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Profilassi: Norme e Procedure per la Prevenzione delle Malattie Infettive, Dispense di Medicina Preventiva

Una dettagliata descrizione della profilassi, una serie di procedure e comportamenti finalizzati a evitare la diffusione e la propagazione delle malattie infettive. Vengono esaminate le diverse fasi della profilassi, come la denuncia, l'accertamento e l'inchiesta epidemiologica, l'isolamento e la disinfezione, e vengono presentate le classi di malattie in base alla loro gravità. Inoltre, vengono spiegate le diverse forme di vaccinazione profilattica e la loro efficacia. Utile per capire come funziona la profilassi e come si possono prevenire le malattie infettive.

Tipologia: Dispense

2022/2023

Caricato il 21/02/2024

monica35.
monica35. 🇮🇹

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LA PROFILASSI
DEFINIZIONE : L’insieme di tutte quelle norme tendenti a prevenire nell’uomo
la comparsa delle malattie infettive, proteggendolo in vario modo dall’attacco
di microrganismi patogeni, ciò viene definita PROFILASSI che, non va confusa
con la prevenzione in quanto è rivolta solo ed esclusivamente alle malattie
infettive, essa o meglio le norme di profilassi sono una serie di procedure e
comportamenti finalizzati ad evitare la diffusione e la propagazione delle
malattie infettive, di fatti è fatta anche con norme di legge.
SPECIFICITÁ: la suddividiamo in tre grandi tipologie:
1.Profilassi Diretta
2.Profilassi Indiretta
3.Profilassi Immunitaria
Profilassi DIRETTA: misure e provvedimenti diretti alle persone per contenere
la fonte di infezione (es.: isolamento del malato). E’ composta da misure rivolte
sia alla sorgente di infezione che ai veicoli che ai vettori:
1.Denuncia (o notifica)
2.Accertamento e inchiesta epidemiologica
3.Isolamento e contumacia
4.Disinfezione
5.Disinfestazione
Mira a contenere direttamente la propagazione della malattia attraverso norme
specifiche, il primo passaggio da effettuare è la DENUNCIA ovvero segnalare
all’ASL la presenza di una determinata malattia. I medici hanno l’obbligo di
rispettare la denuncia nel caso di sospetto di malattie infettiva.
CLASSI DI MALATTIE
Non tutte le malattie infettive hanno lo stesso grado di pericolo per la salute
della popolazione. Pertanto, esse sono state divise in CLASSI e per ciascuna
classe vi sono differenti obblighi e tempi per la denuncia. Le classi sono 5.
CLASSE 1: Comprende alcune patologie "soggette al Regolamento Sanitario
Internazionale o di particolare interesse“ (Covid, Colera, Tifo etc. che mettono il
paziente ad alto rischio di vita): Il medico deve darne segnalazione telefonica o
telegrafica, entro 12 ore, anche solo per un caso sospetto, all’ASL di
competenza, che fa una comunicazione immediata alla Regione, che, a sua
volta, informa il Ministero della Sanità e all’Istituto Superiore di Sanità.
CLASSI 2 E 3: La classe 2 raggruppa prevalentemente malattie ad alta
frequenza, mentre la classe 3 malattie più rare; entrambe comprendono però
alcune malattie per le quali sono previsti flussi informativi particolari o
differenziati (AIDS (lo stadio clinico avanzato dell'infezione da HIV che può
manifestarsi anche dopo diversi anni dal contagio dell'infezione), HIV (è un
virus che attacca il sistema immunitario, in particolare un tipo di globuli
bianchi, i linfociti, che giocano un ruolo importante nei meccanismi di difesa
dell'organismo dalle infezioni. Una volta avvenuto il contagio, le difese
immunitarie si indeboliscono progressivamente e l'organismo diventa
suscettibile ad infezioni causate da altri virus, batteri o funghi), malaria, TBC,
epatiti, meningiti). Per queste classi il medico deve provvedere entro 12-48 ore
dall’osservazione del caso, secondo la malattia.
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LA PROFILASSI

DEFINIZIONE : L’insieme di tutte quelle norme tendenti a prevenire nell’uomo la comparsa delle malattie infettive, proteggendolo in vario modo dall’attacco di microrganismi patogeni, ciò viene definita PROFILASSI che, non va confusa con la prevenzione in quanto è rivolta solo ed esclusivamente alle malattie infettive, essa o meglio le norme di profilassi sono una serie di procedure e comportamenti finalizzati ad evitare la diffusione e la propagazione delle malattie infettive, di fatti è fatta anche con norme di legge. SPECIFICITÁ: la suddividiamo in tre grandi tipologie: 1.Profilassi Diretta 2.Profilassi Indiretta 3.Profilassi Immunitaria Profilassi DIRETTA: misure e provvedimenti diretti alle persone per contenere la fonte di infezione (es.: isolamento del malato). E’ composta da misure rivolte sia alla sorgente di infezione che ai veicoli che ai vettori: 1.Denuncia (o notifica) 2.Accertamento e inchiesta epidemiologica 3.Isolamento e contumacia 4.Disinfezione 5.Disinfestazione Mira a contenere direttamente la propagazione della malattia attraverso norme specifiche, il primo passaggio da effettuare è la DENUNCIA ovvero segnalare all’ASL la presenza di una determinata malattia. I medici hanno l’obbligo di rispettare la denuncia nel caso di sospetto di malattie infettiva. CLASSI DI MALATTIE Non tutte le malattie infettive hanno lo stesso grado di pericolo per la salute della popolazione. Pertanto, esse sono state divise in CLASSI e per ciascuna classe vi sono differenti obblighi e tempi per la denuncia. Le classi sono 5. CLASSE 1: Comprende alcune patologie "soggette al Regolamento Sanitario Internazionale o di particolare interesse“ (Covid, Colera, Tifo etc. che mettono il paziente ad alto rischio di vita): Il medico deve darne segnalazione telefonica o telegrafica, entro 12 ore, anche solo per un caso sospetto, all’ASL di competenza, che fa una comunicazione immediata alla Regione, che, a sua volta, informa il Ministero della Sanità e all’Istituto Superiore di Sanità. CLASSI 2 E 3: La classe 2 raggruppa prevalentemente malattie ad alta frequenza, mentre la classe 3 malattie più rare; entrambe comprendono però alcune malattie per le quali sono previsti flussi informativi particolari o differenziati (AIDS (lo stadio clinico avanzato dell'infezione da HIV che può manifestarsi anche dopo diversi anni dal contagio dell'infezione), HIV (è un virus che attacca il sistema immunitario, in particolare un tipo di globuli bianchi, i linfociti, che giocano un ruolo importante nei meccanismi di difesa dell'organismo dalle infezioni. Una volta avvenuto il contagio, le difese immunitarie si indeboliscono progressivamente e l'organismo diventa suscettibile ad infezioni causate da altri virus, batteri o funghi), malaria, TBC, epatiti, meningiti). Per queste classi il medico deve provvedere entro 12-48 ore dall’osservazione del caso, secondo la malattia.

CLASSI 4 E 5: Le classi 4 e 5 raggruppano malattie di minore gravità (pediculosi, scabbia, rosolia etc.). Per esse è comunque prevista la segnalazione, sempre con tempi variabili da 12 a 48 ore dall’osservazione del caso, secondo la singola malattia, riguardano più la sorveglianza. In questo modo viene mantenuta una costante sorveglianza della diffusione delle malattie infettive in tutto il mondo; vi è poi l’ ACCERTANTO che consiste nella conferma della diagnosi per avere la conferma che vi sia effettivamente la malattia sospettata, cerca di capire come è avvenuta e viene eseguita con analisi di laboratorio e i metodi utilizzati sono: < metodi diretti sul materiale patologico (es. tampone faringeo) < metodi indiretti (es. ricerca di anticorpi specifici per l’organismo). L’ INCHIESTA invece mira ad individuare tempi, cause e modalità di insorgenza dell’infezione e viene svolta in genere solo nelle situazioni di sospetto inizio di una epidemia con lo scopo di:

individuare la sorgente e i veicoli di infezione identificare altri casi collegati alla segnalazione (contatti avuti) identificare tempestivamente i conviventi e contatti (d.e) definire la popolazione esposta al rischio e le azioni da intraprendere Nel momento in cui arriva la denuncia, quest’ultima tramite protocollo in caso di malattie altamente contagiose agisce tramite misure come l’ ISOLAMENTO ovvero la separazione del malato da tutte le altre persone, eccetto gli addetti all’assistenza. Serve solo per quelle malattie in cui ci può essere trasmissione dell’agente per via aerea (es.: influenza aviaria) o per contatto (es.: meningite). Ne esistono vari tipi, in funzione della gravità della malattia e del rischio: (d.e quali tipi di isolamento conosci?) -Isolamento Ospedaliero: avviene in reparto attrezzato, eventualmente con stanze a tenuta stagna, aria filtrata, personale attrezzato con tute a pressione etc.; si attiva per malattie molto pericolose, esotiche o di facile contagio (es.: ebola, colera, febbre gialla etc.) -Isolamento Domiciliare: avviene a casa del malato, che deve stare in un locale ad esso dedicato, ne esistono a sua volta due tipi: -Fiduciario il malato è affidato ai familiari e sta in una camera a lui riservata, con mobili ridotti al minimo e disinfezione di lenzuola, posate ed ogni oggetto da esso toccato; -Coercitivo con piantonamento: solo in casi rari (malato non trasportabile, malattia ad alto pericolo), come l’isolamento domiciliare, ma con sorveglianza delle forze dell’ordine. Oltre l’isolamento, esistono anche: CONTUMACIA : obbligo di permanere in un certo luogo ed osservare le prescrizioni dell’autoritá sanitaria; ALLONTANAMENTO : divieto di svolgere una certa attività per un soggetto a rischio o sospetto portatore di una malattia infettiva (es.: cuoco con sospetto contagio di Tifo). DIFF TRA

  1. EPIDEMIA: diffusione in breve tempo in un gruppo di persone ristretto
  2. PANDEMIA: diffusione in breve tempo a livello globale
  3. ENDEMIA: (es. epatite A è endemica in Madacascar) ovvero che la malattia si trova lì da tempo e in quel posto. SORVEGLIANZA SANITARIA

La pulizia consiste nella rimozione meccanica dello sporco, di solito con acqua, mentre la sanificazione consiste nell’uso sistematico di detergenti (saponi). Un detergente elimina lo sporco sciogliendo la parte grassa, che “lega” lo sporco alle superfici, e permettendo all’acqua di portare via il tutto. Un disinfettante (chimico) distrugge i microbi sciogliendone le membrane cellulari, che sono in parte composte da grasso. Di conseguenza, un detergente ha sempre anche una certa azione disinfettante. “Lavare il pulito” (cioè passare col sapone una seconda volta ciò che è già stato lavato) vuol dire, entro certi limiti, disinfettare! Gli agenti disinfettanti devono possedere una proprietà definita come: TOSSICITA’ SELETTIVA che è nociva per il nostro organismo e innocua per le cellule dei tessuti, dovrebbe poi avere allo stesso tempo: -un ampio spettro d’azione (agire su quanti più batteri possibili) -un’elevata tossicità selettiva -un basso costo -una semplicità di utilizzazione Non tutti i disinfettanti uccidono I batteri: -Battericida = sostanza o condizione capace di uccidere i microrganismi, cioé di eliminarli in modo irreversibile. -Batteriostatico = sostanza o condizione capace solo di impedire la crescita dei microrganismi, ma non di eliminarli in modo definitivo. In base alla capacità o meno di uccidere i batteri, si distingue in:

  1. “disinfettante” quella sostanza o condizione che ha sola azione battericida (es.: aldeide glutarica, raggi gamma). 2.“antisettico” la sostanza o condizione che ha prevalente azione batteriostatica (es.: Sali di ammonio quaternario, congelamento) La DISINFESTAZIONE é la lotta contro i macroparassiti (insetti, roditori ed altri piccoli animali nocivi). Tali parassiti possono produrre danno direttamente (es.: grano inquinato da feci di topo) ma anche perchè portano malattie infettive (es.: leptospirosi diffusa nei fiumi da urine di ratto). Può essere di due tipi: -Integrale: si svolge con agenti potentissimi, che uccidono ogni organismo vivente, e si fa in casi particolari (es.: stive delle navi) -Disinsettazione: si pratica con insetticidi, generici o specifici (es.: lotta alla zanzara tigre) -Derattizzazione: viene svolta, in genere, con esche avvelenate o trappole. Evitare l’uso irrazionale di insetticidi ed infine la STERILIZZAZIONE ha lo scopo di distruggere ogni forma vivente. Ha una applicazione meno diffusa della semplice disinfezione, perchè richiede prodotti o attrezzature speciali. Avviene, in genere, come fase di preparazione di farmaci o materiali medici (es.: siringhe monouso, ferri chirurgici etc.). Profilassi INDIRETTA: interventi rivolti all’ambiente (es.: bonifica ambientale). La profilassi indiretta si svolge mediante interventi che non agiscono direttamente sul contagio, sull’infezione o sulla malattia. Essa, quindi, non si rivolge contro un determinato agente ma ricopre la sfera ambientale e quella rivolta alla persona, attuando interventi non specifici ma che hanno un valore generale. Si tratta di interventi diretti verso:
  • Ambiente fisico: es.: depurazione delle acque per prevenire il Tifo;
  • Ambiente sociale: distribuzione di siringhe per prevenire HCV e AIDS nei tossicodipendenti;
  • Persona: educazione sanitaria, es.: lavarsi le mani prima di maneggiare cibo per prevenire le enteriti da Shigella). Profilassi IMMUNITARIA: conferimento di uno stato di resistenza specifica verso singoli microrganismi (es.: vaccinazione). Il modo più sicuro ed efficace di proteggersi dalle infezioni è avere nel proprio organismo delle difese immunitarie che impediscano l’infezione. Purtroppo però il nostro sistema immunitario deve, normalmente, avere PRIMA l’infezione per POI produrre gli anticorpi e quindi darci l’immunità. La RESISTENZA ALLE INFEZIONI è una forma di profilassi che ha come obiettivo fare in modo che i patogeni non raggiungano le persone recettive. Abbiamo:
  • RESISTENZE ASPECIFICHE: promuovere e mantenere le normali barriere difensive (es.: igiene personale)
  • CHEMIOPROFILASSI: profilassi mediante la somministrazione di antibiotici (es.: rifampicina per contatto con meningite)
  • IMMUNOPROFILASSI: ha lo scopo di aumentare la resistenza dei soggetti sani verso gli agenti patogeni mediante il conferimento di una protezione immunitaria. Si basa su:
  • VACCINOPROFILASSI: far produrre al soggetto anticorpi contro il patogeno, è l’organismo stesso che produce gli anticorpi necessari per contrastare un’infezione; serve tempo lungo per averla (2-6 mesi) dura molto 3-5 anni
  • SIEROPROFILASSI: fornire al soggetto anticorpi contro il patogeno, si utilizza un animale di grossa taglia o un uomo per fornire anticorpi già pronti che vengono prelevati dal siero (parte liquida del sangue) che viene poi immesso nell’organismo dove vogliamo avere una copertura anticorpale; vengono forniti in breve tempo e il risultato è per lo più immediato ma, durano poco 1- settimane. Motivo per cui se facciamo una sieroprofilassi ad un bambino leucemico la copertura non durerà più di 10gg, viceversa il vaccino durerà per tutta la vita. I vaccini sono dei preparati farmaceutici costituiti da: 1.Microrganismi 2.Tossine 3.Costituenti microbici modificati in modo tale che la loro Introduzione nell’uomo provochi la comparsa di IMMUNITA’ (produzione di anticorpi specifici) senza che insorga la MALATTIA. LA STORIA DEI VACCINI Il termine VACCINAZIONE risale all'epoca di Edward Jenner (1749-1823), è definita come l'introduzione nell'organismo di sostanze destinate a provocare una reazione di difesa; VACCINOLOGIA invece indica una ricerca multidisciplinare che vede coinvolte simultaneamente numerose scienze biologiche (virologia, immunologia, genetica, epidemiologia) e sociali (antropologia, economia, etica). Prima ancora dell’introduzione della vaccinazione da parte di Jenner, veniva già praticata da molti secoli (presumibilmente dal 1000 A.c. circa) la Variolizzazione, metodo derivante dall’antica medicina cinese attraverso il quale si conferiva alla popolazione un’immunità acquisita per mezzo

del ‘900 le vaccinazioni non riuscirono a diffondersi tra la popolazione, soprattutto a causa della mancanza di campagne di informazione sulla salute pubblica. La situazione cambiò radicalmente poco dopo, quando importanti epidemie di poliomielite scoppiarono in Europa e poi negli Stati Uniti. Alla metà degli anni '50, con l'intensificarsi delle epidemie, nacque Il primo vaccino contro la poliomielite , sviluppato nel 1952 da Jonas Salk era costituito da virus disattivati con la formaldeide, era un vaccino che presupponeva l’iniezione e dava la protezione che era lenta. Il secondo vaccino, sviluppato nel 1957 da Albert Sabin , fu ottenuto utilizzando il poliovirus fatto riprodurre più volte in cellule non umane e a temperature inferiori a quelle preferite dal patogeno; la vaccinazione antipolio su scala mondiale ebbe inizio nel 1963 con il vaccino di Sabin, perché, oltre a essere somministrabile oralmente attraverso una zolletta di zucchero invece di richiedere un'iniezione intramuscolare, era meno costosa di quella di Salk l'esigenza di sviluppare un vaccino da rendere disponibile a tutta la popolazione. Nel 1967 una campagna di vaccinazione globale fu avviata sotto la tutela dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per cercare di debellare il vaiolo in tutto il mondo. L'8 Maggio 1980 l’O.M.S. ha dichiarato la definitiva eradicazione della malattia: uno dei più notevoli successi nella storia della medicina. E’ stato quindi radicato ed esiste solo a termini di studio chiuso in laboratorio in America. I PRIMI ANTIVAX Fin dall'epoca di Edward Jenner, la vaccinazione è stata sempre oggetto di discussione. Le motivazioni ad opporsi erano spesso di carattere ideologico e religioso: entravano in gioco, infatti, la concezione del male, della predestinazione e del diritto di opporsi alla natura. Verso la fine del 1800, gli antivaccinisti riuscirono a far eliminare in Inghilterra l'obbligo della vaccinazione. In seguito a questa decisione il numero dei vaccinati si ridusse della metà ed aumentarono i casi di malattia e di morte per malattia infettiva. Secondo gli oppositori, la vaccinazione, oltre ad essere inutile e dannosa, era una violazione della libertà personale che lo Stato non aveva il diritto di imporre e pertanto paragonabile ad un crimine intollerabile. Nel 1998, l'ex medico e chirurgo Andrew Wakefield diffuse una pubblicazione scientifica su “Lancet” in cui sosteneva la correlazione tra la somministrazione del vaccino trivalente (morbillo, parotite e rosolia) con l'autismo e le malattie intestinali. L'articolo di Wakefield determinò nel Regno Unito e in altri Paesi una notevole diminuzione delle vaccinazioni con il conseguente aumento dell'incidenza del morbillo e delle sue complicanze. Studi e ricerche scientifiche eseguite in seguito alla pubblicazione di Wakefield smentirono le teorie del medico inglese. La ricerca più recente, del 2014, dimostra che l'origine dell'autismo risiede in alterazioni genetiche congenite, prenatali, e non è dovuta ai vaccini. CLASSIFICAZIONE DEI VACCINI -ANTIVIRALI es: vaccino antinfluenzale (Influenzavirus) -ANTIBATTERICI es: vaccino anti-tifo (Salmonella typhi) -ANTITOSSICI (ANATOSSINE) es: vaccino anti-tetanico (tossina del tetano), vengono utilizzati per gli antidoti. PREPARAZIONE DEI VACCINI

  • TOSSINE: vengono “svelenate”, cioè private del loro potere patogeno (ANATOSSINE). All’agente patogeno (batterio, virus o tossina) viene tolta la

CAPACITA’ PATOGENA (fare danni) lasciando intatta la CAPACITA’ IMMUNOGENA (es. botulismo il quale vaccino è effettuato contro la tossina botulimica)

  • BATTERI E VIRUS: possono essere UCCISI, INATTIVATI e ATTENUATI I vaccini vanno iniettati disciolti in un “veicolo”:
  • Idrovaccini: sciolti in acqua. Somministrazione agevole, ma assorbimento scadente (breve persistenza nel punto di iniezione).
  • Lipovaccini: sciolti in olio. Somministrazione dolorosa e rischio di infezioni ma ottimo assorbimento (lunga durata dello stimolo immunitario).
  • Vaccini adsorbiti: sciolti in acqua ma legati ad idrossido di alluminio. Hanno i vantaggi di entrambe i precedenti per questo quasi tutti i vaccini sono detti adsorbiti. CARATTERISTICHE DEI VACCINI In genere, i vaccini a base di agenti vivi attenuati sono più efficaci di quelli costituiti da agenti uccisi o inattivati. Nella valutazione occorre tenere presenti i seguenti requisiti:
  • INNOCUITA’: assenza di rischi e complicanze
  • EFFICACIA: alta % di sieroconversione e durata immunità, deve produrre tanti anticorpi e devono durare nel tempo (vaccino MNR ha un alto tasso di sieroconversione ma ha poca durata di anticorpi)
  • FACILITA’ DI IMPIEGO: gradimento dell’utenza CONTROINDICAZIONI ALLA VACCINAZIONE Le vaccinazioni vanno rinviate in presenza di malattie febbrili in atto o anche solo se i soggetti da vaccinare non sono in ottimali condizioni di salute. I soggetti con malattie croniche, tumori, leucemie, e quelli trattati con farmaci cortisonici e immunosoppressori non devono assumere preparati a base di agenti vivi o vivi attenuati. La risposta del soggetto alla vaccinazione si manifesta in due fasi: -Risposta PRIMARIA: dopo la prima dose di vaccino si ha la produzione di anticorpi IgM (meno efficaci) con durata breve (1-4 settimane). La vaccinazione NON ancora contro la malattia! -Risposta SECONDARIA: dopo una successiva dose di vaccino si ha la produzione di anticorpi IgG (piú efficaci) con durata da alcuni mesi ad alcuni anni. La vaccinazione è PROTETTIVA per un tempo variabile. Il numero di dosi per avere una buona risposta secondaria ed il tempo di vaccinazione CAMBIA da vaccino a vaccino!

Varicella (oggi gratuito solo in 8 regioni), malattia che in rari casi può provocare complicanze e richiedere ricovero ospedaliero. Il vaccino si effettua dai 13-15 mesi di vita, anche insieme a quello per morbillo, rosolia e parotite, con richiami a seguire. NOVITÀ PER GLI ADOLESCENTI : il vaccino contro il Papillomavirus (Hpv), oggi gratuito per le adolescenti, sarà esteso anche ai ragazzi maschi, per riuscire a debellare la diffusione del virus che è la più frequente causa di tumore alla cervice dell'utero e alla bocca. Agli adolescenti verrà poi offerto il meningo tetravalente, ovvero che protegge contro il meningococco dei ceppi A, C, W, Y, alcuni dei quali diffusi soprattutto in continenti extraeuropei. Ù NOVITÀ PER GLI ANZIANI : viene introdotto gratuitamente il vaccino contro l'Herpes Zoster, causa del più noto Fuoco di sant'Antonio, in grado di ridurre del 65% i casi di nevralgia, una delle complicanze più frequenti e debilitanti della malattia. Sarà poi offerto, in tutte le regioni (superando la frammentazione territoriale oggi registrata) il vaccino contro lo pneumococco, che protegge sia contro la polmonite che contro la meningite, una complicanza in alcuni casi associata. Inoltre il Piano sottolinea un "rinnovato impegno" nel promuovere la vaccinazione antinfluenzale per persone con 65 anni o più. Novità che ovviamente si aggiungono all'offerta vaccinale già disponibile, per la quale il nuovo piano innalza gli obiettivi di copertura: ovvero l'esavalente (anti difterite, tetano, pertosse, polio, epatite b ed haemophilus influenzale) e il trivalente (Morbillo, Parotite e Rosolia) e il Meningococco c. Tra gli obiettivi del documento, inoltre, mantenere lo stato polio-free, raggiungere lo stato morbillo-free e rosolia-free, aumentare l'adesione consapevole, contrastare le disuguaglianze, promuovere una cultura delle vaccinazioni. REAZIONI AI VACCINI Sono possibili alcuni tipi di reazioni indesiderate ai vaccini, che sono: -dolore al punto di iniezione: 10% dei casi, comparsa immediata, durata alcune ore -crisi anafilattica: rari casi, comparsa immediata -febbre e cefalea: variabile da vaccino a vaccino, comparsa entro 24 ore, durata 1-2 giorni -esantema: 2-5% morbillo, 5-10% rosolia, comparsa fino a 12 giorni dopo, durata 2-3 giorni -articolari: 5-10% rosolia, comparsa entro 24 ore, durata 1-2 giorni altre complicanze (cutanee, neurologiche etc.): casi rarissimi, comportamento variabile SIEROPROFILASSI Viene attuata inoculando per via parenterale (intramuscolare o endovenosa) sieri, cioè estratti del sangue, ricchi di anticorpi. I sieri possono essere:

  • Eterologhi: ottenuti da animali di grossa taglia (bue, cavallo);
  • Omologhi: ottenuti dall’uomo: miscele di immunoglobuline. Si produce una PROTEZIONE IMMEDIATA (gli anticorpi sono belli e pronti) rispetto a quella ottenuta con i vaccini ma DI BREVE DURATA (durano max 2-3 settimane) Si

ricorre a questa pratica come misura di emergenza (es.: ferita a rischio per il tetano) La somministrazione di sieri immuni può produrre due principali reazioni:

  • La malattia da siero : di solito meno grave, può comparire anche a distanza di 10-14 giorni e può comprendere: Eruzioni cutanee (macchie o punti rossi); Dolore alle articolazioni; Febbre e ingrossamento dei linfonodi; In rari casi, ipotensione, shock, complicanze neurologiche o renali (nefrite). Di norma vi è guarigione spontanea.
  • Lo shock anafilattico : più grave, anche a rischio di morte, si manifesta entro pochi minuti dalla somministrazione del siero (in rarissimi casi dopo alcune ore), e sono: Difficoltà respiratoria (asma, dispnea) Ipotensione, svenimento, coma Prurito, orticaria, lacrimazione, vomito. La terapia è quella di una emergenza importante (anche con rischio di possibile arresto cardiaco). Esistono alcuni casi in medicina in cui è opportuno somministrare al paziente entrambe le profilassi questi possono essere: Madre HbSag positiva: al nascituro verrà offerta entro 24 ore dal parto una sieroprofilassi anti HBV unitamente alla prima dose di vaccino. Paziente che giunge in PS con ferita non pulita profonda contaminata con terriccio e non ricorda l’ultima data del richiamo antitetanico: verrà sottoposto a sieroprofilassi e vaccinoprofilassi LEGENDA : Sigle utilizzate nel calendario vaccinale italiano: -DTaP: vaccinazione antidifterico-tetanico-pertossica -Tdap: vaccino difto-tetanico-pertossico acellulare per adulti -IPV: vaccino antipoliomielitico iniettabile - inattivato (la poliometite negli anni 50 faceva 500.000 morti o paralizzati all’anno, consiste in una paralisi che può portare alla morte per soffocamento in quanto il diaframma si paralizza, ciò è stata eliminata con la vaccinazione. -HB: vaccino antiepatite B -Hib: vaccino contro le infezioni invasive da Haemophilus influenzae b -MPR: vaccino antimorbillo-parotite-rosolia -PCV: vaccino pneumococcico coniugato eptavalente -Men C: vaccino meningococcico C coniugato