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Analisi delle Varianze: Applicazioni e Tecniche di Calcolo, Slide di Programmazione e controllo

Programmazione e controllo. Slide e casi studio per poter superare egregia,emte l'esame

Tipologia: Slide

2018/2019

Caricato il 17/01/2019

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Lezione:
L’analisi degli scostamenti dei costi
non di produzione
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Lezione:

L’analisi degli scostamenti dei costi

non di produzione

INDICE DELLA LEZIONE

  1. I diversi tipi di varianza
  2. Le varianze commerciali

a) La varianza dei costi commerciali di periodo b) La varianza del margine lordo

  1. La varianza dei costi generali e amministrativi
  2. Le varianze dei costi di produzione
  3. Varianze: limiti dell’analisi

4

1. I diversi tipi di varianza

  • La tecnica di analisi delle varianze deve essere estesa alle altre voci di conto economico (oltre ai costi di produzione), per comprendere appieno le cause dello scostamento complessivo rispetto al budget.
  • L’oggetto dell’esame è la performance di un’impresa nel suo complesso, tenendo conto che il riferimento dell’analisi:  non è l’utile netto (dall’analisi sono escluse la gestione accessoria, quella straordinaria, quella finanziaria e le imposte);  è il risultato operativo.

ESEMPIO:

Risultato economico consuntivo

Risultato economico di budget

Varianza di risultato

  • 150 Sfavorevole

La forma più sintetica di varianza del risultato economico dice soltanto che il reddito conseguito è due terzi di quello atteso.

Per porre in atto un’azione mirata ed efficace, il management deve scomporre la varianza in componenti specifiche che siano in grado di spiegare, nel loro insieme la varianza sfavorevole o favorevole complessiva. Le componenti della varianza possono essere raggruppate in tre categorie principali, ciascuna delle quali corrisponde, grosso modo, a una singola area di responsabilità:

VARIANZE COMMERCIALI (^) funzione commercialeResponsabilità della

VARIANZE DEI COSTI DI PRODUZIONE

Responsabilità della funzione produzione

ALTRE VARIANZE (costi generali e amministrativi, elementi accessori straordinari di reddito, ecc.)

Responsabilità della direzione generale e staff (^5)

OBIETTIVO: spiegare perché l’utile netto programmato e quello effettivo differiscono.

1. I diversi tipi di varianza

3 ° livello

1 ° livello

Livello 0

2 ° livello

Varianza totale = reddito effettivo – reddito programmato

Varianza costo h

Varianza efficienza

Varianza volume

Varianza spesa

Varianza prezzo

Varianza impiego

Varianza dei Mater. diretti

Varianza dei costi generali di produzione

Varianza della manodopera diretta

Varianza del Risultato Operativo

Varianza di componenti accessorie, straordinarie e imposte sul reddito

Varianze commerciali

Varianza dei costi G&A

Varianza dei costi di produzione

7

1. I diversi tipi di varianza

4 ° livello

3 ° livello

5 ° livello

2 ° livello

1 ° livello

Livello 0

Var. singole voci costi commerciali

V. volume vendite

V. margine unitario

Var. di mix

Varianza dei costi comm. di periodo

Varianza del margine lordo

Varianza volume del settore

Varianza quota mercato

Varianza totale = reddito effettivo – reddito programmato

Varianza del Risultato Operativo

Varianza di componenti accessorie, straordinarie e imposte sul reddito

Varianze commerciali

Varianza dei costi G&A

Varianza dei costi di produzione

8

1. I diversi tipi di varianza

Lo schema di scomposizione fa proprie le seguenti idee:

  • Identificare i principali fattori (variabili causali) che influenzano l’utile e

scomporre su questa base la varianza totale dell’utile netto (o del risultato operativo).

  • Valutare l’effetto di ciascun fattore modificando un singolo fattore alla volta e

mantenendo inalterati i valori degli altri (si assume, in tal modo, che i diversi fattori agiscano sul reddito indipendentemente l’uno dall’altro).

  • Accrescere gradualmente e in sequenza il livello di analisi.
  • Arrestare il processo quando i benefici informativi derivanti da un ulteriore

livello di scomposizione non giustificano la maggiore complessità dell’analisi e i maggiori costi.

  • Valutare sinteticamente tutte le varianze per trarre un giudizio significativo

sulle performance.

1. I diversi tipi di varianza

  • Livello di analisi più opportuno è stabilito dal management
  • I valori di riferimento (benchmark):
    • variabili economiche rilevate dal sistema contabile, per esempio i dati di budget
    • variabili economiche non rilevate dal sistema contabile, per esempio prestazioni di concorrenti, ecc.
    • variabili non economiche, come per esempio tassi di difettosità, i lead time (interni o esterni), ecc.
  • Varianze favorevoli e varianze sfavorevoli

1. I diversi tipi di varianza

Varianza del margine lordo

Varianza dei costi commerciali di periodo

Varianza commerciale

Varianza di volume delle vendite

Varianza del margine lordo unitario

Varianza del mix

Varianza di volume del settore

Varianza di quota di mercato

13

2. Le varianze commerciali

a) La varianza dei costi commerciali di periodo

costo programmato ≠ costo effettivo (per ogni elemento dei costi commerciali di periodo)

La differenza è la varianza dei costi commerciali di periodo

La varianza dei costi commerciali (costi di periodo) è facile da calcolare, quello che invece non è facile determinare è se esista o no una giustificazione accettabile per avere sostenuto, per esempio, costi di pubblicità superiori a quelli programmati.

La difficoltà di valutazione dipende dal fatto che l’importo “corretto” del costo commerciale da sostenere, è una questione di giudizio soggettivo. 14

2. Le varianze commerciali

a) La varianza dei costi commerciali di periodo

RICAVI Il margine lordo è la COSTO DEL VENDUTO differenza tra:

∑quantità vendute di ciascun prodotto x prezzo unitario di vendita (corrispondente a ciascun prodotto)

∑quantità vendute di ciascun prodotto x costo unitario di produzione (corrispondente a ciascun prodotto)

Responsabilità della funzione commerciale

16

Responsabilità della funzione commerciale

Costo unitario di produzione  costo standard

Varianza del Margine Lordo = ML totale effettivo – ML totale programmato (basati su costi std)

2. Le varianze commerciali

b) La varianza del margine lordo

Si evita che le differenze fra costi unitari di produzione effettivi/std (=varianze di produzione) interferiscano con gli scostamenti ragionevolmente attribuibili alla funzione commerciale

Risulta più utile analizzare direttamente il margine lordo piuttosto che separatamente i ricavi e il costo del venduto.

17

Valori unitari * (euro)

Unità

Totale (euro) Unità^

Totale (euro) Ricavi da vendita 25 1.000 25.000 800 20.000 5.000 S Costo del venduto 15 1.000 15.000 800 12.000 3.000 F Margine lordo 10 1.000 10.000 800 8.000 2.000 S *Si supponga per comodità che i valori programmati unitari coincidono con i valori effettivi

Varianza (euro)

Programmato Effettivo

varianza sfavorevole del margine lordo

La varianza di ricavo sopravvaluta l’impatto sul reddito della contrazione dei volumi, poiché viene parzialmente e “automaticamente” compensata dalla varianza di costo del venduto pari a € 3.000 F.

SE: il ML unitario programmato ed effettivo sono uguali. ALLORA: la varianza sfavorevole del margine lordo deriva dalla contrazione di 200 unità del volume di vendita.

La conseguenza effettiva del minore volume

Valore corretto su cui chiedere spiegazioni alla funzione commerciale

2. Le varianze commerciali

b) La varianza del margine lordo

La varianza del margine lordo può essere scomposta in tre componenti:

VARIANZA DEL MARGINE UNITARIO

Margine lordo unitario effettivo ≠ Margine lordo unitario programmato

VARIANZA DEL VOLUME DELLE VENDITE

Volume effettivo delle vendite (in unità) ≠ Volume programmato delle vendite

VARIANZA DI MIX DELLE VENDITE *

Mix effettivo delle vendite ≠ Mix delle vendite programmato

  • La varianza del mix delle vendite è determinata dal fatto che alcuni prodotti hanno margini unitari maggiori di altri. 19

2. Le varianze commerciali

b) La varianza del margine lordo

A) La varianza del margine unitario e la varianza del volume delle vendite:

20

La varianza sfavorevole del ML può essere spiegata anche come una varianza favorevole del margine unitario e una varianza sfavorevole del volume di vendita:

Varianza del margine lordo

Varianza del margine unitario

Varianza del volume di vendita

S

F

In € Margine lordo totale effettivo

Margine lordo totale programmato

Scostamento

Margine lordo unitario 11* 10** 1 Volume (in unità) 900 1.000 (100) Margine lordo 9.900 10. Varianza del margine lordo € 100 S € 100 S

  • in base al prezzo di vendita effettivo di € 33 e al costo standard unitario di € 22 ** in base al prezzo di vendita programmato di € 32 e al costo standard unitario di € 2322

2. Le varianze commerciali

b) La varianza del margine lordo

Margine lordo effettivo - Margine lordo di budget  Margine unitario × Volume effettivo

 Volume × Margine unitario

di budget S

Effettivo (^) Programmato