


Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Un'analisi dettagliata della commedia nuova, con un focus particolare su menandro, uno dei suoi principali esponenti. Esplora le caratteristiche distintive di questo genere teatrale, come la rappresentazione della vita quotidiana, i temi universali ed etici, e l'uso di personaggi stereotipati. Approfondisce la vita e le opere di menandro, evidenziando la sua influenza sulla commedia latina e sul teatro moderno. Vengono analizzate le trame di alcune delle sue commedie più famose, come il misantropo e la samia, e si discute il suo stile sobrio e la sua visione etica, vicina alle dottrine peripatetiche. Un quadro completo e approfondito della commedia nuova e del contributo di menandro alla storia del teatro.
Tipologia: Appunti
1 / 4
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!



Terza fase di sviluppo del genere comico individuata su materiali alquanto frammentari, con la sola importante eccezione di Menandro; la conoscenza dei caratteri generali della Commedia nea si fonda su dati che emergono dalla Commedia menandrea e da qualche elemento che troviamo nei cosiddetti minori (nel senso che sono meno documentati di Menandro). I filologi Alessandrini scelsero come tre rappresentanti migliori Difilo Filemone e Menandro , ma sono giunti più di 60 nomi di autori di commedia attivi. Il contesto è costituito da una situazione politica mutata rispetto alla vitalità politica che si aveva nelle poleis. Invece, nell'impero di Alessandro e ai regni ellenistici, nei quali i sovrani governano dall'alto una popolazione molto eterogenea, non è più possibile un'esperienza come quella del grande teatro attico, che si fondava sulla partecipazione popolare nella vita politica, ma è necessario che le comunità cittadine si aprano una sorta di cosmopolitismo che lascia ogni individuo da solo di fronte all’ampiezza del contesto sociale in cui è inserito. La commedia antica era caratterizzata dall'acceso confronto politico, mentre la commedia nuova presenta una riflessione su t emi universali ed etici che riguardano l'individuo e le relazioni coi suoi simili. I tratti caratterizzanti sono in molti casi il proseguimento di innovazioni presenti già nella commedia di mezzo, in particolare i temi sono connessi con la rappresentazione della vita umana nei suoi aspetti sociali e individuali, cioè soggetti di interesse universale, di riflessioni etiche, di prospettive di convivenza positiva tra gli uomini. C'è il tema dell'imprevedibilità del destino, della solidarietà, dell'amicizia, dell'amore e la rappresentazione dei vizi e delle virtù. Solo raramente ci sono riferimenti a fatti storici come c'erano nella commedia antica, l'unica eccezione è Filippide che attaccò Demetrio Poliorcete che era sovrano macedone e guida autoritaria di Atene. La commedia nuova rinuncia quasi completamente ai temi mitologici, li adopera solamente con intenti parodici , l'ambientazione è spesso esterna ad Atene e le classi sociali rappresentate sono generalmente medio-basse, per questo la commedia nuova viene talora definita commedia borghese. I personaggi sono perlopiù gente comune, che diventano personaggi fissi, stereotipati, dei veri e propri tipi , per non dire addirittura delle maschere che rappresentano ruoli quasi mai assenti all'interno delle commedie (Il giovane innamorato, il servo, le mezzane, i parassiti…), e i costumi sono adeguati ai personaggi, non sono più osceni e grotteschi. Anche il linguaggio ha perso i tratti scurrili caratteristici dell'archaia. Il ruolo del coro è diventato marginale e sganciato dalla vicenda rappresentata, infatti spesso le parti corali sono sostituite da intermezzi musicali.
Nacque ad Atene da famiglia benestante intorno al 340 a.C. e trascorse lì tutta la sua assistenza, nonostante gli inviti alla corte da parte di potenti sovrani come quello di Macedonia ed Egitto. Ad Atene si era affermato tra il 317 e il 307 a.C. il governo illuminato di Demetrio Falereo , che era un suo amico con cui era allievo del filosofo Teofrasto. Quando Demetrio Falereo fu cacciato, Melandro rischiò di essere esiliato. La dottrina peripatetica, e più in generale le relazioni con le filosofie ellenistiche e l'educazione teatrale ad opera del commediografo Alessi, costituiscono le matrici della sua formazione. L'esordio del teatro risale al 325 a.C. e la sua prima vittoria all'Elenee è del 322 a.C. con la commedia Lira. Vinse poi nel 317 alle Lenee con il Misantropo. La morte, forse per annegamento in mare al Pireo, si colloca intorno al 290 a.C.
Produsse oltre 100 commedie, conseguendo però solo 8 vittorie. Poiché la gloria arrivò solo dopo la sua morte , quando le sue commedie furono rappresentate nuovamente ad Atene e diventando modello per il teatro comico latino. Per intero ci sono arrivate il Misantropo, l'Arbitrato, la Samia, lo Scudo, la Ragazza Tosata, i Sicioni e l'Odiato. Ma grazie alla tradizione indiretta ci sono arrivate alcune centinaia di versi e alcuni titoli di altre commedie che sono ad oggi parzialmente conservate. Nonostante le sue opere non fossero connesse con le vicende storico-politiche del tempo e sembrassero destinate a suscitare interessi anche nelle generazioni a venire, non furono trascritte nei manoscritti medievali. In età moderna fu conosciuto fino alla metà del XIX secolo solo tramite citazioni di autori antichi e rielaborazioni. In particolare c'era una fonte singolare per la conoscenza di un congruo numero di versi menandrei che fu una raccolta realizzata in età romana costituita da massime moraleggianti. Nel 1844 fu scoperto un antico codice pergamenaceo palinsesto (scrittura vecchia fu ripulita per utilizzarla di nuovo) che è il testo più antico che fu fatto riemergere e restituì alcuni frammenti scritti nel IV secolo d.C. del Phasma e dell'Epitrepontes. Fu il primo di una lunga serie di libri antichi, per lo più in papiro, che furono scoperti negli anni successivi, infatti ad oggi Menandro è secondo solo a Omero quanto al numero di papiri che ce ne trasmettono l'opera. I principali papiri sono: il P.Bodmer conservato a Ginevra pubbl nel 1958/69 e si tratta di 64 fogli di un codice del III-IV sec d.C. che conservano parte della Samia, dell’Aspis e quasi tutto il Dyskolos; il codice del V sec d.C conservato al Cairo che era proprietà di un notaio egiziano di nome Dioscoro che l’uso per proteggere documenti di archivio conservati in un’anfora, questi fogli scampati cosi alla rovina conservavano versi dell’Epitrepontes, della Samia, dello Heros e di una commedia con titolo ignoto conosciuta come Fabula incerta; un cartonnage di mummia ( involucro dipinto che copriva alcune parti del defunto) contiene circa 400 versi dei Sykionoi.
Nemone è un vecchio burbero asociale che vive lontano dalla moglie, la quale viveva col figlio di primo letto Gorgia, con la figlia e una vecchia serva. Durante una battuta di caccia, un ricco giovane Sostrato vede la figlia e se ne innamora. Per conquistare la stima del fratello Gorgia e mostrarsi un serio lavoratore agli occhi del padre, Nemone diventa un bracciante, sperando di poterlo incontrare, ma egli si mantiene rigorosamente lontano da tutte le occasioni di vita sociale. Durante un sacrificio in onore di panno organizzato dalla moglie di Nemone, il vecchio cadde in un puzzo. Gorgia e Sostrato lo vanno a salvare, inducendolo a comprendere che nessuno può vivere senza gli altri. Allora il padre concede la mano della figlia a sostrato, ma quest'ultimo fa sì che Gorgia sposi la sorella.
Tornato da un viaggio, Carisio apprende dal servo Onesimo che la giovane Panfile, che aveva sposato pochi mesi prima, ha partorito un figlio e lo ha esposto. Allora si rifugia presso l'amico Cherestrato e inizia una relazione platonica con un'etera (Abrotono). Il padre di Panfile, Smicrine, ignaro di tutto, mentre si reca dalla figlia, incontra il servo Davo e il carbonaio Sirisco e gli chiedono di fare da arbitro in una controversia. Davo ha trovato un bambino esposto e lo ha dato a Sirisco, trattenendo però gli oggetti che il bambino aveva, che Sirisco reclama in quanto segni di riconoscimento del bimbo. Smicrine gli dà ragione. Mentre avviene la restituzione, Onesimo passa di lì e riconosce l'anello che il suo
Nella commedia antica il comico si identificava con il grottesco, mirava alla risata aperta e alla critica della politica e della cultura del tempo. Il comico menandreo invece non genera la risata ma il sorriso: non si serve della satira, ma mostra i difetti e le tendenze dell’umana natura, situazioni paradossali del vivere comune. Non è segno di disimpegno: l’età di Menandro non è più quella della “grande” Atene, ma di una città inserita in una realtà politica vasta, dove i cittadini non sono protagonisti della vita pubblica. Per questo Menandro riflette sui problemi dell’uomo nel nuovo contesto culturale : invita a ritrovare la propria umanità, a sorridere benevolmente dei difetti e a riscattarsi dalla mediocrità attraverso relazioni serene. La poesia di Menandro parla a tutti gli uomini, valorizza la solidarietà come condizione più degna di rispetto, che si esprime prima di tutto nei rapporti familiari, rappresentati con occhio disincantato e realistico, tra incomprensioni e ribellioni di figli ai padri, rafforzati spesso dal matrimonio, che costituisce il lieto fine di molte commedie e rinsalda anche i legami di amicizia. Menandro mostra anche aspetti problematici della società , come le esposizioni dei neonati, che traspaiono nei riconoscimenti tra parenti.
La sua visione etica è vicina alle dottrine peripatetiche e al pensiero di Teofrasto, insegnante di Menandro e allievo di Aristotele. Alcuni “tipi” umani della commedia coincidono con i Caratteri teofrastei. Nei drammi menandrei emerge una riflessione sulla condizione dell’uomo in balia del caso, sulla responsabilità verso gli altri, sul valore dell’amicizia e della virtù, sulla “misura” e l’equilibrio del comportamento, temi condivisi con le filosofie ellenistiche. Centrale è l’attenzione alla famiglia, considerata base della società, in sintonia con Aristotele più che con Platone, che ne svalutava il ruolo a vantaggio dello Stato.
Menandro, pur avendo ottenuto poche vittorie agli agoni, ebbe grande fortuna dopo la morte , come prova il fatto che molti papiri ne conservarono l’opera fino al Medioevo. Fu apprezzato dai filologi alessandrini, come Aristofane di Bisanzio, e letto ancora in età romana, come ricorda Ovidio. Soprattutto però influenzò i commediografi latini, in particolare Plauto e Terenzio, che rielaborarono i suoi modelli (si pensi al Dýskolos o alle commedie terenziane). Attraverso la commedia latina, gli aspetti del teatro di Menandro divennero noti anche al mondo moderno e furono ripresi nelle letterature europee.