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relazione finale per il punto bonus matematica in teatro
Tipologia: Dispense
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Il ciclo di seminari ‘matematica in teatro’ si è svolto presso l’università degli studi Suor Orsola Benincasa nei giorni 20 e 21 del mese di Maggio 2022. I due incontri in totale sono durati 18 ore. Nella prima giornata, Elena e Maurizio si sono presentati al gruppo ed hanno presentato anche il loro progetto mostrandoci il sito dove avremmo potuto trovare maggiori informazioni ed approfondimenti: ci hanno raccontato varie esperienze che hanno vissuto in paesi quali la Grecia, la Libia ecc.; e con quali paesi collaborano per lo sviluppo di tale progetto: Portogallo, Grecia e Norvegia. Ci siamo disposti in gruppo e Maurizio ci ha guidati verso l’ascolto del nostro corpo, grazie ad un’attività chiamata ‘centratura’, dove, con gli occhi chiusi dovevamo provare ad ascoltare il nostro corpo, facendolo oscillare avanti e indietro, poi a destra e sinistra. Elena e Maurizio, una volta terminata la prima attività, ci hanno chiesto se tra noi ci conoscessimo e poiché fra noi colleghe non c’era mai stata una vera e propria conoscenza, abbiamo iniziato con un’attività mirata chiamata ‘stretta di mano’: Elena si è diretta verso una persona, si sono presentate e si sono scambiate una serie di domande mirate alla conoscenza reciproca, nel mentre camminavano e una volta raggiunto un altro punto della circonferenza, la coppia si staccava per far sì che le due componenti si agganciassero ad altre due persone, facendo partire così una catena di presentazioni. Terminata l’attività abbiamo riformato il cerchio per iniziarne un’altra denominata ‘pallina’ dove, attraverso un battito di mani e il nostro sguardo potevamo indirizzare questa ‘pallina’ verso un altro componente del cerchio dapprima utilizzando i nostri nomi e successivamente abbiamo utilizzato i numeri da 1 a 10 e da 10 a 1; nello step successivo i numeri 5 e 10 sono poi stati sostituiti dal nome di chi in quel momento
aveva la ‘pallina’ e nel turno seguente i numeri 3 e 7 dovevano essere sostituiti da un frutto. Terminata l’attività, ne abbiamo iniziata un’altra chiamata ‘zattera’ il cui obiettivo era quello di immaginare il pavimento proprio come se fosse una zattera che per essere in equilibrio doveva essere bilanciata, dovevamo quindi occupare tutto lo spazio disponibile in maniera omogenea. Inizialmente eravamo liberi di muoverci come meglio credevamo, osservando lo spazio che ci circondava. Maurizio con un tamburello ha poi iniziato a darci il tempo sul quale muoverci, dandoci il via e lo stop, con il quale dovevamo immobilizzare ogni parte del corpo. Su quest’onda abbiamo svolto anche un gioco chiamato ‘Mario dice’ con il quale Maurizio ci dava vari comandi. Al termine di questo gioco, è stato assegnato ad ognuno di noi un numero, da 1 a 24 (numero dei partecipanti), allo stop, dovevano assumere una determinata posizione sono i numeri che rispondevano alla domanda, ad esempio: “i numeri primi assumono la posizione di una gallina e camminano il prossimo giro come se lo fossero”. È stato poi aggiunto un nuovo comando che era quello del contatto, dove dovevamo eseguire la consegna del tipo: “Si toccano tre teste” oppure “Si toccano due teste e sei mani” e così via.
Dopo la pausa pranzo, ci è stato chiesto a che livello fosse la nostra energia, ed essendo in generale molto bassa, ci è stata proposta un’attività per innalzarla denominata ‘ih ah’ che consisteva nell’urlare ‘ihhh ahhh’ dando un colpo all’aria rivolto verso un nostro compagno che fosse a destra o sinistra era indifferente. C’erano dei comandi come ‘boing’ che corrispondeva ad una sorta di cambio giro. Abbiamo poi dato vita a delle macchine ritmiche, ci siamo disposti nuovamente come se fossimo il pubblico e spontaneamente uno alla volta doveva entrare in scena compiendo un gesto che andava ripetuto a cadenza regolare e che doveva essere associato ad un suono. Successivamente siamo stati divisi in 4 gruppi da 6 componenti e ci è stato dato il compito di creare un monomio con ‘X’ come incognita che avremmo poi dovuto rappresentare con i nostri corpi attraverso una piccola scenetta o su una base
dei due mentre l’altro utilizzava le proprie braccia come se fossero di quello che stava parlando, era un’intervista ironica che aveva come obiettivo quello di spiegare l’enunciato del teorema di Pitagora. Ci è stato proposto di provare a scegliere un argomento, un enunciato, un teorema, ecc. e creare questa sorta di intervista, gestita da Maurizio che era il conduttore televisivo. Con un mio compagno, chiacchierando, è fuoriuscita una frase ‘Ma tu lo sai che il quadrato ha 4 lati?’ che mi ha fatto molto ridere e quindi abbiamo deciso di parlare delle caratteristiche del quadrato, improvvisando, lasciandoci trasportare dal momento.
Nella seconda giornata, prima di iniziare, ci hanno chiesto, Elena e Maurizio, di scrivere una domanda ed una affermazione inerente al nostro stato d’animo su due post-it che abbiamo attaccato su un foglio. Abbiamo poi iniziato con il praticare per qualche minuto una seduta di ‘Qigong’ dove dovevamo immaginarci di essere immersi in acqua e, muovendo le nostre braccia seguendo i movimenti di Maurizio, era come se la stessimo spostando.
C’è stato poi un momento di riflessione, sempre seduti in cerchio sull’erba, dove Maurizio ci ha spiegato che la creatività è un qualcosa di intrinseco che si trova in ognuno di noi e che quindi non è possibile affermare di non essere creativi, utilizzando diverse fonti e spunti molto interessanti, raccontandoci anche la sua esperienza. Ci siamo così alzati e ha lanciato ad ognuno di noi un bastone molto sottile di legno e ci ha chiesto di creare, come il giorno precedente, dei quadri, facendo ciò che ci veniva spontaneo, entrando in scena uno alla volta, utilizzando il bastoncino. Terminato il quadro, ha chiesto al pubblico quali forme geometriche piane si vedessero seguendo le linee dei bastoncini.
Dopo questa attività, Maurizio ed Elena, ci hanno diviso in 4 gruppi da 6 componenti e chiesto di creare una breve scenetta o un balletto che terminasse con la creazione di un solido con i nostri corpi. L’unico vincolo era che i vertici fossero rappresentati dai pugni. Durante lo svolgimento di queste attività abbiamo continuato a costruire la nostra mappa corporea. Dopo la pausa pranzo, ci è stato chiesto di progettare un’attività, siamo stati divisi in 4 gruppi da 6 componenti. Ci è stato spiegato che avremmo dovuto scegliere un argomento matematico e che avremmo dovuto progettare un’attività modificandone una svolta precedentemente nei due giorni oppure di riuscire ad inventarne una nostra. Con il mio gruppo abbiamo deciso di reinventare il gioco del fazzoletto denominandolo ‘acchiappa la tabellina’. Abbiamo diviso i nostri compagni in due gruppi e abbiamo assegnato ad ogni componente di ciascuno un numero da 1 a 12 in modo che ci fossero due persone con lo stesso numero; ricreando una zattera, a ritmo di musica, veniva pescato uno dei bigliettini precedentemente preparati, dove ad ogni operazione era associato un modo di camminare, ad esempio: ‘3x5=
soffrivo nel momento in cui mi lasciavo sopraffare da emozioni negative, come prima di iniziare poiché non sapevo a cosa sarei andata in contro; quindi, quando la mia mente creava degli scenari che mi avrebbero imbarazzata. Nel mentre dello svolgimento delle lezioni, le mie emozioni negative sparivano, mi sentivo a mio agio e quindi anche fisicamente stavo bene. Chiara Schiavone 208004642