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Alternanza Scuola Lavoro: Impresa Formativa Simulata e Percorsi Misti - Prof. Costanzo, Sintesi del corso di Diritto Italiano

sintesi normative scolastica, dal 1860 ad oggi

Tipologia: Sintesi del corso

2021/2022

Caricato il 09/03/2022

katia-furnari
katia-furnari 🇮🇹

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IMPRESA FORMATIVA SIMULATA
Riferimenti normativi
° 104/92, art. 13;L. 196/97artt. 16 e 18;DPR 275/99, artt. 11 e 12;Le.
144/99art. 68;L. 53/03art. 4 sulla Riforma Moratti dei cicli scolastici (che ha
abrogato l’art. 68 della Legge 144/99, ma a partire dall’entrata in vigore del D.L.
226/05 nell’anno scolastico 2009-2010);D.Lvo 77/05sull’alternanza scuola-
lavoro;D.Lvo 226/05sulla riforma Moratti della scuola secondaria di secondo
grado.
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IlD.Lgs 15/4/2005, n. 77applicativo dellal. 28/03/2003, n. 53(riforma Moratti) ha
introdotto la normativa sull’alternanza scuola-lavoro. La nuova legge di riforma
107/2015 amplia questa possibilità rendendola obbligatoria per tutti gli alunni
dell’ultimo triennio delle scuole secondarie di secondo grado nella misura originaria
di 200 ore nei licei e 400 ore negli istituti tecnici e professionali, ridotte poi a210
orenegli istituti professionali,150 negli istituti tecnici e 90 nei liceidal comma
784 dellalegge di stabilità per il 2019145/201818. Queste si possono svolgere
anche durante il periodo di sospensione dell’attività didattica e all'estero.
L’attività può essere svolta presso gli enti già previsti dalD.Lgs 15/4/2005, n.
77oltre a quelli previsti dal comma 34 della nuovaleggedi riforma
ALTERNANZA SCUOLA LAVORO NELLA LEGGE 107/2015
La legge n. 107/2015, conosciuta come “Buona Scuola”, ha introdotto i percorsi
obbligatori di alternanza scuola-lavoro per i trienni di tutte le scuole secondarie
superiori: gli istituti tecnici e professionali, ma anche i licei. L’esperienza che
rappresenta la forma più tradizionale di applicazione è lo stage aziendale, ma il
Ministero ha offerto agli istituti la possibilità di utilizzare il monte ore previsto dalla
legge (400 ore per gli istituti tecnici e professionali e 200 per i licei) anche per una
forma diversa di attività, l’Impresa Formativa Simulata (IFS): una metodologia
didattica che coniuga l’apprendimento con la sua immediata applicazione attraverso il
learning by doing.
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IMPRESA FORMATIVA SIMULATA

Riferimenti normativi ° 104/92 , art. 13; L. n° 196/97 artt. 16 e 18; DPR n° 275/99 , artt. 11 e 12; Le. n° 144/99 art. 68; L. n° 53/03 art. 4 sulla Riforma Moratti dei cicli scolastici (che ha abrogato l’art. 68 della Legge 144/99, ma a partire dall’entrata in vigore del D.L. 226/05 nell’anno scolastico 2009-2010); D.Lvo n° 77/05 sull’alternanza scuola- lavoro; D.Lvo n° 226/05 sulla riforma Moratti della scuola secondaria di secondo grado.


-- Il D.Lgs 15/4/2005, n. 77 applicativo della l. 28/03/2003, n. 53 (riforma Moratti) ha introdotto la normativa sull’alternanza scuola-lavoro. La nuova legge di riforma 107/2015 amplia questa possibilità rendendola obbligatoria per tutti gli alunni dell’ultimo triennio delle scuole secondarie di secondo grado nella misura originaria di 200 ore nei licei e 400 ore negli istituti tecnici e professionali, ridotte poi a 210 ore negli istituti professionali , 150 negli istituti tecnici e 90 nei licei dal comma 784 della legge di stabilità per il 2019 n° 145/201818. Queste si possono svolgere anche durante il periodo di sospensione dell’attività didattica e all'estero. L’attività può essere svolta presso gli enti già previsti dal D.Lgs 15/4/2005, n. 77 oltre a quelli previsti dal comma 34 della nuova legge di riforma ALTERNANZA SCUOLA LAVORO NELLA LEGGE 107/ La legge n. 107/2015, conosciuta come “Buona Scuola”, ha introdotto i percorsi obbligatori di alternanza scuola-lavoro per i trienni di tutte le scuole secondarie superiori: gli istituti tecnici e professionali, ma anche i licei. L’esperienza che rappresenta la forma più tradizionale di applicazione è lo stage aziendale, ma il Ministero ha offerto agli istituti la possibilità di utilizzare il monte ore previsto dalla legge (400 ore per gli istituti tecnici e professionali e 200 per i licei) anche per una forma diversa di attività, l’Impresa Formativa Simulata (IFS): una metodologia didattica che coniuga l’apprendimento con la sua immediata applicazione attraverso il learning by doing.

È una delle modalità di realizzazione dell’alternanza scuola lavoro, attuata mediante la costituzione di un’azienda virtuale animata dagli studenti, che svolge un’attività di mercato in rete (e-commerce) e fa riferimento ad un’azienda reale (azienda tutor o madrina) che costituisce il modello di riferimento da emulare in ogni fase o ciclo di vita aziendale. Si avvale di una metodologia didattica che utilizza in modo naturale il problem solving, il learning by doing, il cooperative learning ed il role playing, costituendo un valido strumento per l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro. Con essa si tende a riprodurre un ambiente simulato che consenta all’allievo di apprendere nuove competenze sotto il profilo operativo, rafforzando quelle conoscenze e competenze apprese nel corso degli studi. Gli studenti, con l’impresa formativa simulata, assumono le sembianze di giovani imprenditori e riproducono in laboratorio il modello lavorativo di un’azienda vera, apprendendo i principi di gestione attraverso il fare (action-oriented learning). L’insieme delle imprese formative simulate, collegate tra loro da una piattaforma informatica, costituisce la rete telematica delle imprese formative simulate, sostenuta attraverso una Centrale di Simulazione (SimuCenter) nazionale o locale, costituita da un sistema che consente alle aziende virtuali in rete di simulare tutte le azioni legate alle aree specifiche di qualsiasi attività imprenditoriale. Il SimuCenter permette, inoltre, alle imprese formative simulate in rete di essere collegate con il mondo virtuale, rappresentato dalle Camere di Commercio, tenutarie del Registro delle Imprese, dall’Agenzia delle Entrate, dalle Banche, dagli Istituti previdenziali e da tutte le altre imprese formative simulate che interagiscono tra loro in concorrenza, ovvero in monopolio o oligopolio, in funzione del grado di maturità o di innovazione del prodotto. L’impresa formativa simulata in origine ha trovato larga diffusione all’interno degli istituti tecnici e professionali del settore economico ad indirizzo amministrativo-commerciale, più vocati agli studi orientati all’imprenditorialità, alla cultura amministrativa e al controllo di gestione dell’impresa moderna. Numerose sono le esperienze operative realizzate da piattaforme informatiche di fornitori diversi che utilizzano analoghe metodologie di fondo (come, ad esempio, I.F.S. e

società civile attraverso la cultura d’impresa, in modo da sviluppare il senso etico dell’interagire con l’ambiente economico circostante, nel rispetto delle conoscenze fondamentali dei concetti di azienda, impresa, etica aziendale e del lavoro.La Terza fase mette il giovane “in situazione” consentendogli di utilizzare gli apprendimenti teorici acquisiti in contesti formali, di dare spazio alla propria creatività scegliendo un modello di riferimento sul territorio e definendo la propria idea imprenditoriale (Business Idea), supportandola dalla necessaria analisi di fattibilità. Ad essa seguirà l’elaborazione del Business Plan. Concetti fondamentali di questa fase sono quelli di impresa tutor o madrina, mission aziendale, scelta della veste giuridica aziendale attraverso la quale esercitare l’attività d’impresa. La Quarta fase consente di diversificare ed approfondire la conoscenza del sistema economico territoriale nell’interazione con i soggetti, con l’elaborazione del Business Plan, inteso come documento strutturato secondo uno schema preciso che sintetizza i contenuti e le caratteristiche del progetto imprenditoriale (Business Idea). Esso viene utilizzato sia per la pianificazione e la gestione dell’azienda, che per la comunicazione esterna verso potenziali finanziatori o investitori. La redazione del Business Plan è funzionale alla nascita di una nuova attività imprenditoriale e deve essere supportata da un’analisi di fattibilità in grado di fornire una serie di dati di natura economico- aziendale, sui quali tracciare linee guida per la costituzione dell’attività. In questa fase il giovane si confronta con i concetti di formula imprenditoriale, organizzazione gestionale, budget economico-finanziario e si esercita dapprima a pianificare una singola attività e, successivamente, a programmare le fasi di sviluppo della stessa, insieme al gruppo-classe, apprendendo le tecniche di team working. La Quinta fase è relativa alla costituzione e start-up dell’impresa simulata nel rispetto della normativa vigente e con il supporto dell’infrastruttura digitale di simulazione disponibile sul territorio (SimuCenter), ovvero a livello nazionale. In questa fase viene redatto l’atto costitutivo e lo statuto, con la relativa documentazione a supporto della fase di start up ed il conseguente impianto contabile e amministrativo dell’azienda. La Sesta fase si riferisce alla gestione operativa dell’impresa formativa simulata, con particolare

attenzione alla gestione produttiva e commerciale. La piattaforma di simulazione ha il ruolo di supportare l’attività di e-commerce e consente la connessione e l’operatività tra le imprese formative simulate presenti nella rete territoriale o nazionale. Gli aspetti significativi di tale fase sono la produzione e il commercio dei prodotti simulati, l’istituzione del “negozio virtuale” inteso come vetrina di esposizione e vendita dei prodotti, gli adempimenti fiscali e contributivi, la gestione ed il controllo dell’operatività aziendale, la comunicazione aziendale, obbligatoria e facoltativa. Il percorso proposto coinvolge l’attività di tutto il Consiglio di Classe e contribuisce a far acquisire a tutti gli studenti conoscenze teoriche e applicative, spendibili in vari contesti di vita, di studio e di lavoro, nonché abilità cognitive idonee per risolvere problemi, quali quelli di sapersi gestire autonomamente in ambiti caratterizzati da innovazioni continue e assumere progressivamente anche responsabilità per la valutazione e il miglioramento dei risultati da ottenere.Il percorso di alternanza scuola lavoro in impresa formativa simulata non richiede, anche se non esclude, il tirocinio presso aziende situate nel territorio. L’esperienza aziendale, infatti, viene praticata a scuola in laboratorio e riproduce tutti gli aspetti di un’azienda reale, con il tutoraggio dell’azienda madrina. Essa rappresenta, quindi, un’opportunità per realizzare l’alternanza scuola lavoro, anche in quelle istituzioni scolastiche il cui territorio presenta un tessuto imprenditoriale poco sviluppato, ovvero caratterizzato da un ridotto numero di imprese, per lo più di dimensioni piccole e medie, che hanno difficoltà a ospitare studenti per lunghi periodi. E’ comunque importante un contatto continuo con l’azienda tutor; gli incontri dei tutor aziendali con gli studenti e le visite degli studenti in azienda rafforzano, infatti, il legame con la realtà. L’esperienza in impresa formativa simulata permette allo studente l’acquisizione di tutte le competenze chiave europee, con particolare riferimento allo spirito di iniziativa e imprenditorialità, contribuendo inoltre all’educazione finanziaria dell’allievoNel dettaglio, le competenze raggiungibili dagli studenti che partecipano ad esperienze di alternanza in impresa formativa simulata possono essere classificate in tre differenti categorie, declinabili in una griglia di valutazione, il cui modello è liberamente scelto

I PERCORSI MISTI

Già da vari anni, nella scuola superiore vi è la possibilità di attivare dei percorsi formativi misti che prevedono l’alternanza scuola/formazione professionale e/o scuola/lavoro all’interno della programmazione didattica. In questi percorsi gli alunni con disabilità hanno la possibilità di frequentare in orario scolastico un CFP (Corso di Formazione Professionale) e/o un ente, privato o pubblico, per svolgere delle attività di formazione e pre-avviamento al lavoro. Nel caso di attivazione di tali percorsi può essere decisa una riduzione della frequenza scolastica e si deve assolutamente tener conto di queste attività nella valutazione finale dell’alunno.Tali percorsi hanno una importante valenza formativa ed educativa per i ragazzi che vi partecipano, in quanto vanno ad operare sia nell’ambito cognitivo, che in quello sociale e dell’autonomia personale. I percorsi misti quindi sono un’ottima occasione di integrazione scolastica : se organizzati in maniera accurata, infatti, offrono agli alunni l’inconsueta opportunità di sperimentarsi competenti in contesti lavorativi, migliorando così sia la motivazione all’apprendimento che la propria autostima. Il percorso mist o fa parte integrante del PEI dell’alunno con disabilità e deve quindi essere concordato in sede di GLH operativo. Per attivare un percorso misto è necessario compiere alcuni passi:

  • Innanzi tutto individuare una struttura esterna alla scuola adeguata. Di questo può occuparsi direttamente la scuola, oppure la famiglia o gli operatori socio- sanitari della ASL o degli Enti Locali: non importa chi trova la struttura, l’importante e che gli accordi vengano poi formalizzati dal Dirigente scolastico.
  • Stipulare una Convenzione tra la scuola in cui è iscritto l’alunno e l’ente dove si svolgerà l’avviamento al lavoro (CFP, negozi, aziende o enti sia pubblici che privati, …).
  • Integrare l’attività svolta al di fuori della scuola nella didattica scolastica, in modo che divenga parte integrante del percorso scolastico dell’alunno. In questo senso sarebbe molto auspicabile prevedere e progettare una modalità di coinvolgimento anche della classe di appartenenza. 1. La struttura esterna La struttura dove svolgere un percorso misto può essere un Centro di Formazione Professionale (ci sono esempi di corsi di informatica o progetti di Orientamento al Lavoro, come il RASFOL). Tramite i CFP si può poi arrivare alle altre strutture dove è possibile svolgere la parte esterna del percorso, oppure si possono contattare direttamente tali strutture senza coinvolgere prima un CFP.

Queste strutture possono essere pubbliche (ci sono esempi di scuole materne o segreterie delle stesse scuole di appartenenza dell’alunno) o private (negozi, società, aziende…) e comunque qualunque struttura che possa essere adatta per introdurre l’alunno ad un’esperienza pre-lavorativa e che naturalmente sia disposta ad accoglierlo. La Convenzione La Convenzione, deve essere concordata e stipulata tra il Dirigente Scolastico e la Direzione della struttura formativa esterna. Naturalmente sono necessarie le autorizzazioni di: genitori, consiglio di classe, Dirigente Scolastico, Direzione della struttura esterna. La Convenzione viene promossa dal Dirigente Scolastico e regolamenta tutto ciò che concerne la collaborazione tra gli enti (scuola ed ente esterno) e le attività di formazione dell’alunno. Viene perciò stabilito l’ orario in cui l’alunno sarà presente a scuola e quello in cui svolgerà attività formative all’esterno. In particolare è necessario stabilire gli obblighi delle parti, gli obiettivi didattici del percorso e le attività , il ruolo e le mansioni dell’alunno. Rispetto agli obblighi :

  1. la Scuola deve:
  • Pagare l' assicurazione sia dell’alunno che dell’insegnante per il sostegno per quanto riguarda il trasferimento dalla scuola al luogo di formazione. L’assicurazione per la permanenza nel luogo esterno è già coperta dalle consuete spese assicurative della scuola, poiché tale attività rientra nell’orario scolastico. Vi sono state esperienze in cui sono state estese a questi momenti formativi l’assicurazione che la scuola aveva già stipulato per i previsti Stage dei suoi alunni.
  • Garantire la presenza dell’ insegnante di sostegno anche nel luogo esterno alla scuola. Nelle attività esterne infatti l’alunno può essere seguito dall’insegnante di sostegno, in orario di servizio. Non è necessario che tale insegnante sia sempre presente, ma, per ovvi motivi di continuità, deve comunque seguire il lavoro svolto all’esterno, soprattutto nel primo inserimento. Bisogna altresì evitare che tutte le ore dell’insegnante di sostegno si svolgano nell’ambito formativo, trascurando così la formazione nella scuola. E' possibile anche utilizzare l'assitente per l'autonomia e la comunicaizone fornito dalla provincia.
  • Garantire l’ integrazione del percorso svolto al di fuori della scuola con l’attività didattica scolastica e, necessariamente, con la successiva valutazione finale.
  1. Il CFP deve:
  • Garantire la presenza di una figura con funzioni simili a quelle dell’ insegnante di sostegno , in aggiunta a quella della scuola.
  • L’ attività del ragazzo deve essere svolta insieme agli altri corsisti, potendosi prevedere anche dei momenti particolari di attività con il singolo.
  1. L’ Azienda o Ente deve: