



Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
La teoria della dissonanza cognitiva, introdotta da festinger nel 1957. La dissonanza cognitiva si verifica quando una persona è consapevole della propria incoerenza, in particolare quando questa incoerenza coinvolge aspetti importanti come comportamenti, emozioni e valori. Questo stato di disagio spinge la persona a ridurre la dissonanza, ad esempio attraverso il cambiamento del comportamento, dell'atteggiamento o l'aggiunta di nuove cognizioni. Il documento approfondisce diversi fenomeni legati alla dissonanza cognitiva, come la dissonanza indotta da comportamento contro-attitudinale, la dissonanza post-decisionale e la giustificazione di uno sforzo. Vengono inoltre discussi gli esperimenti di festinger e carlsmith (1959) e di freedman (1965) che hanno contribuito allo sviluppo della teoria. Infine, il legame tra dissonanza cognitiva e autostima è esplorato attraverso la teoria dell'auto-affermazione di steele e colleghi (1986).
Tipologia: Appunti
1 / 6
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!




Cap. 5 Aronson, Wilson, & Sommers (2019). Psicologia sociale. Il Mulino OBIETTIVI
→ Introdotta da Festinger, 1957. Parte della nostra autostima deriva dal fatto che bisogna apparire ed essere coerenti, ma non sempre lo si è; quindi cosa accade in caso di incoerenza?
Cambiamento dell’atteggiamento per ridurre la dissonanza cognitiva → Non si agisce in accordo con i propri valori e atteggiamenti → Conterattitudinal advocacy : quando una persona sostiene pubblicamente un’opinione in contraddizione con un’altra sua opinione Esperimento di Festinger e Carlsmith, 1959: “20$ per una menzogna”. Lezione noiosa inseguito i partecipanti vengono divisi in tre gruppi: I. Gruppo di controllo: gli viene chiesto quanto gli è piaciuto l’esperimento (obiettivamente noioso); II. Gli viene chiesto di dire una BUGIA (sostenere pubblicamente un’opinione diversa dalla propria), ossia dire al partecipante successivo che l’esperimento era interessante, anche se non lo era e venivano ricompensati con 1$; III. Stessa cosa del gruppo due solo che venivano ricompensati con 20$. → Al termine viene chiesto a tutti se l’esperimento era piaciuto. Il gruppo di controllo risponde di no, il 2 gruppo (1$) erano quelli che avevano cambiato più idea rispetto anche al 3 gruppo (20$).
CONSIDERAZIONI: il 2ºgruppo (1$) si è attenuto all’affermazione detta, autoconvincendosi quindi che la lezione gli fosse piaciuta di più del normale, per non risultare incoerente. La giustificazione esterna (1$) è insufficiente per mentire giustificando la menzogna nel guadagno quindi per ridurre la dissonanza si cambia l’atteggiamento verso la lezione. → Situazione di partenza : intraprendere un comportamento incoerente: deve essere percepito come volontario ed essere prevedibili le conseguenze del comportamento → La persona deve percepire uno stato di disagio che attribuisce all’incoerenza → La persona è motivata a ridurre il disagio dovuto all’incoerenza e ammette di aver avuto un comportamento dissonante oppure ricerca una giustificazione esterna. Se la giustificazione esterna è insufficiente allora vi è un cambio di opinione e/o di atteggiamento.
distanziati.
Ricercare info a sostegno della scelta, e screditare info contro la scelta per ridurre la Dissonanza post-decisionale Esp. Jones & Kohler (1959) A favore o contro la segregazione razziale. Chi contro ricordava argomentazioni più serie rispetto a chi a favore che tendeva ricordare informazioni “futili” a sostegno della propria tesi, e viceversa. Questo pattern di risultati è congruente con l’idea che cerchiamo info a favore con la nostra scelta piuttosto che quelle che tendono a screditarle a prescindere dalla rilevanza. Giustificazione di uno sforzo per ridurre la Dissonanza post-decisionale Gli atteggiamenti vengono modificati per giustificare i propri sforzi Esp. di Aronson e Mills (1959): iniziazione e gradimento di un gruppo di discussione Iniziazione severa: donne dovevano leggere a d’alta voce parole a sfondo sessuale ad un gruppo dia conosciuti. Iniziazione leggera; donne dovevano leggere semplicemente le parole a sfondo sessuale. Gruppo di controllo nessuna iniziazione. Chi ha subito un’iniziazione severa apprezza la discussione registrata del gruppo più egli altri gruppi. Questo dimostra che se qualcosa mi è costata fatica mi autoconvinco che ne sia valsa la pena farlo. Inoltre i riti d’iniziazione (umiliazione è uno sforzo) o giocare una partita faticosa creano coesione/meccanismo d’identificazione tra le persone.
Il paradigma dell’ipocrisia - AIDS → Contesto in cui è stato fatto l’esperimento: uso del preservativo come modalità di prevenzione da malattie come l’AIDS, per far capire l’importanza dell’uso e far ricordare alle persone di usarlo, ci sono quattro condizioni sperimentali: I. Condizione di ipocrisia : viene chiesto ai partecipanti di scrivere un testo che spiegasse l’importanza dell’uso dei preservativi per prevenire le malattie sessualmente trasmissibili e gli veniva chiesto di leggerlo e registrato. Inoltre, gli veniva chiesto di ricordare delle proprie difficoltà private nell’utilizzarlo. In questo modo viene resa rilevante la propria posizione e consapevolezza di “predicare bene, ma razzolare male” (si a consapevolezza e ipocrisia); II. Committment only : viene chiesto di leggere e registrare senza chiedere di ricordare esperienze personali (no consapevolezza); III. Mindful only: viene chiesto di scrivere e ricordare le proprie difficoltà nell’utilizzo del preservativo, senza la richiesta di leggerle pubblicamente (consapevoli ma non ipocriti); IV. Information only : viene chiesto solo di scrivere un testo senza ricordare nulla e senza farlo leggere in pubblico. → Al termine gli viene chiesto se volevano comprare il preservativo: il primo gruppo è maggiormente indotto a comprarli inquartò sente la necessità di ridurre la dissonanza accordando le sue parole al comportamento