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Linguistica Generale: Fonetica, Fonologia, Sintassi e Semantica - Prof. Spreafico, Appunti di Linguistica Generale

Appunti completi e dettagliati di linguistica generale. Gli argomenti trattati sono la fonetica, la fonologia, la morfologia, la sintassi e la semantica.

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 13/02/2021

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28 FEBBRAIO 2019!
LINGUISTICA GENERALE
Perché studiare linguistica? !
-Le lingue si basano su un fenomeno culturale, che crea la dierenza tra esse. La
linguistica insegna il valore culturale di ogni lingua e fa apprezzare queste dierenze. !
-Con la lingua, io modifico ed influenzo il comportamento delle persone.!
La lingua è uno strumento d’identità di un popolo, che permette ad un individuo di essere
incluso in una società con la stessa cultura. !
La lingua è un mezzo comunicativo che permette agli individui di relazionarsi tra loro. !
LA LINGUISTICA: “una scienza umana e sociale”: indaga cosa sono, come funzionano e a
cosa servono le lingue storico-naturali, o, con termine generale, il linguaggio verbale
umano, manifestazione della facoltà del linguaggio.!
-> è una disciplina che ricorre al metodo scientifico per fare le sue considerazioni:
forma delle ipotesi, le verifica attraverso dei dati e se vengono confermate le include nella
teoria. In caso contrario, le esclude e propone nuove ipotesi. Le ipotesi vengono fatte
sulla lingua reale. !
-> è una scienza umana: si occupa degli esseri umani, essendo una lingua patrimonio
esclusivo degli esseri umani. Si occupa di una manifestazione tipicamente umana, poiché
le lingue, soprattutto quelle storico-naturali, sono riconducibili all’homo-sapiens.!
Grazie alla comprensione del funzionamento delle lingue umane, si può giungere ad una
migliore comprensione di come funzionino le proprietà cognitive degli esseri umani. Le
lingue sono di fatto degli insiemi di segni e simboli. La linguistica permette di capire come
l’essere umano gestisce questi insiemi. !
-> è una scienza sociale: le lingue sono utilizzate come mezzo di comunicazione,
strumento di interazione che permette di separare un gruppo di individui in base alla
lingua parlata-> strumento di inclusione ed esclusione sociale. Permette di studiare le
società dal punto di vista degli usi linguistici e ci dice di più rispetto al modo in cui le
società sono organizzate. !
Le uniche lingue di cui ci occuperemo sono le lingue storico-naturali. -> lingue nate e
sviluppatesi spontaneamente lungo il corso della civiltà umana e usate dagli esseri umani
ora e nel passato.!
-Storico: le lingue si sono evolute nel tempo.!
-Naturali: si sono evolute in modo naturale = senza interventi espliciti ed intenzionali a
migliorare l’evoluzione dalle comunità parlanti. !
Anche i dialetti sono lingue storico-naturali. Es. Bergamasco...!
Le lingue storico-naturali sono fenomeni culturali perché sono manifestazioni di individui o
gruppi di individui che interagiscono tra loro.!
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Scarica Linguistica Generale: Fonetica, Fonologia, Sintassi e Semantica - Prof. Spreafico e più Appunti in PDF di Linguistica Generale solo su Docsity!

28 FEBBRAIO 2019

LINGUISTICA GENERALE

Perché studiare linguistica?

Le lingue si basano su un fenomeno culturale, che crea la differenza tra esse. La

linguistica insegna il valore culturale di ogni lingua e fa apprezzare queste differenze.

Con la lingua, io modifico ed influenzo il comportamento delle persone.

La lingua è uno strumento d’identità di un popolo, che permette ad un individuo di essere

incluso in una società con la stessa cultura.

La lingua è un mezzo comunicativo che permette agli individui di relazionarsi tra loro.

LA LINGUISTICA: “ una scienza umana e sociale ”: indaga cosa sono, come funzionano e a

cosa servono le lingue storico-naturali, o, con termine generale, il linguaggio verbale

umano, manifestazione della facoltà del linguaggio.

-> è una disciplina che ricorre al metodo scientifico per fare le sue considerazioni:

forma delle ipotesi, le verifica attraverso dei dati e se vengono confermate le include nella

teoria. In caso contrario, le esclude e propone nuove ipotesi. Le ipotesi vengono fatte

sulla lingua reale.

-> è una scienza umana : si occupa degli esseri umani, essendo una lingua patrimonio

esclusivo degli esseri umani. Si occupa di una manifestazione tipicamente umana, poiché

le lingue, soprattutto quelle storico-naturali, sono riconducibili all’homo-sapiens.

Grazie alla comprensione del funzionamento delle lingue umane, si può giungere ad una

migliore comprensione di come funzionino le proprietà cognitive degli esseri umani. Le

lingue sono di fatto degli insiemi di segni e simboli. La linguistica permette di capire come

l’essere umano gestisce questi insiemi.

-> è una scienza sociale : le lingue sono utilizzate come mezzo di comunicazione,

strumento di interazione che permette di separare un gruppo di individui in base alla

lingua parlata-> strumento di inclusione ed esclusione sociale. Permette di studiare le

società dal punto di vista degli usi linguistici e ci dice di più rispetto al modo in cui le

società sono organizzate.

Le uniche lingue di cui ci occuperemo sono le lingue storico-naturali. -> lingue nate e

sviluppatesi spontaneamente lungo il corso della civiltà umana e usate dagli esseri umani

ora e nel passato.

Storico: le lingue si sono evolute nel tempo.

Naturali: si sono evolute in modo naturale = senza interventi espliciti ed intenzionali a

migliorare l’evoluzione dalle comunità parlanti.

Anche i dialetti sono lingue storico-naturali. Es. Bergamasco...

Le lingue storico-naturali sono fenomeni culturali perché sono manifestazioni di individui o

gruppi di individui che interagiscono tra loro.

Il concetto di lingua va tenuto distinto rispetto alla “ facoltà di linguaggio ”: quest’ultima

costituisce l’innata (specifica della specie) tendenza a comunicare con i propri consimili

utilizzando un sistema simbolico. Queste lingue sono le manifestazioni concrete e tangibili

di quella che è la facoltà di linguaggio.

-> facoltà di linguaggio : capacita di comunicare tramite diversi strumenti e modi,

caratteristica dell’uomo sapiens. Il più raffinato e duttile è il linguaggio verbale.

Nel corso del tempo si sono evolute almeno 6.000 modi differenti di interagire con gli altri

-> Bisogna cercare di capire cos’hanno in comune e in cosa differiscono tutte queste

lingue. A noi non interessa dare delle norme o stabilire comportamenti, MA descrivere

ciascun uso di lingua, interpretarlo e, se possibile, spiegarlo. -> natura non normativa

della linguistica: indagare i fenomeni linguistici (descriverli, interpretarli e spiegarli) e NON

prescrivere un uso corretto della lingua.

Lo strumento che useremo sarà la nostra competenza linguistica , quella che ci permette

di affermare se una frase sia grammaticalmente corretta oppure no.

Le lingue possono essere analizzate da prospettive differenti - la loro complessità si

traduce nella possibilità di scomposizione in livelli distinti:

Fonetica e fonologia -> come si producono i suoni e catene di suoni che permettono

di costruire delle parole, nelle varie lingue del mondo.

Morfologia -> come sono fatte le parole nelle diverse lingue del mondo. (struttura

delle parole).

Sintassi -> come si combinano le parole nelle frasi. (Struttura delle frasi).

Semantica -> come si costruiscono i significati.

Pragmatica -> azioni che si fanno con il linguaggio.

La linguistica interagisce con altre scienze per studiare campi specifici di fenomeni, come

nel caso di:

  • Sociolinguistica: correlazioni tra uso della lingua e stratificazione sociale (p.es.

alternanza di z / s in parole come pazienza / pasiensa a seconda della scolarizzazione e

dell’età)

  • Psicolinguistica: processi cognitivi di comprensione e produzione del linguaggio (p.es.

come riconosciamo le parole nella lettura); rapporti tra la facoltà di linguaggio e le altre

facoltà cognitive; sviluppo e acquisizione del linguaggio nei bambini

  • Linguistica computazionale: sviluppa programmi informatici e utilizza risorse elettroniche

per l’analisi di lingue (p.es. classifiche della frequenza delle parole in certi testi) sulla base

di corpora (raccolte anche molto voluminose di testi scritti o parlati e trascritti)

accorda sul fatto che quel segno significa qualcosa di preciso.

Esempi: colomba (significa “pace” -> il simbolo non riprende il significato.)

  1. SEGNI: sono intenzionali, arbitrari e convenzionali -> non c’è nessun tipo di legame

tra l’oggetto per cui il segno sta e la forma del segno. Sono arbitrari (limitati a degli

individui di una comunità).

Le lingue sono basate su segni in senso stretto, ma che sono arbitrari, ovvero non si

basano su una vera e propria motivazione.

Le lingue sono sistemi di segni in senso stretto, la cui comprensione è condivisa

all’interno di una comunità di parlanti.

Sono dei codici - insieme di regole che permettono di far corrispondere ad un segno in

senso stretto degli oggetti del mondo sensibile (percepibile con i sensi) e intangibile.

-> sistema di corrispondenze tra l’insieme manifestato e l’insieme manifestante.

Ora, bisogna capire questi codici, ovvero questi sistemi di corrispondenze tra segni in

senso stretto e elementi del mondo. Iniziamo analizzando alcune proprietà.

PROPRIETÀ DEL LINGUAGGIO VERBALE UMANO

BIPLANARITÀ: ciascun segno è caratterizzato dal poter essere analizzato seguendo

due facce, quella percepibile attraverso i segni e quella non percepibile. Il livello che

possiamo percepire si chiama significante, quello non percepibile invece è il significato

(rimanda a ciò per cui il segno sta). Il significato di un segno è evocato nelle nostre

menti dal suo significante, ogni volta che lo vediamo. Non esiste segno, senza

significato e significante (sono due parti indissolubili).

Nel caso dei segni in senso stretto si possono dare due tipi di significanti al significato:

Attraverso il canale di trasmissione d’aria sotto forma di onde acustiche, che

colpiscono il nostro udito. I segni linguistici vengono veicolati tramite un

significante di tipo fonico-acustico. È la trasmissione dei segni fondamentale. La

possibilità di rappresentare i segni linguistici anche su un supporto solido, come

nello scritto, è la manifestazione di una proprietà del linguaggio verbale umani,

detta trasponibilità di mezzo. Lo mettiamo per iscritto tra parentesi quadre o barre

diagonali. [ ] / /

Significante grafico-visivo permette di veicolare lo stesso significato ricorrendo ad

una sequenza di caratteri (viene percepito dagli occhi). Può esserci un secondo

significante grafico-visivo, formato da una combinazione di segni, costituita dalla

posizione delle mani del segnante. (Lingua dei segni: è anch’essa un codice, nel

quale varia solo il significante con cui viene trasmessa). Lo mettiamo per iscritto tra

parentesi uncinate. < >

07 MARZO 2019

Una delle caratteristiche essenziali dei segni linguistici è rappresentato dalla loro

ARBITRARIETÀ : impossibilità di rintracciare qualsivoglia rapporto tra il segno e ciò per

cui il segno sta (non esiste alcun legame tra il significante ed il significato di un segno).

per ciascun segno, non sono dati naturalmente o analogicamente, ma posti per

convenzione i legami tra:

A) il segno nel suo complesso e il suo referente.

B) Dentro il segno, tra il significante e il significato.

A) Il segno è ciò che sta nelle nostre menti, mentre il referente è ciò che esiste davvero in

natura (logo della puma ≠ puma come animale realmente esistente) -> triangolo

semiotico.

✏ Esempio del gatto: il referente in italiano è l’animale che appartiene alla classe dei

felini; lo stesso referente, però, in altre lingue si dice in modo diverso (ogni lingua decide

in modo arbitrario in che modo chiamare lo stesso referente)

L’arbitrarietà dei legami nel suo complesso e referente è manifestata da:

  1. Presenza di parole diverse, a seconda delle lingue, per designare lo stesso referente:

esempio dei ‘falsi amici’ delle varie lingue: ✏ per ‘gatto’ si ha: italiano gatto , albanese

maçók , turco kedi , ebraico khatul , amarico, dïmmät , somalo mukulaal , wolof muus ,

tagalog púsa , tibetano šimī , quechua misi.

  1. Parole simili che in lingue diverse non designano necessariamente gli stessi referenti.

✏ :tedesco bellen ‘abbaiare’, nederlandese bellen ‘suonare’; italiano belli

‘bello+maschile+plurale’, latino belli ‘in guerra’.

B) Il secondo livello di arbitrarietà si instaura tra il significante ed il significato: arbitrarietà

interna al segno linguistico che non riguarda più il referente. L’arbitrarietà dentro il segno

è manifestata dal fatto che nei significanti i suoni o le lettere utilizzati e la sequenza in cui

appaiono non hanno legami, al di fuori della convenzione, con il significato che veicolano.

penso a più edifici collocati in diversi luoghi, mentre se dico ‘ospedale’ faccio riferimento

ad un edificio in particolare) —> iconismo

DOPPIA ARTICOLAZIONE/DUALITÀ DI STRUTTURAZIONE

Riguarda il significante di un segno linguistico (da non confondere con biplanarità). Il

significante di un segno linguistico è organizzato e scomponibile a:

primo livello/ prima articolazione: unità ancora portatrici di significato e che vengono

riutilizzate con lo stesso significato per formare altri segni (morfemi).

✏ Esempio: gatt - o ‘felino domestico’-‘singolare’

gatt -i, gatt -e, gatt -in-i, s- gatt -aiol-are / top- o , libr- o , cucchiai- o , bell- o

  • secondo livello/ seconda articolazione: unità non più portatrici di significato autonomo;

la loro combinazione in successione dà luogo alle entità di livello superiore, cioè di prima

articolazione (fonemi). Esempio: //g-a-t-t/

Quindi, se dobbiamo dividere la parola in due parti possiamo ottenere GATT-O (il primo

pezzo fa riferimento al referente, mentre l’altro al numero e al genere della parola)

Alcuni pezzi, dunque, non portano alcun significato, mentre altri un significato ce l’hanno

e lo possono utilizzare per creare altre parole (GATT-I, GATT-ARA...)

LA LINEARITÀ

Soprattutto nel parlato, i significanti si sviluppano orizzontalmente nel tempo (lingua

parlata) e nello spazio (lingua scritta) e noi non possiamo decifrarli finché non vengono

enunciati tutti gli elementi che li compongono.

Il significante dei segni linguistici è prodotto nel tempo e la comprensione è possibile

solamente dopo che vengono completati

Se dico ‘paus’ non sappiamo se la vocale successiva sarà la A (possiamo fare pausa)

oppure se verranno pronunciate altre lettere come INI (riferimento alla cantante)

L’ordine con cui compaiono pezzi di significante possono provocare radicali differenze

per il significato: ‘il cacciatore ha ucciso il leone’ vs ‘il leone ha ucciso il

cacciatore’ (effetto della linearità: ordine di manifestazione dei tratti del significante dei

segni linguistici)

LA DISCRETEZZA DEI SEGNI LINGUISTICI

La differenza fra gli elementi della lingua è assoluta: Le unità di seconda articolazione

sono sempre ricondotte ad una categoria (non si danno significati intermedi). I segni sono

digitali e non analogici. Esempio: pala/palla -> differenza assoluta di significato (la palla

non è una grande pala).

✏ Esempio: quando i bambini nascono sono in grado di distinguere le differenze di tutti i

suoni e poi si specializzano nel riconoscere le differenze tra i suoni presenti nella loro

lingua: discretezza

Quando cerchiamo di imparare una lingua straniera ci risulta difficile poiché non riusciamo

a riconoscere le differenze tra le varie classi dei suoni

✏ Esempio: ‘pollo’ con la P e ‘bollo’ con la B sono due parole distinte che non hanno

nulla in comune dal punto di vista del significato; un’eventuale pronuncia intermedia viene

ricondotta ad una delle due forme (o ‘pollo’ o ‘bollo’) e non ad un’altra parola che voglia

dire qualcosa a metà tra ‘pollo’ e ‘bollo’

COMBINATORIETÀ, ECONOMICITÀ, PRODUTTIVITÀ

Livello di seconda articolazione: numero limitato di unità (fonemi) che forma un

inventario chiuso. -> livello di prima articolazione: numero alto di unità dotate di

significato (morfemi) -> parole (numero altissimo di unità lessicali) -> sintagmi -> frasi

(numero infinito di unità di comunicazione) -> testi. Partendo da piccoli pezzi di

significante si possono produrre infiniti testi: risultato della combinatorietà.

Combinando in maniera economica i suoni si creano moltissime parole: economicità

  • Il passaggio dalle poche unità dei suoni fino ai testi è garantito anche dalla ricorsività :

possibilità di riapplicare uno stesso procedimento al risultato di una sua pretendete

applicazione.

✏ venne il cane che morse il gatto, venne il cane che morse il gatto che mangiò il topo,

venne il cane che morse il gatto che mangiò il topo...

Partendo dalla parola ‘opera’ si può ottenere ‘operare’, ‘operazione’... —> ottenere un

numero crescente di parole, di sintagmi, di frasi e successivamente di testi: produttività

Utilizzando un numero limitato di elementi si possono produrre infinite parole.

❓ Differenza tra significato e referente: il referente è qualcosa che sta nel mondo, mentre

il significato è qualcosa di specifico che appartiene al solo segno linguistico (sono due

entità diverse).

ONNIPOTENZA SEMANTICA O PLURIFUNZIONALITÀ

Con le lingue si possono fare svariate cose e una delle cose principali è parlare e

trasmettere informazioni. Si esprime un pensiero, si instaurano e si mantengono attività

cooperative e rapporti sociali, si manifestano i propri sentimenti e stati d’animo, si

risolvono problemi...

Secondo alcuni approcci non è possibile pensare in assenza di linguaggio; inoltre

pensiero e linguaggio si influenzano a vicenda (la lingua è lo strumento che permette di

pensare e in particolare di manifestare i propri pensieri)

TRASMISSIBILITÀ CULTURALE

Le lingue sono oggetti simbolici di cultura che si basano su convenzioni che si passano

da individuo a individuo solamente tramite cultura (per insegnamento/apprendimento

spontaneo) e non tramite natura (informazioni genetiche ereditarie). Sono trasmesse

all’interno di una società e cultura. Le lingue sono oggetti simbolici e oggetti culturali

A. Componente innata: patrimonio genetico della specie umana fornisce la “facoltà di

linguaggio” (predisposizione degli individui alla comunicazione tramite una lingua,

strutture portanti del linguaggio verbale, cioè le sue proprietà universali.)

B. Componente culturale-ambientale: esposizione a un ambiente linguistico tramite

l’interazione coi bambini da parte di chi si prende cura di loro, che fornisce

spontaneamente gli elementi/materiali che realizzano in una lingua particolare le

strutture portanti fornirete dalla componente innata. ✏ P. Es. i bambini udenti esposti

a una lingua non-verbale ma segnata di genitori non udenti, imparano quella lingua

dei segni, le cui caratteristiche costitutive sono comunque riconducibili alla facoltà di

linguaggio. Questa si manifesta in maniera diversa da quella considerata qui per il

linguaggio verbale in dipendenza dal canale visivo attraverso cui i messaggi vengono

trasmessi. Per converso, si noti che gli animali producono solo i versi caratteristici

della loro specie, anche se esposti a quelli di altre specie in tenera età.

PRINCIPI GENERALI DI ANALISI DELLE LINGUE

Possibili prospettive con cui approcciarsi allo studio dei fenomeni linguistici:

Diacronia: considerazione dei fatti linguistici lungo il loro sviluppo temporale. Per

esempio: L’etimologia delle parole, la storia delle lingue, la ricostruzione di stadi non

attestati di lingua. È la prospettiva che caratterizza la linguistica storica, che studia i

mutamenti riscontrati nel corso della storia delle lingue o ricostruiti in stadi non attestati

di lingue.

Sincronia: considerazione dei fatti linguistici in un dato momento del loro divenire,

facendo un taglio sull’asse del tempo e prescindendo dalla loro evoluzione. La

prospettiva sincronica è quella principalmente adottata nella linguistica generale.

Visione sincronica contrapposta alla visione diacronica: con la prima ci interessa

sapere come ad un certo punto i fenomeni si manifestano (guardo la lingua con

riferimento ad un unico istante nel tempo ≠ analisi del linguaggio parlato da cinquant’anni

a questa parte).

Prospettiva della langue e prospettiva della parole: quando faccio l’analisi sincronica di

una lingua posso occuparmi dell’insieme delle conoscenze del codice linguistico per

come sono immagazzinate all’interno della testa di ognuno di noi (sistema astratto

(codice) -> langue: regole anche non esplicitate che noi usiamo per parlare una lingua)

oppure la prospettiva della parole (realizzazione concreta (messaggio) -> usi effettivi

della lingua fatti dagli individui). Le parole si riferiscono all’atto linguistico individuale. I

termini che designano il sistema astratto si riferisce alle conoscenze mentali, di cui

solitamente non siamo consapevoli, che ci permettono di produrre messaggi nella

nostra lingua. Queste conoscenze sono individuali e condivise dai membri della stessa

comunità linguistica e permettono di decodificare i messaggi concreti, nonostante

pause, riempitivi (ehm), resa frammentaria e ripianificazione di frasi.

ASSE SINTAGMATICO E ASSE PARADIGMATICO

Asse sintagmatico o asse delle combinazioni: è costituito dalla catena lineare in cui si

posizionano gli elementi/le parole prodotte dal parlante. Quando studiamo una lingua

possiamo osservare come gli elementi si combinano tra di loro (parola ‘il’ che si

combina con altri elementi linguistici come ‘ferro’) —> dopo aver utilizzato l’articolo ‘il’,

la gamma delle parole combinabili si riduce.

Asse paradigmatico o delle scelte possibili: è l’inventario degli elementi/delle parole a

disposizione nella competenza del parlante, ciascuno dei quali è suscettibile di

occupare una posizione sull’asse sintagmatico. Si interessa di vedere quale elemento

venga selezionato (se ‘il’ è un articolo, ci interessa sapere cosa la selezione di ‘il’ abbia

portato ad escludere —> alternative non più possibili: la, gli, le, lo, i). Mi interessa

sapere ciò che escludo, non gli elementi che posso combinare.

I due piani cooperano tra di loro. In ciascuna posizione sull’asse sintagmatico può

comparire solo un elemento dell’inventario disponibile. La scelta delle forme sull’asse

paradigmatico è condizionata dalle posizioni già occupate o da occupare.

14 MARZO 2019

LA FONETICA

Non esistono lingue scritte e non parlate, e viceversa. Priorità del parlato sullo scritto.

Bisogna capire come funzionano i suoni delle lingue.

Le lingue possono essere usate per comunicare delle informazioni. All’interno di una

qualunque interazione ci sono due esseri umani, un emittente e un ricevente, che usano

un canale, l’aria, per trasmettere un messaggio.

L’emittente deve ideare e produrre il messaggio. Quest’idea, dopo essere stata tradotta in

messaggio, deve essere trasmessa grazie al mezzo. Il messaggio arriva al destinatario

che lo riceve e lo interpreta.

Per produrre un suono è indispensabile che ci sia un flusso d’aria. I suoni possono

essere:

• Egressivi : se il flusso d’aria esce dalle vie aeree -> sfrutta l’espirazione.

Ingressivi : se il flusso d’aria entra nelle vie aeree -> sfrutta l’ispirazione.

Il punto di partenza del flusso d’aria può essere:

• I polmoni -> produce suoni polmonari

• Un’altro luogo sopra i polmoni, all’interno del cavo orale -> suoni non polmonari.

2) FONAZIONE

Meccanismo laringeo: ogni volta che le corde vocali si avvicinano tra loro, si produce un

suono. (Le pliche o corde vocali sono contenute nella laringe)

I suoni possono essere:

Sordi : manca la vibrazione delle corde vocali.

Sonori : con la vibrazione delle corde vocali.

La vibrazione delle corde vocali non è volontaria (quindi dettata dall’apparato nervoso),

ma è data dal leggi fisiche.

La vibrazione delle corde vocali è anche un aspetto linguistico e culturale.

3) ARTICOLAZIONE

Modo di articolazione :

restringimento relativo frapposto al

flusso d’aria in un certo punto del

percorso dalla glottide alle labbra.

Luogo di articolazione : punto del

percorso del flusso d’aria dalla

glottide alle labbra in cui viene

realizzato un restringimento.

Polmonare Non polmonare

Egressivo Es. Vocali Es. suoni avulsivi e suoni eiettivi

Ingressivo (Suoni paralinguistici) Es. suoni implosivi

CLASSIFICAZIONE DELLE VOCALI

Le vocali sono suoni prodotti senza mettere in contatto due organi articolatori, senza

frapporre ostacoli al flusso d’aria: sono i suoni per il quale è prevista una fase di

iniziazione, di fonazione e sono suoni in cui gli organi dell’apparato fono-articolatorio non

entrano in contatto tra loro.

All’interno delle vocali, quello che cambia è la posizione della lingua.

Modo di articolazione:

innalzamento o abbassamento della lingua (alte, medie, medio-basse, basse).

arrotondamento delle labbra (non-arrotondate, arrotondate).

Luogo di articolazione:

avanzamento o arretramento del dorso della lingua (anteriori, centrali, posteriori).

Le vocali possono essere anche lunghe [iː eː ɛː aː ɔː oː uː] e nasali [ĩ ẽ ɛ ̃

ã ɔ ̃

õ ũ].

TUTTE le vocali sono sonore.

VOCALI ANTERIORI NON-ARROTONDATE

[i] italiano vino [ˈviːno] Vocale alta

[e] italiano (standard) meno [ˈmeːno] Vocale media

[ɛ] italiano (standard) bene [ˈbɛːne] Vocale medio-bassa

VOCALI CENTRALI

[a] italiano mano [ˈmaːno] Vocale bassa

VOCALI POSTERIORI ARROTONDATE

[u] italiano muro [ˈmuːro] Vocale alta

[o] italiano bocca [ˈbokka] Vocale media

[ɔ] italiano uomo [ˈwɔːmo] Vocale medio-bassa

  • Dentale: a livello dei denti o alveoli
  • Palatale: palato duro
  • Velare: tra palato duro e palato molle
  • Uvulare: ugola
  • Faringale: avvicinamento tra radice della lingua e la parete verticale che definisce la

faringe

  • Glottidale: glottide (=spazio tra le due corde vocali quando esse sono dilatate, aperte)

Con le velari si concludono le consonanti della lingua italiana.

Quando ho una doppia:

-ripetere il segno grafico per quella consonante (quando ho una doppia) ra ggi o [ˈra ddʒ o]

-simbolo di allungamento -> ra ggi o [ˈra dːʒ o]

-per le vocali devo invece sempre far riferimento all’allungamento ( a : )

28 MARZO 2019

LA FONOLOGIA

FONOLOGIA: studia l’organizzazione e il funzionamento dei suoni nel sistema linguistico.

(-> significante fonico-acustico, forma del significante).

FONO: realizzazione concreta di un qualunque suono del linguaggio (-> fonetica).

FONEMI: suoni che vengono utilizzati da una qualche lingua al fine di costruire parole.

Classe astratta di foni che, in una data lingua, è dotata di valore distintivo, cioè è in grado

di opporre una parola ad un’altra (->fonologia).

Rapporto di arbitrarietà tra forma e sostanza del significante

Sostanza: insieme dei suoni possibili

  1. È completamente arbitrario il numero di foni che una lingua può utilizzare per costruire

delle parole.

  1. Uno stesso fono può essere utilizzato per più fonemi, in base alla lingua. È arbitrario

quali suoni la lingua decide di usare. (Quali foni diventano fonemi).

  1. Esistono alcune classi di suoni che sono completamente sottorappresentate nelle

lingue del mondo. Non c’è un’adeguata distribuzione dei foni che le lingue promuovono a

fonemi -> le lingue sono del tutto arbitrarie nel decidere quali foni trasformare in fonemi.

IL FONEMA

Il significante dei segni linguistici può essere diviso in due gradi di articolazione. Il fonema

corrisponde al secondo grado di articolazione.

Il fonema è una classe astratta di foni (= un fonema può essere concretamente

realizzato ricorrendo anche a foni leggermente diversi tra loro, però senza modificare il

significato), dotati di valore oppositivo. (Permettono di contrastare tra di loro due parole

e creare una coppia minima).

Si crea una coppia minima: coppia di parole che hanno un significato diverso, un

significante uguale tranne che per un fonema. (Mare-more; dato-nato; pollo-bollo).

Quando si identificano le coppie minime, quindi i fonemi che caratterizzano una lingua, il

numero di foni deve essere uguale, il fono si deve trovare nella stessa posizione e devono

essere della stessa classe (vocali, consonanti).

/ / -> indicano una trascrizione fonologica.

[ ] -> indicano una trascrizione fonetica.

I fonemi si caratterizzano rispetto ad altri dicendo quali elementi non condividono. Sono i

tratti distintivi.

All’interno di ogni classe, gli elementi si chiamano allofoni : varianti formali del fonema.

(Realizzazione foneticamente diversa di uno stesso fonema, ma priva di valore distintivo).

Cos’è che provoca gli allofoni?

  • Allofoni come varianti libere di un fonema : il parlante può decidere quale variante

usare, senza cambiare il significato lessicale. Suoni di una lingua che compaiono nelle

medesime posizioni e si possono scambiare tra loro senza causare una variazione nel

LA LUNGHEZZA

La lunghezza è l’estensione temporale relativa con cui i foni e le sillabe sono prodotti.

La lunghezza può essere un attributo sia delle vocali sia delle consonanti.

Nelle vocali, la lunghezza non ha valore distintivo. Le vocali sono lunghe se sono il

nucleo di sillabe toniche accentate, aperte, non finali di parola. -> si segna SOLO in

trascrizione fonetica, SOLO per le vocali contenute in una sillaba accentata e aperta.

(Che non hanno una coda - terminano per vocale).

Le consonanti hanno valore distintivo (cane-canne). -> si segna SIA in trascrizione

fonetica, SIA in trascrizione fonologica.

✏ /ˈrupe/ ~ /ˈruppe/ rupe , ruppe [ˈruːpe], [ˈrupːe]

✏ /ˈkane/ ~ /ˈkanne/ cane , canne [ˈkaːne], [ˈkanːe]

✏ /ˈluʧi/ ~ /ˈlutʧi/ luci , lucci [ˈluːʧi], [ˈlut:ʃi]

‼ In posizione intervocalica la lunghezza non è distintiva per /ts/, /dz/, /ʃ/. /ɲ/, /ʎ/

sempre lunghe e per /z/, sempre breve.

/ˈmɛʣo/ mezzo [ˈmɛdːzo]

/ˈaʃa/ ascia [ˈaʃːa]

/ˈfuzo/ fuso (participio di fondere) [ˈfuzo]

L’ACCENTO

L’accento è un fenomeno di tipo fonologico che si basa su tratti di tipo fonetico. Intensità

di pronuncia di una sillaba (= sillaba tonica) relativamente ad altre sillabe (=sillabe atone).

NON è il segno grafico relativo alla scrittura (timbro vocalico).

È il tratto prosodico: il modo particolare di pronuncia della sillaba (soprattutto della

vocale).

Lo riconosciamo in quanto la vocale viene accentuata da un tono maggiore e da una

lunghezza diversa.

Nella trascrizione fonologica, gli accenti vanno sempre segnati.

È un tratto fonetico, in quanto ha un riscontro fisico (aumento del tono), ma ha anche

conseguenze di tipo fonologico -> un riposizionamento dell’accento determina la

modifica di un significato. -> LINGUE AD ACCENTO LIBERO.

/ˈkapito/, /kaˈpito/, /kapiˈtɔ/

LINGUE AD ACCENTO FISSO -> l’accento ha una funzione demarcativa, in quanto segna

l’inizio e la fine della parola.

-> va davanti alla sillaba accentata e non davanti al fonema accentato.

IL TONO

Altezza relativa di pronuncia di una sillaba.

L’INTONAZIONE

Modulazione con cui è pronunciata una frase o un gruppo ritmico (cioè la parte di una

sequenza parlata pronunciata una sola emissione di voce). Nella pronuncia di ogni

enunciato è riconoscibile una curva melodica (detta anche profilo o contorno melodico)

con diverse altezze della voce.

In italiano, in generale, possiamo individuare tre tipi principali di intonazione:

A. Discendente, negli enunciati dichiarativi. ✏ Piove. Prendi l’ombrello.

B. Ascendente, nelle domande. ✏ Piove? Non prendi l’ombrello?

C. Sospensiva, in enunciati non conclusi. ✏ Guarda un po’. Piove e - grandina anche.

04 APRILE 2019

LA MORFOLOGIA

Cos’è una parola?

È un insieme di foni - almeno uno - con un significato (≠ foni e fonemi).

Fa riferimento alla prima articolazione -> prima possibilità di scomporre i segni.

Gli elementi essenziali che ci fanno riconoscere la parola sono:

La parola prototipica rimanda a un referente -> qualcosa che si possa trovare nella

realtà.

Sono dotate di un accento primario: si possono isolare le une rispetto alle altre.

Sono dotate di un significante e di un significato.

La morfologia è la parte della disciplina linguistica che si interessa nel capire come sono

fatte la parole. Studia le unità minime di prima articolazione e la loro combinazione, che

dà luogo a segni che fungono da entità autonome della lingua, cioè le parole.

Come sono fatte le parole?

L’Unità minima è il morfema -> unità fondamentale di prima articolazione, che può essere

utilizzata anche in altri contesti. Porzioni minime di significante + significato che possono

essere riutilizzate in altre parole. Ciascun morfema è caratterizzato da almeno un fonema.

È la porzione di significante di una lingua che:

Veicola un significato proprio, un valore e una funzione precisi e individuabili.

È riutilizzabile come tale, con quel valore e quella funzione.

Come possiamo identificare quali morfemi sono contenuti nelle parole?

Utilizzo la prova di commutazione -> operazione linguistica basata sul formulare delle

ipotesi di scomposizione in pezzi delle parole e verificarle. Una volta isolato un pezzetto