Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Cellule Staminali: Proprietà, Classificazione e Applicazioni, Appunti di Scienze Umane

le cellule staminali: caratteristiche, ciclo cellulare, prelievo

Tipologia: Appunti

2016/2017

Caricato il 06/06/2017

Babe29
Babe29 🇮🇹

4.4

(24)

31 documenti

1 / 4

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
CELLULE STAMINALI
Le cellule staminali sono cellule primitive, non specializzate, dotate della capacità di trasformarsi in diversi
altri tipi di cellule del corpo attraverso un processo denominato differenziamento cellulare. Sono oggetto di
studio da parte dei ricercatori per curare determinate malattie, sfruttando la loro duttilità. Le cellule staminali
possono essere prelevate da diverse fonti come il cordone ombelicale, il sacco amniotico, il sangue, il
midollo osseo, la placenta, i tessuti adiposi.
Caratteristiche distintive
Per poter essere definita come staminale una cellula deve soddisfare due proprietà: l'autorinnovamento e la
pluripotenza.
L' autorinnovamento è stato identificato per la prima volta nel 1963 durante studi sul midollo osseo
]
e
rappresenta la capacità di tali cellule di compiere un numero illimitato di cicli replicativi mantenendo
sempre il medesimo stadio differenziativo. Ciascuna cellula staminale realizza l'autorinnovamento, o
tramite la divisione asimmetrica obbligata (la staminale dà origine ad un'altra staminale e ad una cellula
destinata a differenziarsi) oppure mediante differenziamento stocastico (una popolazione di cellule
staminali si conserva poiché esiste un numero pressoché uguale di staminali che generano altre due
staminali replicandosi, accanto a staminali che invece generano due cellule destinate a differenziarsi).
La pluripotenza è la capacità di dare origine a una o più linee o tipi cellulari tramite il differenziamento.
All'interno di questo concetto potrebbe essere anche compreso quello di transdifferenziamento, cioè la
capacità di una cellula staminale in fase di differenziamento di cambiare la propria linea cellulare
modificando il suo programma di sviluppo.
La potenza differenziativa
Le cellule staminali vengono classificate in base alla loro potenza, la potenzialità di differenziarsi
nei vari tipi o linee cellulari.
Totipotenza: la capacità di una singola cellula di dividersi e produrre tutte le cellule differenziate in
un organismo, compresi i tessuti extraembrionali. Le cellule staminali totipotenti sono le spore (nei
funghi) e gli zigoti.
In alcuni organismi, le cellule già differenziate possono ritrovare la totipotenza. Ad esempio nelle
coltivazioni in vitro di tessuti vegetali.
Pluripotenza: la capacità di una singola cellula di dividersi e di differenziarsi in uno qualsiasi dei tre
strati germinali: endoderma (rivestimento interno dello stomaco, del tratto gastrointestinale,
polmoni),mesoderma (muscoli, ossa, sangue, urogenitale), o ectoderma (tessuti epidermici e del
sistema nervoso) . Tali cellule non possono per tanto dare origine ad un organismo adulto, perché
non hanno il potenziale per contribuire ai tessuti extraembrionali, per esempio nel caso dei
mammiferi placentati non possono dare origine alla placenta (tessuto extraembrionale).
Multipotenza: il potenziale di differenziarsi in un numero limitato di lignaggi cellulari; sono anche
dette «cellule progenitrici». Un esempio di una cellula staminale multipotente è una cellula
ematopoietica (una cellula staminale del sangue) la quale può svilupparsi in diversi tipi di cellule del
sangue, ma non può svilupparsi in cellule cerebrali o altri tipi di cellule al di fuori dei tipi di cellule
pf3
pf4

Anteprima parziale del testo

Scarica Cellule Staminali: Proprietà, Classificazione e Applicazioni e più Appunti in PDF di Scienze Umane solo su Docsity!

CELLULE STAMINALI

Le cellule staminali sono cellule primitive, non specializzate, dotate della capacità di trasformarsi in diversi altri tipi di cellule del corpo attraverso un processo denominato differenziamento cellulare. Sono oggetto di studio da parte dei ricercatori per curare determinate malattie, sfruttando la loro duttilità. Le cellule staminali possono essere prelevate da diverse fonti come il cordone ombelicale, il sacco amniotico, il sangue, il midollo osseo, la placenta, i tessuti adiposi.

Caratteristiche distintive

Per poter essere definita come staminale una cellula deve soddisfare due proprietà: l'autorinnovamento e la

pluripotenza.

  • L' autorinnovamento è stato identificato per la prima volta nel 1963 durante studi sul midollo osseo]^ e rappresenta la capacità di tali cellule di compiere un numero illimitato di cicli replicativi mantenendo sempre il medesimo stadio differenziativo. Ciascuna cellula staminale realizza l'autorinnovamento, o tramite la divisione asimmetrica obbligata (la staminale dà origine ad un'altra staminale e ad una cellula destinata a differenziarsi) oppure mediante differenziamento stocastico (una popolazione di cellule staminali si conserva poiché esiste un numero pressoché uguale di staminali che generano altre due staminali replicandosi, accanto a staminali che invece generano due cellule destinate a differenziarsi).
  • La pluripotenza è la capacità di dare origine a una o più linee o tipi cellulari tramite il differenziamento. All'interno di questo concetto potrebbe essere anche compreso quello di transdifferenziamento , cioè la capacità di una cellula staminale in fase di differenziamento di cambiare la propria linea cellulare modificando il suo programma di sviluppo.

La potenza differenziativa

Le cellule staminali vengono classificate in base alla loro potenza, la potenzialità di differenziarsi nei vari tipi o linee cellulari.

  • Totipotenza : la capacità di una singola cellula di dividersi e produrre tutte le cellule differenziate in un organismo, compresi i tessuti extraembrionali. Le cellule staminali totipotenti sono le spore (nei funghi) e gli zigoti. In alcuni organismi, le cellule già differenziate possono ritrovare la totipotenza. Ad esempio nelle coltivazioni in vitro di tessuti vegetali.
  • Pluripotenza : la capacità di una singola cellula di dividersi e di differenziarsi in uno qualsiasi dei tre strati germinali: endoderma (rivestimento interno dello stomaco, del tratto gastrointestinale, polmoni),mesoderma (muscoli, ossa, sangue, urogenitale), o ectoderma (tessuti epidermici e del sistema nervoso). Tali cellule non possono per tanto dare origine ad un organismo adulto, perché non hanno il potenziale per contribuire ai tessuti extraembrionali, per esempio nel caso dei mammiferi placentati non possono dare origine alla placenta (tessuto extraembrionale).
  • Multipotenza : il potenziale di differenziarsi in un numero limitato di lignaggi cellulari; sono anche dette «cellule progenitrici». Un esempio di una cellula staminale multipotente è una cellula ematopoietica (una cellula staminale del sangue) la quale può svilupparsi in diversi tipi di cellule del sangue, ma non può svilupparsi in cellule cerebrali o altri tipi di cellule al di fuori dei tipi di cellule

appartenenti al tessuto del sangue. Sono cellule considerate essere permanentemente impegnate ad una funzione tissutale specifica.

  • Oligopotenza : la capacità di differenziarsi solo in alcuni tipi di cellule. Quali ad esempio di dare origine alla linea linfoide o mieloide. Altri esempi di cellule progenitrici oligopotenti sono le cellule staminali vascolari che hanno la capacità di diventare o cellule muscolari lisce oppure endoteliali. - Unipotenza : la capacità di differenziarsi in un singolo tipo di cellula; sono anche dette «cellule precursori». Ad esempio gli epatociti, che costituiscono la maggior parte del fegato, sono unipotenti. La capacità del fegato di rigenerarsi da un minimo del 25% della sua massa originaria è attribuita a questa proprietà], altri esempi sono dati dalle cellule staminali unipotenti cubiche o cilindriche presenti a livello dello strato germinativo dell'epidermide

Ciclo cellulare

La cellula staminale possiede le proprietà di poter entrare ed uscire dalla fase G0 del ciclo cellulare, tale proprietà assicura alle cellule di poter permanere in uno stato di quiescenza a tempo indeterminato e di mantenere il proprio stato indifferenziato. A seconda dei segnali ambientali che la cellula riceve essa potrà andare incontro ad una replicazione simmetrica, tipica dello stadio di sviluppo embrionale che aumenta il numero delle cellule staminali, o potrà andare incontro alla modalità di divisione non simmetrica, tipica della fase adulta, cioè produce due cellule figlie: una specializzata , che andrà incontro a differenziazione, l'altra staminale , cioè indifferenziata.

Questo tipo di divisione asimmetrica, nel tempo, garantisce la presenza di una cellula non-differenziata e quindi la possibilità di riparazione del tessuto a cui la cellula appartiene. In un muscolo, ad esempio, la presenza di cellule staminali garantisce il ricambio cellulare qualora le cellule muscolari fossero diventate troppo vecchie o comunque incapaci di riprodursi.

Non tutti i tessuti hanno la capacità di auto-ripararsi o di auto-rinnovarsi: ciò dipende o dall'assenza, in quel tessuto, di cellule non-specializzate o di cellule labili. I tessuti a parziale capacità di rinnovamento sono caratterizzati dalla presenza di cellule dette stabili. Le cellule staminali si definiscono infatti labili quando sono sempre in attiva proliferazione (cheratinociti, cellule del midollo osseo e della mucosa digestiva), stabili quando operano seppure in maniera ridotta (ad esempio gli epatociti) e perenni quando cessano la loro attività di sostituzione/creazione di cellule (ad esempio cellule del sistema nervoso).

Classificazione in base all'origine

Le cellule staminali possono essere classificate anche in base alla loro sorgente di derivazione:

  • Cellula staminale placentare: sono le cellule staminali contenute nella placenta. Si possono estrarre cellule staminali dai villi coriali placentari o da altri frammenti placentari come ad esempio la membrana amniotica. Si tratta di cellule staminali ad alto potenziale, con notevoli capacità replicative e caratteristiche idonee a molti utilizzi, alcuni dei quali - come ad esempio il trattamento di alcune patologie della vista - sono già diventati pratica clinica consolidata.
  • Cellula staminale da villo coriale: sono contenute in quelle strutture della membrana placentare, denominate villi coriali. Le cellule staminali dei villi coriali hanno buone capacità riproduttive e ottima stabilità genomica. È possibile conservare ad uso autologo le cellule staminali presenti in un frammento dei villi coriali prelevati durante l'esecuzione della villocentesi oppure da un frammento di placenta prelevato subito dopo il parto: in entrambi i casi una cellula staminale da villo coriale conserva le proprie capacità riproduttive tipiche delle staminali embrionali unite alla stabilità genomica delle adulte ed all'assenza di complicazioni etiche

Le "banche di conservazione delle cellule staminali" sono strutture con elevati standard di sicurezza, in cui le

unità di cellule prelevate vengono stoccate in capienti contenitori di azoto criogenico fino al momento del

loro eventuale utilizzo. Le cellule staminali possono essere conservate immerse in celle di azoto liquido o di

vapori di azoto a -170 / -190 °C (risospese in appropriati mezzi per la crioprotezione, come ad esempio

ildimetilsolfossido o il glicerolo). La legislazione che regolamenta le Banche di cellule staminali varia da

Paese a Paese, e si differenzia a seconda della fonte di prelievo delle cellule (amniocentesi, cordone

ombelicale, sangue, denti....) e dell'uso previsto (autologo o allogenico): in Italia la legislazione vieta solo la

conservazione delle cellule cordonali ad uso autologo presso banche private, pur consentendone la

conservazione presso strutture estere. La conservazione autologa ha il vantaggio della totale assenza di

fenomeni di rigetto in caso di autotrapianti di organi e tessuti, mentre lo svantaggio di tale pratica è

rappresentato dal fatto che, in caso di leucemia, ad esempio, nel campione conservato siano presenti cellule

tumorali leucemiche, così come nell'organismo malato del paziente: questo è il motivo per cui,

principalmente, gli interventi effettuati nella pratica chirurgica sono a base di cellule staminali cordonali

eterologhe, ottenute quindi da un donatore presumibilmente sano. Le cellule vengono conservate perché si

prevede che in futuro saranno un elemento di cura contro linfomi, leucemie e tumori, utile nella terapia

genica e tissutale, nel trattamento di patologie ereditarie, ma per il momento, vengono utilizzate

fondamentalmente in alternativa al trapianto dimidollo osseo.

In Italia sono attive banche pubbliche di cellule cordonali e banche di cellule staminali di varia natura, tra cui

le amniotiche.