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Leopardi Egli nacque nel 1798 a Recanati. Il poeta compì i primi studi sotto la guida del padre, poi per la precocità dell'ingegno fu ben presto in grado di studiare da solo, servendosi della ricca biblioteca paterna dove studiò per sette anni, durante i quali si formò una vasta cultura, ma si rovinò la salute. Dopo un infelice tentativo di fuga dalla casa paterna, per evadere dall'ambiente chiuso ed arretrato della famiglia e di Recanati, il poeta ottenne il permesso di andare a Roma. Fu a Milano, Bologna, Pisa e Firenze, dove conobbe un giovane esule napoletano Antonio Ranieri col quale strinse amicizia. Si trasferi a Napoli dove morì nel 1837. Pessimismo Individuale Nella fase adolescenziale della sua vita, avverte un senso di disagio, di inadeguatezza. Arriva a pensare che il mondo sia contro di lui e che, in generale, l'uomo sia destinato all'infelicità. Unica consolazione è la contemplazione della natura. Pessimismo Storico Lo stato di infelicità si estende a tutta la società moderna, colpevole di un utilizzo eccessivo della ragione: lo sviluppo del sapere ha negato agli uomini quella libera e spontanea immaginazione, tipica del periodo della fanciullezza, che dona conforto al dolore. Pessimismo Cosmico Tutti gli uomini soffrono, l'esistenza è sofferenza. Causa di questo è proprio la natura, che crea l'uomo con un profondo desiderio di felicità, pur sapendo che non potrebbe mai raggiungerla. Leopardi pensa che il piacere non sia mai sufficiente (è materialista) per lui il piacere è l'attesa dell'amore che però procura un soddisfacimento momentaneo. OPERE “Infinito” AI poeta si presenta una visione limitata dell'orizzonte, ostacolata da una siepe, posta sulla cima di un colle. La vista impedita dalla siepe permette a Leopardi di fantasticare e meditare sull'infinito. “Il Sabato del villaggio” Il sabato simboleggia l'attesa di qualcosa di più piacevole e lieto: tutti lavorano più allegramente, pensando che quello successivo sarà un giorno di riposo; ma quando arriva finalmente la domenica a dominare sono la tristezza e la noia, il pensiero va subito alle consuete fatiche che ci aspettano il giorno successivo. Il sabato, dunque, è come la giovinezza, ricca di attese e illusioni, mentre la domenica simboleggia le delusioni dell'età più matura. “Dialogo di Plotino e Porfirio” Plotino inizia il dialogo dicendo che il suo allievo Porfirio vorrebbe compiere giustizia contro la sua esistenza, suicidandosi. Porfirio sostiene che tutti i sentimenti della vita, compreso il dolore, siano vani e per porre fine a tutto ciò sia necessario il suicidio. La morte rappresenta una medicina per tutti i mali dell'uomo, e per questo esso non deve averne timore, come avviene per la maggior parte degli uomini.