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Riassunto della vita e delle opere di Petrarca
Tipologia: Sintesi del corso
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Francesco Petrarca nasce ad Arezzo nel 1304 da un fiorentino, il notaio Petracco di Parenzo. Dante, Petrarca e Boccaccio sono stati chiamati dalla critica ottocentesca le “ 3 corone fiorentine ” anche se, di fatto, nessuno dei 3 trascorse per intero la sua vita a Firenze→ nel caso di Petrarca solo gli anni della maturità. In seguito alla vittoria dei guelfi Neri, Petrarca viene esiliato dalla città natale e si stabilisce a Carpentras , piccola cittadina dove il padre lavora presso la corte papale. Alla morte del padre, decide di intraprendere la carriera ecclesiastica, diventando cappellano della famiglia romana dei Colonna → grazie a questo servizio ha l’opportunità di conoscere altre religioni d’Europa (conosce i Pirenei, la Francia del Nord, la Germania, Le Fiandre). Durante uno dei suoi viaggi ( Liegi ), compie la prima delle sue scoperte di manoscritti antichi^1 → 2 sconosciute orazioni di Cicerone. Per circa un ventennio vive a Valchiusa , abbastanza lontano dalla cittadella per non essere costretto a sopportare le miserie della vita cortigiana, secondo un ideale classico di otium^2 , che darà materia a uno dei suoi più importanti saggi morali→ il De vita solitaria. Successivamente (1341) soggiorna a Napoli e a Roma dove riceve la laurea poetica^3 in Campidoglio dalle mani del re di Napoli Roberto d’Angiò. Davanti alle rovine di Roma si convince del fatto che l’Italia abbia bisogno di una renovatio^4 , che segni la fine del frazionamento politico. Appoggia l’idea di Cola di Rienzo , il quale tenta di imporre a Roma un governo popolare che allontani dal potere le grandi famiglie aristocratiche. Petrarca gli scrive proponendogli di ristabilire l’antica libertas^5 , ma Cola fallisce perché non fu abbastanza risoluto nella lotta contro le grandi dinastie romane, e viene ucciso. Successivamente Petrarca confida nell’imperatore Carlo IV di Boemia , gli scrive e lo invita a scendere, da pacificatore, nella penisola. Grazie a questi cenni si vede la buona reputazione politica di cui gode Petrarca; pochi intellettuali dopo di lui potranno dialogare con papi e imperatori con la certezza di essere ascoltati. In Petrarca vive il sentimento di una contraddizione tra corpo e anima: tra il desiderio della gloria terrena e l’ascesi; tra l’intenzione di isolarsi dal mondo e il continuo vagare di corte in corte→ le Confessioni e altre opere ‘autobiografiche’ della maturità (Canzoniere compreso) riflettono questa contraddizione e questa aspirazione ad una vita autenticamente cristiana. Il 1348 è per l’Europa un anno fatale, la peste nera governa il continente→ muore Giovanni Colonna. Nel 1350 incontra a Firenze Giovanni Boccaccio ; ne nasce un’amicizia che durerà fino alla morte di Petrarca (Petrarca ha il ruolo di guida e maestro, Boccaccio di allievo). Nel 1353 lascia per sempre Valchiusa e si stabilisce in Italia → per alcuni anni vive a Milano come segretario dei Visconti, successivamente si stabilisce a Venezia, Padova e vicino a quest’ultima, ad Arquà sui Colli Euganei, trascorre l’ultimo periodo della sua vita: muore nel 1374.
Per quanto riguarda le opere di Petrarca, furono quelle scritte in latino a cui il poeta riteneva di dover affidare la sua fama, e furono proprio quelle ad essere amate nei circoli umanistici. Soltanto a partire dalla seconda metà del Quattrocento le liriche volgari vennero considerate testi classici dai lettori. Il confronto con gli autori latini e greci fu una costante della vita di Petrarca→ sin dagli anni della sua giovinezza colleziona e studia i manoscritti di Virgilio, Cicerone, Seneca e altri prosatori latini. Inoltre li imita nello stile per dare ai suoi scritti quell’eleganza che secondo lui si era persa nel ‘barbarico’ latino degli scolastici. Alcuni di questi manoscritti latini li scopre lui in prima persona nelle biblioteche italiane e ne trasmette una copia agli amici. Il culto dell’antichità greco-latina implica un giudizio molto severo nei confronti della cultura del proprio tempo. L’idea di cultura di Petrarca si fonda su: (^1) codici (^2) tempo libero speso nello studio o nella meditazione. Contrario di negotium : tempo mal speso nelle pubbliche occupazioni (^3) corona d’alloro, simbolo dell’eccellenza nell’arte (^4) rinnovamento, rinascita (^5) libertà della Roma repubblicana
▪ il recupero dei valori civili e morali della classicità, della sapienza antica e della letteratura; ▪ la dottrina cristiana→ Agostino rappresenterà per Petrarca l’ideale di intellettuale e di uomo. L’incontro tra la classicità e il cristianesimo ha luogo per Petrarca sul terreno dell’ etica , ovvero sui fondamenti morali dell’uomo: ai suoi occhi la filosofia tardomedievale, dominata dalle sottigliezze degli scolastici e dei dialettici, non ha alcun valore. Inoltre attacca gli eredi di Aristotele→ scuole di logica e dialettica che avevano ridotto la filosofia ad un semplice gioco intellettuale.
Con l’ Africa Petrarca intende rinnovare la tradizione dell’epica latina scegliendo di narrare un episodio glorioso della storia romana: la vittoriosa guerra di Scipione contro i Cartaginesi (III secolo a.C.). Questo poema latino rimase incompiuto^6 e circolarono solo brevi brani→ tuttavia, ciò che il pubblico arrivò a conoscere, bastò a garantire a Petrarca una larga fama: questo perché il tema del riscatto romano poteva essere letto come allegoria della situazione presente, ossia come auspicio per l’Italia trecentesca. Il De viris illustribus doveva essere, nel progetto originale, alla fine degli anni Trenta, una raccolta di biografie dedicate ai grandi personaggi della storia romana. Come l’ Africa , l’opera rimase incompiuta e dedica anche un ampio spazio a Scipione l’Africano→ infatti la sua biografia è lunga quasi quanto tutte le altre messe insieme. La descrizione della vita e delle gesta di uomini famosi è un luogo comune nella storiografia medievale; la novità in Petrarca sta in 3 fatti:
rassegna i grandi spiriti del passato e riflette sul suo amore per Laura e sul suo destino ultraterreno. Due elementi assicurano all’opera una larga fortuna : ▪ i dati autobiografici che dovevano suscitare curiosità tra i cultori del poeta; ▪ l’unione di cultura classica e cristiana→ rappresentazione di personaggi greci all’interno di una struttura simbolica ordinata secondo i princìpi della morale cristiana. Il poema è il resoconto di una visione : In un giorno di aprile (6 aprile 1327→ giorno in cui Petrarca sostiene di aver incontrato per la prima volta Laura) il poeta si ritrova ‘smarrito’. Il poeta incontra una lunga schiera di defunti illustri. Prima contempla il Triumphus Cupidinis^12 : il carro del dio è seguito dagli spiriti che durante la loro vita vennero vinti dall’amore→ si tratta di coppie celebri prelevate dai miti, ma anche ‘coppie moderne’ come Dante e Beatrice; alla fine del corteo c’è anche un posto per Petrarca stesso, vittima dell’amore per Laura. I canti successivi rappresentano una sorta di superamento del Trionfo d’Amore→ l’amore viene sconfitto allegoricamente dalla Pudicizia ( Triumphus Pudicitie ), Pudicizia della Morte ( Triumphus Mortis → dove è rappresentata la morte di Laura; è un dialogo tra lei e Petrarca), la Morte della Fama postuma ( Triumphus Fame ). Negli ultimi 2 canti ( Triumphus Temporis e Triuphus Eternitatis ), vi sono considerazioni di tipo esortativo, e Laura resta l’unico personaggio ‘terreno’. La visione dell’Eternità si conclude sul presagio del ricongiungimento in Paradiso con la donna amata.
Petrarca, man mano che componeva le sue poesie, le registrava su carte sciolte; una volta corrette, anche a distanza di molto tempo, le riuniva e le faceva circolare tra gli amici e i suoi corrispondenti. Queste ‘forme’ provvisorie del Canzoniere sono state convenzionalmente intitolate dagli studiosi con il nome del probabile dedicatario^13. Quello che noi chiamiamo Canzoniere è la raccolta definitiva, intitolata da Petrarca Rerum vulgarium fragmenta (‘Frammenti volgari’). Il libro consta di 366 componimenti : 317 sonetti, 29 canzoni, 9 sestine, 7 ballate, 4 madrigali. Il Canzoniere non è scandito in sezioni metriche; i generi metrici si alternano liberamente. L’opera è divisa in 2 parti , separate nel testo originale da alcune carte lasciate in bianco: 263 testi in vita di Laura e 103 in morte di Laura. Ciò che guida l’allestimento del libro sono: la cronologia dell’amore per Laura e la continuità tematica. Il Canzoniere è un racconto dotato di un inizio, uno svolgimento e una fine; ciò che rende visibile questa trama sono i ‘ testi di anniversario ’→ scritti di anno in anno nella ricorrenza del primo incontro tra il poeta e la donna amata. Nel libro si isolano brevi componimenti che non seguono la successione cronologica ma la congruità tematica → testi che sottolineano uno stesso motivo (es: il dolore per la distanza della donna amata; il dolore della morte di un amico, ecc). Il Canzoniere è soprattutto il diario d’amore di Petrarca per Laura, segnato dal tragico evento della morte della amata→ i primi 2/3 del libro sono composti da testi che celebrano Laura viva, l’ultimo terzo del libro è dedicato al compianto su Laura morta e ad una meditazione sulla transitorietà delle cose terrene. Il Canzoniere è un libro di poesie d’amore raccolte e ordinate da un autore ormai maturo, che ha allontanato da sé l’amore per le cose terrene e lo ha innalzato verso Dio. L’amore non è l’unico tema del Canzoniere, ma vi sono anche poesie che affrontano questione politich e di grande attualità, con spirito polemico. Questa componente ‘ militante ’ si nota particolarmente in 3 sonetti: 136, 137, 138→ noti come sonetti << anti-avignonesi >>, così chiamati perché scritti contro la corruzione della Curia papale di Avignone. La poesia del Canzoniere rinnova la tradizione lirica dei siciliani e degli stilnovisti fondando un classicismo → cioè un modello che, con successive modifiche, si imporrà per secoli ai poeti italiani ed europei (investe soprattutto il contenuto dei testi). I poeti del Duecento facevano una sorta di rappresentazione delle convenzioni cortesi in cui i sentimenti e i pensieri dell’autore avevano poca parte. Petrarca invece narra una reale esperienza d’amore in totale solitudine, senza porsi il problema del pubblico. Mette l’ io del poeta-amante al centro della scena. Petrarca ha sottratto il discorso amoroso ai condizionamenti storico-sociali e culturali, creando invece una zona (^12) Trionfo d’Amore (^13) Esempio: la ‘forma Malatesta’ era dedicata a Pandolfo Malatesta
franca, capace di rigenerarsi con il trascorrere del tempo→ uno dei motivi per cui Petrarca diventerà il caposcuola della poesia moderna. La lingua di Petrarca è: ▪ omogenea e compatta nei toni; ▪ ricca di riferimenti alla Bibbia, ai classici latini e ai Padri della Chiesa; ▪ evita i tecnicismi che avevano adoperato i poeti del Duecento (come Guittone d’Arezzo); ▪ pur non essendo complicata, non fa alcuna concessione al linguaggio parlato→ Petrarca costruisce un modello linguistico che si basa sulla medietas (‘medietà’), a cui poi si adegueranno i poeti italiani.
La grande cultura classica di Petrarca fece di lui il letterato più noto e ammirato dei suoi tempi in tutta Europa. Di Petrarca conta soprattutto la prosa e la poesia latina , infatti gli umanisti lo celebreranno come un caposcuola → il vero erede della tradizione classica. Solo nel Cinquecento l’interesse degli studiosi si concentrerà sul Petrarca volgare. Pietro Bembo prima farà stampare il Canzoniere presso Aldo Manuzio , il migliore stampatore del tempo, successivamente, nelle Prose della volgar lingua , indicherà la lingua poetica di Petrarca come modello da seguire per tutti i poeti volgari. Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, i lirici europei trarranno ispirazione dalle poesie petrarchesche, riguardo la forma e il contenuto : ▪ la forma imporrà alla tradizione italiana un lessico selezionato e ‘alto’; ▪ per quanto riguarda il contenuto, diventerà normale raccontare attraverso le poesie→ l’uso narrativo della lirica è uno dei lasciti più duraturi di Petrarca alla tradizione occidentale.