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Malattie Intestinali: Diverticoli, Polipi e Appendicite, Dispense di Scienze Motorie

Una dettagliata descrizione delle malattie intestinali più comuni, tra cui diverticoli, polipi e appendicite. le cause, i sintomi e le complicanze di ognuna di queste patologie, oltre a fornire informazioni sui fattori di rischio e la diagnosi. utile per chi vuole acquisire conoscenza approfondita su queste malattie.

Tipologia: Dispense

2021/2022

Caricato il 18/03/2022

gisellamoretti
gisellamoretti 🇮🇹

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MALATTIE INTESTINALI
1. Diverticoli
I diverticoli sono estroflessioni sacciformi della parete intestinale, nello specifico dello strato
mucoso e sottomucoso in punti di minore resistenza della parete, ossia punti in cui i vasa recta
penetrano all’interno della parete intestinale.
Si riconoscono tre diversi tipi di diverticolo:
1. Intramurali, che non superano la sierosa
2. Marginali, che superano di poco la sierosa
3. Sacculari, che protrudono oltre la sierosa.
Il 90% dei diverticoli si localizza a livello del colon discendente e del sigma. I soggetti
maggiormente colpiti sono gli individui oltre i 60 anni, in virt% di una normale degenerazione
dei tessuti con deposizione di connettivo tra le fibre muscolari lisce della parete intestinale: ci'
riduce la resistenza di parete. Quando i diverticoli interessano individui di et) inferiore, in
genere la sintomatologia esordisce con la comparsa di complicanze.
Nella comparsa dei diverticoli si riconoscono alcuni fattori di rischio:
- ,Sedentariet)
- ,Alimentazione povera di fibre
- ,Patologie che alterano la normale peristalsi intestinale
- ,Stipsi
- ,Familiarit).
Si distinguono diversi quadri clinici:
Diverticolosi o Malattia Diverticolare: presenza di diverticoli, in assenza di
complicanze. In
genere il termine diverticolosi si associa alla presenza di pi% diverticoli lungo il colon che
hanno la caratteristica di essere totalmente asintomatici o, al limite, possono generare
quadri clinici del tutto sovrapponibili alla sindrome dell’intestino irritabile, che si
manifesta nella sua variante di stitichezza. La consistenza delle feci pu' risultare
aumentata, ci potr) essere dolore addominale crampiforme oppure dolore durante
l’evacuazione.
Malattia Diverticolare Acuta: comparsa di sintomatologia associata in genere all’ischemia
di un diverticolo per rottura o compressione dei vasa recta. La manifestazione tipica in questa
situazione sar) il dolore addominale o al limite l’emorragia che potr) essere di vario grado. Se
l’anemizzazione 2 imponente vi 2 l’indicazione all’intervento chirurgico in urgenza.
Diverticolite: 2 l’Infiammazione del diverticolo dovuta all’accumulo di coproliti al suo
interno che portano ad ostruzione. La patologia si manifesta con dolore addominale in fossa
iliaca sinistra o al fianco, alvo chiuso a feci e gas o eventualmente diarroico in una quota
inferiore di soggetti, nausea e vomito.
3 possibile porre diagnosi con RX mediante clisma opaco a doppio contrasto, che 2 l’indagine
pi% accurata. La colonscopia porta un elevato rischio di perforazione, mentre la TAC pu' essere
utile per evidenziare le complicanze, che possono essere:
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Scarica Malattie Intestinali: Diverticoli, Polipi e Appendicite e più Dispense in PDF di Scienze Motorie solo su Docsity!

MALATTIE INTESTINALI

1. Diverticoli

I diverticoli sono estroflessioni sacciformi della parete intestinale, nello specifico dello strato mucoso e sottomucoso in punti di minore resistenza della parete, ossia punti in cui i vasa recta penetrano all’interno della parete intestinale.

Si riconoscono tre diversi tipi di diverticolo:

  1. Intramurali, che non superano la sierosa
  2. Marginali, che superano di poco la sierosa
  3. Sacculari, che protrudono oltre la sierosa.

Il 90% dei diverticoli si localizza a livello del colon discendente e del sigma. I soggetti

maggiormente colpiti sono gli individui oltre i 60 anni, in virtù di una normale degenerazione dei tessuti con deposizione di connettivo tra le fibre muscolari lisce della parete intestinale: ciò riduce la resistenza di parete. Quando i diverticoli interessano individui di età inferiore, in genere la sintomatologia esordisce con la comparsa di complicanze.

Nella comparsa dei diverticoli si riconoscono alcuni fattori di rischio:

    • Sedentarietà
    • Alimentazione povera di fibre
    • Patologie che alterano la normale peristalsi intestinale
    • Stipsi
    • Familiarità.

Si distinguono diversi quadri clinici:

 Diverticolosi o Malattia Diverticolare : presenza di diverticoli, in assenza di

complicanze. In

genere il termine diverticolosi si associa alla presenza di più diverticoli lungo il colon che hanno la caratteristica di essere totalmente asintomatici o, al limite, possono generare quadri clinici del tutto sovrapponibili alla sindrome dell’intestino irritabile, che si manifesta nella sua variante di stitichezza. La consistenza delle feci può risultare aumentata, ci potrà essere dolore addominale crampiforme oppure dolore durante l’evacuazione.

 Malattia Diverticolare Acuta : comparsa di sintomatologia associata in genere all’ischemia

di un diverticolo per rottura o compressione dei vasa recta. La manifestazione tipica in questa situazione sarà il dolore addominale o al limite l’emorragia che potrà essere di vario grado. Se l’anemizzazione è imponente vi è l’indicazione all’intervento chirurgico in urgenza.

 Diverticolite : è l’Infiammazione del diverticolo dovuta all’accumulo di coproliti al suo

interno che portano ad ostruzione. La patologia si manifesta con dolore addominale in fossa iliaca sinistra o al fianco, alvo chiuso a feci e gas o eventualmente diarroico in una quota inferiore di soggetti, nausea e vomito.

Èpossibile porre diagnosi con RX mediante clisma opaco a doppio contrasto, che è l’indagine più accurata. La colonscopia porta un elevato rischio di perforazione, mentre la TAC può essere utile per evidenziare le complicanze, che possono essere:

    • Perforazione: evento non frequente ma gravissimo. Si presenta con dolore acuto ai quadranti addominali inferiori per poi diffondersi rapidamente a tutto l’addome.
    • Ascessi: più frequenti. Sarà possibile evidenziare, quando abbondante, una massa in fossa iliaca.
    • Fistole: complicanza più frequente.
    • Occlusione
    • Emorragia

Le patologie che mimano la diverticolite possono essere le patologie infiammatorie croniche intestinali.

2. Polipi

I polipi sono neoformazioni che protrudono nel lume intestinale. Possono essere non neoplastici oppure neoplastici.

Quelli non neoplastici non hanno tendenza alla cancerizzazione. Potranno essere distinti in:

  •  Polipi amartromatosi, che si localizzano soprattutto nel retto, possono essere multipli e di colorito rosso scuro, perciò si manifestano frequentemente con la perdita di sangue rosso vivo durante la defecazione o subito dopo. In caso di strozzamento, possono dare dolori crampiformi ai quadranti addominali inferiori. Si possono associare ad una patologia a

carattere autosomico dominante detta “poliposi giovanile”

  •  Polipi infiammatori, che si localizzano soprattutto nel retto. Coinvolgono la mucosa in tutta

la sua interezza.

I polipi neoplastici sono degli adenomi villosi considerati precursori del carcinoma del colon- retto. Sono infrequenti al di sotto dei 20 anni. Possono essere di tipo tubulare, villoso e tubulo-villoso: il fenomeno della cancerizzazione è più frequente nei villosi. Possono restare silenti per lunghi periodi ed essere reperto occasionale in corso di colonscopia; si manifestano in genere con:

    • Emissione di sangue rosso vivo, durante o dopo la defecazione
    • Mucorrea
    • Diarrea
    • Tenesmo rettale
    • Dolore addominale. La poliposi familiare è una patologia autosomica dominante che porta alla presenza, a

livello colorettale, di numerosissimi polipi adenomatosi (da qualche centinaio a migliaia). Compaiono in genere dopo la prima decade di vita per poi aumentare in numero e grandezza. Si possono associare anche ad altre manifestazioni cliniche a carico di altri distretti corporei come le ossa o a lesioni retiniche. La terapia è la proctolectomia totale restaurativa.

3. Appendicite

  •  Ascesso localizzato
  •  Ascessi multipli a distanza
  •  Peritonite
  •  Infiammazione del ceco
  •  Possibile formazione di aderenze.

4. Occlusione intestinale

L’occlusione intestinale o ileo è una grave sindrome dovuta all’arresto completo e prolungato nel tempo del transito del contenuto intestinale ai solidi, ai liquidi e anche ai gas.

Clinicamente si osserverà distensione addominale, meteorismo (che sarà assente però nelle forme alte di occlusione) sebbene la chiusura dell’alvo sia il sintomo più significativo.

L’ileo può essere dovuto a cause meccaniche e a cause dinamiche.

Nell’ileo meccanico si potrà osservare:

    • Ostruzione se l’occlusione riguarda solo il circolo intestinale
    • Strangolamento se vi è interruzione del circolo sanguigno intestinale

Quest’ileo riconosce 3 cause:

  1. Intraluminale, dovuto ad addensamento di meconio, che deve essere espulso entro le

prime 24-48h di vita del neonato, corpo estraneo, parassiti, polipi voluminosi.

  1. Parietale, su base:

 Congenita

 Infiammatoria (M. di Crohn, diverticolite)  Neoplastica

  1. Extraparietale su base:  Congenita

 Infiammatoria cronica

 Aderenze.

L’ileo da strangolamento può essere dovuto a:

  •  Ernie interne o esterne
  •  Volvolo intestinale, o torsione assiale di un segmento del tenue o del colon su se stesso o sul

proprio mesentere, producendo un’ostruzione del lume sia prossimale che distale

 Invaginazione intestinale: condizione che si crea nei neonati quando un segmento intestinale

penetra all’interno del segmento contiguo. Con il termine ileo paralitico si intende quella situazione in cui si attiva un riflesso inibitorio

intestinale che produce una paralisi delle anse intestinali. Le cause possono essere:

  •  Peritonite
  •  Disturbi funzionali: traumi, sanguinamenti, coliche epatiche o renali, intossicazioni, neuropatie.

Le alterazioni intestinali che si verificano in corso di ileo comprendono la comune di gas dovuto all’aria deglutita, alla formazione di anidride carbonica, alla putrefazione delle

proteine, all’arresto della progressione dei liquidi (saliva, succo gastrico, bile, succo pancreatico). Ciò porta ad una distensione dell’intestino con aumento della pressione all’interno del lume intestinale e si instaura così un quadro di stasi venosa, con ipossia, alterazione della permeabilità capillare, trasudazione di sangue e plasma nel lume e nel peritoneo. Le ripercussioni generali sistemiche sono:

    • Vomito: all’inizio è riflesso, poi è dovuto alla distensione gastrica dipendente dal refluire di materiale al suo interno. Prima dunque è alimentare, poi diventa biliare e infine fecaloide. È quindi precoce se l’ostruzione è alta, tardivo se l’ostruzione è bassa.
    • Diminuito assorbimento di liquidi
    • Perdita di sangue e plasma con conseguente squilibrio elettrolitico, che varia a seconda

della sede in cui si riscontra l’ostacolo

    • Alvo chiuso a feci e gas
    • Peritonite
    • Dolore di tipo colico che dura per 1-3 minuti e si interrompe per1-10 minuti. È un dolore forte.

Le condizioni del paziente sono buone se non subentra la peritonite, si deteriorano rapidamente invece se l’ostruzione è alta.