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Lezione:
Aspetti generali della pianificazione
strategica
INDICE DELLA LEZIONE
1. La pianificazione: aspetti generali
2. I modelli di sviluppo aziendale e di pianificazione
3. Dalla pianificazione al processo di programmazione e
controllo
1. La pianificazione: aspetti generali
PIANIFICAZIONE
STRATEGICA
PIANIFICAZIONE
FORMALE
- Impostare le problematiche della pianificazione facendo ricorso alle esperienze operative
- Fissare le regole a cui il pianificatore deve attenersi
- Imposta modelli interpretativi del comportamento competitivo.
SCOPO:
Definire un piano formale di azione strategica
SCOPO:
- realizzare un processo di innovazione e cambiamento
- Supportare adeguatamente il processo decisionale strategico
1. La pianificazione: aspetti generali
Benefici della pianificazione:
- Creazione di un’opportuna linea strategica
- Migliora la comprensione dell’orientamento strategico di fondo dell’impresa
- Permette una revisione periodica delle strategie
- Fornisce gli elementi necessari per una corretta ripartizione dei compiti tra i manager
- Consente di sfruttare le esperienze passate Critiche alla pianificazione:
- Modelli sofisticati spesso mancano l’obiettivo
- Alti costi di implementazione
- Constatazione del fatto che alcune decisioni strategiche fondamentali vengono prese indipendentemente dal processo di pianificazione
- Pianificazione vista come una forma di controllo “obsoleta”, riferita al passato e lontana dai processi decisionali
2. I modelli di sviluppo aziendale di pianificazione
Modello di Greiner: individua un possibile processo di sviluppo della struttura aziendale, ponendo sull’asse delle ascisse l’età aziendale e su quello delle ordinate la dimensione (= volume dei ricavi).
Dimensione
Piccola
media
grande
giovane matura ( età dell’azienda)
1.Sviluppo dicreatività
2.Sviluppo legatoalla autorità
3.Sviluppo legatoalla delega
4. Sviluppo legato alcoordinamento 5. Sviluppo legato allacollaborazione
1.Crisi di comando
2.Crisi di autonomia
3. Crisi dicontrollo 4. Crisi diburocrazia
Fase 1 Fase 2 Fase 3 Fase 4 Fase 5
2. I modelli di sviluppo aziendale di pianificazione
Linea continua: periodi di evoluzione Linea spezzata: periodi di rivoluzione
- Fase 1 : Creatività e crisi di comando
- Fase 2 : Autorità e crisi di autonomia
- Fase 3 : Delega e crisi di controllo
- Fase 4 : Coordinamento e crisi di burocrazia
- Fase 5 : Collaborazione
2. I modelli di sviluppo aziendale di pianificazione
Modello di Flamholtz: più completo, evidenzia anch’esso un’evoluzione temporale dell’impresa, ma secondo un percorso che in una certa misura riflette il processo di pianificazione del cambiamento.
Il ciclo di vita dell’impresa si sviluppa secondo le seguenti sette fasi:
- Fondazione
- Espansione
- Competenza professionale
- Consolidamento
- Diversificazione
- Integrazione
- Declino
2. I modelli di sviluppo aziendale di pianificazione
Consolidamento della cultura aziendale
Controllo dellagestione
Sviluppo di sistemi operativi
Acquisizione delle risorse
Sviluppo di prodotti/servizi
Identificazione dei mkt
3. Dalla pianificazione al processo di
programmazione e controllo
- Per passare dal sistema di pianificazione al processo di programmazione e controllo vanno risolti alcuni problemi di coordinamento, dal momento che:
- Tra l’una e l’altro esistono differenze sia nei criteri atti a valutarne la validità, sia nei riguardi dei comportamenti assunti dagli organi responsabili della loro implementazione;
- I risultati ottimali si ottengono solo quando nella pianificazione si fissano obiettivi stimolanti, con realismo operativo.
- Pianificare, programmare e controllare devono essere processi tra loro:
- Collegati
- Coordinati
- Coerenti
3. Dalla pianificazione al processo di
programmazione e controllo
Nella programmazione:
- la formazione dei piani (che confluiscono nel piano globale) deve essere in linea con gli obiettivi formulati a livello di pianificazione;
- il piano deve dare concretezza alle scelte della pianificazione;
- È indispensabile individuare le risorse necessarie per realizzare gli obiettivi della pianificazione. Il piano deve essere:
- Espresso in termini quantitativi
- Riferito a un arco di tempo stabilito (annuale o infrannuale)
- Ripartito per settori di attività (es: aree funzionali) oppure riferito a progetti molto specifici
- Esposto in forma di bilancio preventivo
- Approvato dall’alta direzione (se perfettamente coerente con quanto stabilito in sede di pianificazione) perché diventi esecutivo