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Programma di 5° superiore, Tesine di Maturità di Storia

intero programma di 5° superiore dell'indirizzo relazioni internazionali per il marketing

Tipologia: Tesine di Maturità

2022/2023

Caricato il 16/11/2023

Deniseeeeeeeee
Deniseeeeeeeee 🇮🇹

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SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
Intorno al 1870 si aprì un epoca di grande sviluppo tecnologico con protagonisti gli Stati Uniti e la Germania.
In quest'epoca le invenzioni più importanti furono l'elettricità, il telefono da Antonio Meucci, la lampadina da
Thomas Edison, il telegrafo da Guglielmo Marconi, il motore a scoppio ecc.. L'utilizzo del petrolio al posto del
carbone divenne sempre più frequente facendo crescere l'industria automobilistica e anche quella aeronautica.
Vi è anche il passaggio dalla produzione di massa a quella in serie. In questo caso parliamo di taylorismo
(ingegnere americano). Taylor cercò di stabilire quale era il metodo più efficiente e meno costoso di produrre cioè
eliminando i tempi morti e scomponendo il lavoro in tanti piccoli gesti RIPETITIVI. Nacque così l’idea della
CATENA DI MONTAGGIO, applicata per la prima volta nelle industrie automobilistiche di FORD.
Un’altra caratteristica della seconda rivoluzione industriale è la nascita delle società di massa. Cominciano ad
avere un ruolo importante nello svolgimento della vita politica (partiti di massa, come socialismo e comunismo)
e sociale. C’è però anche un pericolo in agguato, la crescente omologazione: l’individuo singolo tende a perdere
autonomia e si sviluppa fortemente la propaganda per manipolare la massa.
Il periodo storico tra fine 800 e il 1914 prende il nome di Belle Époque poiché fu un periodo di completa pace,
sviluppo e positivismo in Europa. La Belle Epoque è nata in Francia ed il momento chiave dell'affermazione di
questo periodo fu con l'esposizione internazionale del 1900 quando venne costruita la Torre Eiffel; questa
esposizione internazionale in realtà esiste ancora oggi però sotto un altro nome ossia l'Expo.
La Belle Epoque oltre ad essere il periodo storico in cui troviamo avanzamenti tecnologici e industriali è il periodo
in cui troviamo anche dei miglioramenti delle condizioni dei lavoratori grazie alla nascita dei sindacati che
portarono gli operai ad avere per la prima volta del tempo libero.
Durante la Belle Époque nacque l’idea del nazionalismo ossia il sentimento di amore verso la propria patria e allo
stesso tempo di odiare quella altrui, così nacque anche l’imperialismo: le grandi potenze cercarono di
conquistare nuovi territori nelle regioni africane e asiatiche per 3 diverse cause
1. CAUSE ECONOMICHE: per la ricerca di nuovi mercati e nuove materie prime.
2. CAUSE POLITICO-IDEOLOGICHE: nazionalismo e razzismo (la propria razza era superiore e tutto il
resto doveva essere sottomesso.
3. CAUSE SOCIALI: servivano nuove colonie per accogliere gli emigranti.
Le grandi potenze videro che l'Africa era una facile zona di conquista e quindi con il congresso di Berlino se la
spartirono.
Ci furono varie tensioni in capo coloniale, per esempio l’incidente di fashoda: disputa di una cittadina del Sudan
da parte di Inglesi e Francesi, dove successivamente stipularono un amicizia: l’intesa cordiale dove riconosce
l’egitto all’inghilterra e il marocco alla francia. La Germania pensò che questo accordo era in chiave antitedesca,
quindi aiutò il marocco a diventare indipendente, però sempre sotto l'influenza francese (Prima crisi marocchina
nel 1905). La Germania invece faceva parte della Triplice Alleanza un patto militare difensivo tra Germania,
Austria-Ungheria e Italia.
Intanto, nel gennaio 1905 San Pietroburgo si creò una rivoluzione, la cosiddetta domenica di sangue, il cui capo
era il prete, poche Gabon, che si diverse verso il palazzo d'inverno della residenza dello zar, con una petizione
che chiedeva la fine della guerra con il Giappone. Le truppe però aprirono il fuoco e crearono centinaia di morti.
Dopo questo tutto l'impero si divulgò degli scioperi degli operai che crearono una organizzazione chiamata Soviet.
La tensione aumentò quando la Russia si alleò all'Inghilterra e alla Francia formando la triplice intesa. Così
arrivò la seconda crisi marocchina nel 1911 poiché la Francia inviò delle truppe per aiutare il sultano del
Marocco contro alcuni ribelli e il Kaiser pensò che fosse un’occupazione mascherata.
La crisi dell'impero ottomano alimentava le aspirazioni nazionali e indipendenti delle popolazioni, accentuava la
competizione fra le grandi potenze europee per imporre il proprio controllo. Infatti ci furono due guerre balcaniche:
-La prima guerra balcanica: nel 1912 la Lega Balcanica di Serbia, Montenegro, Bulgaria e Grecia
attaccò l'impero ottomano. I turchi sconfitti dovettero rinunciare ai territori europei. Le potenze europee
imposero la nascita di uno Stato indipendente, l'Albania invasa da Serbi e greci.
-La seconda guerra balcanica: nel 1913, dopo pochi mesi tra i vincitori, scoppiò un altro violento
conflitto che si concluse con la sconfitta della Bulgaria e la spartizione Macedonia tra Serbi e greci.
Queste due guerre balcaniche furono una delle premesse della prima guerra mondiale.
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SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Intorno al 1870 si aprì un epoca di grande sviluppo tecnologico con protagonisti gli Stati Uniti e la Germania. In quest'epoca le invenzioni più importanti furono l'elettricità, il telefono da Antonio Meucci, la lampadina da Thomas Edison, il telegrafo da Guglielmo Marconi, il motore a scoppio ecc.. L'utilizzo del petrolio al posto del carbone divenne sempre più frequente facendo crescere l'industria automobilistica e anche quella aeronautica. Vi è anche il passaggio dalla produzione di massa a quella in serie. In questo caso parliamo di taylorismo (ingegnere americano). Taylor cercò di stabilire quale era il metodo più efficiente e meno costoso di produrre cioè eliminando i tempi morti e scomponendo il lavoro in tanti piccoli gesti RIPETITIVI. Nacque così l’idea della CATENA DI MONTAGGIO , applicata per la prima volta nelle industrie automobilistiche di FORD. Un’altra caratteristica della seconda rivoluzione industriale è la nascita delle società di massa. Cominciano ad avere un ruolo importante nello svolgimento della vita politica ( partiti di massa , come socialismo e comunismo) e sociale. C’è però anche un pericolo in agguato, la crescente omologazione : l’individuo singolo tende a perdere autonomia e si sviluppa fortemente la propaganda per manipolare la massa. Il periodo storico tra fine 800 e il 1914 prende il nome di Belle Époque poiché fu un periodo di completa pace, sviluppo e positivismo in Europa. La Belle Epoque è nata in Francia ed il momento chiave dell'affermazione di questo periodo fu con l' esposizione internazionale del 1900 quando venne costruita la Torre Eiffel; questa esposizione internazionale in realtà esiste ancora oggi però sotto un altro nome ossia l'Expo. La Belle Epoque oltre ad essere il periodo storico in cui troviamo avanzamenti tecnologici e industriali è il periodo in cui troviamo anche dei miglioramenti delle condizioni dei lavoratori grazie alla nascita dei sindacati che portarono gli operai ad avere per la prima volta del tempo libero. Durante la Belle Époque nacque l’idea del nazionalismo ossia il sentimento di amore verso la propria patria e allo stesso tempo di odiare quella altrui, così nacque anche l’imperialismo: le grandi potenze cercarono di conquistare nuovi territori nelle regioni africane e asiatiche per 3 diverse cause

  1. CAUSE ECONOMICHE: per la ricerca di nuovi mercati e nuove materie prime.
  2. CAUSE POLITICO-IDEOLOGICHE: nazionalismo e razzismo (la propria razza era superiore e tutto il resto doveva essere sottomesso.
  3. CAUSE SOCIALI: servivano nuove colonie per accogliere gli emigranti. Le grandi potenze videro che l'Africa era una facile zona di conquista e quindi con il congresso di Berlino se la spartirono. Ci furono varie tensioni in capo coloniale, per esempio l’incidente di fashoda: disputa di una cittadina del Sudan da parte di Inglesi e Francesi, dove successivamente stipularono un amicizia: l’intesa cordiale dove riconosce l’egitto all’inghilterra e il marocco alla francia. La Germania pensò che questo accordo era in chiave antitedesca, quindi aiutò il marocco a diventare indipendente, però sempre sotto l'influenza francese ( Prima crisi marocchina nel 1905 ). La Germania invece faceva parte della Triplice Alleanza un patto militare difensivo tra Germania, Austria-Ungheria e Italia. Intanto, nel gennaio 1905 San Pietroburgo si creò una rivoluzione, la cosiddetta domenica di sangue, il cui capo era il prete, poche Gabon, che si diverse verso il palazzo d'inverno della residenza dello zar, con una petizione che chiedeva la fine della guerra con il Giappone. Le truppe però aprirono il fuoco e crearono centinaia di morti. Dopo questo tutto l'impero si divulgò degli scioperi degli operai che crearono una organizzazione chiamata Soviet. La tensione aumentò quando la Russia si alleò all'Inghilterra e alla Francia formando la triplice intesa. Così arrivò la seconda crisi marocchina nel 1911 poiché la Francia inviò delle truppe per aiutare il sultano del Marocco contro alcuni ribelli e il Kaiser pensò che fosse un’occupazione mascherata. La crisi dell'impero ottomano alimentava le aspirazioni nazionali e indipendenti delle popolazioni, accentuava la competizione fra le grandi potenze europee per imporre il proprio controllo. Infatti ci furono due guerre balcaniche:
  • La prima guerra balcanica : nel 1912 la Lega Balcanica di Serbia, Montenegro, Bulgaria e Grecia attaccò l'impero ottomano. I turchi sconfitti dovettero rinunciare ai territori europei. Le potenze europee imposero la nascita di uno Stato indipendente, l'Albania invasa da Serbi e greci.
  • La seconda guerra balcanica: nel 1913, dopo pochi mesi tra i vincitori, scoppiò un altro violento conflitto che si concluse con la sconfitta della Bulgaria e la spartizione Macedonia tra Serbi e greci. Queste due guerre balcaniche furono una delle premesse della prima guerra mondiale.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

L'Italia dopo l’unificazione dovette affrontare dei problemi:

  • la questione istituzionale, destra o sinistra storica;
  • la questione meridionale cioè la differenza tra nord e sud e il brigantaggio, quel sentimento di ribellione del Sud dovuto all'analfabetismo, dalla leva militare obbligatoria e per l’aumento della tassa sul grano;
  • la questione romana a causa del difficile rapporto con la chiesa;
  • la questione finanziaria a causa dell'arretratezza economica e del debito pubblico. Tutte queste problematiche italiane vennero cercate di affrontare in principio dalla Destra Storica che era il partito formato da liberali moderati fino al 1876 dove la Sinistra Storica vinse le seconde elezioni. Con la sinistra storica Depretis attuò la politica del trasformismo ossia una politica che cercava di diminuire le differenze tra sinistra e destra storica, questo però portò a favorire la corruzione. Dopo la morte di Depretis in carica andò a Francesco Crispi che nel 1889 attuò il codice Zanardelli : abolì la pena di morte, amplificò il potere della polizia e diede inizio alla politica coloniale italiana stipulando il Trattato di Uccialli , cioè il Trattato dove l'Etiopia diventava una colonia italiana. Nel 1896 però ad Adua 16000 italiani vennero assassinati portando Crispi a dare le dimissioni. La conquista di Roma comportò una rottura tra la Chiesa cattolica e il nuovo Stato italiano , che comunque garantiva al papa la sovranità sulla Città del Vaticano. Pio IX (1846-1878) per sottolineare la propria avversione, emanò la bolla papale “ Non expedit ”, che invitava i cattolici italiani all’astensione nelle elezioni politiche. In Italia non avremo nessun partito a rappresentare i cattolici fino al 1919 (Partito Popolare italiano). Dopo la crisi di fine secolo e dell'assassino di Umberto I dall’anarchico Bresci, il re Emanuele III fece salire in carica Giolitti che attuò la riforma per il riposo festivo, la tutela del lavoro di bambini e donne, miglioramento dell’assistenza infortunistica e l’obbligo di frequenza scolastica fino a 12 anni. Inoltre con Giolitti ci fu il decollo dell'economia Italiana grazie alla forte industrializzazione soprattutto nel nord dove infatti si instaurò il triangolo economico industriale formato dalle città di Milano Genova e Torino. Nel 1913 ci fu il suffragio universale maschile dove Giolitti si presentò con il patto Gentiloni Un accordo con i cattolici che andava contro i socialisti, garantendo istruzione religiosa nelle scuole, si oppose alle proposte di divorzio. Così ottenne grandi consensi. Giolitti era a conoscenza che la questione meridionale non era chiusa, quindi provò ad instaurare la tassa del Mezzogiorno ossia una riduzione delle tasse per cercare di favorire l'industrializzazione anche nella parte sud della penisola grazie a delle leggi speciali. Le leggi speciali servirono solo a tamponare la situazione, non la risolsero affatto e non solo la classe politica del sud corrotta portava a Giolitti molti voti. Inoltre durante l’età giolittiana, tra il 1911 e il 1912, l’Italia colonizza un altro paese africano, la Libia. Pascoli è stato un sostenitore di questo intervento coloniale.Il sistema GIOLITTIANO era ormai in crisi: i contadini meridionali si ribellarono alla miseria, così nel Marzo del 1914 Giolitti rassegnò le dimissioni, convinto poi di riprendere il potere però il Re diede l'incarico a Salandra.

L’Austria sembrava disposta a poche concessioni riguardo alle terre irredente (Trentino, Venezia Giulia e Trieste), così l’Italia avrebbe potuto restare neutrale, secondo Giolitti, ma il governo, nell’ipotesi di un intervento in guerra, vedeva molti vantaggi: ➢ affermare il prestigio dell’Italia partecipando ad un conflitto europeo ➢ completare, in caso di vittoria, l’unità nazionale ➢ dare impulso all’economia ➢ rinsaldare l’autorevolezza del governo in una situazione di aspro conflitto sociale Nascono due correnti d’opinione: i neutralisti e gli interventisti. I neutralisti non volevano la guerra ed erano pacifisti, ne facevano parte i liberali giolittiani, i socialisti e anche gran parte della popolazione. Gli interventisti invece erano propensi alla guerra e ne facevano parte i socialisti e i sindacalisti rivoluzionari, che vedevano la guerra come una via per la rivoluzione, gli irredentisti e gli interventisti democratici vedevano la guerra come un’opportunità per garantire all’Italia un ruolo di grande potenza. Il 26 aprile 1915 l’Italia stipula il patto di Londra con l’Intesa, un trattato segreto che impegnava l’Italia ad entrare in guerra in cambio di concessioni territoriali (Trentino, Alto Adige, Trieste, Gorizia, Istria e parti della Dalmazia). Il 24 maggio l’Italia entrò in guerra contro l’Austria-ungheria e nel 1916 anche con la Germania. Il conflitto nel 1916- Tra il 1915 e il 1916 entrarono in guerra Montenegro, Romania, Portogallo e Grecia dal 1917 al fianco dell’Intesa, mentre la Bulgaria con gli Imperi Centrali. Il Giappone riuscì ad ottenere i possedimenti tedeschi nel pacifico (isole Caroline, Marshall e Marianne) che erano il suo obiettivo principale, mentre, grazie all’entrata della Bulgaria, l’Austria riuscì ad avere la meglio sulla Serbia. Il generale italiano Cadorna impostò una strategia difensiva per entrare a Trieste, perdendo però un numero di vite umane troppo elevato rispetto a ciò che avevano conquistato (Gorizia 1916). A giugno 1916 gli austroungarici iniziano la battaglia detta Strafexpedition (spedizione punitiva) contro gli italiani. Fronte interno: termine che descrive l'attività dei civili domestici durante i periodi di guerra. Le persone iniziavano a ribellarsi alla guerra con sommosse e scioperi, i socialisti avviarono una propaganda pacifista e si tentò di avviare negoziati di pace, ma senza successo. I francesi ponevano come condizione la restituzione dell'Alsazia-Lorena, gli inglesi la liberazione del Belgio, però i tedeschi rifiutarono entrambe. Gli italiani non volevano sentir parlare di pace senza le terre irredente, che gli austriaci non erano disposti a concedere. I governi europei si rendevano ben conto che la guerra si stava trasformando in una catastrofe, ma nessuno di loro poteva accettare di chiuderla senza avere ottenuto alcun risultato. Nel maggio 1916 le flotte inglesi e quelle tedesche si scontrano nella battaglia navale dello Jutland, i tedeschi vincono, ma il blocco navale inglese regge. A febbraio 1917 i tedeschi rispondono al blocco navale inglese schierando i loro sommergibili lungo tutta la costa britannica mettendo in difficoltà i commerci inglesi. I sommergibili tedeschi ebbero l’ordine di attaccare le navi di qualunque nazionalità. Questo però non gli giovò perché gli stati uniti decisero di intervenire a fianco dell’intesa a causa dell’affondamento del transatlantico "lusitania", una nave che trasportava civili americani.. Il 24 ottobre 1917 austriaci e tedeschi entrarono a Caporetto, costringendo gli italiani a ritirarsi, perdendo tutti i territori del Friuli (disfatta di Caporetto) Il 3 marzo 1918 la russia si arrende agli imperi centrali, sottoscrivendo la pace a Brest-Litovsk. Il fronte orientale cessa di esistere e i tedeschi possono concentrare tutte le loro forze sul fronte occidentale. I tedeschi tentano un'offensiva su Parigi ma falliscono. Ad agosto 1918 le forze dell’Intesa contrattaccano sul fronte orientale e costringono i tedeschi ad arretrare. Dopo la tragedia di Caporetto, il generale Cadorna era stato sostituito dal generale Diaz, e, dopo aver arrestato l’offensiva austriaca sul Piave, il 24 ottobre passò al contrattacco sfondando le linee nemiche a Vittorio Veneto, rivendicando Caporetto e riconquistando Trento e Trieste.

Il 28 ottobre a Praga fu proclamata la repubblica cecoslovacca, il 31 ottobre gli ungheresi proclamano l’indipendenza e l’11 novembre l'Austria si proclama repubblica. La Germania si arrese e firmò l’armistizio l’11 novembre, dando fine alla prima guerra mondiale. Con l’utilizzo delle nuove armi sempre più potenti, come l’aviazione e i primi carri armati, divenne impossibile ottenere sul campo vittorie decisive. L’Intesa vinse perché poté e seppe distribuire meglio le risorse in modo equo assicurando una migliore tenuta del fronte interno. Il genocidio degli armeni Dopo la sconfitta contro i russi in Anatolia e l’attacco dell’intesa a Gallipoli, il governo di Istanbul accusò gli armeni di infedeltà e di collusione con i russi. Iniziarono ad eliminare i capi delle comunità armene e poi, dal 24 aprile 1915, iniziò la deportazione di intere comunità verso la siria e la mesopotamia. Venivano portati in aree desertiche, in condizioni intollerabili e tra violenze di ogni tipo. Questa deportazione fu in realta un genocidio, cioè un’eleminazione pianificata di un gruppo umano, in cui vennero uccisi oltre un milione di armeni. Guerra di logoramento Inizialmente si credeva che questa sarebbe stata solamente una “guerra lampo” e che in alcuni mesi sarebbe finita, ma in realtà si rivelò inizialmente una guerra di movimento e successivamente di logoramento. Questo perché storicamente due regimi contrapposti avanzavano finché uno dei due non aveva la meglio sull'altro, ma dopo l'invenzione della mitragliatrice anche una sola persona riusciva ad abbattere un intero reggimento, in questo modo l’avanzamento degli schieramenti viene disincentivato e si opta per un approccio difensivo. Per questo motivo nascono le trincee, un fossato lineare scavato nel terreno per ospitare al suo interno le truppe. Le trincee Durante la guerra le trincee si perfezionarono fino a diventare complessi sistemi difensivi tra loro collegati con gallerie, cunicoli e bunker. Qui le persone vivevano in pessime condizioni, senza potersi lavare, dormendo in nicchie scavate nelle pareti, immersi in acqua e fango, circondati da ratti e cadaveri in putrefazione, sviluppando diverse malattie. Spesso queste persone venivano colpite dallo shock-shell, cioè il trauma da bombardamento, che provocava tic nervosi, sordità, mutismo, paralisi e dissociazioni psichiche e veniva curato con cure psichiatriche spesso brutali. Molte persone erano arrivate anche al punto di mutilarsi parti del corpo per non dover tornare nelle trincee. L’opinione pubblica La prima guerra mondiale fu una guerra di popolo, che coinvolse non solo il re e gli eserciti, ma intere popolazioni, per questo l’opinione pubblica giocava un ruolo importante. La censura cercava di nascondere la realtà della guerra, in cui morivano padri, mariti, fratelli; la repressione imponeva alle persone di opporsi o di dissentire; la propaganda condizionava le persone e arrivò ad abbattere la barriera fra guerra e infanzia. Inoltre si instaurò un forte sentimento nazionale , con la convinzione di combattere una guerra giusta e un forte odio per il nemico percepito come barbaro.

Nel febbraio del 1918 viene ricostituito l’esercito col nome di Armata Rossa degli operai e dei contadini, i comandanti militari erano affiancati dai commissari politici che controllavano la fedeltà dei soldati alla rivoluzione. L’armata rossa riesce a resistere a quella bianca, grazie all’appoggio dei contadini, che preferivano i bolscevichi. Nella primavera del 1920 l’armata bianca viene completamente sconfitta. L’economia era in crisi , le industrie chiudevano, i contadini si rifiutarono di consegnare il raccolto allo stato e le città erano alla fame. Per far fronte a tale situazione il governo instaurò il comunismo di guerra , in cui le imprese private diventavano pubbliche , era stata instaurata una rigida disciplina del lavoro, il grano veniva requisito con la forza. Il partito comunista assunse un potere assoluto, nel 1918 venne instaurato il regime del terrore, fondamentale fu la Ceka che eseguiva arresti e fucilazioni ai “sabotatori”. Il 30 dicembre 1922 nasce ufficialmente L’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche (URSS).

LA DITTATURA DI STALIN

La Russia era appena uscita da una guerra civile di 3 anni (1918-1922) ed era in estrema difficoltà. Durante questa guerra vinse l'Armata rossa di Trockij. Lenin, aveva fondato l'URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste sovietiche), però si è ammalato poco dopo, scatenando la lotta per la sua successione. I maggiori pretendenti erano:

  • Trockij che voleva espandere il comunismo il più possibile in Europa
  • Stalin (uomo di fiducia di Lenin), il cui motto era il “socialismo in un solo paese", che voleva consolidare il comunismo in URSS, prima di puntare alla sua espansione e Stalin ebbe la meglio. Quali erano le condizioni dell’URSS? Il settore agricolo era cresciuto al contrario dell'industria, quindi l'obiettivo di Stalin era quello di modernizzare e industrializzare il paese. Così nel 1928, attivò il primo piano quinquennale che prevedeva una pianificazione centralizzata, soprattutto dell'industria pesante e della produzione di energia elettrica per rendere l'URSS competitiva a livello globale. Il piano doveva definire in maniera rigida gli obiettivi da raggiungere. Nel 1933 la produzione sovietica era quadruplicata, invece gli altri paesi affrontano le conseguenze della crisi della crisi del ‘29. Ci furono però conseguenze come crisi nelle campagne, disequilibrio nello sviluppo tra settore agricolo, industria pesante, industria leggera, repressione violenta di ogni forma di opposizione… Venne a crearsi quindi un regime totalitario (comunismo di guerra), dover partito si sostituì allo Stato dal partito dipendevano tutte le associazioni politiche, amministrative, economiche e sociali e culturali. Perfino la Chiesa venne annientata: gli usurpano le proprietà, gli uomini di chiesa furono privati di ogni diritto civile, i sacerdoti arrestati o deportati e chiese distrutte… Le imprese private vengono abolite e mezzi di produzione erano concessi dallo Stato. Parte dei raccolti dei kulaki (contadini più ricchi) andavano allo Stato, però essendo contro la collettivizzazione dell'agricoltura, crearono una repressione e portarono il grano in Ucraina. I kulaki che si ribellano venivano mandati nei gulag (campi di lavoro). Stacanovismo (1926) deriva dal nome di un operaio che aveva prodotto più di quello che doveva, si trattava del lavoro ininterrotto che portava a raggiungere gli obiettivi. Se gli imprenditori non non producevano quanto dovevano, venivano arrestati.

L’ascesa del fascismo Nel 1919, inizialmente chiamato movimento dei fasci di combattimento, nasce il movimento fascista, in piazza San Sepolcro a Milano. Il loro programma iniziale rivendicava il diritto di voto per le donne; la giornata lavorativa di 8 ore; la tassazione straordinaria dei capitali. Questo programma fu presto abbandonati e nel giro di tre anni divenne un partito di massa conquistando il potere con la violenza dalle squadre d’azione fasciste che inizialmente compivano azioni di aggressione dimostrative contro i socialisti, ma man mano che le squadre si diffusero in tutta Italia, usavano le armi, distruggevano case, circoli, sedi di partiti, picchiando e uccidendo politici. I fascisti riuscirono a prendere piede grazie all’instabilità politica che ci fu per i 4 anni successivi alla fine della guerra, nei quali si susseguirono 7 governi diversi. Alle elezioni del 1921 Giolitti pensó di creare un ’alleanza elettorale tra liberali e fascisti per creare una maggioranza più stabile. Mussolini accettò la proposta, che gli consentì di entrare in politica. Il governo Bonomi (democratico) raggiunse la maggioranza solo grazie alle forze fasciste dando sempre più forza al partito fascista, così Mussolini formò il partito nazionale fascista (PNF). Il PNF aveva un programma conservatore e nazionalista che limitava i poteri del parlamento, esaltava la nazione, prevedeva di privatizzare i servizi pubblici dello stato e di vietare gli scioperi nei servizi pubblici. Mentre il partito fascista si consolidava, quello socialista si indeboliva sempre di più. Nel gennaio 1921 nasce il Partito Comunista d’Italia (Gramsci-Togliatti). Nel 1922, inoltre, il partito socialista subì una divisione che diede vita al Partito Socialista Unitario guidato da Giacomo Matteotti. LA MARCIA SU ROMA Mussolini da una parte faceva credere alla sinistra di trattare per un governo misto, dall’altra venne organizzata la marcia su Roma che ebbe inizio ad ottobre con l’occupazione degli edifici pubblici in varie città centro-settentrionali con l'obiettivo di imporsi al governo. Il 28 ottobre fu proclamato lo stato d’assedio , ma i l re Vittorio Emanuele III lo respinse non firmando e accettando la richiesta di mandato governativo di Mussolini, che iniziò il 30 ottobre. Il 16 novembre Mussolini presentò il suo governo in parlamento con il “discorso del bivacco” che segnò il primo passo verso il totalitarismo del governo fascista, che si impadronì non solo del governo, ma dello stato, cancellando ogni forma di legalità democratica e di libertà politica e sindacale. Il fascismo tra il 1922-1925 era in una fase di transizione verso la dittatura. Alle elezioni del 1924 fu applicata Legge Acerbo (1923), una legge che assegna i ⅔ dei seggi alla lista che avesse raggiunto il massimo dei voti. Mussolini ottenne il 65% dei voti. Il 10 giugno 1924 Giacomo Matteotti , che aveva denunciato brogli e violenze elettorali, venne rapito e ucciso da una squadra fascista, dopo questo le opposizioni parlamentari attuarono la Secessione dell’Aventino: per protesta contro il governo fascista non partecipano più ai lavori nelle camere, così Mussolini, il 3 gennaio 1925 fece il discorso in parlamento in cui si prese la responsabilità del delitto Matteotti. Quota 90 : espressione con cui si indica il cambio della sterlina che venne fissato a poco più di 90 lire, fu Mussolini a prendere la decisione di rivalutare la lira nel 1926. MUSSOLINI AL POTERE Dopo che Mussolini assunse la piena responsabilità del delitto Matteotti, il fascismo divenne una dittatura totalitaria ed emanò le leggi fascistissime :

  • il titolo del Presidente del Consiglio venne cambiato in “Capo del Governo” identificato come “ Duce del fascismo ”;
  • l’unico partito ammesso era quello fascista;
  • venne abolita la libertà di stampa.
  • L’Ovra indagava sui comportamenti e opinioni del cittadini, scovando gli antifascisti, condannandoli a morte o al confino , ovvero il trasferimento in un posto isolato. I Patti lateranensi vennero fatti per conciliare Stato e Chiesa, composti da tre documenti: il trattato , dove la Chiesa riconosceva Roma come capitale, la convenzione finanziaria , dovevo lo Stato finanziava al Vaticano una vasta somma di denaro, e il Concordato destinato a regolare i rapporti fra Stato e Chiesa.

LA CRISI DEL ‘ La Grande Depressione del 1929 fu la maggiore crisi nella storia degli Stati Uniti, colpendo tutto il mondo industrializzato. Cominciò nel 1929, e durò circa dieci anni. La crisi dell'economia americana iniziò nel 1928 con la caduta dei prezzi agricoli e esplose il 29 ottobre del 1929 quando affondò la Borsa di New York, la borsa di Wall Street. Quel giorno scesero rapidamente gli indici di numerosi titoli e continuarono la loro discesa per tre mesi consecutivi. Inizialmente la crisi fu un po’ sottovalutata. Le banche non avevano soldi e quindi le aziende non ottenevano credito, le produzioni si fermavano, creando disoccupazione. Questa situazione si estese rapidamente anche all’Europa. CAUSE: Negli anni successivi alla Grande guerra gli Stati Uniti conobbero un vero e proprio boom grazie alla fiorente industria automobilistica e all’alta produttività, dovuta anche alla razionalizzazione dei processi produttivi attraverso l’adozione di un’organizzazione del lavoro scientifica (il cosiddetto Taylorismo ), che permetteva di mantenere inalterati prezzi e salari favorendo investimenti e quindi di conseguenza produttività. L’esistenza di risparmi cumulati e l’assenza di limiti alle attività speculative crearono le condizioni per un ampio ricorso al credito da parte degli investitori e spinsero questi ultimi, insieme alle banche, alla speculazione in Borsa. Dal 1920 al 1929 gli investimenti azionari triplicarono il loro volume e gli indici di borsa salirono, dal 1926 al 1929, da 100 a 216, ma all’aumento del valore delle azioni industriali non corrispondeva un effettivo aumento della produzione e della vendita dei beni. La speculazione non fu comunque l’unica causa del grande crollo. Parte della crisi viene infatti addossata alla caduta dei prezzi dei prodotti agricoli avvenuta in conseguenza dell’enorme accumulazione delle scorte rimaste invendute a seguito del miglioramento della produzione agricola dei paesi europei. L'accumulo delle scorte che impedì agli agricoltori, fortemente indebitati, di corrispondere alle banche gli interessi per le somme avute in prestito e la speculazione furono dunque tra le cause che portarono allo scoppio della crisi CONSEGUENZE: La diminuzione della domanda americana frena le esportazioni di molti paesi, facendo calare il commercio mondiale. Gli Stati Uniti cercarono di rimpatriare i capitali investiti in altri paesi. Ciò ebbe gravi ripercussioni soprattutto in Germania che aveva avuto grossi prestiti dagli USA a causa degli alti costi delle riparazioni addebitategli dal Trattato di Versailles per la prima Guerra Mondiale. Nelle vite politiche internazionali, si accentuarono i nazionalismi.

L’ASCESA DEL PARTITO NAZISTA Prima dell’ascesa del partito nazista, nel 1932 in Germania, c’era la Repubblica di Weimar con presidente il generale Hindenburg, poi nello stesso anno alle elezioni vinse il partito nazista e Hitler fu nominato cancelliere (inizialmente Hitler adottò un governo di coalizione e poi si trasformò in una dittatura). Alla sede del Parlamento di Berlino fu appiccato un incendio e si pensava che fosse stato provocato dai nazisti, però la colpa fu data ai comunisti, pur in assenza di prove. Così il governo emanò delle leggi eccezionali che permettevano di eliminare ogni opposizione: la polizia poteva arrestare chi voleva, confiscare abitazioni e beni. Nel 1933 in Germania furono anche istituiti dei campi di concentramento (lager), fatti apposta per gli oppositori politici. Il partito nazista ebbe successo grazie alle promesse di far rinascere la Germania in crisi dalle conseguenze del trattato di Versailles. L’ideologia hitleriana era basata sull’ antisemitismo : la razza ariana era la razza superiore, non ci si doveva “mescolare” con le razze inferiori.

La politica estera tedesca

1934: Il 30 giugno 1934, la “notte dei lunghi coltelli”, Hitler fece eliminare i suoi oppositori dalle SS, guidate da Himmler che governavano tutto il sistema dei campi di concentramento. In questi campi inizialmente si deportavano solo avversari politici; poi gli antisociali (cioè gli omosessuali, i delinquenti, le prostitute, gli alcolizzati ecc.) e nel 1938 anche gli ebrei. Inoltre nel 1934 morì il presidente della Repubblica e quindi passò tutto il potere ad Hitler. 1935 : Il razzismo nazista si concretizzò nelle leggi di Norimberga, con cui gli ebrei furono privati di diritti di ogni genere: furono dichiarati estranei alla popolazione tedesca e proibirono i matrimoni misti tra ariani e ebrei. 1936 : Hitler occupò la Renania, che era diventata una “zona cuscinetto” dopo la fine della prima guerra mondiale ed il Belgio vedendo di nuovo le truppe tedesche alla frontiera, decise di dichiarare nuovamente la propria neutralità: un grave problema per i francesi poiché la linea difensiva Maginot sarebbe stata inefficace se la Germania avesse deciso di passare per il Belgio. 1937: Hitler firmò l’alleanza con l’Italia l’Asse Roma-Berlino e il Patto anti-Comintern con il Giappone, in cui poi entrò anche l’Italia. Mussolini e Hitler parteciparono alla guerra di Spagna a sostegno di Francisco Franco. 1938 : Dopo l'annessione dell’Austria , l’obiettivo di Hitler divenne la Cecoslovacchia. Giunsero numerosi appelli a Hitler e alla fine, il 28 settembre, arrivò quello di Mussolini e il Fuhrer tedesco disse che avrebbe acconsentito a una conferenza: la conferenza di Monaco , dove decisero che la Cecoslovacchia dovesse dare alla Germania la regione dei Sudeti ( minoranza tedesca ) pensando che Hitler si accontentasse, ovviamente non fu così. 1939: Hitler , prendendo come pretesto lo scontro tra Cechi e Slovacchi , occupò anche la Boemia e la Moravia. Come Hitler, Mussolini voleva espandersi nell’area mediterranea così occupò l’Albania. Germania e Italia firmarono il Patto d’acciaio : se una delle due nazioni fosse entrata in guerra, lo avrebbe fatto anche l’altra. Hitler non si accontentò di ciò che aveva già ottenuto: chiese alla Polonia la città di Danzica , così da chiudere il cosiddetto “corridoio polacco”, ma la Polonia non aveva alcuna intenzione di cedere Danzica e la Gran Bretagna e la Francia difesero la Polonia. Hitler il 23 agosto 1939 si accordò con l’URSS, firmando un patto di non aggressione Ribbentrop- Molotov dove si impegnano a non aggredire reciprocamente in caso di guerra con la Polonia sarebbe stata spartita. Quindi Per Hitler era importante conquistare uno spazio vitale , cioè un territorio vasto e abbondante di materie prime che permettesse alla razza Ariana di allargarsi e prosperare.

LA SECONDA GUERRA MONDIALE Le cause del conflitto: ● Il fallimento della Società delle Nazioni; ● La crisi economica del 1929; ● Il fascismo e la Germania di Hitler.

Le fasi principali della seconda guerra mondiale

La II guerra mondiale inizia l’1 settembre 1939 quando i tedeschi invadono la Polonia ed il 3 settembre Francia e Inghilterra dichiarano guerra alla Germania. La guerra in Polonia fu velocissima: una “guerra lampo” , proprio come Hitler desiderava. Dopo la Polonia, presero la Danimarca e la Norvegia (con un governo collaborazionista). Il 17 settembr e entrò in guerra l’Armata rossa (URSS) , prendendo la sua parte di Polonia. L’obiettivo divenne la Francia : per conquistarla decide di passare per Olanda, Belgio e Lussemburgo aggirando la linea Maginot al confine tra Francia e Germania. I francesi non riuscirono a opporre resistenza e la battaglia della Mosa del 17 maggio segna la sconfitta: il 14 giugno 1940 i tedeschi entrarono a Parigi. Il generale Pétain, avviò le trattative per un armistizio. La Francia fu divisa in due: ● la parte settentrionale sotto il diretto controllo tedesco; ● la parte centro-meridionale, con capitale a Vichy , guidata dal governo di Pétain che collaborava con i nazisti. Consapevole che l'Italia non era pronta a condurre questo tipo di guerra, allo scoppio, essa dichiarò la sua non belligeranza, cioè, anche se dalla parte di Hitler non partecipava direttamente alla guerra, poi i successi di Hitler indussero Mussolini a entrare in guerra il 10 giugno del 1940 attaccando la Francia dalle Alpi occidentali, dove l'esercito italiano subì varie sconfitte. La strategia italiana prevedeva una guerra parallela che ampliava l'influenza italiana nei Balcani e nel Mediterraneo, così il 28 ottobre 1940 l'Italia attaccò la Grecia che arrestarono l'avanzata italiana e servì l'aiuto dei tedeschi per distruggere l'esercito greco. Intanto gli inglesi sbarcarono a Salonicco poi subito respinti da Hitler. Dopo questo trionfo Hitler offrì all’Inghilterra la pace , ma Churchill rifiutò , allora Hitler cominciò a progettare la conquista dell’Inghilterra con l’operazione “Leone marino” : doveva bombardare le basi militari, le città e l’aviazione che riuscì però a resistere grazie all’uso di una nuova tecnologia: i radar. Intanto Hitler rese più solidi i rapporti con Italia e Giappone firmando con loro il Patto tripartito (27 settembre 1940), che garantiva il reciproco aiuto militare ed economico. Dall’autunno 1940 gli USA , aiutando politicamente ed economicamente l’Inghilterra e i suoi alleati abbandonarono la loro politica isolazionista. Poi Hitler puntò all ’URSS e alle sue risorse (grano, petrolio e uomini) necessarie per poter continuare la guerra, così diede inizio all’ Operazione Barbarossa , il 22 giugno 1941 , che rompeva l’alleanza GERMANIA-URSS. Il Fuhrer, cogliendo Stalin di sorpresa, riuscì a entrare facilmente nel territorio russo, ma Leningrado aveva resistito e non riuscirono ad entrare a Mosca. Inoltre si trovavano in difficoltà a causa dalla tattica della “terra bruciata” dell’esercito russo: arretrando distrugge vie e possibili rifornimenti e dall’arrivo dell’inverno russo si trovarono dispersi nella pianura russa, al freddo e sotto attacco dai partigiani sovietici. Il 14 agosto del 1941 Roosevelt e Churchill sottoscrissero la carta atlantica che prevedeva il futuro ordine mondiale: sconfitta dei regimi nazifascisti; autodeterminazione dei popoli (sceglievano il sistema politico che preferivano), libertà di commercio. Il 7 dicembre 1941 l’aviazione giapponese attaccò la base americana di Pearl Harbor e la distrusse: voleva conquistare il predominio del Pacific o, spazzando via la flotta statunitense. Oltre a questo nelle isole Midway la marina degli Stati Uniti respinse l'attacco della marina imperiale giapponese.

Nell’estate del 1942 provò poi a riprendere l’avanzata in URSS , ma fece un grosso errore: cercò di conquistare contemporaneamente il Caucaso e Stalingrado , ma l’esercito italiano (ARMIR) e tedesco, essendo diviso, era più debole e non riuscì ad ottenere nessuno dei due obiettivi. Intanto nell’Africa settentrionale, l’offensiva italo-tedesca comandata da Rommel fu arrestata a El-Alamein dagli inglesi a causa della loro superiorità numerica: l’Italia perse l'Etiopia, la Somalia e la Libia. Nella CONFERENZA DI TEHERAN si decise che gli anglo-americani avrebbero cercato di riconquistare la Francia, infatti, il 25 agosto Parigi fu di nuovo libera; le prime truppe ad entrare furono quelle di De Gaulle , che poi divenne Presidente della Repubblica francese. L'11 luglio 1943 gli alleati USA e Inghilterra sbarcarono in Sicilia e in un mese presero tutta l'isola. Nella penisola intanto scoppiarono una serie di scioperi ed il governo dovette aumentare gli stipendi. Il popolo italiano non voleva più dare il consenso al fascismo, così il Gran Consiglio del Fascismo sfiduciò Mussolini e il giorno seguente venne arrestato e portato sul Gran Sasso. L'Italia per paura di una reazione tedesca, non uscì subito dalla guerra e per mesi fecero trattative segrete con gli alleati. Poi il 3 settembre 1943 a Cassibile firmarono l'armistizio e Badoglio l’8 settembre comunicò via radio di aver firmato la pace e le truppe tedesche cominciarono ad occupare il territorio italiano centrale e settentrionale. Il re e il governo si rifugiano a Brindisi. Dopo la firma dell’armistizio l’italia divenne cobelligerante.

Mussolini e la repubblica di Salò Mussolini il 12 settembre 1943 venne liberato e portato in Germania dai

tedeschi. Ebbe da Hitler il permesso di ricostruire il fascismo e così, formò la Repubblica di Salò, località sul Garda. L'Italia quindi era divisa al sud, con il re e al Nord con la Repubblica di Salò. Poi Mussolini tentò la fuga travestito da soldato, ma fu riconosciuto e catturato il 28 Aprile dai partigiani a Dongo, sul Lago di Como, dove venne fucilato. Intanto al Nord Italia nacque un gruppo di resistenza, i Partigiani (importante partigiano è Sandro Pertini): l'obiettivo era di ristabilire l'ordine e la democrazia così il 9 settembre 1943 fu formato a Roma il Comitato di liberazione nazionale. Tra il settembre e dicembre 1943 delle bande partigiane fecero sabotaggi e attentati contro i tedeschi che gli rispondevano con le rappresaglie, cioè delle azioni di difesa effettuate a causa di un attacco: ad esempio a Roma i partigiani uccisero 32 tedeschi e questi per ripicca fucilarono 335 ostaggi; l’eccidio a Sant'Anna di Stazzema e quello nel bolognese a Marzabotto. La svolta di Salerno è un'iniziativa presa da Palmiro Togliatti dove diceva che le questioni politiche andavano accantonate e riprese dopo la vittoria poiché in quel momento bisognava concentrarsi sulla liberazione dell’Italia. Il 6 giugno 1944 (il D-day) ci fu lo sbarco in Normandia degli anglo-americani per aprire un secondo fronte. All'inizio del 1945 la guerra stava per finire: il 30 Aprile 1945 , Hitler nel suo bunker di Berlino si tolse la vita con un colpo di pistola il 2 maggio 1945 l'Armata Rossa sovietica riuscì ad entrare a Berlino e a sconfiggere la Germania nazista. l’8 maggio 1945 la Germania firmò l'armistizio. Non era ancora finita poiché il Giappone rifiutò di arrendersi e così gli USA usarono la prima bomba atomica sviluppata nel progetto Manhattan. Il 6 agosto 1945 venne sganciata la prima bomba atomica “Little Boy” sulla città di Hiroshima e tre giorni dopo la “Fat Man” su Nagasaki. Le due città furono annientate all'istante e gli effetti delle radiazioni rimasero per decenni. Il 15 agosto l'imperatore Hirohito accettò la resa senza condizioni.

LA GUERRA FREDDA Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale i vincitori erano: Gran Bretagna Francia Stati Uniti URSS Si incontrarono a Yalta per decidere il destino della Germania dove venne divisa in quattro parti, una per ogni vincitore. Il primo paese ad attuare la propria politica nella sua parte di Germania fu l'URSS, che con la sua politica comunista fece preoccupare gli Stati Uniti che invece avevano una politica di tipo liberista. Questo non andava bene agli USA (neppure a Churchill che disse in un famoso discorso che una “cortina di ferro” si era stesa sull’Europa dell’Est: intendeva far capire agli USA che il pericolo comunista era grave quanto quello nazista appen sconfitto), infatti portò Truman, il presidente statunitense, ad attuare il piano Marshall ossia inviando aiuti economici ai paesi europei che non avessero al loro interno il comunismo. Questo provocò in paesi come la Francia e l’Italia l'espulsione dei partiti comunisti dal governo, per poter ricevere questi aiuti. Gli Stati Uniti d'America diedero vita all’alleanza dal nome Nato che comprende paesi come Italia, Gran Bretagna, e Francia, così l’URSS rispose stipulando il patto di Varsavia con la Germania dell’est, Albania, Bulgaria, Cecoslovacchia ed altri paesi, portando così ad avere un mondo intero diviso in due blocchi contrapposti. Questo bipolarismo portò alla guerra fredda, ovvero ad una guerra non realmente combattuta, ma "congelata" in uno stato che è in continua tensione basata su minacce reciproche. Nel giro di pochi anni però si forma la trizona ossia che tre dei paesi vincitori unificarono il territorio della Germania , facendo sì che la Germania non fosse più divisa in quattro parti ma in due ossia in Berlino Est e in Berlino Ovest. Stalin così decide di bloccare tutte le strade che portano dalla Berlino est a quella ovest, questo però non bloccò gli Stati Uniti ad inviare aiuti alla loro parte di Berlino tramite aerei. In questo periodo In Germania nascono la repubblica federale tedesca, statunitense e la repubblica democratica tedesca dell’URSS. La repubblica federale tedesca era molto più ricca rispetto a quella Democratica e questo portava i cittadini della parte dell'URSS a tentare di scappare nella parte statunitense. Proprio per questo motivo l'URSS decise nel 1961 di alzare il muro di Berlino che divideva Berlino est dalla Berlino ovest. (Dopo l’assassinio di Kennedy e la guerra in Vietnam il 9 Novembre 1989 venne abbattuto il muro di Berlino riunendo così la Germania)

L’ONU

Il 26 giugno 1945, 51 paesi sottoscrissero la Carta di San Francisco, dando vita all'Organizzazione delle Nazioni Unite con lo scopo di preservare le generazioni future dalla guerra. I 5 principali alleati vincitori della guerra USA, URSS, Gran Bretagna, Francia e Cina, formarono il Consiglio di sicurezza, che può deliberare solo all'unanimità. A differenza della società delle Nazioni le potenze si assumevano una responsabilità. Il 10 dicembre 1948 fu sottoscritta la Dichiarazione universale dei diritti umani.