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Paniere completo di Scienze delle finanze ecampus, Panieri di Scienza delle Finanze

Paniere completo di risposte a domande chiuse e aperte di scienze delle finanze prof. Federica Volonterio università ecampus. Se il documento ti è stato utile lascia una recensione (guadagnerai punti!!), grazie e buono studio.

Tipologia: Panieri

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Set Domande
SCIENZA DELLE FINANZE
SERVIZI GIURIDICI PER L'IMPRESA (D.M. 270/04)
Docente: Volonterio Federica
Generato il 11/02/2018 17:53:26
N° Domande Aperte 100
N° Domande Chiuse 182
Downloaded by Davide Bontacchio ([email protected])
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Set Domande

SCIENZA DELLE FINANZE

SERVIZI GIURIDICI PER L'IMPRESA (D.M. 270/04)

Docente: Volonterio Federica

Generato il 11/02/2018 17:53: N° Domande Aperte 100 Downloaded by Davide Bontacchio ([email protected])^ N° Domande Chiuse^^182

Set Domande: SCIENZA DELLE FINANZE

SERVIZI GIURIDICI PER L'IMPRESA (D.M. 270/04)

Set Domande: SCIENZA DELLE FINANZE SERVIZI GIURIDICI PER L'IMPRESA (D.M. 270/04) Docente: Volonterio Federica

© 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 11/02/2018 17:53:26 - 4/

Lezione 002

01. Cos' è l'imposta?

Il prezzo di un bene o di un servizio pubblico Un tributo destinato a finanziare una spesa indivisibile II corrispettivo di in servizio pubblico o di un provvedimento amministrativo Un contributo per un'opera pubblica da cui si trae uno specifico vantaggio

02. Su cosa si applicano le imposte dirette?

Sulle importazioni e sulle esportazioni reddito e patrimonio Sui consumi Sugli affari

03. Su cosa si applicano le imposte indirette?

Consumi e strasferimenti di ricchezza Reddito e patrimonio Sugli affari Sull'utile degli enti non commerciali

04. Cos'è fiscalmente il biglietto dell'autobus?

un prezzo pubblico Un contributo Un'imposta Una tassa

05. Cos'è la tassa?

il prezzo di un bene o di un servizio pubblico Un contributo per un'opera pubblica da cui si trae uno specifico vantaggio Il corrispettivo di in servizio pubblico o di un provvedimento amministrativo Un tributo destinato a finanziare una spesa indivisibile

06. Cos' è l'imposta?

Un contributo per un'opera pubblica da cui si trae uno specifico vantaggio Un tributo destinato a finanziare una spesa indivisibile Il prezzo di un bene o di un servizio pubblico II corrispettivo di in servizio pubblico o di un provvedimento amministrativo

07. Cos'è fiscalmente il biglietto dell'autobus?

Un'imposta Un contributo Una tassa un prezzo pubblico

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Set Domande: SCIENZA DELLE FINANZE SERVIZI GIURIDICI PER L'IMPRESA (D.M. 270/04) Docente: Volonterio Federica

© 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 11/02/2018 17:53:26 - 5/

08. Cos'è la tassa? Il corrispettivo di in servizio pubblico o di un provvedimento amministrativo Un tributo destinato a finanziare una spesa indivisibile Un contributo per un'opera pubblica da cui si trae uno specifico vantaggio il prezzo di un bene o di un servizio pubblico 09. Su cosa si applicano le imposte dirette? reddito e patrimonio Sugli affari Sulle importazioni e sulle esportazioni Sui consumi 10. Su cosa si applicano le imposte indirette? Reddito e patrimonio Sull'utile degli enti non commerciali Consumi e strasferimenti di ricchezza Sugli affari 11. Cos' è l'imposta? II corrispettivo di in servizio pubblico o di un provvedimento amministrativo Il prezzo di un bene o di un servizio pubblico Un tributo destinato a finanziare una spesa indivisibile Un contributo per un'opera pubblica da cui si trae uno specifico vantaggio 12. Il teorema di Barone Il teorema di Barone, elaborato dall’economista italiano Ernesto Barone nel 1912, è uno dei più importanti contributi italiani alla teoria degli effetti delle imposte. Il teorema afferma che, a parità di gettito, le imposte dirette sono preferibili a quelle indirette. Le prime infatti, non alterando i costi marginali nè i prezzi, non provocano distorsioni nell'allocazione delle risorse; inoltre, esse, per la stessa ragione, richiedono un minore sacrificio del benessere del contribuente. Barone ha, dunque, dimostrato che un'imposta sul reddito pone un individuo su di una curva di indifferenza inferiore rispetto a quella sulla quale si trovava prima dell'imposta, ma comunque superiore alla curva di indifferenza su cui finirebbe allorché subisse un'imposta di consumo di eguale ammontare di un'imposta sul reddito. Ne discende che, a parità di riscossione, il sacrificio è maggiore a seguito dell'applicazione di un'imposta indiretta piuttosto che di una diretta. A parità di sacrificio per il contribuente, invece, il fisco percepisce meno con l'imposizione indiretta che con quella diretta.

Set Domande: SCIENZA DELLE FINANZE SERVIZI GIURIDICI PER L'IMPRESA (D.M. 270/04) Docente: Volonterio Federica

Lezione 004

© 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 11/02/2018 17:53:26 - 7/

01. Quali tra le risposte sotto riportate rientrano tra i concetti di reddito: reddito quale consumo reddito quale imposta regressiva reddito quale imposta progressiva nessuna delle risposte precedenti 02. La capacità contributiva La capacità contributiva è un principio fondamentale del diritto tributario, espressamente sancito dall'art. 53 della Costituzione il quale stabilisce che “tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”. Al principio costituzionale contenuto nell'articolo 53, possiamo attribuire un duplice valore normativo:

  • garantista perché è costituzionalmente legittimo imporre tributi solo in ragione del fatto che ciò avvenga secondo la capacità contributiva e quindi tenendo conto di idonei indici rilevatori di ricchezze. Il legislatore risulta pertanto vincolato sia nella scelta nel presupposto del tributo ed inoltre che il presupposto del tributo non può essere un fatto qualunque ma deve essere un fatto che esprime forza economica:
  • Solidaristico perché connesso al doveri inderogabili di solidarietà di cui all'art. 2 Cost. Il dovere di concorrere alle spese pubbliche, come dovere di tutti deve essere infatti commisurato in ragione della capacità contributiva. Non basta dunque il verificarsi del presupposto d'imposta, ma occorre che tale presupposto (ovvero il possesso di reddito) manifesti la situazione economica complessiva del contribuente, ai fini di una giusta ripartizione del carico fiscale. Non tutta la capacità economica è però capacità contributiva come è facile desumere dal principio dell'esclusione del minimo vitale. Sul piano sistematico, gli indici di capacità contributiva sono il reddito, il patrimonio, il consumo; a questi, si aggiungono la spesa complessiva, gli incrementi patrimoniali e gli incrementi di valore del patrimonio non legati a un'attività del soggetto passivo. In presenza di questi indici, la prestazione tributaria trova la sua giustificazione nella mera possibilità economica (effettiva e reale, e non presunta o fittizia) di concorrere all'interesse collettivo, in ragione dell'esistenza di una ricchezza superiore alle esigenze dell'economia individuale. 03. Le teorie del sacrificio nel prelievo tributario

Principio mediante il quale viene stabilita la capacità contributiva dei soggetti economici. Più precisamente, la capacità contributiva viene determinata collegandola al concetto di sacrificio in termini di riduzione dell'utilità di un soggetto economico a seguito dell'introduzione di un'imposta. Esistono tre formulazioni diverse del principio del sacrificio: — il principio del sacrificio uguale, elaborato da J.S. Mill che prevede che l'imposta debba colpire ogni contribuente in modo uguale, riducendone cioè l'utilità nella stessa misura. Il tipo d'imposta da applicare varia a seconda della forma della funzione di utilità marginale del reddito: se questa risulta costante affinché si rispetti il principio del sacrificio assoluto si dovrà applicare un'imposta regressiva. Se invece la funzione dell'utilità marginale è decrescente allora bisognerà stabilire il tipo di imposta da applicare in relazione alla variazione del reddito; — il principio del sacrificio proporzionale, stabilisce che l'imposta deve generare una perdita di utilità proporzionale all'utilità totale derivante dal reddito di ogni contribuente. Tale principio rende più semplice la scelta dell'imposta che assicura un'equa ripartizione del carico tributario; infatti, ciò che in questo caso dovrà risultare uguale è il rapporto tra l'utilità sottratta e l'utilità del reddito; — il principio del sacrificio minimo, stabilisce che l'utilità marginale del reddito in seguito all'introduzione di un'imposta deve essere uguale per tutti i contribuenti. Ciò significa che, data una funzione di utilità marginale non costante del reddito, un prelievo uguale in termini di reddito comporta, per differenti livelli di reddito, diversi sacrifici in termini di utilità. Questo sacrificio è, però, sempre maggiore via via che ci si sposta da redditi elevati a redditi più bassi.

Set Domande: SCIENZA DELLE FINANZE SERVIZI GIURIDICI PER L'IMPRESA (D.M. 270/04) Docente: Volonterio Federica

© 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 11/02/2018 17:53:26 - 8/

Lezione 005

01. Le entrate pubbliche si possono classificare come: entrate tributarie e entrate extra-tributarie un componente positivo deducibile un componente negativo deducibile nessuna delle risposte precedenti 02. La tassa: corrisponde al prezzo pubblico nessuna delle risposte precedenti è un tributo dovuto in cambio dell'emanazione di un provvedimento o di un pubblico servizio è un'imposta dovuta in cambio dell'emanazione di un provvedimento o di un pubblico servizio 03. Le entrate pubbliche Insieme delle risorse che affluiscono allo Stato e agli altri enti pubblici per far fronte al fabbisogno finanziario della loro gestione. Le entrate sono costituite da tutti i redditi, proventi e crediti, di qualsiasi natura, che lo Stato e gli altri enti pubblici hanno il diritto di riscuotere in virtù di leggi, decreti, regolamenti od altri titoli. Tali mezzi monetari possono provenire dall'esplicazione di un'attività industriale o commerciale (entrate di diritto privato) oppure possono trovare il loro fondamento nella potestà di imperio statale ed in quella finanziaria derivata degli enti minori. In tale ultimo caso le entrate sono definite di diritto pubblico o tributi e sono costituite da imposte, tasse e contributi, tributi speciali e pene pecuniare (quali ammende e multe). Sotto il profilo economico le entrate si distinguono in: — originarie: sono quelle che provengono dal patrimonio dello Stato e degli altri enti pubblici, oppure derivano da una attività svolta dagli stessi enti in campo economico (ad esempio attraverso lo strumento della impresa pubblica ; — derivate: sono quelle che consistono nei prelevamenti coattivi di risorse dalle economie private, vale a dire le imposte, le tasse, i contributi e le imposte speciali; Sotto il profilo contabile, le entrate si distinguono in: — ordinarie: dipendendo da cause permanenti si rinnovano regolarmente per ogni esercizio finanziario; tali son le entrate originarie e quelle tributarie (esempio: imposta sul reddito delle persone fisiche); — straordinarie: sono quelle che ricorrono saltuariamente, in relazione a nuove ed impreviste esigenze di spesa non sostenibili con entrate ordinarie come le imposte una tantum ed il ricorso a prestiti pubblici. Infine, a seconda della loro natura le entrate vengono classificate in: — entrate tributarie — entrate extratributarie ; — entrate derivanti da alienazioni e ammortamento di beni patrimoniali e rimborso di crediti. Tutte le entrate pubbliche statali debbono essere iscritte nel bilancio di previsione dello Stato, rimanendo comunque impregiudicato per lo Stato il diritto a riscuotere anche quelle che non siano in esso previste. 04. Le entrate straordinarie dello Stato Attività finanziaria imposta da esigenze straordinarie ed impreviste della collettività, che determinano una richiesta addizionale di mezzi finanziari. In circostanze lo Stato e gli enti pubblici ricorrono ad entrate di tipo diverso da quello ordinario che vengono, perciò, definite entrate straordinarie. Queste entrate, tuttavia, sono straordinarie più di nome che di fatto, in quanto costituiscono normali mezzi di copertura finanziaria cui lo Stato ricorre con sempre maggiore frequenza. In dottrina nella finanza straordinaria vengono fatte rientrare: — alienazioni di beni patrimoniali di proprietà statale; — ricorso al c.d. tesoro di guerra; — contribuzioni straordinarie; — ulteriori emissioni di carta moneta; — stipulazione di nuovi debiti pubblici. Alcune di queste entrate creano al cittadino l'illusoria convinzione di non sopportare in proprio alcun onere, mentre di fatto tali spese ricadono sempre a suo carico perché l'impoverimento dello Stato imporrà, successivamente, un maggior aggravio fiscale per rinsanguare le casse erariali.

Set Domande: SCIENZA DELLE FINANZE SERVIZI GIURIDICI PER L'IMPRESA (D.M. 270/04) Docente: Volonterio Federica

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Lezione 007

01. Che cos'è il presupposto in materia fiscale?

La capacità contributiva La base imponibile Ciò che determina il sorgere dell'obbligazione tributaria L'obbligazione tributaria

02. Le categorie di reddito previste all'art. 6, comma1 del Tuir:

sono sei sono applicabili solo agli enti non commerciali sono applicabili solo alle società di capitali nessuna delle risposte precedenti

03. Cos'è il patrimonio?

L'insieme dei beni immobili e del danaro di cui un individuo dispone Le variazioni incrementative della ricchezza I cespiti posseduti da un determinato individuo L'insieme delle situazioni soggettive di cui un determinato soggetto è titolare

04. Che cos'è il presupposto in materia fiscale?

Ciò che determina il sorgere dell'obbligazione tributaria La capacità contributiva La base imponibile L'obbligazione tributaria

05. Cos'è il patrimonio?

I cespiti posseduti da un determinato individuo L'insieme della situazioni soggettive di cui un determinato soggetto è titolare L'insieme dei beni immobili e del danaro di cui un individuo dispone Le variazioni incrementative della ricchezza

06. Cosa rientra fra le deduzioni di imposta?

Gli interessi passivi per l'acquisto dell'abitazione principale Le spese veterinarie Le spese funebri Gli assegni periodici corrisposti al coniuge separato

07. Come vengono tassati i redditi dei coniugi?

Cumulativamente Separatamente In parti uguali E' tassato uno solo dei coniugi in base ad accordo fra gli stessi coniugi

Set Domande: SCIENZA DELLE FINANZE SERVIZI GIURIDICI PER L'IMPRESA (D.M. 270/04) Docente: Volonterio Federica

© 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 11/02/2018 17:53:26 - 11/

08. Nell'impresa familiare qual è l quota massima di partecipazione che può essere attribuita ai collaboratori familiari?

5% 49% 95% 51%

09. Come vengono tassati i redditi dei coniugi?

Cumulativamente In parti uguali E' tassato uno solo dei coniugi in base ad accordo fra gli stessi coniugi Separatamente

10. Cos'è il reddito?

I cespiti posseduti da un determinato individuo Le variazioni incrementative del patrimonio L'insieme dei beni immobili e del danaro di cui un individuo dispone L'insieme delle situazioni soggettive di cui un determinato soggetto è titolare

11. Cosa rientra fra le detrazioni di imposta?

I contributi versati per le forme pensionistiche complementari Le spese sanitarie Gli assegni periodici corrisposti al coniuge separato I contributi Inps

12. Cosa può essere sottratto dall'imposta netta?

Gli assegni di mantenimento per i figli minori Gli interessi passivi sulla prima casa i contributi per le forme pensionistiche complementari Le ritenute d'acconto subite

13. Quale fra i seguenti redditi è soggetto a tassazione separata?

Le plusvalenze derivanti da cessioni di aziende possedute da più di cinque anni Le plusvalenze derivanti dalla compravendita di azioni I proventi derivanti dai dividendi Gli interessi sui mutui

14. Come sono tassati i redditi e le perdite prodotti in forma associata?

I redditi sono tassati in capo all'associazione e le perdite in capo ai singoli soci I redditi e le perdite sono tassati in capo ai singoli soci I redditi sono tassati in capo ai singoli soci e le perdite in capo all'associazione I redditi e le perdite sono tassati in capo all'associazione

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© 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 11/02/2018 17:53:26 - 13/

Lezione 008

01. La liquidazione dell'imposta Determinazione della somma dovuta a titolo d'imposta dal contribuente. Può fondarsi sui dati indicati dal contribuente in una dichiarazione tributaria, su un accertamento operato d'ufficio dall'ente impositore o su di una rettifica della dichiarazione resa dal contribuente. La liquidazione dell'imposta si presenta normalmente come la fase terminale del procedimento d'accertamento del debito d'imposta, procedimento che consta di quattro fasi: — dichiarazione del contribuente; — controllo della suddetta dichiarazione; — determinazione del debito di imposta da parte dell'ufficio nell'ipotesi di inesattezza della dichiarazione; — liquidazione dell'imposta dovuta. Per molti tributi (imposte dirette, IVA) si ha una liquidazione anticipata e provvisoria dell'imposta che verrà corrisposta a seguito della dichiarazione: casi tipici sono rappresentati dagli acconti d'imposta. 02. La tassazione separata La tassazione separata riguarda quei redditi la cui formazione è di tipo pluriennale; essi pur essendo percepiti in un’unica soluzione derivano, generalmente, da fatti economici a formazione pluriennale. Da qui la necessità di tassarli non con il regime ordinario Irpef che comporterebbe lo scatto di aliquota più elevata, ma attraverso uno specifico processo che prevede una distinta aliquota. La tassazione separata costituisce, quindi, un correttivo al principio del reddito complessivo che è alla base della determinazione dell’imposta personale (IRPEF). I redditi a tassazione separata sono elencati tassativamente nell’art. 17 e nell’art. 7 comma 3 del T.U.I.R. E’ possibile suddividere tali redditi in quattro categorie principali:

  • redditi percepiti dagli eredi per beni o attività del defunto;
  • imposte ed oneri rimborsati;
  • plusvalenze da cessioni immobiliari;
  • arretrati di lavoro dipendente o pensione, T.F.R. e redditi a formazione pluriennale.

Nel caso di trattamento di fine rapporto l’aliquota che si applica è data dalla divisione dell’imponibile per il numero

di anni di durata del rapporto e moltiplicando il risultato per 12.

Per gli altri redditi tassati separatamente l’imposta è determinata attraverso l’applicazione dell’imponibile

dell’aliquota Irpef corrispondente alla metà del reddito complessivo netto del biennio precedente

Set Domande: SCIENZA DELLE FINANZE SERVIZI GIURIDICI PER L'IMPRESA (D.M. 270/04) Docente: Volonterio Federica

Lezione 009

© 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 11/02/2018 17:53:26 - 14/

01. In quale misura i mangimi devono provenire dal terreno perchè il reddito prodotto possa essere classificato come agrario? Due terzi La metà Un quarto Un terzo 02. I fabbricati dati in affitto per l'esercizio di attività commerciali in quale genere di reddito rientrano? Capitale Fondiario Impresa Reddito diverso 03. Nella determinazione dei redditi fondiari la categoria D degli immobili a cosa corrisponde? Immobili speciali Immobili industriali Immobili ad uso collettivo Edifici commerciali 04. Cos'è la cedolare secca? Un'imposta sostitutiva della registrazione dei contratti di affitto di azienda Un'imposta sostitutiva sulle compravendite immobiliari dell'imposta di registro Un'imposta sostitutiva sui redditi derivanti da locazione immobiliare dell'irpef dell'imposta di registro e di bollo Un'imposta sostitutiva della registrazione dei contratti di donazione di immobili 05. I REDDITI FONDIARI I redditi fondiari sono i redditi che derivano dal possesso di terreni (reddito dominicale ed agrario) e di fabbricati situati nel territorio dello Stato che sono o devono essere iscritti, con attribuzione di rendita, nel catasto dei terreni o nel catasto edilizio urbano. Ai fini dell’imposizione fiscale è, infatti, sufficiente che l’immobile sia iscrivibile e risulta irrilevante il requisito formale dell’effettiva iscrizione catastale. I redditi fondiari concorrono a formare il reddito complessivo dei soggetti che li possiedono, indipendentemente dalla loro percezione. Sono, infatti, imputati per competenza e non per cassa, per il periodo di imposta in cui si è verificato il possesso. I redditi fondiari, derivanti da fabbricati locati, prodotti in Italia devono essere dichiarati dalle persone fisiche anche se residenti in uno Stato estero. A partire dall’anno 2012, in relazione al reddito dei terreni, l’Imu sostituisce l’Irpef e le relative addizionali regionali e comunali sul reddito dominicale, mentre il reddito agrario continua ad essere assoggettato a tassazione. Per quanto riguarda invece il reddito dei fabbricati l’Imu sostituisce l’Irpef sugli immobili non locati, compresi quelli concessi in comodato d’uso gratuito (nel caso invece degli immobili non locati, situati nello stesso Comune dove si trova l'immobile adibito ad abitazione principale, il loro reddito è assoggetato ad Irpef nella misura del 50%). Inoltre, nel caso di esenzione ai soli fini Imu, deve essere considerato ai fini Irpef anche il reddito derivante dagli immobili non affittati. I redditi fondiari devono essere dichiarati dal proprietario o dal titolare di altro diritto reale. I redditi dominicali, agrari e di fabbricati sono imputati indipendentemente dalla percezione, per il periodo d’imposta durante il quale si è verificato il possesso, al proprietario o al titolare di altro diritto reale sull’immobile. Sono, infatti, imputati per competenza e non per cassa. Fanno eccezione a questa regola i coltivatori diretti assegnatari di terreni da enti di sviluppo e gli assegnatari di alloggi in qualità di soci di cooperative edilizie. In entrambi i casi l’assegnazione è assimilata ad un diritto reale e quindi comporta l’imputazione del reddito fondiario. L’assegnazione al coniuge separato della casa familiare, invece, non costituendo diritto reale, è ininfluente ai fini dell’imputazione del reddito fondiario, che compete al proprietario dell’immobile. Riguardo alla percezione del reddito, altra eccezione alla regola generale è costituita dal diritto, in caso di conclusione del procedimento giurisdizionale di sfratto per morosità, non solo di non dichiarare il reddito non percepito nel periodo d’imposta durante il quale si è concluso il procedimento di sfratto, ma di chiedere il credito d’imposta in relazione alle maggiori imposte pagate negli anni precedenti. In caso di contitolarità del diritto (ad esempio immobile di proprietà dei coniugi) o di coesistenza di più diritti (ad esempio usufrutto per una parte e per la restante parte piena proprietà) il reddito fondiario deve essere dichiarato dai contribuenti, secondo la propria quota di diritto. In caso di trasferimento della proprietà o di altro diritto reale nel corso dell’anno, l’imputazione a ciascun possessore è proporzionale alla durata del suo possesso.

Set Domande: SCIENZA DELLE FINANZE SERVIZI GIURIDICI PER L'IMPRESA (D.M. 270/04) Docente: Volonterio Federica

© 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 11/02/2018 17:53:26 - 16/

Lezione 010

01. Qual è l'aliquota applicata sugli interessi prodotti dai titoli di Stato?

10% 27,50% 12,50% 20%

02. I proventi derivanti dall'esercizio di impresa commerciale individuale in quale categoria di reddito rientrano?

Di impresa Diversi Autonomo Di capitale

03. Qual è l'aliquota applicata sugli interessi prodotti dai titoli di Stato?

10% 12,50% 27,50% 20%

04. I redditi provenienti da contratto di assicurazione sulla vita in quale categoria di reddito rientrano?

Di capitale Diversi Impresa Autonomo

05. Quale fra le seguenti categorie di redditi è tassata senza deduzione di spese?

Di capitale Di impresa Diversi Fondiari

06. Quali fra le categorie di reddito sotto elencate costituisce reddito di capitale?

Proventi derivanti da brevetti Capital gains Dividendi Prestazioni di lavoro occasionale

07. I proventi derivanti dai dividendi sono:

nessuna delle risposte precedenti entrate extra-tributarie un componente negativo deducibile redditi di capitale

Set Domande: SCIENZA DELLE FINANZE SERVIZI GIURIDICI PER L'IMPRESA (D.M. 270/04) Docente: Volonterio Federica

© 2016 - 2018 Università Telematica eCampus - Data Stampa 11/02/2018 17:53:26 - 17/

08. I redditi provenienti da contratto di assicurazione sulla vita in quale categoria di reddito rientrano? Di capitale Impresa Autonomo Diversi 09. Quando ai fini della tassazione dei dividendi una partecipazione al capitale di una società non quotata è considerata qualificata? Quando è superiore al 25% Quando è superiore al 2% Quando è superiore al 5% Quando è superiore al 20% 10. Quando ai fini della tassazione dei dividendi una partecipazione al capitale in una società quotata è considerata qualificata? Quando è superiore al 20% Quando è superiore al 2% Quando è superiore al 25% Quando è superiore al 5% 11. I DIVIDENDI Una delle macrocategorie dei redditi di capitale è rappresentata dai dividendi. I dividendi sono i proventi derivanti dalla partecipazione al capitale o al patrimonio di società o enti soggetti a IRES. Per tali redditi la legge di stabilità 2018 ha introdotto una novità importante. Infatti se prima veniva fatta una distinzione a seconda di due parametri, la localizzazione e la percentuale di partecipazione (partecipazione qualificata o non qualificata) dal 1 gennaio 2018 non esiste più questa distinzione. Prima del 1 gennaio 2018.

  • Nel caso di dividendi da società residenti, percepiti da società di capitali e derivanti da partecipazioni qualificate, la base imponibile era (ed è ancora) pari al 5%.
  • Nel caso di dividendi da società residenti, percepiti da persone fisiche e derivanti da partecipazioni non qualificate, la tassazione è variata nel tempo passando dal 12,5%, al 20% fino ad arrivare al 26% odierno.
  • Nel caso di dividendi da società residenti, percepiti da società di capitali e derivanti da partecipazioni non qualificate, la base imponibile era (ed è ancora) pari al 5%.
  • Qualora i dividendi vengano corrisposti da società residenti in stati a fiscalità privilegiata (paesi black list) a prescindere dalla maggioranza, qualificata o non, essi erano e saranno ancora imputati alla formazione del reddito per il 100% del loro ammontare. Invece per i redditi di capitale (dividendi) conseguiti dall’esercizio 2018 verrà applicata ai soci titolari di partecipazione, qualificata o non qualificata, la ritenuta fissa del 26%. 12. I redditi di capitale I redditi di capitale derivano dall’impiego del capitale. Questi redditi non sono esplicitamente definiti tuttavia possono essere frazionati in due categorie:
  • I proventi derivanti da rapporti di finanziamento;
  • i proventi da attività finanziarie di partecipazioni. I proventi derivanti da rapporti di finanziamento sono rendite percepite come remunerazione di un’intesa contrattuale dove l’investitore mette a disposizione una certa somma di denaro ad un altro soggetto (banca, intermediario, azienda) per un determinato tempo ottenendone la restituzione comprensiva di interessi. Questi proventi subiscono delle ritenute alla fonte che possono essere del 26% se si riferiscano ad interessi su dividendi, obbligazioni, bancari, postali o del 12,5% se si riferiscono ad interessi su titoli di stato, buoni fruttiferi postali o titoli equiparati emessi da organismi internazionali da stati esteri white list. I proventi da attività finanziarie di partecipazioni, invece, sono redditi che derivano dalla partecipazione al capitale di rischio di società o soggetti passivi Ires. Per tali redditi la legge di stabilità 2018 ha introdotto una novità importante. Infatti se prima veniva fatta una distinzione a seconda di due parametri, la localizzazione e la percentuale di partecipazione (partecipazione qualificata o non qualificata) dal 1 gennaio 2018 non esiste più questa distinzione. Infatti Invece per i dividendi conseguiti dall’esercizio 2018 verrà applicata ai soci titolari di partecipazione, qualificata o non qualificata, la ritenuta fissa del 26%.

Set Domande: SCIENZA DELLE FINANZE SERVIZI GIURIDICI PER L'IMPRESA (D.M. 270/04) Docente: Volonterio Federica

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08. In quale categoria di redditi rientrano le remunerazioni dei sacerdoti? Reddito di lavoro autonomo Reddito di capitale Reddito diverso Reddito di lavoro dipendente 09. Come sono classificati gli assegnati percepiti dal coniuge a seguito di separazione? Reddito di capitale Reddito di lavoro autonomo Reddito diverso Reddito di lavoro dipendente 10. In quale categoria di reddito rientrano i compensi per l'attività libero professionale intramuraria del personale dipendente del Servizio Sanitario nazionale? Reddito di lavoro autonomo Reddito di lavoro dipendente Reddito diverso Reddito di capitale 11. In quale categoria di reddito rientrano i compensi dei soci delle cooperative agricole? Reddito di lavoro dipendente Reddito diverso Reddito agrario Reddito di lavoro autonomo 12. Le pensioni che derivano da svolgimento di attività di lavoro autonomo in quale categoria di reddito rientrano? Reddito di capitale Reddito di lavoro dipendente Reddito di lavoro autonomo Reddito diverso 13. I REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE L’articolo 49 TUIR definisce redditi di lavoro dipendente quelli derivanti da “rapporti aventi ad oggetto la prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione di altri…”. Dunque Ciò che rileva affinchè un reddito sia di lavoro è la sussistenza del c.d. “vincolo di subordinazione” Quando si parla di redditi da lavoro dipendente si ci riferisce:

  • quelli derivanti da rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro, alle dipendenze e sotto la direzione di altri; inclusi i premi per una prestazione di lavoro corrisposti da soggetto diverso dal datore di lavoro;
  • quelli da lavoro a domicilio, quando è considerato lavoro dipendente dalla legislazione del lavoro;
  • quelli cd. Equiparati ai redditi da lavoro dipendente, ossia le pensioni e gli assegni equipollenti, compresi gli emolumenti per cessazione di attività diverse da quelle di lavoro dipendente.
  • gli interessi e la rivalutazione sui crediti di lavoro. Non è necessario che l’erogazione degli interessi e della rivalutazione consegua da sentenze;
  • le indennità, le somme o i valori percepiti in sostituzione di redditi di lavoro dipendente (es. cassa integrazione, indennità di disoccupazione, la disoccupazione speciale, mobilità, ecc.), comprese quelle derivanti da transazioni per cause di lavoro e le liberalità (eccedenti il limite di esenzione) erogate in relazione al rapporto di lavoro.
  • Oltre alle somme in denaro, rientrano tra i redditi di lavoro dipendente anche i cd. “fringe benefits” (compensi in natura). Il reddito da lavoro dipendente concorre alla formazione dell’imponibile secondo il criterio di cassa (cioè si fa riferimento al momento in cui è percepito). Il lavoratore dipendente paga le imposte sui redditi da lavoro attraverso il sistema della ritenuta alla fonte. In sostanza, la tassazione avviene tramite il datore di lavoro che, in qualità di sostituto d’imposta, ha l’obbligo di effettuare, all’atto del pagamento delle somme, una trattenuta a titolo di acconto delle imposte dovute dal dipendente. L’IRPEF sul reddito di lavoro dipendente viene, quindi, determinata e versata:
  • con il sistema della ritenuta d’imposta effettuata dal datore di lavoro all’atto dell’erogazione di stipendio, salario ed accessori;
  • sulla base della dichiarazione annuale presentata dal dipendente per l’eventuale ulteriore differenza (possesso di altri redditi).

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Lezione 012

01. In quale categoria di reddito rientrano i compensi percepiti nell'esercizio di professioni in forma associata?

Reddito di impresa Reddito di lavoro autonomo Reddito di capitale Reddito diverso

02. Quali compensi dei lavoratori autonomi sono soggetti a ritenuta d'acconto nella misura del 20%?

Solo quelli fatturate a società pubbliche e private Solo quelli fatturati a imprenditori, società, enti o altri professionisti Solo quelli fatturati a lavoratori dipendenti Sono quelli fatturati a società private

03. In quale categoria di reddito rientrano le indennità per cessazione dei rapporti di agenzia?

Reddito di lavoro dipendente Reddito di impresa Reddito di lavoro autonomo Reddito diverso

04. I proventi percepiti dall'autore di un'opera dell'ingegno in quale categoria di reddito rientrano?

Reddito di lavoro autonomo Reddito di capitale Reddito di impresa Reddito di lavoro dipendente

05. In quale categoria di reddito rientrano gli utili attribuiti agli associati in partecipazione il cui apporto è costituito esclusivamente d prestazione di lavoro?

Reddito di impresa Reddito di lavoro autonomo Reddito di lavoro dipendente Reddito diverso

06. Quale principio si applica alla tassazione dei redditi di lavoro autonomo?

Cassa per i redditi superiori ad euro 50.000,00 annui Competenza Cassa Competenza per i redditi superiori ad euro 50,000,00 annui

07. Cosa distingue le prestazioni che rientrano reddito di lavoro autonomo da quelle che costituiscono reddito diverso?

Abitualità La natura della prestazione Il diverso tipo di retribuzione L'assenza del vincolo di subordinazione