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MULTICULTURALITÀ E MULTICULTURALISMO, Dispense di Scienze Umane

………………………………………………………………………….z

Tipologia: Dispense

2022/2023

Caricato il 16/02/2026

maria-concetta-callaci
maria-concetta-callaci 🇮🇹

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MULTICULTURALITÀ E MULTICULTURALISMO
Una delle conseguenze della globalizzazione è la multiculturalità, cioè la presenza di più culture su uno
stesso territorio, in contatto tra loro.
Come la stessa globalizzazione, cioè l'interconnessione tra economie diverse, anche la multiculturalità non
è una novità. Popoli e persone sono sempre stati in movimento, e in ogni Paese convivono, pacificamente
o in conflitto. Il popolo ebraico, per esempio, ha conosciuto la cosiddetta "cattività babilonese" e la
schiavitù in Egitto. Questo significa che quella babilonese e quella egiziana erano civiltà multiculturali.
Addirittura alcuni imperatori sono degli "immigrati": Traiano è stato il primo imperatore non italico. Dalla
Penisola Iberica viene anche Seneca, tra i più grandi scrittori e pensatori latini. Nel corso del tempo, per
designare questa realtà sono stati usati vari termini, parlando di "società multirazziale", "società
multietnica" per arrivare infine a società multiculturale in quanto non si usa il termine razza (che spesso
nella storia è stato usato per indicare gruppi ritenuti superiori ad altri).
Multiculturalità e stato-nazione
Come la globalizzazione, anche la multiculturalità mette in crisi lo Stato-nazione. Storicamente lo
Stato-nazione è sorto per dare una patria comune agli individui di una stessa etnia, o nazione: cioè a una
comunità caratterizzata dal fatto di condividere una stessa origine, una stessa lingua. Lo Stato-nazione
occupa un territorio ben delimitato da confini che lo separano da un'altra comunità che ha altre origini, parla
un'altra lingua. Così i francesi abitano un territorio che si chiama Francia nel cui Stato si parla francese; la
Francia confina con la Germania, abitata dai discendenti dei Germani e che parlano il tedesco. La
multiculturalità e il multiculturalismo mettono in discussione queste "certezze". Una volta ammessa
questa trasformazione, sorge il problema di come superare l'attuale forma dello Stato-nazione per
adeguare lo Stato stesso alla realtà della globalizzazione. Una delle questioni su cui oggi si riflette
maggiormente riguarda i diritti di cittadinanza.
Pensiamo a quegli immigrati che si trovano in Italia da molti anni. Proprio per la loro lunga permanenza in
Italia non è più possibile considerarli stranieri, poiché nel corso degli anni hanno acquisito, probabilmente,
una identità diversa rispetto a quella che li caratterizzava prima di arrivare in Italia.
Il problema si pone ancor di più per i figli di immigrati. Al riguardo della cittadinanza si distinguono due
concezioni:
ius sanguinis (diritto di sangue): la cittadinanza è quella dei genitori. Per esempio, il figlio di immigrati
pachistani, benché nato in Italia, ha cittadinanza pachistana; è la forma giuridica a lungo in vigore in Italia,
dove recentemente si è passati allo ius soli temperato (un genitore con permesso di soggiorno di lungo
periodo);
ius soli (diritto di suolo): la cittadinanza è quella del territorio in cui si nasce, indipendentemente dalla
cittadinanza posseduta dai genitori e dalla loro origine.
Lo ius sanguinis appare più legato alla concezione dello Stato-nazione: io ho cittadinanza italiana se
discendo da genitori di nazionalità italiana (quindi sono italiano anche se, per esempio, sono nato in
Francia); lo ius soli appare invece più adeguato a una società multiculturale, nella quale non contano, le
"origini", ma il fatto di nascere, vivere, studiare e lavorare in un certo territorio. Dunque, nei Paesi di più
antica storia rimane fondamentale la discendenza di sangue; in quelli invece costituitisi attraverso
colonizzazione e flussi migratori, non conta l'origine ma il risiedere su un dato territorio.
Multiculturalismo e democrazia
Come può essere perseguito il multiculturalismo nelle società contemporanee? Il filosofo politico francese
Patrick Savidan, co-fondatore dell"Osservatorio sulle disuguaglianze".
Ha riguardato i "gruppi nazionali", cioè popolazioni che risiedono in un territorio definito e portatrici di una
cultura specifica. E il caso, in Canada, della comunità francofona (cioè di lingua, e origine, francese)
rispetto alla comunità anglofona (di origine inglese). In questi casi, si tratta di comunità da tempo presenti
in un territorio, le quali, a un certo punto, hanno avuto il riconoscimento della propria identità e di diritti
relativi.
Successivamente, la questione ha riguardato i gruppi di migranti. Tali problemi sono stati affrontati nel
quadro delle politiche sull'immigrazione. A seconda dei diversi Paesi d'accoglienza, il problema delle
minoranze è stato affrontato in modo differente. La minoranza vede quindi riconosciuto il diritto alla
conservazione della propria lingua, delle proprie pratiche culturali e religiose. Il multiculturalismo
riconosce dunque la diversità come un valore e chiede un impegno in favore dell'autonomia e della
libertà. La libertà di difendere la propria appartenenza culturale su due principi fondamentali:
uguaglianza, in virtù della quale anche le minoranze vedono riconosciuti i propri diritti;
•diversità culturale come valore da difendere.
DAL TERRORISMO NAZIONALE ALTERRORISMO INTERNAZIONALE
Il multiculturalismo si basa sul punto di vista del terrorismo.
Il terrorismo "tradizionale"
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