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Riassunti integrativi di libro e lezioni relativi alla patologia prostatica
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Si distinguono 4 tipologie principali di prostatite:
L’eziologia è multifattoriale. Si individuano come fattori di rischio: età, etnia (africana più soggetta), fattori ormonali (livelli elevati di testosterone e di IGF-1), storia familiare, fattori genetici, obesità, fumo. La neoplasia origina nella maggioranza dei casi nella porzione periferica della ghiandola (appare quindi indolente ma apprezzabile all’esplorazione rettale) ed è per lo più multifocale. Generalmente si sospetta una neoplasia in seguito a riscontro di PSA (antigene prostatico specifico) elevato (>4 ng/ml), che deve essere indagato con RM e biopsia. La biopsia si può eseguire con due tipi di approcci: il transperineale o il transrettale. L’operazione avviene in day surgery ed è effettuata dall’urologo sul paziente anestetizzato. Tramite la manovra transperineale si ottengono 14 frustoli e un miglior campionamento dell’apice e della zona transizionale dell’organo; tramite la manovra transrettale, invece, si ottengono 12 frustoli e un miglior campionamento della base. Sembrerebbe esserci un lieve incremento del detection rate di cancro prostatico per l’approccio transperineale, soprattutto nel caso di valori di PSA “borderline”, ovvero tra i 4-10 ng/ml. Quando il PSA è più alto invece, il processo neoplastico solitamente coinvolge in quantità maggiore l’organo per cui i due approcci sono tra loro simili. Si possono identificare varie tipologie di lesione: Neoplasia prostatica intraepiteliale (PIN) È una lesione precancerosa costituita da una proliferazione cellulare all’interno del parenchima prostatico che non invade la membrana basale. Non ha capacità metastatica. Si distingue la PIN di basso e di alto grado. La PIN di basso grado non sembra avere una correlazione con il rischio di cancro, mentre la PIN di alto grado si associa ad una successiva identificazione di carcinoma nel 30% circa dei pazienti. Se durante biopsia si riscontra un PIN va eseguita l’immunoistochimica, con:
M1b : metastasi ossee M1c : metastasi in altre sedi Terapia Il trattamento principale prevede la prostatectomia, questa però è una manovra abbastanza invasiva, che può causare impotenza e incontinenza urinaria. Per questo non si indirizzano tutti i pazienti all’intervento chirurgico: in Italia è prevista la sorveglianza attiva per i pazienti che presentano Gleason score non maggiore di 3+3, non più di due frustoli su 14 e non più del 50% del frustolo. Si accetta di mantenere in sorveglianza attiva chi ha Gleason score 3+4 se è anziano e ha altre problematiche che non gli permettono di sopportare la chirurgia. La sorveglianza attiva consiste nella valutazione periodica del PSA con eventuale ripetizione della biopsia e ha lo scopo di personalizzare la strategia terapeutica in accordo con il comportamento biologico del carcinoma. Oltre all’intervento chirurgico si può utilizzare la radioterapia (trattamento di carcinomi troppo estesi) o la terapia di deprivazione androgenica (tumori metastatici in stadi avanzati), verso cui però nel tempo i tumori sviluppano resistenza.