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"Lingua italiana e televisione" di G. Alfieri e I. Bonomi, riassunto, Sintesi del corso di Linguistica

Che cosa distingue l'italiano sciolto e spregiudicato della tv di oggi dall'italiano sobrio e garbato della tv delle origini? Quali strumenti ha lo spettatore per riconoscere nella selva di programmi televisivi un linguaggio da far proprio? La televisione "fu" buona ed "è" cattiva maestra di lingua? Questo libro intende offrire un contributo alla conoscenza descrittiva dell'italiano trasmesso per televisione e delle sue differenti varietà di parlato.

Tipologia: Sintesi del corso

2016/2017

Caricato il 10/01/2017

b.corti
b.corti 🇮🇹

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LINGUA ITALIANA E TELEVISIONE
Alfieri E Bonomi
Analisi della TV generalista – NEOTELEVISIONE (U. Eco)= affermatasi con l’avvento delle tv
commerciali che puntava a fidelizzare un pubblico generalista.
Mentre la PALEOTELEVISIONE= monopolio e programmazione discontinua nell’arco della giornata e
diretta a pubblici differenziati.
1. L’ITALIANO DELLA TELEVISIONE
1.1 “Trasmesso” televisivo e italiano contemporaneo
Lingua della tv rientra nella categoria del TRASMESSO= asse della diamesia: poli estremi scritto e parlato,
trasmesso ha caratteristiche dell’uno e dell’altro.
Prima tv molto utilizzata, ora si unisce a Internet e telefono – cambiamento della tv e della sua lingua.
Fruizione della tv sempre più personalizzata.
Caratteristica della tv: COMPRESENZA= vedere e parlare – immagine prevale sul parlato. Tendenza
crescente a enfatizzare l’immagine con la SPETTACOLARIZZAZIONE.
Altri parametri: DIAFASIA variazione della lingua che dipende dalla situazione comunicativa,
DIASTRATIA dipende da fattori sociali e culturali, DIATOPIA fattori geografici.
1.2.La testualità televisiva
Testo verbale: risultato del rapporto tra autori, registi, produttori, editori e conduttori, presentatori, attori
messo in relazione con l’impostazione, la finalità e il target.
MACROTESTO DI FLUSSO: interconnessione tra le varie parti di testi percepibili, sequenze testuali
diverse che rappresentano un’unità.
Negli ultimi anni si è aggiunta la COMPONENTE MULTIMEDIALE: rinvii e collegamenti a media diversi:
Internet con messaggi email e blog, telefono con telefonate e sms. La testualità televisiva appare dunque
pienamente in linea con la convergenza dei media – cambio della lingua con frammentazione e testo non
omogeneo.
Accanto al testo enunciato, la tv spesso presenta nei video TESTI SCRITTI, testi in sovrimpressione –
sempre più presenti.
1.3.Cenni di storia linguistica della televisione
L’italiano televisivo nasce come LINGUA DI ACCULTURAZIONE e DI FORMAZIONE IDENTITARIA
da parte della tv di Stato. Importanza pedagogica.
Periodo che si presta ad una storicizzazione: dal 1976, passaggio epocale del monopolio RAI alla
liberazione dell’emittenza.
La tv delle origini assolveva la missione di costruire l’IDENTITA CULTURALE, MORALE E ANCHE
LINGUISTICA della comunità nazionale, mentre quella di oggi si limita a imporre modelli di
identificazione adattabili a varie sottoculture sociali (donne, giovani, anziani…) di carattere transnazionale.
Modo di trasmettere: durante il monopolio, palinsesto settimanale. Tv ruolo di BANCA DELLA
MEMORIA. Ma soprattutto la tv agisce sul vissuto linguistico dei telespettatori come canale di
APPRENDIMENTO DELL’ITALIANO.
1.1. Dalla radiodiffusione alla televisione
Origini: programmazione con uditorio limitato alle classi medio-alte e colte della popolazione urbana e al
Centro-Nord. Solo nel 1957 ripetitori al Sud.
Dal 1961 radio e tv sono mezzi di unificazione linguistica che porterà a un’innovazione del lessico invaso da
elementi burocratici, tecnici e televisivi – SVECCHIAMENTO.
ERA DELLA SCARSITA’= 1950-70 – palinsesto scarno e pubblico indifferenziato
ERA DELLA DISPONIBILITA’= 1980-90- offerta produttiva ampia e articolata e pubblico segmentato
ERA DELL’ABBONDANZA= dal 2000 a oggi – personalizzazione del consumo, pubblico interattivo e
individualizzato
1.2. Generi e stili comunicativi
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LINGUA ITALIANA E TELEVISIONE Alfieri E Bonomi Analisi della TV generalista – NEOTELEVISIONE (U. Eco)= affermatasi con l’avvento delle tv commerciali che puntava a fidelizzare un pubblico generalista. Mentre la PALEOTELEVISIONE= monopolio e programmazione discontinua nell’arco della giornata e diretta a pubblici differenziati.

  1. L’ITALIANO DELLA TELEVISIONE 1.1 “Trasmesso” televisivo e italiano contemporaneo Lingua della tv rientra nella categoria del TRASMESSO= asse della diamesia: poli estremi scritto e parlato, trasmesso ha caratteristiche dell’uno e dell’altro. Prima tv molto utilizzata, ora si unisce a Internet e telefono – cambiamento della tv e della sua lingua. Fruizione della tv sempre più personalizzata. Caratteristica della tv: COMPRESENZA= vedere e parlare – immagine prevale sul parlato. Tendenza crescente a enfatizzare l’immagine con la SPETTACOLARIZZAZIONE. Altri parametri: DIAFASIA variazione della lingua che dipende dalla situazione comunicativa, DIASTRATIA dipende da fattori sociali e culturali, DIATOPIA fattori geografici. 1.2. La testualità televisiva Testo verbale: risultato del rapporto tra autori, registi, produttori, editori e conduttori, presentatori, attori messo in relazione con l’impostazione, la finalità e il target. MACROTESTO DI FLUSSO: interconnessione tra le varie parti di testi percepibili, sequenze testuali diverse che rappresentano un’unità. Negli ultimi anni si è aggiunta la COMPONENTE MULTIMEDIALE: rinvii e collegamenti a media diversi: Internet con messaggi email e blog, telefono con telefonate e sms. La testualità televisiva appare dunque pienamente in linea con la convergenza dei media – cambio della lingua con frammentazione e testo non omogeneo. Accanto al testo enunciato, la tv spesso presenta nei video TESTI SCRITTI, testi in sovrimpressione – sempre più presenti. 1.3. Cenni di storia linguistica della televisione L’italiano televisivo nasce come LINGUA DI ACCULTURAZIONE e DI FORMAZIONE IDENTITARIA da parte della tv di Stato. Importanza pedagogica. Periodo che si presta ad una storicizzazione: dal 1976, passaggio epocale del monopolio RAI alla liberazione dell’emittenza. La tv delle origini assolveva la missione di costruire l’IDENTITA’ CULTURALE, MORALE E ANCHE LINGUISTICA della comunità nazionale, mentre quella di oggi si limita a imporre modelli di identificazione adattabili a varie sottoculture sociali (donne, giovani, anziani…) di carattere transnazionale. Modo di trasmettere: durante il monopolio, palinsesto settimanale. Tv ruolo di BANCA DELLA MEMORIA. Ma soprattutto la tv agisce sul vissuto linguistico dei telespettatori come canale di APPRENDIMENTO DELL’ITALIANO. 1.1. Dalla radiodiffusione alla televisione Origini: programmazione con uditorio limitato alle classi medio-alte e colte della popolazione urbana e al Centro-Nord. Solo nel 1957 ripetitori al Sud. Dal 1961 radio e tv sono mezzi di unificazione linguistica che porterà a un’innovazione del lessico invaso da elementi burocratici, tecnici e televisivi – SVECCHIAMENTO. ERA DELLA SCARSITA’= 1950-70 – palinsesto scarno e pubblico indifferenziato ERA DELLA DISPONIBILITA’= 1980-90- offerta produttiva ampia e articolata e pubblico segmentato ERA DELL’ABBONDANZA= dal 2000 a oggi – personalizzazione del consumo, pubblico interattivo e individualizzato 1.2. Generi e stili comunicativi

Scopo prime trasmissioni RAI: armonizzare identità regionali e identità nazionali. Triade “informare, educare, intrattenere”. Inizialmente la programmazione ricalcava quella radiofonica: da giornale radio a telegiornale, dal radiogramma alla fiction. ’61 SECONDO CANALE LIBERAZIONE DELL’ETERE: proliferazione di radio e tv private locali Duopolio RAI- Fininvest – scopo: non più educare, ma “fidelizzare” stuzzicando la curiosità. 1975 TERZA RETE RAI: divulgazione culturale. Con la moltiplicazione dei programmi, si passa a una TV GENERALISTA: per compiacere il pubblico indifferenziato arrivava a spettacolarizzare i generi più seri. TV DI FLUSSO: carattere identificativo dei programmi è la SERAILITA’, ovvero la messa in onda quotidiana e a ora fissa. Da una graduale contaminazione di generi e linguaggi si passava all’attuale sincretismo tra informazione, fiction e intrattenimento: infotainment, edutainment… 1.3. Televisione e italofonia Azione unificante svolta dalle trasmissioni televisive ai fini dell’italofonia. ITALOFONIA= uso abituale e attivo della lingua parlata. Italiano televisivo: combinazione tra le intenzioni comunicative dell’emittente e le precondizioni psicosociali e antropologiche del pubblico ricevente che determinano i rinnovamenti del sistema linguistico. Mario Medici – italiano della paleotelevisione come una lingua intermedia fra quella parlata e quella sognata dai puristi e calibrata sull’italiano scritto. Integrazione di Alberto Sobrero – limitante. Per lui, un approccio corretto e rispondente all’affettiva azione linguistica della TV si sarebbe avuto solo considerando l’apporto rielaborativo del parlante spettatore ai modelli proposti dal medium audiovisivo. A contatto con vari registri, il pubblico avrebbe una varietà di livelli stilistici e un approssimativo funzionamento della lingua. Andrea Masini – “specchio a due raggi” metafora della tv specchio e non più solo scuola di lingua. Prima fase, acquisizione della pronuncia e conoscenza passiva dell’italiano. Anni ’80, spettatori diventano coprotagonisti, intervengono, sdoganamento delle pronunce regionali e abbassamento dei registri lessicali. Lingua fluida che perciò facilita il rispecchiamento e l’imitazione da parte dei telespettatori. Nell’italiano televisivo attuale, tutte le varietà sociolinguistiche si accavallano e si fondono, producendo un continuum di varietà intermedie impensabile nella tv delle origini.

  1. DALL’ITALIANO SERIO-SEMPLICE ALLA TV DELLE PAROLE 2.1 Premessa Nella neotv l’intrattenimento pervade molti programmi, l’analisi dell’italiano televisivo non può prescindere da una differenziazione tra informazione vs cultura e intrattenimento. Divisione interna: INFORMAZIONE TOUT COURT tg e altri programmi, INFOTAINMENT programmi che si collocano tra i due macrogeneri, DIVULGAZIONE DI CONTENUTI SCIENTIFICI E CULTURALI. 1.4. Informazione: l’anima nobile della TV Nucleo centrale e tradizionale dei TELEGIORNALI con approfondimenti e altri programmi schiettamente informativi, ossia i ROTOCALCHI e le INCHIESTE, dedicati alle cosiddette HARD NEWS che si contrappongono alle SOFT NEWS. Assenza di pubblico – uno dei parametri che caratterizza la sezione. Distinzione tra: TV notizia, TV dibattito-utility TV, TV del dolore e del gossip – ai due poli informazione e intrattenimento. Lingua: parlato giornalistico, mediamente controllato, riconducibile a quello che è stato definito PARLATO SERIO-SEMPLICE. 1.4. I telegiornali È il più costante nel tempo. Indici di ascolto molto alti. Quadro dell’offerta molto ampio 3 modelli: OGGETTIVO (TG1)

Esempi -REPORT: 1997, video-giornalismo, notevole grado di approfondimento e forza nelle denunce. Conduttrice, ruolo importante, voce dei giornalisti che si intersecano agli intervistati, esperti e cittadini comuni. Parlato-scritto curato, aderente al neostandard e all’italiano standard.. Aperto all’impressione colorita e al colloquialismo. Immagini in stretta relazione con il testo verbale. -TV7: rotocalco del TG1. Condotto da un giornalista in studio che dialoga con ospiti esperti in diretta. Struttura variabile. Dialogo ordinato e pacato. Immagini rappresentano un momento centrale -Terra! (Canale 5): programma di approfondimento collegato al TG5. Caratteristiche formali e contenutistiche lo avvicinano al rotocalco. All’argomento di ogni puntata sono dedicati più servizi. Conduzione sobria, parlato controllato, chiaro e lento, con qualche coloritura colloquiale. 2.3 L’infotainment Spazio molto vasto. Massima parte i TALK SHOW: macrogenere dominante nella neotelevisione italiana che investe l’informazione politica, economica, culturale, sportiva. Dibattito sui contenuti e le informazioni. In Italia alla fine degli anni ’70 da Maurizio Costanzo. Conduttore ruolo centrale e il suo stile comunicativo ne determina in larga parte il linguaggio, insieme a ospiti famosi e pubblico. Distinzione tra talk show politici dagli altri talkshow e programmi di infotainment. 2.3.1 La TV dibattito o TV delle parole Talk show politici italiani – particolarmente ricchi. Struttura comune: in studio il conduttore-protagonista, gli ospiti e il pubblico, la cui interazione comunicativa è molto variabile. Servizi sono parte integrante. Pluralità di componenti comunicative porta a una pluralità di registri linguistici. Domina la conversazione. Temi: analoghi. Politica prima di tutto, economia, attualità, talvolta cronaca e spettacolo. Esempi: -Ballarò: Sobrietà e spiccato carattere informativo ed esplicativo. Conduttore mantiene la calma e disciplina ordinatamente gli interventi. Servizi con componente esplicativa. Importante ai fini della componente informativa è l’uso rilevante della videografia. Elementi tipici del registro informale, inevitabili in un’enunciazione improvvisata, MA chiara comunicatività, efficace e buon controllo della lingua. Molto vario il parlato dei politici. Anche i giornalisti spesso in studio si lasciano andare a un’informalità ben maggiore. Pubblico non interviene. -L’infedele: uno dei più recenti. Conduttore con stile molto caratterizzato. Immagini che scorrono sulle pareti, evocative. Taglio informale, ma si percepisce nel linguaggio una discreta componente colta. Nelle opzioni grammaticali e sintattiche del periodo spiccano alcune scelte verso la formalità e l’italiano scritto, MA lingua del conduttore ha spiccata espressività, anche colloquiale. Frequenti intercalari e segnali discorsivi. Enunciazioni spontanei che portano a un parlato prepotente – sintassi frammentata. -Matrix: prima edizione impostazione meno ingessata e struttura innovativa. Stile forte e personalissimo di Mentana. Attuale edizione ormai appare un semplice spettacolo di parole e una conduzione poco caratterizzata. 2.3.2 La TV del dolore Programmi di servizio con componente informativa. TV verità: programmi, che a partire da fatti eclatanti si muovono in una direzione di spettacolarizzazione, di retorica e forte emotività. Esempi: -Chi l’ha visto?: il più longevo. RAI3 dal 1989. Registro patetico molto pronunciato, che ne caratterizza la lingua. Musiche emotive. Frequenza nell’utilizzo di: incredibile, sconvolgente, eccezionale… Nella grammatica, accanto a qualche tratto del parlato, si notano scelte elevate e conservative. Presente narrativo conferisce immediatezza, interrogative si susseguono. Il Tu tra conduttore e parenti dello scomparso. -Mi manda RAI3: dal 1990 al 2010, si occupa dei diritti dei consumatori e denuncia truffe, sprechi, ritardi… Conduttore, giornalisti esperti, ma lo spazio maggiore è lasciato alle persone comuni. Confronto in studio è vivace e spesso rissoso. Enfasi e retorica nel parlato del conduttore.

-Quarto grado: recente. Taglio scandalistico e invasivo. Toni forti ed enfatici affonda lo sguardo senza veli nel privato di vittime. Conduttore usa toni retorici e patetici. Interviste e dialoghi all’insegna del pathos e dell’enfasi. 2.3.3 Sottogeneri diversi dell’infotainment Ancora più spostati verso l’intrattenimento. Programmi di attualità, di taglio leggero. Esempi: I fatti vostri, L’arena, La vita in diretta. Bontà loro di Maurizio Costanzo rappresenta un modello storico di talk show di intrattenimento. Con i talk show, che forse meglio possiamo definire incontri-intervista, di intrattenimento culturale, saliamo di tono e di livello linguistico. Esempi: Che tempo che fa, Parla con ma, Le invasioni barbariche. Ultima tipologia di programmi tra informazione e intrattenimento è rappresentata dai programmi satirici di controinformazione. Esempi: Striscia la notizia e Le Iene.

  1. Varietà della divulgazione scientifico-culturale TV, a partire dagli anni ’80, ha assunto un ruolo centrale nel trasmettere conoscenze in modalità divulgativa, modificando l’approccio pedagogico che la caratterizzava nei primi decenni della sua vita. Programmi attraverso i quali la televisione divulga contenuti culturali e scientifici, proseguendo una vocazione pedagogica. È nato così quello che è stato chiamato EDUTAINMENT: finalità intrattenitiva, ha modificato la struttura dei programmi culturali, rendendoli movimentati e accogliendo la parola del pubblico. Struttura di una narrazione – good story. Lingua chiara ed efficace, ma anche comprensibile – il “facilese” (Beniamino Placido), che porta alla genericità. Nella tv generalista di oggi i programmi scientifico-culturali sono pochi secondo alcuni critici e occupano indubbiamente soprattutto le fasce tardo-serali, MA varia a seconda del canale. RAI3 canale culturale per eccellenza, ora anche RAI5 e LA7.l. La tv pubblica ha anche RAI Scuola e RAI Educational. No possibilità di dividerli in modelli – perché? I parametri da tenere in considerazione sono diversi e interagiscono tra loro. Nella Neotelevisione contano molto meno i contenuti rispetto all’interazione e ai rapporti comunicativi. Questo porta a cambiamenti nella lingua che prendono in considerazione la struttura e la pluralità di voci (narrante, conduttore, esperti, ospiti, pubblico). Voce degli esperti ha la funzione fondamentale, detta “veridittiva”, che assicura la valenza didascalica e la veridicità dei contenuti divulgati. Il conduttore, diverse funzioni: personificazione dei contenuti divulgati e quella di collegamento tra le parti del programma. Strettamente legati alla struttura e alle sue finalità è il TARGET DI RIFERIMENTO e la FASCIA ORARIA. Mancanza di una vera e condivisa categorizzazione nella bibliografia. Quindi no divisione, ma carrellata dei programmi di divulgazione che parta dalle trasmissioni più istruttive e illustrative (no voci del pubblico, fasce serali) e quelle dove ha più importanza la componente intrattenitiva (da spazio a voci diverse, fasce pomeridiane o mattino). Divulgazione storica: impostazione prettamente didascalica, es: Correva l’anno, La storia siamo noi, Dixit… Quark: Piero e Alberto Angela. Non solo storia. Passepartout: divulgazione illustrativa di contenuti da parte del conduttore-esperto Emporio Daverio: evoluzione di Passepartout – viaggi in città d’arte. Parlato personale ed efficace, mentre parlato-scritto, no spontaneità, quando è in studio. Licia Colò: Alle falde del Kilimangiaro, Nati liberi. Geografia, viaggi e natura. Linguaggio chiaro, non tecnico, fa presa sullo spettatore. Parlato basato sullo scritto. Missione natura: spiccata spettacolarizzazione, filmati e voce fuori campo. Conduttore biologo sul campo e quasi esploratore. Per un pugno di libri: gara culturale e letteraria Pianeta mare, Cose dell’altro Geo e Donnavventura: maggiore varietà di voci

Fase dell’INTRATTENIMENTO FIDELIZZANTE (2000 a oggi) dalla televisione televisione alla TV verità: reality e serializzazione Sinergia tra espressività e comunicazione. Nel continuo scambio di passaggi, la diatopia rimane intenzionale nel conduttore e inintenzionale nel concorrente. 1.7. (^) L’intrattenimento comico Comicità televisiva – complessa e interferita dagli stessi elementi che la dovrebbero veicolare: SPETTACOLO, INFORMAZIONE, CULTURA. I varietà paleotelevisivi segnano la prima fase del genere comico che ancora non figura autonomamente nel palinsesto, ma rimane all’interno dei programmi che hanno lo scopo di rilassare lo spettatore. Fine anni ’60 – Seconda fase: comicità cabarettistica, che rompe i moduli della comicità tradizionale. Esempio: Paolo Villaggio. Passaggio dalla paleo alla neotv – accomuna i gusti e gli interessi del pubblico che prima erano differenziati a seconda delle fasce di ascolto. I numeri dei comici si susseguono senza un conduttore. Terza fase – Con Drive In. L’alternarsi di gag e siparietti esprime freneticamente una comicità demenziale. Satira sociale e frammentarietà narrativa. Vero punto di svolta – Zelig Circus: cabaret di impronta surreale. Conduttore deve dare l’idea dell’improvvisazione scenica in performance risultanti da una lunga preparazione. Mai dire Grande Fratello con la Gialappa’s Band: dal 2000, smascherare le ipocrisie, meschinità, gli svarioni linguistici. 1.5. L’italiano leggero del varietà Il varietà RAI si inaugurava con grandi manifestazioni canore, come il Festival di Sanremo, e con programmi misti di gioco e varietà. Una formula vincente fu quella di Studio Uno: ambientato nel Teatro delle Vittorie, ma struttura da programma televisivo. Esemplari conduttori: Mina e Don Lurio. La variante neptelevisiva dello spettacolo del varietà puòessere rintracciata nel ONE MAN SHOW – costruito sulla figura del conduttore. Esempi: Fiorello e Adriano Celentano. Lo show del sabato sera erede di Canzonissima, intitolato Fantastico, fu affidato a Baudo, autentico professionista della parola che ha saputo crearsi un linguaggio dai toni medio-alti, con adeguata ricchezza lessicale e sintassi articolata. 1.8. Un genere non genere: il contenitore Sottogenere caratterizzante della neotelevisione. Infatti elementi di diversi sottogeneri confluiscono miniaturizzati in un unico spazio di rappresentazione gestito da un conduttore che punta sulla convivialità amichevole, sull’ammiccamento e sul clima da strapaese. Successivamente, per agganciare fasce di pubblico sempre nuove, il programma è stato esteso ai giorni feriali e a fasce orarie diverse da quella pomeridiana. A seconda dell’ora e del giorno, il linguaggio cambia. Il linguaggio omogeneizzante del contenitore si configura quindi come una tipologia di italiano teletrasmesso. In particolare, nello scambio dialogico con gli ospiti in studio si riscontra una variazione massima da un parlato controllato a un parlato semi-spontaneo o informale. Contenitore usato per la prima volta: 1976 – Domenica In su RAI1, tutt’ora in onda. Nelle ultime edizioni si è accentuata la frammentazione del programma in spezzoni ben gestiti “a staffetta” dai presentatori, sintassi marcata con dislocazioni a destra o sinistra. Nel parlato recitato a braccio da Mara Venier spicca la commutazione di codice italiano-dialetto. Tratti del romanesco e del veneziano non sono affioramenti spontanei del regionale, ma scelta espressiva. Baudo: oscilla tra toni formali e ingessati e registro meno formale. Canale 5 – Buona Domenica: conduzione polifonica, numerosi ospiti provenienti da altre trasmissioni Mediaset che si rivelano trainanti per l’audience. Unomattina: contenitore feriale – ricalca già dal titolo i moduli della programmazione radiofonica antimeridiana. Luca Giurato.

1.9. Il parlato teatralizzato dell’emotainment (emotion e intrattenimento) Il talk show intimista dell’intrattenimento condivide con quello politico dell’informazione alcuni caratteri base: -Prossimità: dimensione del quotidiano che informa i palinsesti -Convivalità: insistenza retorica sullo stare insieme -Flusso continuo: dimensione sincretica della televisione In programmi senza interventi degli spettatori c’è una forte prefigurazione registica e autoriale, mentre nei programmi con interventi, la scaletta è assai meno rigida e il conduttore assurge a un ruolo prioritario. Due criteri di segmentazione per distinguere i talk dìshow: -Contenuti -Modulazione del programma Esempio: Maurizio Costanzo Show, Al posto tuo Dall’accentuazione della sua vena voyeristica dell’emotainment si sono evolute forme di talk show che sconfinano nel reality e incorporano il game show. I più seguiti sono quelli di Maria De Filippi: C’è posta per te, Uomini e Donne e Amici. 1.10. Il parlato esasperato del reality show Il reality show è il prototipo della fase “liquida” della comunicazione mediatica attuale, in cui la serialità giornaliera e la conversazione spettacolarizzata hanno contaminato tutti i generi televisivi. Più che mai adeguato il termine “flusso”, riferito all’andamento ricorsivo, che mira a riporre le trasmissioni simili e a far ricominciare tutto daccapo alla chiusura di ciascun ciclo seriale. È il sottogenere che compendia due elementi fondamentali del testo televisivo: -Realtà: ovviamente filtrata -Spettacolo: inteso come trascrizione di modelli tradizionali su piccolo schermo. Si diffonde la spettacolarizzazione della vita privata della gente comune. Ne derivano due tipologie: -REAL TV: rappresentare in modo autentico la realtà quotidiana attraverso video amatoriali o la candid camera -REALITY BASED SHOW: la vita reale è simulata adeguandosi alle finalità e ai ritmi della trasmissione. Le prime forme di reality riguardarono il dating show e l’emotainment. 1 Meccanismi d’innamoramento pilotato, con documentazione in diretta delle varie fasi di incontro e frequentazione dei protagonisti. Emotional+entertainment= si punta a una spettacolarizzazione dei momenti di particolare turbamento. Es: Carramba che sorpresa! E progr. Di Maria De Filippi. Nelle trasmissioni della TV verità in generale i partecipanti, a parte le cadenze regionali, parlano un italiano dell’uso medio, ben padroneggiato anche se stereotipato. Nell’”errore televisivo” vanno distinti: la “papera” dovuta a ignoranza linguistica, lo strafalcione espressionistico e la sciatteria del parlato trascurato e improvvisato dei protagonisti dei reality. Autentico fenomeno: Il Grande Fratello. Una docusoap. Parlato spontaneo, senza limitazioni. Le persone comuni sono protagonste assolute. L’isola dei famosi: Ribaltano completamente la prospettiva, le celebrità sono colte impietosamente Volgarità 1.6. Il parlato curato dei game show Svariate tipologie: giochi basati su –abilità cognitive e fortuna –abilità fisico manuali –capacità relazionali. Classico: Lascia o raddoppia? – impostazione seria e specialistica Poi: Rischiatutto – più leggero Chi vuol esser milionario Ciao Darwin: situazioni disgustose e intrusione del gioco di abilità in programmi di divulgazione “scientifica”. Oscilla dall’aulicismo e cultismo del conduttore al substandard dei concorrenti. Ultimamente al tradizionale gioco a premi, si è sostituito il TALENT SHOW o concorso di bellezza. 1.11. Il quiz Lascia o raddoppia? Primo quiz. La TV trova legittimazione sociale e crea forme inedite di aggregazione.

L’italiano della fiction ha occultato la propria valenza educativa sotto l’apparenza ludica, risultando sicuramente più incisivo ai fini della diffusione dell’italiano. 1.8. Fiction italiana e fiction all’italiana Dopo il cambiamento degli anni ’80, gli autori si limitarono a calare storie e contenuti domestici in formati tradizionalmente americani.. Dalla fiction italiana si passava così alla FICTION ALL’ITALIANA, con immediati risvolti di ordine linguistico: non più vocazione letteraria, ma repertorio di varietà sociali in continua evoluzione. Testi di diverso tipo: -TESTI STILISTICAMENTE COMPATTI, orientati verso registri sociostilistici medio-alti e verso standard con interferenze del neostandard. Es. Incantesimo, Centovetrine, Vivere, RIS -TESTI STILISTICAMENTE VARIATI, che rappresentano una moderata escursività di registri e un ampio spettro di varietà sociolinguistiche. Es: Un medico in famiglia, Distretto di polizia -TESTI STILISTICAMENTE IPERCARATTERIZZATI, che si contraddistinguono per una forte escursività di registri sociolinguistici, dallo stile colloquiale tendente verso il basso al parlato sciatto e trascurato, con interferenze dialettali. Es: Il commissario Montalbano 4.2.1 La miniserie Autentico microcosmo di generi. Sottotipi più rappresentativi sono gli sceneggiati letterari e memorialistici. La miniserie, erede diretta dello sceneggiato per la formula del racconto breve, ma di dichiarata ascendenza cinematografica, si caratterizza per una certa finalità: trasmettere con intenti divulgativi, più che didascalici, valori, principi etici e politici. 1.9. La fiction tradotta Lingua dalle caratteristiche ben precise, riscontrabili prima di tutto nell’utilizzo dello stereotipo linguistico, e che quindi ha meritato l’etichetta di “doppiaggese”.. Un esempio di stile comunicativo che non si discosta troppo dalle tendenze normative in atto nell’italiano contemporaneo. Presenza dei tratti caratteristici dell’italiano dell’uso medio, evidenziando la sostanziale vicinanza della lingua tradotta dall’inglese con quella degli sceneggiati scritti in italiano. Traduzione accurata e buona tenuta normativa, grazie anche all’assetto stilisticamente neutro dei testi di partenza, destinati all’esportazione e quindi privi di slang o tratti idiomatici spiccati. Generalmente una struttura sintattica più articolata e complessa rispetto all’originale, tendenza legata strettamente alla natura stessa delle due lingue. L’uso degli avverbi assolutamente, incredibilmente, certamente… come rafforzativi aggettivali di valenza positiva appare sempre più diffuso. Seconda sottocategoria di testi: X-Files e CSI Dinamica delle varietà molto più rispondente agli usi attuali dell’italiano parlato

  1. L’ITALIANO BRILLANTE DELLO SPORT Sport in tv da subito, già nel primo anno di vita.3 fasi: -Sudditanza della TV allo sport -Progressivo protagonismo della TV, metà anni ’70. Addirittura cambiamenti nello sport in funzione alla sua diffusione televisiva. Nuove forme di programmi: il dibattito. -TV digitale e interattività, metà anni ’90. Si moltiplicano le reti e nascono canali telematici. Contaminazione tra sport e intrattenimento. Può esser ricondotto sostanzialmente a una dicotomia tra TELECRONACA, cioè riproduzione dell’evento, e momento informativo sugli eventi stessi, che comprende una notevole varietà di elementi: SPORTAINMENT o INFOSPORTAINMENT. Quadro suddiviso dei programmi: -Pagina sportiva dei TG -Anteprima dell’evento sportivo -Analisi e scomposizione dell’evento –Magazine -Programma contenitore/ talk show –Approfondimento -Notiziario TV: medium più importante e più adatto per l’unione di parole e immagini. Centrale il ruolo nel facilitare gli scambi tra linguaggio sportivo e lingua comune: lingua comune e passa parole ed espressioni al lessico quotidiano o alla politica.

È soprattutto nel LESSICO che consiste la specificità del linguaggio sportivo, con un alto grado di TECNICISMO, una rilevante presenza di FORESTIERISMI e la propensione verso la creatività e lo stile brillante. Linguaggio dello sport assai variegato, con una sostanziale bipartizione tra quello più settoriale e caratterizzato delle telecronache, e quello degli altri programmi di informazione e commento, che offrono una notevole varietà sociolinguistica. 1.10. L’italiano brillante delle telecronache Per il calcio, differenziazione tra canali e telecronisti, che si evidenzia nella creazione di uno stile individuale di quelli capaci di interpretare lo stile della rete. Tecnicismi maggiori nell’automobilismo e motociclismo. Ridotta componente verbale nel tennis, molti silenzi. Elemento fondamentale nella storia linguistica della telecronaca è: passaggio alle due voci= al giornalista si affianca un tecnico. Nell’ambito della testualità vanno sottolineati soprattutto alcuni aspetti centrali: -Il fondamentale e stretto rapporto tra parole e immagini -Elementi tipici di un testo non preparato ma costruito nell’immediatezza, come i segnali discorsivi e le interiezioni. La sintassi è improntata a brevità, incisività, giustapposizione. Morfosintassi: rispetto della norma e fenomeni di oralità. Interessanti alcuni fenomeni relativi alla formazione di parole e sintagmi, come l’ellissi della preposizione come POSSESSO PALLA, SOTTO MISURA, e l’ellissi dell’articolo, come PERDE PALLA, REGALA PALLA. Mentre decisamente tramontato appare oggi l’impiego brillante di voci letterarie o ricercate. È in espansione il colloquialismo. 1.11. (^) Tra informazione sportiva e infosportainment Analisi dei programmi dell’infosportainment. Esempi: La domenica sportiva (preponderante la parte di dibattito in studio, con classico taglio da talk show), Controcampo, Novantesimo minuto ( più serio degli altri due, meno intrattenimento). Costituiti dall’alternanza di interventi informativi e di commento in studio da parte di giornalisti con servizi o spezzoni di telecronache.

6.L’ITALIANO EDUCATIVO-LUDICO DELLA TV PER BAMBINIE RAGAZZI 6.1 Un macrogenere trasversale Nella neotv l’”oasi protetta” della TV dei ragazzi che nella paleotv dai quotidiani novanta minuti di informazione, spettacolo, quiz e fiction si prolungava esclusivamente ai microtesti reclamistici di Carosello, si è riversata nel flusso generalista, contaminando produzione e consumo televisivi. La TV per ragazzi delle origini offriva modelli testuali bendefiniti ma concepiti in astratto rispetto ai destinatari; quella neotelevisiva ha abdicato al mandato educativo per uniformarsi all’amalgama di generi di cui i bambini sono i maggiori consumatori. Solo RAI3 ha mantenuto fino al 2010 una programmazione autonoma. TV satellitare recupera una proposta comune per bambini e ragazzi, poi reincanala in un circuito virtuoso con la TV in chiaro. Sky con Boomerang, Dismey Channel… Sitcom giovanili: Quelli dell’intervallo La paleotv per ragazzi dipendeva, rispetto ai generi, da quella degli adulti. Cartoni animati iniziarono con Pomeriggio Disney e con Carosello. La serialità si impone con le produzioni giapponesi: Heidi, Ufo Robot… Con la neotv si incrementò la produzione autonoma di serie per bambini come Love me Licia o fiction come Arriva Cristina (D’Avena). Poi programma contenitore – 2 filoni: TV pubblica, educativo, es. Albero Azzurro – TV privata, intrattenimento, es. Tandem, Bim Bum Bam. RAISat mira al recupero della funzione educativa. 6.2 I programmi contenitore