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La spinta gentile-The nudge, Sintesi del corso di Economia Applicata

Non è il completo riassunto della spinta gentile, ma vi sono diversi concetti di tanti altri libri come "pensieri lenti e veloci" ed "economisti in laboratorio". Il documento presenta i principali assunti delle teorie degli economisti. Lettura utile come ripasso per la seconda parte d'esame di economia sperimentale.

Tipologia: Sintesi del corso

2022/2023

Caricato il 09/11/2023

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laura-sicurelli-2 🇮🇹

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Teorie di pensieri lenti veloci pt2
LEZIONE 10
Econs e humans: Quando l'economia incontra la psicologia e racconta l'insufficienza dell'homo
economicus.
Dagli Anni Settanta, l’osservazione di Thaler ha diviso il mondo in due categorie: ci sono gli Econs,
superuomini in grado di scegliere razionalmente secondo il modello perfetto, e gli Humans, tutti
noi.
Più realisticamente, gli esseri umani sono caratterizzati da razionalità limitata, in altre parole non
appartengono alla specie costruita in laboratorio dell'homo economicus ma a quella dell'homo
sapiens, alle quali corrispondono le due categorie impiegate nel libro: Econi e Umani. La sfida
nell’interpretazione dell’economia viaggia su questo binario. Thaler and Sunstein rispondono che la
più importante giustificazione del paternalismo libertario si basa su fatti inerenti alla natura umana e
alla psicologia. L'homo sapiens (a differenza dell'homo oeconomicus) non ha un comportamento
razionale e commette un mare di errori a causa dell’uso di euristiche, fallacie e del modo in cui sono
influenzati dalle loro interazioni sociali. L'homo oeconomicus è l'astratta semplificazione della
complessa realtà umana, enunciata per la prima volta da J.S. Mill, che pone come soggetto
dell’attività economica un individuo astratto, del cui agire nella complessa realtà sociale si colgono
solo le motivazioni
economiche, legate alla massimizzazione della ricchezza. Secondo Mill, tramite la nozione di homo
oeconomicus l’economista non deve prendere in considerazione la realtà umana nella sua
complessità, ma solo le ragioni economiche del suo agire, sgombrando il campo da tutte le
irrazionalità, le convenzioni, i costumi morali e le altre regole di condotta che pure incidono nelle
sue decisioni. In questo senso, questa figura teorica si pone come universale, in quanto le sue scelte
non sono condizionate dall’ambiente in cui si trova.
Per la teoria classica, le decisioni del consumatore devono essere razionali e informate. In teoria,
siamo in grado di scegliere il carrello più conveniente al supermercato o il mutuo.
Nella realtà siamo umani, con una quantità non infinita di tempo da investire nella scelta migliore.
Sbagliamo, così tanto che i nostri errori sono ampiamente prevedibili. Nell’economia
comportamentale si propone questa distinzione fra l’Homo oeconomicus, perfettamente razionale e
spesso assunto come ideale normativo, e un uomo più naturalmente sociale e intuitivo, che Thaler
spesso paragona al personaggio di Homer Simpson della nota serie tv. L' homo oeconomicus, che
connota la scienza economica sin dalle sue origini, nel Settecento, quando la sua ambizione ad
acquisire uno statuto epistemologico autonomo segna l’avvio del percorso di omologazione delle
sue categorie fondamentali ai dettami del paradigma scientifico dominante, quello della fisica
meccanicistica. Questa opzione rivela anche l’inequivocabile scelta di erigere, come concezione
antropologica e filosofica sottostante, una visione egoistica, hobbesiana dell’uomo, quale essere
puramente razionale volto infallibilmente alla massimizzazione del suo interesse individuale. La
quale priverebbe il comportamento umano di ogni inclinazione culturale, il che equivale
a dire che nella vita economica l’uomo agisce meccanicamente. Thaler, e prima Simon, smantellano
l’istanza riduzionista dell’homo oeconomicus, secondo la quale l’individuo assumerebbe i connotati
di un automa in preda alla pura ragione calcolante, in grado di perseguire sistematicamente il
piacere ed evitare la pena, massimizzare l’utile e minimizzare la perdita, attraverso l’infallibile
calcolo di costi e benefici. Un animale economico, appunto. Per questo motivo, secondo Hannah
Arendt, «l’uso della parola “animale” nel concetto di animal laborans, diversamente dall’uso molto
discutibile
della stessa parola nell’espressione animal rationale, è pienamente giustificato”.
Il concetto di homo oeconomicus può ritenersi, in questa prospettiva, un mito alimentato dalla
presunzione dell’esistenza di una razionalità economica universale. Oggi non ci si può più
semplicisticamente riferire all’ homo oeconomicus, in quanto si tratta di un puro ideale veicolato
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Scarica La spinta gentile-The nudge e più Sintesi del corso in PDF di Economia Applicata solo su Docsity!

Teorie di pensieri lenti veloci pt

LEZIONE 10

Econs e humans: Quando l'economia incontra la psicologia e racconta l'insufficienza dell'homo

economicus.

Dagli Anni Settanta, l’osservazione di Thaler ha diviso il mondo in due categorie: ci sono gli Econs,

superuomini in grado di scegliere razionalmente secondo il modello perfetto, e gli Humans, tutti

noi.

Più realisticamente, gli esseri umani sono caratterizzati da razionalità limitata, in altre parole non

appartengono alla specie costruita in laboratorio dell'homo economicus ma a quella dell'homo

sapiens, alle quali corrispondono le due categorie impiegate nel libro: Econi e Umani. La sfida

nell’interpretazione dell’economia viaggia su questo binario. Thaler and Sunstein rispondono che la

più importante giustificazione del paternalismo libertario si basa su fatti inerenti alla natura umana e

alla psicologia. L'homo sapiens (a differenza dell'homo oeconomicus) non ha un comportamento

razionale e commette un mare di errori a causa dell’uso di euristiche, fallacie e del modo in cui sono

influenzati dalle loro interazioni sociali. L'homo oeconomicus è l'astratta semplificazione della

complessa realtà umana, enunciata per la prima volta da J.S. Mill, che pone come soggetto

dell’attività economica un individuo astratto, del cui agire nella complessa realtà sociale si colgono

solo le motivazioni

economiche, legate alla massimizzazione della ricchezza. Secondo Mill, tramite la nozione di homo

oeconomicus l’economista non deve prendere in considerazione la realtà umana nella sua

complessità, ma solo le ragioni economiche del suo agire, sgombrando il campo da tutte le

irrazionalità, le convenzioni, i costumi morali e le altre regole di condotta che pure incidono nelle

sue decisioni. In questo senso, questa figura teorica si pone come universale, in quanto le sue scelte

non sono condizionate dall’ambiente in cui si trova.

Per la teoria classica, le decisioni del consumatore devono essere razionali e informate. In teoria,

siamo in grado di scegliere il carrello più conveniente al supermercato o il mutuo.

Nella realtà siamo umani, con una quantità non infinita di tempo da investire nella scelta migliore.

Sbagliamo, così tanto che i nostri errori sono ampiamente prevedibili. Nell’economia

comportamentale si propone questa distinzione fra l’Homo oeconomicus, perfettamente razionale e

spesso assunto come ideale normativo, e un uomo più naturalmente sociale e intuitivo, che Thaler

spesso paragona al personaggio di Homer Simpson della nota serie tv. L' homo oeconomicus, che

connota la scienza economica sin dalle sue origini, nel Settecento, quando la sua ambizione ad

acquisire uno statuto epistemologico autonomo segna l’avvio del percorso di omologazione delle

sue categorie fondamentali ai dettami del paradigma scientifico dominante, quello della fisica

meccanicistica. Questa opzione rivela anche l’inequivocabile scelta di erigere, come concezione

antropologica e filosofica sottostante, una visione egoistica, hobbesiana dell’uomo, quale essere

puramente razionale volto infallibilmente alla massimizzazione del suo interesse individuale. La

quale priverebbe il comportamento umano di ogni inclinazione culturale, il che equivale

a dire che nella vita economica l’uomo agisce meccanicamente. Thaler, e prima Simon, smantellano

l’istanza riduzionista dell’homo oeconomicus, secondo la quale l’individuo assumerebbe i connotati

di un automa in preda alla pura ragione calcolante, in grado di perseguire sistematicamente il

piacere ed evitare la pena, massimizzare l’utile e minimizzare la perdita, attraverso l’infallibile

calcolo di costi e benefici. Un animale economico, appunto. Per questo motivo, secondo Hannah

Arendt, «l’uso della parola “animale” nel concetto di animal laborans, diversamente dall’uso molto

discutibile

della stessa parola nell’espressione animal rationale, è pienamente giustificato”.

Il concetto di homo oeconomicus può ritenersi, in questa prospettiva, un mito alimentato dalla

presunzione dell’esistenza di una razionalità economica universale. Oggi non ci si può più

semplicisticamente riferire all’ homo oeconomicus, in quanto si tratta di un puro ideale veicolato

dall’imperante mentalità riduzionistica: bisogna accedere al concetto di uomo intero, sotto il profilo

della sua irriducibile varietà qualitativa, di fronte al quale il soggetto protagonista dell’economia

classica, l’homo oeconomicus, animale naturale, inesorabilmente e prevedibilmente mosso dalla

sola forza della ricerca del piacere-utilità, resta una mera astrazione concettuale.

Teoria dell’utilità attesa: La teoria dell'utilità attesa si basa sull'ipotesi che l'utilità di un agente in

condizioni di incertezza possa essere calcolata come una media ponderata delle utilità in ogni stato

possibile, utilizzando come pesi le probabilità del verificarsi dei singoli stati come stimate

dall'agente.

Ha una duplice funzione: quella logica, che prescrive come devono essere prese le scelte, e quella

descrittiva, cioè di come gli econ compiono le loro scelte.(esempio mela banana).

Questa teoria definisce “utilità” come: l’indice cardinale delle preferenze del consumatore in un

ambito di incertezza del risultato, ed ha come obiettivo quello di determinare i fattori per cui

l’individuo deciderà in quali attività, ad esempio, investire la liquidità che ha a disposizione.

La teoria dell’utilità attesa:

1. è di tipo normativo;

2. è basata su modelli matematici;

3. assume in maniera fondamentale che la razionalità sia alla base del comportamento degli

individui.

Secondo gli autori, gli individui generalmente si muovono nella realtà secondo dei modelli

comportamentali predeterminati, alla base dei quali vi è l’assunto per cui gli individui preferiscono

sempre avere una ricchezza maggiore che una minore, e che quindi l’utilità marginale della

ricchezza è sempre positiva.

Essendo, dunque, una teoria del comportamento razionale, fornisce dei criteri in base ai quali si

possono valutare i comportamenti e definisce degli assiomi di utilità cardinale; nello specifico

descrive e studia le preferenze individuali sottostanti il comportamento del consumatore in

condizioni di rischio, cioè quando l’individuo è chiamato a prendere una decisione senza conoscere

con certezza ex ante quale stato del mondo si verificherà, ma conosce la lista dei possibili eventi, a

ciascuno dei quali associa una probabilità di realizzazione.

Il modello dell’Utilità Attesa postula che una combinazione di reddito/consumo rischiosa ex ante sia

valutata dall’individuo sulla base del valore atteso di tutte le sue possibili realizzazioni.

Essa prevede che le decisioni degli agenti economici si conformino ad una funzione dell’utilità

attesa dei risultati, in base alla quale si valuta l’attitudine al rischio.

All’interno di tale teoria è stato introdotto un importante concetto, applicato in svariati ambiti

economici, il “Premio per Rischio”, inteso come il pagamento massimo che l’individuo è disposto

ad elargire per eliminare il rischio ed ottenere con certezza il guadagno atteso della combinazione

rischiosa. In altri termini, il premio per il rischio misura quanto l’individuo è disposto a pagare per

eliminare il rischio della scelta.

Prospect theory: La Teoria del Prospetto, postulata da Kahneman e Tversky nel 1979, poggia sulla

constatazione che gli individui sembrano valutare ogni possibile esito di una decisione sulla base di

un punto di riferimento, o status quo, quale può essere, per esempio, la loro situazione al momento

della decisione.

non la eventuale perdita che vi ha portato. L'inversione delle preferenze nel dominio negativo

implica che, se il soggetto è avverso al rischio per premi positivi esso sarà ora propenso al rischio in

contrasto con la teoria normativa neoclassica di John von Neumann che vorrebbe l'indipendenza

dell'ordine di preferenza nei domini positivo e negativo. Funzione Valore: è definita sulle variazioni

di benefici rispetto al punto di riferimento. È più ripida nell'area delle perdite che in quella dei

guadagni (maggior impegno a fuggire dalle perdite che a cercare i guadagni).

L’errore di Bernoulli : Per Bernoulli un decisore a cui non piace il rischio sceglie una cosa sicura

nonostante sia inferiore al valore atteso, il tutto per evitare l'incertezza, di arrivare alla conseguenza

più negativa di tutte. (jack e Jill). Secondo la sua teoria, ci basta conoscere solo lo stato della

ricchezza per determinare l’utilità̀ della stessa, ma nella prospect theory abbiamo anche bisogno di

conoscere lo stato di riferimento.

Caratteristiche della prospect theory:

- Livello di adattamento ( status quo): Il bias dello status quo è una preferenza emotiva per la

situazione attuale. In economia, il pregiudizio dello status quo può indurre gli individui a prendere

decisioni apparentemente non razionali per restare in una situazione non ottimale.

Ad esempio, nel corso della vita è razionale risparmiare per la pensione. Tuttavia, alcune persone

potrebbero essere riluttanti a cambiare la loro situazione attuale e a richiedere una rendita. Oltre al

pregiudizio dello status quo, questo rifiuto di risparmiare per la pensione è legato al pregiudizio

della situazione presente (preferenza di massimizzare l’utilità nel momento presente).

-Preferenza per i vecchi piani : In Germania, una piccola città ha dovuto essere trasferita a causa di

un progetto minerario. Ai cittadini furono offerti molti progetti per una nuova città, ma i cittadini

votarono per un piano che somigliava molto alla città vecchia con un aspetto serpentino inefficiente

che si era evoluto senza capo né motivo nel corso degli anni.

Perché le persone preferiscono lo status quo: effetto dotazione, paura dell’ignoto, costi delle scelte,

inerzia, l’esposizione ripetuta dà familiarità e attaccamento e lealtà.

-Diminuzione di sensibilità̀: Il principio della diminuzione di sensibilità vale sia per le dimensioni sensoriali sia per la valutazione dei cambiamenti di ricchezza. -Avversione alla perdita : Quando sono confrontate direttamente o valutate l’una rispetto all’altra, le perdite appaiono molto più grandi dei guadagni. Questa asimmetria tra il potere delle aspettative o delle esperienze positive e negative ha una storia evolutiva. Gli organismi che trattano le minacce come più urgenti delle opportunità̀ hanno più probabilità di sopravvivere e riprodursi. (pensare come trader) la prospect theory ha due concetti chiave:

Nelle opzioni miste , dove sono possibili sia una perdita sia un guadagno, l’avversione alla perdita induce

scelte estremamente avverse al rischio; Nelle opzioni negative , dove una perdita sicura è messa a confronto con una perdita più grande che è solo probabile, una diminuita sensibilità induce a cercare il rischio. Teoria del reddito relativo : James Duesenberry (1918-2009) mette in luce il meccanismo psicologico che condiziona le famiglie al momento del consumo. Secondo Duesenberry molti beni vengono acquistati perché costituiscono un «simbolo» nella collettività; il consumo di un soggetto non dipende dal suo reddito (reddito assoluto), ma dalla posizione che quella persona occupa nella società (reddito relativo). I consumatori sono

influenzati nelle loro scelte da un «effetto d’imitazione», dovuto all’appartenenza a una determinata classe; per esempio, il dottor William Smith di Chicago tende a seguire il tenore di vita degli altri medici di Chicago Effetto cornice : Nella psicologia cognitiva, il framing è quell'effetto inevitabile per cui la modalità di percezione di un evento è influenzata dalla cornice, ossia da come il fatto viene presentato, comunicato, trasferito all'interlocutore. LEZIONE 11 Effetto dotazione: Spesso tendiamo ad attribuire a un bene che già possediamo un valore superiore rispetto al prezzo che saremmo disposti a pagare per quello stesso bene. È quello che viene chiamato "effetto dotazione (esempio scarpe). Principio di utilità attesa : La teoria dell'utilità attesa si basa sull'ipotesi che l'utilità di un agente in condizioni di incertezza possa essere calcolata come una media ponderata delle utilità in ogni stato possibile, utilizzando come pesi le probabilità del verificarsi dei singoli stati come stimate dall'agente. Il paradosso Allais : M. Allais (v.) mostra come i comportamenti dei soggetti economici possono essere contrastanti quando essi si trovano a scegliere fra eventi probabili ed eventi certi. Da qui l'espressione paradosso di Allais. Esso può essere compreso con l'aiuto di un esempio che lo stesso Allais ha utilizzato: si supponga che un soggetto economico abbia una forte avversione al rischio (v.) per cui egli preferisce un guadagno certo ed immediato di 100 milioni piuttosto che l'alternativa di ottenere 500 milioni con una probabilità dell'89%. Ma secondo Allais questo comportamento non corrisponde sempre alla realtà. Infatti, egli sostiene che il soggetto, tra un investimento che gli frutterebbe 500 milioni con probabilità del 10% ed uno che gli frutterebbe 100 milioni con probabilità dell'11% sceglierebbe la prima alternativa. Tale conclusione, comprovata da una serie di problemi di scelta a cui Allais sottopose vari soggetti, inficia la teoria tradizionale delle scelte in condizioni di rischio (v.).

Disattenzione per il denominatore : Il vaso A contiene dieci biglie, una sola delle quali è rossa.

Il vaso B contiene cento biglie, 8 delle quali sono rosse. Se estrai una biglia rossa, vinci 100 euro. Da quale vaso pescheresti? La maggior parte di noi risponde il vaso B, nonostante matematicamente sia sconveniente (se pesco dal vaso A ho il 10% di vincere, se pesco dal vaso B invece l’8%). Noi esseri umani rimaniamo colpiti dalle storie, non dai numeri. Un racconto vivido e descritto bene ha certamente una forza persuasiva molto elevata rispetto a tabelle, statistiche e numeri. Se la tua attenzione è attratta dalle biglie vincenti, non valuti con la medesima cura il numero di biglie non vincenti. Come previsto dalla disattenzione per il denominatore, gli eventi a bassa probabilità sono ponderati molto di più quando sono descritti in termini di frequenze relative (quanti sono di numero) che quando sono descritti nei termini più astratti di “possibilità̀”, “rischio” o “probabilità” (quanto sono probabili). Framing ristretto : una sequenza di due decisioni semplici, considerate separatamente; Framing ampio : una singola decisione generale, con quattro opzioni. Fallacia della pianificazione : La fallacia della pianificazione è un termine usato dagli psicologi per descrivere la nostra tendenza a sottostimare il tempo necessario per completare un compito. Il termine fu coniato per la prima volta nel 1977 dagli psicologi Daniel Kahneman e Amos Tversky. Effetto inclinazione :

Dal punto di vista dello User Interface design, la regola del "picco-fine" (peak end rule) è un'euristica in cui noi giudichiamo le nostre esperienze passate quasi interamente in base a come sono state al loro picco (piacevoli o spiacevoli) e a come si sono concluse. Quando facciamo questo, scartiamo virtualmente tutte le altre informazioni, compresa la piacevolezza o spiacevolezza netta e quanto a lungo è durata l'esperienza. Ricordiamo solo alcuni dettagli dell'intera esperienza, il picco e la conclusione. Per l'utente, se la maggior parte dell'esperienza era accettabile non ha alcuna influenza sulla sua percezione dell'esperienza complessiva. Un'esperienza accettabile spesso non è né memorabile né originale, ma le persone ricorderanno molto bene come si è conclusa. DRM: Il Drm impiega un questionario strutturato che genera una descrizione dettagliata di un particolare giorno nella vita dell’intervistato. Il metodo è basato sull’intuizione teorica che un accurato resoconto retrospettivo delle emozioni può essere ottenuto incoraggiando il recupero di episodi specifici e relativamente recenti. Gli intervistati per prima cosa rivivono le memorie del giorno precedente, ricostruendo un breve diario consistente in una sequenza di episodi. Come secondo passo, gli intervistati descrivono ogni episodio nel dettaglio, indicando

  1. quando l’episodio è iniziato e finito,
  2. cosa stavano facendo,
  3. dove erano,
  4. con quali persone stavano interagendo,
  5. come si sentivano sulla base di più dimensioni affettive Infatti, un’importante caratteristica delle attuali ricerche sulla felicità è che esse ricorrono esclusivamente al remembering self. Il vasto corpo di letteratura dedicato alla felicità o benessere soggettivo (subjective Well- being) è infatti incentrato sulle seguenti domande: “Quanto sei soddisfatto della tua vita nel suo insieme?” o “Quanto ti reputi felice in questi giorni?”. La domanda sulla felicità richiede esplicitamente a chi risponde di recuperare, integrare e valutare i ricordi. La domanda sulla soddisfazione della vita implica valutazioni, a partire dall’esperienza attuale, di esperienze ancora più remote. Queste valutazioni soggettive sono fortemente influenzate dalle esperienze emotive; un individuo che ha di recente sperimentato affetti per la maggior parte negativi con poca probabilità descriverà sé stesso come veramente felice o soddisfatto. Certamente la distinzione tra esperienze e valutazione nel Well-being, o tra quelle che io chiamo felicità oggettiva (sperimentata) e soggettiva (ricordata e valutata), è dovuta al fatto che le due non sono sempre in corrispondenza perfetta. Per esempio, uno stato temporaneo di anemia o di insonnia ha un effetto diretto sulla felicità oggettiva, ma solo un effetto indiretto sulla felicità riportata e sulla soddisfazione di vita (felicità soggettiva). Misenwanting : Il miswanting è un concetto psicologico che si riferisce alla tendenza delle persone a desiderare cose che non le renderanno effettivamente felici o soddisfatte a lungo termine. In altre parole, il miswanting si verifica quando le persone pensano di volere qualcosa, ma una volta ottenuta scoprono che non soddisfa le loro aspettative. (Daniel Gilbert e Timothy Wilson).

LEZIONE 13

Inversione di preferenza : si parla di inversione di preferenza quando le persone cambiano idea su un giudizio in base al fatto di averlo valutato singolarmente (valutazione singola) o confrontato con qualcun altro (valutazione congiunta). La discrepanza tra le due valutazioni (ovvero tra singoli fatti e fatti aggiuntivi che allargano il contesto) appartiene alle inversioni di giudizio e di scelta. Le scelte individuali dipendono molto dal contesto in cui sono effettuate. Dal punto di vista economico, l'idea di fondo è che il confronto tra interessi individuali non porta necessariamente al raggiungimento dell'ottimo collettivo. Quando si parla di valutazione congiunta la nostra attenzione viene catturata e si sposta su un elemento che fino a quel momento nella valutazione singola non avevamo considerato —> da qui viene l’Inversione di Preferenza. I giudizi e le preferenze sono coerenti all’interno delle categorie ma quando vengono messe a raffronto due categorie diverse, diventano incoerenti. Esempio: Ti piacciono di più le mele o le banane? Ti piace di più la bistecca o lo stufato? Ti piace di più la bistecca o la mela? Sarà facile per noi dire cosa ci piace di più nei primi due casi, ma nel terzo no. Il nostro cervello, soprattutto il sistema 1, distingue in automatico bene e male. Privatizzazione del sistema di previdenza sociale svedese: Il programma svedese favorevole alla libertà di scelta è un ottimo esempio di strategia di “massimizzazione della scelta”; offrire il maggior numero possibile di opzioni e poi lasciare ognuno libero di fare ciò che vuole. Le caratteristiche del programma erano le seguenti:

  • ai partecipanti era consentito di creare un proprio portafoglio scegliendo fino ad un max di 5 fondi da un elenco approvato;
  • era stato costruito un fondo di default per coloro che non volevano scegliere autonomamente;
  • i partecipanti erano incoraggiati a scegliere autonomamente, anziché accontentarsi del fondo di default. Le autorità svedesi hanno incoraggiato i partecipanti, a scegliere autonomamente fra le tante offerte del mercato libero. 2/3 hanno scelto autonomamente e 1/3 invece ha optato per l’opzione di default. In realtà non ha scelto molto bene chi ha scelto autonomamente, ma questo lo si è visto nel corso del tempo. A lungo termine, quindi, avevano reso di più il portafoglio di default. Frame emozionali : Uno degli elementi che incide sulle nostre scelte (e, spesso, sulle non scelte) è il rammarico. Le persone sono molto sensibili a questa emozione, per cui spesso evitano di prendere decisioni per il timore di pentirsene. Chi l’ha provato, lo sa: rimuginiamo sul fatto che non avremmo dovuto agire in quel modo, ci incolpiamo dell’errore fatto, vorremmo azzerare le nostre scelte e tornare indietro. Nasce, naturalmente, quando c’erano strade alternative da imboccare ma noi non le abbiamo prese. Percepiamo questa sensazione persino quando non abbiamo alcuna colpa. Tipo quella volta che hai scelto di partire qualche ora prima e sei finito nel bel mezzo di un incidente che ti ha rovinato la macchina o la salute… Se due persone sono nella stessa situazione, ma una ci si trova perché ha fatto una scelta diversa da quella che compie solitamente, probabilmente questo sarà anche il soggetto che proverà più rammarico. Infatti, noi abbiamo un’idea di come vanno normalmente le cose e, quando si compie un’azione che esce dalla nostra normalità, la notiamo di più. Rammarico, colpa e rimprovero seguono, però, linee differenti. Infatti, la cosa incredibile è che chi fa qualcosa di diverso dal solito e ha un esito sfortunato, proverà più rammarico anche se non ha colpe. Tuttavia, sarà più criticato. (Scelta emozionale come viene formulato un quesito).

un computer, che determinava in base ad un’estrazione casuale la somma restituita. In entrambi i trattamenti, a metà dei soggetti sperimentali veniva inalata l’ossitocina, mentre all’altra metà veniva inalato un placebo. I risultati di laboratorio mostrano che, nel trattamento con interazione sociale, i decisori sottoposti all’ossitocina inviavano una somma significativamente più alta (10 unità di moneta) dei decisori sottoposti al placebo (8 unità di moneta). Questa differenza tra i due gruppi si annullava nel trattamento computerizzato, in cui le somme inviate erano pressoché uguali (7,5 unità di moneta). La differenza di comportamento tra chi riceveva l’ossitocina e il placebo non si verificava tra i rispondenti. L’effetto dell’inalazione di ossitocina era di incrementare la propensione ad accordare fiducia ad altri esseri umani, ma non quello di favorire la reciprocità̀. In ogni caso, senza interazione sociale l’effetto scompariva. L’inclinazione a fidarsi degli altri in un contesto di perfetta anonimità̀ dipende, quindi, in modo significativo dalla produzione di una sostanza chimica che il cervello produce indipendentemente dal controllo del decisore, e che può essere anche somministrata dall’esterno, modificando l’attitudine pro o antisociale individuale. Si notò che i livelli emozionali e di fiducia aumentavano quando vi era una relaziono uomo-uomo piuttosto che uomo-macchina. La fiducia appare quindi innescata dall’area “razionale” del cervello, che presumibilmente focalizza l’attenzione del decisore sui guadagni congiunti ottenibili accordando fiducia al rispondente e rende meno attraente il minore pagamento disponibile immediatamente. Nei soggetti che mostrano questa reazione cerebrale si evidenzia anche una più pronunciata attivazione delle aree dei lobi occipitali e parietali deputate all’elaborazione degli stimoli visivi, a dimostrazione del fatto che il gioco era analizzato con maggiore attenzione. Queste osservazioni, che confermano come la fiducia dipenda dalle modalità̀ di relazione tra gli individui piuttosto che dal mero calcolo individuale, permettono di formulare l’ipotesi che la fiducia sia associata all’esistenza di aree del cervello che interpretano e cercano di rappresentare gli stati mentali degli altri individui. Questa ipotesi è l’oggetto di una linea di ricerca nota come teoria della mente. La teoria della mente è la capacità di intuire o comprendere gli stati mentali propri e altrui, i pensieri, le credenze, i ragionamenti, le inferenze, le emozioni, le intenzioni e i bisogni sulla base dell'osservazione del comportamento e del contesto e dell'inferenza di significato. Paradigma della falsa credenza : Diversi esperimenti hanno coinvolto la falsa credenza cioè la capacità cognitiva di riflettere sul nostro vissuto interiore e di decodificare quello altrui. Il test della falsa credenza viene effettuato con varie procedure sperimentali. Le due principali sono il Maxi task e lo Smarties task. Nella forma più semplice, il Maxi task prevede che un collaboratore dello sperimentatore e il bambino osservino lo sperimentatore mentre mette in un cassetto una tavoletta di cioccolata. Dopo avere osservato questa azione, il collaboratore esce dalla stanza. In sua assenza, lo sperimentatore apre il cassetto, estrae la tavoletta di cioccolata e la nasconde in una scatola. In questo modo solo lo sperimentatore e il bambino che hanno osservato tutta la sequenza delle azioni sanno dov’è realmente nascosto il cioccolato. Al bambino viene quindi chiesto di indovinare dove il collaboratore cercherà la tavoletta quando rientrerà nella stanza. Se il bambino risponde che la cercherà nel cassetto il test della falsa credenza ha esito positivo. Nella seconda procedura, lo Smarties task, il bambino riceve una scatola chiusa delle caramelle Smarties e gli viene chiesto di indovinare il suo contenuto. Dopo che il bambino ha risposto che nella scatola sono contenute le Smarties, gli viene mostrato che realtà contiene alcune matite. La scatola viene quindi richiusa senza mutarne il contenuto e al bambino viene chiesto di prevedere quale risposta darà

un altro bambino che non abbia assistito alla scena, quando gli verrà chiesto che cosa contiene la scatola di Smarties. Il bambino supera il test se prevede che l’altro bambino risponda le caramelle Smarties. La corteccia paracingolata ha la capacitò di ricostruire la rappresentazione dell’altro. Neuroni specchio: I neuroni specchio permettono di spiegare fisiologicamente la nostra capacità di porci in relazione con gli altri. Quando osserviamo un nostro simile compiere un particolare gesto si attivano, nel nostro cervello, gli stessi neuroni che entrano in gioco quando siamo noi a compiere quella stessa azione. I neuroni specchio si attivano involontariamente in due circostanze: quando compiamo un'azione; quando osserviamo un altro individuo compiere quella stessa azione che noi abbiamo compiuto in precedenza. LEZIONE 14 Gioco del bene pubblico: (capitolo 4 economisti in laboratorio x ripasso). Tragedia e gioco dei commons : In economia, per tragedia dei beni comuni, o collettivi, si intende una situazione in cui diversi individui utilizzano un bene comune per interessi propri e nella quale i diritti di proprietà non sono chiari, sicché non è garantito che il beneficiario della risorsa ne sosterrà anche i costi. Stag hunt : Nella teoria dei giochi , la caccia al cervo, a volte chiamata gioco di assicurazione, dilemma di fiducia o gioco di interesse comune, descrive un conflitto tra sicurezza e cooperazione sociale. Il problema della caccia al cervo ha avuto origine dal filosofo Jean-Jacques Rousseau nel suo Discorso sulla disuguaglianza. Nella spiegazione più comune di questo dilemma, che è molto diversa da quella di Rousseau, due cacciatori devono decidere separatamente, e senza che l'altro lo sappia, se cacciare un cervo o una lepre. Entrambi i cacciatori, però, sanno che l'unico modo per cacciare un cervo con successo è con l'aiuto dell'altro. Un cacciatore può catturare una lepre da solo con meno fatica e meno tempo, ma vale molto meno di un cervo e ha molta meno carne. Sarebbe molto meglio che ogni cacciatore, agendo individualmente, rinunciasse alla totale autonomia e al rischio minimo, che porta solo la piccola ricompensa della lepre. Invece, ogni cacciatore dovrebbe scegliere separatamente l'obiettivo più ambizioso e molto più gratificante di catturare il cervo, rinunciando così a una certa autonomia in cambio della cooperazione e della maggiore potenza dell'altro cacciatore. Questa situazione è spesso vista come un’analogia utile per molti tipi di cooperazione sociale, come gli accordi internazionali sul cambiamento climatico. [1] La caccia al cervo differisce dal dilemma del prigioniero in quanto esistono due equilibri di Nash di pura strategia : [2]^ uno in cui entrambi i giocatori cooperano e uno in cui entrambi i giocatori disertano. Nel dilemma del prigioniero, al contrario, nonostante il fatto che entrambi i giocatori cooperano sia Pareto efficiente , l'unico equilibrio di Nash puro è quando entrambi i giocatori scelgono di disertare. Definizione→ Formalmente, una caccia al cervo è un gioco con due equilibri di Nash di pura strategia : uno dominante nel rischio e un altro dominante nel profitto Focal point : Nella teoria dei giochi un punto di Schelling (chiamato anche punto focale) è una soluzione che i giocatori tendono a adottare in assenza di comunicazione, poiché esso appare naturale, speciale o rilevante per loro. Ultimatum game : Il gioco dell'ultimatum è un gioco spesso usato in economia sperimentale in cui due giocatori interagiscono al fine di decidere come dividere una somma di denaro che viene data loro dagli sperimentatori. Il primo giocatore sceglie come dividere la somma tra sé e l'altro giocatore. Il secondo giocatore può accettare o rifiutare questa proposta. Se il secondo giocatore rifiuta, nessun giocatore riceve nulla. Se il secondo giocatore accetta, il denaro è suddiviso in base alla proposta del primo giocatore. Il gioco viene giocato una volta sola e in modo anonimo, in modo che la possibilità della reciprocazione non divenga rilevante. Il gioco dell'ultimatum a ripartizione monetaria è molto importante da una prospettiva sociologica, in quanto illustra la riluttanza umana ad accettare l'ingiustizia e la disuguaglianza sociale.

oltre che quello del contributore stesso. Nel gioco di contribuzione, il risultato teorico fondamentale prevede che in equilibrio gli agenti contribuiscano molto meno rispetto a quanto sarebbe socialmente ottimale: ciascun giocatore si aspetta di potere beneficiare dei contributi altrui, dando origine al cosiddetto fenomeno del free riding. Vanno infine menzionati i giochi ripetuti. In termini un po’ semplificati, si tratta dello stesso gioco (che può assumere una delle forme descritte in precedenza) ripetuto nel tempo. Nella letteratura economica è piuttosto risaputo che i giochi ripetuti possono favorire la cooperazione, tanto che anche agenti egoisti possono cooperare, purché siano sufficientemente pazienti è che siano soddisfatte altre condizioni. Ad esempio, una condizione potrebbe essere che il periodo in cui si interrompe l’interazione non è conosciuto dai giocatori. Non ci occuperemo di queste forme di cooperazione perché possono essere sostenute anche in presenza di agenti egoisti e non richiedono alcuna forma di altruismo, come argomentato nella voce. Teoria dei salari di efficienza : La teoria dei salari efficienti , in economia del lavoro e in economia politica, si occupa di spiegare per quale motivo, in alcuni mercati, i salari sono più alti del livello che porta in parità domanda e offerta di lavoro (livello di market clearing ). In particolare, si occupa di studiare gli incentivi che spingono le imprese a corrispondere questi salari più alti di quello di mercato ai lavoratori, allo scopo di aumentarne la produttività e l'efficienza. Diversi sono i motivi che spingono le imprese a pagare salari più alti di quanto necessario per portare in equilibrio il mercato: -effetto incentivo o modello dello shirking : lo scopo delle imprese, in questo caso, è quello di evitare comportamenti nocivi dei loro interessi da parte dei lavoratori. Chi ricorre ad un aumento dei salari lo fa per evitare che i lavoratori svolgano le proprie mansioni controvoglia e in modo poco produttivo ( shirking ); -effetto rotazione o modello del quitting o del searching : le imprese possono voler evitare che i lavoratori già occupati lascino ( quit ) il proprio lavoro perché alla ricerca ( searching ) di salari più alti, costringendole ad affrontare costi indesiderati di formazione professionale e di ricerca di nuovi lavoratori -effetto selezione o della selezione avversa: le imprese, in questo caso, assumono lavoratori che percepiscono salari più alti perché li considerano più produttivi rispetto a coloro che accettano una riduzione salariale; Avversione alla disuguaglianza: Il grado di avversione alla disuguaglianza di una persona rappresenta il suo giudizio sulla misura in cui la società dovrebbe sacrificare il benessere per ottenere una distribuzione più equa. Modello di Rabin : Rabin considera la possibilità che l’utilità di un individuo dipenda non solo dalla propria condizione ma anche dagli altri. Introduce nel modello standard un’ipotesi di altruismo condizionato. Secondo questa ipotesi i giocatori sono benevoli, ma solo nei confronti dei giocatori che lo sono altrettanto. In questo senso il modello di Rabin è basato sulle intenzioni. Rabin definisce quindi il concetto di equilibrio e di equità. Si tratta di un equilibrio di Nash psicologico, un insieme di strategie e di credenze sulle intenzioni degli altri giocatori, per cui:

  • Nessun giocatore ha interesse a cambiare la propria strategia date le strategie degli altri giocatori e le proprie credenze sulle intenzioni degli altri.
  • le previsioni sulle intenzioni degli altri giocatori si rivelano esatte -I giocatori che anticipano le proprie intenzioni di comperare da parte del partner hanno la tendenza a cooperare di più. Le 4 tematiche più importanti nella teoria dei giochi: -Cooperazione→ Un elevato numero di studi sperimentali ha messo in evidenza la presenza di comportamenti cooperativi. Gli esperimenti atti a studiare la cooperazione utilizzano giochi semplici come: ad esempio, il dilemma del prigioniero, il gioco del bene pubblico o il gioco dei Commons. Questi giochi sono accomunati dal fatto di rappresentare un dilemma sociale, ossia un conflitto tra gli interessi individuali

e quelli della collettività̀. Questo conflitto di interesse si risolve, secondo la teoria, in un equilibrio non cooperativo e sub-ottimale. -Coordinamento→ L’interazione tra gli agenti economici può dar luogo diversi equilibri. Un esempio è costituito dei modelli di lavoro di gruppo; due sono i possibili equilibri: uno “buono “, in corrispondenza del quale tutti i membri del gruppo contribuiscono a esercitare uno sforzo elevato e beneficiano dell’alta produttività della loro impresa; l’altro “cattivo “, in cui tutti scelgono un livello di sforzo minimo e il risultato è una bassa produttività globale. Poiché esistono diversi equilibri, il problema degli agenti è di selezionarne uno, in modo tale da coordinarsi nelle loro scelte strategiche. Nella maggior parte delle situazioni di questo tipo, la teoria dei giochi non fornisce una posizione univoca e, in alcuni casi, le predizioni dipendono dalle ipotesi comportamentali formulate. Gli studi sperimentali, identificando scenari più probabili di altri ed evidenziando la presenza di certe situazioni ricorrenti, diventano uno strumento molto utile per i teorici. Alcuni esperimenti rivelano che i soggetti hanno una notevole capacità di coordinamento e permettono di identificare i meccanismi che conducono a tale coordinamento. -Negoziazione→ Ultimatum game -Fiducia→ trust game LEZIONE 15 – LEZIONE 16 (Rinfrescare concetto di ancoraggio, disponibilità e rappresentatività) Teoria del pungolo : La teoria dei nudge sostiene che i processi decisionali e i comportamenti di gruppi e individui possono essere influenzati attraverso suggerimenti e rinforzi “indiretti” con un’efficacia pari o superiore a quella che può essere ottenuta attraverso l’imposizione di regole, leggi o istruzioni dirette (esempio: due persone devono perdere 13 kg in 9 mesi e si monitorano a vicenda, chi non riesce a completare l’obiettivo deve una somma all’altra persona. Questo motiva le persone a rispettare i tempi i e i propri obiettivi). Il fulcro della teoria dei nudge è il concetto stesso di nudge , o "pungolo" in italiano. Richard Thaler (Premio Nobel per l'economia 2017) e Cass Sunstein nel loro libro Nudge - La spinta gentile lo definiscono come "ogni aspetto nell'architettura delle scelte che altera il comportamento delle persone in modo prevedibile senza proibire la scelta di altre opzioni e senza cambiare in maniera significativa i loro incentivi economici. Per contare come un mero pungolo, l'intervento dovrebbe essere facile e poco costoso da evitare. I pungoli non sono ordini. Mettere frutta al livello degli occhi conta come un nudge. Proibire il cibo spazzatura no."[5] Lo scopo è cercare di migliorare il benessere delle persone orientando le loro decisioni mantenendo la libertà di scelta. Nel loro libro, Thaler e Sunstein chiamano questo approccio "paternalismo libertario". Per ottenere questo risultato, è necessario operare una sofisticata architettura delle scelte, tenendo conto dei principali bias che condizionano il comportamento umano. -Opzione di Default (o impostazione predefinita): gli esseri umani manifestano naturalmente un’avversione al cambiamento e una tendenza all’inerzia. Per questo motivo, l’utilizzo di “opzioni di default”, ovvero delle impostazioni predefinite, risulta molto efficace nell’orientare le scelte di un individuo. Offrire all’utente un’opzione raccomandata o direttamente preimpostata equivale ad abbattere il carico cognitivo necessario a prendere la decisione; di conseguenza, in assenza di una forte motivazione personale, la maggior parte delle persone tenderà ad accettarla passivamente. -Pressione sociale: il desiderio di sentirsi accettati, di far parte di un gruppo omogeneo che condivide modi di pensare, valori e comportamenti è un bisogno naturale per l’essere umano. La pressione sociale è, quindi, un’arma molto efficace, che può spingere le persone al conformismo, alla discriminazione e all’adozione di abitudini scorrette, ma anche a comportamenti virtuosi, alla cooperazione, all’attivismo.

una decisione riguardante il nostro denaro, tendiamo a considerare la stessa somma di denaro in modo diverso a seconda della: -provenienza – come la abbiamo ottenuta; -destinazione – in che modo la vogliamo spendere. Ecco che spendere del denaro per un’attività ricreativa ha un peso differente rispetto al risparmio per la pensione, così come una somma ricevuta in regalo non ha lo stesso valore della stessa somma guadagnata lavorando: nel primo caso saremo più favorevoli a spendere tale somma, mentre nel secondo caso saremo spinti anche a risparmiare parte di tale denaro, accantonandolo nel nostro savings account. Questi conti mentali sono, appunto, immaginari. Questo perché non andremo a tenere segnate tutte le spese o a monitorare il saldo di questi cassetti per evitare di esaurirli. Si tratta perlopiù di un atteggiamento mentale e, nella maggior parte dei casi, non siamo neanche consci della loro esistenza. Malgrado questa caratteristica, la contabilità mentale può esercitare una forte influenza sulle nostre scelte di spesa. Il mental accounting, aiuta a: -definire lo strumento finanziario più adatto a seconda delle caratteristiche dell’obiettivo di risparmio e investimento; -controllare l’emotività e, quindi, evitare di prendere decisioni irrazionali a seguito di bruschi movimenti dei mercati che possono portare a conseguenze poco piacevoli. Conservatorismo collettivo : tendenza ad attenersi a schemi consolidati anche di fronte e nuovi bisogni (ignoranza pluralistica). (spazzatura in Texas→pungolo creativo). -tutela delle foreste pietrificate -socializzare il consumo moderato di alcol -sorrisi bronci e risparmio energetico→ Effetto boomerang: quando vogliamo pungolare il comportamento di qualcuno in una direzione socialmente desiderabile, non dobbiamo fargli intendere che le sue azioni siano migliori della media. -priming→ misurare le intenzioni altrui→ L’effetto della semplice misurazione (è un pungolo) potrebbe essere letto come una sorta di profezia che si autoavvera: il semplice fatto di presentare un comportamento a un individuo, tramite una domanda, fa sì che quel comportamento si avveri o, comunque, diventi più frequente. Questo perché un individuo a cui è posta una domanda, acquisisce una maggiore consapevolezza relativamente al contenuto della stessa e può decidere di agire in base a questa consapevolezza. Quando è necessario un pungolo? -scelte complesse -benefici: beni di investimento e beni peccaminosi, entrambi generati da un pungolo -gradi di difficoltà -frequenza (matrimoni di prova) -feedback -conoscere i propri gusti Esperimento di Stroop : L’ E sperimento di Stroop consiste nel mostrare al soggetto delle parole scritte con colori diversi. Il compito richiesto è quello pronunciare a voce alta, e il più velocemente possibile, il nome del colore dell’inchiostro cui sono scritte le parole e non le parole scritte. L’Effetto Stroop consiste nel produrre una risposta avente latenza più lenta nel caso della condizione incongruente e più veloce nel caso della condizione congruente. Lo scopo dell’Esperimento di Stroop è quello di creare una interferenza cognitiva e Semantica, poiché la mente tende a leggere meccanicamente il significato della parola Il Test di Stroop rappresenta una consolidata procedura sperimentale per lo studio dell’Attenzione Selettiva. Esistono due teorie in grado di spiegare l’effetto Stroop:

  1. Teoria della Velocità di elaborazione : l’interferenza si verifica perché le parole sono lette più velocemente rispetto all’individuazione del colore con cui sono state scritte.
  2. Teoria dell’Attenzione selettiva : l’interferenza si verifica a causa dei nomi dei colori che richiedono una maggiore attenzione rispetto alla lettura delle parole.

L'effetto Stroop consiste nel ritardo di elaborazione del colore della parola che si riflette in un rallentamento dei tempi di reazione e nell'aumento degli errori nella condizione incongruente (parola verde scritta in rosso) rispetto a quella congruente (parola rosso scritta in rosso). Strategie per le scelte complesse : 1)strategia compensativa→ l’alto valore di un attributo compensa il basso valore di un altro attributo 2)eliminazione per aspetti→ l’applicazione consente nello stabilire le caratteristiche più importanti che la scelta deve rispettare e stabilire una soglia massima, in questo modo vengono eliminate tutte le alternative che non soddisfano tali criteri minimi prestabilite. Filtraggio collaborativo : Si tratta del cosiddetto collaborative filtering, una tecnica che sfrutta la similarità tra gli utenti come fattore chiave per prevedere gli interessi individuali. L'idea di base è che, se due utenti hanno gusti simili probabilmente sono interessati agli stessi prodotti. (è un’architettura delle scelte, e strutturare le scelte, significa aiutare gli altri ad apprendere, in modo che possano successivamente scegliere meglio da soli. Fallacia della brutta china : La fallacia della brutta china (anche chiamata “fallacia del piano inclinato”, “fallacia della china pericolosa”, o “fallacia del pendio scivoloso”), è un ragionamento con cui, partendo da una tesi, si trae una sequenza di conseguenze presentate come inevitabili ma, in realtà, del tutto arbitrarie. In questo modo si giunge a una conclusione finale inaccettabile con la quale si intende rigettare la tesi di partenza, poiché – secondo la fallacia – è ugualmente inaccettabile. Facciamo un esempio: Se accetti la tua sottomissione nei confronti di un tuo superiore arriverai ad accettare la tua sottomissione a tutti, e, se accetti sottomissioni nei confronti di tutti, la tua vita sarà interamente sottomessa. Dunque, non devi accettare sottomissioni. La legalizzazione della prostituzione è indesiderabile in quanto porterebbe ad un aumento delle separazioni, con la conseguente dissoluzione della famiglia che condurrebbe necessariamente alla distruzione della civiltà. Paternalismo liberatorio : Sapendo che i nostri processi decisionali sono costellati da bias cognitivi si può sfruttare il nudging per far compiere alle persone le scelte desiderate. L'etica viene messa in pericolo in questo percorso? Fino a che punto si possono spingere le aziende e i governi nelle loro attività? Non c’è alcun dubbio sul fatto che il nudging possa essere sfruttato dalle istituzioni sia per far compiere alle persone azioni virtuose, come ad esempio consumare più frutta e verdura per il benessere fisico, ma anche per far quadrare i bilanci, aumentando ad esempio la spesa media dei consumatori o la percentuale di cittadini che pagano le tasse, come accaduto nella realtà. Si deve considerare che il nudging prevede in ogni caso che sussista la libertà di scelta, e che le diverse opzioni debbano essere aggirate senza ingenti costi per le persone. Se queste premesse non fossero presenti si assisterebbe a una vera e propria coercizione e non si potrebbe più parlare di nudging. Gli stessi autori Thaler e Sunstein parlano di paternalismo libertario, termini che associati formano una sorta di paradosso. LEZIONE 17 Opzione di default : Le opzioni di default sono scelte predefinite che diventano effettive quando il decisore non intraprende alcuna azione per cambiarle. Lo scopo dei default è quello di dare raccomandazioni, che la maggior parte delle volte sono accettate passivamente. Home bias : L’ home bias nella finanza comportamentale è un errore cognitivo che spinge gli investitori ad affidarsi ciecamente a ciò che è ritenuto familiare e conosciuto → predilezione ai prodotti nazionali. Il modello svedese : Il sistema di previdenza sociale svedese si discosta da quello di molti altri paesi europei in quanto è basato su un di sistema automatico per il calcolo dei contributi previdenziali, atto a minimizzare il più possibile futuri calcoli erronei sui contributi versati dai lavoratori nel corso delle loro carriere professionali. Questo aspetto sottolinea per il contribuente la possibilità di usufruire nell’immediato dei contributi versati anziché averli disponibili sotto forma di pensione in futuro, come invece accade nella maggior parte dei sistemi previdenziali statali. Tale particolare implicazione va ad incidere sulle modalità di fruizione dei contributi versati e automaticamente ricevuti dal contribuente, che di conseguenza è tenuto ad