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Linguistica Digitale: Analisi della Variazione Linguistica e dei Canali di Comunicazione -, Schemi e mappe concettuali di Linguistica

mappe concettuali si linguistica digitale

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2021/2022

Caricato il 27/02/2023

federica-crudo
federica-crudo 🇮🇹

4.2

(6)

37 documenti

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Non perderti parti importanti!

bg1
Linguistica digitale 1
Da molti anni> ripetere che nuovi
mezzi di comunicazione> legati
alla rete, a internet e
all’informatica> cambiato lingua
italiana, e responsabili=
impoverimento o un suo degrado.
Grazie a questi nuovi mezzi
>grandissimo numero di persone, che
perso il contatto con la
scrittura>riacquistato l’uso della lingua
scritta. Questo è un linguaggio molto
contagioso> attaccato soprattutto mondo
dei giovani, ma diventata anche un po’ la
lingua scritta degli adulti.
Esempio; se utilizzano
abbreviazioni=l’importanza è avere la
consapevolezza di star utilizzando sistema
abbreviativo; se è una scrittura per
risparmiare tempo e spazio,>nulla di male
ad utilizzarla> osservare buona capacità di
sintesi, se invece questa consapevolezza
non c’è= perde il contatto con quella che è
la struttura della lingua italiana= regole
dell’uso della buona lingua italiana scritta,
allora lì preoccuparsi.
Gli italiani scrivono sempre peggio
La televisione è una pessima
maestra di lingua
La lingua italiana sta decadendo
No dare la colpa dell’impoverimento
della lingua italiana ai nuovi
mezzi>ma è del livello di istruzione
della nostra nazione e del bassissimo
livello raggiunto negli ultimi anni, dal
punto do vista dell’apprendimento
della lingua italiana dei nostri
concittadini.
Dal punto di vista linguistico>
affermazioni tutte false, perché il
linguaggio cambia si evolve anche
in base agli strumenti che nascono
e le tecnologie che aumentano.
passare dall’ottica della norma
all’ottica dell’uso, dove troviamo più
una determinata cosa e in che
contesti è meno presente=ci sono
contesti in cui ci sono più errori
ortografici rispetto a contesti in cui
ce ne sono meno.
in realtà in questo periodo la scrittura>
evolvendo tantissimo è c’è crescita
molto forte delle persone che scrivono.
I social e la televisione, i media no
colpe di peggiorare la lingua italiana,
ma se “colpa” a qualcuno= ogni
persona che deve avere
consapevolezza del contesto
comunicativo nel quale si parla o
scrive.
•Esiste un solo italiano?
Esiste, ma nessuno di noi parla la
stessa lingua, è sempre italiano perché
ci capiamo ma> variazioni d’uso,
ognuno lingua sua peculiare. Poi ci
sono distinzioni> riguardano le classi di
usi; le generazioni esempio. La lingua
cambia=nuove generazioni che
entrano nell’uso linguistico e cambiano
questo uso, introducono innovazioni.
1.1 IL REPERTORIO LINGUISTICO
ITALIANO: LE VARIETÀ William Labove> padre sociolinguistica
americana>analisi sulla variazione
linguista>visto nella vita di una persona
c’è parabola= nell’adolescenza e
anzianità si discosta dalla lingua che è
chiamata standard=ci si allontana dalla
norma, i giovani innovano, i vecchi
attestano alle forme dialettali. =anche
all’interno della vita della stessa
persona si parlano lingue diverse.
Schema di Berruto
dell’architettura dell’italiano
contemporaneo>ha diversi
assi di variazione e
rappresenta un po’ il repertorio
linguistico italiano.
ci sono; le variazioni nel tempo
(diacronica), in base al luogo
geografico di appartenenza del
parlante(diatopica), al sesso,
all’età, istruzione (diastratica), al
tipo di registro e
all’argomento(diafasica), e
variazione diamesica che è il
famoso asse orizzontale dello
scritto ad un estremo e del parlato
all’altro estremo
come mai ellissi dell’italiano standard
di Berruto è un’ellissi e non è in
centro? In che direzione è spostata
se non è centrata? Verso lo scritto,
come mai? Chi parla l’italiano
standard? L’asse È spostato verso lo
scritto= nessuno di noi parla come
scrive, l’italiano standard= lingua
prevalentemente scritta, quello che
parliamo è un italiano regionale
medio
1.1. ARCHITETTURA DELL’ITALIANO
CONTEMPORANEO (II)
Variazione diatopica: italiani regionali marcati
per pronuncia, lessico(serranda vs tapparella),
morfosintassi (passato prossimo vs passato
remoto)Variazione diafasica:
registri(maggiore o minore formalità della
situazione)
sottocodici(in base all’argomento, lingua della
medicina, dello sport, della politica).
Nello schema di Berruto, l’asse è
caratterizzato due poli= il polo orale
e il canale scritto, ma può esserci
terzo canale> il mediato che essere
in modo asincrono quando non c’è
corrispondenza nei tempi fra
emittente e ricevente e sincrono
quando invece c’è.
Ovviamente in base a questa
grammatica delle varietà
identificate da Berruto, avere una
serie di modifiche nel modo di
veicolare l’informazione
Standard: il gatto insegue il topo
Tecnico-scientifico: l’esemplare di
Feliscatus insegue l’esemplare di
Musmusculus
Parlato colloquiale: il gatto rincorre il
topo
Popolare: il gato ci core dietro al topo /
la gatta rincorre al sorcio
La stessa cosa per il lessico. Questo è
schema sempre di Berruto vedere come
funziona la grammatica delle varietà
rispetto al lessico. In questo caso il
focus> parola morire e tutta una serie di
assi; l’asse orizzontale che è dal
formale all’informale, l’asse verticale
eufemistico e disfemistico a seconda
dell’atteggiamento che fa il parlante,
positivo o negativo, verso il proprio
interlocutore, oppure solenne o volgare
nell’asse diagonale.
L’insieme dei fenomeni linguistici connessi con la
selezione di un determinato mezzo di
comunicazione(scritto, parlato, telefonico,
radiofonico, telematico ecc.). (Mioni, 1983: 508)
1.2. LA VARIAZIONE DIAMESICA
prima differenza importante= alla
base di tutti gli usi intermedi tra scritto
e parlato. Ci sono diversità di
strategie di utilizzo della lingua a
seconda del canale. Ci viene bene
riflettere sul parlato (prototipico) e
sullo scritto (prototipico), due estremi
sull’asse di Berruto.
Innanzitutto, differenze
macroscopiche;
Differenza rispetto al canale>
influisce sul modo di comunicare; nel
parlato il canale è uditivo (fonico-
acustico) =attraverso canale c’è
incidenza di alcuni elementi quali la
prosodia e i mezzi paralinguistici (es.
il tono della voce, il volume, la
velocità). Mentre per scritto il canale
è prevalentemente visivo (grafico)
una serie di elementi che legati ai
segni di interpunzione e sintassi.
Altro differenza tra parlato e lo
scritto= primo è temporaneo, il
secondo permanente. Se è
temporaneo= essere pianificato in
tempo reale= poco tempo a
disposizione per elaborare quello
che si vuole dire, c’è una memoria
di lavoro limitata.
=dal punto di vista dell’elaborazione di un
testo in una sintassi e in una testualità
diverse, la sintassi è meno elaborata e
inoltre potrebbe esserci più ridondanza,
per far si che quello che ho detto non sia
dimenticato. Lo scritto
permanente=maggior tempo a
disposizione per pianificare quello che si
vuole dire
parlato essendo
contemporaneo= contesto
condiviso> permettere di
essere più impliciti nell’orale.
scritto non ha un contesto
condiviso> comunicazione non
avviene in tempo reale, e
quindi essere più esplicito e
chiaro.
A livello di morfosintassi, parlato>
più frammentario, meno
strutturato con più frasi
incomplete, scritto> sintassi più
elaborata, frasi più lunghe,
maggior grado di subordinazione
Rispetto alla testualità, il
parlato>essere più discontinuo dl
punto di vista dei temi e lo scritto
essere più continuo
Nel nostro periodo> gamma di
contesti in cui differenza netta tra
permanente e temporaneo traballa
un po’= storie su Instagram
nonostante scritte dopo 24 ore
scompaiono, post rimane> più
attenzione a quello che si scrive e
come lo si scrive.
All' intersezione tra scritto e
parlato> serie di varietà
intermedie, che formano un
continuum ininterrotto disposto
tra i due poli estremi della
variabilità diamesica.
IL CONTINUUM SCRITTO-
PARLATO
In una posizione intermedia tra
oralità e scrittura piene> gamma
di realizzazioni, di persé orali,
ma alle quali è estranea la
caratteristica del parlato
spontaneo, proprio delle
interazioni verbali faccia a
faccia.
Negli anni 80 concentra su i nuovi
mezzi di comunicazione che
c’erano in quegli anni, studi si
sono dedicati lingua trasmessa
lingua trasmessa (Sabatini 1982):insieme
coerente di varietà ibride, specifico delle
moderne forme di comunicazione linguistica a
distanza (radio, televisione, cinema)
il parlato radiofonico (Atzori 2003 e
Maraschio 2011) e televisivo (Diadori1994,
Losi 2007),
il parlato cinematografico o filmico
(Diadori2012),
il linguaggio usato durante le conversazioni
telefoniche
Italiano digitato (Pistolesi 2004 e Crystal
2005) e scritture brevi (Chiusaroli2012)
: via fisica di trasmissione di
un segnale ( voce/ fonico-uditivo,
gesti/gestuale visivo ,immagine/grafico
visivo)
:
Insieme condizioni semiotiche che
sono o possono essere connesse
all'uso di un determinato canale.
Alcune precisazioni metodologiche
CANALE
MODALITA' DI COMUNICAZIONE
Diversi gli ambiti che si intrecciano
nello studio dai diversi canali di
trasmissione nell'uso linguistico:
semiologico, testuale, sociologico.
Inoltre il grado di rilevanza e
pertinenza delle proprieta del
canale di trasmissione puo variare
seconda che si consideri
1. Il livello generale della
comunicazione
2. Quello del singolo
messaggio o testo
3. Il ruolo diverse modalita di
trasmissione svolgono nei
rapporti sociali e culturali
di una comunita.
>associata alla comunicazione del XX
secolo ma non e cosı> prima
espressione della comunicazione
umana> quella visivo gestuale. L'uso dei
segni vocali inizialmente sussidiario a
quello gestuale.
Quindi gia c'era comunicazione
multicanale. Tomasello>quando uomini
iniziato a comunicare con i gesti, la voce
e arrivata insieme ai gesti. Ancora oggi
quando parliamo gesticoliamo.
LA COMUNICAZIONE MULTICANALE
La multicanalita =sistema di
modellazione primario della
comunicazione umana. → nella
nostra evoluzione naturale e
normale comunicare con piu
canali contemporaneamente. C'e
una comunicazione monocanale
l'eccezione non la regola.
La multicanalita> ragione di tipo
informativo: permette minore perdita di
informazione. Se io ti dico la stessa
cosa con piu canali l'informazione arriva
con minor perdita di elementi. La
capacita simbolica degli esseri umani
no legata all'uso di specifico canale (
abbiamo segni gestuali, fonici, grafici)
umani sia sviluppo filogenetico sia
ontogenetico, sanno naturalmente
produrre e interpretare significati
attraverso materialita diverse senza
insegnamento formale.
L'evoluzione semiologica no
essere compresa senza
prendere in considerazione come
specie ha (ri)funzionalizzato alla
trasmissione di significati
1. Il proprio corpo
2. L'ambiente circostante.
Bates afferma → Noi
ricicliamo continuamente
cose in funzioni di scopi
sempre nuovi
esempio
Sistema allocutivo: termini che usiamo per
rivolgerci a una determinata persona Due dei
parametri per decidere quale forma usare in
relazione alla persona si basano su due
dimensioni
Orizzontalita
Verticalita(su un potere comunicativo e
sociale che si basa sull'esperienza fisica-
chi sta in alto ha piu potere >piu al sicuro)
Anche a livello comunicativo questo
emerge> se diciamo: “vostra altezza” e
questo codifica lo stare piu in alto
La dimensione orizzontale> la distanza
sociale. La lunghezza della linea indica il
grado di estraneita o di intimita/vicinanza.
Anche dalla nostra esperienza fisica. Noi
condividiamo ambiente con persone che
sono a noi piu intime.
Usiamo Tu per le persone a noi intime; Lei
persone a noi distanti
Segni che rifunzionalizzano
l'ambiente per veicolare
determinati significati. Sotto
abbiamo l'evoluzione della lettera
A che e rifunzionalizzato
dall'ambiente circostante. Parte da
qualcosa che i nostri antenati
hanno sperimentato nell'ambiente
in cui vivevano..
disco di Festo, serie di immagini rimandano
all'ambiente circostante. Nel corso del tempo
l'evoluzione delle emoticon.
→ vengono definiti dal dizionario treccani come
qualcosa che veicola le emozioni del mittente. A
distanza 3000 anni noi rifunzionalizziamo
l'ambiente circostante per veicolare
l'informazione.
La parola emoticon dal giapponese emoji e
significa pittogramma.
E
@ (a commerciale, chiocciola/ina, at): separatore
negli indirizzi di posta elettronica, prima
attestazione in Zingarelli 1998. In GRADIT
(2000) glossata come ‘gergale’--> simbolo tipico
di un determinato gergo (dell'informatica ) In
Inglese significa at → puo essere tradotto con la
preposizione italiana A
sempio di rifunzionalizzazione moderna
dell'ambiente circostante:
Origine del segno grafico
1. Ulman (paleografo americano):
modo dei trascrittori amanuensi
di scrivere “ad”latino, lo
"svolazzo" e realta una d
secondo la scrittura onciale.
Tale scrittura usata dal III al VIII
secolo e nelle intestazioni e nei
titoli dall'VIII al XIII.
Idea in discussione da Giorgio Stabile
2. Stabile, (storico della scienza, romano):
la spiegazione non e valida= questa
simbolo si trovava solo in testi
mercantili posteriori (XIII e XIV secolo).
usato per indicare parola anfora, nel
suo valore di unita di misura, di
capacita e di peso (gia nell'antica
Grecia e a Roma).
Nei testi mercantili scritta oggi
nell'inforatica ( @)
3. e entrato in ambito commerciale
(mercanti italiani, fiorentini o
veneziani) con il senso di anfora
'unita di peso o capacita' + numero ,
poi “a” scisso dal termine + numero ,
nel linguaggio contabile
anglosassone col valore di at (a
price of) 'al prezzo di' + valore
numerico indicante moneta (a partire
dal XVIII secolo).
elenco delle piu diffuse abbreviazioni
commerciali nei secoli XIII-XVI " a (con
svolazzo in senso antiorario) = anfora".
In Spagnolo il simbolo si dice → arroba
< ar. rub’a »un quarto» → unita di
misura. Per lo spagnolo designava
tempo unita di peso (25 libbre) e misura
di vino ( amphora nel Vocabulario
espan
ollatino quattrocento (1492)).
→ Con questo valore etuttora in uso
nelle transazioni di borsa via Internet.
4. In Italia, sempre come
"rappresentante" della lettera a,
viene usato, come equivalente di
Addı( per una data)nel XIX secolo.
MA: 4 novembre 1666, vol. 379,
Fondo Notai di Parma" (Archivio di
Stato Parma, sede di Via La
Spezia, Parma). Vediamo @ gia
usato con il significato di ad.
Per certo: @ e un modo di trascrivere a
• nella grafia mercantesca: unita di misura
espressa dal termine anfora (le attestazioni
piu antiche).
• nei secoli successivi
in area anglosassone ha il valore
contabile di at (the price of )
in area italiana come abbreviazione di
addı(FORSE l'antica ipotesi di una
trascrizione di ad di Ullman potrebbe
essere la piu accreditata. )
possibilità pianificazione che è
anticipata, anche in corso di
stesura> maggiore possibilità di
controllo e articolazione
dell’informazione> è correggibile
senza limiti. Però proprio per
questa permanenza è più
soggetto a criteri di valutazione
sociale.
Inoltre, differenze anche per classe
sociale, titolo di studio o tema di cui
si parla, sono tutte variazioni.
Nessuno di noi è in grado di
padroneggiare tutte le varietà di
italiano
5.Piu chiaro il seguito della vicenda:
• 1884: l'introduzione tastiera della
macchina da scrivere Caligraph No. 3
Commercial (con valore commerciale
anglosassone);
• 1972: fra i caratteri disponibili nella
tastiera, l’americano Ray Tomlinson lo
scelse perche
inusuale e inequivocabile
come separatore, ma anche per il
significato 'presso' che at ha oggi, negli
indirizzi di posta elettronica per
ARPANET, la rete universitaria di origine
militare da cui sarebbe nata Internet.

Anteprima parziale del testo

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Linguistica digitale 1

Da molti anni> ripetere che nuovi

mezzi di comunicazione> legati

alla rete, a internet e

all’informatica> cambiato lingua

italiana, e responsabili=

impoverimento o un suo degrado.

Grazie a questi nuovi mezzi

grandissimo numero di persone, che perso il contatto con la scrittura>riacquistato l’uso della lingua scritta. Questo è un linguaggio molto contagioso> attaccato soprattutto mondo dei giovani, ma diventata anche un po’ la lingua scritta degli adulti.

Esempio; se utilizzano

abbreviazioni=l’importanza è avere la

consapevolezza di star utilizzando sistema

abbreviativo; se è una scrittura per

risparmiare tempo e spazio,>nulla di male

ad utilizzarla> osservare buona capacità di

sintesi, se invece questa consapevolezza

non c’è= perde il contatto con quella che è

la struttura della lingua italiana= regole

dell’uso della buona lingua italiana scritta,

allora lì preoccuparsi.

Gli italiani scrivono sempre peggio

La televisione è una pessima

maestra di lingua

La lingua italiana sta decadendo

No dare la colpa dell’impoverimento della lingua italiana ai nuovi mezzi>ma è del livello di istruzione della nostra nazione e del bassissimo livello raggiunto negli ultimi anni, dal punto do vista dell’apprendimento della lingua italiana dei nostri concittadini.

Dal punto di vista linguistico>

affermazioni tutte false, perché il

linguaggio cambia si evolve anche

in base agli strumenti che nascono

e le tecnologie che aumentano.

passare dall’ottica della norma all’ottica dell’uso, dove troviamo più una determinata cosa e in che contesti è meno presente=ci sono contesti in cui ci sono più errori ortografici rispetto a contesti in cui ce ne sono meno. in realtà in questo periodo la scrittura> evolvendo tantissimo è c’è crescita molto forte delle persone che scrivono. I social e la televisione, i media no colpe di peggiorare la lingua italiana, ma se “colpa” a qualcuno= ogni persona che deve avere consapevolezza del contesto comunicativo nel quale si parla o scrive. •Esiste un solo italiano? Esiste, ma nessuno di noi parla la stessa lingua, è sempre italiano perché ci capiamo ma> variazioni d’uso, ognuno lingua sua peculiare. Poi ci sono distinzioni> riguardano le classi di usi; le generazioni esempio. La lingua cambia=nuove generazioni che entrano nell’uso linguistico e cambiano questo uso, introducono innovazioni.

1.1 IL REPERTORIO LINGUISTICO

ITALIANO: LE VARIETÀ

William Labove> padre sociolinguistica

americana>analisi sulla variazione

linguista>visto nella vita di una persona

c’è parabola= nell’adolescenza e

anzianità si discosta dalla lingua che è

chiamata standard=ci si allontana dalla

norma, i giovani innovano, i vecchi

attestano alle forme dialettali. =anche

all’interno della vita della stessa

persona si parlano lingue diverse.

Schema di Berruto

dell’architettura dell’italiano

contemporaneo>ha diversi

assi di variazione e

rappresenta un po’ il repertorio

linguistico italiano.

ci sono; le variazioni nel tempo (diacronica), in base al luogo geografico di appartenenza del parlante(diatopica), al sesso, all’età, istruzione (diastratica), al tipo di registro e all’argomento(diafasica), e variazione diamesica che è il famoso asse orizzontale dello scritto ad un estremo e del parlato all’altro estremo come mai ellissi dell’italiano standard di Berruto è un’ellissi e non è in centro? In che direzione è spostata se non è centrata? Verso lo scritto, come mai? Chi parla l’italiano standard? L’asse È spostato verso lo scritto= nessuno di noi parla come scrive, l’italiano standard= lingua prevalentemente scritta, quello che parliamo è un italiano regionale medio 1.1. ARCHITETTURA DELL’ITALIANO CONTEMPORANEO (II) Variazione diatopica: italiani regionali marcati per pronuncia, lessico(serranda vs tapparella), morfosintassi (passato prossimo vs passato remoto)Variazione diafasica: registri(maggiore o minore formalità della situazione) sottocodici(in base all’argomento, lingua della medicina, dello sport, della politica).

Nello schema di Berruto, l’asse è

caratterizzato due poli= il polo orale

e il canale scritto, ma può esserci

terzo canale> il mediato che essere

in modo asincrono quando non c’è

corrispondenza nei tempi fra

emittente e ricevente e sincrono

quando invece c’è.

Ovviamente in base a questa grammatica delle varietà identificate da Berruto, avere una serie di modifiche nel modo di veicolare l’informazione Standard: il gatto insegue il topo Tecnico-scientifico: l’esemplare di Feliscatus insegue l’esemplare di Musmusculus Parlato colloquiale: il gatto rincorre il topo Popolare: il gato ci core dietro al topo / la gatta rincorre al sorcio La stessa cosa per il lessico. Questo è schema sempre di Berruto vedere come funziona la grammatica delle varietà rispetto al lessico. In questo caso il focus> parola morire e tutta una serie di assi; l’asse orizzontale che è dal formale all’informale, l’asse verticale eufemistico e disfemistico a seconda dell’atteggiamento che fa il parlante, positivo o negativo, verso il proprio interlocutore, oppure solenne o volgare nell’asse diagonale. L’insieme dei fenomeni linguistici connessi con la selezione di un determinato mezzo di comunicazione(scritto, parlato, telefonico, radiofonico, telematico ecc.). (Mioni, 1983: 508)

1.2. LA VARIAZIONE DIAMESICA

prima differenza importante= alla base di tutti gli usi intermedi tra scritto e parlato. Ci sono diversità di strategie di utilizzo della lingua a seconda del canale. Ci viene bene riflettere sul parlato (prototipico) e sullo scritto (prototipico), due estremi sull’asse di Berruto. Innanzitutto, differenze macroscopiche;

Differenza rispetto al canale>

influisce sul modo di comunicare; nel

parlato il canale è uditivo (fonico-

acustico) =attraverso canale c’è

incidenza di alcuni elementi quali la

prosodia e i mezzi paralinguistici (es.

il tono della voce, il volume, la

velocità). Mentre per scritto il canale

è prevalentemente visivo (grafico)

una serie di elementi che legati ai

segni di interpunzione e sintassi.

Altro differenza tra parlato e lo

scritto= primo è temporaneo, il

secondo permanente. Se è

temporaneo= essere pianificato in

tempo reale= poco tempo a

disposizione per elaborare quello

che si vuole dire, c’è una memoria

di lavoro limitata.

=dal punto di vista dell’elaborazione di un

testo in una sintassi e in una testualità

diverse, la sintassi è meno elaborata e

inoltre potrebbe esserci più ridondanza,

per far si che quello che ho detto non sia

dimenticato. Lo scritto

permanente=maggior tempo a

disposizione per pianificare quello che si

vuole dire

parlato essendo

contemporaneo= contesto

condiviso> permettere di

essere più impliciti nell’orale.

scritto non ha un contesto

condiviso> comunicazione non

avviene in tempo reale, e

quindi essere più esplicito e

chiaro.

A livello di morfosintassi, parlato> più frammentario, meno strutturato con più frasi incomplete, scritto> sintassi più elaborata, frasi più lunghe, maggior grado di subordinazione Rispetto alla testualità, il parlato>essere più discontinuo dl punto di vista dei temi e lo scritto essere più continuo

Nel nostro periodo> gamma di

contesti in cui differenza netta tra

permanente e temporaneo traballa

un po’= storie su Instagram

nonostante scritte dopo 24 ore

scompaiono, post rimane> più

attenzione a quello che si scrive e

come lo si scrive.

All' intersezione tra scritto e parlato> serie di varietà intermedie, che formano un continuum ininterrotto disposto tra i due poli estremi della variabilità diamesica.

IL CONTINUUM SCRITTO-

PARLATO

In una posizione intermedia tra oralità e scrittura piene> gamma di realizzazioni, di persé orali, ma alle quali è estranea la caratteristica del parlato spontaneo, proprio delle interazioni verbali faccia a faccia. Negli anni 80 concentra su i nuovi mezzi di comunicazione che c’erano in quegli anni, studi si sono dedicati lingua trasmessa lingua trasmessa (Sabatini 1982):insieme coerente di varietà ibride, specifico delle moderne forme di comunicazione linguistica a distanza (radio, televisione, cinema) il parlato radiofonico (Atzori 2003 e Maraschio 2011) e televisivo (Diadori1994, Losi 2007), il parlato cinematografico o filmico (Diadori2012), il linguaggio usato durante le conversazioni telefoniche Italiano digitato (Pistolesi 2004 e Crystal

  1. e scritture brevi (Chiusaroli2012)

: via fisica di trasmissione di

un segnale ( voce/ fonico-uditivo,

gesti/gestuale visivo ,immagine/grafico

visivo)

Insieme condizioni semiotiche che

sono o possono essere connesse

all'uso di un determinato canale.

Alcune precisazioni metodologiche

CANALE

MODALITA' DI COMUNICAZIONE

Diversi gli ambiti che si intrecciano

nello studio dai diversi canali di

trasmissione nell'uso linguistico:

semiologico, testuale, sociologico.

Inoltre il grado di rilevanza e

pertinenza delle proprietà del

canale di trasmissione può variare

seconda che si consideri

1. Il livello generale della

comunicazione

2. Quello del singolo

messaggio o testo

3. Il ruolo diverse modalità di

trasmissione svolgono nei

rapporti sociali e culturali

di una comunità.

>associata alla comunicazione del XX

secolo ma non è cosı̀> prima

espressione della comunicazione

umana> quella visivo gestuale. L'uso dei

segni vocali inizialmente sussidiario a

quello gestuale.

Quindi già c'era comunicazione

multicanale. Tomasello>quando uomini

iniziato a comunicare con i gesti, la voce

è arrivata insieme ai gesti. Ancora oggi

quando parliamo gesticoliamo.

LA COMUNICAZIONE MULTICANALE

La multicanalità =sistema di

modellazione primario della

comunicazione umana. → nella

nostra evoluzione naturale è

normale comunicare con più

canali contemporaneamente. C'è

una comunicazione monocanale

l'eccezione non la regola.

La multicanalità> ragione di tipo informativo: permette minore perdita di informazione. Se io ti dico la stessa cosa con più canali l'informazione arriva con minor perdita di elementi. La capacità simbolica degli esseri umani no legata all'uso di specifico canale ( abbiamo segni gestuali, fonici, grafici) umani sia sviluppo filogenetico sia ontogenetico, sanno naturalmente produrre e interpretare significati attraverso materialità diverse senza insegnamento formale.

L'evoluzione semiologica no

essere compresa senza

prendere in considerazione come

specie ha (ri)funzionalizzato alla

trasmissione di significati

1. Il proprio corpo

2. L'ambiente circostante.

Bates afferma → Noi ricicliamo continuamente cose in funzioni di scopi sempre nuovi esempio Sistema allocutivo: termini che usiamo per rivolgerci a una determinata persona Due dei parametri per decidere quale forma usare in relazione alla persona si basano su due dimensioni Orizzontalità Verticalità(su un potere comunicativo e sociale che si basa sull'esperienza fisica- chi sta in alto ha più potere >più al sicuro) Anche a livello comunicativo questo emerge> se diciamo: “vostra altezza” e questo codifica lo stare più in alto La dimensione orizzontale> la distanza sociale. La lunghezza della linea indica il grado di estraneità o di intimità/vicinanza. Anche dalla nostra esperienza fisica. Noi condividiamo ambiente con persone che sono a noi più intime. Usiamo Tu per le persone a noi intime; Lei persone a noi distanti

Segni che rifunzionalizzano

l'ambiente per veicolare

determinati significati. Sotto

abbiamo l'evoluzione della lettera

A che è rifunzionalizzato

dall'ambiente circostante. Parte da

qualcosa che i nostri antenati

hanno sperimentato nell'ambiente

in cui vivevano..

disco di Festo, serie di immagini rimandano all'ambiente circostante. Nel corso del tempo l'evoluzione delle emoticon. → vengono definiti dal dizionario treccani come qualcosa che veicola le emozioni del mittente. A distanza 3000 anni noi rifunzionalizziamo l'ambiente circostante per veicolare l'informazione. La parola emoticon dal giapponese emoji e significa pittogramma.

E

@ (a commerciale, chiocciola/ina, at): separatore

negli indirizzi di posta elettronica, prima

attestazione in Zingarelli 1998. In GRADIT

(2000) glossata come ‘gergale’--> simbolo tipico

di un determinato gergo (dell'informatica ) In

Inglese significa at → può essere tradotto con la

preposizione italiana A

sempio di rifunzionalizzazione moderna

dell'ambiente circostante:

Origine del segno grafico

1. Ulman (paleografo americano):

modo dei trascrittori amanuensi

di scrivere “ad”latino, lo

"svolazzo" è realtà una d

secondo la scrittura onciale.

Tale scrittura usata dal III al VIII

secolo e nelle intestazioni e nei

titoli dall'VIII al XIII.

Idea in discussione da Giorgio Stabile

  1. Stabile, (storico della scienza, romano): la spiegazione non è valida= questa simbolo si trovava solo in testi mercantili posteriori (XIII e XIV secolo). usato per indicare parola anfora, nel suo valore di unità di misura, di capacità e di peso (già nell'antica Grecia e a Roma). Nei testi mercantili scritta oggi nell'inforatica ( @)
  2. è entrato in ambito commerciale (mercanti italiani, fiorentini o veneziani) con il senso di anfora 'unità di peso o capacità' + numero , poi “a” scisso dal termine + numero , nel linguaggio contabile anglosassone col valore di at (a price of) 'al prezzo di' + valore numerico indicante moneta (a partire dal XVIII secolo). elenco delle più diffuse abbreviazioni commerciali nei secoli XIII-XVI " a (con svolazzo in senso antiorario) = anfora". In Spagnolo il simbolo si dice → arroba < ar. rub’a »un quarto» → unità di misura. Per lo spagnolo designava tempo unità di peso (25 libbre) e misura di vino ( amphora nel Vocabulario españollatino quattrocento (1492)). → Con questo valore ètuttora in uso nelle transazioni di borsa via Internet.
  3. In Italia, sempre come "rappresentante" della lettera a, viene usato, come equivalente di Addı̀( per una data)nel XIX secolo. MA: 4 novembre 1666, vol. 379, Fondo Notai di Parma" (Archivio di Stato Parma, sede di Via La Spezia, Parma). Vediamo @ già usato con il significato di ad. Per certo: @ è un modo di trascrivere a
  • nella grafia mercantesca: unità di misura espressa dal termine anfora (le attestazioni più antiche).
  • nei secoli successivi in area anglosassone ha il valore contabile di at (the price of ) in area italiana come abbreviazione di addı̀(FORSE l'antica ipotesi di una trascrizione di ad di Ullman potrebbe essere la più accreditata. )

possibilità pianificazione che è

anticipata, anche in corso di

stesura> maggiore possibilità di

controllo e articolazione

dell’informazione> è correggibile

senza limiti. Però proprio per

questa permanenza è più

soggetto a criteri di valutazione

sociale.

Inoltre, differenze anche per classe sociale, titolo di studio o tema di cui si parla, sono tutte variazioni. Nessuno di noi è in grado di padroneggiare tutte le varietà di italiano 5.Più chiaro il seguito della vicenda:

  • 1884: l'introduzione tastiera della macchina da scrivere Caligraph No. 3 Commercial (con valore commerciale anglosassone);
  • 1972: fra i caratteri disponibili nella tastiera, l’americano Ray Tomlinson lo scelse perché inusuale e inequivocabile come separatore, ma anche per il significato 'presso' che at ha oggi, negli indirizzi di posta elettronica per ARPANET, la rete universitaria di origine militare da cui sarebbe nata Internet.