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POPPER (pensiero filosofico), Appunti di Filosofia

Argomenti trattati: accenni sulla vita, critica allo storicismo, influenza di Einstein, epistemologia (falsificazione della scienza), politica (teoria della democrazia).

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 29/07/2023

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POPPER
Tedesco di origine ebrea, nacque nel 1902 a Vienna ed emigrò in Nuova Zelanda, morendo
poi a Londra nel 1994.
Il rapporto tra Popper e il neopositivismo ha fatto elaborare 3 diverse interpretazioni:
1. Fino alla fine degli anni ‘50 si riteneva che Popper fosse un neopositivista "dissidente";
2. Dagli anni ‘60 si inizia a ritenere Popper come l'avversario per eccellenza del
neopositivismo;
3. Secondo un'interpretazione più recente, il pensiero popperiano è frutto di una
combinazione di elementi neopositivisti e antipositivisti.
Condivide, comunque, col pensiero neopositivista la battaglia per l'unità della scienza, la
persuasione dell'unicità del metodo scientifico, l'ipotesi di un linguaggio osservativo neutrale
e l'idea della scienza come miglior esempio di condotta intellettuale.
La sua filosofia può essere pensata come un razionalismo critico che prende in esame la
scienza (epistemologo episteme, scienza) e anche la politica.
L’opera più celebre, che ricorda quella di Bergson (Le due fonti della morale e della
religione), si intitola La società aperta e i suoi nemici. Egli difende il valore della democrazia
e della prassi riformatrice anziché quella rivoluzionaria. Storicamente prima si affermano le
istanze liberali e successivamente la democrazia. Anche cronologicamente prima vi sono
le istanze liberali e successivamente quelle democratiche (non vi è democrazia senza
libertà). Dopo la difesa della democrazia segue il socialismo, altra tappa storica.
I capisaldi dell’opera di Popper sono i seguenti:
- La democrazia non equivale al governo della maggioranza, ma significa che i
governanti possono essere controllati;
- Dobbiamo distinguere solo due forme di governo: democrazia o tirannide;
- Bisogna prestare attenzione a far si che non circolino e non si affermino idee
antidemocratiche;
- Protezione delle minoranze;
- Instaurazione di istituzioni che salvaguardino la democrazia (es. scuola);
- Se la democrazia è distrutta tutti i diritti sono distrutti diritti civili = uguaglianza,
libertà (libertà di pensiero, di parola e di associazione) e tolleranza.
- Democrazia come campo di battaglia per riforme ragionevoli.
Epistemologia = riflessione sulla scienza messa in discussione di modelli immutabili e
fissi di spiegazione della realtà politica.
Critica allo storicismo
Secondo Popper le dottrine che rientrano nello storicismo sono quelle che presentano la
storia come la realizzazione di un modello olistico (= riflessione che ha per oggetto una
totalità), oracolare (= piano divino che prevede il futuro) e preordinato (es. Marx: tutto è
spiegabile attraverso la lotta di classe la storia viene letta solo attraverso questa lente,
ovvero la lotta di classe; Filosofia cristiana: nella storia agisce il divino con un piano
provvidenziale; Positivismo di Mill e di Comte: storia come progresso e lettura scientifica e
oggettiva della realtà).
Egli critica tali visioni in quanto le considera totalizzanti, non ritiene possano esistere leggi
immutabili, poiché queste possono andare bene solo per il mondo della natura (leggi
tendenze).
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POPPER

Tedesco di origine ebrea, nacque nel 1902 a Vienna ed emigrò in Nuova Zelanda, morendo poi a Londra nel 1994. Il rapporto tra Popper e il neopositivismo ha fatto elaborare 3 diverse interpretazioni:

  1. Fino alla fine degli anni ‘50 si riteneva che Popper fosse un neopositivista "dissidente";
  2. Dagli anni ‘60 si inizia a ritenere Popper come l'avversario per eccellenza del neopositivismo;
  3. Secondo un'interpretazione più recente, il pensiero popperiano è frutto di una combinazione di elementi neopositivisti e antipositivisti. Condivide, comunque, col pensiero neopositivista la battaglia per l'unità della scienza, la persuasione dell'unicità del metodo scientifico, l'ipotesi di un linguaggio osservativo neutrale e l'idea della scienza come miglior esempio di condotta intellettuale. La sua filosofia può essere pensata come un razionalismo critico che prende in esame la scienza (epistemologo → episteme, scienza) e anche la politica. L’opera più celebre, che ricorda quella di Bergson ( Le due fonti della morale e della religione), si intitola La società aperta e i suoi nemici. Egli difende il valore della democrazia e della prassi riformatrice anziché quella rivoluzionaria. Storicamente prima si affermano le istanze liberali e successivamente la democrazia. Anche cronologicamente prima vi sono le istanze liberali e successivamente quelle democratiche (non vi è democrazia senza libertà). Dopo la difesa della democrazia segue il socialismo , altra tappa storica. I capisaldi dell’opera di Popper sono i seguenti:
    • La democrazia non equivale al governo della maggioranza, ma significa che i governanti possono essere controllati;
    • Dobbiamo distinguere solo due forme di governo: democrazia o tirannide;
    • Bisogna prestare attenzione a far si che non circolino e non si affermino idee antidemocratiche;
    • Protezione delle minoranze;
    • Instaurazione di istituzioni che salvaguardino la democrazia (es. scuola);
    • Se la democrazia è distrutta tutti i diritti sono distrutti → diritti civili = uguaglianza, libertà (libertà di pensiero, di parola e di associazione) e tolleranza.
    • Democrazia come campo di battaglia per riforme ragionevoli. Epistemologia = riflessione sulla scienza → messa in discussione di modelli immutabili e fissi di spiegazione della realtà politica. ↓ Critica allo storicismo Secondo Popper le dottrine che rientrano nello storicismo sono quelle che presentano la storia come la realizzazione di un modello olistico (= riflessione che ha per oggetto una totalità), oracolare (= piano divino che prevede il futuro) e preordinato (es. Marx: tutto è spiegabile attraverso la lotta di classe → la storia viene letta solo attraverso questa lente, ovvero la lotta di classe; Filosofia cristiana: nella storia agisce il divino con un piano provvidenziale; Positivismo di Mill e di Comte: storia come progresso e lettura scientifica e oggettiva della realtà). Egli critica tali visioni in quanto le considera totalizzanti, non ritiene possano esistere leggi immutabili, poiché queste possono andare bene solo per il mondo della natura (leggi ≠ tendenze).

Tale visione porta chi si ritiene depositario del potere a compiere violenza per raggiungere il fine, ovvero la verità considerata il senso della storia precostituito rispetto alle interpretazioni e alle decisioni umane → la storia assume il senso che gli uomini le danno. Dunque, laddove vi sono grandi ideali, ovvero utopie, è possibile da un lato avere una guida, ma dall’altro, nel momento in cui si vuole realizzare l’ideale, si rischia il dispotismo. Popper e Einstein Popper riprende da Einstein un criterio di demarcazione tra ciò che è scienza e ciò che non lo è (la scienza riguarda i fatti, mentre la logica è quella della verificabilità delle teoria che spiegano i fatti). Popper sostiene che una teoria è scientifica non quando è verificabile, ma quando è falsificabile, ovvero nel momento in cui può essere smentita dall'esperienza, ovvero se i suoi enunciati risultano in conflitto con eventuali osservazioni. La verificabilità ha una debolezza, ovvero il non poter verificare tutti i casi immaginabili e possibili, ovvero ha un limite interno. Nel momento in cui una teoria viene messa in questione, se è possibile falsificarla, allora quest’ultima è verificata (es. Copernico → l’ipotesi eliocentrica riesce a falsificare quella geocentrica e può essere giudicata come scientifica). Ogni teoria può essere superata, tutte le teorie sono delle ipotesi. La scienza è fatta di congetture (ipotesi) e confutazioni , questo lo dice Popper riprendendolo da Einstein. Lui dice che la teoria di Newton è un’ipotesi, è stata infatti falsificata e superata da quella di Einstein (teoria quantistica). La teoria è scientifica se è falsificabile, la scienza è fatta solo da ipotesi che prima o poi possono essere falsificate. La teoria eliocentrica è corroborata (rafforzata), cioè resiste al tentativo di essere falsificata. Il marxismo non è una scienza perché è sempre valida, cioè non falsificabile, in quanto tutto può essere letto sotto la logica della lotta di classe e dell’economia come base di ogni cultura (= il nostro modo di pensare dipende dal nostro modo di produrre). Anche la psicoanalisi non è una scienza: vi è un uomo che getta in mare un bambino e un altro uomo si butta per salvarlo. Freud direbbe che è in atto il complesso edipico e attraverso ciò riuscirebbe a spiegare la situazione. Adler ricondurrebbe il tutto al complesso di inferiorità (= tutte le relazioni sono costituite da un gioco di potere). → Se una teoria non è falsificabile, quest’ultima viene corroborata = resa infallibile.

Epistemologia e filosofia politica Il contributo di Popper non riguarda solo l’epistemologia, ma anche la filosofia politica → la crisi mondiale del comunismo ha evidenziato la sua importanza come filosofia della società aperta e di critico di ogni forma di assolutismo teorico e pratica. Le opere in cui tratta di questi problemi sono la Miseria dello storicismo e La società aperta e i suoi nemici. Queste opere sono il tentativo di difendere le regioni della libertà e del pluralismo con argomentazioni di natura epistemologica. Storicismo, utopia e violenza Storicismo → non intende lo storicismo tedesco, ma questo termine assume il significato di uno schema polemico di natura tipico-ideale, che allude a tutte quelle filosofie che hanno preteso di cogliere un senso globale e oggettivo della storia, ovvero una sorta di destino cui gli individui dovrebbero uniformarsi. La critica di Popper allo storicismo oracolare o totalitario è al tempo stesso teorico-metodologica e pratico-politica. Rifiuta dello storicismo: ● Aspetto conoscitivo → contesta lo storicismo nella sua pretesa di base di cogliere un senso oggettivo, una struttura necessaria che costituirebbe l’essenza della storia e del destino umano. Non esiste un senso della storia precostituito rispetto alle interpretazioni e alle decisioni umane, perché la storia assume il senso che gli uomini le danno. ● Pretesa olistica , ossia il suo voler parlare ad ogni costo della storia nella sua totalità, dimenticando l’avvertenza metodologica. ● Fa confusione tra leggi e tendenze → lo storicismo crede di poter predire il futuro delle vicende umane, comune se questo fosse inevitabile. In tal modo dimentica che una previsione, per essere veramente scientifica, deve basarsi su una legge e non su una tendenza La teoria della democrazia La filosofia di Popper può essere definita come razionalismo critico. Il suo razionalismo critico prende in esame sia la scienza, dunque un epistemologo, ma prende in esame anche la politica. Riprende l’opera di Bergson, Popper scrive la crisi delle società aperte, parlando della società aperta e i suoi nemici. Difende il valore della democrazia e la difesa della prassi riformatrice invece che quella rivoluzionaria. La democrazia non ci sarebbe stata se non ci fosse stato il movimento di pulizia politica precedente. Dopo la democrazia si arriverà al socialismo. Le asserzioni costituiscono proposizioni che si distinguono da altre proposizioni Una proposizione può essere giudicata vera o falsa. Es. “ Domani pioverà ” → se non piove è falsa. “ Domani piove o non pioverà ” → la proposizione è sempre vera in quanto contiene entrambe le possibilità. Le asserzioni di base ciascuna scienza ha un insieme di asserzioni che la caratterizzano e caratterizzano il suo essere uno studio sulla realtà. Esse sono condivise ma se si afferma qualche altra teoria tali affermazioni di base sono state necessariamente cambiate. (Asserzione = proposizione che può essere giudicata vera o falsa; Postulato = affermazione sempre vera).

La verità esiste e ciò che possiamo fare noi è arrivare a quest’ultima, senza però alla fine arrivarci. Non bisogna abbattersi di fronte a ciò, bisogna provare piacere nell’azione di ricerca.