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Esistono due accezioni di diritto:
- Senso oggettivo diritto come insieme di norme giuridiche, regole di un sistema. In inglese si dice “ law ”;
- Senso soggettivo diritto come pretesa che un soggetto può vantare nei confronti di altri. In inglese si dice “ right ”. Le due accezioni sono dipendenti/interdipendenti. Il diritto come pretesa può essere fatto valere perché esistono norme giuridiche che lo tutelano. Il diritto in senso oggettivo serve a sua volta a far valere il senso soggettivo, quindi è funzionale anche alla tutela delle pretese. Il diritto in senso oggettivo è un insieme di norme giuridiche. Fa capo ad un’ organizzazione sociale , le organizzazioni sociali sono molteplici e ognuna ha le sue regole. Le uniche regole che possiamo definire come norme giuridiche fanno capo allo Stato. Queste regole sono coercitive , cioè che la loro violazione viene punita a livello giuridico (= sanzioni ). Lo Stato è un ordinamento giuridico , le norme giuridiche dello Stato sono divisi in due gruppi:
- Diritto privato insieme di norme che regolano i rapporti tra i soggetti privati (persone, associazioni). Sottosistemi = diritto di famiglia, delle assicurazioni, commerciale…;
- Diritto pubblico insieme di norme che regolano l’organizzazione dei poteri dello Stato e i rapporti tra Stato e cittadini. Sottosistemi = diritto internazionale, penale, costituzionale… Lo Stato moderno è l’unica organizzazione che può imporre norme giuridicamente vincolanti. Si è affermato nel XV secolo in Europa. Nel periodo precedente vi era un sistema che si basava sui rapporti fra privati, che si chiamava sistema feudale. Era un sistema piramidale: chi “stava sotto” forniva aiuto materiale, chi “stava sopra” assicurava protezione Con la fine del Medioevo si è rovesciato ed è subentrato lo Stato. Le tre componenti fondamentali sono:
- Territorio spazio in cui lo Stato può esercitare la sua sovranità, cioè il suo potere. È la sfera spaziale nella quale si esplica l’efficacia delle norme giuridiche. Esso è costituito da: Una porzione di terra ferma delimitata da confini; Fascia di mare costiero e piattaforma continentale (fondale marino), nelle misure determinate dalla normativa internazionale; Spazio atmosferico sovrastante; Navi e aeromobili italiani, nei casi previsti dalla legge; Sedi diplomatiche all’estero. Vassalli Re Valvassini Valvassori
- Popolo insieme delle persone che vivono sul territorio dello Stato in modo stabile e che sono legate ad esso da un rapporto e che ne rispettano le norme;
- Sovranità unico dei tre elementi ad essere proprio degli stati. Esso ha una duplice accezione: Esterna fa riferimento ai rapporti dello Stato con gli altri ordinamenti nazionali e sovranazionali. Lo Stato agisce indipendentemente dalla volontà degli altri Stati. Il processo di integrazione dice che gli Stati autolimitano la propria sovranità per cederne una parte ad organizzazioni di altri Stati che prendono così le decisioni per loro (Unione Europea, moneta; Consiglio d’Europa; ONU) (in Italia ciò è permesso dall’art. 11 della Costituzione); Interna fa riferimento all’esercizio del potere all’interno dello Stato. Ha la capacità di porre comandi giuridici vincolanti nei confronti di tutti i soggetti dell’ordinamento. Lo Stato la applica sul suo territorio nei confronti del popolo, di ogni formazione sociale anche dotata di una certa autonomia e degli ordinamenti giuridici infra-statali (Regioni, Comuni). 28/09/ Questi tre elementi possono combinarsi tra loro in modo diverso, dando vita a diversi modelli organizzativi che dipendono in particolare da: Rapporto tra sovranità e territorio due macro-modelli: o Stato unitario = la sovranità spetta solo allo Stato centrale. Alcuni Stati unitari possono però lasciare uno spazio decisionale ai territori, dando così vita a Stati decentrati (Stato regionale es. Italia); o Stato federale = la sovranità è distribuita sul territorio fra i due diversi livelli territoriali, la federazione e i singoli stati membri (es. Stati Uniti d’America). Rapporto tra sovranità e popolo due macro-modelli: o Stato autoritario = la sovranità è concentrata in un unico soggetto (partito o persona); o Stato democratico = la sovranità è distribuita tendenzialmente su tutto il popolo (es. Costituzione italiana, art. 1 comma 2). Dall’inizio dello Stato moderno si sono evolute tre forme:
- Stato assoluto ( Stato autoritario );
- Stato liberale di diritto ( Stato democratico );
- Stato contemporaneo ( Stato democratico ).
- Stato assoluto : è la prima forma di Stato moderno dal XV al XVIII secolo (finisce con la Rivoluzione Francese). Tutto il potere è concentrato nelle mani di una sola persona , Re o Principe , e si diventa tali in una via ereditaria o per volontà divina. Il Principe non è soggetto a regole e ha il potere anche di morte dei sudditi. La finalità dello Stato assoluto è quella di espandere il proprio potere e affermare la propria potenza.
- Stato liberale di diritto : due elementi importanti portano all'affermazione dello Stato liberale di diritto: la Rivoluzione Francese e la Rivoluzione Industriale. Lo stato liberale di diritto nasce alla fine del XVIII secolo e termina all'inizio del XX secolo. Le sue caratteristiche sono: Separazione del potere nasce dalla necessità di evitare l'esperienza dello Stato assoluto, in cui tutto il potere era in mano al Principe, nella consapevolezza che per limitare il potere occorra dividerlo. I tre principali poteri, intesi come funzioni , vengono affidati a tre organi diversi: a. Potere legislativo = Parlamento ( fare le leggi );
LA COSTITUZIONE
Storia della Costituzione Italiana negli anni ’20, con il fascismo, si riorganizza la struttura dello Stato facendo in parte coincidere i suoi organi con quelli del partito fascista. Il 25 luglio del 1943 il Re Vittorio Emanuele III depone Mussolini dallo Stato e nomina Badoglio a capo del Governo. L’obiettivo di Badoglio era quello di ripristinare lo Stato precedente (Monarchia sabauda). Fa seguito l'avvio di una trasformazione dello Stato per eliminare le novità introdotte dai fascisti. L’8 settembre 1943 c’è stato l'armistizio sul fronte della guerra, e nel fronte interno c'era una diversità di vedute tra Badoglio e il CLN (= Comitato Liberazione Nazionale ). Nell’aprile del 1944 si firmò un patto di tregua istituzionale in cui si accordano per decidere le sorti dell'Italia una volta finita la guerra. La guerra finì nel 1945 con la liberazione dell'Italia il 25 aprile e ci furono le prime rotture tra le componenti politiche del CLN. Nel 1946 ci furono le prime elezioni libere per i comuni, e Badoglio lascia il trono al figlio, per influenzare il popolo a continuare con la Monarchia. Il 2 giugno ci furono le elezioni (le donne votarono per la prima volta) per il referendum costituzionale (scelta tra Monarchia e Repubblica, vinse la Repubblica) e per i componenti dell’Assemblea Costituente (AC) per scrivere la nuova Costituzione. I componenti dell'Assemblea Costituente erano in totale 556 suddivisi in: 207 DC (= Democrazia Cristiana ); 115 PSI (= Partito Socialista Italiano ); 104 PCI (= Partito Comunista Italiano ). L'Assemblea Costituente si mette al lavoro per scrivere la nuova Costituzione (fu un lavoro molto lungo). Nel marzo del 1947 viene nominata una commissione di 75 persone per scrivere tutta la Costituzione (marzo-dicembre). L’Assemblea Costituente è chiamata a pronunciarsi sul testo, e più del 90% è a favore del testo della nuova Costituzione. Le ragioni di questa netta maggioranza sono perché: a) Il testo è un compromesso di tutti coloro che hanno contribuito a scriverlo; b) I partiti votarono “sotto il velo dell'ignoranza" poiché non potevano sapere se il testo li avrebbe avvantaggiati o svantaggiati. Tipi di costituzione: Scritta o non scritta :
- Scritta = quando c'è un testo;
- Non scritta = quando non c'è un unico testo (Regno Unito di Gran Bretagna). Un insieme di regole non scritte che si trasmettono per consuetudine. Sono leggi a cui si riconosce una particolare importanza. Flessibile o rigida :
- Flessibile = quando può essere modificata da una qualsiasi legge ordinaria;
- Rigida = quando può essere modificata solo con un apposito procedimento più complesso rispetto a quello delle leggi. Le leggi devono rispettare la Costituzione, se ciò non avviene vengono abolite da uno specifico organo: la giustizia costituzionale. La Costituzione è al tempo stesso tre cose differenti: Insieme di regole ; Queste regole sono le norme giuridiche più importanti del nostro fondamento ;
Manifesto politico di un Paese e del suo popolo. L’unità di misura dei testi normativi sono gli articoli. Quando un articolo va a capo si chiama “ comma ”. Essi possono essere raggruppati in sezioni , titoli e parti. Le singole frasi che costituiscono un testo normativo si chiamano disposizioni. Si interpretano le disposizioni e si ricavano le norme. Esse si dividono in: o Principi = indicano in astratto una linea guida per colui che fa le leggi; o Regole = quando contengono una prescrizione puntuale (regola precisa). La Costituzione italiana è formata da due parti precedute da una terza:
- Principi fondamentali ;
- Parte I diritti e doveri dei cittadini (4 titoli)
- Parte II ordinamento della Repubblica, organizzazione dello Stato. È composta da 6 titoli: Parlamento : Camere e formazione delle leggi; Presidente della Repubblica; Governo : consiglio dei ministri e pubblica amministrazione; Magistratura : ordinamento giurisdizionale e norme; Regioni , Province , Comuni : organizzazione territoriale; Garanzie costituzionali : corte costituzionale, revisione della Costituzione-leggi costituzionali 04/10/ Principio democratico il potere appartiene al popolo perché siamo in uno stato democratico. Il popolo può esercitare il potere in forma: Diretta quando il popolo partecipa direttamente all’assunzione delle decisioni (=decidono direttamente loro), attraverso due tipi di istituti: il referendum o la proposta di legge ; Indiretta la democrazia indiretta prevede che i cittadini partecipino alle decisioni attraverso delle persone da loro scelte. Si ricorre all'istituto della rappresentanza consolidatosi durante lo stato liberale. La rappresentanza :
- Chi può votare?
- Com'è il voto?
- Come si trasformano i voti in seggi?
- Chi può essere eletto?
- “Chi può votare?”:
- I maggiorenni ;
- I cittadini italiani. La cittadinanza italiana si può acquisire per: Diritto di sangue bisogna almeno avere un genitore italiano per avere la cittadinanza; Nascita in territorio italiano questo non avviene per tutti, rimangono esclusi i figli di genitori apolidi o i figli abbandonati; Fatto volontario viene fatta su richiesta dell'interessato, che si trovi nelle situazioni previste dalla legge (es. matrimonio con un cittadino italiano). La cittadinanza italiana comporta l'acquisizione della cittadinanza europea.
- “Chi può essere eletto?”: La capacità di essere eletti è chiamato elettorato passivo. La capacità di essere votato (elettorato passivo) presuppone 3 prerequisiti: a. Possedere l'elettorato attivo ; b. Età (25 per la Camera e 40 per il Senato); c. Assenza di cause ostative (=che ostacolano). Queste sono condizioni che impediscono o limitano l'elettorato passivo, e sono tre: Incandidabilità = (la più grave) impedisce di candidarsi, e scatta se si è condannati per alcuni reati di stampo mafioso o quelli che hanno a che fare con l’esercizio di alcune funzioni pubbliche. È stata introdotta di recente (2012/13), una delle vittime fu Berlusconi; Ineleggibilità = impossibilità di essere eletti (a volte solo nella circoscrizione in cui ci si trova) in quanto, a motivo della propria posizione, si potrebbe rendere non libera la scelta degli elettori. Es. giudici, prefetti; Incompatibilità = (meno grave) impedisce di ricoprire la carica di parlamentare e un’altra carica in contemporanea, occorre sceglierne una delle due (Es. non possiamo appartenere contemporaneamente alla Camera e al Senato, bisogna scegliere in quale si vuole rimanere dopo 30 giorni). 05/10/2021 – 06/10/ IL PARLAMENTO Il Parlamento è l' organo rappresentativo dei cittadini ed è l' organo che esercita il potere legislativo. È l’ unico organo che votano i cittadini. Il termine Parlamento deriva dal francese parlament cioè parlare in un consesso politico (=con più persone). Questo nasce già nel Medioevo in cui il Re convocava i nobili per consultarsi su cose importanti (discutere insieme, ma non delle leggi, non approvavano le leggi). Il modello “moderno” di Parlamento deriva dall'esperienza inglese del XVII secolo e si diffuse in tutta Europa. Nei diversi Stati europei e nelle diverse epoche storiche i Parlamenti subirono diversi cambiamenti. Il principale elemento di differenza è il numero di Camere da cui è composto: la maggior parte dei parlamentari del mondo è bicamerale (2 Camere); alcuni Stati, come la Croazia, sono monocamerali ; e alcuni Stati avevano/hanno 3 camere. La seconda grande differenza tra Stati è quella del rapporto tra le Camere : poteri differenti o poteri uguali tra le due Camere. In Italia abbiamo un Parlamento bicamerale e le Camere hanno le stesse funzioni ( bicameralismo perfetto ). Esistono comunque delle piccole differenze tra le due Camere: La prima Camera si chiama Camera dei Deputat i e si trova a Roma a Palazzo Montecitorio, mentre la seconda Camera di chiama Senato della Repubblica e si trova a Roma a Palazzo Madama; Numero dei componenti : 630 componenti nella Camera dei Deputati contro i 315 componenti del Senato della Repubblica + i Senatori a vita che non sono un numero fisso ma varia da un minimo di 5 a un massimo di 10; Età : per la Camera dei deputati si può votare a 18 anni ed essere votati a 25 anni; per il Senato della Repubblica si può votare a 18 anni e essere votato a 40 anni; Circoscrizione elettorale : nazionale per la Camera dei Deputati (cioè i voti si contano sul territorio italiano) e regionale per il Senato della Repubblica (cioè i voti si contano su base regionale). Nel 2020 è stata approvata una revisione costituzionale e la composizione delle Camere sarà la seguente:
Camera dei Deputati: 400 deputati (anziché 630); Senato della Repubblica: 200 Senatori + un massimo di 5 Senatori a vita di nomina presidenziale (anziché 315 + un numero di Senatori a vita che variava tra 5 e 10). Di regola le due Camere operano separatamente ognuna presso la propria sede, tranne per le seguenti funzioni: o Elezione del Presidente della Repubblica ; o Messa in atto di accusa del Presidente della Repubblica ; o Elezione dei giudici popolari che integrano la Corte costituzionale in caso di giudizi sul Presidente della Repubblica (quando il Presidente della Repubblica è accusato viene giudicato dalla Corte costituzionale a cui si aggiungono 16 cittadini che sono estratti a sorte da un elenco che viene compilato dal Parlamento in seduta comune); o Elezione di 5 giudici della corte costituzionale ; o Elezione di ⅓ dei componenti del CSM. All'interno di ogni Camera ci sono organi interni che sono gli stessi per entrambe le Camere:
- Parlamentari (che si chiamano deputati alla Camera e senatori al Senato) in entrambe le Camere i parlamentari hanno la garanzia di: Assenza di vincolo di divieto di mandato imperativo = un parlamentare deve essere libero di votare secondo la sua coscienza, non può essere condizionato dai suoi elettori e dal suo partito; Indennità = consente ai parlamentari di rinunciare ai proventi del loro lavoro abituale per dedicarsi al Parlamento, è una sorta di “stipendio”; Immunità funzionali = consentono al parlamentare di non essere oggetto di azioni giudiziarie pretestuose mentre esercita le sue funzioni che sono due: Insindacabilità : un parlamentare non può essere chiamato a rispondere per le opinioni e i voti che esprime mentre esercita le sue funzioni. Lo copre per tutta la vita; Inviolabilità : un parlamentare non può subire limitazioni alla sua libertà personale, domiciliare o delle comunicazioni senza l'autorizzazione della Camera cui appartiene, salvo i casi previsti dalla legge. Lo copre finché esercita la funzione. Che cosa fanno i parlamentari? Fanno “in piccolo” quello che il Parlamento fa su più ampia scala, in particolare: - Funzione normativa propongono le leggi e partecipano ai lavori per l’approvazione della stessa; - Funzione di indirizzo possono rivolgere al Governo indicazioni e spunti; - Funzione di controllo possono chiedere conto ai singoli ministri delle loro intenzioni.
- Presidente di Camera/Senato + ufficio di presidenza i Presidenti delle Camere vengono eletti dai deputati o dai senatori a maggioranza più elevata di quella assoluta (diversa fra le due Camere). Le sue funzioni sono quelle di: rappresentare la Camera all'esterno , dirigere i lavori , fissare il calendario e presiedere le riunioni. Attualmente i Presidenti delle Camere sono Roberto Fico (per la Camera dei deputati) e Elisabetta Casellati (per il Senato della Repubblica). La differenza sostanziale tra Presidente della Camera e Presidente del Senato è che il Presidente della Camera presiede le riunioni in Parlamento in seduta comune, mentre il Presidente del Senato ha il compito di sostituire il Presidente della Repubblica in caso di impedimento temporaneo. Sia il Presidente della Camera che del Senato sono aiutati nell’esercizio delle loro funzioni da un gruppo di deputati e senatori che si chiama Ufficio di Presidenza esso è formato da un gruppo di
Repubblica, ma non può esercitare questo potere negli ultimi 6 mesi del suo mandato. Questo per evitare che il Presidente faccia uno “scioglimento tattico”, per esempio nella speranza che, con lo scioglimento, venga rieletto. La Costituzione dice che le 2 Camere si devono riunire 2 volte l'anno, e queste riunioni vengono chiamate ordinarie (= obbligatorie ). La Costituzione dice anche che in via straordinaria si possono riunire altre 2 volte su iniziativa del Presidente di quella Camera , del Presidente della Repubblica o di ⅓ dei loro componenti. Le riunioni della Camera o del Senato sono pubbliche (se non diversamente disposto). Modalità di decisione Le riunioni sono valide se è presente il 50% + 1 dei componenti (= quorum strutturale , è la regola generale); Se la Costituzione non specifica nulla, la regola è che le decisioni assumono con la maggioranza semplice ( 50% + 1 dei presenti ); Se la Costituzione richiede una maggioranza più alta di quella semplice possiamo avere:
- La maggioranza assoluta ( 50% + 1 dei componenti della Camera );
- La maggioranza qualificata (più elevata di quella assoluta. ⅔ dei componenti o ⅗ dei componenti ). Regolamento ogni Camera ha il suo regolamento che ne disciplina il funzionamento ed è approvato dalla maggioranza assoluta dei componenti della Camera. Le proposte di modifica del regolamento sono raccolte dalle Giunte per il regolamento. 11/10/ IL GOVERNO Il Governo è l’organo titolare del potere esecutivo ( funzione di attuazione delle leggi/decisioni ) e insieme al Parlamento partecipa all’ assunzione delle decisioni , a differenza del Parlamento non lo eleggiamo. Si prenderanno in esame 3 aspetti: il procedimento di formazione , la composizione e le funzioni. La Costituzione su tutti e tre questi aspetti dice molto poco. Tutte le altre regole sul Governo, quindi vengono prese dalla prassi (comportamenti che si sono affermati nel tempo), e dalle leggi ordinarie (che quindi non sono sulla Costituzione). Come si forma un nuovo Governo? 1. Procedimento di formazione Un nuovo Governo si viene a formare in due diverse situazioni: fisiologica e patologica. Ipotesi fisiologica = quando finisce la legislatura (mandato del Parlamento), si va a votare per un nuovo Parlamento, che verrà quindi sostenuto da un nuovo Governo; Ipotesi patologica = il Governo si dimette prima del tempo perché c’è stata una crisi :
- Crisi parlamentare : dipende dal Parlamento (il Parlamento toglie il suo appoggio al Governo in carica, vota la sfiducia);
- Crisi extraparlamentare : dipende dal Governo (il Governo si dimette per una sua decisione, capisce che in quella situazione non può più governare. In questo caso non è il Parlamento che gli vota la sfiducia). Nelle more della formazione di un nuovo governo rimane ancora il governo precedente.
C hi si attiva quando c’è da formare un nuovo Governo? Si attiva il Presidente della Repubblica , egli ha il compito di decidere chi sarà il Capo del Governo che otterrà l’appoggio/fiducia delle Camere. Egli compie una serie di verifiche:
- Quando occorre formare un nuovo Governo, il Presidente della Repubblica fa delle consultazioni , cioè chiede delle opinioni di alcuni soggetti (sente il parere di altre persone) fra cui i Presidenti della Camera , Presidente del Senato , capigruppo parlamentari , e altri soggetti che ritiene opportuni (es. organizzazioni sindacali…);
- Se il Presidente della Repubblica ha ancora dei dubbi dopo le consultazioni, può attivare altri due istituti: il Presidente della Repubblica incarica un altro soggetto a fare, a sua volta, delle mini-consultazioni (indagini, verifiche) per capire chi si potrebbe nominare a capo del Governo. Può affidare questo compito: - Alla persona che pensava di nominare come Presidente del Consiglio ( preincarico ); - A un soggetto terzo, di solito a uno dei Presidenti delle due Camere ( mandato esplorativo ). (Eccezionalmente si verificano tali condizioni, di solito il Presidente della Repubblica fa solo consultazioni e non attiva nessuna delle due indagini);
- Il Presidente della Repubblica affida l’incarico al soggetto che pensa possa ricoprire la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri, è buona norma che la persona accetti l’incarico con riserva. Egli dovrà valutare se potrà avere l’appoggio della maggioranza dei parlamentari;
- Il soggetto incaricato scioglie la riserva e accetta l’incarico ;
- Una volta accettato l’incarico il Presidente della Repubblica nomina per iscritto tale soggetto come il Presidente del Consiglio dei Ministri (PCdM), e, su sua proposta, nomina tutti i Ministri ;
- Una volta nominati, il Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministri giurano nelle mani del Presidente della Repubblica. Il giuramento è molto importante perché segna il passaggio di testimone , cioè l’ entrata in carica del nuovo Governo (il Governo entra quindi in carica nel momento del giuramento, e si dimette quello vecchio);
- Per governare , il Governo deve avere l’ appoggio del Parlamento , questo perché il Parlamento è l’unico organo che rappresenta il popolo (che viene da lui eletto), quindi esso ha il compito di legittimare il gruppo di persone (Governo) che prendono decisioni. Il Governo, quindi, entro 10 giorni dal giuramento, deve presentarsi alle 2 Camere per chiedere il voto di fiducia ; il Parlamento deve dare il suo appoggio attraverso l’azione della mozione di fiducia , che viene votata dalle due Camere: Separatamente (perché entrambe le Camere hanno le stesse funzioni); Con voto palese, non segreto (perché i parlamentari devono dire pubblicamente se sostengono o meno il Governo), non c’è il voto segreto perché si vuole che i cittadini siano coscienti se un rappresentante del popolo ha dato o meno l’appoggio al Governo; A maggioranza semplice (50% + 1 dei presenti in aula). La fiducia serve a garantire che il Parlamento , organo eletto dai cittadini, eserciti un controllo sul Governo , organo che assume le decisioni ma non è eletto dai cittadini. Se al voto della fiducia una delle due Camere non dà la fiducia si ricomincia con tutto il procedimento da capo con le consultazioni.
- Consultazioni
- Preincarico/mandato esplorativo
- Incarico e accettazione con riserva
Viceministri sono il braccio destro del Ministro, essi possono essere scelti solo tra i sottosegretari. Ad un massimo di 10 sottosegretari può essere attribuito l’incarico di viceministro, a cui solitamente viene affidata la gestione di una parte del Ministero; Vicepresidente del Consiglio è uno dei Ministri e proviene di solito da un partito diverso da quello del PCdM; Comitati interministeriali gruppi di Ministri (3 o 4) che devono risolvere insieme questioni comuni ai loro ambiti (es. programmazione economica che vede insieme il ministro per lo sviluppo, ed altri...)
3. Funzioni del Governo Potere esecutivo ( applicare le leggi ): Il Governo è titolare del potere esecutivo, che fa sì che sia data attuazione alle leggi. Per fare questo si avvale della Pubblica Amministrazione (uffici dello Stato che si occupano di svolgere funzioni amministrative, cioè rendere concreti i compiti). La Pubblica Amministrazione è divisa in rami , e a capo di ognuno c’è il Ministro competente. Indirizzo politico : Il Governo è il principale titolare del compito di determinare l’indirizzo politico dello Stato , cioè l’insieme di finalità , scopi e obiettivi che uno Stato vuole perseguire e le linee generali attraverso cui farlo. È il Governo in carica che determina la direzione entro cui uno Stato vuole andare e i principi che devono guidare questo tentativo (es. se destinare più risorse all’istruzione, se puntare sulla valorizzazione delle persone anziane etc...) Il Governo per fare questo dispone di alcuni strumenti: a. Può proporre leggi al Parlamento ; b. Può adottare atti normativi propri. I settori particolarmente dedicati a tal fine sono l’economia, la politica estera e militare, i rapporti con l’UE, e la gestione delle situazioni di emergenza. Il Governo, inoltre si avvale di due organi consultivi che gli danno pareri: il Consiglio di Stato e la Corte dei Conti. 12/10/ IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Il Presidente della Repubblica, è Capo dello Stato e garante dell’Unità Nazionale (art. 87 Cost). Attualmente il Presidente della Repubblica è Sergio Mattarella (il cui mandato scadrà presto). È sia organo di garanzia (dell’ Unità Nazionale ) sia organo politico (cioè partecipa anche all’assunzione delle decisioni ). Il Presidente della Repubblica è eletto da un’ Assemblea costituita dal Parlamento ( Camera + Senato ) in seduta comune + 3 delegati per ogni regione italiana (tranne la Valle d’Aosta che ne ha solo 1). C’è una condizione sulla scelta dei 3 delegati regionali: i 3 delegati regionali devono essere scelti in modo da rappresentare anche le minoranze politiche , quindi, non possono essere scelte persone dello stesso partito politico. Per eleggere il Presidente della Repubblica è necessaria la maggioranza semplice ⅔ di queste persone dell’Assemblea devono votare per lo stesso Presidente della Repubblica; se non si riesce si riprova due volte a votare, se dopo il terzo turno ancora nessuno ha raggiunto la maggioranza, dalla quarta in poi è necessaria la maggioranza assoluta. Quindi ⅔ per tre scrutini, dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.
Il voto è segreto , non palese. Elettorato passivo : Può essere eletto Presidente della Repubblica chi ha questi requisiti: (art.84) 50 anni di età ; Possedere diritti civili e politici (non essere stato condannato o aver perso il diritto di voto); Cittadinanza italiana. Il mandato presidenziale dura 7 anni. La sede del Presidente della Repubblica è a Roma, Palazzo del Quirinale. Egli può essere rieletto. In sua mancanza è presente il Presidente del Senato, in caso di impedimento temporaneo. Lo Status del Presidente della Repubblica ha diverse garanzie che sono state ereditate dal suo predecessore, il Re. Infatti, il Presidente della Repubblica viene considerato non responsabile degli atti che compie nell’esercizio delle sue funzioni. Il Presidente della Repubblica ha due tipi di responsabilità :
- Come privato cittadino (es. se sono Sergio Mattarella e sto guidando la macchina, faccio un incidente, sono sempre responsabile ) - Sì responsabilità giuridica civile; - Sì responsabilità giuridica penale, ma solitamente, in questo caso, si procede contro di lui alla scadenza del mandato.
- Come presidente della Repubblica (Se sono Sergio Mattarella e procuro un danno allo Stato perché sto esercitando le mie funzioni non sono mai responsabile ) - No responsabilità politica = nessun organo dello Stato può obbligarlo a dimettersi (l’organo che il Parlamento può far dimettere è il Governo); - No responsabilità giuridica (penale e civile) = non è chiamato a risarcire i danni che provoca eventualmente e a rispondere dei reati che commette salvo due eccezioni: o Alto tradimento (il Presidente della Repubblica complotta con altri Presidenti per invadere l’Italia); o Attentato alla Costituzione (es. tenta un colpo di Stato) Sono due reati presidenziali , non previsti dal codice penale, ma previsti dalla Costituzione solo per il Presidente della Repubblica. La messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica, in questi casi, spetta al Parlamento che si riunisce i n seduta comune a maggioranza assoluta (cioè si riunisce e vota se metterlo in stato d’accusa). Il Presidente della Repubblica, in questo caso, viene giudicato dalla Corte Costituzionale a cui si aggiungono 16 giudici popolari (estratti a sorte da un elenco redatto dal Parlamento in seduta comune). È possibile che il Presidente della Repubblica sia irresponsabile per gli altri reati in quanto qualcun altro risponde dei suoi atti. Questo compito viene assolto da un ministro competente in quella materia o dal Presidente del Consiglio dei Ministri , che devono controfirmare gli atti del Presidente della Repubblica. Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato. Ad eccezione di: Atti personalissimi = attengono alla sua vita personale; Esternazioni atipiche = il Presidente della Repubblica tiene dei discorsi, di cui alcuni sono previsti dalla Costituzione, seguono quindi un canale costituzionale e vogliono la controfirma, ci sono dei discorsi che il Presidente della Repubblica tiene al di fuori di questi casi previsti dalla Costituzione e non necessitano della controfirma (es. il Presidente della Repubblica italiana riceve a Roma il Presidente della Repubblica francese e discutono in merito al Covid, o discussioni di inizio anno. Considerate esternazioni atipiche, non hanno bisogno della controfirma) Gli atti del Presidente della Repubblica, che necessitano di controfirma, sono stati suddivisi dagli studiosi in 3 categorie, a seconda di qual è l’organo che esprime la volontà prevalente in quell’atto:
- leggi dello Stato e Regioni;
- atti con forza di legge;
- referendum abrogativo (si chiamano fonti primarie anche se non sono al primo posto perché la legge del Parlamento rappresentava la forma di legge più elevata nello stato liberale, era in assoluto la fonte di diritto più importante e per questo era stata denominata fonte primaria; con lo Stato contemporaneo la situazione è cambiata: la fonte di diritto più importante è diventata la Costituzione, ma le altre fonti hanno mantenuto lo stesso nome che avevano prima); c. Fonti secondarie : Regolamenti (di Stato, Regioni, Province e Città metropolitana, Comuni). I regolamenti dello Stato non si devono confondere con quelli dell’UE (es. quello sulla privacy). I regolamenti dell’UE valgono molto di più rispetto alle fonti secondarie (es. regolamento che ha previsto green pass per viaggiare in EU); d. Consuetudini : Sono comportamenti ripetuti nel tempo, ma con la convinzione che siano obbligatori; la differenza tra la consuetudine e l’abitudine è che con la consuetudine io so che sto rispettando un obbligo anche se esso è solo tramandato, e non scritto. L’ambito in cui si trovano maggiormente le consuetudini è quello rurale (es. se un proprietario di un terreno non raccoglie le castagne entro una data precisa, ciascun soggetto le può prendere). Può succedere spesso che essendoci così tante fonti esse siano in contrasto tra di loro (hanno disposizioni contrastanti), si parla in questo caso di antinomia (due o più fonti in contrasto tra loro). La prima cosa da fare è provare a risolverla attraverso l ’interpretazione , si cerca il significato di quelle fonti del diritto. Se c’è una norma e un regolamento, vado a leggermi il significato di entrambe, e vedo se ci si può venire incontro (leggere queste 2/3 norme e vedere se il loro significato può essere tenuto in considerazione) (es. la mamma mi dice “tutti i sabati non puoi uscire” e il papà mi dice “puoi uscire solo se prendi bei voti”, interpreto che posso uscire gli altri giorni e non il sabato se prendo bei voti); Se l’antinomia non si riesce a risolvere attraverso l’interpretazione bisogna ricorrere ad uno dei 4 criteri di soluzione delle antinomie fra le fonti: Criterio gerarchico (andrò a vedere se tra le due fonti una ha un peso maggiore dell’altra (es. tra Costituzione e fonti primarie prevale la prima). L’effetto che produce è l’ annullamento ; Criterio cronologico (vado a cercare la fonte più recente). Produce l’ abrogazione ; Criterio di competenza (quando il contrasto sorge tra due fonti diverse, si va a vedere qual è l’ente competente in materia). L’effetto è l’ annullamento o deroga ; Criterio di specialità. L’effetto è la deroga. Criterio gerarchico Quando il contrasto è fra due fonti di diverso livello , si deve applicare quella di livello superiore ; La fonte di rango inferiore può essere annullata dall’organo competente (per le fonti primarie l’organo competente ad annullarle è la Corte Costituzionale, è “guardiano della Costituzione”, ha il compito di annullare quelle leggi che sono in contrasto con la Costituzione. Per le fonti secondarie l’organo competente è il giudice amministrativo ); Con l’annullamento la fonte inferiore perde la sua validità ; L’annullamento produce effetti retroattivi (ex tunc) (=la perdita di validità vale cioè sia per il futuro ma anche per il passato, cioè anche per tutti quei rapporti giuridici sorti prima dell’annullamento e
ancora aperti (non su quelli chiusi) con il limite dei rapporti giuridici chiusi, e verso tutti (erga omnes); C’è un caso in cui anche i rapporti giuridici chiusi vengono riaperti, è il caso della condanna penale : sono in prigione sulla base di una legge che poi viene dichiarata incostituzionale; anche se la mia condanna è definitiva, essa viene annullata e vengo rimesso in libertà, in quanto la libertà fondamentale è il principio più importante; Quando c’è annullamento le vecchie regole non valgono neanche più per il passato, perché si pensa che siano difettose. Criterio cronologico Quando il contrasto è fra due fonti dello stesso livello , prodotte dallo stesso ente (es. entrambe dello Stato), si deve applicare quella più recente ; La fonte più vecchia viene abrogata , cioè perde la sua efficacia (non validità) (si intende dire che quella fonte non può più essere applicata nel futuro, ma continua ad applicarsi ai rapporti giuridici sorti in passato); L’abrogazione agisce solo per il futuro (ex nunc) (cioè non per il passato, es. mutui: stipuliamo il mutuo al 3%, dopo due anni aumenta il tasso, esso vale solo per chi farà il mutuo da quel momento) non è retroattiva e può essere di 3 tipi: Espressa : quando la nuova legge dice espressamente che va ad abrogare quella vecchia; Tacita : quando la nuova legge non dice che abroga la vecchia, bisogna capirlo da soli (il Parlamento fa una nuova legge su quella materia, dice cose diverse, non specifica che la vecchia legge è stata abrogata); Implicita: quando una nuova legge va a regolare tutta una materia, si ritiene che le leggi precedenti in quella materia siano abrogate (es. viene abrogata la legge sul codice della strada, allora tutte le leggi precedenti in quella materia devono essere state abrogate). Il Parlamento, con una nuova legge, regola ex novo (da zero) tutta una materia. 18/10/2021 – 20/10/ Criterio di competenza Quando il contrasto si verifica tra fonti prodotte da enti diversi (es. lo Stato e le Regioni) si deve applicare la fonte prodotta dall’ente che ha la competenza in quella materia. La fonte prodotta dall’ente non competente viene annullata. Criterio di specialità Quando il contrasto si verifica fra una fonte di carattere generale e una fonte di carattere speciale , si deve applicare la fonte speciale , e quella generale viene derogata cioè momentaneamente non applicata. (es. la fonte generale prevede che le discussioni delle tesi di laurea si svolgano in presenza. La fonte speciale prevede che con l’emergenza sanitaria in corso le discussioni si svolgano via web. Finché perdura l’emergenza si applica la fonte speciale, non appena sarà cessata tornerà ad applicarsi la fonte generale). LA COSTITUZIONE Procedendo in ordine gerarchico, al vertice della piramide delle fonti statali troviamo la Costituzione. La Costituzione italiana si compone di 3 parti: o I principi fondamentali ; o La parte 1 “ diritti e doveri dei cittadini ”;
FONTI PRIMARIE
Sotto la Costituzione, nella nostra piramide delle fonti statali, abbiamo le fonti primarie. Oltre alla legge , tra le fonti primarie ci sono gli atti con forza di legge , le leggi delle Regioni , il referendum abrogativo.
- La legge il nome completo sarebbe legge formale ordinaria. Formale perché ha la forma della legge ed è approvata dal Parlamento secondo il procedimento previsto dalla Costituzione. Ordinaria perché ha il valore delle fonti primarie (a differenza della legge costituzionale che ha un valore assoluto). Il procedimento di approvazione della legge formale ordinaria (=legge) consta di 3 fasi: - Dell’iniziativa (= la legge viene proposta ) spetta a: Governo : quando la legge è proposta dal Governo si chiama disegno di legge (ddl). Ci sono alcune materie in cui il solo Governo può proporre leggi (es. il bilancio) (art. 71); Parlamentari : anche una sola persona può proporre alla sua Camera una proposta di legge (art. 71); 50.000 elettori : iniziativa popolare (art. 71); CNEL : (=consiglio nazionale dell’economia del lavoro) organo consultivo del Governo nelle materie economiche (il ruolo di questo organo è stato molto marginale) (art 99); Consigli regionali : per ogni Regione, anche quello di una sola Regione può fare una proposta di legge (art. 121) e Comuni : possono proporre leggi che riguardano lo spostamento del loro territorio (art. 133). - Costitutiva (= la proposta viene studiata e discussa e viene approvato il testo di legge ) avviene all’ interno del Parlamento più precisamente all’interno di entrambe le Camere. La fase costitutiva può avvenire in 3 diversi procedimenti (la differenza tra questi diversi elementi è data dalla diversità di ruolo che vi svolge la Commissione): Normale o per commissione referente : il principale compito delle commissioni permanenti è lavorare all’approvazione delle leggi. Nel procedimento normale è previsto che la Commissione referente (=si chiama così perché la Commissione esamina ma poi riferisce a tutta l’Assemblea), competente per materia, esamini i progetti di legge in quella materia , e poi riferisca alla Camera o al Senato i risultati di questo esame, che la riesamina e l’approva articolo per articolo e poi approva il testo finale. Questo è un procedimento molto lungo. Il procedimento normale, in caso di urgenza , può svolgersi in forma abbreviata (=che avviene in tempi più brevi); Decentrato o per commissione deliberante : il procedimento decentrato prevede che la Commissione competente per materia, da sola , esamini la legge, la discuta e poi deliberi, cioè l’approvi senza che la legge passi dall’intera Camera o dall’intero Senato. La legge è approvata quindi solo dalla Commissione, gli altri componenti della Camera o del Senato non la vedono (es. c’è una legge su una costruzione di una nuova autostrada, questa legge viene discussa e approvata solo dalla Commissione Trasporti della Camera. La Camera nella sua interezza non vede questa legge). Questo procedimento ha il vantaggio di essere più veloce , ma il suo svantaggio è che offre meno garanzie perché viene esaminato da un gruppo di persone molto più piccolo (è un procedimento nato sotto il periodo fascista);
Misto o per commissione redigente : è una via di mezzo tra gli altri due. Si prevede che la Commissione esamini il testo della legge e la rediga (cioè scriva il testo, articolo uno per uno), il voto finale però spetta a tutta la Camera o a tutto il Senato. Questo procedimento non è spiegato dalla Costituzione ma è disciplinato solo dai regolamenti parlamentari. Questi ultimi due procedimenti (procedimento decentrato e procedimento misto) sono più veloci, ma offrono meno garanzie rispetto al primo (procedimento normale) in cui le Camere discutono tutto. Ci sono dei limiti nella scelta del procedimento , cioè le Camere non sono completamente libere di scegliere il procedimento che vogliono. Ci sono materie, infatti particolarmente importanti come il bilancio che richiedono solo il procedimento normale ( riserva di assemblea ). Il secondo limite invece è dato dalla possibilità di ritornare sempre al procedimento normale se si sceglie uno degli altri due (sia che si scelga il procedimento decentrato, sia che si scelga il procedimento misto si può tornare sempre al primo procedimento in qualunque momento). Questo è possibile se lo richiede: il Governo, un 1/10 dei membri della Camera (che rappresentano la maggioranza) o un 1/5 dei membri della Commissione (che rappresentano la minoranza) ( ritorno al procedimento ordinario ). Un progetto viene approvato prima in una Camera. Quando la prima Camera ha approvato il progetto di legge, il testo viene mandato alla seconda Camera che a sua volta lo deve approvare. La seconda Camera può approvare questo testo così come gliel’ha mandato la prima Camera, oppure può fare delle modifiche. Se la seconda Camera cambia qualcosa nel testo del progetto di legge, questo testo modificato deve mandarlo nuovamente alla prima Camera. E così via finché tutte e due non sono d’accordo (questo procedimento di passaggio tra una Camera e l’altra si chiama navette ).
- Integrativa dell’efficacia (= la legge può entrare in vigore ) si compone di tre elementi: Promulgazione (=firma del testo di legge): da parte del Presidente della Repubblica entro un mese dalla sua approvazione, ma potrebbe anche non essere d’accordo con il contenuto di quella legge, e allora, anziché promulgare la legge, la rinvia alle Camere spiegandone il motivo. Se però le due Camere riapprovano la legge così com’è, quindi ignorano i rilievi del Presidente della Repubblica, allora il Presidente della Repubblica è obbligato a promulgare; Pubblicazione : sulla Gazzetta Ufficiale. Serve a far conoscere a tutti la legge; Entrata in vigore : 15 giorni dopo la pubblicazione la legge entra in vigore. Salvo che la stessa legge preveda un termine diverso. Questi 15 giorni vengono detti vacatio legis. Un istituto collegato alla legge è la riserva di legge. Prima dello Stato contemporaneo la fonte per eccellenza era la legge. Per questo motivo la Costituzione (che è più importante della legge) ha voluto riservare la disciplina di alcuni aspetti importanti alla legge e ha così introdotto un istituto che gli studiosi chiamano riserva di legge e dice che alcune materie possono essere disciplinate solo dalla legge. Abbiamo diversi tipi di riserva di legge: A. Assoluta la riserva di legge è assoluta quando solo la legge può disciplinare l’intera materia , anche negli aspetti più di dettaglio (solo la legge può regolare quella materia) (es. “non è ammessa forma alcuna di detenzione… se non per atto motivato dall’attività giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge ” art. 13, comma 2); B. Relativa la riserva di legge è relativa quando è sufficiente che la legge ponga i principi di quella materia , ma solo a livello di principio, e gli aspetti di dettaglio possono essere dati anche da una fonte secondaria (es. “i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge ” art. 97, comma 2).