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Documento composto da appunti e con approfondimenti sul web, contenente informazioni riguardo pandemia virus e batteri, utili nel caso si dovesse portare come argomento la pandemia.
Tipologia: Appunti
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Cos’è una pandemia? In che cosa differisce da un’epidemia? Il termine pandemia deriva dal greco antico e significa “che riguarda tutto (pan) il popolo (demos)” e si utilizza quando una malattia dilaga in tutto il Pianeta. Il fatto che una malattia sia diffusa in più continenti o in zone molto estese, tutta la terra, non necessariamente comporta conseguenze drammatiche: assistiamo spesso a pandemie di influenza con tassi di mortalità molto bassi. Il termine viene spesso contrapposto a epidemia che in greco significa “che riguarda (epì) il popolo” e che si usa quando una malattia si diffonde rapidamente in un determinato momento in un territorio, ma non in tutto il mondo. (Può durare settimane, mesi o anche di più). Si usa infine il termine endemico quando ci si riferisce a una malattia che è stabilmente presente solo ed esclusivamente in territori circoscritti. Ad esempio, la malaria è endemica nelle zone paludose. Oppure il morbillo in Italia è endemico. Il fatto che una malattia si diffonda facilmente fino ad arrivare a essere una pandemia non deve sorprenderci: siamo in un mondo globalizzato. L’OMS ha individuato una serie di criteri che devono essere soddisfatti affinché si possa parlare di pandemia. In primis, è necessario trovarsi di fronte ad un agente patogeno (sono agenti biologici responsabili dell'insorgenza della condizione di malattia nell'organismo ospite) esterno che presenta caratteri differenti da quelli che invece sono propri di virus, funghi e batteri che già sono in circolazione all’interno degli organismi umani; proprio per questo la maggior parte della popolazione è soggetta all’infezione, in quanto non possiede gli anticorpi e le difese immunitarie adatte per combattere l’agente patogeno in maniera efficace. Questo agente deve essere quindi in grado di infettare l’essere umano, causare una malattia ed essere trasmissibile da uomo a uomo.
I batteri e i virus sono strutture organiche minuscole, invisibili ai nostri occhi e presenti ovunque, con i quali entriamo continuamente in contatto. Si trovano in grandi quantità anche sulla pelle o all’interno del nostro corpo, ma non sempre ci causano problemi di salute; anzi, spesso collaborano con le difese immunitarie del nostro organismo, proteggendolo dall’assalto di microrganismi pericolosi. Esistono però virus e batteri particolari, chiamati patogeni, che sono capaci di sviluppare infezioni gravi nelle piante, negli animali e quindi anche nell’uomo. Il contatto con un virus può provocare, per esempio, la comune influenza, il morbillo, la varicella o la malattia da coronavirus 19 (Covid-19), che ha già colpito decine di milioni di persone in tutto il mondo. Sebbene spesso vengano confusi, batteri e virus sono tra loro molto diversi sia per dimensioni sia per la modalità con cui si accrescono e si riproducono.
I batteri sono appena visibili al microscopio ottico. Le loro dimensioni, infatti, sono dell’ordine di micrometri. Il micrometro (μm) è un’unità di misura che corrisponde a un millesimo di millimetro (0, mm). In media, i batteri misurano da 1 a 10 μm. I virus sono da 100 a 1000 volte più piccoli dei batteri e si osservano con uno strumento d’ingrandimento molto potente, il microscopio elettronico, utile anche per osservare le strutture interne dei batteri. Si misurano usando il nanometro (nm).
I batteri sono organismi unicellulari (cioè formati da una sola cellula) in grado di vivere e moltiplicarsi in modo autonomo. Possiedono una parete cellulare e una membrana cellulare che racchiude il citoplasma e il materiale genetico (DNA). Alcuni presentano anche uno o più filamenti, chiamati flagelli, che ne consentono il movimento. I virus sono più semplici dei batteri, non hanno una struttura cellulare e non possono moltiplicarsi in modo autonomo: per replicarsi e diffondersi devono necessariamente penetrare e infettare le cellule di altri organismi, non solo animali e vegetali, ma anche batteri. I virus sono quindi dei parassiti obbligati, poiché sono incapaci di svolgere tutte le principali funzioni tipiche dei viventi, per gli scienziati i virus si trovano al confine tra il mondo vivente e il mondo non vivente. Si può pensare al virus come a un contenitore che racchiude al suo interno alcune importanti istruzioni. L’involucro esterno è chiamato capside ed è formato da proteine (capsomeri); Le istruzioni al suo interno sono molecole di materiale genetico (DNA o RNA). In alcuni virus esiste anche un pericapside (envelope), un ulteriore strato esterno costituito da fosfolipidi e proteine.
La struttura degli involucri esterni, oltre alla presenza di DNA o RNA, permette di riconoscere e classificare i virus. Nei virus in cui è presente soltanto il capside , la disposizione delle sue proteine determina la forma generale; si possono infatti riconoscere virus elicoidali, sferici, ovali, bastoncello o filamentosi. Dove invece è presente anche il pericapside , sono le proteine dell’involucro virale più esterno a determinarne la forma e l’aspetto. I coronavirus, per esempio, hanno proteine, dette spike, che sporgono dal pericapside formando protuberanze che conferiscono a questi virus la tipica forma a corona.