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Sintesi sulla commedia greca nei suoi caratteri generali e su Menandro e le sue opere.
Tipologia: Sintesi del corso
Caricato il 03/12/2021
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Per quanto riguarda Menandro non sappiamo molto della sua vita sappiamo che nasce nel 342 a.C. Da una nobile famiglia, vive in un periodo in cui dopo la morte di Alessandro Magno le poleis, cercano di riprendersi quell’indipendenza che avevano perduto ma in realtà finiscono sotto un controllo oligarchico voluto da Falereo. Un elemento classico, di Menandro è che non si sposò mai da Atene, anche se non era più il centro del sapere, perché con Alessandro Magno era diventata Alessandria e sappiamo che morì nel 291 a.C. COMMEDIE Per quanto riguarda le sue commedie ci sono giunte delle porzioni, sono state trovate delle porzioni per esempio nel monastero di Santa Caterina sul Sinai o nella biblioteca delle del Vaticano ma la più grande conoscenza del teatro di menandro dipende principalmente da due codici Cairensis e Bodmer, che hanno riportato le parti di quattro commedia dal punto di vista cronologico la prima di esse si pensa sia il bisbetico perché in questa commedia precisa che ottenne la vittoria delle linee avvenuta intorno al 316 a.C. BISBETICO Il bisbetico e l'unica commedia che c'è giunta quasi integra. Il titolo deriva dalla parola greca “duscolos” che significa proprio uomo dal carattere non facile. La commedia si apre con un prologo che viene fatto dal Dio pan, che poi non riappare più(richiama il prologo nell’ippolito di euripide). Pan è figlio di Hermes non vive nel’olimpo con gli altri dei ma nelle selve. questo richiama il protagonista Cnemone il quale vive essendo un vecchio scontroso, nelle campagne per evitare di avere un contatto con gli altri esseri umani e viene fatto il prologo da pan perché è considerato il Dio del colpo di fulmine. Sostrato si innamora della figlia di cnemone il quale però non vuole che i due si sposino. Un giorno però cnemone camminando cade in un pozzo è viene salvato da gorgia suo primo figlio e amico di sostrato e anche da sostrato. Cnemona rimane colpito da questo gesto, capisce che lui non può ambire a quella che è l’ autarchia ma capisce che al suo fianco vi deve essere sempre qualcuno pronto a dargli una mano e questo punto quindi cambia un po’ la la visione della vita di Cremona il quale affida tutti i suoi beni a gorge e anche ovviamente la figlia. quindi alla fine la commedia possiamo dire che si conclude con un lieto fine perché gorgia permette il sostrato di sposarsi appunto con la figlia di Cremona. In questa commedia emerge una delle caratteristiche della commedia di menandro ovvero quanto lui si concentri sull’introspezione psicologica dei personaggio, interessante infatti è cnemone il quale non cambia il suo carattere cambia semplicemente i suoi valori, il suo modo di vedere la realtà. Ma alla fine rimane sempre come abbiamo letto il vecchio scontroso.
anche qua si vede come interviene la tuke, il caso che assume il ruolo di una divinità, in quel periodo storico tutte le certezze erano crollate, ci si consola con filosofie, ma quando non si ha soluzioni si invoca il caso. LA FANCIULLA TOSATA (prologo ignoranza) La fanciulla tosata è una commedia che si apre con il prologo in cui parla la personificazione dell'ignoranza la quale narra gli antefatti per conprendere la storia. Due gemelli moschione e glicera, sono stati abbandonati ancora in fasce dai genitori. moschione è stato dato ad una donna ricca, glicera no invece ed è divenuta la concubina di polemone, soldato. I due fratelli sono cresciuti insime tanto che si innamorano, un giorno moschione la bacia ma vengono scoperti da polemone, che si sente tradito e taglia i capelli a Glicera. alla fine il tutto si risolve con l’ arrivo casuale di Pateco che riconosce come figli i due giovani e quindi salva il tutto. I personaggi torna per esempio il vecchio avido e la prostituta generosa, il giovane innamorato. Dei personaggi che richiamano vagamente quelli della commedia di Plauto. Per quanto riguarda la lingua e lo stile la lingua di menandro e l’attico del quarto secolo con tratti che preannunciano quella che è la koinè. in morfologia tende a semplificare il tutto nel lessico crea anche parole nuove. il registro stilistico e quello medio, vicino alla lingua parlata della parte colta del pubblico, però possiamo affermare che la lingua di di menandro non ha nulla in comune della slancio della fantasia presente invece nella commedia di aristofane, che possiamo considerare un genio creativo. IL messaggio morale Menandro ha fiducia nella posibilità degli uomini di comunicare e superare le divergenze che li separano. La convivenza civile si dovrebbe fondere sulla filantropia, sulla comprensione reciproca. (Le avversità che incontrano gli uomini li rendono migliori.)