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L’ATTIVITÀ DI DIREZIONE L’attività di direzione consiste nel prendere decisioni, sulla base dei criteri di efficacia (capacità di raggiungere un risultato a prescindere) ed efficienza (capacità di mantenere un rapporto equilibrato tra risultati e risorse messe in campo per ottenere quei risultati), e controllare gli effetti delle decisioni. L'azienda deve perseguire entrambi i criteri contemporaneamente. L'attività di direzione si compone di tre fasi:
Le aziende che non seguono la fase di definizione degli obiettivi e del controllo dei risultati sono aziende senza controllo, poiché senza la prima fase sono in balia degli eventi esterni mentre senza la terza fase non conoscono il costo di produzione. L'effetto feedback o retroazione consiste nel partire dei risultati per cambiare le fasi precedenti, non sempre però le modifiche riguardano la gestione talvolta possono riguardare gli obiettivi. Il limite del feedback è l'irreversibilità di alcuni risultati. IL SISTEMA DI CONTROLLO DI GESTIONE Il sistema di controllo di gestione analizza un fenomeno in un ottica sistemica, il sistema va oltre le parti che lo compongono con la visione unitaria del fenomeno ed il suo fine è quello di rendere uniche le parti componenti sistema. Le finalità di un sistema di controllo di gestione sono:
migliore gestione;
proprietario e azionista; Obiettivi troppo bassi o troppo alti sono demotivati, bisogna consentire l'errore con capacità di recupero. Gli elementi di un sistema di controllo di gestione sono:
funzionali, sul prodotto e sulle fasi di produzione) a differenza della struttura organizzativa in generale (definisce i criteri di ripartizione del potere manageriale con i quali si definiscono dove iniziano i poteri di un manager e dove iniziano i poteri di un altro manager). In una struttura fisiologica potere e responsabilità dovrebbero coincidere, nelle situazioni reali però possono non coincidere. Nel momento in cui non coincidono c'è demotivazione. STRUTTURA TECNICO-CONTABILE DEL CONTROLLO DI GESTIONE La struttura tecnico-contabile del controllo di gestione è l'insieme di metodologie e strumenti che servono a produrre dati e informazioni necessari per il controllo. Le sue componenti sono:
vendite, pagamenti, ottenimento di un mutuo e li sintetizza nel bilancio di esercizio che rappresenta la situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell'azienda nel suo complesso. I difetti della contabilità generale sono due: 1. rileva solo gli scambi con l’esterno e non le attività di produzione interna; 2. i dati della contabilità generale si riferiscono all’azienda nel suo complesso mentre di solito le decisioni si riferiscono alle componenti dell’azienda.;
e i ricavi di contabilità generale;
idee in numeri, ed è un bilancio preventivo;
DIFFERENZE TRA CONTABILITÀ GENERALE E CONTABILITÀ ANALITICA Contabilità analitica:
Contabilità generale:
I COSTI Quando c'è il focus sui costi la contabilità analitica prende il nome di contabilità dei costi. Il costo è il valore monetario espresso in termini di euro. Il costo di produzione è un valore monetario che indica il consumo dei fattori produttivi nei processi di produzione. Esso è un dato soggettivo. Il costo di acquisto è un valore monetario che indica i fattori produttivi acquistati. Esso è un dato oggettivo, è al netto dell’IVA ed è un sinonimo di spesa. SISTEMA DI MISURAZIONE DEI COSTI DI PRODUZIONE Il controller è colui che in azienda si occupa di misurazione dei costi di produzione. Gli elementi fondamentali di questo sistema sono:
industriale, che fa riferimento alla struttura tecnica cioè i costi degli impianti, macchinari, personale industriale non diretto ossia il caporeparto e il manutentore del macchinario;
generali e amministrative; Il direct costing è dato dalla configurazione del costo primo più quella del costo diretto di fabbricazione, mentre il full costine è dato dalla configurazione del costo pieno di fabbricazione più quella del costo pieno aziendale. Il direct costing serve nelle valutazioni di convenienza economica nel breve periodo, in cui la struttura non si modifica. Nel breve periodo il prezzo di vendita deve essere maggiore rispetto al direct costing. Il full costing serve nell'analisi di medio-lungo periodo, in cui la struttura può cambiare e nella fissazione del prezzo di vendita nel caso di aziende price maker. Le aziende price taker subiscono il prezzo di vendita dall’esterno. I beni non differenziati sono le commodities e si trovano in mercati non concorrenziali in cui non si è leader. Le aziende price maker fanno i prezzi di vendita perché sono leader di mercato o di una nicchia di mercato.
diretti;
nascono i costi indiretti. CLASSIFICAZIONE DEI COSTI I costi possono essere classificati secondo tre criteri:
Tutti i costi comuni sono costi indiretti perché i costi comuni devono essere ripartiti e quando c’è ripartizione si parla di costi indiretti. Mentre i costi specifici possono essere diretti se c’è convenienza a misurare i consumi o indiretti se non c'è convenienza a misurare i consumi.
L'economia di saturazione della capacità produttiva e l'economia di scala hanno in comune la riduzione dei costi unitari. Nelle economie di scala al crescere delle quantità cresce la capacità produttiva. CALCOLO DEL COSTO UNITARIO DI PRODOTTO
quantità unitarie sono le quantità di fattore produttivo necessarie ad ottenere una unità di prodotto finito. Il costo unitario di prodotto è il valore monetario delle quantità di fattore produttivo necessarie ad ottenere una unità di prodotto finito;
Per la costruzione della catena del valore vi sono tre fasi:
Nell’identificazione delle attività generatrici di valore ci sono:
operations, logistica in uscita, marketing e vendite, servizi;
primarie e sono: infrastrutture, sviluppo della tecnologia, gestione delle risorse umane, approvvigionamenti. La costruzione della catena del valore può essere adottata a seconda del settore o della strategia dell’impresa. Si articolano le attività che maggiormente contribuiscono alla creazione del vantaggio competitivo, mentre si aggregano le attività minori. La catena del valore è un sistema di attività interdipendenti: i legami sono importanti quanto il modo usato per realizzare un'attività influenza il costo o l’efficacia di un’altra attività. I legami possono esistere tra le attività primarie e tra le attività primarie e di supporto. Per sfruttare al meglio un’adeguata individuazione di legami occorre il supporto delle informazioni, che sono classificate in dati, informazioni e conoscenze. Ogni catena del valore è firm specific cioè rappresenta le attività di una singola impresa in funzione al modo in cui esse sono svolte che risente del business di riferimento: gruppi di clienti, funzioni d’uso e modalità. IDENTIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ DELL’ABC
livello di dettaglio 0 indica la contabilità generale poiché si riferisce ad un’attività molto grande, cioè l’azienda nel suo complesso;
vanno corretti o se non ci sono va eliminata l’attività; senza input producono output, c’è l’errore poiché si mette l’input ma non ce ne si accorge. LIVELLO DELLE ATTIVITÀ DELL’ABC
pertinenza, quando la localizzazione diretta non è possibile; inoltre è il criterio di allocazione che consente di divedere un costo comune a più attività tra le differenti attività;
attraverso cui il costo di un'attività viene ripartito fra più oggetti finali. ACTIVITY DRIVER L’activity driver dovrebbe corrispondere all’output di un’attività. Per esprimere l’output ci sono tre modi:
COME CALCOLARE IL FULL COST (ABC) Costo primo + MOD = Costo diretto di fabbricazione + quota parte costi indiretti attività = FULL COST. Si aggiungono solo i costi delle attività produttive. Poiché perché quelli non produttivi sono inseriti con il ribaltamento. PREGI E DIFETTI DELL’ABC RISPETTO ALLA BASE AZIENDALE E AI CENTRI DI COSTO PREGI: - esplicita meglio il nesso di casualità; - gli activity driver sono espressioni della complessità di un prodotto. DIFETTI: - la misura dei driver non è sempre semplice. TIPOLOGIE DEI MODELLI PRODUTTIVI
non distinguibili nell’ambito del lotto però distinguibili da quelli di altri lotti;
distinguibilità logica;
distinguibilità fisica che logica. L’insieme delle produzioni per singole unità e produzioni a lotti costituiscono la produzione su commessa, mentre l’insieme delle produzioni in serie e produzione per processi a flusso continuo costituiscono la produzione per processi. CARATTERISTICHE SISTEMA PRODUTTIVO LA DETERMINAZIONE DEI COSTI DI PRODOTTO NELLE AZIENDE CHE OPERANO SU COMMESSA È necessario distinguere i costi di commessa in due macro-categorie:
coefficiente di imputazione. COSTI DIRETTI DI COMMESSA L’attribuzione dei costi diretti alla singola commessa presenta le seguenti problematiche:
affinamento;
prime i criteri LIFO, FIFO e costo medio ponderato; per la manodopera il costo medio orario aziendale, quello di stabilimento, quello relativo a ciascun centro produttivo o quello specifico del singolo lavoratore. Il terzo punto è un problema comune a qualsiasi contesto produttivo; l’analisi dei documenti extra contabili tipici delle imprese che operano su commessa, che contengono i dati e le informazioni necessari per il calcolo del costo di prodotto, evidenziano la modalità di rilevazione dei costi in esame e la loro attribuzione alla commessa. Il modulo del prelievo dei materiali è il documento elementare, dove sono annotati giornalmente il tipo, la quantità e il prezzo di acquisto dei materiali prelevati, nonché il codice identificativo della commessa per la quale sono utilizzati. Nel cartellino dei tempi è annotata, per ogni dipendente impiegato nella fase produttiva, la ripartizione giornaliera dei tempi di lavoro; in esso sono specificati i codici delle commesse a cui il dipendente ha lavorato o altre attività svolte non riconducibili a una specifica commessa. Tutti i costi diretti sono riepilogati nella scheda di commessa.
prodotte problema contabilità analitica allocazione costi indiretti calcolo costi medi oggetto di costo prodotto/servizio prodotto/servizio costo unitario costo specifico dell’unità costo medio centro di accumulazione dei costi scheda di commessa reparti
IL METODO MEP E LE SUE FASI Il metodo MEP si utilizza quando i costi hanno una bassa variabilità tra un periodo e l’altro; e quando la non distinguibilità è maggiore, ossia quando non si distingue un’unità dall’altra e i periodi di produzione. Le fasi del metodo MEP sono:
DETERMINAZIONE COSTO STANDARD PER I COSTI DIRETTI
di futuro pensando al passato (passato rivisto) e analisi di mercato con cui si studiano i mercati;
di lavoro. DETERMINAZIONE COSTO STANDARD PER I COSTI INDIRETTI
SPECIFICA DI OUTPUT Quantità standard ≠ specifica di output (quantità di fattore produttivo incorporata in un’unità di prodotto finito) = sfrido (perdita di fattore produttivo). La differenza tra le due deriva dal fattore produttivo improduttivo, ossia il fattore produttivo che compro ma che non me ne se ne fa nulla. Gli acquisti si programmano sulle quantità standard (specifica di output / 1 - % fattore produttivo improduttivo). ANALISI DEGLI SCOSTAMENTI Gli scostamenti sono espressi in unità monetarie. Essi rappresentano la differenza tra i valore economici preventivi e i valori economici consuntivi. Lo scostamento può essere di ricavi o di costi. Lo scostamento di costo è uguale al costo preventivo meno il costo consuntivo. FATTORI VARIABILI
identifica la causa dello scostamento, il suo fine è quello di isolare le cause dello scostamento.
elemento. La loro somma ci da lo scostamento globale. Gli scostamenti elementari si applicano a tutte le categorie di costi variabili:
autorizzata ossia la quantità che avremmo dovuto impiegare sulla base delle quantità standard dei volumi di produzione effettivi, Qei è la quantità effettivamente impiegata;
Per i costi indiretti variabili (CIV) quando si parla di quantità si fa riferimento alle quantità della base di allocazione. Lo scostamento di spesa può essere espresso in modo diverso tramite la seguente operazione: Qei x Ps - Qei x Pe / CIV effettivi. Lo scostamento di spesa dei costi indiretti variabili effettivi è preferibile svolgerlo secondo la formula Qei x Ps - CIV effettivi. INTERPRETAZIONE DEGLI SCOSTAMENTI E RESPONSABILITÀ In generale, per tutti i tipi di scostamento maggiore di zero c'è un risparmio dei costi, invece, minore di zero c'è un aggravio di costi. Solo per gli scostamenti di spesa ed efficienza maggiore di zero c'è una situazione favorevole, invece, minore di zero c'è una situazione sfavorevole. Lo scostamento di volume è una causa economica e matematica, ma non è una causa manageriale (spesa ed efficienza). Il soggetto responsabile degli scostamenti di spesa nei materiali diretti è il responsabile acquisti, il soggetto responsabile degli scostamenti di spesa nella manodopera diretta è l'ufficio del personale e responsabile risorse umane, il soggetto responsabile degli scostamenti di efficienza dei materiali diretti e della manodopera diretta è il direttore produzione, capi reparti e aria di produzione, il soggetto responsabile degli scostamenti di volume dei materiali diretti non è nessuno.