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Intero programma di storia ottimo per l'esame di maturità
Tipologia: Appunti
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Indice:
3.3. Espansione in Africa 3.3.1. L’apertura del canale di Suez 3.3.2. Una divisione arbitraria 3.3.3. Le pretese di Francia e Inghilterra 3.4. La spartizione dell’Africa 3.4.1. La questione Congo 3.4.2. Il progetto inglese e la presenza tedesca 3.4.3. Un’intesa tra Francia e Inghilterra 3.5. La spartizione dell’Asia 3.5.1. La colonizzazione in Asia 3.5.2. La questione India 3.6. Le guerre dell’oppio e l’apertura della Cina 3.6.1. L’interesse delle grandi potenze per la Cina 3.6.2. La prima e la seconda guerra dell’oppio 3.6.3. La debolezza della Cina e la guerra cino-giapponese 3.6.4. La rivolta dei boxers 3.7. La crisi delle relazioni internazionali 3.7.1. La questione marocchina 3.7.1.1. L’interesse per il Marocco 3.7.2. La polveriera balcanica 3.7.2.1. Le pretese dei vari stati europei 3.7.2.2. I Turchi, la Bosnia e la Libia 3.7.2.3. Le guerre balcaniche 3.8. L’espansionismo americano 3.8.1. La politica isolazionista degli Stati Uniti
7.6.6.4. Verso un regime sempre più autoritario: la nascita dell’URSS 7.7. La nuova politica economica: NEP 7.7.1. Il centralismo democratico 7.8. La successione a Lenin e l’affermazione di Stalin 7.9. Industrializzazione forzata 7.9.1. Il piano quinquennale 7.10. Collettivizzazione forzata 7.11. Il totalitarismo e il culto del capo
9.10.4. Le leggi razziali 9.11. L’Italia antifascista
13.4.6. Il ruolo della Gran Bretagna di Churchill 13.4.7. Il tentativo di invasione della Gran Bretagna 13.5. 1941: la guerra mondiale 13.5.1. Il rischio della disfatta italiana 13.5.2. Il piano Barbarossa 13.5.3. La posizione del Giappone 13.5.4. L’attacco di Pearl Harbour e l’intervento in guerra degli Stati Uniti 13.6. 1942: il dominio nazista in Europa 13.6.1. L’egemonia della “grande Germania” 13.6.2. L’opposizione al nazismo 13.6.3. Il collaborazionismo 13.7. I campi di concentramento: la persecuzione degli Ebrei 13.7.1. L’orribile funzione dei lager 13.7.2. I campi di sterminio e lo sfruttamento del lavoro 13.7.3. La pianificazione dello sterminio 13.7.4. Aushwitz: la fabbrica della morte 13.8. 1942/73: la svolta della guerra 13.8.1. La guerra nel Pacifico e le vittorie USA 13.8.2. La guerra nell’atlantico 13.8.3. La controffensiva alleata in Africa 13.8.4. La battaglia di Stalingrado e la ritirata di Russia 13.8.5. La conferenza di Washington e il patto delle Nazioni Unite 13.8.6. Lo sbarco alleato in Italia 13.8.7. L’arresto di Mussolini 13.8.8. Il caos del 8 settembre 13.8.9. La conferenza di Teheran 13.9. 1944/45: la vittoria degli alleati 13.9.1. L’avanzata degli anglo-americani e dei russi 13.9.2. Lo sbarco in Normandia 13.9.3. La Germania in ginocchio 13.9.4. La resa del Giappone 13.10. Dalla guerra totale ai progetti di pace 13.10.1. Un nuovo tipo di conflitto: la guerra totale 13.10.2. La guerra tecnologica 13.10.3. Lo scontro ideologico 13.10.4. Un progetto di pace mondiale 13.10.5. Il futuro assetto internazionale 13.10.6. La conferenza di Yalta 13.10.7. La conferenza di Postdam: il disaccordo tra USA e URSS 13.10.8. I sogni di un’Unione Europea 13.10.9. Il manifesto di Ventotene 13.11. La Resistenza e la vittoria degli Alleati 13.11.1. L’Italia dopo l’8 settembre 13.11.2. Un esercito sbandato 13.11.3. L’eccidio di Cefalonia 13.11.4. La Resistenza contro il nazifascismo
13.11.5. La Resistenza come guerra civile 13.11.6. Le formazioni partigiane 13.11.7. La ricostruzioni di partiti antifascisti 13.11.8. La sorte della monarchia italiana e la svolta di Salerno 13.11.9. L’avanzata degli alleati 13.11.10. Il governo Bonomi 13.12. La liberazione dell’Italia 13.12.1. Il rafforzamento della Resistenza 13.12.2. Il proclama Alexander 13.12.3. I campi di concentramento in Italia 13.12.4. La fine di Mussolini e Hitler
17.13.1. I mali della Democrazia Cristiana 17.13.2. La democrazia bloccata 17.13.3. Cittadini senza sovranità 17.13.4. Il consociativismo 17.13.5. Il ruolo costituzionale dei partiti 17.13.6. Il clientelismo 17.13.7. Il problema del finanziamento dei partiti 17.13.8. La partitocrazia 17.14. Le trame segrete 17.14.1. La scoperta della P 17.14.2. Lo svuotamento delle democrazia dal suo interno 17.15. La criminalità organizzata 17.15.1. L’infiltrazione criminale 17.15.2. L’offensiva terroristica mafiosa 17.15.3. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
La Prima rivoluzione industriale, che dall’Inghilterra, luogo di origine, nel corso dell’Ottocento, si era propagata in Belgio, in Francia, in Germania e negli Stati Uniti, aveva creato le premesse per rilevanti trasformazioni che intorno al 1870 diedero avvio alla “ Seconda rivoluzione industriale ”, caratterizzata da:
Mentre nella fase precedente inventori geniali, ma privi in genere di conoscenze scientifiche , avevano avviato innovazioni significative, ora scienza e tecnica sono legate l’una all’altra, non a caso divenne prioritaria la formazione scientifica, sorsero a questo scopo nuove scuole , si affermò la figura dell’ingegnere, competente nel settore tecnico e scientifico, molti laboratori universitari furono aperti alle industrie. Ingegneri, biologi, chimici e fisici, come Edison, Siemens, Bayer divennero titolari di imprese famose che ancora oggi testimoniano il legame tra scienza ed economia.
Accanto alle tradizionali fonti di energia (carbone) si diffuse l’utilizzo dell’energia elettrica e della combustione a petrolio che da sole potrebbero spiegare il passaggio dalla prima alla seconda rivoluzione industriale. Se la prima rivoluzione industriale si distingue per l’utilizzo della macchina a vapore, la seconda fu caratterizzata dall’invenzione del motore a scoppio o a combustione interna. Nel 1885 Daimler e Benz riuscirono a montare il primo motore a scoppio su un veicolo a quattro ruote. Nel 1897 Rudolf Diesel inventò il primo motore a nafta. La produzione in serie di automobili diede impulso all’estrazione del petrolio. Il prezzo del petrolio, utilizzato anche per illuminazione e riscaldamento , era dalle cinque alle dieci volte maggiore di quello del carbone, che rimase pertanto a lungo il combustile più utilizzato. Nella seconda metà dell’Ottocento inoltre si diffusero nuove industrie: il settore chimico e siderurgico , anche l’edilizia, l’industria automobilistica, aereonautica, la telefonia, che svolsero un ruolo trainante nell’economia moderna , anche se questo processo giungerà a maturità nei paesi più progrediti (Usa e Gran Bretagna) solo negli anni Venti e Trenta del Novecento. Le scoperte e le invenzioni accelerarono la crescita e la diversificazione nei vari campi della produzione industriale. 1879: Edison costruisce la prima lampadina 1886: Daimler e Benz producono le prime automobili 1895: i fratelli Lumiere costruiscono il primo apparecchio cinematografico 1895: Rongten sperimenta i raggi X 1888: Pasteur, primo microbiologo, inventore dei vaccini 1901: Marconi sperimenta la prima trasmissione radio transatlantica
Le fabbriche si rinnovarono, non solo per le innovazioni tecnologiche , ma anche tramite la divisione del lavoro e la precisa definizione delle mansioni da affidare agli operai che ripetevano le stesse azioni in tempi uguali. Fu l’ingegnere americano F.W. Taylor il primo a migliorare l’intero processo produttivo, attraverso l’organizzazione scientifica del lavoro , il cosiddetto Taylorismo. Si ottenevano così due risultati di rilievo:
3. l’abbassamento dei costi e della quantità della manodopera impiegata
Il periodo che va dal 1870 al 1914 la produzione industriale aumentò di quattro volte. All’interno di questo periodo si distinguono però due fasi opposte: 1873/1896 : fase della cosiddetta grande depressione 1896/1914 : caratterizzata da un nuovo e rapido sviluppo Durante la fase della grande depressione si ha un marcato rallentamento della crescita, causato dalla sovrapproduzione industriale e agricola , che determinò una caduta dei prezzi. La sovrapproduzione è stata determinata:
La grande depressione provocò il fallimento delle industrie meno competitive , invece sopravvissero e addirittura aumentarono le loro dimensioni le industrie che furono in grado di ristrutturarsi e aumentarono le loro dimensioni. Si ebbe così un processo inverso rispetto alla prima rivoluzione industriale, in cui si erano formate piccole fabbriche con pochi addetti. Adesso invece si assiste alla concentrazione delle industrie: poche aziende di vaste dimensioni che controllano il mercato. La concentrazione industriale si realizzò tramite:
Tra il 1850 e il 1914 la popolazione aumentò in modo considerevole , passando da 1 miliardo e 200 milioni a 1 miliardo e 650 milioni. Tuttavia intorno al 1870 s i registra un andamento inverso al grado di sviluppo:
Queste pesanti condizioni esasperarono il popolo parigino che, nell’aprile del 1871, insorse, dando origine alla Comune di Parigi , un organo di autogoverno dei cittadini, che però fu privo di un progetto politico uniforme e oltretutto rimase isolato e non ebbe il sostegno delle campagne e delle altre città, dove i conservatori ,sostenitori di Thiers, prevalevano. L’esperienza della Comune durò solo due mesi, nel maggio del 1871 Thiers assediò Parigi e represse , nel corso di una cruenta battaglia, la cosiddetta settimana di sangue , la Comune che aveva realizzato, anche se per poco, una forma di democrazia diretta. Thiers riuscì a pagare il debito con la Germania , ma dovette affrontare problemi come:
Nel 1875 i moderati dello schieramento monarchico e i repubblicani trovarono un accordo da cui scaturì la Costituzione del 75 che mantenne l’assetto repubblicano della Francia e prevedeva:
Fino al 1912 il governo rimase in mano ai repubblicani che garantirono una relativa stabilità e realizzarono una serie di riforme che estesero la democrazia e laicizzarono lo Stato:
Alcuni tentativi di sovversione autoritaria delle istituzioni dello Stato, portate avanti da monarchici e reazionari, guidati da Mach Mahon e da Boulanger, fallirono.
Boulanger mirava a creare uno Stato forte, in grado di competere con la Gran Bretagna nella conquista coloniale e si fece promotore della revanche , la rivincita contro la Germania, da cui deriva il revanscismo.
Il progetto revanscista di Boulanger si inseriva in un contesto di forti tensioni antidemocratiche : nel paese infatti si stavano diffondendo ideologie nazionaliste, militariste e razziste.
Ne è un esempio l’affare Dreyfus : nel 1894 Alfred Dreyfus, capitano di origine ebraica, fu ingiustamente accusato di spionaggio a favore dei tedeschi. In Francia si scatenò una violenta campagna antisemita. Malgrado si fosse arrivati alla conclusione che c’era stato un errore della giustizia, Dreyfus fu duramente condannato e il paese si divise in Dreyfusardi (sostenitori della giustizia) e antidreyfusardi (difensori dell’onore dei militari). Tra i primi si colloca lo scrittore Emile Zola che pubblicò su una rivista l’articolo “ J’accuse ”, in cui denunciava gli ufficiali di aver alterato i documenti, per questa accusa sarà condannato ad un anno di prigione, che riuscirà ad evitare, fuggendo in esilio. Nel 1898 il colonnello Henry ammise di aver manipolato le prove, il vero colpevole, un certo Esterhazy, si rifugiò in Olanda. Nel 1906, dopo una serie di processi, Dreyfus fu dichiarato innocente.
Nei primi anni del Novecento riprese il sopravvento la Destra reazionaria che considerava la repubblica e la democrazia l’origine di tutti i mali e progettava pertanto uno stato forte e antisemita. Nel 1907 la Francia entrò a far parte della Triplice Intesa , insieme all’Inghilterra e alla Russia. Tra il 1912 e il 1914 i conservatori , agevolati da un clima internazionale sempre più aggressivo, portarono al potere R. Poincaré , revanscista e militarista, ormai la Francia era entrata a far parte della Prima guerra mondiale.
Bismarck, il cancelliere protagonista dell’unificazione tedesca, guidò la Germania per circa un ventennio , dal 1870 al 1890 , durante il quale divenne garante degli equilibri internazionali. Nel 1871, dopo la sconfitta della Francia a Sedan fu proclamato il Secondo Reich (dopo il Sacro Romano Impero Germanico). Gugliemo I fu incoronato Kaiser (Imperatore) a Versailles, accentuando l’umiliazione dei Francesi. All’interno dell’Impero, Bismarck rafforzò l’autorità centrale dello Stato e adottò una politica economica protestionistica che difendeva gli interessi degli industriali e degli agrari.
La Costituzione del nuovo impero, emanata nel 1871 , prevedeva una struttura federale con la divisione in 25 stati, ciascuno con una propria autonomia, ma con a capo il cancelliere, (primo ministro), responsabile della politica interna, estera, delle forze armate. Il potere legislativo del Reich era affidato al Reichstag, il Parlamento eletto a suffragio universale e al Bundestag, formato dai delegati degli Stati, cui spettava il potere di ratificare le leggi. Il potere era comunque concentrato nelle mani del cancelliere che rispondeva delle sue azioni solo dinanzi al Kaiser, che aveva diritto di veto, nominava e destituiva il cancelliere. Si trattava di un regime politico autoritario, solo apparentemente democratico.
In politica interna Bismarck avviò una lotta contro i cosiddetti nemici della Germania: i cattolici e i socialisti.
condivideva neanche la sua politica estera di moderazione , in un periodo in cui gli Stati, compresa la Germania, si distinguevano per la politica aggressiva. Nel 90 Bismarck, che nel frattempo aveva perso la sua popolarità, diede le dimissioni: i capitalisti ritenevano la sua politica basata sulla cautela inadeguata, in un periodo in cui si avviavano verso l’espansione coloniale, inoltre costituiva ormai un ostacolo per Guglielmo II che ambiva ad un forte potere personale; la Realpolitik degli anni precedenti fu sostituita dalla Weltpolitik , una strategia politica più aggressiva che portò a diversi conflitti fra la Germania ed altre nazioni. La Weltpolitik mirava a cercare " un posto al sole " per la Germania, sviluppando un impero coloniale che potesse competere con quelli delle altre grandi potenze. Questo portò ad una corsa agli armamenti navale germano-britannica dove ciascuno tentò di superare le corazzate dell'altro.
In Inghilterra la regina Vittoria regnò per 63 anni (1837/1901) segnando un’epoca, definita “ età vittoriana ”, caratterizzata da stabilità politica, prosperità economica, pace e sviluppo sociale. L’Inghilterra era all’epoca la maggiore potenza coloniale, il suo sviluppo industriale era superiore a quello degli altri paesi, deteneva la via ferroviaria più sviluppata d’Europa e una potente flotta mercantile. Londra era inoltre il principale centro finanziario e commerciale. Anche il tenore di vita era superiore agli altri paesi, anche se, come attesta lo scrittore Dickens, in famoso romanzi come Oliver Twist e David Copperfield, era molto utilizzato il lavoro minorile. Dal 1870 al 1914 si alternarono i Whigs, progressisti e i Tories , conservatori, che garantirono una certa stabilità. I due principali protagonisti della politica inglese furono Gladstone (liberale) e Disraeli (conservatore), che avviarono una stagione di riforme e di progressiva democratizzazione: una riforma elettorale che estendeva il suffragio universale ai maschi con famiglie a carico, fu concesso il diritto di sciopero e il riconoscimento legale delle Trade Unions , (pag. 208) i sindacati costituiti nel 1824 con il compito di tutelare gli interessi degli operai. Fu introdotto l’obbligo scolastico elementare. Negli anni successivi i governi conservatori, in linea con il clima nazionalista, ormai diffuso in Europa, avviarono anche l’Inghilterra verso la politica imperialista. Nei primi decenni del nuovo secolo, la crisi economica e l’insoddisfazione del mondo del lavoro per la politica governativa, diede forza al partito laburista , di ispirazione socialista, che divenne il terzo partito inglese , in contrapposizione ai conservatori e ai liberali.
A partire dagli anni 70 l’Inghilterra ha dovuto affrontare anche la questione irlandese , un problema che aveva radici lontane. Da secoli gli Irlandesi si ribellavano contro il dominio inglese, ma anche all’interno dell’isola vi erano contrasti tra cattolici e protestanti e tra indipendentisti e sostenitori dell’autonomia: la Home rule , l ’autogoverno all’interno del Regno Unito. Solo nel 1914 l’Home rule fu approvata, ma non fu applicata a causa dello scoppio della prima guerra mondiale. Le tensioni sempre crescenti sfoceranno nel 1922, a seguito della guerra d’indipendenza irlandese, nella creazione dello Stato libero d’Irlanda e nella separazione dell'Irlanda del Nord.
Durante la prima metà del XIX secolo gli Stati Uniti superarono i confini delle 13 colonie originarie ed espansero il loro territorio verso sud e verso ovest fino alla California , Nel corso degli anni furono strappati con le armi agli indigeni immensi territori tra l’Atlantico e il Pacifico, creando il mito della frontiera. Grazie al flusso migratorio dall’Europa si ebbe anche una crescita demografica , la popolazione aumentò, passando da 23 milioni a 30 milioni.
Nel 1860 gli stati erano aumentati a 33 , ma con uno sviluppo economico differenziato :
Le tensioni tra Nord e Sud si intensificarono per diversi motivi, tra cui:
Nel 1860 fu eletto presidente Abramo Lincoln , un repubblicano che non era un abolizionista totale, aveva infatti promesso che non avrebbe abolito la schiavitù negli Stati in cui era in vigore; Il suo obiettivo era di formare una grande repubblica unitaria con un unico vasto mercato nazionale.