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R E G I O N E C A M PA N I A
A z i e n d a S a n i t a r i a L o c a l e B e n e v e n t o A z i e n d a S a n i t a r i a L o c a l e B e n e v e n t o
UFFICIO DEL MEDICO COMPETENTE AZIENDALE
AMBITO B: Dott. Antonio Santagata AMBITO D: Dott.ssa Maria Tiso PICCOLO MANUALE DI PRONTO SOCCORSO Opuscolo informativo per il personale ASL BENEVENTO
ELEMENTI ESSENZIALI PER LA RILEVAZIONE DEI SEGNI VITALI
- IL POLSO Il polso corrisponde alla deformazione elastica di un'arteria sotto la spinta della gittata sistolica cioè della quantità di sangue immessa in circolo da ogni contrazione cardiaca (detta sistole). Il numero dei battiti cardiaci si rileva comprimendo leggermente l'arteria sul piano osseo sottostante. La palpazione del polso va in genere effettuata alla base del pollice, in corrispondenza del polso radiale. palpazione del polso radiale E' possibile effettuare il rilievo del polso anche in altre sedi:
- polso carotideo (ai lati della trachea);
- polso femorale (in corrispondenza dell'arcata inguinale)
- polso dell'arteria pedidia (in corrispondenza del dorso del piede). Con il polso si rileva la frequenza dei battiti cardiaci ed il ritmo.
- LA PRESSIONE ARTERIOSA La pressione arteriosa è la pressione con cui il sangue scorre nelle arterie. Al momento della contrazione cardiaca (sistole), il sangue viene spinto nelle arterie determinando la pressione sistolica, più comunemente detta massima. Dopo la sistole la pressione scende progressivamente determinando, prima della successiva contrazione, la pressione diastolica detta più comunemente minima. Per misurare la pressione arteriosa occorrono lo sfigmomanometro ed il fonendoscopio. sfigmomanometro
auricolari ricevitore acustico fonendoscopio Il bracciale dello sfigmomanometro viene posizionato sul braccio e gonfiato d'aria in modo da comprimere progressivamente l'arteria dell'arto superiore, preferibilmente il sinistro. Il ricevitore acustico del fonendoscopio, allo stesso tempo, viene posizionato nella piega del gomito, al di sotto del bracciale dello sfigmomanometro. Diminuendo progressivamente, con l'apposita valvola, la pressione dell'aria nel bracciale si avvertirà, ad un certo punto, la pulsazione arteriosa. Il primo battito percepito corrisponde alla pressione sistolica o massima che verrà letta attraverso il manometro. Diminuendo ulteriormente la pressione nel bracciale non si avvertirà più la pulsazione arteriosa. L'ultimo battito percepito corrisponde alla pressione diastolica o minima che verrà sempre letta attraverso il manometro. Nell'adulto i valori normali oscillano tra 120 – 140 mm/Hg per la pressione sistolica e 60 – 90 mm/Hg per la pressione diastolica.
- LE PUPILLE Le pupille, poste al centro dell'iride, sono costituite da un foro che modifica il suo diametro in base all'intensità della luce. Le pupille molto dilatate si dicono in midriasi (ad es. il buio provoca midriasi). Le pupille molto ristrette di dicono in miosi (ad es. la luce provoca miosi) La motilità della pupilla si valuta stimolandola con una fonte di luce (ad es. una torcia). L'assenza di riflessi pupillari dopo un malore o un trauma è sempre segno di gravità (intossicazione acuta, trauma cranico, etc.). Nell'arresto cardiaco la pupilla è midriatica.
- LA RESPIRAZIONE La respirazione serve all'organismo per l'approvvigionamento dell'ossigeno e l'eliminazione dell'anidride carbonica. Normalmente si effettua a bocca chiusa, attraverso il naso. E' silenziosa e regolare. Il respiro si conta osservando i movimenti del torace per un minuto, tenendo conto che inspirazione ed espirazione costituiscono un solo atto respiratorio. Il calcolo del numero degli atti respiratori può essere effettuato poggiando una mano sul torace della persona oppure poggiando un vetro o un specchio sulla bocca, contando quante volte si appanna. L'adulto compie normalmente 14/20 atti respiratori al minuto. In caso di respirazione accelerata parliamo di tachipnea. Può essere fisiologica (ad es. dopo uno sforzo fisico) o patologica (ad es. in caso di febbre). Se la respirazione è rallentata si parla di bradipnea. Anch'essa può essere fisiologica (ad es. durante il sonno) o patologica (ad es. affezioni cerebrali). Inoltre la respirazione può diventare superficiale e accelerata (ad esempio nel dolore toracico da fratture costali) o profonda e lenta (ad esempio in caso di ingestione di sonniferi). La persona con disturbi respiratori accusa fame d'aria, tosse, dispnea (difficoltà a respirare).
- IL COLORITO DELLA CUTE Normalmente è roseo. In condizioni particolari può essere pallido (ad es. per svenimento, anemia, etc.), bluastro o cianotico (ad es. per folgorazione, dispnea, etc.)
- LA TEMPERATURA CORPOREA Normalmente nell'adulto la temperatura corporea si mantiene tra i 36-37°C. Al di sotto si parla di ipotermia (ad es. nel caso di assideramento, collasso). Al di sopra si parla di ipertermia (ad es. nel colpo di calore).
LA RIANIMAZIONE CARDIO-RESPIRATORIA (BLS) E' da praticarsi immediatamente in ogni soggetto che si presenti in arresto cardiaco o respiratorio da persone addestrate ad effettuarla. Data la complessità dell'intervento e della materia se ne forniscono alcuni cenni a titolo puramente di conoscenza.
LE FASI DEL BLS:
La sequenza delle procedure del BLS consiste in una serie di azioni alternate con fasi di valutazione. Le azioni sono schematizzate mnemonicamente con l'ABCD:
- A: apertura delle vie aeree
- B: bocca a bocca
- C. compressioni toraciche
- D: defibrillazione. Ogni passo è preceduto da una fase di valutazione:
- valutazione dello stato di coscienza → A
- valutazione della presenza di attività respiratoria (GAS) → B
- valutazione della presenza di attività circolatoria (polso carotideo e/o segni di circolo) →C
- ritmo al defibrillatore semiautomatico (DAE) →D Ogni azione (ABCD) è sempre preceduta dalla relativa valutazione.
VALUTAZIONE DELLO STATO DI COSCIENZA
Il primo passo nel soccorso di una persona apparentemente senza vita consiste nel valutarne lo stato di coscienza:
- Il soggetto viene chiamato a voce alta, scuotendolo per le spalle. La condizione di non coscienza autorizza l'attivazione della
sequenza del BLS:
- il soggetto viene posizionato su un piano rigido o a terra, allineando capo, tronco e arti. Nel caso di trauma, la vittima può essere spostata solo se è assicurato il mantenimento in asse di collo e tronco, con idonea tecnica (vedi infra “I TRAUMI”). A. APERTURA DELLE VIE AEREE: La perdita di coscienza determina un rilasciamento muscolare per cui la lingua va ad ostruire le prime vie aeree. Per ottenere la pervietà delle prime vie aeree, bisogna iperestendere il capo:
- si solleva con due dita il mento
- si spinge la testa all'indietro appoggiando l'altra mano sulla fronte. Questa manovra impedisce la caduta indietro della lingua e permette il passaggio dell'aria. N.B. In caso di sospetta lesione traumatica cervicale si solleva la
POSIZIONE LATERALE DI SICUREZZA Qualora l'attività respiratoria sia presente e la vittima rimane non cosciente, si utilizza la posizione laterale di sicurezza che permette di:
- mantenere l'estensione del capo, quindi la pervietà delle vie aeree
- prevenire la penetrazione nelle vie aeree di materiale presente nella bocca (ad es. vomito)
- mantenere la stabilità (il corpo non rotola)
Questa posizione, utilizzata nell'attesa dei soccorsi, è controindicata in caso di eventi traumatici. La presenza di attività respiratoria deve essere comunque verificata regolarmente.