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Tipologia: Dispense
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Per garantire stabilita era necessario affermare in Europa una pace duratura. Bismark riuscì a garantire quella che venne definita come “pace armata”. Tra le situazioni preoccupanti, in rilievo era presente il REVANSCISMO francese. Il principale obbiettivo del tedesco era quindi quello di isolare la Francia, scongiurando una coalizione frasnco-russa in grado di accerchiare la Germania. Bismark quindi si assicurò l’alleanza della Russia e dell’Austria-Ungheria ==> ALLEANZA DEI 3 IMPERATORI A metà degli anni 70 era già presente una crisi politica nei Βalcani che evidenziava le rivalità fra Austria e Russia ==> “Questione d’Oriente”. ● Lo zar Alessandro II voleva nominarsi protettore di tutti gli slavi cristiani e ottenere il controllo degli stretti del Bosforo e dei Dardanelli per ottenere l’accesso al Mediterraneo. ● Invece, l’asburgico Francesco Giuseppe aspirava a imporre l’egemonia austriaca su Bosnia ed Erzegovina e a ridurre il vassallaggio in Serbia. di fronte allo scoppio in Bosnia-Erzegovina e in Bulgaria di rivolte, la Russia dichiarò guerra al governo di Costantinopoli. All’inizio del marzo del 1878, la PACE DI SANTO STEFANO sancì il controllo russo sui paesi slavi dei Balcani, con la formazione dello stato bulgaro. Questa situazione era inaccettabile e quindi, di fronte alla minaccia di guerra del britannico Disraeli, Bismark assunse il ruolo di mediatore tra parti e promosse la convocazione del CONGRESSO DI BERLINO per discutere dei risultati ottenuti dalla Russia ==> fu ridotta l’estensione territoriale dello stato bulgaro , l’Austria ottenne il controllo di Bosnia ed Erzegovina , la Gran Bretagna occupò Cipro , la Serbia, il Montenegro e la Romania furono riconosciuti stati indipendenti. Nel 1879 fu firmata un’alleanza difensiva segreta tra Germania e Austria e contemporaneamente Bismar rinnovò l’ALLEANZA DEI 3 IMPERATORI. Quest’ultimo nuovo accordo garantisca neutralità degli altri 2 inc also uno si fosse trovato in conflitto e prevedeva l’obbligo della consultazione prima di iniziative nei Balcani. Nel maggio del 1882, Bismark firmò la TRIPLICE ALLEANZA , che imponeva a Germania, Italia e Austria-Ungheria la reciproca difesa. Bismark strinse con la Russia un trattato detto CONTRO ASSICURAZIONE ==> lo zar garantiva la neutralità del proprio paese in caso di attacco francese contro la Germania e otteneva dal tedesco un rafforzamento dell’egemonia russa sui Balcani. Tutta questa rete di accordi iniziò a sfaldarsi: Guglielmo II non rinnovò il trattato di contro assicurazione. Ciò contribuì a formare un’intesa della Russia con la Francia ==> ALLEANZA FRANCO-RUSSA.
Imperialismo : acuta rivalità tra le grandi potenze e la tendenza all’espansione e egemonia sul mondo intero, realizzata attraverso la conquista di colonia e formazione di queste in imperi. I capitali europei erano investiti in paesi in via di sviluppo con abbondati derrate alimentari e materie prime ==> Europa = centro del commercio mondiale. L’imeprialismo accomapgnava un’ideologia incentrata sull’idea della superiorità della civiltà occidentale ==> gli europei giustificavano l’uso della violenza per imporre il proprio dominio attraverso l’istituzione di colonie e protettorati sulla base della loro pretesa superiorità ==> disprezzo per l’altro, darwinismo sociale, lotta tra razze, missionari (imposizione cristianesimo). Altro fattore importante: emigrazione = grande mobilità (soprattutto verso gli Stati Uniti), che ha comportato una razionalizzazione dell’economia mondiale, dato che spostò manodopera dall’Europa verso regioni dove la forza del lavoro era scarsa. SPARTIZIONE DELL’AFRICA Nei confronti dell’ Africa c’era una grande volontà espansionistica e di conquista territoriale. La Francia in particolare aveva interesse a proiettarsi verso le conquiste coloniali occupando in primis la Tunisia. Dopo l’apertura del canale di Suez divenne fondamentale il controllo dell’Egitto che era sotto un movimento nazionalista di opposizione. I moti di rivolta a riguardo provocarono l’intervento della Gran Bretagna che assunse così il controllo dell’Egitto.
A seguito della questione romana, la politica italiana si ritrovò spaccata a metà: ● DESTRA : uomini che reggevano le sorti del governo nazionale, si dimostravano fermi ma moderati nei confronti della chiesa ● SINISTRA : gruppi democratici, mazziniani e garibaldini che non risparmiavano esternazioni anticlericali e indicavano la chiesa come un ostacolo sulla via del progresso civile a cui essi aspiravano. Il governo dell’Italia unita si ritrovava a dover affrontare molti problemi, tra cui un grande livello di analfabetismo, arretratezza dello sviluppo industriale, un forte squilibrio tra il nord e il sud, un basso tenore di vita; l’adozione di un regime economico di libero scambio non limitava inoltre la concorrenza della grande industria straniera. La DESTRA era formata dalla classe di governo dell’Unità nazionale e dai sostenitori della monarchia quale fulcro della nazione. La SINISTRA includeva, invece, gruppo parlamentare settentrionale di Rattazzi, ex mazziniani, garibaldini meridionali e seguaci del Partito d’azione ==> DESTRA E SINISTRA STORICA. TRONFO E CADUTA DELLA DESTRA Inizialmente gli uomini della DESTRA videro la loro popolarità minata dalle scelte di politica economica, dall’aumento della pressione fiscale e dall’atteggiamento antidemocratico. Essi concepivano il potere politico come una questione da gestire in poche persone (consorteria). Gli uomini della SINISTRA ritenevano indispensabile un ampliamento della base sociale del governo attraverso l’allargamento del suffragio. ==> piano politica estera: La DESTRA esercitò il potere attraverso due governi: quello di Lanza e quello di Minghetti , che mantennero buoni rapporti con al Germania, con cui condividevano sia l’interesse per la politica incentrata sulla laicità, sia l’opposizione a Goni velleità di rivalsa da parte della Francia. ==> piano politica interna: i due si impersonarono per lo sviluppo della rete ferroviaria e per l’apertura del traforo tra Francia e Italia; Minghetti ottenne il raggiungimento del pareggio del bilancio. Nonostante ciò, il governo della DESTRA incontrò una crisi che poi avrebbe portata al potere le opposizioni. Poiché erano giunte a scadenza le concessioni alle compagnie private per la gestione delle strade ferrate, Minghetti ne propose il riscatto da parte dello Stato, ma alcuni deputati si opposero unendisoi alle forze della SINISTRA. Il governo chiese il VOTO DI FIDUCIA del parlamento e fu messo in minoranza. Minghetti consegnò poi le dimissioni e il re diede l’incarico di formare il nuovo governo ad Agostino Depretis. CAUDE DELLA CADUTA DELLA DESTRA Fondamentalmente il problema era l’evidente incapacità della DESTRA di rappresentare la nazione e di farsi portavoce dei nuovi ceti imprenditoriali. I governi di Lanza e Minghetti si erano dimostrati poco attenti alle trasformazioni economiche focalizzandosi troppo sugli interessi dei produttori agricoli centro-settentrionali e trascurando invece la nascente industria.
Salita della SINISTRA ==> RIVOLUZIONE PARLAMENTARE. Il suo programma era già stato esposto da Depretis , il quale aveva proposto un vasto piano di riforme i cui punti salienti erano:
In questo modo il trasformismo determinò lo svilimento delle funzioni del parlamento. Morto Vittorio Emanuele II, salì al trono Umberto I, che con sua moglie Margherita, avevano idee reazionarie e contribuirono a determinare nel governo una svolta autoritaria: la corte sabauda estese la propria influenza sulla politica interna ed estera: la repressione delle agitazioni dei lavoratori divenne più dura e furono favoriti i circoli nobiliari e militari. Nel frattempo nascevano nuove correnti… le opposizioni che non si riconoscevano nello stato liberale e e monarchico diedero vita all’estrema sinistra, detta ESTREMA ==> gruppo eterogeneo di cui facevano parte: il partito radicale (programma anticlericale e democratico), i repubblicani (contro il trasformismo) e i socialisti. Nel mentre, l’Europa era agitata dalla crisi balcanica alla quale mise fine Bismarck conciando i congresso di Berlino. Ma nel governo italiano si raccese l’agitazione irredentista, dando all’opposizione repubblicana occasione per lanciar attacchi contro il governo e contro la Corona. Quindi Bismark rinnovò l’ALLEANZA DEI 3 IMPERATORI (Germania, Austria e Russia) con la partecipazione dell’Italia in isolamento diplomatico. Ne approfittò la Francia che inviò a Tunisi el truppe per bloccare le mire coloniali italiane sulla Tunisia. I rapporti tra Italia e Francia ==> tesi. L’Italia a quel punto era favorevole alla realizzazione dell’unione con gli imperi militaristi e reazionari di Germania e Austria. Bismarck approfittò di ciò e impose al governo italiano un’alleanza che implicava la rinuncia su Trento e Trieste. Depretis firmò la TRIPLICE ALLEANZA nel 1882. Con il tentativo di uccisione di Francesco Giuseppe da parte di una repubblicano (Oberdan), si comprese che l’Italia si schierava con l’autorità contro la Francia. ==> politica interna di Depretis : approvazione della LEGGE COPPINO (istruzione elementare obbligatoria), abolizione della tassa sul macinato, riforma elettorale per l’allargamento del diritto di voto che passo dal 2% al 7%, aumento demografico, sviluppo delle reti ferroviarie + ritorno del disavanzo nel bilancio pubblico. ==> da parte dei governi della sinistra : inchiesta agraria diretta da Jancini. Messa in luce dell’ arretratezza della società italiana e della drammaticità delle condizioni di vita delle classi rurali. A quale punto Depretis agì con il rimboschimento di alcune aree e con la promozione dell’istruzione agraria. In Italia iniziarono a svilupparsi città industriali e impianti produttivi alimentari e chimici con un rafforzamento dell’industria metallurgico-meccanica. Aumentò lo sfruttamento delle risorse minerarie e fu inaugurata, infine, la nuova industria idroelettrica. Questo ritmo di crescita rese possibile l’adozione di una politica doganale PROTEZIONISTA (proteggere il paese con una tariffa doganale) in difesa della produzione agricola, con l’imposizione di dazi protettivi sul grano e sullo zucchero ==> lo stato assunse così un ruolo centrale nell’economia. Il governo itlaiano si inserì nella competizione imperialistica internazionale ==> in Africa , dove la società di navigazione di Rubattino aveva acquistato la baia di Assab, che il governo italiano acquistò a sua volta. Depretis poi occupò il porto di Massaua con l’intenzione di dirigersi poi verso il Sudan. Questo tentativo provocò la reazione del NEGUS (sovrano) Giovanni che intraprese un conflitto armato. Nel 1887, a Dogali, il battaglione italiano fu massacrata e questa disfatta offuscò la leadership della politica di Depretis. Umberto I quindi decise di affidare l’incarico di formare il nuovo governo a Crispi.
Grazie alla sua ostilità a tutte le correnti dell’Estrema si procurò la fiducia della Corona. Il suo primo atto come capo di governo, nel 1887, fu il rinnovo della TRIPLICE ALLEANZA, con immediata reazione della Francia. Quest’ultima ripose inasprendo la politica doganale sulle importazioni dall’Italia ==> GUERRA DELLE TARIFFE. Crispi nel frattempo avviò una campagna di persecuzione poliziesca contro l’Estrea. Con Crispi il governo riprese il tentativo di espansione coloniale in Africa e mise in campo una strategia che consisteva nello sfruttare le rivalità esistenti tra i signori locali dell’Abissinia per giungere la controllo della regione. Il governo di Roma raggiunse un accordo con il re d’Etiopa Menelik : IL TRATTATO DI UCCIALLI , in base al quale l’Italia aiutava il capo dell’Etiopia a diventare imperatore e questi in cambio riconosceva la legittimità dei possedimenti italiani sul mar rosso. Nacque cosi la COLONIA ERITREA ed ebbe inizio la penetrazione italiana in Somalia. Crispi affiancò una politica interna riformista con una riforma dell’amministrazione locale (sindaci elettivi) e un nuovo codice penale a opera di Zanardelli.
Processi che caratterizzarono le società di massa.
Esodo della popolazione contadina dalle campagne alle città ==> crescita dei grandi agglomerati, che rese urgente la riorganizzazione dell’impianto urbanistico: fu migliorato il sistema di acquedotti e fognature, diffusione della metropolitana, lavori per l’abbellimento delle città. Le principali cause dell’incremento demografico furono: miglioramento dell’economia donazioni igieniche, progressi della medicina (aspirina, antibiotici, metodi contraccettivi) migliore qualità dell’alimentazione. Lo sviluppo urbano determinò la crescita del settore terziario. Il numero di lavoratori aumentò e il ceto medio era caratterizzato dai una cultura omogenea in cui prevalevano la difesa della proprietà privata e il desiderio di distinguere il proprio stile di vita da quello del proletariato urbano. Questi due videro anche l’innalzamento dei salari e degli stipendi che provocò un ampliamento del mercato ==> cominciarono a moltiplicarsi negozi e magazzini (abbigliamento e alimentazione). L’incremento dei consumi fu possibile grazie alla razionalizzazione dei processi produttivi; a migliorare l’efficienza del lavoro ci pensò TAYLOR , che tentò di studiare il lavoro in fabbrica e di calcolare i tempi necessari al lavoratore per un’azione, indicando indispensabile l’individuazione di specifiche competenze, divisione dei compiti e regole per la massima produttività ==> Taylor teorizzava le funzioni di MANAGER. HENRY FORD fu il primo a mettere in pratica i principi del taylorismo, pensando che i dipendenti, se pagati meglio, sarebbero stati più produttivi e avrebbero potuto diventare consumatori in grado di acquistare sempre più beni. Dal 1870 ==> istruzione elementare obbligatoria + diffusione di giornali e riviste, radio e cinema. Emerse anche il fenomeno della PUBBLICITÀ per far conoscere e stimolare i beni, l’aumento della tiratura della carta stampata e delle persone in grado di leggere ==> diffusione del MANIFESTO PUBBLICITARIO = veicolo di informazione e persuasione. BELLE ÉPOQUE? Fine 1800-1914 ==> belle époque per indicare un’epoca di euforia generale caratterizzata da un clima di spensieratezza e fiducia nel progresso di cui avrebbero beneficiato anche le classe meno abbienti. In realtà si trattava di un’immagine ben idealizzata, dato che fu un periodo anche di grandi mutamenti, agitazioni e turbamenti.
Progressivo allargamento del diritto di voto ==> suffragio universale maschile introdotto in Italia nel 1912, anno ni cui venne anche raggiunto l’obiettivo di UNIONE SOCIALE E POLITICA DELLE DONNE. Estensione del suffragio universale richiese una forma di rappresentanza politica diversa dai cosiddetti “ partiti di notabili ” ( liberali), ai quali quindi si sostituirono i PARTITI DI MASSA, che diventarono una vera e propria macchina organizzativa.
Questa trasformazione provocò uno spostamento dei luoghi di potere alle segreterie e assemblee dei partiti, che si dotarono di risorse per la propaganda e di organi di stampa, e selezionarono leader carismatici.
Aumentò considerevole del numero di operai ==> sviluppo del socialismo. I movimenti operai iniziarono a dotarsi di SINDACATI che si proposero come obbiettivo principale quello di ottenere una legislazione sociale che ne migliorasse le condizione di vita. In alcuni paesi i sindacati si unirono in grandi organismi nazionali dotati di una struttura centralizzata. I successi che riuscirono a ottenere furono: introduzione delle assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro, forme di previdenza sociale per la vecchiaia, sussidi per i disoccupati, riposo settimanale e limitazione dell’orario lavorativo giornaliero. Fu raggiunto anche l’obiettivo della contrattazione collettiva (stipulazione di contratti). I socialisti europei si dotarono di partiti che avevano la loro interno più anime: prinpale divisione: ● TENDENZE RIFORMISTE ==> realizzazione concreta delle riforme sociali e miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori ● TENDENZE RIVOLUZIONARIE ==> unico scopo: rivoluzione. GERMANIA : Il primo partito socialista europeo fu il PARTITO SOCIALDEMOCRATICO TEDESCO nel cui interno prevale inizialmente la corrente riformista, secondo la quale l’opposizione al sistema capitalista e la difesa dei diritti degli operai dovevano avvenire per via pacifica, attraverso una collaborazione con lo stato. FRANCIA ; SEZIONE FRANCESE DELL’INTERNAZIONALE OPERAIA , corrente riformista guidata da Jaures, che aveva come obbiettivo principale i la laicizzazione dell’istruzione e un’ampia legislazione sociale. ITALIA : PARTITO SOCIALISTA ITALIANO , con Andrea Costa RUSSIA : PARTITO SOCIALDEMOCRATICO , diviso al suo interno tra BOLSCEVICHI (corrente maggioritaria che voleva giungere immediatamente alla rivoluzione) e MENSCEVICHI (riteneva imprescindibile il passaggio attraverso una fase liberale). GRAN BRETAGNA : PARTITO LABURISTA INGLES , fondato per iniziativa dele Trade Unions. LA SECONDA INTERNAZIONALE Si presentò come una federazione delle organizzazioni socialiste europee, all’interno della quale il ruolo di guida venne assunto dal Partito socialdemocratico tedesco. Anche nel dibattito interno ==>
Nazionalismo ==> sentimento nazionale di superiorità morale rispetto agli altri. Il nazionalismo divenne pertanto il fondamento ideologico dell’ imperialismo. Esso si e proponeva infatti come obbiettivo la conquista di nuovi mercati servendosi della politica militarista degli stati e stimolando la crescita dell’industria pesante. Per legittimare la superiorità ==> teorie razziste. ● PANGERMANISMO: unificare politicamente tutte le popolazioni tedesche ● PANSLAVISMO: unisco stato comprendente tutti i popoli slavi ● ANTISEMITISMO: ebrei = nemico ==> reazione: MOVIMENTO SIONISTA di HERZL, che voleva restituire un’identità nazionale agli ebrei attraverso la creazione di uno stato ebraico in Palestina.
Quando Umberto I fu assassinato ==> Vittorio Emanuele III diede l’incarico di formare il nuovo governo a Zanardelli, che chiamò ministero degli Interni GIOVANNI GIOLITTI ==> età giolittiana: ● processo di industrializzazione ==> Italia con fisionomia agricola-industriale (triangolo industriale) ● Politica protezionistica per tutelare le industrie italiane dalla concorrenza straniera ● Banche miste ==> sia deposito sia investimento All’infinito del processo di espansione industriale sia gli operai, sia i braccianti si trovarono in difficoltà:
Le Camere del lavoro crebbero in modo esponenziale comportando la fondazione della CONFEDERAZIONE GENERALE DEL LAVORO, che riuniva e coordinava associazioni sindacali. Dalla CGDL si staccò l’Estrema, dando vita all’UNIONE SINDACALE ITALIANA. Il partito socialista era diviso tra moderati e massimalisti:
Cattolici italiani = divisi:
A seguito di alcune trasformazioni nello schieramento liberale, stava emergendo una destra liberale incline a fare propri gli ideali del NAZIONALISMO. Essa pretendeva un atteggiamento più aggressivo e una linea dura contro gli scioperi. I nazionalisti davano voce alle insoddisfazioni di una piccola parte della media borghesia nei confronti dei governi liberali, ritenuti deboli. I nazionalisti nel 1910 si organizzarono politicamente, dando vita all’ASSOCIAZIONE NAZIONALISTA ITALIANA , il cui programma da un lato prevedeva la repressione della lotta operaia e contadina, e dall’altro individuava una soluzione ai problemi sociali nell’espansionismo e nella conquista delle colone. Alla lotta di classe si sostituiva la lotta tra le nazioni PROLETARIE e le vecchie nazioni PLUTOCRATICHE.
● fece approvare leggi a tutela dei lavorabili ● La sua azione fu volt a a trovare consensi a destra per ottenere il risultato parlamentare desiderato. L’impegno di Giolitti a favore della legislazione sociale proseguì negli anni successivi: ● introduzione nel 1907 del giorno di riposo, regolamentazione del lavoro notturno, congedo di maternità, istituzione cassa maternità. Per garantire la corretta applicazione di tali normative ==> ISPETTORATO DEL LAVORO + legge Daneo-Credaro per l’obbligo scolastico fino ai 12 anni e la spesa per istituire sul territorio nazionale le scuole elementari. RIFORME ECONOMICHE Programma di statalizzazione dei servizi di pubblica utilità. Il primo settore ad essere stato statalizzato fu quello del telefono; seguì poi nel 1905 il progetto di nazionalizzazione delle ferrovie, al quale erano contrari gli ambienti economici più rigidamente liberisti ==> Giolitti si dimise lasciando il suo posto a ALESSANDRO FORTIS. Il proposito di ottenere una distribuzione più equa del carico fiscale tramite l’introduzione di un’imposta progressiva sul reddito divenne irrealizzabile a causa dell’opposizione in parlamento dei conservatori ==> caduta del governo di Giolitti. Meno travagliata fu nel 1912 la realizzazione del monopolio statale delle assicurazioni sulla vita, con la nascita dell’ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI. LA QUESTIONE MERIDIONALE ==> il sud italia rimase in gran parte escluso dalle precedenti riforme, l’agricoltura meridionale venne danneggiata dalla politica protezionistica provocando l’aumento del numero die braccianti e una situazione stagnante. La questione meridionale fu poi aggravata in seguito allo sviluppo industriale del Nord, che aumentò il dislivello di ricchezza rispetto al sud, rimasto agricolo e arretrato. Giolitti intervenne con una legislazione speciale a sostegno dell’economia locale, che prevedeva la realizzazione di opere pubbliche in Basilicata, in Calabria e in Puglia. Nel 1904 fu varata la legge per il RISORGIMENTO ECONOMICO DI NAPOLI per la nascita di un poli di sviluppo. Nonostante ciò gli esiti furono deludenti, i contadini si ritrovarono in una condizione di abbandono con come unica soluzione l’EMIGRAZIONE. Anche la politica nei confronti delle agitazioni sociali ebbe modalità del tutto difformi tra nord e sud. Gli scioperi del sud,a differenza di quelli del nord, furono infatti oggetti di repressione ==> il governo era di fatto debole rispetto ai grandi proprietari terrieri. La classe politica meridionale era alla ricerca di favori da parte del governo, garantendo in cambio il proprio appoggio ==> clientelismo politico che Giolitti sfruttò per consolidare le proprie maggioranze parlamentari ==> elezioni corrotte basate su scambi di favori. A nenunciare le dannose conseguenze prodotte dal sistema politico giolittiano del sud furono i MERIDIOINALISTI, che erano d’accordo nel ritenere che Giolitti avesse solo ulteriormente aggravato la questione meridionale; egli era infatti considerato il ministro della malavita, che rallentava la formazione di una coscienza pubblica e sfruttava a proprio vantaggio l’arretratezza delle plebi.
La Prussia aveva rinunciato ad assecondare il progetto rivoluzionario per porsi a capo del processo di unificazione tedesca seguendo la via dell’autoritarismo. Al contempo riuscì a imporre il proprio primato economico su altri stati tedeschi in virtu di una crescita industriale. ● JUNKER ==> nelle cui mani restava il controllo dei vertici dell’esercito e dell’amministrazione statale. Essi imponevano al paese un regime politico autoritario e riuscirono a trovare un obbiettivo comune con la borghesia imprenditoriale nella creazione di uno stato tedesco unitario sotto egemonia prussiana. Guglielmo I tentò una riforma militare che incontrò l’opposizione del parlamento di Berlino, pertanto decise di chiamare come nuovo cancelliere del governo Bismark , sostenitore dei progetti egemonici della Prussia. Bismark ==> politica realista = approccio mirato al raggiungimento dell’obiettivo nel modo piu efficace, tramite analisi oggettiva di interessi e rapporti di forza.
==> primo passo di Bismark prevedeva che la Prussia assumesse l’egemonia sulla confederazione germanica sostituendosi all’Austria. Dopo uno scontro con l’impero asburgico, i due entrarono in contrasto per il controllo dei territori conquistati. Dichiarata guerra all’austria nel 1866, Bismark fu abile di garantirsi l’alleanza con l’Italia e la neutralità della Francia. Nel luglio del 1866 a Sadowa l’Austria fu gravemente sconfitta. Con le PACI DI PRAGA E VIENNA , l’Austria dovette cedere a Guglielmo I la supremazia sugli Stati tedeschi del nord e cedere il veneto alla Francia, che a sua volta lo consegnò all’Italia ==> CONFEDERAZIONE DELLA GERMANIA DEL NORD , Bismark = cancelliere federale. Nel 1867 Francesco Giuseppe riconosce all’Ungheria una parità rispetto all’Austria ==> compromesso austro-ungarico.
==> ostacolo = Napoleone III. Nel 1868, la Prussia sostenne la candidatura di Leopoldo al trono di Spagna. In Francia si diffuse il timore di un accerchiamento prussiano e l’ambasciatore francese chiese a Guglielmo I un incontro, egli tuttavia non lo ritenne necessario in quanto Leopoldo aveva già rinunciato al trono e ne informò Bismark con un telegramma = DISPACCIO DI EMS. Luglio 1870 la Francia dichiarò guerra alla Prussia. A Sedan l’esercito prussiano fede prigioniero Napoleone III e a Parigi venne proclamata la repubblica. A fine gennaio del 1871, la Francia chiese un armistizio LA NASCITA DEL NUOVO REICH , imperatore: Guglielmo, simbolo: unificazione della Germania = frutto della volontà di potenza unita alla forza militare della Prussia. Il trattato di Francoforte ==> il Reich impose alla Francia le condizioni per la pace: presenza di truppe di occupazione fino al pagamento e la cessione alla Germania di Alsazia e Lorena. Il Reich tedesco era una federazione con un forte governo centrale. Il governo era presieduto dal cancelliere imperiale, responsabile solo davanti all’imperatore e non davanti al potere legislativo composto da una camera e da un consiglio federale. Il cancelliere intraprese un’azione politica detta “ BATTAGLIA PER LA CIVILTÀ ” incentrata sul carattere laico dello stato. Attenuò poi la propria politica anticlericale per alleare con i cattolici al fine di contrastare la diffusione del socialismo. Nel 1878 fu varato un pacchetto di leggi eccezionali che limitavano la libertà di stampa e in seguito il cancelliere affiancò un primo progetto di stato sociale, istituendo per le classi lavoratrici delle assicurazioni obbligatorie per infortuni sul lavoro, malattie, vecchiaia.
umilianti condizioni di pace imposte da Bismark ==> piccola borghesia insorse ==> regime rivoluzionario. ● Furono indette le elezioni per formare il consiglio della comune, organo di autogoverno municipale ● Furono resi provvedimenti per la realizzazione dell’uguaglianza sociale ● Furono progettate le formazioni di cooperative operaie per gestire le fabbriche abbandonate dai proprietari Repressione della comune ==> dibattito tra 3 schieramenti:
Equilibrio fragile in Europa a causa dei sentimenti nazionalistici, della competizione imperialistica e della corsa agli armamenti in tutti i paesi che comportava una crescente militarizzazione. GERMANIA IN COMPETIZIONE CON LA GRAN BRETAGNA In Germania Guglielmo II diede avvio al piano Tirpitz (potenziamento della flotta in funzione commerciale e bellica). A questo piano la Gran Bretagna reagì avviando un ammodernamento della Royal Navy. La costruzione di una ferrovia tra Instanbul e Baghdad + misure protezionistiche economiche ==> allarme per il governo inglese che vedeva nella Germania una minaccia per i propri interessi in Medio Oriente + India. INTESA ANGLO-FRANCESE + CRISI MAROCCHINE La Gran Bretagna si alleò con la Francia. Nel 1904 ==> Entente Cordiale: superamento delle rivalità coloniali = la Gran Bretagna diede l’assenso all’occupazione francese del Marocco e la Francia al controllo britannico dell’Egitto. Questo accordo: opposizione della Germania = nel 1905 Guglielmo II si recò a Tangeri con l’obbiettivo di farsi garante dell’indipendenza del Marocco (anche se in realtà aveva come priorità la difesa degli interessi commerciali tedeschi in Africa). 1ª crisi marocchina: convocazione di una conferenza in Spagna in cui si rese evidente l’isolamento diplomatico della Germania. La Francia ottenne il mandato per organizzare una forza di polizia in Marocco e per gestire l’amministrazione finanziaria del paese: si sarebbe cosi realizzato un protettorato francese in Marocco. 2ª crisi marocchina: quando i francesi passarono a una vera e propria occupazione militare, la Germania considerò violati gli accordi precedenti e inviò una minaccia militare ==> il primo ministro britannico George fece sapere a Guglielmo II che il suo paese era pronto a reagire. A questo punto la Germania temendo il conflitto oltre che con la Francia anche con la Gran Bretagna, riconobbe il dominio francese sul Marocco, ottenendo in cambio una parte di Congo. GLI ACCORDI TRA GRAN BRETAGNA E RUSSIA + FORMAZIONE DI SISTEMI DI ALLEANZE CONTRAPPOSTE Avvicinamento Gran Bretagna-Russia, nel 1907 accordo per risolvere le controversie coloniali nell’Asia centrale: Persia- Russia, Afghanistan-Gran Bretagna + sigla della non interferenza reciproca negli affari con il Tibet. Su queste basi l’Entente Cordiale franco-inglese potè estendersi alla Russia ==> Triplice Intesa = Europa divisa in due blocchi:
La Bulgaria attaccò la Serbia, la quale però ottenne l’alleanza della Romania, della Grecia e dell’impero ottomano. La Bulgaria fu dunque sconfitta e con la pace di Bucarest i turchi riacquistarono i loro possedimenti europei fino ad Adrianopoli, la Romania ricevette la Dobrugia sud e la Macedonia fu spartita tra Grecia e Serbia, che ottenne anche il Kosovo e fu decretata la nascita di un autonomo Stato albanese. IL CLIMA IDEOLOGICO-CULTURALE IN EUROPA L’Europa era attraversata da rivalità o profonde + clima di tensione == eventualità di una guerra. Sentimenti e paure si presentavano alla manipolazione da parte dei governi che tramite la propaganda dirottavano le tensioni sociali per rafforzare il consenso verso le proprie iniziative. Anche l’Europa intellettuale dovette esprimere il proprio parere per la possibilità di una guerra: ● da un lato si schierarono coloro che volavano la pace ● Dall’altro si formò un gruppo di uomini che ritenevano auspicabile un conflitto armato come soluzione alla decadenza di una civiltà incapace di slanci eroici.
Il 28 giugno 1914 Francesco Ferdinando e sua moglie erano in visita a Sarajevo quando Gavrilo Principe sparò due colpi e li ferì a morte. L’azione del giovane venne collegata dal governo di Vienna all’attività di un organizzazione nazionalistica “ Mano nera ” ispirata dal panslavismo, ponendosi come obbiettivo l’unificazione dei popoli slavi in un unico grande stato slavo. Per l’austria si presentava un casus belli e, dopo essersi assicurata l’appoggio della Germania, il 23 luglio Francesco Giuseppe inviò al governo di Belgrado un ultimatum che conteneva clausole inaccettabili. I serbi dovettero respingere parte del documento e il 28 luglio 1914 l’Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia. LO SCOPPIO DELLA GUERRA La Russia fu subito pronta a mobilitare le sue forze in aiuto della Serbia. La Germania, alleata dell’Austria-Ungheria, chiese alla Russia la revoca del provvedimento e alla Francia di rimanere neutrale, ma in assenza di risposte il 1º agosto dichiarò guerra alla Russia e il 3 agosto alla Francia. Poco dopo fu la volta della Gran Bretagna, che di fronte all’aggressività tedesca e al rischio di uno travolgimento di equilibri, il 5 agosto dichiarò guerra alla Germania.
Il timore della Germania era di trovarsi in una morsa tra Francia e Russia e per questo era essenziale evitare una guerra in contemporanea su due fronti. Su tali basi era stato preparato il piano Shlieffen che prevedeva una campagna di guerra veloce e risolutiva contro la Francia. Il generale Helmuth von Moltke procedette con questo intervento e dopo aver invaso il Belgio penetrò nel territorio nemico. Nel settembre del 1914, le truppe francesi comandate da Joseph Joffre riuscirono a bloccare la difensiva tedesca nella battaglia di Marna e a fare arretrare le armate nemiche fino alle montagne delle Argonne. IL FRONTE OCCIDENTALE: DA GUERRA DI MOVIMENTO A GUERRA DI POSIZIONE La battaglia della Marna concluse il progetto fallito della Germania. L’esercito anglo-francese insieme a quello tedesco iniziarono a fronteggiarsi lungo linee parallele di trincee e fortificazioni difensive = logoramento tra i contendenti. LA SITUAZIONE SUL FRONTE ORIENTALE L’esercito russo avanzava verso Berlino; i russi furono fermati e sconfitti nelle battaglie di Tannenberg e dei laghi Masauri. Le sorti furono riequilibrate a settembre con la battaglia di Leopoli, nella quale la Russia inflisse una sconfitta alle truppe austro- ungariche e si giunse a una situazione di stallo: guerra su due fronti. Ad aggravare la situazione per i paesi dell’Intesa fu l’intervento in guerra dell’Impero ottomano a fianco di Germania e Austria.
Per modificare la situazione di stallo: la Germania tentò uno sfaldamento delle linee difensive nemiche e concentrò le proprie forze nella fortezza di Verdun. Nell’estate del 1916, le forze dell’Intesa ingaggiarono una battaglia sulla Somme. LA GUERRA NAVALE Supremazia della flotta britannica. Fin dai primi mesi la Gran Bretagna mise in atto uno stretto blocco navale della Manica con il quale impediva la circolazione e l’ingresso della navi tedesche. La Germania decise di contrastare il blocco navale tramite la guerra sottomarina illimitata: fin dagli inizi del 1915 aveva dichiarato zona di guerra le acque introno alle isole britanniche. Fu cosi che il 1 maggio 1915 il transaltlantico inglese Lusitania fu affondato da un sommergibile tedesco. Un anno dopo, la Germania tentò di sfidare la flotta inglese nella battaglia dello Jutland : gli inglesi mantennero la supremazia sul mare. IL FRONTE ORIENTALE E BALCANICO I russi vennero ulteriormente penalizzati dall’intervento nel conflitto della Bulgaria a fianco degli imperi centrali, che portò ala competa sconfitta della Serbia. I russi riuscirono a riorganizzarsi e a sferrare un’offensiva contro gli austriaci. La Romania entrò un guerra a fianco dell’Intesa ==> successo per gli imperi centrali. Nello stesso anno si aprì un fronte meridionale di guerra. Nelle regioni della Siria, della Palestina e dell’Arabia, gli inglesi innescarono una rivolta delle tribù arabe contro l’impero turco, promettendo loro l’indipendenza al termine del conflitto. Sul fronte balcanico, l’esercito inglese aveva tentato una campagna militare a Gallipoli per aprire una via di rifornimento per i russi, ma poi si ritirò. IL GENOCIDIO DEGLI ARMENI Nei territori ottomani ==> genocidio della popolazione di origine indoeuropea. Gli armeni vennero identificati come traditori e alleati dei russi contro gli interessi dell’Impero ottomano. La situazione precipitò con l’avvento al potere dei Giovani turchi, che inaugurarono una campagna propagandistica ai danni degli armeni. Nel 1914, l’ ostilità del governo contro di loro parve trovare nuove ragioni nel farro che molti si rifiutarono di combattere contro i russi. Decisivo fu lo sbarco alleato a Gallipoli: il governo decise quindi l’eliminazione sistematica della minoranza armena e fu ordinata la deportazione di massa verso la Mesopotamia e la Siria. LA GUERRA SUL FRONTE ITALIANO Salandra si aspettava una campagna offensiva lampo. L’esercito italiano schierato in Trentino e in Venezia Giulia era al comando di Luigi Cadorna, che era convinto che bisognasse puntare allo sfondamento del fonte austriaco in Venezia Giulia per arrivare all’Impero austro-ungarico. Dopo 9 battaglie le forze italiane furono arrestate dalla resistenza austriaca e impegnate in una devastante guerra di posizione ==> + occupazione della Gorizia. LA SPEDIZIONE PUNITIVA AUSTRIACA Nel maggio del 1916 gli austriaci decisero di mettere in atto la Strafexpedition, rivolta contro gli italiani traditori della triplice alleanza, questa spedizione però ebbe l’effetto di segnare la caduta del governo Salandra, sostituito da un governo di unità nazionale guidato da Boselli; conservò il ministero degli esteri Sonnino. Il nuovo governo in agosto estese la dichiarazione di guerra alla Germania. A capo dell’esercito rimase Cadorna, che proseguì con l’offensiva sull’Isonzo. Di fronte allo sconforto dei soldati, Cadorna reagì con la repressione. Nel 1916 giunse ad autorizzarne la decimazione.
Si tratto di una guerra mondiale in tutti i sensi: paesi europei + extraeuropei. Le ostilità che si scatenarono nel 1914, posero l’umanità di fronte a una guerra totale = venne coinvolta l’intera società. ==> mobilitazione di massa ==> coscrizione obbligatoria ==> livello distruttivo della guerra IL FRONTE INTERNO La mobilitazione totale della nazione comportava il fatto che tutte le risorse della società civile dovessero essere impiegate bellicamente ==> aumento delle tase + prestiti di guerra. Si giunse ovunque al razionamento dei beni ==> denutrizione ==> mercato nero. LA PROPAGANDA Al fine di compattare il fronte interno i governi attivarono un apparato propagandistico: tecniche di persuasione + limitazione delle libertà. IL RAFFORZAMENTO DEGLI APPARATI STATALI Lo stato impose la conversione delle attività industriali verso la produzione bellica, e l’attuazione di una pianificazione che stabiliva quantità e qualità dei prodotti sulla base delle esigenze del conflitto. Fu orientata alla messa a punto di nuovi strumenti di guerra anche la ricerca tecnico-scientifica. Inoltre si attivò un piano per il reclutamento di nuova manodopera + restrizione dei diritti sindacali.
Calo dell’impero sui fronti di battaglia. Le economie di guerra dopo il periodo di crescita della produzione si ritrovarono ad affrontare una fase calante. Critica era la situazione della Russia: stremati, mancamento di fornimenti, cedimenti. Il malcontento dilagava anche nel paese; fu proprio una manifestazione di protesta contro l’aumento dei prezzi: l’8 marzo 1917 fu indetto uno sciopero generale. Il nuovo governo guidato da Lenin iniziò le trattative con Austria, Ungheria e Germania per l’uscita dal conflitto e nel dicembre 1917 concluse un armistizio, ratificato con il trattato Brest-Litovsk. LA PROTESTA CONTRO LA GUERRA Alla fine di maggio in Francia la fanteria organizza una protesta duramente repressa; in Austria divamparono moti di rivolta. In Italia insorse Torino e a innescare le rivolte furono le donne; il 1 agosto 1917, il papa Benedetto XV inviò un appello ai governi impegnati in guerra, formulando alcune proposte di pace: