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Lezione di microscopia, Appunti di Microscopia

Appunti approfonditi e completi su lezione di microscopia con immagini e spiegazioni.

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 20/02/2024

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Non c’è sempre da stare a descrivere ore e ore un vetrino. Es. Tiroide: ghiandola follicolare con colloide la
riconosco subito.
Marcello Malpighi iniziò a descrivere l’anatomia microscopica degli organi disegnando ciò che vedeva.
MICROSCOPIO OTTICO: cosa mi serve sapere?
Il vetrino viene messo su un tavolino, che può essere spostato con due viti (asterisco) in direzione
dx-sx e alto-basso.
Regolazione della quantità di luce alcuni preparati si vedono meglio aumentando la luce, altri
diminuendo
Fuoco: si può ottenere muovendo la VITE MACROMETRICA (più grossa e graduata, ma non ci
interessano i gradi) e la VITE MICROMETRICA (sporge di più ed è più piccola).
Quando mettiamo il vetrino, siccome non è detto che sia alla distanza giusta, per portarlo alla
distanza giusta devo muovere le viti. Se muovessi solo la micro dovrei spostare anche il tavolino per
troppo tempo; in più tutti i microscopi hanno un sistema di blocco e se muovo troppo la micro
entra in gioco questo sistema di blocco quindi non riesco più a mettere a fuoco (il blocco si toglie,
ma ci vuole troppo tempo in sede di esame).
Quindi quando si mette il vetrino sul tavolino ci si muove con la macro.
INGRANDIMENTI: si parte da quello che ingrandisce meno a quello che ingrandisce di più. Quando
passo da una lente all’altra girando la ghiera non c’è bisogno di spostare il tavolino: la lente non va
mai a toccare il vetrine! Una volta trovato il fuoco con l’ingrandimento basso, ci possiamo spostare
sul medio senza muovere il tavolino e poi girare poco la micro per ritrovare il fuoco.
Poi vado con il 3° e ultimo ingrandimento e muovo ancora la micro per ritrovare il fuoco.
VETRINO: tutti i vetrini son fatti nella stessa maniera. Ci sono 2 vetrini e nel mezzo il preparato da
osservare. Solitamente questi due vetrini non hanno la stessa dimensione (però potrebbero averla).
Comunque di solito ce n’è uno più grande da mettere sotto, poi c’è il preparato e infine un secondo
vetrino più piccolo da mettere sopra.
COPRIOGGETTO (deve stare verso l’alto)
PREPARATO
PORTAOGGETTO (deve stare sul tavolino)
Se mettiamo il vetrino al
contrario (porta-oggetto
verso l’alto) negli
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mettere a fuoco perché
abbiamo variato la
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Quindi con il dito avvertire
dov’è il copri-oggetto!
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Non c’è sempre da stare a descrivere ore e ore un vetrino. Es. Tiroide: ghiandola follicolare con colloide la riconosco subito. Marcello Malpighi iniziò a descrivere l’anatomia microscopica degli organi disegnando ciò che vedeva.

MICROSCOPIO OTTICO: cosa mi serve sapere?

  • Il vetrino viene messo su un tavolino, che può essere spostato con due viti (asterisco) in direzione dx-sx e alto-basso.
  • Regolazione della quantità di luce → alcuni preparati si vedono meglio aumentando la luce, altri diminuendo
  • Fuoco : si può ottenere muovendo la VITE MACROMETRICA (più grossa e graduata, ma non ci interessano i gradi) e la VITE MICROMETRICA (sporge di più ed è più piccola). Quando mettiamo il vetrino, siccome non è detto che sia alla distanza giusta, per portarlo alla distanza giusta devo muovere le viti. Se muovessi solo la micro dovrei spostare anche il tavolino per troppo tempo; in più tutti i microscopi hanno un sistema di blocco e se muovo troppo la micro entra in gioco questo sistema di blocco quindi non riesco più a mettere a fuoco (il blocco si toglie, ma ci vuole troppo tempo in sede di esame). Quindi quando si mette il vetrino sul tavolino ci si muove con la macro.
  • INGRANDIMENTI : si parte da quello che ingrandisce meno a quello che ingrandisce di più. Quando passo da una lente all’altra girando la ghiera non c’è bisogno di spostare il tavolino: la lente non va mai a toccare il vetrine! Una volta trovato il fuoco con l’ingrandimento basso, ci possiamo spostare sul medio senza muovere il tavolino e poi girare poco la micro per ritrovare il fuoco. Poi vado con il 3° e ultimo ingrandimento e muovo ancora la micro per ritrovare il fuoco.
  • VETRINO : tutti i vetrini son fatti nella stessa maniera. Ci sono 2 vetrini e nel mezzo il preparato da osservare. Solitamente questi due vetrini non hanno la stessa dimensione (però potrebbero averla). Comunque di solito ce n’è uno più grande da mettere sotto, poi c’è il preparato e infine un secondo vetrino più piccolo da mettere sopra. COPRIOGGETTO (deve stare verso l’alto) PREPARATO PORTAOGGETTO (deve stare sul tavolino) Se mettiamo il vetrino al contrario (porta-oggetto verso l’alto) negli ingrandimenti maggiori non riusciamo più a mettere a fuoco perché abbiamo variato la distanza! Quindi con il dito avvertire dov’è il copri-oggetto!

Altri concetti importanti:

  • In questa lezione vediamo gli ingrandimenti e preparati simili (a volte uguali) rispetto quelli che ci troveremo alle esercitazioni/esame. Inoltre sono preparati “schifosi” perché sul libro ci sono immagini bellissime ottenute con tantissime sezioni e preparati. Invece normalmente i preparati che vediamo sono pieni di artefatti.
  • Dimenticare il punto di vista istologico: non vedremo oggetti tanto ingranditi quanto in istologia. In istologia vediamo un tessuto e diciamo “vedo un epitelio”, in anatomia si vedono organi quindi l’epitelio c’è per forza, qualsiasi esso sia. Così come non è da dire “Vedo un connettivo”.

ORGANI

  1. CAVI : che presentano un’unica cavità centrale
  2. PIENI : privi di cavità centrale. Questo non significa che non siano costituiti da tante cavità. Il polmone è fatto da alveoli, che son tante cavità, non una sola. STRUTTURA DEGLI ORGANI CAVI: Un organo cavo è costituito da tanti “strati” che si organizzano in piani sovrapposti intorno al lume. Non si chiamano “strati” ma TONACHE. Quali sono? A seconda dell’organo cavo, quindi a seconda della funzione, la struttura presenta differenze. C’è uno scheletro di base, ma ci sono differenze, che sono quelle che ci permettono di individuare il preparato. 1° TIPO DI ORGANO CAVO TONACA MUCOSA: guarda verso il lume, costituita da EPITELIO DI RIVESTIMENTO che poggia su LAMINA PROPRIA (lamina basale o membrana basale). Quindi, in riferimento a prima, non dirò “vedo un epitelio”, ma “vedo una mucosa con epitelio che ha caratteristiche ecc…” TONACA SOTTOMUCOSA: è il secondo strato ed è questo che varia. Si chiama tonaca sottomucosa se è connettivo lasso. TONACA MUSCOLARE: muscolatura liscia TONACA AVVENTIZIA: connettivo denso → ha funzione strutturale. C’è sempre! TONACA SIEROSA: presente in alcuni organi. Non ci interessa perché in un preparato di anatomia microscopica non si vede mai perché se ne va nell’allestimento del preparato. 2° TIPO DI ORGANO CAVO, i VASI : Non servono ai fini del riconoscimento di un preparato perché è chiaro che li troviamo ovunque. Serve perché se finisco in un vaso devo essere in grado di capire che sono in un vaso e quindi mi sposterò per andare a cercare l’organo. TONACA INTIMA: guarda verso il lume, corrisponde alla mucosa. È costituita da ENDOTELIO che poggia su LAMINA PROPRIA. L’endotelio è talmente sottile e basso che al m. o. a massimo ingrandimento non si vede! Quindi se incappo in un organo in cui non riesco a vedere l’epitelio che guarda verso il lume significa che sono in un vaso. Ho preso un punto che non va bene, devo spostarmi nel vetrino! TONACA MEDIA: conn. lasso + muscolatura liscia in diverse proporzioni a seconda del diametro e del tipo di Vaso TONACA AVVENTIZIA

Ora ci mettiamo nelle condizioni dell’esame. Prendo il vetrino e lo guardo controluce. 1 Ne abbiamo già parlato e in 1a lo vediamo a ingrandimento 4x 2 Mi capita se sono sfortunato. Ad occhio nudo cosa osservo? ➔ Sono stato molto fortunato. Vedo un organo cavo tutto intero, con il suo lume, la sua mucosa, sottomucosa e t. muscolare.

1 a

2a

Può essere quello scuro alto? No, non è possibile che sia così alto quindi mi orienterò dall’altro lato. 1a ingrandimento 4x di 1. Vedo la mucosa, la muscolare e son sicuro che sia un organo cavo. 2a ingrandimento 4x di 2 a livello della parte scura. Siccome è la preponderante verosimilmente al microscopio vedrò quella. Non capisco nulla, vedo solo che è muscolo. Quindi se mettessi subito al microscopio senza vedere a occhio nudo non saprei come orientarmi. COSA NON GUARDARE, COSA NON SERVE PER IDENTIFICARE IL PREPARATO:

  • DIMENSIONI del preparato: ce l’avrebbero se ci facessero vedere preparati presi dallo stesso animale. Però non è sempre così, non sempre abbiamo davanti preparati umani, ma anche del coniglio, ratto ecc…
  • LUME : Lume stellato → per forza esofago? NO Gli organi cavi, eccetto quelli delle vie aeree che devono essere pervi (quindi hanno scheletro osseo nelle cavità nasali e cartilagineo nel resto delle vie aeree), hanno tutti un lume virtuale: si dilatano al passaggio di ciò che ci passa. Quindi il lume di un organo cavo vuoto è per forza stellato perché le tonache si ripiegano e risulta stellato. L’esofago è l’organo cavo che ha il lume più virtuale di tutti, insieme a vescica e retto, quindi tendenzialmente sarebbe quello a sinistra, ma in realtà è uretere. Quello a destra è esofago.
  • NUMERO DI STRATI DELLA TONACA MUSCOLARE : E’ verissimo che cambia da apparato ad apparato, ed è vero che ogni strato di tonaca muscolare ha orientamento diverso delle fibre. Quindi si sa che nel digerente c’è uno strato longitudinale interno, uno intermedio circolare e uno longitudinale esterno ecc…ma non ce ne importa! L’importante è sapere che se io ho una struttura tubulare è chiaro che la muscolatura si organizzerà in modo che Quanti strati osservo? 3. Uno strato rosso scuro, rigo più scuro uno chiaro Poi c’è un altro scuro più fuori che è un’incongruenza del preparato. Quindi è un’organizzazione a tonache. Qual è l’epitelio?

DIGERENTE o RESPIRATORIO? Guardo la mucosa. 1) RESPIRATORIO

  • La mucosa respiratoria si riconosce bene al 40x: epitelio batiprismatico, ciglia, c. caliciformi mucipare ecc…
  • in realtà posso guardare la cartilagine: la vedo già a 4x. Quindi a 4x riconosco già il respiratorio. In che parte delle vie aeree sono?
    • SUPERIORI: NO (quindi naso no, rinofaringe no) e nemmeno laringe (fa parte delle inferiori, ma non corrisponde; poi sulle corde vocali non c’è epitelio respiratorio…c’è un altro epitelio)
    • INFERIORI: o è TRACHEA o BRONCHI PRINCIPALI Sono in grado di distinguere TRACHEA da un BRONCO PRINCIPALE anche macroscopicamente? NO, a meno che non abbia entrambi e allora guardo il 2r. Strutturalmente sono identici! DIRAMAZIONI BRONCHIALI: sono in grado di distinguerle da trachea o bronco principale? Il bronco principale si trova nel mediastino posteriore (mediastino posteriore e anteriore si fa con un piano frontale passante davanti la trachea, quindi trachea e bronchi stanno posteriori) a contatto con i polmoni, ma se apro il torace vedo il tronco principale. Invece le altre diramazioni bronchiali non le vedo perché sono all’interno del polmone. Quindi in un preparato qualsiasi altra diramazione bronchiale intorno vediamo il parenchima polmonare e gli alveoli. Posso dire a che altezza sono? Sì, in base alla cartilagine. Qui non c’è cartilagine e la diramazione bronchiale in cui la cartilagine cessa di esistere si chiama BRONCHIOLO. La cartilagine da semianello pian piano regredisce a placchette fino a scomparire perché a lv degli alveoli si fa l’ematosi. (però non sono in grado di distinguere se è terminale o altro).

DIRAMAZIONE BRONCHIALE

(bronchiolo) con intorno PARENCHIMA POLMONARE + ALVEOLI (cavità)

2) DIGERENTE

Esofago – stomaco – tenue (duodeno e tenue mesenteriale) – crasso Il crasso è in senso lato: è tutto uguale. Non posso dire se sono nel cieco, colon ascendente ecc.. dal punto di vista microscopico; dal punto di vista macroscopico il chirurgo/gastroenterologo durante una colonscopia guarda la disposizione delle tenue e degli austra, che cambia passando dal colon ascendente – trasverso – retto. Quindi parte con la sonda dall’orifizio anale e capisce dov’è in base agli austra. CRASSO TUTTO UGUALE DAL PUNTO DI VISTA MICROSCOPICO ESOFAGO : Vedo ai vari ingrandimenti le tonache e le gh. esofagee. Al 40x vedo epitelio pavimentoso pluristratificato. È il vetrino che abbiamo visto prima come organo cavo tutto intero sul vetrino. Perché l’epitelio è pavimentoso stratificato: passa il bolo che abrade la parete quindi si necessita di una parete resistente. Vediamo al 4x un pataccone scuro con intorno della roba (è un caso!). Quando faccio una sezione cerco di farla trasversale, ma spesso in alcune parti viene obliqua e compaiono artefatti. Il pataccone è un pezzo di mucosa che vediamo a lv della sottomucosa perché il taglio è obliquo. È un artefatto. La roba scura intorno è MALT: aspetto punteggiato, puntiforme, sfocato, non è netto e distinto, è nebuloso e poco chiaro. Questo aspetto lo fa il tessuto linfoide. Quindi questo è un follicolo linfoide associato a mucosa, ovvero MALT, che ritroviamo in maniera più o meno evidente in tutti gli organi. STOMACO INTESTINO: TENUE e CRASSO Per vedere l’aspetto delle pieghe non devo andare nel dettaglio, devo stare nel 4x e avrò un’impressione o un’altra. In tutte queste parti ci sono pieghe e l’aspetto di queste pieghe ci fa capire dove siamo!

STOMACO

In 3: le pieghe sono talmente attaccate che in sezione alcune mi vengono tagliate bene in senso longitudinale e altre no. Questa è la morfologia caratteristica dello STOMACO: non riesco a distinguere creste da fossette (so che ci sono perché le ho studiate, ma non le vedo). La diagnosi che è stomaco l’ho fatta al 4x!! Vediamo gli altri ingrandimenti sempre dello stomaco: La 10x non aggiunge nulla. Al 40x vedo l’epitelio caratteristico dello stomaco: epitelio ghiandolare. Ma in pratica cosa significa? Cosa vedo? Vedo un epitelio uniformemente colorato? No. Alcune secernono pepsinogeno, altre HCl, poi ci sono le neuroendocrine, cellule del colletto, le cellule basali di rimpiazzo, le caliciformi mucipare…Non si coloreranno mai nello stesso modo; anche se faccio una banalissima EE l’affinità tintoriale cambia e vedrò toni di rosa diversi. Però non è come sui libri in cui fanno colorazioni specifiche per il secreto delle singole cellule (quindi alcune blu, alcune gialle, alcune rosse ecc..), io invece vedrò solo toni di rosa dato che la maggior parte dei vetrini che sono all’esame sono preparati con EE. Nei toni di rosa ci sono cellule più pallide. Le cellule più pallide sono caliciformi mucipare. Questo aspetto variegato di colorazione è caratteristico dello stomaco.

INTESTINO

CRASSO : abbiamo detto che è tutto uguale e possiamo dire che verosimilmente è colon in base al n° ghiandole che ci troviamo (caliciformi mucipare). Non è detto che sia colon, ma all’esame non chiedono in che tratto del crasso siamo. TENUE: Posso distinguere DUODENO dal TENUE MESENTERIALE. Differenze 1 e 2 (al 4x):

  • In 1 le estroflessioni sono più attaccate, in 2 sono più distanti. Ricordare che i villi si dilatano procedendo nel canale alimentare duodeno-digiuno-ileo e poi nel colon spariscono. Quindi via via nel canale alimentare diventano più radi. Questo però lo posso vedere se faccio un confronto (quindi non all’esame).
  • SOTTOMUCOSA: la sottomucosa duodenale (1) è ricca di ghiandole mucose (ghiandole di Brunner) perché prende parte alla digestione e riceve il chimo gastrico. Deve avere una marcia in più. Nella sottomucosa in 2 possono esserci ghiandole mucose ma non stipate come nel duodeno. Questo quindi sarà tenue mesenteriale. Non ho modo di dire se sono nel DIGIUNO o nell’ILEO. Lo posso dire se li ho entrambi e se provengono dallo stesso animale e allora vedo delle differenze.