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PROGRAMMA 5° SUPERIORE FILOSOFIA, Sintesi del corso di Filosofia

Programma intero di filosofia - 5° superiore, liceo linguistico. Hegel, Feuerbach, Schopenhauer, Kierkegaard, Marx, Nietzsche, Freud.

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

In vendita dal 06/06/2019

carla.1997
carla.1997 🇮🇹

4.4

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HEGEL
Hegel, considerato padre dell’idealismo, nasce a Stoccarda nel 1770 durante
l’Illuminismo. Egli studia individualmente laureandosi successivamente in teologia ed
intraprendendo il ruolo di professore presso uno dei centri principali del
Romancismo: Jena. Di fao, trovatosi a cavallo con il Romancismo, Hegel traa i
movi romanci lega alla ripresa della tradizione e della storia, schierandosi, però,
lontano da esso nella tesi che pone l’arte, la religione e la fede come uniche vie
d’accesso al sapere assoluto. A quest’ulmo è necessario giungere araverso un
metodo, e l’unica chiave in grado di aprirci la porta del sapere assoluto è la
FILOSOFIA. Hegel propone, dunque, la gura dell’uomo aancata dal losofo
soltanto nel suo contesto storico, e ci spiega come sia avvenuto il cammino della
storia non condividendo né l’ideale sublime ma irrealizzabile del Romancismo, né la
possibilità di rifugiarsi nel passato della Restaurazione.
Successivamente all'esperienza di Jena, precisamente nel 1807, Hegel decide di
elaborare "Fenomenologia dello Spirito", un'opera estramemente importante in cui
risultano nidi gli elemen innovavi di una losoa ormai distante dal passato, da
quella teoria che vedeva l'assoluto come una sorta d'identà tra spirito e natura.
La complessa losoa hegeliana pone le proprie basi su dei cardini ben precisi,
arcolabili in:
- 1. "Tuo ciò che è reale è razionale";
- 2. "Il vero è l'intero";
- 3. "Il processo dialeco".
1. Il primo cardine della losoa Hegeliana propone una realtà coincidente con la
ragione. In ee, secondo il losofo, l'idealismo è l'identà tra ragione, spirito,
realtà ed idea, e quest'ulma è fruo di un momento razionale che non può far altro
che esplicitarsi nella nostra realtà, in quanto l'idea coincide con ragione, mondo ed
uomo, il quale pensa nella nostra realtà e non altrove. Il losofo, di fao, porta
avan il pensiero di una realtà fenomenica, in cui se dovessimo far coincidere nito
con nito potremmo farlo soltanto nella nostra realtà, in quanto la realtà è un
pensiero, ed, ovviamente, non esiste una realtà esterna al pensiero.
2. L'asse portante della concezione losoca hegeliana si basa sull'idea che la verità
non consiste in una considerazione parziale delle cose, ma nella visione completa e
globale di esse. In ee, al ne di giungere alla verità, è necessario dar voce
all'intero processo, in quanto un singolo aspeo non è in grado di fornire la realtà
nella sua interezza, ma soprauo esso non coinciderebbe con il vero, e dunque,
con l'Assoluto.
3. La dialeca, denita dal losofo regola interna della realtà e legge del pensiero, è
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Scarica PROGRAMMA 5° SUPERIORE FILOSOFIA e più Sintesi del corso in PDF di Filosofia solo su Docsity!

HEGEL

Hegel, considerato padre dell’idealismo, nasce a Stoccarda nel 1770 durante l’Illuminismo. Egli studia individualmente laureandosi successivamente in teologia ed intraprendendo il ruolo di professore presso uno dei centri principali del Roman�cismo: Jena. Di fa�o, trovatosi a cavallo con il Roman�cismo, Hegel tra�a i mo�vi roman�ci lega� alla ripresa della tradizione e della storia, schierandosi, però, lontano da esso nella tesi che pone l’arte, la religione e la fede come uniche vie d’accesso al sapere assoluto. A quest’ul�mo è necessario giungere a�raverso un metodo, e l’unica chiave in grado di aprirci la porta del sapere assoluto è la FILOSOFIA. Hegel propone, dunque, la figura dell’uomo affiancata dal filosofo soltanto nel suo contesto storico, e ci spiega come sia avvenuto il cammino della storia non condividendo né l’ideale sublime ma irrealizzabile del Roman�cismo, né la possibilità di rifugiarsi nel passato della Restaurazione. Successivamente all'esperienza di Jena, precisamente nel 1807 , Hegel decide di elaborare "Fenomenologia dello Spirito", un'opera estramemente importante in cui risultano ni�di gli elemen� innova�vi di una filosofia ormai distante dal passato, da quella teoria che vedeva l'assoluto come una sorta d'iden�tà tra spirito e natura.

La complessa filosofia hegeliana pone le proprie basi su dei cardini ben precisi, ar�colabili in:

- 1. **_"Tu�o ciò che è reale è razionale";

    1. "Il vero è l'intero";
    1. "Il processo diale�co". 1._** Il primo cardine della filosofia Hegeliana propone una realtà coincidente con la ragione. In effe�, secondo il filosofo, l'idealismo è l'iden�tà tra ragione, spirito, realtà ed idea, e quest'ul�ma è fru�o di un momento razionale che non può far altro che esplicitarsi nella nostra realtà, in quanto l'idea coincide con ragione, mondo ed uomo, il quale pensa nella nostra realtà e non altrove. Il filosofo, di fa�o, porta avan� il pensiero di una realtà fenomenica, in cui se dovessimo far coincidere finito con finito potremmo farlo soltanto nella nostra realtà, in quanto la realtà è un pensiero, ed, ovviamente, non esiste una realtà esterna al pensiero. 2. L'asse portante della concezione filosofica hegeliana si basa sull'idea che la verità non consiste in una considerazione parziale delle cose, ma nella visione completa e globale di esse. In effe�, al fine di giungere alla verità, è necessario dar voce all'intero processo, in quanto un singolo aspe�o non è in grado di fornire la realtà nella sua interezza, ma sopra�u�o esso non coinciderebbe con il vero, e dunque, con l'Assoluto. 3. La diale�ca, definita dal filosofo regola interna della realtà e legge del pensiero, è

un vero e proprio ideale secondo cui condurre la propria vita, a�raverso un susseguirsi di scontri e contras� che condurranno l'uomo alla crescita, e dunque al proprio miglioramento. La linea che l'uomo segue, in effe�, è sempre circolare, in quanto percorre un processo privo di ogni �po di sta�cità, cara�erizzatO da tre momen�: TESI, ANTITESI e SINTESI. Il filosofo, di fa�o, afferma che l'uomo, durante la propria vita, a�raversa delle fasi estremamente difficili, e successivamente ad una serie di sconfi�e egli può affermare sè stesso a�raverso la TESI. Nel momento in cui ciò accade, l'uomo conduce una vita cara�erizzata da scontri e volontà di sopraffazione, in cui egli nega sè stesso a�raverso l' ANTITESI. Il processo, però, non può dichiararsi concluso, in quanto necessita di una SINTESI, intesa come CONSERVAZIONE e SUPERAMENTO, grazie alla quale è possibile ricavare grazie di tesi ed an�tesi.

- Fenomenologia dello Spirito (1806): "La Fenomenologia dello Spirito" è considerata dalla madre di tu�o il pensiero hegeliano, un'opera che pone le proprie basi nell'esperienza del singolo e che si conclude nella realizzazione di un'esperienza universale. A�raverso la parola "SPIRITO" si indica l'uomo con le proprie esperienze personali, connesse alla convivenza sociale, economica e poli�ca, mentre con "FENOMENOLOGIA" si intende una descrizione razionale del modo in cui ci appaiono le esperienze dell'umanità. All'interno dell'opera Hegel intraprende un cammino filosofico estremamente originale, mirato al raggiungimento del sapere assoluto successivo al percorso di svariate "tappe"; la sua, infa�, è una filosofia metodica, la quale necessita di par�re dalla forma più povera del sapere che risiede nei nostri sensi e ci conduca, finalmente, al sapere assoluto.

COSCIENZA: Il primo passo che l'uomo deve compiere per intraprendere il lungo cammino vede la tra�azione delle certezze sensibili , nonchè la forma immediata del sapere, che, essendo estremamente sogge�vo, necessita di essere esteso a livello universale. Le certezze sensibili però, essendo limitate, lasciano spazio alla percezione, in cui è possibile cogliere il par�colare in relazione ad un sogge�o che le comprenda; tra�andosi di ogge� e non di da� sensibili, essi necessitano di essere scandaglia� in apposite categorie grazie all' intelle�o. Quest'ul�mo è, però, limitato alla molteplicità delle determinazioni finite, ed è dunque necessario che la coscienza acquisisca consapevolezza di sè stessa e che si entri, dunque, in una nuova tappa definita "autocoscienza ".

AUTOCOSCIENZA: Successivamente all'acquisizione della consapevolezza di sè stesso, l'autocoscienza segue un vero e proprio processo diale�co, in cui avviene un forte scontro tra due coscienze, e soltanto chi sarà in grado di rischiare e me�ere a repentaglio la propria

ulteriori nuclei familiari. Essi, di fa�o, cos�tuiranno la società, la quale necessita di essere regolata da leggi is�tuite da un vero e proprio stato, il quale ges�sce e dirime le controversie, ed offre la possibilità all'individuo di realizzare i propri obie�vi. Per Hegel, lo stato perfe�o è rappresentato dalla monarchia cos�tuzionale prussiana per eccellenza, nonchè l'incarnazione vera e propria dello stato e�co.

SAPERE ASSOLUTO:

Il sapere assoluto si esplicita in tre momen�: arte, religione e filosofia. L'arte rappresenta la conoscenza dell'Assoluto nella forma sensibile, e si ar�cola, a sua volta, in arte simbolica, in cui prevale la forma, arte roman�ca, in cui prevale il contenuto, ed arte classica, in cui vi è un perfe�o equilibrio tra forma e contenuto. L'arte però, è un conce�o estremamente limitato alla sensibilità, ed è dunque, necessario giungere alla religione. Quest'ul�ma è la conoscenza dell'Assoluto nella rappresentazione divina, e si ar�cola, a sua volta in "forza della natura", in cui i primi�vi concepivano negli agen� atmosferici la rappresentazione perfe�a di Dio, in "invidualità spirituale", in cui la figura divina assume fa�ezze umane, ed infine in "religione cris�ana", in cui Dio appare propriamente come spirito, in quanto vera e propria figura umana. Essendo però, un'effimera rappresentazione, è necessario giungere al conce�o reale a�raverso la FILOSOFIA, in cui lo spirito si riconosce in tu� i suoi momen� e la sua massima rappresentazione avviene nella filosofia hegeliana.

La DESTRA e la SINISTRA HEGELIANA

Successivamente alla morte di Hegel, vero e proprio punto di riferimento della filosofia, i discepoli si organizzano nella formazione di due fazioni: destra e sinistra hegeliana. Quest'ul�ma, cos�tuita dai più giovani e dunque, dagli innovatori , si oppone radicalmente alla destra hegeliana , la quale, cara�erizzata dalla presenza dei più grandi conservatori , pone inizio alla discussione sul senso della ragione , una delle chiavi principali per giungere al sapere assoluto. Contrariamente, la sinistra ri�ene che la ragione debba essere superata e che esso sia possibile soltanto grazie a coloro che a�ngono la verità filosofia. Dalla ragione, il diba�to scaturito dalle fazioni si sposta sul terreno poli�co, sul quale la destra assume posizioni conservatrici, mentre la sinistra trova posizioni più originali sostenendo istanze liberali e rivoluzionarie. Di fa�o, i filosofi della sinistra sostengono che l'essere umano , essendo rido�o ad un momento di questo romanzo di formazione, non possa trovare spazio, e che sia necessario, dunque, che egli venga posto al centro della riflessione con tu�e le proprie esigenze, paure ed aspe�a�ve. L'uomo, in effe�, è posto con�nuamente di fronte ad una scelta che produce ansia ed angoscia, e deve fronteggiare una realtà che, a dispe�o di ciò che disse Hegel, non è razionale, bensì insensata.

LUDWIG FEUERBACH

Ludwig Feuerbach, filosofo di estrema rilevanza, nasce nel 1804 in Baviera, in cui col�va i suoi studi divenendo teologo e ponendo alla base della propria filosofia la religione ed il Cristanesimo.

CRITICA AD HEGEL: Egli entra da subito in contrasto con la grande figura di Hegel , che, di conseguenza, lo estrome�erà dal mondo accademico. Di fa�o, Feuerbach ne cri�ca la contraddi�orietà, affermando che la filosofia hegeliana valga solo nel suo contesto storico e che, sopra�u�o, Hegel abbia perso di vista l'essere reale, sensibile, colui che in fin dei con� ha cos�tuito la storia. La figura hegeliana, di fa�o, appare a Feuerbach come una "teologia mascherata", la quale oscura la figura dell'essere umano a vantaggio di un astra�o assoluto, spirituale; inoltre, ad Hegel, viene mossa una cri�ca in relazione al conce�o di "astra�o" e "processo", in quanto, secondo Feuerbach, ogni episodio che cos�tuisce l'intero processo necessita di essere preso in considerazione. Nonostante in Feuerbach si ritrovi ancora molto del pensiero hegeliano, nella sua figura l'iden�tà risulta capovolta, poichè il sogge�o torna ad essere sogge�o, ed il predicato riprende la sua forma originaria.

L'ALIENAZIONE: La religione affrontata da Feuerbach assume una posizione estremamente originale rispe�o ai suoi predecessori, i quali riponevano la piena fiducia nelle mani di un essere divino che a volte si presentava come giudice, ed a volte come padre amorevole. In effe�, il filosofo sos�ene che la coscienza che l'uomo ha di Dio è la coscienza che l'uomo ha di sè, in quanto, per una serie di mo�vi, egli ha perso sicurezza nella propria persona affidando le sue do� migliori ad un essere trascendente al fine di riconoscerle ed ogge�varle. D'altra parte, l'uomo necessita di prendere coscienza delle proprie qualità, recuperando le terminazioni cedute e rientrandone in possesso, poichè Dio è fru�o di una sua creazione, finalizzata al concepimento delle proprie do�. Affinchè tu�o ciò possa accadere, è necessario rifugiarsi nell'ateismo, ovvero l'onestà flosofia ed il dovere morale che l'umanità deve a�ngere. [L'UOMO DEVE ESSERE LIBERATO DA OGNI VINCOLO, IN PARTICOLARE QUELLO RELIGIOSO, DA CUI E' DIPENDENTE]

ARTHUR SCHOPENHAUER

Arthur Schopenhauer, colui che più di tu� ha influenzato il pensiero dell'uomo, nasce a Danzica nel 1788 da una famiglia benestante. Egli cresce in un clima estremamente favorevole alla cultura, ed, interessato alla filosofia, si laurea successivamente a Jena con una tesi riguardo la ragion sufficiente. Il filosofo entra in conta�o con figure di estrema rilevanza, in par�colare, stringe

volontà. Affinchè ciò possa accadere, è necessario che l'uomo intraprenda la via este�ca, la via e�ca e l'ascesi.

  • La via este�ca ci conduce alla visione di una realtà nella sua dimensione reale, che si ar�cola perfe�amente nella tragedia e nella musica, grazie alle quali è possibile ogge�vare il dolore rendendolo universale, liberandolo, dunque, dal singolo individuo. Sebbene l'arte sia importante, il suo effe�o è limitato nel tempo, e dunque, non ci so�rae in modo defini�vo alla reale sofferenza.
  • Contrariamente, la morale ci consente di oltrepassare le manifestazioni fenomeniche della volontà, a�ngendo la vera natura della volontà stessa e rendendo l'uomo consapevole delle dolorose conseguenze; inoltre, la morale implica un impegno a favore del prossimo, e proprio grazie ad essa l'uomo cessa di considerare sè stesso come un individuo contrapposto agli altri, operando in modo da far convergere il proprio "io" con quello dei suoi simili, trasformando la volontà individuale in una volontà universale. La morale è cara�erizzata, inoltre, dalle virtù fondamentali che si manifestano a�raverso la compassione, nonchè il pa�re insieme, e la gius�zia, la quale riconosce che siamo tu� uguali, ma che si esplicita in modo nega�vo poichè si muove per divie� e riguarda en� diversi. Per Schopenhauer è dunque necessario vivere le emozioni e le angoscie del prossimo a�raverso l' AGAPE, ossia l'amore disinteressato verso coloro che vivono nella nostra stessa tragica condizione.
  • La negazione radicale della volontà, avviene, così, a�raverso l'ascesi, in cui l'uomo si estranea sia dall'egoismo che dalla volontà di vivere a�raverso la cas�tà e la rinuncia ai piaceri.

[SCHOPENHAUER TUONA CONTRO IL SUICIDIO, IN QUANTO ESSO E' COMUNQUE FONTE DI DESIDERIO, POICHE' E' UNA SORTA DI RIBELLIONE CONTRO LA VITA E LE SUE CONDIZIONI].

SOREN KIERKEGAARD

Soren Kieregaard, filosofo di estrema rilevanza, nasce a Copenghen nel 1813 da una famiglia molto ricca e reigiosa. Spinto dal padre verso una carriera teologica, egli intraprende la strada della filosofia, laureandosi a Berlino con una tesi sull'ironia di Socrate e pubblicando numerose opere so�o pseudonimo poichè condizionato dalla tradizione puritana in cui vive. Egli conduce una vita cara�erizzata da mol�ssimi even� che, in effe�, influenzeranno gran parte della sua carriera filosofica; di fa�o egli scopre che la madre, prima delle nozze, era già incinta e che quindi il fratello maggiore era fru�o di un grande peccato; nel 1838 si fidanza con Regina, i due

pensano di sposarsi, ma il filosofo è colto da un'indecisione tra la vita matrimoniale e la consacrazione a Dio; quest'ul�mo conce�o rappresenta, ad ogni modo, uno dei cardini principali della filosofia di Kirkegaard, il quale sos�ene che l'uomo conduce una vita solitaria poichè è posto con�nuamente di fronte a delle scelte che deve compiere senza l'appoggio ed il sostegno di qualcuno. Egli, inoltre, afferma che il peccato originale sia la causa prima della precarietà e del malessere della nostra vita, che si manifesta in ognuno di noi ogni qualvolta che siamo divisi fra due scelte, poichè intraprendere una strada significa perdere di vista l'altra per sempre. [Ciò che tormenta l'uomo non è la necessità, bensì la possibilità]. Da ciò, ovvimente, sorge una grande angoscia, la stessa angoscia che, se in Schopenhauer era superabile grazie alla NOLUNTAS, in Kierkegaard rappresenta il succo della vita che rende vivo l'essere umano, nonostante l'angoscia nasca anche dal fa�o che gli ogge� della scelta stessa non siano liberi, bensì impos� da qualcun altro per conto nostro. In effe�, il filosofo definisce l'angoscia una sorta di spia che, nel momento dell'accensione ci a�rae, ma ci spaventa riportandoci a conta�o con la vera essenza umana. "AUT-AUT" è l'opera principale di Kierkegaard, contrariamente ad Hegel che basava la propria filosofia nell' "ET..ET"; in effe�, i due filosofi portano avan� due ideologie completamente differen�, che vedono in Kierkegaard il rifiuto dell'idealismo hegeliano, in cui l'uomo passa in secondo piano. [PER GIUNGERE AD UNA VERA E PROPRIA SCELTA, DUNQUE, L'UOMO NECESSITA DI PERCORRERE UN LUNGO CAMMINO CHE SI APRE ATTRAVERSO LA VIA ESTETICA].

  • La via este�ca è dedita all'edonismo, alla ricerca del piacere che si manifesta a�raverso la figura del sedu�ore, del Don Giovanni; quest'ul�mo, in effe�, mira a conquistare le donne cogliendo l'a�mo, senza alcun controllo o regola che possa in qualche modo cos�tuire la monotonia quo�diana; il singolo u�lizza, così, persone e cose come mezzi per il proprio appagamento fisico o intelle�uale, in quanto più l'azione della seduzione si protrae nel tempo, più il desiderio è vivo. Oltre al fascino, egli u�lizza l'arguzia, l'intelligente e la finezza d'animo, essendo armi in grado di abba�ere le difese femminili. Il sedu�ore, però, arriva a svuotare il proprio essere ed a smarrire il significato della sua esistenza cadendo nella disperazione e nella noia; per questo è necessario porre fine alla con�nua ricerca di soddisfazione dei propri desideri ed entrare a far parte della vera società, del mondo delle convenzioni e del conformismo.
  • Nella via e�ca, il filosofo propone la figura di Guglielmo, un assessore che entra in conta�o con la società grazie alla propria professione ed alla propria famiglia, in cui spicca la figura di una donna che vive in una condizione di naturale ed immutabile inferiorità rispe�o all'uomo, il quale pensa ad un "infinito" de�ato da sofferenza. La via e�ca conduce l'uomo alla consapevolezza dell'inu�lità di una vita ordinaria ed autosufficiente che porterà l'uomo a provare un senso di inquietudine ed alla necessità di rivolgersi alla fede.

Renana" , ma nel 1849 finirà con lo stabilirsi a Londra in cui terminerà i suoi ul�mi giorni di vita. Nel 1864 egli fonda la "Prima internazionale" al fine di coordinare gli sforzi e l'a�vità poli�ca del movimento operaio, dedicandosi successivamente allo studio dell'economia che porterà i suoi fru� grazie al successo de "Il capitale", di cui verranno pubblica� altri 2 volumi successivamente alla morte del filosofo, avvenuta nel 1883. CRITICA AD HEGEL: Egli viene, dunque, estromesso dal mondo accademico in seguito alle cri�che verso la filosofia hegeliana, ritenuta insufficiente per Marx in quanto lontano dal sogge�o, nonchè dall'uomo. Di fa�o, per il filosofo, Hegel ha interpretato la storia come progressiva affermazione dello spirito assoluto, trascurandone l'ogge�o nella concretezza dei suoi rappor� sociali ed economici. Di fa�o, l'obie�vo marxiano si sposta dal campo scien�fico al campo rivoluzionario, in quanto la realtà necessita di essere trasformata radicalmente, non con il pensiero, bensì con l' AZIONE. Da ciò, deriva l'ideale marxiano che vede l'esaltazione della pra�ca e non della teoria, u�le soltanto per smuovere la massa. E' nel proletariato che la filosofia trova le sue armi materiali, in quanto l'obie�vo del filosofo secondo Marx è aiutare la classe più debole risollevandogli la testa e procedendo verso una reale gius�zia: tu�o ciò è possibile uscendo dalle accademie e scendendo in piazza. A�raverso l'esempio della fru�a, Marx so�olinea il modo opposto d'interpretare la realtà tra Hegel e l'uomo. Quest'ul�mo, infa�, a�ribuisce all'esistenza della fru�a concreta la conseguenza astrazione fru�a, mentre il processo hegeliano vede derivare dall'essenza della fru�a la vera e propria fru�a concreta. Questo a�eggiamento è definito da Marx "IDEOLOGIA", nonchè l'insieme delle do�rine e delle teorie che offrono una visione mis�ficata della realtà; per questo, secondo il filosofo, è necessaria l'eliminazione di tu�e le ideologie che nascondono la verità. Allo stesso tempo, Marx riconosce ad Hegel il merito della "DIALETTICA", secondo cui la vita dell'uomo è un susseguirsi di scontri e contras�, nonostante essa sia stata tra�ata in modo conce�uale e non pra�co a�raverso la "SINTESI": infa�, la diale�ca hegeliana non si applica all'uomo comune, in quanto egli non conosce sintesi, ma soltanto lo�a ed esclusione.

CRITICA A FEUERBACH / VISIONE RELIGIOSA DI MARX: Oltre le cri�che mosse alla filosofia hegeliana, Marx si oppone completamente al conce�o religioso che vede in Feuerbach l'affermazione del fa�o che ogni uomo ha contribuito alla creazione di Dio. Secondo l'economista, esso è un conce�o limitato in quanto è necessario indagare a fondo sul perchè del bisogno umano. In effe�, Marx afferma che la creazione di Dio ad opera dell'uomo avviene poichè quest'ul�mo è circondato da malesseri ed ingius�zie sociali che lo conducono all'a�accamento di una religione nata come una sorta di consolazione. L'oppio dei popoli: Inoltre, Marx, paragona la religione ad una sostanza in grado di produrre assuefazione, definita dal filosofo "OPPIO DEI POPOLI", capace di garan�re all'uomo un benessere apparente in quanto l'uomo non deve sopportare le oppressioni in vita per aspirare ad una condizione futura dopo la morte, ma deve

trovare il modo di eliminare le ingius�zie che subisce qui ed ora. Per questo Marx afferma il bisogno di superare la religione eliminando in ogni modo i mo�vi della sofferenza umana, a�raverso il passaggio da un a�eggiamento ideale ad uno estremamente concreto. Di fa�o Marx cri�ca ai giovani filosofi hegeliani la capacità di lo�are tramite parole, ma non a�raverso l'azione.

L'ALIENAZIONE del LAVORO: Prendendo in considerazione la filosofia di Feuerbach, Marx a�ribuisce alla parola "ALIENAZIONE" un significato più esteso, in quanto essa non si manifesta soltanto come un fenomeno spirituale, bensì come fa�o concreto, nonchè l'espressione storica di quella "disumanizzazione" che cara�erizza i rappor� lavora�vi nella società capitalis�ca. In quest'ul�ma, in effe�, emerge perfe�amente la figura dell'uomo proletario, il quale non lavora per vivere, ma vive per lavorare, in una società in cui l'oppressione e lo sfru�amento regnano sovrani. Di fa�o, il lavoro è l'essenza dell'uomo, poichè a�raverso esso egli realizza sè stesso, umanizzando in maniera colle�va la natura ed ogge�vandosi in essa. In tu�o ciò, Marx individua qua�ro aspe� fondamentali dell'alienazione dell'operaio:

- L'alienazione nei confron� del prodo�o: in cui il lavoratore produce ogge� che non gli appartengono in quanto impossibilitato a goderne, contrariamente allo sfru�atore che, invece, ne trae un grande vantaggio ed una grande ricchezza - L'alienazione rispe�o alla sua a�vità: poichè il lavoratore non dispone della propria crea�vità per produrre, in quanto costre�o a svolgere una determinata a�vità. - L'alienazione della sua stessa essenza: poichè è so�oposto a condizioni lavora�ve paragonabili al mondo animale, differenziandosi da esso soltanto a�raverso una produzione universale e non parziale; l'uomo, inoltre, viene espropriato del suo stesso prodo�o e del suo stesso lavoro, in cui ripone la sua essenza, che, dunque, si rivela alienata. - L'alienazione nei confron� dei suoi simili: poichè è impossibilitato a condividere il proprio prodo�o con l'umanità, limitandosi al rapporto os�le con il padrone, fonato sullo sfru�amento e sul disconoscimento delle dignità personali.

Al fine di uscire dallo stato di alienazione è necessario, dunque, modificare la base materiale della società passando dalla filosofia alla rivoluzione, dalle idee alla loro realizzazione, smantellando completamento la PROPRIETA' PRIVATA , fonte di ricchezza e progresso, ma sopra�u�o di disuguaglianze sociali in una realtà in cui regnano interessi priva� e contras�. E' così necessaria una rivoluzione sociale, mossa dalla dignità e dall'onore del proletariato, che miri a distruggere defini�vamente lo stato borghese a favore di una società "comunista", priva di proprietà privata e, dunque, di divisione delle classi.

proletario però, non deve assolutamente sos�tuirsi alla borghesia, poichè deve giungere all'eliminazione della disuguaglianza di classe ed, in questo modo, vi sarebbe un nuovo processo ciclico. Questa fase è de�a FASE di TRANSIZIONE e rappresenta il passaggio dalla società capitalista a quella comunista, in cui nessuno de�ene il potere, ma ognuno contribuisce allo sviluppo dell'economia con le proprie competenze a�raverso partecipazione e crea�vità.

Il "Capitale" si apre con l'analisi della società moderna, basata essenzialmente su un sistema capitalis�co che ha prodo�o confli� e contras� tra le varie classi. Egli nega l'esistenza di legge universali dell'economia, poichè ogni sistema necessita di possedere leggi specifiche in grado di disegnare una specifica sovrastru�ura, capace di gius�ficare la stru�ura stessa. Karl Marx definisce "CAPITALISMO" , un'immane raccolta di merci cara�erizzata da un consumismo con�nuo che condurrà la società al fallimento. LE MERCI: Per Marx la merce assume due diversi valori:

- valore d'uso, ovvero il valore a�ribuito alla merce in relazione alla sua u�lità; - valore di scambio, ossia il valore che ci perme�e di confrontare due diverse merci, seppur in quan�tà diverse. Nonostante ciò, valore d'uso e valore di scambio non sono sempre uguali. (ES. ACQUA)

Da tu�o ciò emerge come il lavoro possa considerarsi merce, in quanto il lavoro del proletario viene venduto. La merce lavoro è la merce più par�colare, in quanto è l'unica a produrre, a sua volta, altre merci. In effe�, l'operaio non vende il lavoro e quindi ciò che ha prodo�o, bensì la sua FORZA LAVORO, a�raverso la quale, spesso, produce merce con valore maggiore rispe�o al proprio salario. [ Un operaio lavora 12 ore, di cui 8 sono il tempo di lavoro necessario per ricoprire il salario (l'uomo guadagna quel denaro per sopravvivere) + 4 ore che è il tempo di lavoro supplementare (PLUSLAVORO), in cui l'operaio lavora gra�s e lavora affinchè l'imprenditore possa guadagnare maggiormente]. Lo scopo primario del capitalista, dunque, è aumentare PLUSVALORE , incrementando al massimo la produ�vità introducendo macchine e strumen� che con la stessa forza-lavoro consentano la realizzazione di una quan�tà di merce superiore. L'aumento della produ�vità genera ricchezza, la quale viene inves�ta per nuova tecnologia, guadagnando in efficienza e compe�zione. D'altra parte, secondo il filosofo, l'incremento di macchine e nuove tecnologie si ripercuoterà contro il capitalista che, provvedendo ad un numero minore di operai vedrà una ne�a diminuzione di quel PLUSVALORE che gli aveva consen�to l'acquisizione di una grande ricchezza. Questa, secondo Marx, è de�a "CADUTA TENDENZIALE del SAGGIO PROFITTO". Anche la crescita della disoccupazione comporta un enorme rischio per il capitalismo in quanto la disoccupazione è sinonimo di maggiore povertà dei consumatori; di fa�o, nasce una forte contraddizione, secondo cui la tecnologia incrementa produzione di merci che, a

causa del poco consumo, resteranno invendute dando vita ad una vera e propria SOVRAPPRODUZIONE. In conclusione, il filosofo ritrova nella violenta rivoluzione l'unica soluzione possibile al confli�o capitalista che, grazie all'avvento del comunismo ed alla conseguente abolizione della proprietà privata, vedrà imporre la propria fine grazie ad una di�atura esercitata dal proletariato. In effe�, quella del proletariato, non si manifesta più come una lo�a di classe, bensì come l'affermazione di una società priva di disuguaglianze sociali.

FRIEDRICH NIETZSCHE

Friedrich Nietzsche, filosofo estremamente importante ed ina�uale, nasce in Lipsia nel 1844, da una famiglia chiaramente religiosa. Egli studia filologia classica a Bonn, in cui entra in conta�o con la filosofia di Schopenhauer, nutrendo un grande amore per essa. A 24 anni vede l'affidamento della ca�edra di filologia nelle sue mani, precisamente a Basilea, in cui rimarrà per 10 anni per poi dime�ersi a causa delle sue condizioni fisiche. Egli entra in conta�o con Wagner, il quale, diventando conformista si allontanerà completamente da Nietzsche. Nel 1872 egli pubblica la sua principale opera, ovvero "La nascita della tragedia dallo spirito della musica" , che si rivelerà un vero e proprio insuccesso e che condurrà il filosofo a prendere le distanze dalla cultura dei suoi tempi con le " considerazioni ina�uali", in cui afferma il suo essere nato postumo rispe�o alla sta�cità della società dell'epoca. Con "Umano troppo umano" si distacca completamente da Wagner e dalla sua personalità. Successivamente alle dimissioni del ruolo ed all'aggravarsi della mala�a mentale, egli vive di una modesta pensione che sfru�erà durante numerosi viaggi tra Svizzera, Italia e Francia, alla ricerca di un clima favorevole; tra le sue opere principali spiccano in par�colar modo "La Gaia Scienza", "Così parlò Zarathustra" e "Ecce Homo". Proprio grazie ai suoi viaggi, egli conosce la giovane Lou Salomè, di cui si innamora, ma dopo essere stato rifiutato egli trova una dimora ed inizia a lavorare l'opera "Volontà di potenza" , che, in effe�, rimarrà incompiuta; nel 1899, colto da un a�acco di follia, perde defini�vamente la lucidità mentale, morendo, così, a Weimar il 25-08-1900 successivamente alle cure ricevute dalla madre e dalla sorella.

NIETZSCHE e SCHOPENHAUER: Nietzsche si rivela, inoltre, un grande le�ore di Schopenhauer, a tal punto che, in un primo momento, i pensieri dei filosofi sembrano collimare perfe�amente, in quanto sostengono che la vita sia fonte di dolore ed incomprensione totale; successivamente però, Nietzsche si discosta totalmete da Schopenhauer, in quanto non crede di trovare la salvezza nel Nirvana, bensì afferma che la vita debba essere amata in ogni sua forma. In effe�, Nietzsche,

esprime nella musica. Il Dio Dioniso, infa�, risorge con�nuamente nonostante venga distru�o sistema�camente dal Dio Apollo. CRITICA A SOCRATE: Da Socrate in poi, fino ad oggi, però, Dioniso è stato eclissato, per lasciare spazio ad un mondo illusorio e fi�zio, in cui l'uomo necessita di dar libero sfogo al proprio is�nto ed a quella natura che Socrate ha contribuito a distruggere; in effe�, l'eclissi di Dioniso ha estremamente influenzato il mondo occidentale, cara�erizzato ormai dalla presenza di maschere che, come il velo di Maya, impediscono di vedere la realtà ul�ma delle cose, comportando, così, la conseguente decadenza dell'umanità. Opera che, ovviamente, verrà considerata ere�ca e che, dunque, confermerà la teoria dell'essere nato postumo di Nietzsche.

2. IL LEONE - con "La Gaia Scienza" entriamo nella dimensione illuminis�ca, in cui l'uomo necessita di distaccarsi da tu�o ciò che rappresenta l'ideale lo spirituale, divenendo artefice del suo stesso des�no senza far riferimento a valori che gius�fichino i suoi comportamen�. In effe�, l'uomo deve dar vita a nuovi valori, prendendo decisioni in prima persona senza essere condizionato dai vincoli tradizionali. In quest'opera emerge il famoso aforisma 125, in cui il filosofo afferma che DIO E' MORTO. Il conce�o pone le basi in una cri�ca rivolta alla religione, in cui Nietzsche definisce l' ATEISMO un dato di fa�o poichè è necessario dimostrare la vera esistenza di Dio; in effe�, egli appoggia l' ATEISMO PROPOSTO IN PASSATO DA FEUERBACH, poichè Dio inteso come religione deve esistere affinchè possa gius�ficare tu�e le manifestazioni nega�ve della vita come la sofferenza ed il dolore. Dio, però, è inteso come ogni divinità, come ogge�o della metafisica, menzogna che l'uomo costruisce poichè ha bisogno di gius�ficare le difficoltà della vita, mentre, al tempo stesso, rivolgersi alle forze celes� significa volgere lo sguardo ad una realtà fi�zia, senza abbracciare la vita in ogni sua forma. E' necessario, dunque, annunciare la morte di Dio e di tu�o ciò che per noi cos�tuisce una divinità, ma sopra�u�o di quei valori tradizionali spazza� via dall'uomo stesso; soltanto un UOMO FOLLE potrà rendere consapevole di tu�o ciò un'umanità assassina. L'uccisione degli an�chi valori comporta una grande paura nell'uomo, costre�o, così, a sos�tuire il "vecchio" Dio con nuovi DEI (scienza, poli�ca..) in grado di colmare il vuoto. L'unica via d'uscita dalla colpevolezza per l'uccisione di Dio è FARSI DIVINITA' DI SE' STESSI , in quanto il compito è così arduo da poter essere assunto solo da chi sarà in grado di "farsi Dio", da colui che sarà in grado di oltrepassare l'uomo. In conclusione, il profeta-filosofo afferma che dalla forza del cammello, rappresentata dall'uomo mansueto che non si pone domande ed acce�a tu�o, si passa alla forza del leone, ovvero il momento in cui l'uomo diventa capo, colui che non è più succube delle forze celes�.

Successivamente all'affermazione dell'aforisma 125, Nietzsche propone la

QUESTIONE MORALE a�raverso 3 opere:

  • _Aldilà del bene e del male;
  • La genealogia della morale;
  • L'An�cristo._ Il filosofo sos�ene che il problema della morale non è mai stato affrontato dall'uomo, il quale acce�a i valori e�ci senza chiedersi da dove arrivino. In effe�, la responsabilità dell'e�ca viene affidata al CRISTIANESIMO e non a Cristo, definito spirito libero e santo anarchico. Dio , invece, è definito dal filosofo come divinità dei mala�, in quanto il Dio che pensiamo possa donarci la vita, in realtà ce la nega condannandoci alla rassegnazione ed al perdono, elemen� che non cos�tuiscono quella vita basata invece su volontà di potenza e passione. Nell' "An�cristo" il filosofo parla di perversione cris�ana, condannando fortemente un Cris�anesimo che difende e protegge la debolezza, i reie� della terra, che, in realtà, dovrebbero essere lascia� in mano al proprio des�no, disprezzando invece i for�, i vitali, coloro che rispecchiano l'essenza della natura umana. In effe�, il Cris�anesimo è analizzato da Nietzsche come una compassione malsana, in quanto religione della pietà, dis�nguendosi chiaramente da quella compassione che, in Schopenhauer, simboleggiava il "pa�re insieme". Di fa�o, il filosofo, offre una visione estremamente moderna del Cris�anesimo, affermando che esso non predica amore e pace, bensì odio e risen�mento verso i più for�, coloro che esaltano la voglia di vivere. Egli affronta, dunque, il problema della morale, alla quale si è sempre a�ribuito un fondamento ontologico, ma che in realtà è essenziale per gius�ficare il dominio degli uni sugli altri; il filosofo, dis�ngue, così **due �pi di morali:
  • LA MORALE DEI CAVALIERI,** che esalta energia vitale, forza, salute, fierezza, ma anche gioia di sopraffazione sugli altri; - LA MORALE DEGLI SCHIAVI, in cui spiccano il disinteresse, il sacrificio, la rassegnazione e la so�omissione: valori causa� dall'approvazione della religione cris�ana, che rende manipolabili le men� ignoran�. Il filosofo gius�fica il processo per volere della casta sacerdotale, mossa da risen�mento ed invidia per i valori incarna� dai cavalieri. 3. - IL FANCIULLINO: Con " NICHILISMO PASSIVO" si presenta di fronte ai nostri occhi la figura di Schopenhauer , e rappresenta il sen�mento di smarrimento che l'uomo prova davan� al venir meno dei valori, poichè consapevole dell'uccisione di Dio e dei suoi valori. In effe�, le metafisiche hanno creato l'illusione di un ordine cosmico e di un senso razionale e la conseguenza è un grande senso di vuoto che dipende dall'essere abitua� all'idea che i valori ci siano sta� a�ribui�. Il "NICHILISMO ATTIVO" rappresenta una nuova dimensione, ed è riscontrabile nella filosofia nietzscheana , secondo cui, acce�ando il rischio si entra in una nuova forma a�va di nichilismo che comprende un momento distru�vo , con l'abolizione delle forze celes� e di tu� i valori, ed un momento crea�vo , in cui l'uomo si assume la responsabilità di creare nuovi valori contro la morale pubblica senza restare a

sopraffazione, bensì l'essenza della vita basata sulla crescita e sul miglioramento di noi stessi , che nel Superuomo si manifesta nella volontà di ricostruire una realtà crollata con l'uccisione della metafisica.

SIGMUND FREUD

Sigmund Freud, fondatore della psicanalisi, nasce nel 1856 in Moravia da una famiglia di origine ebraica. Egli si trasferisce a Vienna, sede principale dei suoi studi universitari, in cui si laurea in medicina col�vando un par�colare interesse per le patologia neurologiche e per le alterazioni dello stato mentale , in cui il filosofo ritrova la causa di tu�e quelle mala�e che ricadono sul corpo. A�ra�o dal campo medico, Freud lavora in un manicomio affiancato dal maestro Breuer e nel 1885 egli si reca a Parigi al fine di specializzarsi sulla "tecnica dell'ipnosi", u�lizzata per curare effe� rela�vi all'isteria, una forma di disturbo che colpiva par�colarmente le donne ed i reduci del primo confli�o mondiale. Nel 1886, trasferitosi a Vienna, il filosofo pone inizio alla sua a�vità di medico privato che lo condurrà a produrre numerose opere e diffondere nuove tecniche, spesso considerate ere�che e lontane dalla "normalità" dell'epoca. Le origini ebraiche di Freud, purtroppo, influenzeranno fortemente la sua carriera, ed, in effe�, nel 1933 Hitler farà bruciare in Germania tu�e le sue opere, mentre l'occupazione nazista di Londra lo costringerà a riparare. Proprio a Londra, egli trascorre i suoi ul�mi giorni di vita, dove morirà nel 1939 a causa di un cancro alla mascella, fonte della tossicodipendenza del filosofo.

Le ricerche sui casi d'isteria e nevrosi: Egli si interessa fortemente ai casi di isteria, e grazie al sostegno del do�or Charcot, Freud approfondisce il metodo dell'ipnosi ; quest'ul�ma si rivela una tecnica estremamente importante, in quanto consente all'analista di poter approfondire il rapporto con i propri pazien�, tentando di indagare a fondo non soltanto sulle cure, bensì sull'origine e sui traumi dell'isteria ; in effe�, grazie al caso di Anna O., una giovane donna affe�a da una strana forma d'isteria manifestata a�raverso l'idrofobia, Breuer potè giungere al trauma originario, so�oponendo la paziente a ipnosi e scoprendo che, durante l'infanzia, la giovane aveva provato una forte ripugnanza vedendo bere un cane dal bicchiere. In effe�, grazie all'ipnosi, era possibile far riaffiorare circostanze rimosse della vita individuale, che, grazie al nuovo metodo, avevano modo di liberarsi delle energhie psichiche represse dall'uomo stesso. A�raverso il metodo catar�co, di fa�o, Freud comprende l'esistenza di una connessione tra i sintomi del paziente e determina� even� lega� alla sua vita passata, poichè essi, in quanto impossibilita� a trovare un libero sfogo, si manifestano opera�vamente dando vita a dei veri e propri sintomi patologici. L'analisi freudiana, in effe�, pone le proprie basi sulla ricerca del mo�vo dell'oblio, trovando delle effe�ve risposte nell'ipotesi secondo cui la rimozione subentra nella par�colare natura spiacevole del fa�o stesso, che suscita una

reazione di "difesa" da parte della persona interessata, determinata, dunque, alla rimozione del tragico evento. Egli delinea così in un quadro estremamente chiaro:

**1. Il sogge�o vive un evento trauma�co;

  1. In lui si determina una reazione di difesa per la spiacevolezza della situazione, che consiste nell'oblio o rimozione del fa�o stesso;
  2. A causa di par�colari circostanze, è impedito il deflusso e lo sfogo della carica emo�va legata al fa�o originario;
  3. L'energia rimasta inespressa determina la manifestazine di sintomi organici nei casi di isteria, e psichici nei casi di nevrosi ossessiva.**

L'ipotesi che l'origine della nevrosi derivasse da un evento trauma�co subito durante il passato, condusse Freud a credere che esso fosse legato ad un'aggressione sessuale subita durante l'infanzia;

L'abbandono della pra�ca dell'ipnosi: Ciò che segnò il distacco della pra�ca dell'ipnosi fu la scoperta che i sintomi isterici e nevro�ci si ripresentavano ogni qualvolta che il paziente interrompesse la terapia catar�ca; in effe�, secondo il filosofo era necessario giungere alla radice del disturbo, affinchè potesse essere smantellato completamente; inoltre, egli si rese conto che la tecnica dell'ipnosi comportava un vero e proprio a�accamento affe�vo a sfondo ero�co da parte del paziente, che rischiava di divenire dipendente dal terapeuta, comprome�endo l'eliminazione del meccanismo patogeno. Di fa�o, a�raverso il FENOMENO del TRANSFERT, il paziente, sdraiato sul le�no e posto frontalmente all'analista, instaura un rapporto fortemente affe�vo con il proprio medico, riponendo in quest'ul�mo la sua piena fiducia; in effe�, tale situazione risulta favorevole al buon esito dell'analisi, in quanto il paziente "innamorato" tenta ad ogni modo di compiacere il proprio analista. In conclusione, il transfert crea le condizioni che consentono al paziente di superare il pudore e confessare even� trauma�ci della propria vita. A�raverso le ricerche sui traumi lega� all'isteria ed alla nevrosi, egli entra in conta�o con la zona buia e impenetrabile della ragione, nonchè con l'inconscio , il quale conduce Freud a proporre su di sè un' AUTOANALISI; a�raverso quest'ul�ma, Freud ge�a lo sguardo sulla propria interiorità, scoprendo elemen� insospe�a� lega� all'infanzia che risiedono nell'inconscio, al quale è possibile accedere anche grazie ai sogni. Essi assumono due livelli di significato che si ar�colano in contenu� manifes�, in cui il sogno può essere liberamente esposto in quanto coincide con un evento recente, ed in contenu� laten�, i quali necessitano di essere interpreta� grazie all'aiuto del medico poichè vi sono delle connessioni con elemen� passa� rimossi. In effe�, il sogno è definito dal filosofo come "appagamento camuffato di un desiderio rimosso", in quanto il controllo vigile dell' "IO" che risiede nella II topica è completamente sospeso, e consente, quindi, l'emergere di desideri proibi� deforma� e camuffa� a�raverso la censura onirica; la descrizione approfondita e de�agliata di essi emerge a�raverso "L'interpretazione dei sogni", un'opera