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lessico mentale riassunto, Slide di Linguistica

lessico mentale, linguistica e pragmatica

Tipologia: Slide

2019/2020

Caricato il 01/03/2022

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1) Il Lessico
Il Lessico Mentale
Il Lessico mentale è il dizionario interiorizzato nel quale i
parlanti hanno immagazzinato le proprie conoscenze sulle
parole della lingua e dal quale queste conoscenze vengono
recuperate durante la comprensione e la produzione.
La struttura del lessico mentale è stata studiata attraverso
prove sperimentali e i risultati sono stati confrontati con
quelli ottenuti utilizzando tecniche di bioimmagine:
osservazione del funzionamento del cervello.
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1) Il Lessico

Il Lessico Mentale

Il Lessico mentale è il dizionario interiorizzato nel quale i parlanti hanno immagazzinato le proprie conoscenze sulle parole della lingua e dal quale queste conoscenze vengono recuperate durante la comprensione e la produzione. La struttura del lessico mentale è stata studiata attraverso prove sperimentali e i risultati sono stati confrontati con quelli ottenuti utilizzando tecniche di bioimmagine: osservazione del funzionamento del cervello.

Neurolinguistic processing

Produzione

▪ Le strutture di base vengono create nell’area di Wernicke e poi inviate nell’area di Broca per la loro codificazione. ▪ L’ information è inviata alla corteccia motoria, la quale attiva l’apparato articolatorio.

Ricezione e comprensione

▪ I segnali arrivano nella corteccia uditiva e vengono trasmessi all’area di Wernicke. Sembra che la distinzione tra suoni verbali e suoni non-verbali avvenga nel settore mediano del solco temporale superiore, mentre l’elaborazione fonologica e semantico-lessicale si realizzi nel giro temporale medio e nel giro temporale inferiore

Struttura a rete

• “L’idea generale è che il lessico mentale sia come una rete

di cui i significati delle singole parole costituiscono i nodi.

Questi non sono equidistanti, dal momento che alcuni

significati sono più vicini e hanno legami più stretti di altri”

(Tabossi 1999, p. 46)

• Come giungiamo a questa conclusione?

• Questa organizzazione è suggerita dal risultato di

test e prove di laboratorio nonché da evidenze

derivate dall’impiego di bioimmagine (Pet e RM)

Priming semantico

1) Prove sperimentali. The Lexical Decision Task (Semantic Priming) (Meyer & Schvaneveldt 1971)

Spreading Activation Model

  • Secondo lo Spreading Activation Model , l’attivazione

di un nodo preattiva i nodi adiacenti, con conseguente

abbattimento del tempo di riconoscimento.

  • Altri test hanno evidenziato che, come c’è una rete di

associazioni semantiche in grado di rispondere a

sollecitazioni nella forma di un’attivazione distribuita ai

nodi vicini, così vi è anche una rete fonologica.

Priming Fonologico

Prima conclusione sulla struttura interna del LM

  • La disposizione delle parole nel LM non è caotica e disordinata bensì strutturata in reti.
  • Ogni parola è legata ad altre parole e i legami sono di vario tipo: - Semantico (per le parole legate fra loro dal significato ) - Fonologico (per le parole legate da corrispondenze di suono ) - Grafico (per le parole legate da corrispondenze grafematiche )
  • L’accesso al LM può essere influenzato dalle seguenti proprietà delle parole o condizioni di occorrenza nella frase: - Frequenza di occorrenza - Preattivazione (semantic / phonological priming) - Analogie formali nella scrittura

Altre evidenze: bioimmagine

Lessico e regole

  • Il lessico non memorizzato invece comprenderebbe:
  • le parole virtuali (non ancora "nate", ma "possibili"

perché compatibili con la morfologia della lingua di

riferimento, ad esempio, *toccazione, *bolliciona;

?betuleto);

  • le forme flessive regolari (che vengono realizzate

"automaticamente" in base alla regola: bambin o -

bambin a - bambin i - bambin e ).

Percezione e comprensione della lingua

  • Basta conoscere le parole di una lingua per comprendere i messaggi? (concezione ingenua)
  • Problema : come individuamo le ‘parole’ nel flusso del discorso?
  • L’esperimento di Warren (1970): l’effetto Recupero di fonema:
  • The state governors met with their respective le [ colpo di tosse ] latures convening in the capitals Risultato: le gis lature [reintegrate: - ʤis-]
  • The state governors met with their respective le [ silenzio ] latures convening in the capitals Risultato: nessun recupero
  • L’ output della Capacità di riconoscimento del Discorso è una rappresentazione di tutta l’informazione che si può ricavare dai suoni linguistici di un enunciato, a partire esclusivamente dell’onda sonora.
  • Nella maggiore parte dei casi, mancherà l’informazione su alcuni segmenti.

Conclusione

  • Il lessico si configura come un archivio ordinato (gerarchicamente orientato)
  • Il lessico contiene in forma organizzata le nostre conoscenze relative alle parole. Il significato di una parola è una nozione complessa.
  • Di queste conoscenze, quelle relative al significato sono condivise dal sistema di comprensione e di produzione.
  • Mentre le parole sono udite ed identificate, i loro significati sono attivati e il meccanismo di comprensione comincia a cercare di riunirle in sintagmi. Man mano che le parole arrivano, il processo continua, ma il meccanismo della comprensione cerca anche di collegare quei sintagmi in una struttura di frase totale e coerente.

Il lessico mentale e il cervello bilingue

  • if words are concrete, high in frequency, or are cross-linguistic cognates of one another, they tend to be accessed via a common representation;
  • if words are abstract, low in frequency, or non-cognates, they tend to be accessed via separate representations for each language [V.J. Cook Background to the L2 user ]

Il cervello bilingue: evidenze da neuroimmagine

  • Evidenze: neuroimmagine
    • Esperimento su 12 bilingui (6 avevano acquisito la L2 durante l’infanzia e 6 in età adulta)
    • Compito: silent sentence generation task (internal speech) Late bilinguals Early bilinguals Per il primo gruppo si osserva l’attivazione di due centri adiacenti (7.9 mm di distanza) nell’area di Broca, ma nessuna differenze per l’area di Wernicke

Il cervello bilingue e l’acquisizione di una terza lingua

  • Esperimento su 44 trilingui [early acquisition of L2 (age 1-5) and late acquisition of L (> age 9), late acquisition of L2 and L3 (> age 9)]
  1. Conferma dell’esperimento precedente per L1-L2: EB mostrano aree di attivazione sovrapposte; inoltre, quando usano la L impegnano un area del sostrato neurale minore rispetto ai LB;
  2. i LB mostrano una estrema variabilità nelle aree di attivazione di L1- L2 – L3;
  3. la variabilità è anche intersoggettiva.
  • Franceschini, R. (2002), Das Gehirn als Kulturinskription. In: Müller-Lancé, J./ Riehl, C.M. (eds.), Ein Kopf – viele Sprachen. Une tête – plusieur langues. Aachen: Shaker 54ff.
  • Wattendorf, E. (2001), Different languages activate different subfields in Broca's area. Neuroimage 13: 624