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La teoria della dissonanza cognitiva, Appunti di Psicologia Sociale

La teoria della dissonanza cognitiva, introdotta da festinger nel 1957. La dissonanza cognitiva si verifica quando una persona è consapevole della propria incoerenza, in particolare quando questa incoerenza coinvolge aspetti importanti come comportamenti, emozioni e valori. Questo stato di disagio spinge la persona a ridurre la dissonanza, ad esempio attraverso il cambiamento del comportamento, dell'atteggiamento o l'aggiunta di nuove cognizioni. Il documento approfondisce diversi fenomeni legati alla dissonanza cognitiva, come la dissonanza indotta da comportamento contro-attitudinale, la dissonanza post-decisionale e la giustificazione di uno sforzo. Vengono inoltre discussi gli esperimenti di festinger e carlsmith (1959) e di freedman (1965) che hanno contribuito allo sviluppo della teoria. Infine, il legame tra dissonanza cognitiva e autostima è esplorato attraverso la teoria dell'auto-affermazione di steele e colleghi (1986).

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 26/08/2024

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LA DISSONANZA COGNITIVA E
IL BISOGNO DI DIFENDERE L’AUTOSTIMA
Cap. 5 Aronson, Wilson, & Sommers (2019). Psicologia sociale. Il Mulino
OBIETTIVI
Dissonanza cognitiva
Reazioni alla dissonanza cognitiva
Te or i a d e l la d is s o na n z a c o gn i t iv a e i v ar i fe n o me n i c h e e s s a s p ie g a
Te or i a d el l a d is s on a nz a c o gn i ti v a
Introdotta da Festinger, 1957. Parte della nostra autostima deriva dal fatto che bisogna
apparire ed essere coerenti, ma non sempre lo si è; quindi cosa accade in caso di incoerenza?
-Lo stato di incoerenza può suscitare uno stato di malessere nella persona, che
viene appunto chiamato dissonanza
Alcune situazioni di potenziale incoerenza che possono generare dissonanza:
-Non si agisce in accordo con i propri valori e atteggiamenti
-Non si fa quello che si era detto di fare
-Le nostre opinioni non sono coerenti tra di loro
Si dice che è si è in uno stato di dissonanza cognitiva quando la persona è consapevole della
propria incoerenza, quando questa incoerenza coinvolge aspetti importanti per la persona
(comportamenti, emozioni, etc.), oppure stato emotivo spiacevole (arousal), di disagio dovuto
agli effetti che ha la dissonanza cognitiva sull’autostima è il motore che spinge a ridurre lo
stesso stato di dissonanza
-Spinta a ridurre la dissonanza (ad apparire coerenti e riguadagnare un’immagine
positiva di sé, questo può avvenire:
Cambiamento del comportamento
Cambiamento dell’atteggiamento, quello più esplicativo e comprensibile
Aggiunta di una nuova cognizione
Es. fumatori
Dissonanza indotta da comportamento contro attitudinale
Cambiamento dell’atteggiamento per ridurre la dissonanza cognitiva
Non si agisce in accordo con i propri valori e atteggiamenti
Conterattitudinal advocacy: quando una persona sostiene pubblicamente un’opinione in
contraddizione con un’altra sua opinione
Esperimento di Festinger e Carlsmith, 1959: “20$ per una menzogna”. Lezione noiosa inseguito i
partecipanti vengono divisi in tre gruppi:
I. Gruppo di controllo: gli viene chiesto quanto gli è piaciuto l’esperimento (obiettivamente
noioso);
II. Gli viene chiesto di dire una BUGIA (sostenere
pubblicamente un’opinione diversa dalla propria), ossia
dire al partecipante successivo che l’esperimento era
interessante, anche se non lo era e venivano
ricompensati con 1$;
III. Stessa cosa del gruppo due solo che venivano
ricompensati con 20$.
Al termine viene chiesto a tutti se l’esperimento era
piaciuto. Il gruppo di controllo risponde di no, il 2 gruppo
(1$) erano quelli che avevano cambiato più idea rispetto
anche al 3 gruppo (20$).
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LA DISSONANZA COGNITIVA E

IL BISOGNO DI DIFENDERE L’AUTOSTIMA

Cap. 5 Aronson, Wilson, & Sommers (2019). Psicologia sociale. Il Mulino OBIETTIVI

  • (^) Dissonanza cognitiva
  • (^) Reazioni alla dissonanza cognitiva
  • (^) Teoria della dissonanza cognitiva e i vari fenomeni che essa spiega

Teoria della dissonanza cognitiva

→ Introdotta da Festinger, 1957. Parte della nostra autostima deriva dal fatto che bisogna apparire ed essere coerenti, ma non sempre lo si è; quindi cosa accade in caso di incoerenza?

  • (^) Lo stato di incoerenza può suscitare uno stato di malessere nella persona, che viene appunto chiamato dissonanza → Alcune situazioni di potenziale incoerenza che possono generare dissonanza:
  • (^) Non si agisce in accordo con i propri valori e atteggiamenti
  • (^) Non si fa quello che si era detto di fare
  • (^) Le nostre opinioni non sono coerenti tra di loro → Si dice che è si è in uno stato di dissonanza cognitiva quando la persona è consapevole della propria incoerenza , quando questa incoerenza coinvolge aspetti importanti per la persona (comportamenti, emozioni, etc.), oppure stato emotivo spiacevole (arousal), di disagio dovuto agli effetti che ha la dissonanza cognitiva sull’autostima è il motore che spinge a ridurre lo stesso stato di dissonanza
  • (^) Spinta a ridurre la dissonanza (ad apparire coerenti e riguadagnare un’immagine positiva di sé, questo può avvenire:
  • (^) Cambiamento del comportamento
  • (^) Cambiamento dell’atteggiamento, quello più esplicativo e comprensibile
  • (^) Aggiunta di una nuova cognizione ➡ (^) Es. fumatori

Dissonanza indotta da comportamento contro attitudinale

Cambiamento dell’atteggiamento per ridurre la dissonanza cognitiva → Non si agisce in accordo con i propri valori e atteggiamenti → Conterattitudinal advocacy : quando una persona sostiene pubblicamente un’opinione in contraddizione con un’altra sua opinione Esperimento di Festinger e Carlsmith, 1959: “20$ per una menzogna”. Lezione noiosa inseguito i partecipanti vengono divisi in tre gruppi: I. Gruppo di controllo: gli viene chiesto quanto gli è piaciuto l’esperimento (obiettivamente noioso); II. Gli viene chiesto di dire una BUGIA (sostenere pubblicamente un’opinione diversa dalla propria), ossia dire al partecipante successivo che l’esperimento era interessante, anche se non lo era e venivano ricompensati con 1$; III. Stessa cosa del gruppo due solo che venivano ricompensati con 20$. → Al termine viene chiesto a tutti se l’esperimento era piaciuto. Il gruppo di controllo risponde di no, il 2 gruppo (1$) erano quelli che avevano cambiato più idea rispetto anche al 3 gruppo (20$).

CONSIDERAZIONI: il 2ºgruppo (1$) si è attenuto all’affermazione detta, autoconvincendosi quindi che la lezione gli fosse piaciuta di più del normale, per non risultare incoerente. La giustificazione esterna (1$) è insufficiente per mentire giustificando la menzogna nel guadagno quindi per ridurre la dissonanza si cambia l’atteggiamento verso la lezione. → Situazione di partenza : intraprendere un comportamento incoerente: deve essere percepito come volontario ed essere prevedibili le conseguenze del comportamento → La persona deve percepire uno stato di disagio che attribuisce all’incoerenza → La persona è motivata a ridurre il disagio dovuto all’incoerenza e ammette di aver avuto un comportamento dissonante oppure ricerca una giustificazione esterna. Se la giustificazione esterna è insufficiente allora vi è un cambio di opinione e/o di atteggiamento.

  • (^) Nel caso specifico della conterattitudinal advocacy : quando una persona sostiene pubblicamente un’opinione in contraddizione con un’altra sua opinione) la conclusione è che se non trova una giustificazione esterna allora cambia la sua opinione di partenza.
  • Conterattitudinal advocacy in un contesto della vita quotidiana di Leippe e Wisenstadt, 1994. Le persone, bianche americane appartenenti allo stesso tipo di college, dovevano pubblicare un video in cui si dimostravano a favore della diminuzione delle borse degli afroamericani a favore di altre categorie. Quando non gli era stata proposta nessuna ricompensa a questo tipo di registrazione i partecipanti riportavano successivamente un atteggiamento più favorevole all’aumento delle borse per afroamericani. (non avendo ricevuto ricompensa, non erano motivati a credere a quello che dicevano) Cosa accade quando non si agisce in accordo con i propri valori e convinzioni? → In relazione a comportamenti immorali. Se non riusciamo a giustificare (esterno) un comportamento disonesto, può seguire una modifica della norma etica per ridurre la dissonanza (forse copiare non è così sbagliato), cosicché riduce la gravità del mio comportamento. Quando invece riusciamo a giustificare il nostro comportamento (ho copiato perché me l’ha suggerito il mio amico), non comporta una grande contraddizione, in quanto è accaduto una volta. → In relazione a comportamenti violenti. Se non riusciamo a giustificare il nostro comportamento può seguire una modifica della norma etica sulla violenza (forse la violenza a volte è necessaria), ma anche una disumanizzazione (se lo meritava) della vittima per ridurre la dissonanza cognitiva La dissonanza cognitiva e giustificazione della gentilezza → atti di gentilezza possono portare a vedere più positivamente la persona che ne beneficia.
  • Jecker e Landy, 1969 → Ai partecipanti viene detto che se avessero eseguito bene i compiti avrebbero ricevuto una ricompensa. Dopo aver ricevuto la ricompensa, venivano divisi in 3 gruppi casuali: I. Gruppo di controllo: dare una valutazione allo sperimentatore; II. Oltre a valutarlo gli veniva chiesto se volevano donare i soldi appena vinti in favore dello sperimentatore per le sue ricerche; III. Oltre a valutarlo gli veniva chiesto se volevano donare la somma di denaro in favore del reparto di psicologia che era in crisi. Considerazioni: chi aveva donato i soldi allo sperimentatore aveva valutato più positivamente lo stesso, rispetto anche a chi aveva donato i soldi al Dipartimento di psicologia. Quindi, l’aver fatto una gentilezza

distanziati.

  • (^) La dissonanza indotta dai due oggetti, una volta che viene fatta una scelta, viene ridotta convincendosi della “bontà” della propria scelta → Più la scelta appare irrevocabile, maggiore è la dissonanza, maggiore è il desiderio di ridurla:
  • (^) Esp. di Knox e Inkster, 1968 : scommesse sui cavalli. I partecipanti venivano intervistati prima di entrate a puntare e all’uscita. Su che cavallo intendevano scommettere e qual era la possibilità di vincere e poi si chiedeva la stessa cosa, dopo aver fiducia. Si ha più fiducia sulle possibilità di vincita del cavallo dopo, piuttosto che prima, di aver puntato;
  • (^) Esp. Frenkel & Doob, 1976 : prima e dopo aver votato alle elezioni i partecipanti vengono intervistati sulla convinzione del candidato. Risultato: più convinti di sostenere il candidato dopo, piuttosto che prima, di aver votato.
  • (^) Si autoconvincono che la scelta che hanno fatto è quella migliore, perché irrevocabile, quindi, si è più felici dei propri acquisti, e delle proprie scelte, quando non possono essere cambiati. → Maggiore è lo stato di irrevocabilità, maggiore è il grado di dissonanza, quindi si crea un paradossoPiù la scelta appare irrevocabile, maggiore è la dissonanza, maggiore è il desiderio di ridurla: RICAPITOLANDO
  • (^) Dissonanza cognitiva
  • (^) Teoria della dissonanza cognitiva e reazioni alla dissonanza cognitiva: ‣ Dissonanza indotta da comportamento controattitudinale ‣ Dissonanza post-decisionale ‣ Giustificazione di uno sforzo
  • (^) Dissonanza e autostima

La dissonanza post-decisionale

  • (^) Fare una scelta può comportare una dissonanza
  • (^) Se la scelta: ‣ coinvolge alternative similmente attraenti ‣ è importante ‣ è irrevocabile (non può essere cambiata o appare come tale)
  • (^) Dissonanza post-decisionale: cosa si può fare per ridurla?
  • (^) Convincere gli altri per diminuire la dissonanza ( proselitismo ): ‣ Acquisti folli, etc.
  • (^) Ricercare info a sostegno della scelta, e screditare info contro la scelta
  • (^) Convincere noi stessi aumentando la gradevolezza della nostra scelta/comportamento

Dissonanza post-decisionale come spiegazione della tecnica del colpo basso

  • (^) Perché funziona la tecnica del colpo basso? ‣ impegno preso (da qui la richiesta di firmare, etc.) ‣ anticipazione dei benefici dell’acquisto = diventa una nuova norma ‣ in fondo la differenza con la spesa prevista è poca ....

Ricercare info a sostegno della scelta, e screditare info contro la scelta per ridurre la Dissonanza post-decisionale Esp. Jones & Kohler (1959) A favore o contro la segregazione razziale. Chi contro ricordava argomentazioni più serie rispetto a chi a favore che tendeva ricordare informazioni “futili” a sostegno della propria tesi, e viceversa. Questo pattern di risultati è congruente con l’idea che cerchiamo info a favore con la nostra scelta piuttosto che quelle che tendono a screditarle a prescindere dalla rilevanza. Giustificazione di uno sforzo per ridurre la Dissonanza post-decisionale Gli atteggiamenti vengono modificati per giustificare i propri sforzi Esp. di Aronson e Mills (1959): iniziazione e gradimento di un gruppo di discussione Iniziazione severa: donne dovevano leggere a d’alta voce parole a sfondo sessuale ad un gruppo dia conosciuti. Iniziazione leggera; donne dovevano leggere semplicemente le parole a sfondo sessuale. Gruppo di controllo nessuna iniziazione. Chi ha subito un’iniziazione severa apprezza la discussione registrata del gruppo più egli altri gruppi. Questo dimostra che se qualcosa mi è costata fatica mi autoconvinco che ne sia valsa la pena farlo. Inoltre i riti d’iniziazione (umiliazione è uno sforzo) o giocare una partita faticosa creano coesione/meccanismo d’identificazione tra le persone.

Cambiamento del comportamento per ridurre la dissonanza cognitiva

Il paradigma dell’ipocrisia - AIDS → Contesto in cui è stato fatto l’esperimento: uso del preservativo come modalità di prevenzione da malattie come l’AIDS, per far capire l’importanza dell’uso e far ricordare alle persone di usarlo, ci sono quattro condizioni sperimentali: I. Condizione di ipocrisia : viene chiesto ai partecipanti di scrivere un testo che spiegasse l’importanza dell’uso dei preservativi per prevenire le malattie sessualmente trasmissibili e gli veniva chiesto di leggerlo e registrato. Inoltre, gli veniva chiesto di ricordare delle proprie difficoltà private nell’utilizzarlo. In questo modo viene resa rilevante la propria posizione e consapevolezza di “predicare bene, ma razzolare male” (si a consapevolezza e ipocrisia); II. Committment only : viene chiesto di leggere e registrare senza chiedere di ricordare esperienze personali (no consapevolezza); III. Mindful only: viene chiesto di scrivere e ricordare le proprie difficoltà nell’utilizzo del preservativo, senza la richiesta di leggerle pubblicamente (consapevoli ma non ipocriti); IV. Information only : viene chiesto solo di scrivere un testo senza ricordare nulla e senza farlo leggere in pubblico. → Al termine gli viene chiesto se volevano comprare il preservativo: il primo gruppo è maggiormente indotto a comprarli inquartò sente la necessità di ridurre la dissonanza accordando le sue parole al comportamento