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Maritain: il filosofo, Dispense di Filosofia

Appunti su MAritain tratti in modo generale

Tipologia: Dispense

2024/2025

Caricato il 08/02/2026

alice-marignoli
alice-marignoli 🇮🇹

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JACQUES MARITAIN
(1882-1973)
BIOGRAFIA
Jacques Maritain nasce a Parigi il 18 novembre del 1882 in una famiglia protestante con
idee liberali e muore nel 1973
Egli si schierò apertamente contro il pensiero moderno
infatti la sua posizione era
lontana all’i dealismo e al positivismo , ma era contro anche tutto il movimento
culturale della modernità
Il suo percorso di riflessione e ricerca si può dividere in tre fasi principali:
1. il periodo francese (fino agli anni 40)
2. il periodo americano (dal 40 al 60)
3. il periodo di nuovo francese (dal 60 al 70)
viene considerato da alcuni testi come un fautore della neoscolastica
riprende il pensiero
di san tommaso
soprattutto la questione della fede e della ragione. egli però non è un
fautore poichè la ripresa del tomismo è ben precedente dalla vita di Maritain, infatti fu
incoraggia anche dal papa Leone 13, con l’enciclica aeterni patris che è del 1870, quando
si affermò la filosofia kantiana, che aveva la pretesa di considerare la fede come un
noumeno
Egli parteciperà alla della dichiarazione sui diritti umani e parteciperà anche al lavoro del
Vaticano II e sarà anche consigliere e amico di Papa Paolo VI, che dice spesso di essersi
ispirato alla filosofia di Maritain.
La sua opera principale è stata un
umanesimo integrale
del 1936
Scrive:
l’umanesimo e lo stato
la democrazia della persona
l’educazione al bivio
il periodo francese (fino agli anni 40)
La riflessione di Maritain nacque da un forte bisogno di comprendere l’uomo nella sua
interezza, portandolo a escludere e ad allontanarlo dalla cultura moderna, che gli
sembrava incapace di cogliere l’uomo nella sua integralità
Maritain la vedeva come uno
specchio rotto che restituiva immagini frammentarie e parziali dell’essere umano.
Secondo il filosofo l’unità di visione del mondo e dell’uomo del medioevo fu sostituita, fin
dagli inizi della cultura moderna, da una logica di separazione e di parzialità del mondo,
sopratutto quanto riguarda la separazione dell’anima e del corpo, dando il primato alla
ragione. Questa situazione è descritta da molti intellettuali come:
Lutero ha scisso la teologia dalla filosofia .
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JACQUES MARITAIN

BIOGRAFIA

Jacques Maritain nasce a Parigi il 18 novembre del 1882 in una famiglia protestante con idee liberali e muore nel 1973 Egli si schierò apertamente contro il pensiero moderno ➯ infatti la sua posizione era lontana all’i dealismo e al positivismo , ma era contro anche tutto il movimento culturale della modernità Il suo percorso di riflessione e ricerca si può dividere in tre fasi principali:

  1. il periodo francese (fino agli anni 40)
  2. il periodo americano (dal 40 al 60)
  3. il periodo di nuovo francese (dal 60 al 70) viene considerato da alcuni testi come un fautore della neoscolastica ➯ riprende il pensiero di san tommaso ➯ soprattutto la questione della fede e della ragione. egli però non è un fautore poichè la ripresa del tomismo è ben precedente dalla vita di Maritain, infatti fu incoraggia anche dal papa Leone 13, con l’enciclica aeterni patris che è del 1870, quando si affermò la filosofia kantiana, che aveva la pretesa di considerare la fede come un noumeno Egli parteciperà alla della dichiarazione sui diritti umani e parteciperà anche al lavoro del Vaticano II e sarà anche consigliere e amico di Papa Paolo VI, che dice spesso di essersi ispirato alla filosofia di Maritain. La sua opera principale è stata un umanesimo integrale del 1936 Scrive: l’umanesimo e lo stato la democrazia della persona l’educazione al bivio il periodo francese (fino agli anni 40) La riflessione di Maritain nacque da un forte bisogno di comprendere l’uomo nella sua interezza, portandolo a escludere e ad allontanarlo dalla cultura moderna, che gli sembrava incapace di cogliere l’uomo nella sua integralità ➯ Maritain la vedeva come uno specchio rotto che restituiva immagini frammentarie e parziali dell’essere umano. Secondo il filosofo l’unità di visione del mondo e dell’uomo del medioevo fu sostituita, fin dagli inizi della cultura moderna, da una logica di separazione e di parzialità del mondo, sopratutto quanto riguarda la separazione dell’anima e del corpo, dando il primato alla ragione. Questa situazione è descritta da molti intellettuali come: ● Lutero ha scisso la teologia dalla filosofia.

● Machiavelli ha diviso la politica dalla morale. ● Cartesio, attraverso il dubbio metodico, ha separato il pensiero (res cogitans) dalla materia (res extensa), isolando l'io e il pensiero dalla natura. ● Rousseau ha invertito la prospettiva, valorizzando la spontaneità naturale contro la ragione e la cultura. ● L'Idealismo ha portato all'estremo il concetto di Io, identificandolo con la totalità della realtà. ● Il Positivismo, con le sue pretese scientifiche, ha ridotto la realtà alla sola natura. Questo processo ha portato all'eclissi della metafisica, e con essa, della teologia e della trascendenza divina. Se inizialmente Maritain si convertì al cattolicesimo nel 1912, successivamente si avvicinò al tomismo ➯ questo fu la scoperta di un metodo per analizzare in modo critico e realistico la condizione dell’uomo contemporaneo e i motivi della sua crisi, che è avvenuta a causa della modernità, per rimediare a questa crisi, dunque bisognava superarla e ancorarsi al tomismo, il quale è l’ultimo sistema di pensiero organico, che permette di ritrovare il legame tra teologia e filosofia e all’interno di questo legame i fondamenti dell’etica, della politica e dell’educazione. San Tommaso d'Aquino insegnò che un'antropologia (lo studio dell'uomo) ben intesa deve basarsi sulla persona umana. La persona è un'entità ontologica, una realtà che ha valore in sé, indipendente dalla natura, dalla società o dallo Stato. Insegnò anche che questa solidità della persona è possibile solo grazie al suo rapporto con l'Assoluto, con Dio. Per Maritain, recuperare la metafisica e la teologia era fondamentale per recuperare il valore della persona e, di conseguenza, per rifondare un ordine sociale basato sulla dignità dell'uomo. Secondo lui, la filosofia doveva ricollegarsi alla teologia, e la riflessione razionale alla fede. il periodo americano (anni 40-60) Nella seconda fase del suo pensiero, quando era negli Stati Uniti, Maritain aveva già combattuto i totalitarismi europei (comunismo, fascismo, nazismo) per difendere l'importanza della persona. Negli Stati Uniti, le istituzioni pubbliche gli permisero di criticare ancora più duramente quei regimi europei, ma tuttavia, Maritain iniziò anche a riflettere sui limiti della democrazia americana. Notò che, pur essendo democratica, non riusciva a liberare completamente la persona perché non riusciva a bilanciare bene libertà e uguaglianza, né a soddisfare allo stesso tempo i bisogni sociali e le esigenze spirituali dell'uomo. Secondo lui, il pragmatismo americano (un approccio pratico e orientato ai risultati) aveva la forza di evitare le tragedie che l'Europa aveva vissuto e il totalitarismo, ma non

I FONDAMENTI TEORICI: la crisi della modernità e il recupero del tomismo Per comprendere il pensiero di Maritain bisogna partire dalla sua forte critica verso la società moderna ➯ in particolare il filosofo era convinto che la crisi dell’età moderna fosse nata dalla distruzione dell’unità della cultura classico - cristiana. Per lui, la tradizione umanistica autentica, quella classico-cristiana, concepiva l'uomo in modo integrale, tenendo insieme tutte le sue parti. La crisi moderna è nata proprio dal perdere questa visione completa, portando alle tragedie del Novecento. Maritain propone un "Umanesimo Integrale" per recuperare questa visione piena della persona. Egli quindi occupa una posizione antimoderna , ricollegandosi anche al pensiero di San Tommaso, ovvero il tomismo , e Maritain, grazie anche al tomismo, credeva che non ci fosse uno scontro tra filosofia e teologia. ● La filosofia si occupa delle verità che possiamo capire con la ragione ➯ le "verità naturali" ● mentre la teologia si occupa delle verità che accettiamo per fede ➯ le "verità soprannaturali" Poiché le due discipline sono diverse, non possono contraddirsi. Le dimensioni dell'uomo Per Maritain, l'uomo ha tre dimensioni fondamentali: ● È una realtà naturale ➯ un individuo con le sue caratteristiche biologiche e psicologiche e per questo viene definito come individuo. ● È una realtà socioculturale ➯ una persona che si forma e cambia grazie ai rapporti con la società e la cultura, per questo viene definito come Personalità ● È una realtà spirituale ➯ è una " persona " in senso profondo, una creatura di Dio con un valore intrinseco. Individuo e personalità diventano persona nel momento in cui instaurano un rapporto con l’assoluto, poiché quando un individuo entra in contatto con l’assoluto, secondo la fede, si modella a sua somiglianza I limiti delle visioni moderne Questa visione chiarisce perché alcuni pensatori moderni E pedagogisti, secondo Maritain, hanno fallito nel capire l'uomo pienamente.Locke e Rousseau ➯ il primo vedeva solo la dimensione sociale dell'uomo, il secondo solo quella naturale. ● Psicologismo pedagogico ➯ si concentra solo sull'aspetto biologico e psicologico dell'uomo per definire l'educazione, ignorando il resto.

Sociologismo pedagogico ➯ guarda solo alla società per stabilire gli scopi dell'educazione, trascurando le altre dimensioni. ● Pragmatismo di J. Dewey ➯ si ferma all'esperienza concreta, ai rapporti tra individuo e ambiente (dimensione "orizzontale"), ma non considera la dimensione "verticale", cioè il legame dell'uomo con Dio. L'Umanesimo Integrale e l'educazione Contro queste visioni parziali, l' umanesimo integrale di Maritain propone un'educazione che tiene conto di tutte le dimensioni dell'uomo. Per fare ciò recupera l'intera tradizione culturale occidentale ● Quella greca ➯ per l'uomo naturale, visto come razionale - orizzontalità ● Quella giudaica ➯ per il legame dell'uomo con Dio - verticalità ➯ poichè l’uomo ha un rapporto con dio ● Quella cristiana ➯ da la dimensione dell'amore e la grazia ➯ Gesù infatti è l’incarnazione di Dio che porta l’amore sulla terra Maritain era convinto che questa concezione fosse profondamente radicata nella cultura occidentale, anche se non sempre riconosciuta in modo esplicito. Un'opportunità di unità Maritain sosteneva che l'uomo della nostra civiltà è un "uomo cristiano più o meno laicizzato", e che questa idea può essere una base comune per i paesi occidentali. Affermava inoltre che, nonostante le differenze tra le varie forme di fede cristiana e religiosa (se riconoscono un destino divino per l'uomo), c'è una somiglianza negli atteggiamenti pratici che permette una vera cooperazione umana. In una "civiltà giudaico-greco-cristiana ", questa somiglianza – che va dal pensiero religioso più tradizionale a quello semplicemente umanistico – rende possibile a una filosofia cristiana dell'educazione, se ben strutturata, di essere una guida ("ispiratrice nel concerto") anche per chi non condivide la fede dei suoi seguaci. Questo umanesimo integrale non è solo una filosofia e un progetto educativo (nel contesto pedagogico è detto personalismo pedagogico). È anche un'idea politica: la speranza di una "comunità di analogia" unita da valori condivisi, capace di dare agli uomini del Novecento, che hanno fallito a livello storico, una possibilità di ritrovata unità pratica e di collaborazione politica e civile, nonostante le diverse ideologie. LA DOTTRINA POLITICA = PER UNA DEMOCRAZIA PERSONALISTICA La visione politica di Maritain si basa su due idee centrali: la persona e il bene comune.

alle loro possibilità economiche. Nella realtà della vita sociale e politica – osserva Maritain

  • il liberalismo classico si presenta così come un'ideologia della disuguaglianza, che sancisce una gerarchia di diritti e doveri tra i membri della società e, in ultima analisi, giustifica un capitalismo arrogante e insensibile alle esigenze sociali. Il principio di libertà, che il liberalismo ha il merito di sostenere con forza, non diventando un principio universale, di fatto si trasforma nella maschera dietro cui si nascondono le limitazioni e le costrizioni subite da tutte le persone prive di privilegi economici originali Il Totalitarismo Politico Questo è il sistema politico opposto all'individualismo liberale. Nella forma assunta dal nazismo, si configura come razzismo, e quindi come "movimento antidemocratico basato sulla violenza e sulla negazione dell'unità del genere umano". Nella forma assunta dal comunismo, costituisce "una degenerazione totalitaria e ateistica della democrazia e del suo slancio umanistico". Se il limite dell'individualismo (con tutte le sue pesanti conseguenze pratiche) consiste nell'isolamento dell'individuo e, quindi, in una visione della società frammentata, che produce ingiustizia e ostacoli reali alla libera crescita personale di tutti, l'aspetto tragico del totalitarismo (anche qui con tutte le sue pesanti conseguenze pratiche) consiste nell'annullamento dei singoli individui nell'unità superiore dello Stato. Maritain si rende conto delle motivazioni umanistiche alla base dell'utopia comunista, che mirava a liberare l'uomo dallo sfruttamento da parte dell'uomo (mentre nel nazismo non vede altro che la barbarie disumana). Nella sostanza, però, pur nelle sue diverse forme, il totalitarismo soffre di un problema radicale: quello di negare la dignità e il valore della persona. Nell'individualismo liberale, l'individuo si assolutizza, e per di più come membro di una ristretta casta di privilegiati. Nel totalitarismo comunista e nazista è lo Stato a porsi come assoluto. Invece, per Maritain, individuo e società, persona umana e comunità sociale sono, e non possono non essere, in interazione reciproca. Questa interazione deve seguire una logica di servizio da parte della persona per il bene comune, e allo stesso tempo, una logica di servizio da parte dello Stato per il bene della persona. Il Solidarismo Democratico

Il rapporto che lega la persona al corpo politico e il corpo politico alla persona indica una visione democratica della società che ha pochi punti di contatto con le democrazie che storicamente si oppongono all'individualismo e al totalitarismo. Se Maritain ha ben presenti le miserie materiali e spirituali prodotte dal liberalismo classico, ed è sconvolto dagli orrori del totalitarismo nazista e comunista, e quindi guarda con qualche speranza alle democrazie di tradizione più radicata (come quella americana), non gli sfugge, però, che gli stessi sistemi democratici nati dalla Rivoluzione Illuministica sono in crisi e sono sistemi politici di crisi. Le democrazie nate dall'impulso rivoluzionario della ragione sono regimi democratici puramente "formali" e sono esposte al fallimento storico degli ideali che le hanno generate: le élite si sono separate dal popolo; l'uguaglianza è rimasta una vaga aspirazione; la fratellanza un ideale irrealizzato. Le democrazie esistenti, per sopravvivere, devono quindi essere rifondate secondo un criterio che non sia quello del "potere", ma del solidarismo democratico e quindi dello "spirito di servizio": della persona rispetto al bene comune; della comunità politica rispetto al bene della persona. sintesi Prospettiva di maritain = il bene di una persona che rispetti il bene comune e il bene comune per il bene individuale. Questa dimensione circolare viene chiamata solidarismo democratico VIDEO FILO - PEZZO RIGUARDO ALLA POLITICA CHE NON MI SEMBRA SIA SPIEGATO NEGLI APPUNTI Secondo Maritain l’uomo deve partecipare in politica, e di essa occorre salvare tre cose: ● i diritti dell’uomo ➯ quelli che danno dignità non che la tolgono all’uomo ● il pluralismo collaborativo ➯ collaborazione tra le diverse parti ● la pace ➯ capacità di saper risolvere i conflitti In politica è fondamentale il rapporto verità - libertà e la tolleranza ➯ come collaborazione e confronto tra diversità. Egli ritiene necessario rifondare la democrazia e non vuole la pseudo democrazia, dove i partiti se hanno la maggioranza in parlamento credono di far quello che vogliono e né quella machiavellica ➯ del fine che giustifica i mezzi