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Paniere domande aperte di Scienze delle Finanze - Professoressa Volonterio Federica - e-Campus
Tipologia: Panieri
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IL TEOREMA DI BARONE Il teorema di Barone, elaborato nel 1912 dal napoletano Enrico Barone, dimostra l'inefficienza economica di imposte indirette che determinano la distorsione dei prezzi dei beni sul mercato. Dati due beni X ed Y, un individuo sceglierà la combinazione delle due variabili che più renderà elevata la sua utilità. Se si introduce un'imposta diretta sul reddito si riduce il potere d'acquisto di un individuo senza alterare il prezzo dei beni sul mercato, causando solo un effetto reddito. In questo caso un individuo acquisterà meno quantità dei due beni senza cambiare la propria preferenza per uno o per l'altro. Se invece si introduce un'imposta indiretta essa introduce un effetto sostituzione, che provoca un cambiamento nelle preferenze dell'individuo. Questo, acquisterà una quantità maggiore del bene non tassato, sostituendolo, appunto, con quello tassato, divenuto meno conveniente. LEZIONE 3: Progressività e proporzionalità delle imposte Principio secondo il quale l’aliquota di imposizione, deve crescere in modo più che proporzionale rispetto al reddito. In poche parole il sacrificio richiesto ai più ricchi deve essere più alto di quello richiesto ai poveri. Questo principio è sancito per quanto riguarda il sistema tributario dall’articolo 53 della costituzione. Il principio di progressività contribuisce ad eliminare, all’interno della comunità tutti gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana, andando a colpire maggiormente i contribuenti che danno evidenza di una capacità contributiva più elevata. LEZIONE 4: La capacità contributiva Principio attraverso il quale l'onere fiscale viene ripartito tra i cittadini di uno Stato in base alla capacità economica di ognuno di essi. La capacità economica si sostanzia in quanto ogni contribuente riesce a produrre. Indici diretti di tale produttività sono il reddito, il patrimonio, mentre indici indiretti sono il consumo e i trasferimenti. L'applicazione del principio della capacità contributiva deve rispettare:
Determinazione della somma dovuta a titolo d'imposta dal contribuente. Può fondarsi sui dati indicati dal contribuente in una dichiarazione tributaria, su un accertamento operato d'ufficio dall'ente impositore o su di una rettifica della dichiarazione resa dal contribuente. La liquidazione dell'imposta si presenta normalmente come la fase terminale del procedimento d'accertamento del debito d'imposta. Per molti tributi (imposte dirette, IVA) si ha una liquidazione anticipata e provvisoria dell'imposta che verrà corrisposta a seguito della dichiarazione: casi tipici sono rappresentati dagli acconti d'imposta. TASSAZIONE SEPARATA Operazione con la quale l’Agenzia determina l’imposta dovuta su determinati redditi assoggettati a un regime di favore e per i quali sono state già versate delle somme a titolo d’acconto (per esempio, il TFR). Sulla base dei redditi dichiarati dal contribuente, viene calcolata definitivamente la somma dovuta o il rimborso spettante. LEZIONE 9: REDDITI FONDIARI I redditi fondiari sono quelli inerenti ai terreni e ai fabbricati, situati nel territorio dello Stato, che sono o devono essere iscritti, con attribuzione di rendita, nel catasto dei terreni o nel catasto edilizio urbano. I redditi fondiari concorrono, indipendentemente dalla percezione, a formare il reddito complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili a titolo di proprietà, enfiteusi, usufrutto o altro diritto reale per il periodo di imposta in cui si è verificato il possesso. Possono essere di 3 tipi:
Sono redditi che derivano dalla partecipazione al capitale di rischio di società o soggetti passivi Ires. Non sono dividendi i proventi che derivano dalla partecipazione a società di persone. In tal caso gli utili sono configurabili come redditi di partecipazione, assimilati ai redditi d’impresa. I REDDITI DI CAPITALE I redditi da capitale sono redditi derivanti dalle rendite finanziarie e dai dividendi da partecipazione. Sono disciplinati dagli articoli 44 e 45 del TUIR. Il Fisco non definisce in modo esplicito cosa sono; la normativa in oggetto, infatti, si limita ad elencare una serie di fattispecie che vengono fiscalmente considerate redditi di capitale. I redditi da capitale sono tassati al lordo delle spese di produzione a differenza dei redditi diversi. Un altro principio fondamentale in materia di redditi di capitale è il principio di cassa. LEZIONE 11: REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE Sono quelli che derivano da rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione di altri, compreso il lavoro a domicilio quando è considerato lavoro dipendente secondo le norme della legislazione sul lavoro. Parimenti sono considerati redditi di lavoro dipendente le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati. LEZIONE 12: REDDITI DI LAVORO AUTONOMO E REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE - DIFFERENZA L’attività di lavoro autonomo si differenzia da quella di lavoro dipendente perché il professionista organizza la propria attività secondo criteri discrezionali e senza vincolo di subordinazione. I REDDITI DI LAVORO AUTONOMO Quelli che derivano dall'esercizio di arti e professioni. Per esercizio di arti e professioni si intende l'esercizio abituale, ancorché non esclusivo, di qualsiasi attività di lavoro autonomo da parte di persone fisiche. Affinché l’attività assuma rilievo, ai fini IVA, è necessario che si verifichino, contemporaneamente, tre requisiti:
Per operazioni esenti IVA s’intendono le cessioni di beni e le prestazioni di servizi elencate nell’articolo 10 del DPR 633/72. L’effettuazione di operazioni esenti e di operazioni imponibili comporta l’applicazione del meccanismo del Pro-Rata. Si tratta di un calcolo necessario ad individuare la percentuale di IVA detraibile sulle operazioni di acquisto. L’ammontare detraibile viene determinato in base ad una percentuale di detraibilità che deve essere applicata sull’intero ammontare dell’imposta “a credito” assolta sugli acquisti di beni/servizi. In particolare il pro-rata è applicato sull’intera imposta assolta sugli acquisiti. Nel calcolo della percentuale di detrazione devono essere incluse solo le operazioni effettuate si- stematicamente nell’attività d’impresa. Mentre restano escluse quelle effettuate in via occasionale. IVA NEI RAPPORTI CON L'ESTERO Le operazioni che si effettuano con l’estero sono particolari sia per quanto riguarda il regime IVA sia, in alcuni casi, per quanto riguarda il riconoscimento di deducibilità dei costi. In linea generale si può sostenere che le cessioni di beni spediti o trasportati fuori dal territorio dello Stato e i servizi effettuati in ambito internazionale, sono non imponibili ai fini IVA in Italia, mentre l’introduzione a titolo di acquisto di beni nel territorio dello Stato costituisce un’operazione soggetta ad imposta. La normativa italiana ha recepito le direttive comunitarie di armonizzazione delle operazioni tra i Paesi membri dell’Unione Europea; ha così emanato delle norme specifiche che regolano i rapporti economici con gli altri Stati membri. OPERAZIONI IMPONIBILI, NON IMPONIBILI ED ESENTI Operazioni imponibili → Sono operazioni assoggettate a IVA sul loro intero valore, secondo l’aliquota prevista dalla legge. Nell’ambito delle operazioni imponibili si possono individuare quattro tipi di operazioni: cessioni di beni all’interno del territorio nazionale, prestazioni di servizi resi nel territorio dello Stato, acquisti intracomunitari e importazioni da paesi extra UE. Operazioni non imponibili → Sono operazioni nelle quali l’aliquota applicata nell’ultimo stadio produttivo è nulla e le imposte afferenti ai precedenti stadi sono rimborsate. Appartengono alla categoria delle operazioni non imponibili le cessioni all’esportazione e cessioni intracomunitarie se effettuate verso soggetti IVA. Operazioni esenti → Non è prevista l’applicazione dell’IVA nell’ultimo stadio produttivo e non sorge il diritto al rimborso dell’imposta afferente agli acquisti intermedi. Sono esenti IVA i servizi creditizi,assicurativi e finanziari, i servizi sanitari, l’istruzione, i trasporti urbani. PRESUPPOSTI SOGGETTIVO, OGGETTIVO, TERRITORIALE Affinché le operazioni siano rilevanti ai fini IVA è necessario che possiedano i requisiti soggettivo, oggettivo e territoriale. La mancanza anche di uno solo dei tre requisiti configura l’operazione quale esclusa dal campo di applicazione dell’imposta. L’art. 1 del DPR n. 633/72 sancisce che l’IVA si applica su:
La Dichiarazione IVA è il modello attraverso il quale i titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa, artistiche o professionali, devono indicare tutte le operazioni attive e passive riguardanti l’anno d’imposta precedente. Da tale dichiarazione si determina la liquidazione definitiva del debito o del credito d’imposta. Uno degli adempimenti periodici che devono assolvere i contribuenti è la liquidazione periodica del tributo. Infatti, sono tenuti a determinare il debito IVA dovuto risultante dalla liquidazione dell’IVA. La liquidazione non è altro che l’importo dovuto a fronte dell’imposta richiesta nelle fatture emesse (Iva a debito), al netto dell’IVA detratta sulle fatture ricevute (Iva a credito). In questo modo si determina il debito IVA. IVA = IMPOSTA NEUTRALE L'imposta sul valore aggiunto è detta "neutrale" (neutralità imposta sul valore aggiunto) in quanto la sua incidenza fiscale non è determinata dal numero dei passaggi intermedi che la merce compie dal produttore al consumatore. La neutralità dell'imposta sul valore aggiunto è ottenuta tramite il meccanismo della rivalsa e della detrazione. PRINCIPIO DI ALTERNATIVITA' IVA L’imposta di registro è alternativa all’Iva. Gli atti soggetti a Iva infatti non scontano l’imposta di registro, salvo quanto previsto in materia di locazione e cessione di fabbricati da imprese costruttrici. Il principio di alternatività tra Iva e imposta di registro è previsto dall’articolo 40 del Testo Unico dell’imposta di registro, il quale dispone che per gli atti aventi ad oggetto cessioni di beni e prestazioni di servizi rientranti nel campo di applicazione dell’Iva, l’imposta di registro si applica in misura fissa. In generale l’acquisto di un immobile da un’impresa è un atto esente Iva. In questo caso, pertanto, l’acquirente dovrà pagare, oltre alle imposte ipotecarie e catastali fisse, l’imposta di registro in misura proporzionale del 9%. PLAFOND Ogni esportazione perfezionata crea un credito IVA da parte dell’esportatore verso lo Stato. Ciò comporterebbe un esborso fisico di denaro da parte dell’amministrazione statale nei confronti del creditore IVA. Per evitarlo, lo stato italiano ha istituito lo strumento del Plafond IVA. Per poter costituire il plafond occorre essere esportatori abituali, cioè l’ammontare delle esportazioni o delle operazioni assimilate effettuate nell’anno precedente deve essere percentualmente superiore al 10% del volume d’affari sviluppato nello stesso periodo. Una volta stabilito che si ha la qualifica di esportatore abituale si può scegliere tra plafond fisso e plafond mobile. LEZIONE 19: IMPOSTA IPOTECARIA E IMPOSTA CATASTALE L’imposta ipotecaria è dovuta ogni qual volta si debbano eseguire le formalità di trascrizione, iscrizione, rinnovazione e annotazione presso i pubblici registri immobiliari. L’imposta colpisce in sostanza il passaggio di proprietà di un immobile, nonché l’iscrizione di un diritto o di qualsiasi vincolo (ad esempio, una ipoteca) su di esso. Non è dovuta per donazioni a Stato, Regioni e Onlus. Ogni atto in cui si pattuisca la vendita, la donazione, il passaggio per successione di un immobile, la costituzione di diritti o l’iscrizione di ipoteche su di esso è soggetto ad imposta catastale, in quanto ne è obbligatoria la voltura in catasto. E' correlata all’ipotecaria ed ha caratteristiche analoghe.
Per calcolare l'IRAP, l'impresa, deve determinare il valore della sua produzione netta derivante dall'attività esercitata, sulla base della differenza tra i ricavi e i costi dell'esercizio. Da questo calcolo, l'impresa, ottiene la cd. base imponibile IRAP sulla quale deve applicare l'aliquota IRAP di riferimento. Alcuni costi con sono deducibili ai fini del calcolo dell'IRAP: i costi per prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa, i compensi per prestazioni di lavoro assimilato a quello dipendente, gli utili spettanti agli associati in partecipazione e la quota di interessi dei canoni in locazione finanziaria, desunta dal contratto. L'ARMONIZZAZIONE DELLE IMPOSTE Nell’ambito della Comunità europea, procedimento attraverso cui si rendono affini le discipline normative di determinati tributi comuni agli Stati membri, al fine di eliminare le distorsioni di origine fiscale che ostacolano la libera concorrenza nel mercato unico e di non discriminare merci, persone, servizi e capitali in base alla nazionalità. Armonizzare non vuol dire unificare, ma solo adeguarsi a un tipo comune (presupposto, base imponibile, aliquote) ed eliminare le divergenze più significative. IRAP L’IRAP è l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive ed è entrata in vigore con Dlgs. n.446/1997. L’Irap finanzia il 40% della spesa sanitaria nazionale. Il presupposto dell’Irap è l’esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione e allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi. L’aliquota applicata alla generalità dei contribuenti è del 3,9%; le Regioni hanno facoltà di aumentare tale aliquota fino a un massimo di 0,92 punti percentuali e tale variazione può essere differenziata per settori di attività e in base ai soggetti passivi. LEZIONE 22: IMU L'imposta municipale unica (IMU) o imposta municipale propria è un'imposta del sistema tributario italiano. È un'imposta diretta di tipo patrimoniale, essendo applicata sulla componente immobiliare del patrimonio. Creata per sostituire l'imposta comunale sugli immobili (ICI), ha inglobato anche parte dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e delle relative addizionali per quanto riguarda i redditi fondiari su beni non locati. Presupposto dell'imposta è il possesso di beni immobili: fabbricati, inclusa abitazione principale e pertinenze, e terreni agricoli. L'importo è pari al prodotto tra la base imponibile e l'aliquota, con una detrazione nel caso dell'abitazione principale. LEZIONE 23: TEOREMI DELL'ECONOMIA DEL BENESSERE Il primo teorema afferma che dove c’è un regime di mercato di concorrenza perfetta l’operato di ciascun soggetto per il raggiungimento del proprio massimo benessere determina ciò che è auspicabile per la società nel suo complesso. Quindi, nel mercato di concorrenza perfetta la produzione dei beni e l’allocazione delle risorse realizzano l’ottimo paretiano. Il secondo teorema afferma che, modificando in modo opportuno la distribuzione iniziale delle risorse, principalmente con imposte e sussidi, per poi affidare al libero mercato l’efficiente allocazione delle risorse, è possibile raggiungere l’ottimo sociale.
Secondo l’ottimo paretiano o efficienza paretiana un sistema è efficiente se non è possibile aumentare il benessere di un individuo senza diminuire il benessere di qualcun altro. In tale condizione l’allocazione delle risorse è tale che un qualsiasi mutamento, pur migliorando le condizioni di alcuni, peggiorerebbe quelle di altri. LEZIONE 24: AZZARDO MORALE L’azzardo morale o l’opportunismo post-contrattuale prevede che le parti interessate allo scambio (principale e agente) abbiano ex ante informazioni eguali circa ogni aspetto rilevante ai fini del contratto, ma l’asimmetria informativa si manifesti successivamente alla definizione del contratto. La parte che deve agire in esecuzione del contratto è, cioè, in grado di compiere azioni non osservabili dall’altro contraente (hidden action) o dispone di informazioni cui l’altra parte non può accedere (hidden information). ANALISI COSTI-BENEFICI Analisi che è basata sull’idea che sia utile intraprendere un’attività solo nel caso in cui i benefici siano superiori ai costi e che permetta di sommare costi e benefici, valutando tutte e solo le conseguenze dell’attività in esame senza ricorso a norme o principi etici. L’analisi costi-benefici permette di riportare ad unità i costi elementari e i benefici elementari, attribuendo a queste unità un valore il più possibile oggettivo per la valutazione e il confronto. INSIDER TRADING Insider trading indica la compravendita di titoli (valori mobiliari: azioni, obbligazioni, derivati) di una determinata società da parte di soggetti che, per la loro posizione all'interno della stessa o per la loro attività professionale, sono venuti in possesso di informazioni riservate non di pubblico dominio (indicate come "informazioni privilegiate"). Simili informazioni, per la loro natura, permettono ai soggetti che ne fanno utilizzo di posizionarsi su un piano privilegiato rispetto ad altri investitori del medesimo mercato. ASIMMETRIA INFORMATIVA Si definisce asimmetria informativa quel fenomeno per cui un’informazione non è integralmente condivisa fra tutti i soggetti che appartengono ad un dato sistema economico con la conseguenza che alcuni, disponendo di maggiori informazioni rispetto ad altri, traggono un vantaggio da tale informazione. SELEZIONE AVVERSA Si ha un problema di selezione avversa (opportunismo pre-contrattuale) quando, prima del contratto, l’agente ha migliori informazioni sulle proprie caratteristiche (o sulle caratteristiche del bene oggetto dello scambio) rispetto al principale (le azioni dell’agente sono invece facilmente verificabili). I problemi sorgono poiché gli agenti appartenenti a una certa categoria tentano di farsi passare per qualche altro tipo con caratteristiche migliori.
L’impresa pubblica è una impresa dotata di un capitale conferito dallo Stato o da altri enti pubblici parzialmente (si parla di impresa pubblica solo in presenza di quota maggioritaria o di controllo dell’impresa) o totalmente. Le imprese pubbliche possono vendere sul mercato beni e servizi in cambio di corrispettivi, oppure possono erogare servizi finanziati dalle entrate fiscali (ad esempio ordine pubblico e istruzione). PRIVATIZZAZIONE DELL'IMPRESA PUBBLICA Con il termine privatizzazione, nella sua accezione più ampia, si suole indicare quel procedimento in virtù del quale un’impresa pubblica cambia il proprio regime giuridico. Ciò può avvenire mediante trasformazione in società per azioni e conseguente collocamento sul mercato delle azioni, oppure in seguito alla dismissione della partecipazione pubblica sul mercato, a seconda che si tratti di “aziende di Stato” o municipalizzate oppure di imprese ancora sotto il controllo pubblico ma già costituite in forma di spa. LEZIONE 28: TEORIE VOLONTARISTICHE Secondo le teorie volontaristiche in una economia di mercato devono avvenire gli scambi dei beni, i cui prezzi sono determinati dall’utilità marginale, ossia dall’utilità attribuita dai consumatori all’ultima unità disponibile di quel bene (tanto minore è la disponibilità, quanto maggiore sarà l’utilità marginale del bene). LEZIONE 29: TEORIE POLITICO-SOCIOLOGICHE I sostenitori delle teorie politico-sociologiche pongono l’attenzione sulla coazione (costrizione) quale elemento essenziale dell’agire dello Stato, sulle motivazioni politiche e sociologiche che dettano l’attività finanziaria e le scelte dello Stato, scelte che non rispecchiano tanto le preferenze della collettività, ma le ideologie dei partiti politici che governano e della classe politica dominante. CONGRUITA' E COERENZA NEGLI STUDI DI SETTORE L'analisi della coerenza economica confronta il valore di alcuni indici, calcolati sui dati dichiarati dal contribuente, con valori ritenuti coerenti per il cluster considerato. I contribuenti che si collocano nell'intervallo sono ritenuti coerenti. Le posizioni non coerenti possono essere utilizzate dagli uffici ai fini della selezione dei contribuenti da sottoporre ad eventuali controlli. L'analisi di congruità mira alla stima di un ricavo presunto, risultante dall'applicazione della funzione di regressione alle variabili indicate dal contribuente. Il contribuente deve confrontare i propri ricavi con quelli presunti, ritenendosi congruo, se i ricavi dichiarati sono superiori al puntuale oppure non congruo, se i ricavi sono inferiori al puntuale. STUDI DI SETTORE Gli studi di settore nascono dall’esigenza di determinare i metodi di accertamento dei redditi dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili. Gli studi di settori sono finalizzati alla determinazione dei ricavi e mirano ad individuare i contribuenti sui quali esercitare i controlli.
La scuola monetarista è un orientamento del pensiero economico neoliberista basato sugli insegnamenti dell'economista statunitense Milton Friedman. Secondo Friedman, per frenare l'inflazione dei prezzi i policy maker devono mantenere stabile la massa monetaria ( offerta di moneta ) nel sistema economico, evitando di intervenire e di influire sul libero gioco delle forze di mercato. Sul pensiero economico di Friedman nasce la scuola monetarista o scuola di Chicago ( monetarismo ) e gli economisti che vi appartengono sono detti "monetaristi". SPESA PUBBLICA SECONDO KEYNES Keynes sostiene che l’intervento statale, attraverso l’aumento della spesa pubblica, quale soluzione alle fasi recessive, nonostante implichi la rinuncia all’equilibrio del bilancio dello Stato, determina un aumento del livello di occupazione e, di conseguenza, un aumento dei redditi delle famiglie e dei consumi; l’aumento della domanda aumenta la produzione, crea nuovi posti di lavoro e innesca un meccanismo di ripresa economica. CRITICHE A KEYNES L’aumento della spesa pubblica quale soluzione alla recessione fu messa in discussione a causa della sua scarsa flessibilità verso il basso, ossia a causa della difficoltà di ridimensionarla nei periodi di espansione; Inoltre secondo i liberisti, se l’economia non si trova in una situazione di sottoccupazione dei fattori produttivi, la spesa pubblica sarebbe responsabile della crescita dell’inflazione. CURVA DI PHILLIPS Nel 1958 l’economista Phillips pubblicò i risultati di un’analisi che conduceva ad una relazione inversa tra il tasso di crescita dei salari monetari e il tasso di disoccupazione nel Regno Unito tra il 1861 e il 1957: aduna riduzione del tasso di disoccupazione corrispondeva un aumento del tasso di crescita dei salari monetari. Tale relazione inversa derivava dall’applicazione al mercato del lavoro della teoria del funzionamento dei mercati: tanto minore è il tasso di disoccupazione, quanto maggiore sarà la concorrenza tra i datori di lavoro per avere lavoratori disponibili, condizione che porta ad un aumento dei salari monetari. LEZIONE 31: EFFETTI PRODOTTI DALLE IMPOSTE L’analisi degli effetti delle imposte costituisce un tema centrale di politica economica riguardo sia alle conseguenze sui prezzi e sulle remunerazioni, sia alle efficienze o alle distorsioni che ne conseguono. La teoria dell’incidenza si occupa dell’impatto che le spese pubbliche e le imposte, hanno sul comportamento degli individui, tramite le variazioni sui prezzi relativi, i profitti, la distribuzione del reddito e le altre variabili.
L’elisione è un comportamento legittimo e può definirsi quel comportamento del contribuente che intensifica la propria attività per conseguire un maggior reddito e ridurre o eliminare gli effetti impositivi. L’erosione è la diminuzione ( erodere = limare via, diminuire) dell’imponibile e dei tributi attraverso l’applicazione di strumenti previsti dalle norme tributarie, ad esempio il ricorso alle commissioni tributarie per ottenere la sospensione di un pagamento di tributo. EVASIONE ED ELUSIONE FISCALE L’evasione fiscale = comportamento (illecito) finalizzato a ridurre o a eliminare il prelievo fiscale attraverso la violazione di norme di legge tributaria. L’evasione fiscale può realizzarsi attraverso l’occultamento dell’attività o dell’imponibile, l’indicazione di costi in misura superiore a quella reale, o la corruzione. L’elusione fiscale consiste nel comportamento del contribuente per evitare ( aggiramento di un obbligo o di un divieto ) il pagamento dei tributi, comportamento non in violazione della legge, pertanto non sottoposto a sanzioni. SISTEMA TRIBUTARIO NEI PAESI A FISCALITA' PRIVILEGIATA Nell’ordinamento fiscale italiano la definizione di paesi a fiscalità privilegiata si ricava dal TUIR, secondo cui il regime di tassazione è “privilegiato” quando il livello nominale di tassazione è inferiore al 50% di quello applicato in Italia. Tuttavia, per espressa previsione normativa, da tale nozione devono essere esclusi i Paesi UE e quelli appartenenti al SEE (Spazio Economico Europeo) come Islanda, Norvegia e Liechtenstein con i quali l’Italia ha stipulato accordi bilaterali che prevedono uno scambio automatico e obbligatorio di informazioni nel settore fiscale. Il principio generale che regola la tassazione in tutti gli Stati moderni è quello della residenza effettiva; pertanto, chi dichiara fittiziamente la residenza nei paesi a fiscalità privilegiata al solo scopo di non pagare le tasse nel Paese ove di fatto continua a risiedere, commette un illecito tributario e rischia quindi un procedimento penale. LEZIONE 38: LA SPESA PUBBLICA La spesa pubblica è costituita dal fabbisogno finanziario, ovvero dall’impiego di risorse economiche da parte dello Stato e di altri enti pubblici per finanziare la produzione di beni e l’erogazione di servizi al fine di soddisfare i bisogni della collettività. L’insieme delle spese pubbliche è definito fabbisogno finanziario. La spesa pubblica è finalizzata ad assicurare alla collettività un’utilità proporzionale al sacrificio dalla stessa sopportato. Per misurare la spesa pubblica si considerano le uscite monetarie di un soggetto pubblico, come evidenziato nel bilancio di cassa. LEZIONE 39: CONTROLLI DELLA SPESA PUBBLICA Affinché ci sia la garanzia che il bilancio dello Stato venga eseguito nel rispetto degli adempimenti previsti e dell’equilibrio finanziario delle risorse, sono previsti dei controlli effettuati dalla Ragioneria Generale dello Stato e dalla Corte dei Conti. La Costituzione affida alla Corte dei Conti, in quanto ausiliario, neutrale e imparziale, importanti funzioni di controllo preventivo di legittimità degli atti e successivo sulla gestione economica, finanziaria e giurisdizionali.
Il bilancio dello Stato o bilancio pubblico è un documento di contabilità di Stato che indica le entrate, quali imposizione fiscale, tasse e redditi derivanti di giochi pubblici (lotterie e concessioni), e le uscite dell'amministrazione di uno Stato (spesa pubblica) relative ad un determinato periodo di tempo ovvero i cosiddetti conti pubblici. Esso è un documento di previsione contemplato dall'art. 81 della Costituzione che deve essere presentato alle camere entro il 20 ottobre e approvato entro il 31 dicembre di ogni anno. È redatto in termini di competenza e di cassa. Il bilancio ha diverse funzioni: contabile, di garanzia, politica, giuridica ed economica. LEZIONE 41: BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE Il bilancio non ha natura innovativa ma contiene soltanto previsioni secondo la legislazione vigente. L' art. 81 sopra citato dispone, infatti, che: "con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese". Tale divieto ha lo scopo di impedire che, attraverso una semplice modificazione delle poste contabili del bilancio, si allarghi la spesa pubblica o si inasprisca la pressione fiscale senza una adeguata e specifica discussione. Proprio per questo, parte degli studiosi di diritto ritiene che la legge di approvazione del bilancio sia una legge solo in senso formale poiché pur essendo approvata dal Parlamento con il consueto procedimento legislativo, non crea alcuna nuova norma giuridica. Qualora il bilancio annuale di previsione non venga approvato entro il 31 dicembre, per evitare l'arresto dell'attività amministrativa dello Stato, è possibile ricorrere al cosiddetto esercizio provvisorio. Il bilancio di previsione pluriennale, presentato insieme al progetto di bilancio annuale di previsione, riporta l’andamento delle entrate e delle spese in base alla legislazione vigente (bilancio pluriennale a legislazione vigente). Il periodo coperto dal bilancio pluriennale è di trecinque anni. Il bilancio pluriennale è approvato con un apposito articolo della legge di bilancio, ma non costituisce autorizzazione a riscuotere le entrate e a eseguire le spese. Esso è solo un documento conoscitivo di programmazione della gestione finanziaria. DECISIONE DI FINANZA PUBBLICA La Decisione di Finanza Pubblica (rappresenta lo strumento di programmazione, almeno triennale, sostitutivo del Documento di Programmazione Economico-Finanziaria. La DFP indica l’evoluzione economico-finanziaria internazionale, per l’anno in corso e per il periodo di riferimento, nonché le previsioni macroeconomiche tendenziali e programmatiche per l’Italia, per ciascun anno del periodo di riferimento. Esplica inoltre i parametri economici essenziali utilizzati per le previsioni di finanza pubblica in coerenza con gli andamenti macroeconomici tendenziali e programmatici. LEZIONE 42: LEGGE DI STABILITA' La legge finanziaria, introdotta nel 1978 quale strumento di gestione programmata della finanza pubblica, venne abolita con la legge di stabilità n. 196/2009; l’intervento del legislatore si rese necessario per adeguare la normativa italiana e la gestione del bilancio alla normativa dell’Unione Europea e al diverso rapporto che si va delineando tra Stato e Regioni. La nuova legge rafforza i meccanismi di controllo quantitativo e qualitativo della spesa pubblica. La legge di stabilità prevede una programmazione di bilancio di medio termine attraverso una effettiva programmazione triennale degli obiettivi e delle risorse contenuta nel documento di finanza pubblica, un ampliamento di informazioni tempestive e facilmente confrontabili che permette una migliore attività di controllo dei conti pubblici.
DISCIPLINA DEL SISTEMA PENSIONISTICO ed EVOLUZIONE STORICA In Italia la previdenza sociale nasce nel 1898 con la Cassa Nazionale di Previdenza per l’Invalidità e la Vecchiaia degli operai. Nel 1933 la Cassa assunse la denominazione di INPS. Nel 1969 venne introdotta la pensione sociale. Il sistema pensionistico, negli anni, è stato interessato da diverse modifiche e di riordini; con la legge n. 201/2011 (riforma Monti), il sistema pensionistico viene radicalmente cambiato attraverso l’innalzamento dell’età pensionabile, l’abbandono della pensione di anzianità e l’introduzione della pensione anticipata. LEZIONE 47: AMMORTIZZATORI SOCIALI Gli ammortizzatori sociali sono gli istituti del welfare connessi al rapporto di lavoro; in particolare si tratta di misure di sostegno dei lavoratori dipendenti quando rimangono privi di retribuzione perché i datori di lavoro, per motivi legittimi, non possono più ricevere la prestazione lavorativa, con la conseguenza che non hanno più l’obbligo di corrispondere la retribuzione. LEZIONE 48: ISTRUZIONE IN ITALIA Nell’ordinamento italiano il diritto allo studio è un diritto soggettivo che trova il suo fondamento nei comma 3 e 4 dell’art. 34 della Costituzione. In Italia l’istruzione è regolata dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), il sistema scolastico è strutturato in tre cicli: