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Menandro: La Commedia Nuova e il suo Contesto Storico, Sintesi del corso di Greco

Descrizione del teatro di menandro e della commedia Nea. Riferimento e breve sintesi di Dyscolos e Epitrepontes

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

In vendita dal 18/05/2021

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elenaaaaaaaaa_ 🇮🇹

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MENANDRO
Autore di commedie, nasce nel 342 ad Atene e muore nel 291: è l’ultimo autore ateniese, prima
che il centro della cultura si sposti. Nel 338, nella battaglia di Cheronea lui aveva 4 anni, quindi
teoricamente è nato nell’età classica, poi ha vissuto nel periodo macedone e delle polis cadute. La
filosofia resta ben salda ad Atene mentre il resto no, infatti lui sarà l’ultimo autore di teatro. Questo
perchè non essendoci più le polis non c’è la democrazia e il teatro era il genere della democrazia
perché c’erano vari punti di vista. Lui vive a pieno l’età ellenistica perchè quando muore
Alessandro nel 323 lui aveva 19 anni, quindi le sue opere riflettono molto questo periodo. Nel 317
abbiamo la sua prima opera οργη, l’ira: Atene in questo periodo è sottoposta a una tirannide, con
Demetrio Falereo, ed è una cosa del tutto nuova perché l’ultima tirannide era stata nel 6 secolo
con Pisistrato. Menandro però si lega molto a Demetrio e questo è un tema classico della poetica
ellenistica: gli artisti si legano al potere politico e l’arte non è più pensata per la comunità ma per il
potere. Ora il teatro è solo per chi può permetterselo, mentre invece prima era per tutti e lo stato ti
risarciva anche nel caso in cui avessi saltato una giornata di lavoro. Quindi ora è per pochi, per chi
poteva permettersi di saltare una giornata di lavoro e di conseguenza doveva trattare di temi
leggeri perché il pubblico voleva rilassarsi e divertirsi, non riflettere con i temi politici che erano alla
base della commedia antica di Aristofane. Questo tipo di teatro che si sta formando, quello della
commedia nuova, sarà poi di fatto alla base del teatro di Plauto a Roma. Ormai siamo in un’età in
cui il cittadino non ha più peso politico quindi l’unica cosa che gli è rimasta è la risata. Pur essendo
ancora legato alla cultura classica in lui vediamo aspetti tipici dell’ellenismo: lui nasce ad Atene ma
grazie al suo successo viene inviato ad Alessandria per far conoscere le sue opere. Lui di fatto non
ci va perché preferisce restare a casa ma questo ci mostra come il mondo si stia globalizzando,
come i viaggi stiano prendendo piede. Prima se uno nasceva ad Atene, era cittadino ateniese e
fuori dalla città non aveva più diritti, mentre ora ognuno è suddito ed è suddito ovunque perciò
tanto vale viaggiare e conoscere posti nuovi. Nel momento in cui menandro inizia la sua carriera
sono passati 70 anni dall’ultima commedia di Aristofane, Pluto. Nel corso di questi anni
probabilmente si è affermato un tipo di teatro, definito di mezzo, di cui non abbiamo testimonianze
ma che presumibilmente aveva caratteristiche a metà tra Aristofane e Menandro. Nella commedia
nuova di sicuro scompare il coro, che rappresentava la comunità e quindi l’opinione del pubblico
ma dato che ora non c’è più la democrazia e l’opinione di nessuno contava più nulla, il coro era
inutile. Storie con degli intrecci divertenti che però si concludono bene quindi rassicurano il
pubblico che va a vederle.
Abbiamo due testi completi. Dyscolos è letteralmente una persona con un brutto carattere e viene
tradotto come il misantropo. Racconta di una trama molto nota: un vecchio che non vuole dare sua
figlia in sposa al ragazzo che l’ha chiesta ma che poi casca dentro al pozzo e cade dentro al
pozzo, e venendo aiutato dal figliastro che viene sempre trattato malissimo, si rende conto che si
sbagliava nel giudicare tutti gli uomini negativamente e che forse esistono persone per bene che
aiutano gli altri. A questo punto deciderà di far sposare sua figlia al giovane che l’aveva richiesta in
sposa e con il solito matrimonio finale le cose andranno bene. Questa commedia verrà ripresa poi
da Terenzio. Epitrepontes, l’arbitrato è il giudizio che si richiede a qualcuno e gli epitrepontes
sono quelli che si rivolgono a qualcuno per chiedere il giudizio. Anche questa è una trama nota:
ragazza che si sposa, dopo 5 mesi ha un figlio e il marito non riconosce come suo il bambino
quindi la ripudia. Poi si scoprirà che invece il figlio era suo, che aveva violentato una ragazza a una
festa mesi prima e quella ragazza era proprio la sua futura moglie. Riconoscerà poi suoi figlio
grazie a un anello che la ragazza gli aveva strappato. Anche questa verrà ripresa da Terenzio,
nell’Ecira.

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MENANDRO

Autore di commedie, nasce nel 342 ad Atene e muore nel 291: è l’ultimo autore ateniese, prima che il centro della cultura si sposti. Nel 338, nella battaglia di Cheronea lui aveva 4 anni, quindi teoricamente è nato nell’età classica, poi ha vissuto nel periodo macedone e delle polis cadute. La filosofia resta ben salda ad Atene mentre il resto no, infatti lui sarà l’ultimo autore di teatro. Questo perchè non essendoci più le polis non c’è la democrazia e il teatro era il genere della democrazia perché c’erano vari punti di vista. Lui vive a pieno l’età ellenistica perchè quando muore Alessandro nel 323 lui aveva 19 anni, quindi le sue opere riflettono molto questo periodo. Nel 317 abbiamo la sua prima opera οργη, l’ira: Atene in questo periodo è sottoposta a una tirannide, con Demetrio Falereo, ed è una cosa del tutto nuova perché l’ultima tirannide era stata nel 6 secolo con Pisistrato. Menandro però si lega molto a Demetrio e questo è un tema classico della poetica ellenistica: gli artisti si legano al potere politico e l’arte non è più pensata per la comunità ma per il potere. Ora il teatro è solo per chi può permetterselo, mentre invece prima era per tutti e lo stato ti risarciva anche nel caso in cui avessi saltato una giornata di lavoro. Quindi ora è per pochi, per chi poteva permettersi di saltare una giornata di lavoro e di conseguenza doveva trattare di temi leggeri perché il pubblico voleva rilassarsi e divertirsi, non riflettere con i temi politici che erano alla base della commedia antica di Aristofane. Questo tipo di teatro che si sta formando, quello della commedia nuova, sarà poi di fatto alla base del teatro di Plauto a Roma. Ormai siamo in un’età in cui il cittadino non ha più peso politico quindi l’unica cosa che gli è rimasta è la risata. Pur essendo ancora legato alla cultura classica in lui vediamo aspetti tipici dell’ellenismo: lui nasce ad Atene ma grazie al suo successo viene inviato ad Alessandria per far conoscere le sue opere. Lui di fatto non ci va perché preferisce restare a casa ma questo ci mostra come il mondo si stia globalizzando, come i viaggi stiano prendendo piede. Prima se uno nasceva ad Atene, era cittadino ateniese e fuori dalla città non aveva più diritti, mentre ora ognuno è suddito ed è suddito ovunque perciò tanto vale viaggiare e conoscere posti nuovi. Nel momento in cui menandro inizia la sua carriera sono passati 70 anni dall’ultima commedia di Aristofane, Pluto. Nel corso di questi anni probabilmente si è affermato un tipo di teatro, definito di mezzo, di cui non abbiamo testimonianze ma che presumibilmente aveva caratteristiche a metà tra Aristofane e Menandro. Nella commedia nuova di sicuro scompare il coro, che rappresentava la comunità e quindi l’opinione del pubblico ma dato che ora non c’è più la democrazia e l’opinione di nessuno contava più nulla, il coro era inutile. Storie con degli intrecci divertenti che però si concludono bene quindi rassicurano il pubblico che va a vederle. Abbiamo due testi completi. Dyscolos è letteralmente una persona con un brutto carattere e viene tradotto come il misantropo. Racconta di una trama molto nota: un vecchio che non vuole dare sua figlia in sposa al ragazzo che l’ha chiesta ma che poi casca dentro al pozzo e cade dentro al pozzo, e venendo aiutato dal figliastro che viene sempre trattato malissimo, si rende conto che si sbagliava nel giudicare tutti gli uomini negativamente e che forse esistono persone per bene che aiutano gli altri. A questo punto deciderà di far sposare sua figlia al giovane che l’aveva richiesta in sposa e con il solito matrimonio finale le cose andranno bene. Questa commedia verrà ripresa poi da Terenzio. Epitrepontes , l’arbitrato è il giudizio che si richiede a qualcuno e gli epitrepontes sono quelli che si rivolgono a qualcuno per chiedere il giudizio. Anche questa è una trama nota: ragazza che si sposa, dopo 5 mesi ha un figlio e il marito non riconosce come suo il bambino quindi la ripudia. Poi si scoprirà che invece il figlio era suo, che aveva violentato una ragazza a una festa mesi prima e quella ragazza era proprio la sua futura moglie. Riconoscerà poi suoi figlio grazie a un anello che la ragazza gli aveva strappato. Anche questa verrà ripresa da Terenzio, nell’Ecira.