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Scienze Pedagogiche: Educabilità, Relazione Educativa e Povertà Educativa - Prof. Bartolin, Appunti di Pedagogia

Appunti di pedagogia sociale della prof. Bartolini dell'UniPg rielaborati e integrati con i contenuti delle slide (no copia e incolla), con riferimenti al manuale di Catarci

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 21/05/2020

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PEDAGOGIA SOCIALE
appunti AA 2019/20
prof. Bartolini
UniPg
SCIENZE (sistema unitario di conoscenze) PEDAGOGICHE (teoria dell’educazione)
Ciò che accomuna le scienze pedagogiche (oggetto materiale) è l’uomo
ciò che le caratterizza (oggetto formale) è l’educabilità
Pedagogia (riflessione) ed educazione (prassi) hanno una dimensione sincronica e diacronica
-sviluppo umano: continuità nel cambiamento
-sviluppo degli ambienti educativi: secondo il principio di interazione (Dewey) l’ambiente e il
soggetto si influenzano a vicenda, quindi cambiano proporzionalmente (educazione/apprendimento
possono avvenire in modo formale, non formale o informale)
EDUCAZIONE
“L’essere umano è sempre educabile: l’educabilità è un fatto esistenziale a priori”
termine polisemico
1) da “educere”: tirare fuori – impostazione soggettiva: ogni persona è educabile attraverso un
processo che mira a tirare fuori le potenzialità e risorse della persona
2) da “educare”: nutrire, fare crescere – impostazione oggettiva: è un accompagnamento, un
affiancamento nel processo di crescita; fa riferimento ai contesti e quindi ai modelli sociali
Accezioni del lavoro educativo:
- promozione educativa
- prevenzione educativa
- riabilitazione educativa
Rayneri:
Il processo educativo attraversa tre fasi:
1) perfezionabilità – educabilità: ognuno ha la possibilità di essere educato, perché ognuno ha un
potenziale che si può stimolare; è la potenzialità che ogni uomo ha di svilupparsi
2) perfezionamento – processo educativo: formazione integrale della persona
3) educazione – perfezione: deriva da “perficere” e significa “portare a compimento”
Legge della progressione decrescente:
l’accordo dialettico dei due elementi della relazione educativa (autorità e libertà) determina
l’armonia sociale perché sono uno il limite dell’altro: il processo educativo è autoritario perché
promuove la libertà e mano a mano che una cresce l’altra decresce.
LIBERTÀ: è un concetto equivoco, nonché condizione di avvio al processo educativo. Esistono due
tipi di libertà: sociale (l’uomo educato lascia l’impronta nella società, perché è consapevole delle
condizioni e dei limiti in cui si trova e così può portarsi di fronte ad esse e operare delle scelte) e
personale (si conquista attraverso l’esercizio dell’intelletto e della volontà; per diventare ciò che si è
bisogna umanizzare la persona). Si può quindi dire che la libertà non è mai astratta, ma è sempre
situata: ha delle condizioni e una storia, è incarnata e si può vivere soltantò condividendola
collettivamente, nella coscienza di una corresponsabilità storica che chiama in causa l’umanità.
AUTORITÀ: etimologia: “augeo”, ovvero participio passato di “accrescere”: accresciuto. l’autorità
è quindi una realtà già cresciuta.
Nell’ambito educativo/pedagogico è stato spesso frainteso il concetto di autorità e anche di libertà
personale che ha portato una ccrisi del riconoscimento da parte degli educatori del proprio ruolo
educativo. Con il supporto delle teorie risorgimentali di Rayneri si può ripensare questo concetto:
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PEDAGOGIA SOCIALE

appunti AA 2019/

prof. Bartolini

UniPg

SCIENZE (sistema unitario di conoscenze) PEDAGOGICHE (teoria dell’educazione) Ciò che accomuna le scienze pedagogiche (oggetto materiale) è l’uomo ciò che le caratterizza (oggetto formale) è l’educabilità Pedagogia (riflessione) ed educazione (prassi) hanno una dimensione sincronica e diacronica -sviluppo umano: continuità nel cambiamento -sviluppo degli ambienti educativi: secondo il principio di interazione (Dewey) l’ambiente e il soggetto si influenzano a vicenda, quindi cambiano proporzionalmente (educazione/apprendimento possono avvenire in modo formale, non formale o informale) EDUCAZIONE “L’essere umano è sempre educabile: l’educabilità è un fatto esistenziale a priori” termine polisemico 1) da “educere”: tirare fuori – impostazione soggettiva: ogni persona è educabile attraverso un processo che mira a tirare fuori le potenzialità e risorse della persona 2) da “educare”: nutrire, fare crescere – impostazione oggettiva: è un accompagnamento, un affiancamento nel processo di crescita; fa riferimento ai contesti e quindi ai modelli sociali Accezioni del lavoro educativo:

  • promozione educativa
  • prevenzione educativa
  • riabilitazione educativa Rayneri: Il processo educativo attraversa tre fasi:
  1. perfezionabilità – educabilità: ognuno ha la possibilità di essere educato, perché ognuno ha un potenziale che si può stimolare; è la potenzialità che ogni uomo ha di svilupparsi
  2. perfezionamento – processo educativo: formazione integrale della persona
  3. educazione – perfezione: deriva da “perficere” e significa “portare a compimento” Legge della progressione decrescente: l’accordo dialettico dei due elementi della relazione educativa (autorità e libertà) determina l’armonia sociale perché sono uno il limite dell’altro: il processo educativo è autoritario perché promuove la libertà e mano a mano che una cresce l’altra decresce. LIBERTÀ: è un concetto equivoco, nonché condizione di avvio al processo educativo. Esistono due tipi di libertà: sociale (l’uomo educato lascia l’impronta nella società, perché è consapevole delle condizioni e dei limiti in cui si trova e così può portarsi di fronte ad esse e operare delle scelte) e personale (si conquista attraverso l’esercizio dell’intelletto e della volontà; per diventare ciò che si è bisogna umanizzare la persona). Si può quindi dire che la libertà non è mai astratta, ma è sempre situata: ha delle condizioni e una storia, è incarnata e si può vivere soltantò condividendola collettivamente, nella coscienza di una corresponsabilità storica che chiama in causa l’umanità. AUTORITÀ: etimologia: “augeo”, ovvero participio passato di “accrescere”: accresciuto. l’autorità è quindi una realtà già cresciuta. Nell’ambito educativo/pedagogico è stato spesso frainteso il concetto di autorità e anche di libertà personale che ha portato una ccrisi del riconoscimento da parte degli educatori del proprio ruolo educativo. Con il supporto delle teorie risorgimentali di Rayneri si può ripensare questo concetto:

-non c’è educazione senza autorità -l’autorità educativa è circolare e dinamica -l’autorità in educazione è uno strumento per favorire la conquista del governo di sé Da cui deduciamo la differenza tra tre stili educativi: 1) stile autoritario: si impone, è radicato in chi conduce; si basa sul presupposto che l’altro, da solo, non può farcela 1.2) stile permissivo: parità tra i ruoli di educatore ed educando 2) stile autorevole: è al servizio della crescita dell’altro; il dovere dell’educatore è di accompagnare e quello dell’educando di essere accompagnato RELAZIONE EDUCATIVA tenere insieme : è un vincolo che sancisce i ruoli e la dimensione di legame bilaterale Maritain definisce chi partecipa alla relazione educativa con due termini:

  1. AGENTE PRIMARIO: l’educando che ha il ruolo centrale
  2. AGENTE SECONDARIO: l’educatore che detiene l’ autorità che promuove la libertà La relazione educativa è BILATERALE: RECIPROCA, SBILANCIATA; INTENZIONALE; FINALISTICA RECIPROCA: è composto da due prefissi RE- (indietro) e PRO- (avanti) e suggerisce quindi una bidirezionalità di ciò che va e di ciò che viene SBILANCIATA: l’asimmetria dei ruoli è dovuta dal patrimonio cognitivo ed esperienziale degli agenti e c’è un carico diverso di responsabilità, ma la relazione è anche bilaterale perché si basa su una simmetria umana ed esistenziale che rende il rapporto circolare (entrambi imparano dall’altro) INTENZIONALE: non è casuale; è progettata (da “esporre”, “prefigurare”; dal latino proicio ovvero gettare, protendere, tendere avanti); quella educativa è unazione intenzionalmente migliorativa. Un progetto* deve quindi produrre un cambiamento; una variazione oggettiva e verificabile dell’esistente. FINALISTICA: ha uno scopo preciso; quella educativa è un’ azione/relazione generativa perché parte dal presente (qui e ora) e guarda al futuro con l’obbiettivo di promuovere un cambiamento, senza stravolgere ma guardando al piccolo contesto, a partire da un’antropologia che si basa sulla perfettibilità umana Quale cambiamento in educazione? Reazioni, sensazioni; apprendimento; organizzativo; condotta lavorativa; stile di vita; relazioni interpersonali; funzionamento e relazioni del territorio Come promuovere il cambiamento? *PROGETTAZIONE è lo strumento dell’educatore, ma si progetta CON la persona. Si fa un’ipotesi (ipotesi di intervento formativo) ORGANIZZATIVA (organizzazione in linee essenziali perché è sempre soggetto a rivedibilità a seconda della situazione specifica) previa di un’azione a partire dal CONTESTO (risorse umane, economiche, ecc) e si utilizza una STRATEGIA (analisi dei costi e dei benefici). Ma il progetto è sempre soggetto all’ imprevedibilità della vita e di tutti i fattori che si intrecciano (sociali, relazionali, privati); deve quindi essere FLESSIBILE e SU MISURA. Le dimensioni di influenza durante un’esperienza educativo sono molteplici:

Secondo Agazzi nella pedagogia sociale questo fine è diviso in UMANIZZAZIONE (maieutica della persona), SOCIALIZZAZIONE (inserimento nei contesti sociali) e CIVILIZZAZIONE (ovvero culturalizzazione). L’etimologia di “responsabilità”: a) rispondere; b) spondeo, promettere impegnarsi. Quindi è l’abilità di venire incontro a richieste di altri e alla sua assunzione di impegno sociale. sviluppo del pensiero critico Non è una competenza da insegnare: esso si sviluppa e aumenta con la riflessione sull’azione. Si può aiutare a fare emergere consolidando le coscienze individuali; stimolando il pensiero ragionevole e riflessivo, cioè che si chiede “perché?”; cogliendo la complessità del reale possiamo discutere e comprendere in profondità: la criticità proviene dalla percezione autentica delle cause, mentre la percezione è “magica” se la causalità è percepita al minimo. In questo modo si comprende il mondo complesso in cui bisogna muoversi secondo la propria rotta e divenirne cittadino. Non importa tanto il sapere, quanto il volere che nobilita e accresce l’uomo. L’educazione efficacie quindi si occupa della qualità del sapere e della proprietà che emergono dal singolo: rifiutare spiegazioni che semplificano o che mettono in luce la quantità: cioè partire e rimanere nella problematizzazione. BATESON: -apprendimento 1: acquisire conoscenze -apprendimento 2: apprendere per apprendere -apprendimento 3: pensiero critico, ‘apprendere a disapprendere’, libera dall’abitudine per mettersi in gioco in modo creativo e costruttivo senza abbandonare le proprie verità; FERRIERE: il pensiero critico promuove la libertà e diversità di coscienze, mentre l’ideologia promuove la moltiplicazione di buone abitudini del pensiero dominante. arte educare è un’arte: perché sia un’esperienza significativa deve essere un esercizio continuativo (non sporadico, continuità nel cambiamento) e regolato (supportato da regole e principi) di competenze (conoscenze+abilità+attitudini professionali=sapere+saper fare+saper essere). JAQUES DELORS LIBRO BIANCO SU ISTRUZIONE E FORMAZIONE “INSEGNARE E APPRENDERE – VERSO LA SOCIETÀ CONOSCITIVA” COMMISSIONE EUROPEA 1995 In vista del 1996 (anno europeo dedicato all’educazione ‘lifelong learning’ ) la commissione europea pubblica il Libro Bianco a essa dedicato, curato da èdithe Cressons. OBBIETTIVI GENERALI: -acquisizione di nuove conoscenze -avvicinare la scuola all’impresa -lottare contro l’esclusione* -promuovere la conoscenza di almeno tre lingue europee -porre su un piano di parità gli investimenti materiali e gli investimenti nella formazione TRE CAPISALDI: -società dell’informazione -mondializzazione -civiltà scientifica e tecnica Il sistema scolastico deve dare risposte alla domanda economica, ideare curricola che formino la persona in vista di un inserimento nell’ambito lavorativo; in risposta alle rapide trasformazioni in corso nei sistemi sociali. Gli obbiettivi di questo tipo di scuola sono “efficacia ed efficienza”.

Il contesto in cui è stato redatto è quello di un’Europa che cerca di fare fronte al problema della competitività economica, strettamente collegata con la disoccupazione e l’esclusione sociale. Rendenosi conto che il semplice aumento dei posti d’impiego non incide sulla percentuale di occupati, individua l’ambito della formazione e dell’istruzione come una delle condizioni da soddisfare per rendere possibile l’instaurarsi di un nuovo modello di crescita. "insegnare ad apprendere", cioè insegnare strategie efficaci all'apprendimento nonché sviluppare quel saper fare utile alla risoluzione di problemi. Per gli insegnanti, quindi, l'insegnamento non è più solo trasmissione di conoscenze e nozioni, ma attivazione di competenze. RAPPORTO DELL’UNESCO SULL’EDUCAZIONE DEL XXI SECOLO conosciuto anche come RAPPORTO DELORS “LEARNING: THE TREASURE WITHIN” 1996 Rispetto al libro bianco pone maggiormente l’uomo al centro della sua riflessione, la persona che apprende nella sua integralità, il cittadino che abita responsabilmente il mondo e se ne prende cura in quanto bene comune; tra significatività, cooperazione e cittadinanza. La scuola dovrebbe consentire ai ragazzi di "sperimentare le tre dimensioni dell'educazione: etico- culturale, scientifico-tecnologica, economico-sociale". Queste tre aree di apprendimento racchiudono "le dimensioni della persona (aspetto teoretico, scientifico, etico, religioso, estetico, espressivo), del cittadino (aspetto relazionale, comunicativo, sociale, civico, politico, organizzativo) e del lavoratore (aspetto progettuale, operativo, produttivo, economico)": alla scuola il compito di coltivarle nell'ambito del curricolo scolastico nella concezione di scuola-comunità. L’educazione nella società educante (ovvero che educa ed è educata, da considerare nella doppia concezione spaziale e temporale) è un “edificio” che si fonda su quattro pilastri, ognuno funzionale all’altro, che servono per sviluppare le competenze utili per tutto il corso della vita:

1. Imparare a conoscere , cioè acquisire gli strumenti della comprensione 2. Imparare a fare , in modo tale da essere capaci di agire creativamente nel proprio ambiente 3. Imparare a vivere insieme in modo da partecipare e collaborare attivamente all'interno di un contesto fatto di relazioni comunitarie 4. Imparare ad essere , un percorso che deriva dall'evoluzione degli altri tre AGENDA 2030 LEGGE ZAMPA PEDAGOGIA SOCIALE Si colloca all’interno delle scienze pedagogiche e si occupa dei fatti educativi/sociali; considera quindi l’educazione come inscritta all’interno di specifici contesti socio-politici-culturali. “i fatti educativi sono fatti sociali” Candaux

  1. sono esterni all’individuo in quanto i modelli educativi a cui si riferiscono gli educatori sono legati allo Stato e alla tradizione

è un processo circolare articolato in più fasi in cui si coinvolgono i destinatari ( ricerca-azione = strumento che coniuga indagine scientifica finalizzata non a se stessa ma a un cambiamento sociale; mira a migliorare le capacità dei ricercatore, degli operatori -in autoformazione- e degli attori locali; i risultati della ricerca non sono generalizzabili ma sempre in relazione al contesto e riflettono un processo non un prodotto; stretta connessione teoria e prassi): -individuazione della situazione problema -analisi del rapporto tra problema, bisogno e domanda -analisi della situazione e acquisizione di tutti gli elementi utili ai fini della progettazione -stesura del progetto -attuazione del progetto e sviluppo delle azioni educative -conclusione e valutazione dei risultati (autovalutazone del gruppo di ricerca): coerenza tra progetto, problema, effetti, verifica -dispositivo di affinamento delle azioni POVERTÀ EDUCATIVA *Il terzo obbiettivo generale del Libro Bianco del 1995 tratta la “LOTTA ALL’ESCLUSIONE” parlando di scuola della seconda opportunità. Si intendono delle strutture di recuperare le persone a rischio di esclusione sociale (sia giovani, sia disoccupati da tempo, ecc) attraverso la formazione. Si ipotizza di posizionare i migliori insegnanti e la migliore proposta formativa possibile nei quartieri più a rischio; il principio è quello per il quale ogni individuo ricompone le conoscenze acquisite nelle diverse situazioni della vita e le rielabora in competenze che lo portano a diventare padrone delle proprie scelte, del proprio futuro e realizzare così le proprie aspirazioni. L’istruzione e la formazione sono così vettori di identificazione, di appartenenza, di promozione sociale e di sviluppo personale; in vista della società del futuro come società conoscitiva. L’accesso all’educazione non è univocabilmente collegato alla povertà economica, ma spesso c’è un nesso stretto tra gap sociale e povertà educativa. Il paradosso della società è che ci sono due verità: verità di diritto (piano Normativo e di evidenze scientifiche) etimologia “infanzia”: infans: senza parola la concezione di bambino cambia dal ‘900: se prima l’infanzia è vista come una fase di passaggio necessaria per diventare un uomo, è poi riconosciuta come una fase importante di per sé. Il bambino acquisisce quindi un ruolo centrale nelle nuove pedagogie (Convenzione sui diritti dell’infanzia stipulata dall’ONU nel 1989 e ratificata dall’Italia nel 1991 con la legge n.176). verità di fatto molti bambini però non vedono questi diritti tutelati. Save the children, già precursore della CRC (Convention of the Rights of Children), nel 2014 fa uscire un dossier “La lampada di Aladino” che mostra come il contesto sociale e familiare possa portare a povertà educativa e che li 34% dei bambini sono a rischio di povertà economica ed esclusione sociale. Nel 2019 fa uscire un dossier tutto italiano “Non è un paese per bambini non solo il terzo mondo”. Questo paradosso ha delle conseguenze sui minori: -li priva della possibilità di formarsi -li priva del diritto allo sviluppo, alla crescita e all’umanizzazione -li priva di opportunità educative, culturali e ludiche -ha una ricaduta sulla crescita

-non sono riconosciuti i bisogni del bambino (emotivi, relazionali e sociali – ignorati dalla società materialistica) -non vengono portati a compimento sogni e talenti -è invisibile: nessuno vede e nessuno denuncia questa povertà -la povertà educativa è un potenziale vettore di povertà economica Sono comunque molte le ricerche sulla povertà educativa sia pedagogiche sia neuroscientifiche:

  • DON MILANI: “ è ingiusto fare parti uguali tra diseguali”. l’intelligenza non è genetica, ma spesso i bocciati sono di famiglie povere perché non avevano attenzioni e tempo per studiare
  • COLUMBIA UNIVERSITY: la famiglia agiata facilita lo sviluppo cognitivo, mentre la famiglia povera favorisce le difficoltà a scuola
  • RAPPORTO EVANS, 2004: neonato ha la stessa cognizione, cambia crescendo
  • INTERAZIONE GENE-AMBIENTE: lo sviluppo delle sinapsi avviene nella prima parte della vita ed è influenzato sia dai geni, sia dall’ambiente in cui la persona cresce
  • PROCESSO DI PRUNING: in adolescenze si “potano” le sinapsi poco utilizzate
  • MULTIFATTORIALITÀ DELLE CONCAUSE: esse determinano la crescita del bambino e sono: caratteristiche personali, componente genetica, bisogni evolutivi; caratteristiche dei genitori; caratteristiche contestuali e sociali. Formano così la teoria bio-ecologica dello sviluppo.
  • SVANTAGGIO DI CURA: Conclusioni: La povertà non è un destino; non c’è contrapposizione cultura/natura; la riuscita a scuola non è fortuna e l’intelligenza non è ereditaria. Proposte: Implemento delle risorse economiche, culturali, educative per territorio e famiglie; incrementare fattori di promozione di resilienza di tipo compensativo; più fattori protettivi… ovvero tutte AZIONI DI CONTESTO. PEDAGOGIA FAMILIARE oggetto materiale (ciò ci cui si occupa): ambiente domestico oggetto formale (ciò che la caratterizza): fattore educativo la pedagoga familiare studia la realtà domestica in quanto luogo primario di educazione/umanizzazione famiglia: microsocietà, un sistema aperto, dinamico e integrato (prospettiva sistemica). Si può quindi dire che la famiglia è una categoria sociale (= strumento di lettura della società: ogni società elabora il suo concetto di famiglia che influenza i rapporti e i ruoli familiari// mutano la gerarchia e al scala di valori; le relazioni genitoriali/coniugi; la composizione e la struttura; la dimensione affettiva, educativa…). 4 DIMENSIONI EPISTEMOLOGICHE PED.FAM.
  1. progettualità: “gettare avanti a sé un futuro”; studia come si sviluppa il passatto dal “tu” al “noi”, pur riconoscendo a ciascun sistema familiare caratteri di flessibilità e creatività peculiari; la contingenza è andare oltre

provvedere al // raggiungimento di // tappe evolutive; // 3-sociale: integrazione // nella società // competenze genitoriali: emotive; decentramento; gestione conflitti; cura; gestione relazione educativa sul piano di asimettricità e circolarità; gestione delle relazioni scindendo quelle di coppia da quelle genitore. PROBLEMATICHE GENITORIALIÀ-SOCIETÀ OGGI: RAPPORTI INTERGENERAZIONLI: I genitori sono più soli rispetto al passato, non meno capaci (spesso non hanno i nonni a fare da supporto, le famiglie sono meno numerose)→ affrontano nuovi equilibri da soli: “per educare un bambino ci vorrebbe un intero villaggio”. SOCIETÀ EDUCANTE/EDUCAZIONE PERMANENTE: si assiste a una caduta del ruolo delle istituzioni, bisogna quindi costruire nuovi traguardi, attori, tempi e agenzie SOSTEGNO A GENITORIALITÀ: vulnerabilità: siamo tutti potenzialmente vulnerabili, è uno stato potenziali di ridotta resistenza ad aggressioni esterne, ha una natura multifattoriale (legata a fattori genetici, ambientali, familiari…) resilienza: capacità di resistere agli urti, quind capacità di far fronte a situazioni di difficoltù e sofferenza senza compromettere il processo di sviluppo, capacità di trasformazione vulnerabilità → forza, collegato al concetto di empowerment (capacità dell’uomo di definire i termini della propria vita ed è legata a pratiche che rinforzino il potere di agire dei singoli e dei gruppi 3 “P” PER SOSTEGNO A GENITORIALITÀ 1- Promozione: azioni rivolte a tutte le famiglie per promuovere (p. primaria o universale) le condizioni idonee alla crescita del bambino; anche con carattere estensivo cioè pratiche socio- educative che mirano a migliorare le competenze educative parentali (campagne informative, family support programs, mutual social programs, parent counseling… ); ha un aspetto proattivo cioè non aspetta la richiesta di aiuto ma propone; rivolto a famiglie in condizione di normalità senza problemi di funzionamento; luoghi sono consultori, centri di sostegno, associazioni culturali, help. 2- Prevenzione: si tratta di intervenire precocemente su problematiche di un certo segmento della popolazione; prevenzione secondaria: mette in atto azioni appropriate rispetto a un problema definito o a un certo livello di rischio, in una fase precoce manifestante di determinati problemi; l’approccio è relativo al problema esistente; azione rapida e tempestiva; avviene per esempio in situazioni di maltrattamento. 3- Protezione: proteggere la salute e la sicurezza dei bambini perché e come? PARTECIPAZIONE E COINVOLGIMENTO DELLE FAMIGLIE (co-progettazione: integrare i punti di vista/diagnosi/informazioni tramite il lavoro dell’équipe multidisciplinare) -sostenere formaizone e autostima nei bambini e genitori -rafforzare salute bambini -aumentare consapevolezza genitori rispetto ai bisogni educativi figli -incoraggiare possibilità di lettura e apprendimento -bambini e genitori si possano riposare -mettere a disposizione servizi di sostegno di qualità -favorire la rete di collaborazione tra famiglia e agenzie educative

passaggi: analisi (pre-assesment) valutazione (assesment) progettazione intervento chiusura CENNI DI STORIA DELLA PEDAGOGIA SOCIALE NATORP 1899: convenzionalmente data della nascita della “sozialpedagogik” perché esce il primo testo organico esplicitamente sulla materia. Parla del rapporto biunivoco tra società ed educazione: non esiste educazione “pura”, ma è sempre in riferimento a modelli sociali cioè socio-culturalmente determinata; il rinnovamento è direttamente proporzionale agli interventi educativi orientati perché la vita sociale è condizionata dall’educaz.; l’educazione dell’individuo è socialmente condizionata DURKHEIM si rifà a Comte (sociologo); evidenzia la relazione tra pedagogia (fatto sociale) e educazione (riproduzione e creazione dell’essere sociale come finalità dell’educazione); divide l’educazione in primaria (famiglia) e secondaria (società) che insieme formano l’identità sociale e bisogna promuoverne la formazione DEWEY I fatti sociali ed educativi devono mirare a una società democratica attraverso un processo di progressiva partecipazionee collaborazione dell’uomo (funzione sociale e politica dell’educazione, sapere finalizzato a trasformare la società). Il contesto è quello della seconda guerra mondiale, quindi dilagano guerra e devastazione sociale: l’educazione è individuata come un faro che aiuta a risollevarsi FRENET ideatore della “scuola-laboratorio” in cui l’educazione riscatta la classe operaia e promuove la collaborazione MAKARENKO teorizza il collettivismo russo ILLICH teorizza la descolarizzazione della società : è una provocazione per sottolineare l’importanza del processo educativo. Bisogna eliminare l’istituzione scuola (in quanto: strumento di dominio della società, in cui si riproduce la logica del consumo e le disuguaglianze; gli insegnanti plasmano la mente dell’alunno; i programmi sono lontani dalla vita reale e i metodi di valutazione non idonei) per liberare l’uomo da condizioni di subalternità, dall’essere giudicato con un valore di mercato e creare una SOCIETÀ CONVIVIALE, dando strumenti per la realizzazione di sé nella società. FREIRE “imparare a leggere e scrivere contribuisce alla consapevolezza del proprio ruolo nel mondo.”

  1. importante la funzione della scuola nella struttura socio-politica: va ripensata non smantellata
  2. forte critica all’educazione come riproduzione dello status quo
  3. concetto di libertà: educazione come pratica della libertà, in quanto finalità per la trasformazione della realtà dell’oppresso (vedi dialettica oppresso/oppressore → trasformata in uomo/uomo)