene messo in scena in tutte le sue sfumature. L’elemento + importante delle commedie di Menandro è il caso, tuxh. Esso rappresenta lo schema standard attraverso il quale la vicenda deve presentarsi inmaniera complicata e intrecciata all’inizio e deve tornare a una situazione di assoluta tranquillità alla fine. Un aspetto molto importante è il ruolo che assume la filantropia e l’amicizia, ma anche la solidarietà, la disponibilità dei personaggi a riconoscere i propri limiti e a comprendere le debolezze degli altri in nome della comune fallibilità umana. La lingua è l’attico del IV secolo privo di insulti volgari e non più caratterizzato da un registro della lingua d’uso con doppi sensi attinenti alla sfera sessuale.