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L'Unità d’Italia: Dopo IL CONGRESSO DI VIENNA voluto da Francia, Inghilterra, Austria, Prussia e Russia per ritornare al passato, all'Antico Regime: Obbedienza Sovranità ai sovrani. Principio di legittimità: ogni Stato doveva tornare al proprio sovrano Principio di equilibrio: nessuno Stato doveva diventare più forte di un altro Stato così da diventare pericoloso. L'atteggiamento dei sovrani dopo il Congresso fu fortemente repressivo, ma in tutta Europa la voglia di libertà era grande. In tale clima era impossibile fare politica alla luce del sole. Fu per questo che tutti coloro che ambivano ad una società più libera e democratica aderirono alle Società Segrete. La più nota in Italia fu la Carboneria. L'Italia, dopo il Congresso di Vienna (1814-1815), è divisa in più stati, la maggior parte sotto il dominio austriaco. Non è una Nazione e non ha un'Unità. L'unico Stato indipendente è il Regno di Sardegna. Durante il periodo Risorgimentale si combatte per avere un'Italia libera e indipendente dall'Austria, sono in molti, soprattutto intellettuali, a volere uno Stato unitario e una Costituzione. L'unità Nazionale ha inizio con i moti rivoluzionari (1820-'21, 1830-'31 e 1848) e prosegue con le tre Guerre di Indipendenza. Moti 1820-1821: gli Stati interessati sono il Regno delle due Sicilie, il Piemonte e il Lombardo Veneto. Moti 1830-1831: riguarda i ducati dell'Italia centrale. Fallimento dell'insurrezione: tutti i vecchi sovrani ritornano sui loro troni. Nel 1848 tutta l'Europa fu percorsa da una grande ondata rivoluzionaria: la gente si ribellava al potere “assolutista dei sovrani, reclamando maggiori diritti per i cittadini. Anche in Italia ci fu un susseguirsi di Ribellioni e rivoluzioni che miravano ad ottenere la costituzione. Esito dei moti del 1848: Tutti i sovrani furono obbligati a concedere una Costituzione (quella del Piemonte, lo Statuto Albertino, diventerà la Costituzione del Regno d'Italia). La diffusione del movimento di ribellione giunge nel Lombardo Veneto, con l'obiettivo di cacciare gli austriaci. Lo Statuto Albertino: In vigore fino al 1922 (inizio fascismo) la costituzione emanata da Carlo Alberto per il regno di Sardegna. Ha posto la fine per la monarchia assoluta iniziando una monarchia costituzionale. Lo stato garantiva le libertà religiose, anche se il cattolicesimo era considerata religione di stato, libertà di stampa, libertà pensiero, azione. Uguali diritti dei cittadini, divisione del potere. Il re aveva il diritto di eleggere il senato, il voto non era concesso a tutti, solo al 3%. 1833: Nacque il partito “La giovane Italia”, voleva stato unico italiano repubblicano, suffragio universale maschile, opere di volantinaggio (però la maggior parte delle persone erano analfabete e non riuscivano a comprenderli), o redistribuzione delle terre, beni. Fecero anche numerose guerre fra bande terminate malamente.