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appunti di lezione e slide di linguistica digitale con Prof.ssa Ghezzi, UniBG.
Tipologia: Appunti
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REPERTORIO LINGUISTICO ITALIANO VARIABILITÁ LINGUISTICA E ARCHITETTURA DELL’ITALIANMO CONTEMPORANEO
Variazione diacronica : passaggio del tempo Variazione diatopica (italiano regionale): il luogo geografico da cui il parlante proviene Variazione diastratica : l'identità sociale del parlante Variazione diafasica (registro e sottocodice): la situazione e il contesto comunicativo in cui ci si trova ad interagire e l'argomento di cui si parla Variazione diamesica (scritto, orale, mediato): il canale che si utilizza LA VARIAZIONE DIAMESICA L'insieme dei fenomeni linguistici connessi con la selezione di un
La prima espressione della comunicazione umana è stata quella visivo-gestuale, l'uso di segni vocali è stato inizialmente sussidiario a quello gestuale. La multicanalità è il sistema di modellizzazione primario della comunicazione umana. La comunicazione vocale si è sviluppata con gesti naturalmente significativi. La multicanalità (sia quando è associata all'uso di altri codici sia quando prevede la trasmissione dello stesso codice su più canali) ha una ragione di tipo informativo: permette una minore perdita di informazione. La capacità simbolica degli esseri umani non è legata all'uso di uno specifico canale (nella storia si sono usati segni gestuali, fonici, grafici, ecc.). Gli esseri umani , sia nello sviluppo filogenetico sia ontogenetico, sanno naturalmente produrre e interpretare significati attraverso materialità diverse senza insegnamento formale. L'evoluzione semiologica non potrebbe essere compresa senza prendere in considerazione come la specie ha (ri)funzionalizzato alla trasmissione di significati il proprio corpo e l'ambiente
Il linguaggio umano può essere descritto come "a new machine
Il linguaggio umano nasce permeato di materialità biologica e culturale : sistema complesso adattativo che si modella in rapporto ai bisogni degli utenti. È in grado di cambiare in seguito all'esperienza e di funzionare in contesti diversi, anche impervi, come può essere l'uso di nuovi canali di trasmissione. Durante tutta l'evoluzione semiologica della specie la comunicazione umana ha saputo adattarsi a diversi tipi di canale e all'interazione tra più canali contemporaneamente. La multicanalità non è quindi un'invenzione del XX e XXI secolo, ma fa parte del patrimonio semiologico della specie. Tutta la comunicazione umana è multicanale. La monocanalità è più il frutto di innovazioni tecnologiche che riducono la ridondanza e l'impiego di energia per la comunicazione , concentrando tutta la carica di informazione su un unico canale (massimizzandone l'efficienza). La scrittura non nasce (e non ne ha la funzione tuttora) come una tecnica per rappresentare meramente una lingua nella sua forma fonica, ma, al contrario, come un codice comunicativo per superare i limiti del linguaggio nello spazio e nel tempo (Valeri 2001: 208). In ogni caso qualsiasi comunicazione avviene sempre in un contesto extralinguistico che gli utenti interpretano in modo da trarne significato, più o meno consapevolmente. RIFUNZIONALIZZAZIONE A TRASMISSIONE DI SIGNIFICATI: IL CORPO
@ (a commerciale, chiocciola/ina, at): separatore negli indirizzi di posta elettronica, prima attestazione in Zingarelli nel 1998. In GRADIT (2000) è glossata come 'gergale'.
scrittura onciale.
tra lingua e canale, determina quali sono le migliori scelte possibili per quel canale (preferite vs dispreferite). L’uso dei vari canali comporta modalità di comunicazione diverse che sono associate a delle scelte linguistiche ricorrenti (whatsapp con emoji, abbreviazioni, vocali, uso carattere maiuscolo).
Normalmente la comunicazione parlata è un processo continuo che avviene in tempo reale, in cui emittente e ricevente sono compresenti con ruoli sempre interscambiabili: il dialogo è il sistema di modellizzazione primario. La scrittura nasce e si sviluppa per la comunicazione monologica e a distanza. Il processo di produzione (e ricezione) è discontinuo e offline (chi scrive può produrre il proprio testo in più riprese senza preoccuparsi delle reazioni e inserzioni del destinatario).
La continuità del processo di produzione e ricezione del parlato produce testi discontinui > costruzione del senso anche sul piano verbale, attraverso i fenomeni di disfluenza (esitazioni, cambi di progetto ecc.), l'uso di porzioni verbali brevi, adeguate alla produzione on line che non può fare affidamento ad una memoria esterna. Il processo discontinuo o di redazione del testo è normalmente del tutto privato e permette di presentare al nostro destinatario un testo continuo privo di disfluenze e incertezze che non presenta, quindi, nessun segno della discontinuità.
Non esiste relazione automatica e deterministica tra canale, modalità di comunicazione e prodotto linguistico. Meglio parlare di ‘costanti’ del parlato e/o dello scritto per indicare le proprietà che contraddistinguono le strutture linguistiche delle due modalità e che rispondono a esigenze di compatibilità con il canale e la modalità di trasmissione. NON SOLO PARLATO E SCRITTO La storia semiologica dell'uomo non si esaurisce in un unico percorso che dal parlato porta allo scritto, ma è caratterizzata da molteplici forme e risorse semiotiche multicanale e multimodali. Una rappresentazione più realistica deve quindi arricchirsi tenendo conto anche di altre modalità. I due criteri presi in considerazione (dis/continuità di produzione/ricezione e del testo) ci permettono di inserire altre modalità di comunicazione che non sono né scritte né parlate e che troviamo insoddisfacente associare all'uno o all'altro. Non c'è un rapporto deterministico tra canale, modalità, grammatica e testi, piuttosto
Due categorie di studio consolidate: (1) migrazione nel web dei generi testuali tradizionali; (2) collocazione della CMC rispetto al continuum scritto-parlato > testualità elettronica come varietà diamesica con forma grafica ma linguisticamente modellata sul parlato informale o trascurato. Attenzione a tratti non standard delle produzioni digitali uso potenziato degli aspetti iconici (emoticon, acronimi, numeri al posto delle lettere, l'arte ASClI, etc.) espedienti che mimano la voce (caratteri maiuscoli, la reduplicazione delle lettere) abbreviazioni (nn per non, cmq per comunque, xché per perché, etc.). Varietà netspeak > in Italia: italiano digitato, e-italiano dei nuovi media, cyberitaliano e collocazioni distinte nella rivisitazione dell’architettura dell’italiano contemporaneo. Con la nascita del web 2.0 > attenzione su scrittura collaborativa e social media , per l'italiano anche sondaggi sull'uso dei dialetti in diversi ambienti della rete. CMC > nuove forme di comunicazione collaborative, dialogiche e frammentarie, rafforzate dai social media. Nuove forme non assimilabili al sistema dei generi tradizionalmente inteso. DIBATTITO SULLA CMC IN ITALIA
generi e ambienti che tenga conto dell'interfaccia, delle caratteristiche degli utenti, del contesto di interazione. Stenta ad affermarsi l'idea che la scrittura è oggi solo una componente, sempre più marginale, delle interazioni online.
Dicitura generica di italiano trasmesso, comprende l'italiano dei mezzi di comunicazione di massa (radio, TV, e CMC), a loro volta distinti in orali e scritti. Parlato grafico per distinguere aspetto mediale (fonico/grafico) e parametri "concezionali" relativi a: il carattere pubblico/privato della comunicazione il grado di confidenza tra interlocutori L'emotività del messaggio l'ancoraggio referenziale la natura spontanea o pianificata la libertà tematica o vincolo tematico, e cosi via.
Modello tridimensionale, canale scritto, modalità del parlato e interattivo. Questo modello incorpora un aspetto centrale delle scritture digitali: la dialogicità. CMC NELL’ARCHITETTUTURA DELL’ITALIANO Al di là delle classificazioni, le diverse interpretazioni identificano una sola varietà (italiano digitato , e-taliano o italiano dei nuovi media). Diffusa l'idea che non si possano ridurre tutte le forme di scambio e modalità di interazione online o via smartphone ad una sola varietà di lingua, ma CMC piuttosto come una gamma di «modalità d'uso»
comunicazione come forme più o meno vicine al parlato o allo scritto fa perdere di vista la loro specificità e innovatività che non è necessariamente legata al canale in senso stretto, ma ai nuovi usi semiotici del canale. Lo stadio attuale è arrivato a permetterci di coniugare due proprietà che prima sembravano incompatibili: discontinuità di produzione e ricezione e discontinuità del testo. A produrre, cioè, dialoghi a distanza che non necessariamente contengono tutte le tracce della redazione del testo e della sua esecuzione, ma che possono mantenerne la quasi sincronia. CMC E ITALIANO NEOSTANDARD La collocazione delle scritture digitali nell'architettura dell'italiano contemporaneo coinvolge anche la lettura diafasica e diastratica della CMC. Gli aspetti non-standard delle scritture digitali sono ricondotti alle convenzioni scrittorie, al "linguistic whateverism", allo scarso dominio dell'italiano da parte degli utenti. Troviamo quindi riferimenti all'«italiano neopopolare», a quello dei semicolti, alla «lingua selvaggia», per sottolineare come internet abbia fatto emergere le ridotte competenze scrittorie di molti italiani. INSTITUTIONAL LITERACY VS DIGITAL VERNACULAR LITERACY Institutional literacy: forme di composizione tradizionali, praticate a scuola e nelle professioni, con rispetto dello standard Digital vernacular literacy: scritture informali, spontanee e prive di un riferimento codificato, risultato di una pratica quotidiana, le cui "norme", esplicite o implicite, dipendono dalla negoziazione interna alle diverse comunità. APPROCCIO ALLA CMC
Pratica discorsiva (sinonimo di modalità?) : insieme dei processi di produzione, distribuzione e fruizione di un determinato discorso. Un processo comunicativo produce un messaggio nell’ambito di una pratica discorsiva e di
XX secolo > dibattito pubblico attraverso pratiche discorsive istituzionalizzate (mozioni, domande, lettere aperte, delibere, ordinanze, leggi) rese pubbliche dai mass media. Il dibattito si propaga in verticale. XXI secolo > dibattito pubblico su social media nell’immediatezza e
ottimi veicoli di organizzazione dell’azione politica (ad es. Primavera araba, Giletes Jaunes) esperimenti di costruzioni di arene pubbliche digitali (Reddit, Wikipedia) PROCESSI COMUNICATIVI PIÙ COMPLESSI Se in interazioni faccia a faccia siamo consapevoli della correlazione tra variazione sociolinguistica, semiotica dei processi comunicativi e la loro variazione linguistica e discorsiva , nessuno ci ha abituati a orientarci nella complessità semiotica e sociolinguistica dei processi comunicativi online. Online tutto si complica. Il web 2.0 ha fatto collassare parte della sfera pubblica tradizionale su un’unica piattaforma orizzontale, digitale e commerciale.
L’emittente può scrivere a massa di riceventi in differita Generalizzazione della pratica dell’anonimato (ad es. attraverso pseudonimi) Diffusione virale di meme
Nel web 2.0 non si sa né si può saper chi sono i riceventi. Possono essere umani conosciuti, o più spesso sconosciuti. qualcuno interagisce con emittente e si manifesta qualcuno interagisce con emittente e non si manifesta qualcuno interagisce con emittente molto tempo dopo qualcuno interagisce rivolgendosi ad altri riceventi qualcuno non interagisce (lurkers, non visibili a emittente) Non umani: bots che navigano in rete e raccolgono informazioni su quanto viene scritto e da chi.
Il processo comunicativo online è permanente: alla fine del processo resta un prodotto accessibile a tutti.
Il prodotto è generato dall’emittente originario e da tutti i suoi riceventi insieme. Sul web 2.0 la distinzione tra emittente e ricevente si fa molto meno netta.
I processi comunicativi avvengono in ambiente multimodale
La difficoltà a identificare le fonti dell’informazione la complessità e la multimedialità dei messaggi il carattere ipertestuale dei documenti la volatilità degli argomenti di cui si discute la facilità con cui si producono e condividono informazioni generano informazioni non strutturate e più difficili da gestire e utilizzare (infostorm, infoglut, infobesity, infoxication) > attenzione parziale continua (Rose 2010), ovvero una difficoltà a concentrarsi sull'informazione ricevuta e una difficoltà di concentrazione estesa ad attività anche diverse dalla fruizione del web.
Canale doppiamente ibrido: Ibrido tra scritto e parlato : gli emittenti percepiscono la loro produzione come una forma di interazione spontanea conversazionale; i riceventi come una forma di produzione scritta. Ibrido tra sincrono e asincrono : i partecipanti a una discussione sui social avvertono lo scambio come sincrono; l'utente che lo leggerà una volta che si è concluso lo percepirà come asincrono. DISTINZIONE TRA SCRITTO E PARLATO Scollamento tra percezione dello scambio che hanno emittente e ricevente. Emittente ha impressione di parlare, ricevente pensa di leggere un messaggio scritto.
scrive pensando che r. condivida il suo contesto ha impressione di parlare (e non di scrivere) scrive pensando che r. condivida con lui messaggi non verbali scrive pensando di trovarsi in un sistema comunicativo sincrono scrive pensando che r. possa fornire un feedback
non condivide il contesto, interpreta la produzione scritta come completa > inferenze r. non ha a disposizione messaggi non verbali riceve testo scritto senza informazioni esplicite su atteggiamento può ricevere messaggi oscuri, non smussati da negoziazione di interazione IL DISCORSO
Cooperazione tra mittente e ricevente (principio di cooperazione di Grice): “Dai il tuo contributo alla conversazione nel modo richiesto, allo stadio in cui è richiesto, dallo scopo condiviso o dalla direzione dello scambio comunicativo in cui sei impegnato”.
Quantità: “Non essere reticente o ridondante” quanta informazione è abbastanza? Ridondanza: intrinseca nei sistemi di segni > rumore Qualità: “Sii sincero” modulazione epistemica (es. condizionale) Relazione: “Sii pertinente” Modo: “Evita l’ambiguità” linguaggio: intrinsecamente vago (se non ambiguo) PRESUPPOSIZIONI E IMPLICATURE La predicazione presupposta > la presupposizione Es. vado alla stazione a prendere mio fratello La predicazione implicita > le implicature Implicature convenzionali : associate sistematicamente all’uso di alcune forme linguistiche Es. è muscoloso ma intelligente > chi è muscoloso non è intelligente TECNOLOGIE DELLA PAROLA E TESTI
il cinquantennio elettronico-analogico (predominio del medium televisivo, nella seconda metà del XX secolo); la rivoluzione digitale e la diffusione della rete attraverso ipertesti ( modalità di aggregazione delle unità informative), a partire dagli anni Settanta (Ted Nelson, patrimonio comune dagli anni Novanta). Progressiva modifica della forma-testo, sia modalità di ricezione e fruizione, che le modalità di produzione. TESTI E IPERTESTI
ha precise caratteristiche formali e materiali (tipologie e generi); formato e supporto si sono modificati nel tempo, ma il contenitore è sempre parte integrante del contenuto. forma definitiva e dimensione pubblica attraverso processo collaborativo tra autore e editore (imprimatur ‘si stampi’). importanza del processo per (a) sancire l’importanza dell’autore (l’autenticità e l’attendibilità del testo), (b) a tutelarne gli interessi giuridico-economici (il diritto d’autore nasce nel XVIII secolo). è chiuso e interpretabile indipendentemente dal sistema di testi che lo hanno preceduto. è concettualmente lineare (eccezioni dizionari e enciclopedie).
è aperto, perché integrabile in qualsiasi momento dall’autore; multilineare, perché mantiene il principio della sequenzialità della lettura solo a livello delle singole unità informative che lo compongono. caratterizzato da più livelli di fluidità. viene meno l’autorità, giuridica, culturale o commerciale che decide sulla pubblicabilità dei contenuti. crepa che in età moderna ha separato l’autore dal lettore: forme di compartecipazione alla scrittura (Wikipedia caso esemplare) (coniazione del neologismo wreader (writer + reader), o scrilettore. caduta delle barriere tra chi scrive (autore), chi rende possibile che la scrittura assuma dimensione pubblica e chi legge. immateriale perché progressivamente si sgancia da un supporto fisico contiguo all’autore (connessione in mobilità e cloud hosting). interoperabilità, cioè il fatto che un testo digitale è, a certe condizioni tecniche, adatto a essere modificato, integrato, importato ed esportato in nuovi ambienti e supporti. TESTI CARTACEI, DIGITALIZZATI E DIGITALI
Scarso o nullo nei testi cartacei nati prima della rivoluzione informatica e importati in archivi digitali (per es. l’archivio storico di un quotidiano o di una biblioteca) Intermedio (testi digitalizzati) in quelli scritti con l’ausilio del supporto digitale ma concettualmente non dissimili dal testo tipografico (un articolo per una rivista scientifica, una tesi di laurea) Alto in testi concepiti per la rete e inconcepibili al di fuori di essa, digitali (una conversazione in chat, un blog, i post sui social network).
il cancelletto si usa ormai anche in altri ambienti digitali ed è addirittura uscito dalla rete.
marcatore tematico, non occultato in uno strato profondo della codifica digitale ma visibile in superficie e gestibile anche da utenti ‘comuni’ la sua portata è la stringa di testo che lo segue, non separata da spazi grafici. In testi più lunghi la posizione della sequenza contenente l’hashtag è libera, ma più frequentemente è collocata all’inizio o alla fine messaggio. si integra parzialmente con la catena sintagmatica della frase per piegarsi alla logica del linguaggio della macchina l’uso dell’hashtag modifica le convenzioni di scrittura e contribuisce a riorganizzare il testo secondo la logica del database.
valore performativo e identitario che la stringa contente il simbolo può assumere (slogan, petizioni o campagne di opinione) segnalare il rema dell’enunciato o servire da comento al messaggio
metadato , in quanto consente l’indicizzazione per tema di messaggi appartenenti a un più ampio flusso discorsivo; marcatore della struttura tematica dell’enunciato perché segnala il tema o, occasionalmente, il rema; segnale metadiscorsivo , in quanto il suo impiego determina, di là dal contenuto del messaggio, un commento o uno schieramento all’interno dalla comunità virtuale di riferimento. LE SCRITTURE BREVI Scritture brevi digitali, soprattutto quelle dialogiche e quasi sincrone, come la messaggistica, vicine a usi e modi dell’oralità. Importante distinzione tra canale , via fisica di trasmissione o propagazione, e modalità di comunicazione, l’insieme delle condizioni culturali, semiotiche e comunicative che un canale preferenzialmente impone all’uso del codice verbale. Impostazione mediale (legata alle specificità del canale) e concettuale. SCRITTO E PARLATO
Impostazione concettuale: differenza tra scritto e parlato non binaria, ma scalare. Testi più o meno simili a oralità o scrittura, indipendentemente dal canale. Piattaforme di comunicazione quasi sincrona (ad es. WhattsApp): canale preferibilmente (ma non esclusivamente) grafico per veicolare una comunicazione molto simile all’oralità. Simulazioni dello scambio conversazionale primario EMOTICONS ED EMOJI Tentativo di restituire alla parola la corporeità tipica dell’oralità > le parti del corpo umano in forma stilizzata sono utilizzate in funzione semiotica; Insieme all’hashtag, esempio di come in alcuni ambienti della comunicazione digitale siano compresenti segni appartenenti a codici semiotici diversi, usati in maniera semi-integrata con gli enunciati linguistici. Emoticon
'icona'; data di ingresso in italiano 1988: "in un messaggio di posta elettronica o in un articolo di newsgroup, ognuno dei simboli ottenibili con una serie di segni di punteggiatura, che, visti da un lato, formano un viso che esprime una particolare emozione" (Il Nuovo De Mauro). Smiley [ˈsmʌɪli] dall’inglese derivato di smile 'sorriso'; in italiano nel XX secolo, rimandato per la definizione a emoticon. Emoji dal giapponese 絵 絵 絵 , pronunciato [emodʑi]. In Treccani: "un’enorme serie di simboli (ognuno disegnato su una griglia grafica di 12×12 punti) raffiguranti ogni genere di oggetto (da treni, aerei, matite e buste da lettera, a faccine, cuoricini e animaletti, a rappresentare concetti, relazioni ed emozioni)"; non più sequenze di segni della tastiera, ma veri e propri pittogrammi.
uso sostitutivo dell’enunciato verbale; collocazione marginale nell’enunciato, all’inizio o alla fine, con funzione integrativa o di commento; collocazione interna all’enunciato, sostitutiva di parole o espressioni. Anche una funzione metadiscorsiva , cioè, esplicitano l’atteggiamento dello scrivente nei confronti del contenuto del messaggio (ironia, contentezza, perplessità, stupore). Combinate e usate ludicamente come pittogrammi o ideogrammi , eventualmente integrate con parole, come nei rebus. Il significato è di solito fisso, ma può essere soggetto a interpretazione individuale o a risemantizzazione.