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Esercitazione di Contabilità Analitica: Analisi dei Costi e del Budget, Dispense di Programmazione e controllo

Integra appunti presi a lezione, esercizi e materiale delle slide.

Tipologia: Dispense

2020/2021

In vendita dal 19/05/2022

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PROGRAMMAZIONE & CONTROLLO
IL RUOLO DEI SISTEMI DI P&C IN AZIENDA:
I sistemi di P&C vigono laddove l’azienda  gestita secondo una logica razionale anticipatoria, non
giorno per giorno. Sono processi, sistemi organizzativi, sistemi di supporto di un’azienda e il fine 
perseguire una gestione delle scelte più efficienti, efficaci e produttive per ottenere ottimi risultati futuri.
- Approccio day by day: consiste nel risolvere i problemi ogniqualvolta si verificano, senza poterli
anticipare. È destrutturato: i processi in azienda non sono formalizzati. C’ un forte accentramento del
potere decisionale in una sola persona: baricentrato alla figura dell’imprenditore e non esiste la delega
delle decisioni. Le decisioni sono riferite a problemi o opportunità che si presentano. È un approccio
imprenditoriale, legato alla creatività. Molto comune in Italia. È reattivo, perché non appena si
presentano i problemi, tento di risolverli: approccio non formalizzato ma reattivo.
- Approccio razionale anticipatorio: obbliga a cogliere preventivamente le opportunità del mercato e a
neutralizzare le minacce prima ancora che si presentino. Si è attivi rispetto al mercato: è un approccio
proattivo. È basato sulla delega del potere decisionale: decidono più persone, che necessitano di
coordinamento, ovvero di approccio manageriale. Basato sul fatto che varie persone decidono a vari
livelli, delega del potere decisionale su più livelli CDR (centro di responsabilità). È proattivo, strutturato
e razionale, basato sull’evidenza delle informazioni che vengono da una serie di strumenti.
L’attivit di direzione d’impresa si compone di tre attivit complementari:
1. Pianificazione Strategica: fase in cui vengono definite le finalit dell’organizzazione e le linee
guida per il loro raggiungimento, quindi la meta ultima, si definisce la strategia aziendale competenza
del top management (orizzonte temporale di lungo termine);
2. Controllo Direzionale*: fase in cui vengono individuate le modalit attraverso le quali raggiungere
gli obiettivi strategici e vengono realizzate le azioni a tal fine prescelte. Il percorso stesso, controllo in
itinere, si colloca ad un livello intermedio tra le due;
3. Controllo Operativo: fase di pi basso livello,  l’insieme di attivit volte a verificare che certi
compiti specificatamente attribuiti vengano eseguiti in modo efficace ed efficiente - competenza dei
manager delle varie aree.
*Finalit del controllo direzionale offrire un contributo indispensabile a:
- Controllo Economico: capacit di valutare i risultati economici nelle diverse aree di
produttivit/attività o dei vari step del processo produttivo.
PS: I sistemi di PC aiutano per capire meglio i meccanismi spezzando la complessit organizzativa:
permettono di disaggregare il risultato economico generale in altri parziali, ottenuti in riferimento a
diverse linee di prodotto, o diversi mercati (dunque in diverse unit).
- Controllo Esecutivo: valutazione della performance dei risultati raggiunti dalle aree di responsabilit
nell’azienda (contributo dei singoli manager), verifica coerenza di comportamenti e risultati raggiunti.
- Processo Decisionale: aiuta i manager nelle previsioni e a conoscere gli obiettivi strategici.
- Motivazione e Clima Organizzativo: favoriscono la meritocrazia evitando conflitti tra diversi
obiettivi parziali allocando le risorse e valutando le performance in maniera oggettiva.
I sistemi di PC assumono importanza in determinati contesti aziendali: nelle aziende articolate pi
complessamente con diverse aree di affari o con numerose aree di responsabilit. Servono a spezzare
tale complessit organizzativa. Inoltre, sono importanti laddove le risorse sono scarse per sfruttarle al
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PROGRAMMAZIONE & CONTROLLO

IL RUOLO DEI SISTEMI DI P&C IN AZIENDA:

I sistemi di P&C vigono laddove l’azienda è gestita secondo una logica razionale anticipatoria, non giorno per giorno. Sono processi, sistemi organizzativi, sistemi di supporto di un’azienda e il fine è perseguire una gestione delle scelte più efficienti, efficaci e produttive per ottenere ottimi risultati futuri.

  • Approccio day by day: consiste nel risolvere i problemi ogniqualvolta si verificano, senza poterli anticipare. È destrutturato: i processi in azienda non sono formalizzati. C’è un forte accentramento del potere decisionale in una sola persona: baricentrato alla figura dell’imprenditore e non esiste la delega delle decisioni. Le decisioni sono riferite a problemi o opportunità che si presentano. È un approccio imprenditoriale, legato alla creatività. Molto comune in Italia. È reattivo, perché non appena si presentano i problemi, tento di risolverli: approccio non formalizzato ma reattivo.
  • Approccio razionale anticipatorio: obbliga a cogliere preventivamente le opportunità del mercato e a neutralizzare le minacce prima ancora che si presentino. Si è attivi rispetto al mercato: è un approccio proattivo. È basato sulla delega del potere decisionale: decidono più persone, che necessitano di coordinamento, ovvero di approccio manageriale. Basato sul fatto che varie persone decidono a vari livelli, delega del potere decisionale su più livelli CDR (centro di responsabilità). È proattivo, strutturato e razionale, basato sull’evidenza delle informazioni che vengono da una serie di strumenti. L’attività di direzione d’impresa si compone di tre attivit à complementari:
  1. Pianificazione Strategica : fase in cui vengono definite le finalità dell’organizzazione e le linee guida per il loro raggiungimento, quindi la meta ultima, si definisce la strategia aziendale competenza del top management (orizzonte temporale di lungo termine);
  2. Controllo Direzionale* : fase in cui vengono individuate le modalità attraverso le quali raggiungere gli obiettivi strategici e vengono realizzate le azioni a tal fine prescelte. Il percorso stesso, controllo in itinere, si colloca ad un livello intermedio tra le due;
  3. Controllo Operativo : fase di più basso livello, èl’ insieme di attività volte a verificare che certi compiti specificatamente attribuiti vengano eseguiti in modo efficace ed efficiente - competenza dei manager delle varie aree. ***** Finalità del controllo direzionale è offrire un contributo indispensabile a:
  • Controllo Economico : capacità di valutare i risultati economici nelle diverse aree di produttività /attività o dei vari step del processo produttivo. PS : I sistemi di PC aiutano per capire meglio i meccanismi spezzando la complessità̀ organizzativa: permettono di disaggregare il risultato economico generale in altri parziali, ottenuti in riferimento a diverse linee di prodotto, o diversi mercati (dunque in diverse unit à).
  • Controllo Esecutivo: valutazione della performance dei risultati raggiunti dalle aree di responsabilità nell’azienda (contributo dei singoli manager), verifica coerenza di comportamenti e risultati raggiunti.
  • Processo Decisionale : aiuta i manager nelle previsioni e a conoscere gli obiettivi strategici.
  • Motivazione e Clima Organizzativo : favoriscono la meritocrazia evitando conflitti tra diversi obiettivi parziali allocando le risorse e valutando le performance in maniera oggettiva. I sistemi di PC assumono importanza in determinati contesti aziendali: nelle aziende articolate più complessamente con diverse aree di affari o con numerose aree di responsabilità. Servono a spezzare tale complessità̀ organizzativa. Inoltre, sono importanti laddove le risorse sono scarse per sfruttarle al

meglio; sono rilevanti dove l’ambiente competitivo è dinamico e crea instabilità̀ ; nelle aziende con gestioni per obiettivi con delega ai diversi livelli (MBO). Il ruolo del controller si è evoluto nel tempo: da colui che controllava solo i conti, fino ad un ruolo che si avvicina alla gestione. Si compone di una dimensione Strutturale-Organizzativa e di una dimensione Tecnico-Contabile, detta struttura Informativa, che è l’insieme di strumenti che forniscono al sistema stesso le informazioni utili al funzionamento: permette di pianificare gli obiettivi strategici di lungo termine. Per fare ciò̀ la base informativa si compone di:

  1. Contabilit à Generale : misura il valore degli scambi tra impresa e terzi;
  2. Contabilit à Analitica : ragiona sui valori della contabilità generale ma li spezza e li riaggrega in relazione ad oggetti di calcolo differenti;
  3. Budget: rappresenta l’espressione economico-finanziaria dei programmi d’azione aziendali disaggregati fino ad arrivare alle unità organizzative elementari;
  4. Sistemi di Reporting : consente un confronto organico ed analitico tra obiettivi predefiniti e risultati ottenuti, serve per monitorare sistematicamente la rotta. L’ultima dimensione è quella Processuale, attraverso il quale il sistema di PC opera. Per funzionare bene necessita di un delicato e complesso processo di quattro fasi principali:
  5. Programmazione: si definiscono i programmi d’azione coerenti con gli obiettivi strategici;
  6. Formulazione del Budget : fase in cui i programmi d’azione vengono tradotti in termini economico-finanziari per verificarne l’attendibilità̀ tecnica, economica e finanziaria;
  7. Svolgimento attività misurazione : le attività programmate vengono attuate;
  8. Reporting e Valutazione : si confrontano sistematicamente gli obiettivi raggiunti con i risultati programmati con definizione di interventi correttivi. Gli attori del controllo direzionale sono dunque: top management; titolari di CDR: stabiliscono i programmi d’azione, si assumono le responsabilit à; collaboratori dei responsabili di centro; controller. COSTI E DECISIONI: CONTROLLO DI GESTIONE A SUPPORTO DEL PROCESSO DECISIONALE: una delle finalità è il supporto al processo decisionale. Infatti, forniscono ai manager le opportune informazioni di natura economico-finanziaria sulla base delle quali possono prendere decisioni, per raggiungere miglior equilibrio reddituale possibile. Forniscono informazioni riguardanti ricavi e costi essenziali per comprendere la natura di determinate scelte. Insistono sul lato dei costi in quanto la disponibilità̀ di informazioni a riguardo è critica e complessa, mentre la misurazione dei ricavi risulta più semplice. CLASSIFICAZIONE DEI COSTI : i costi si possono intendere e classificare in diversi modi. Costo di un Bene/Servizio: richiama il valore monetario delle risorse consumate nello svolgimento delle attività che hanno reso disponibile il bene/servizio. Si tratta di un livello di informazione di costo più alto che si rifa’ ad un oggetto di calcolo : qualsiasi livello di analisi verso il quale si focalizza l’interesse del management e verso il quale è necessario misurare qualsiasi relativo costo. Tre principali criteri di classificazione dei costi , in relazione a: livello di attività dell’impresa; diversi oggetti di calcolo prescelti; esigenze di controllo direzionale. a) LIVELLO DI ATTIVITA’ DELL’IMPRESA : questa classificazione dipende da come le diverse classi di costo si comportano al variare di livelli di attività dell’impresa (= volumi di produzione dell’azienda espressi in unità di prodotti). Possiamo distinguere tra:
  • Costi Variabili : si definiscono come quei costi che manifestano una relazione di proporzionalità̀ diretta nel loro ammontare complessivo rispetto al volume di attivit à (= variano in modo direttamente proporzionale a fronte di variazioni dell’attività produttiva) --> es. MP, semilavorati, costo delle lavorazioni esterne, dell’energia elettrica, della manodopera diretta, provvigioni.
  • Costi Comuni: si definiscono quei costi che presentano una relazione indiretta e mediata rispetto a predefiniti oggetti di calcolo = risultano ad essi attribuibili solo attraverso l’impiego di opportune ipotesi di ripartizione, si tratta di imputazione indiretta (= si deve identificare una variabile). Es****. ammortamento macchinario usato per stampare due collane di libri con OdC la collana di libri, il costo sarà comune alle due linee e si può spartire/imputare usando una base di ripartizione, ad esempio le ore macchina. NB: Un OdC molto importante è la singola unità di prodotto. Si usa una terminologia specifica di classificazione dei costi: non si usa più la distinzione tra CS e CM ma tra diretti e indiretti. - I Costi Diretti sono quei costi relativi a fattori di produzione che presentano una relazione immediata e diretta con la singola unit à di prodotto/servizio e che a questa possono essere oggettivamente attribuiti ( es. materie prime, di consumo, provvigioni, sconti, royalties); - I Costi Indiretti sono costi relativi a fattori di produzione che manifestano una relazione mediata con l’unità di prodotto/servizio, pur essendo riconducibili al processo di produzione dello stesso. L’attribuzione di questi costi comporterà̀ l’individuazione di appropriati criteri di ripartizione ( es. stipendi personale amministrativo, ammortamenti, utenze, promozione). c) ESIGENZE DI CONTROLLO DIREZIONALE: strumentali allo svolgimento di un’efficace attività di controllo le seguenti classificazioni di costo: - Costi Standard: configurazioni di costo-obiettivo che esprimono il consumo di risorse richiesto per il raggiungimento di definiti risultati. Si tratta di costi in logica previsionale, con un obiettivo di costo che l’azienda mira a raggiungere; Processo di determinazione dei CS: I costi standard hanno senso in aziende dai processi produttivi ripetitivi, dove sono individuabili le fasi individuali. La prima fase del processo consiste nell’analizzare le caratteristiche del processo produttivo. Nella seconda fase si determinano gli standard fisici (= si trovano nel documento chiamato distinta base e distinta cicli per manodopera diretta), che esprimono quanto prodotto ci aspettiamo di ottenere in ipotesi di efficienza standard, e monetari , che esprimono lo standard d’acquisto monetario per unità di fattore produttivo. Per ogni fattore produttivo diretto si calcola il costo unitario del fattore produttivo moltiplicando standard fisico x quello monetario. - Costi Effettivi: configurazioni di costo effettivamente sostenuto che esprimono a posteriori il valore consuntivo delle risorse utilizzate per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Un ultimo criterio per classificare i costi, strumentali allo svolgimento di un’efficace attività di controllo, distingue in Costi Controllabili , ovvero influenzabili da azioni e decisioni di chi ne ha la responsabilità , e Non Controllabili , cioè che non dipendono dalle decisioni di chi ne ha le responsabilit à in azienda. Subentra dunque il Principio di Controllabilità̀ , fondamentale nei meccanismi di delega e responsabilizzazione. Il concetto del principio di responsabilità dice che un manager può̀ essere considerato responsabile solo sulla base di obiettivi su cui ha influenza. ANALISI DIFFERENZIALE: GLI ALGORITMI OPERATIVI: analisi differenziale. Il sistema decisionale d’impresa. I manager, dopo aver ottenuto le informazioni dai sistemi di P&C, stabiliscono dei criteri per le decisioni d’azienda che hanno a che vedere con logiche di controllo operativo e direzionale. Con l’analisi differenziale di algoritmi operativi il focus è su scelte operative dove la strategia di lungo termine dell’azienda è fissa/costante e si tratta di scelte di breve termine. La Logica principale è dunque quella Differenziale , modalit à d’analisi dei dati a supporto dell’attivit à operativa che si sofferma solo sui dati differenziali.
  • Prendere una decisione d’impresa implica scegliere tra possibili corsi di azione alternativi futuri: si distingue tra decisioni di breve periodo ***** (operative) e di lungo periodo (strategiche). La logica secondo cui scegliere differirà̀ a seconda del contesto decisionale. Il criterio è applicare l’analisi differenziale per individuare l’alternativa più conveniente dal punto di vista economico-finanziario: il criterio decisionale è

la funzione di preferenza che orienta la scelta di operatori di impresa. Le decisioni sono tra loro legate in quanto finalizzate al raggiungimento dell’obiettivo generale e di obiettivi particolari d’impresa. ***** Le decisioni di breve periodo non vanno a modificare la capacit à produttiva e la struttura d’impresa. Queste decisioni riguardano le modalità di utilizzo di una capacità produttiva data. L’Analisi Differenziale : è una tecnica d’indagine che permette di orientare, nel breve periodo, la scelta tra corsi alternativi d’azione. Criterio che prende in considerazione solo i valori (costi e ricavi) differenziali, cioè la differenza tra i valori che caratterizzano i differenti corsi d’azione. Esempio : se devo scegliere tra due produttori per MP con preventivi diversi, ma uguale costi di trasporto, devo ignorare aspetti qualitativi e decidere in base ai preventivi, escludendo costi identici o costi storici che non sono differenziali: devo ragionare sulle differenze. Un valore per essere rilevante deve essere:

  1. Differenziale: valore che varia/differisce tra le varie alternative decisionali;
  2. Previsto Futuro: le decisioni che prendiamo influiscono sui risultati futuri, mentre i valori storici non sono di per sé rilevanti (sunk cost), possono solo costruire una base di riferimento. Possiamo avere due tipologie di valori differenziali:
  • Valore Emergente : valore che emerge passando da un’alternativa decisionale ad un’altra;
  • Valore Cessante : valore che viene meno passando da un’alternativa decisionale ad un’altra. Sono ricavi, CV e CFS (eliminabili) mentre i CFC non hanno rilevanza perché sono sempre non eliminabili. Def : Il criterio decisionale dell’analisi differenziale individua come alternativa preferibile quella che massimizza il risultato economico d’azienda nel breve periodo, cioè̀ l’alternativa più conveniente dal punto di vista reddituale. Ma l’analisi differenziale è fondata esclusivam ente sulla valutazione comparata di informazioni quantitativo-monetarie. Le decisioni aziendali vengono assunte integrando i dati economici con considerazioni di impatto strategico, competitivo, organizzativo, commerciale delle varie alternative. Anche le decisioni operative hanno degli impatti che non possono essere espressi in termini economico-finanziari di natura etica, strategica e qualitativa. Logiche/Contesti decisionali di scelte operative (alcune decisioni di breve periodo):
    • Continuare a produrre o eliminare una linea di prodotto?
    • Eliminare un prodotto utilizzando la CP liberata per aumentare la produzione di un altro prodotto?
    • Accettare o no una commessa esterna?
    • Make or buy?
    • Come determinare il programma di produzione più conveniente in presenza di un vincolo? 1. Valutazione di Convenienza Economica: quando è conveniente svolgere l’attività di produzione e vendita di un prodotto? La logica di partenza è differenziale: la condizione alla convenienza di mantenere attiva una linea di prodotto è che il MdC Un sia positivo. Infatti, non conviene produrre/vendere un prodotto se il suo MdC Un è negativo in quanto ogni unità aggiuntiva prodotta genera una perdita incrementale. Tuttavia, non conviene produrre/vendere un prodotto se MdC I° totale è inferiore ai CFS eliminabili: MdC Un > 0 non significa che la linea sia per forza conveniente, bisogna confrontare MdC totale di primo livello con eventuali costi cessanti (CV e CFS eliminabili). Solo se il MdC cessante è negativo, conviene l’eliminazione: se il beneficio (= CFS eliminabili) è maggiore del sacrificio (= MdC I Tot) allora conviene tagliare quella linea, eliminare. Se i CFS non esistono o sono eliminabili (= MdC I Tot > CFS eliminabili), conviene mantenere.

Devo confrontarlo col MDC emergente da incremento di Y (H MOD liberate da X = 1.140 e maggiori volumi producibili di Y = 4.560). MDC unitario su unità incrementali di Y è dato dal prezzo meno la somma delle altre voci, oppure dal MdC I più le provvigioni = 21. MDC I totale emergente è 95.760 da cui sottraggo i CF emergenti (supervisore e riattrezzaggio) e risulta essere 15.760 (= margine emergente netto). Il margine cessante netto (MdC I tot “perso”) è > del margine totale emergente quindi non conviene. Il risultato emergente complessivo è dato dal margine emergente – m. cessante.

  1. Accettare o no una commessa nel caso di capacità produttiva abbondante?
  • Conviene accettare una commessa quando il MdC unitario garantito da ogni unità di prodotto è positivo: P unitario > CV unitario. In caso contrario, si rinuncerebbe ad un MdC positivo, continuando a sostenere gli stessi CF. Nel caso in cui emergono CFS di commessa, per rendere conveniente l’accettazione deve verificarsi la condizione: MdC I Tot – CFS > 0.
  • Una commessa consiste in un ordine speciale che esula dalle attività del programma di produzione standard, un nuovo ordine da un potenziale cliente: è conveniente accettare o meno? Il fatto che l’azienda disponga di CP abbondante significa che può portare avanti sia il programma di produzione previsto a budget sia l’ordine speciale, senza sacrificare produzione standard. PS : costi emergenti = costi variabili o, a volte, fissi specifici, vanno considerati per verificare convenienza - > devo ottenere un margine positivo emergente.
  • È conveniente se il prezzo proposto dal cliente è maggiore del costo variabile unitario che l’azienda deve sostenere per evadere l’ordine dunque non devono esserci CFS emergenti. NB : se il prezzo di vendita è > del CV unitario è conveniente, se invece tale ordine prevede CFS emergenti la condizione diventa che i ricavi dell’ordine siano > dei costi emergenti. Molto spesso i costi fissi possono non essere differenziali, in tal caso non vanno presi in considerazione. Esercitazione MAPPA, divisione 1 – Accettazione di Commessa : Testo: La Mappa S.p.A. è una media impresa che produce mappe cartografiche per musei. Nella Divisione Uno si producono tre tipologie di prodotto che sono rispettivamente: 1) mappe per bambini; 2) mappe per collezionisti; 3) mappe standard. La politica delle scorte dell’azienda prevede che le rimanenze iniziali di prodotto finito siano uguali alle rimanenze finali (= in ciascun periodo, tutto ciò che viene prodotto viene anche venduto, stessi volumi di vendita). Primo trimestre del 2020, valori previsionali ottenuti anche dalla distinta base e dall’analisi dei cicli di lavorazione: Tabella 1 : Bambini – Collezionisti – Standard (= costi variabili, si ragiona a livello unitario): - Dati Commerciali:
    • Fatturato totale (€): 1.800.000 - 862.500 – 571.
    • Prezzo-ricavo unitario (€/unità di prodotto): 45 - 57,5 – 51 (= prezzo di vendita)
    • Provvigioni (% del prezzo-ricavo unitario): 2% - 2% - 2% - Dati di Produzione :
    • Standard fisico unitario materie prime (kg/unità di prodotto): 12,00 - 9,00 – 10,
    • Prezzo-costo standard materie prime (€/kg): 1,50 – 1,80 – 2,
    • Materiali di consumo unitari (€/unità di prodotto): 0,10 – 0,12 – 0,
    • Standard unitario MOD (ore/unità di prodotto): 0,09 – 0,22 – 0,
    • Costo orario MOD (€/ora): 15,
    • Materiali di confezionamento (€/unit à di prodotto): 1,00 – 1,50 – 1, Tabella 2 (valori in €): Bambini – Collezionisti – Standard – Totale (= costi fissi, a livello complessivo):
  • Ammortamento attrezzature: 19.500 – 20.000 – 17.000 – 56.
  • Supervisore di linea: 22.000 – 24.000 – 29.000 – 75.
  • Pubblicità e promozione: 15.700 – 18.000 – 21.000 – 54.
  • Ammortamento macchinario confezionamento: 4.950 – 4.950 – 3.600 – 13.
  • Direttore di produzione: 18.150 – 18.150 – 13.700 – 50.
  • Stipendi (parte fissa) agenti commerciali: 15.500 – 15.500 – 11.500 – 42.
  • Costi generali e amministrativi: 24.200 – 24.200 – 18.100 – 66. Sono note, inoltre, le seguenti informazioni: a) le fasi di produzione (cui sono riferiti gli ammortamenti attrezzature = costi specifici) si svolgono per ciascun prodotto in un reparto dedicato, ognuno seguito da un proprio supervisore di linea (= costo specifico). Per il confezionamento (= costo comune) i tre prodotti vengono in seguito inviati ad un unico macchinario. Tutta la produzione si svolge nel medesimo stabilimento; b) i costi generali e amministrativi si riferiscono alla Direzione generale e ad uffici amministrativi centrali aziendali; il valore esposto in Tabella 2 riporta la quota di tali costi divisionali imputata alle linee di prodotto (= quota di costi comuni). Le attività di pubblicità e promozione si riferiscono ad attività di promozione di tutte e tre le linee di prodotto ed i valori 2 sono indicativi della quota imputata alle linee stesse. Domanda 1 : L’azienda riceve un ordine straordinario/non previsto del prodotto mappe standard pari a 2. unità. La divisione Uno ha complessivamente a disposizione 9.000 ore di MOD nel trimestre considerato. Calcolare la quantità del prodotto mappe standard che è possibile e conveniente accettare rispetto a tale ordine sapendo che è possibile accettarlo anche parzialmente (non abbastanza MOD libere).
  • Innanzitutto, bisogna calcolare il MDC U (per verificare che le linee di prodotto siano adeguate, ovvero > 0) per tutte e tre le linee di prodotto. Il prezzo è il prezzo di vendita mentre il costo delle MP è dato dal prodotto tra standard fisico e standard monetario. Il costo della MOD è dato dal prodotto tra standard fisico unitario MOD e costo orario. Le provvigioni sono per ciascuna linea il 2% del prezzo quindi 0,02 moltiplicato al prezzo di vendita. I costi di confezionamento sono un dato già presente. Il costo variabile unitario è la somma di tutti questi valori per ciascuna linea: 21.35 – 22.27 – 24.89. Il MDC u I dunque è pari al prezzo meno il CV unitario = 23.65 – 35.23 – 26.11.
  • A questo punto, dobbiamo cercare di capire se sia conveniente accettare l’ordine verificando le ore MOD libere, trovando quelle occupate per la produzione standard. Le ore H MOD occupate per la produzione standard si trovano moltiplicando lo standard fisico unitario MOD per il volume di produzione/vendita, dato da fatturato diviso prezzo di vendita. Le ore disponibili totali nel trimestre sono 9000 mentre le occupate totali sono 8,580 e quindi le H MOD libere per la commessa sono 420. Le H MOD necessarie per la commessa si trovano con 2500 unità (= unità richieste) moltiplicate per 0,15 (= standard fisico), ovvero 375 totali < 420 = le ore sono abbastanza e quindi è possibile accettare la commessa in toto.
  • Il margine emergente sarebbe dato dai ricavi emergenti – i costi emergenti (= CV, non sembrano esserci CF emergenti). L’MDC u I standard è pari a 26.11, se lo moltiplico per le mappe che produco per la commessa (= 2500 unità) ottengo che in totale accettare la commessa mi produce un margine emergente positivo di 65,275.00 (= risultato operativo incrementale) e quindi la commessa è fattibile e conveniente. Domanda 2 : Un potenziale cliente propone all’azienda una commessa per la produzione di 4.500 unità del prodotto mappe per bambini che può̀ essere accettata solo interamente. Il prezzo di acquisto unitario per prodotto proposto da parte del cliente è di 42 euro. In caso di accettazione il supervisore della linea passerebbe da un regime lavorativo a tempo parziale a tempo pieno con conseguente incremento del 30% del suo stipendio. Sarebbe, inoltre, richiesta una manutenzione straordinaria alle attrezzature dal costo di 7.000 euro. Le spese di trasporto, stimate complessivamente in 10.000 euro, sarebbero a carico della Mappa S.p.A. per una percentuale del 30% mentre il resto delle spese ricadrebbe sul cliente. Sulla nuova commessa non sono applicate le provvigioni di vendita. Sapendo che le ore MOD disponibili nel trimestre sono complessivamente 9.000, conviene accettare la nuova commessa? Riferimento solo a tabelle.
  • Il cliente speciale fa un ordine straordinario: ci chiede di vendere 4.500 unità a 42 euro anziché 45, e ci porterebbe ad aumentare lo stipendio del supervisore. Noi abbiamo già occupate 8,580.00 ore e quindi libere 420 ore. Il primo punto è capire quante ore ci servono, ovvero quanta capacità produttiva disponibile
  • Stipendio supervisore: 45.000 € (CF)
  • Ammortamenti macchinari: 68.000 € (CF) Un fornitore esterno si offre di fornire l’intera produzione del componente X al prezzo di 20 €/u. Nel caso di acquisto dal fornitore esterno: a) la MOD verrebbe utilmente reimpiegata su altre produzioni (MOD sempre valore/costo differenziale); b) l’attività di confezionamento resterebbe a carico di Alfa S.p.A. (sia make che buy, valore neutro, differenziale solo se non specificato diversamente come in questo caso); c) i macchinari resterebbero inutilizzati (sia make che buy, costo non differenziale, lo diventano solo se riutilizzabili per esempio con canone di affitto annuo); d) il supervisore (costo differenziale del make) verrebbe assunto dal fornitore; e) Alfa S.p.A. dovrebbe farsi carico dei costi amministrativi e di trasporto, pari a 25.000 € (valore differenziale emergente rilevante da considerare nel buy); f) le MP non le sosteniamo più come costo (è assente un’informazione a riguardo). Da un punto di vista economico, conviene o non conviene accettare l’offerta del fornitore esterno? Quale prezzo di acquisto dal fornitore esterno renderebbe le due alternative indifferenti? Soluzione: Devo suddividere in colonne tutti i costi relativamente in Make e Buy, a seconda che siano emergenti o cessanti. I costi make cessanti differenziali, che risparmio se passo al buy: MP, MOD, energia elettrica + supervisore (= CF cessanti che vengono meno). I costi buy emergenti differenziali: costo d’acquisto + costi emergenti amministrativi. Dunque risparmio 25,000 per vederne emergere 225,000, cioè il make costa 212,000 mentre il buy 225,000 = in termini differenziali non conviene assumere il buy che mi costerebbe 13,000 euro in più del make.
  • Il prezzo P di equi-convenienza (= prezzo tale per cui il make costa quanto il buy) moltiplicato per i volumi di vendita più i CF del buy fornisce un costo d’acquisto dal fornitore esterno pari ai costi del make = 212,000. Se lo sottraggo ai costi emergenti amministrativi e divido tutto per 10,000 ottengo 18,700 = le due alternative così costano uguale. ***** Per prezzo di acquisto si intende il costo variabile unitario del Buy nel caso del make e viceversa.
  • La convenienza relativa deriva dai volumi di riferimento: sia il Make che il Buy hanno una componente di costi differenziali variabili. Bisogna capire qual è il volume di riferimento di equi-convenienza tra make o buy, impostando un’equazione di primo grado dove si equiparano il totale costi make e buy per l’incognita V. Vi è infatti un volume di equi-convenienza , perché su un volume più ridotto potrebbe essere più conveniente il buy, dato da: volumi di vendita per 20 più 25,000 (= costi del buy) = volumi di vendita per 16,7 (= CV differenziale del make) più 45,000 (= stipendio). Risolvendo si ottiene 6,060.61. Se lo moltiplico per 20 (= prezzo d’acquisto) e lo sommo a 25,000 si trova un costo del buy di 146,212 = costo del make per volumi di 6,060.61 (= 16.7 + 45,000). Si può trovare anche dividendo a numeratore la differenza tra i costi fissi del buy meno quelli del make e a denominatore la differenza tra i costi fissi del make meno quelli del buy.
  • Costi del Buy = prezzo d’acquisto (= 20xV) + volumi; Costi del Make = importo unitario (somma di costi fissi = 167.000 da dividere perché sono 10.000 unità = 16.7). 5. Come determinare il programma di produzione più conveniente in presenza di un vincolo?
  • SI ragiona ora su decisioni di natura operativa con limitazioni/vincoli in termini di capacità produttiva, ovvero fattori di produzione disponibili in quantità limitata o scarsa, che limitano i quantitativi di produzione interna. La domanda sul mercato è maggiore della nostra CP. Occorre stabilire come assegnare il fattore produttivo scarso alle linee di produzione = qual è il mix di produzione ottimale? In quali linee conviene assegnare più fattori possibili perché favorite o più convenienti?
  • In presenza di vincoli, il giudizio di convenienza economica su un prodotto non deve fondarsi sulla semplice valutazione del MdC, ovvero sul MdC ottenibile sfruttando al meglio il fattore scarso identificato come vincolo. La convenienza relativa delle diverse linee non è dato dal MdC I u ma da quella che da’ il maggior MdC per ogni unit à di fattore produttivo scarso consumato per H MOD: MdC Unitario (euro/unità) / Standard Fisico Unitario (H MOD/unità)

Esempio : In un esercizio con tre macchinari e linee di produzione, calcolo l’MDC I u di tutti i prodotti, che deve essere > 0, e verificare che esista il vincolo. Quella che fa rendere di più il margine, e a cui vanno dedicati più fattori perché più conveniente, è quella che dividendo MdC e StdFisU porta ad ottenere un numero maggiore = si individua il prodotto che massimizza il rendimento del fattore scarso. Così si comprende cosa posso offrire in risposta alla domanda del mercato, che non sarà soddisfatto completamente, investendo maggiormente nella linea produttiva più conveniente. Esercitazione GDM Manifatture Spa – Convenienza con Vincolo + full costing: Testo : Il Direttore Generale della GDM Manifatture, azienda che produce componenti per macchine utensili, è alle prese con decisioni di particolare rilievo. Il Controller aziendale ha fornito la tabella del budget dei costi di produzione dei tre componenti (X, Y e Z) che si ipotizza di produrre e vendere nel trimestre successivo: TABELLA 1 - COSTI INDUSTRIALI X Y Z Volume di produzione (unità) 10.000 15.000 5. Costo unitario materie prime (€/unità) 60,00 75,00 10, MOD std fisico unitario (ore/unità) 3,20 5,60 2, MOD prezzo-costo std (€/ora) 24,00 24,00 24, Costi fissi industriali specifici unitari (€/unità) 18,00 35,00 15, Costo fissi industriali comuni unitari (€/unità) 9,00 15,50 7, L’azienda utilizza un sistema di contabilità analitica a full costing su base multipla. I CFC industriali sono imputati sulla base delle ore macchina utilizzate dalle tre linee; i valori unitari dei costi fissi sono calcolati con riferimento ai volumi di produzione attesi. I volumi di produzione, realizzati su ordinazione, coincidono con i volumi di vendita. Sono, inoltre, disponibili le informazioni sull’area amministrativa e commerciale: TABELLA 2 - DATI COMM. E AMM. X Y Z Prezzo-ricavo unitario (€/unità) 210 350 140 Provvigioni (% sul prezzo-ricavo) 5% 5% 5% Costi commerciali fissi specifici unitari (€/unità) 5,10 7,50 2, Costi commerciali fissi comuni unitari (€/unità) 10,00 14,00 6, Costi amm. e gen. comuni unitari (€/unità) 18,00 35,00 15, Domanda 1 : Si ipotizzi che per il trimestre in oggetto uno sciopero del personale limitato a 100.000 le ore MOD disponibili; quale sarebbe il programma di produzione ottimale? Si ipotizzi che non è possibile: esternalizzare la produzione di nessun prodotto; assumere personale; modificare la politica delle scorte. Soluzione: Bisogna verificare che ci si trovi in presenza di un vincolo (= abbiamo bisogno di più ore di quelle disponibili). A questo punto bisogna calcolare l’ordine di priorità , ovvero il MdC I unitario di ciascuna linea e poi dividerlo per lo Standard Fisico Unitario. Trovo il costo delle MP, che è 60, poi MOD e provvigioni così da ottenere MdC I unitario. In seguito trovo le ore MOD: il totale di H MOD necessarie è 128.500 ma quelle disponibili sono 100.000 quindi siamo in presenza di un vincolo. A questo punto, calcolo MdC unitario per ogni linea di prodotto e calcolo l’ordine di priorità dividendo MdC u con le H Mod. Infine, divido MdC u con Std Fisico MOD e ottengo che la linea più conveniente è quella con il risultato maggiore, ovvero la linea Z. Si ricalcola quindi il programma di produzione ottimale dando priorità alla linea Z: si producono tutte le 5.000 unità di volume di Z consumando le 12.500 ore necessarie, poi tutte quelle di Y consumando le ore necessarie, e infine rimangono solo 3500 ore per X, producendo quindi solo 1.093 unità di X nelle restanti ore. Esercitazione Umberto Edizioni Musicali S.r.l – Convenienza di Accettazione + Vincolo: Testo: La Umberto I Edizioni Musicali s.r.l. è specializzata nella produzione di raccolte di musica classica. I dati delle linee prodotte e commercializzate sono indicati nella tabella seguente:

  • Prezzo Unitario (€/u): 35,00 – 55,
  • Materie Prime (€/u): 12,00 – 14,
  • Standard fisico MOD (h/u): 0,40 – 0,
  • Costo orario MOD (€/h): 45,

Dati : Unitario (a replica) – Totale (10 repliche):

  • Materiali Vari: 340 – 3.
  • Compensi attori: 2.520 – 25.
  • Altri costi variabili di produzione: 150 – 1.
  • Costi variabili commerciali: 460 – 4.
  • Costumi: - 6.900 (CF differenziale)
  • Ammortamenti attrezzature di scena: - 8.400 (CF)
  • Regia: - 5.700 (CF)
  • Pubblicità: - 7.400 (CF)
  • Personale di Sala: - 8.800 (CF)
  • Assicurazioni: - 2.600 (CF)
  • Canoni di locazione allocati: - 700 (CF)
  • Costi generali allocati: - 8.200 (CF)
  • Totale: 83. Domanda 1 - Una compagnia indipendente si è offerta di produrre lo spettacolo ad un prezzo-costo pari a 5.400 euro a replica. Si valuti la convenienza economica dell’offerta avendo presente le informazioni: a) i materiali vari fanno riferimento al costo di materiali di consumo (= materiali di scena, make-up degli attori) che si prevede sarebbero utilizzati per realizzare la produzione teatrale internamente; b) i compensi degli attori fanno riferimento alla retribuzione degli attori che potrebbero essere utilmente impiegati in altre produzioni teatrali; c) gli altri CV di produzione si riferiscono a spese per servizi (= pettinatura e trucco degli attori) che sarebbe necessario sostenere nel caso di produzione interna; d) i CV commerciali si riferiscono a provvigioni pagate a rivenditori nella misura del 5% sul prezzo di vendita; e) i costumi, che Il Burlo dovrebbe realizzare appositamente in caso di produzione interna dello spettacolo, non potrebbero poi essere riutilizzati per altre produzioni – sono differenziali; f) gli ammortamenti si riferiscono ad attrezzature di scena di proprietà de Il Burlo e sono imputati ad ogni singola produzione in base al numero di giorni di messa in scena – non sono differenziali; g) i costi di regia si riferiscono alla quota parte dello stipendio del regista e dei suoi collaboratori che potrebbero essere impiegati in altre produzioni teatrali; h) i costi di pubblicità si riferiscono a locandine e materiale pubblicitario che sarebbe appositamente predisposto per lo spettacolo oggetto di analisi; i) i costi del personale di sala (hostess, controllori, vigilanza) nel caso di esternalizzazione resterebbero a carico de Il Burlo; l) i costi di assicurazione a carico de Il Burlo si ridurrebbero complessivamente del 30% nel caso di esternalizzazione; m) i canoni di locazione si riferiscono alla quota parte dell’affitto pagato per l'edificio che ospita l'intero teatro – non sono costi differenziali. Il costo è imputato ad ogni singola produzione in base al numero di giorni di messa in scena; m) i costi generali allocati, riferiti a costi amministrativi e di direzione generale dell'azienda, sono imputati sulla base del fatturato realizzato dalla singola di produzione; n) I Burattinai dovrebbero sostenere costi di trasporto a proprio carico quantificati in 240 euro per replica – sono costi pagati dal fornitore; o) il Burlo dovrebbe sostenere costi incrementali a carattere amministrativo pari a 1.600 euro – sono costi differenziali del buy. Soluzione: I CV di produzione (= cessanti, del make, che produco internamente ma posso evitare se produco all’esterno) sono in totale 30.100 (sommo le prime tre voci della tabella). I CV di acquisto (del buy) sono dati dal prodotto tra le 10 repliche e 5.400 euro a replica, ovvero 54.000, che risulta essere > del risultato del make ma il buy consente un risparmio su altri CF del make (regia, costumi, assicurazioni (30% di 2.600 = 780)). I costi amministrativi incrementali del buy sono 1.600. Complessivamente, il make costa 43.480 e il buy 55.600 quindi conviene realizzare internamente la produzione. I costi non differenziali sono quelli commerciali, gli ammortamenti, i canoni di locazione, la pubblicità, le spese di trasporto… hanno uguale importo sia nel make che nel buy. Domanda 2 - Procedete alla determinazione: del volume di attività (numero di repliche) che renderebbe l’alternativa MAKE indifferente rispetto all’alternativa BUY; del prezzo di acquisto dal fornitore esterno che renderebbe l’alternativa MAKE indifferente rispetto all’alternativa BUY. Soluzione:
  • Se per 10 repliche conviene il make, quale numero rende le due scelte indifferenti? Il buy è un sacrificio nel caso di volumi elevati ma se i volumi/numero di repliche sono minori potrebbe essere più conveniente. Trovo il volume di equi-convenienza. Considero i costi unitari (3010 e 5400). Devo impostare un’equazione dove il volume impatta sia il make che il buy: V x 3010 + 13380 (= somma di tutti i CF) = V x 5400 + 1600 (= CF del

buy che non dipendono dai volumi). Quindi V = (13380 – 1600) / (CV u del buy 5400 – 3010) = 4. 9288. Si ottiene lo stesso valore. Quindi con 4 repliche conviene il buy (con 5 conviene il make perché risulta <).

  • Il prezzo di equi-convenienza sarà più basso di 5400 e si trova con un’equazione (i costi del make sono da considerare fissi): P x 10 + 1600 (= totale costi del buy) = 43.480 (= costi del make) ovvero 4188. Domanda 3 - Il Burlo potrebbe riutilizzare gli attori e gli impianti lasciati liberi per produrre un nuovo spettacolo ad un prezzo di 43 euro a biglietto per 2.300 biglietti. I CV di produzione ammonterebbero complessivamente a 73.600 euro; si sosterrebbero costi commerciali per complessivi 6.000 euro; non vi sarebbero CFS incrementali/emergenti. Come cambierebbe la valutazione di convenienza economica? Soluzione: Se acquistando dall’esterno, la capacità produttiva libera/avanzata/inutilizzata può essere utilizzata in modo utile per un’altra produzione, allora il margine emergente su questa produzione va considerato come ricavo emergente e quindi come risparmio o minor costo del buy. Questa nuova produzione dovrebbe generare ricavi incrementali (43 euro x 2300 biglietti = 98.900) a fronte di CV di produzione incrementali (= 73.600) e costi commerciali (= 6000). Si generebbe un margine incrementale, un maggior ricavo, ottenibile se scegliamo per il buy, pari a 19.300 (è la sottrazione delle tre voci precedenti), da considerare come costo da aggiungere al totale del make o ricavo da sottrarre al totale del buy. Se lo sottraggo al totale del buy, ottengo il costo buy al netto del margine emergente che risulta essere pari a 36,300, e quindi è la scelta più conveniente perché è < del totale del make che è 43,480. LA BREAK- EVEN ANALYSIS = L’ANALISI COSTI-VOLUMI-RISULTATI (ANALISI DEL PUNTO DI PAREGGIO):
  • Interrogarsi su quale sia il livello/volume di attività in corrispondenza del quale si raggiunge il punto di pareggio tra perdite e utili, interrogarsi su quali siano i costi e i risultati ottenuti a ciascun volume di produzione, ovvero ricavi totali = costi totali. L’analisi costi volumi-risultati ha una finalità più ampia: può essere estesa per capire il volume di attività in corrispondenza del quale ottiene un determinato risultato economico desiderato = trovare un determinato livello di prodotto desiderato.
  • L’analisi di break-even si applica in particolare nella fase di start up di un’attività: bisogna analizzare e mettere in relazione tutti i costi (necessario classificare la struttura di CF e CV) e i volumi di attività così da poter prevedere risultati economici. È un modello a rappresentazione semplificata della realtà e si basa su ipotesi di lavoro utili per rendere la complessità aziendale maneggevole:
    • Nessuna variazione delle rimanenze di prodotti finiti (Q prodotte = Q vendute);
    • Linearità delle funzioni di costo e ricavo (rappresentate da rette con pendenza costante), cioè si ipotizza costanza dei prezzi costo, costanza dei prezzi ricavo (R = PxV), costanza dei livelli di efficienza, costanza dei costi fissi;
    • Le relazioni di linearità ipotizzate assumono significato solo se si considera un ambito temporale limitato e un ambito spaziale limitato = area di rilevanza. - Q BEP (= punto di pareggio): i ricavi (parte da 0 e ha una pendenza >) eguagliano i costi totali (divisi in CV e CF le cui curve sono parallele). Il conseguimento del Q Bep è influenzato dalla struttura dei costi aziendali: se ci sono molti CF è necessario coprirli, l’azienda è meno flessibile e risulta più difficile raggiungere il Q Bep.
  • Sezione verde = RE > 0 e Sezione rossa = RE < 0.
  • Manodopera Diretta (€/unità ): 0,9 – 1,
  • Provvigioni (% sul prezzo di vendita): 2% - 5% Si considerino, inoltre, le seguenti informazioni: a) per ogni linea di prodotto vengono utilizzati impianti e macchinari dedicati specificamente alla produzione di ciascuna linea. L’ammortamento relativo è pari a 3.000€/trimestre per la linea bevande gassate e 4.000€/trimestre per la linea succhi di frutta (CFS); b) il costo del personale addetto alla supervisione di una singola linea produttiva è pari a 14.000€/trimestre per la linea bevande e 15.000€/trimestre per la linea succhi (CFS); c) la politica di marketing prevede iniziative pubblicitarie dedicate ad entrambe per un costo complessivo di 27.000€ (CFC); d) costi di controllo qualità, imputati alle linee produttive in base alle ore/macchina, sono pari a 5.500€/trimestre per bevande e 4.500/trimestre per i succhi (CFC); e) costi amministrativi e generali divisionali pari a 20.000 euro (CFC). Sulla base delle informazioni sopra riportate: 1) si rediga il conto economico per determinare i MdC di I e II livello di singola linea ed il risultato complessivo divisionale; 2) si determini il punto di pareggio multi-prodotto (parziale e totale) in quantità̀ della divisione in presenza di un utile obiettivo pari a 80.000 euro. Soluzione :
  • Calcolo il MdC I u dato da prezzo – (MP – MOD – Provvigioni – CV unitario) per entrambe le linee e ottengo 3,78 e 5,60. Calcolo il CE divisionale: prima calcolo MdC I totale con ricavi (= prezzo x volumi di vendita), MP tot, MOD tot, Provvigioni tot e CV totali (= 104,160 è il totale) per poi sottrare i CFS totali e trovare il MdC II a livello di linea (= 68,160 è il totale). Infine, sottraggo al MdC II totale i CFC e trovo il margine divisionale, o MdC III (= 11,160). Sono tutti risultati positivi quindi siamo al di sopra del break-even.
  • Per trovare il punto di pareggio, e capire quanto siamo al di sopra del break-even, devo trovare il Q Bep parziale di copertura CFS per ciascuna linea = CFS / MdC I u. A questo punto, devo trovare il Q Bep parziale di copertura dei CFC in vari passaggi: prima si calcola la Marginalità Media, data da MdC I Totale (= 10 4.160) diviso Fatturato Totale (= 198.000), quindi pari a 0.5261 euro, e poi si calcola il Fatturato Obiettivo aziendale Totale, dato dalla somma di tutti i CFC e l’utile obiettivo tutto diviso Marginalità Media, quindi il risultato è pari a 260.426,27 euro. Riuscirò a ricavare un MdC pari a 137.000 euro, ovvero i CFC + il Risultato Obiettivo = è dunque il fatturato che mi permetterà di raggiungere un margine sufficiente a coprire tutti i CF e a generare un utile di 80.000 euro.
  • Se avessi dovuto trovare il volume delle linee di pareggio, il Fatturato Obiettivo sarebbe stato dato solo dalla somma dei CFC diviso la Marginalità Media. Bisogna trovare il volume, di produzione e vendita, parziale di ciascuna linea di pareggio e anche i quantitativi volumi a copertura di costi fissi comuni per la divisione nel complesso, ipotizzando di mantenere costante il mix di produzione e vendita. Calcolo la marginalità media rapportando MdC I Totale rispetto al Fatturato Totale e ottengo che in media il mix di vendita attuale dell’azienda genera per ogni euro di fatturato 0.5261 centesimi di MdC. Il livello di fatturato aziendale quindi è pari a 137.000 (dato da CFC (= 57.000) + Utile Obiettivo di 80.000) ma trovo il Fatturato Obiettivo Complessivo dividendo tutti i CFC e l’Utile obiettivo per la Marginalità Media (= 52%) = 260.426, euro. Spartiamo poi il FO sulle linee, sempre ipotizzando la costanza dell’incidenza % del fatturato di ciascuna linea su quello complessivo: prendo i ricavi/fatturato di linea di ciascuna linea e li divido col fatturato totale (= ottengo 36% e 64%). Quindi il FO che ciascuna linea deve raggiungere si trova applicando le %, appena ottenute, al Fatturato Complessivo aziendale: 94.700,46 e 165.725,81. A questo punto, il Q Bep parziale a copertura dei CFC sarà dato dal Fatturato Obiettivo di ciascuna linea diviso il loro prezzo di vendita e indica che per la prima linea dovrò vendere 15.783, 41 confezioni e per la seconda 13.810. Infine, trovo il Q Bep Totale dato dalla somma del Quantitativo parziale a copertura dei CFS e il Quantitativo a copertura dei CFC dunque complessivamente dovrò produrre e vendere 20.280,76 confezioni della prima linea e 17.203,34 della seconda linea. Analisi “WHAT IF ”: Variazione Costi Variabili: analisi effettuata se si modifica una sola variabile per volta, mentre le altre rimangono costanti. Cosa succede al modello del punto di pareggio?
  • Se c’è una variazione in aumento del CV unitario, il Costo Totale iniziale varia: la quantità di pareggio aumenta perché bisogna essere in grado di coprire tutti i costi, e raggiungere così il pareggio (servono più unità). Nel caso di una variazione in diminuzione, la dinamica è opposta.
  • Se invece aumentano i CF, cambia l’intercetta che diventa più alta (= trasla in alto) insieme alla retta dei Costi Totali: aumenta il punto/la quantità di pareggio per coprire tutti i costi. Nel caso di una variazione in diminuzione, la quantità di pareggio diminuisce. Esempio (solo linea Donizetti per Umberto Editori, dati presi dall’esercitazione): Dati : P = 35 euro/u; CV u = 32,45 euro/u (= 12 + 18 + 0,05x35 + 0,02x35); MdC u = 2,55 euro/u; CF Tot = 251.000 euro. Soluzione: Per raggiungere Q Bep (= punto di pareggio) devo dividere i CF Tot con il MdC u = 98.431,37 u. Se produco e vendo questo numero di unità il nostro Risultato Economico sarà dato da MdC u moltiplicato per il Q Bep, tutto sottraendo meno i CF = 0. Dati : tutti uguali, rimangono costanti, ma P1 = 37 euro/u (aumentato +2). Soluzione: Se il prezzo aumenta la quantità diminuisce e graficamente cambia l’inclinazione della retta dei Ricavi e la retta dei Costi Totali. MdC 1 risulta essere quindi pari a 37 – 12 - 18 - 0,05x37 – 0,02x37 = 37 x (1 – 0,07) – 30 = 4,41(aumentato di +1,86, 93% di 2). Il Q Bep = 251.000 / 4,41 = 56.916,1 unità. Domanda : Qual è quel prezzo P per ottenere il risultato economico RE = 10.000 sapendo che CV u = 32, e CF Tot = 251.000 e Q = 70.000 unità? P x 70.000 – CT = 10.000 - > 70.000P – (12 + 18 + 0,05P + 0,02P) x 70.000 – 251.000 = 10.000 - > 0.93P x 70.000 = 261.000 + 2.100.000 - > P = 36, Leva Operativa: indicatore del rischio di natura operativo (= concetto di volatilità). Il grado di leva operativa esprime la variazione percentuale del risultato economico dovuta ad una variazione %e del livello di attività. È uno strumento che consente di interpretare la struttura dei costi aziendali, di capire le conseguenze derivanti dall’adottare una struttura di costi più o meno orientata verso i costi fissi = dipende dalla struttura dei costi di un’azienda e dall’incidenza dei costi fissi sui costi totali (CF/CT). Se i volumi aumentano dell’1% il GLO mi dirà di quanto varia in % il risultato economico di un’azienda a seguito di una variazione % dei volumi di attività. Il GLO è sempre > / = a 1 (solo quando i CF sono 0 e l’azienda è variabile). All’aumentare dei CF, ovvero aziende più fisse, il GLO aumenta. G.L.O. = MdC Tot / MdC Tot - CF NB : rappresenta la sensibilità̀ del RE, manifestata dall’azienda in termini di risultati economici, al variare dei volumi di attività. Può̀ essere calcolato a diversi livelli di analisi per misurare l’effetto di variazione a seconda delle grandezze che consideriamo nell’analisi:
    • G.L.O Aziendale a livello generale = MdC I livello Tot Aziendale / RO aziendale = Variazione % RO / Variazione % Fatturato Aziendale con Variazione % RO = G.L.O x Variazione % Fatturato Aziendale e Variazione Assoluta RO = Var. % RO x RO iniziale;
    • G.L.O Divisionale nell’azienda = MdC I livello Tot Divisionale / RO divisionale;
    • G.L.O di Linea di prodotto = MdC I livello Tot Linea / MdC II livello Tot linea. Esempio a Livello Aziendale – Azienda Mono-prodotto: considero due aziende A e B che producono e vendono le stesse quantità/volumi dello stesso prodotto allo stesso prezzo ottenendo lo stesso RO, con strutture però diverse: in A i costi sono prevalentemente fissi, in B variabili (= azienda flessibile). Il CV unitario di A sarà quindi più basso di B ma il MdC unitario di A è più elevato di quello di B. L’azienda A quindi dovrà “impegnarsi” di più per compiere un “tratto più lungo” e ottenere un risultato più alto: il Q Bep è più alto, necessita di 6 unità per raggiungere il punto di pareggio, raggiunto invece da B con solo 3 unità, ma incrementa il suo risultato maggiormente. I costi e i volumi di B aumentano di più di quelli di A. All’aumentare dei volumi, il risultato di A incrementa/aumenta di più di B, che è invece meno sensibile e più stabile, perché la leva operativa di A è più elevata, è un’azienda più volatile. Se però i volumi diminuiscono l’azienda B è avvantaggiata perché diminuisce meno il suo risultato essendo meno sensibile.

Esercitazione Rodeo Film – GLO e MdS: Testo: Rodeo Film è una casa di produzione cinematografica indipendente organizzata su due divisioni (Divisione “Film” e Divisione “Altre Produzioni”). Nella Divisione Film, il Direttore generale, sta valutando tre nuovi progetti che dovrebbero saturare la limitata capacità produttiva della divisione. Per i tre film, identificati da un codice di produzione progressivo, la direzione commerciale stima di realizzare risultati di vendita:

  • Biglietti Previsti: 1.500.000 – 812.500 – 1.225.000;
  • Ricavo Unitario per Biglietto: 8,00 – 8,00 – 8,00;
  • Ricavi Previsti: 12.000.000 – 6.500.000 – 9.800.000. Sul prezzo di vendita sono previsti costi variabili di distribuzione nella misura del 10% per tutti i film e premi ad attori e registi nella misura del 6% per ITCOM40, del 4% per UKFAN12 e del 5% per ITPOL37. I responsabili di produzione dei tre film hanno fornito il seguente dettaglio di costi fissi specifici per le linee:
  • Attori: 1.300.000 – 1.600.000 – 1.900.000;
  • Regista: 190.000 – 150.000 – 210.
  • Altro Personale (scenografi, costumisti, ecc.): 2.500.000 – 800.000 – 1.600.
  • Materiali di Scena: 450.000 – 200.000 – 600.000;
  • Ammortamenti Attrezzature Specifiche: 400.000 – 350.000 – 250.000;
  • Spese di Promozione: 1.500.000 – 1.200.000 – 1.400.
  • Altri Costi Fissi di Produzione: 300.000 – 400.000 – 200.000. Ai costi della tabella precedente si aggiungono alcuni costi specifici della divisione (comuni tra le tre linee): 900.000 euro di Ammortamenti per Attrezzature divisionali e 1.500.000 euro per gli affitti degli studi e degli uffici della divisione. Infine, alla Divisione Film sono imputati 800.000 euro per Spese Amministrative Aziendali e 1.400.000 euro di Costi Generali aziendali (= costi comuni spartiti sulla base di una ripartizione). Domande :
  1. Verificate la convenienza economica dei tre progetti cinematografici attraverso la predisposizione di un conto economico in configurazione Direct Costing Evoluto.
  2. Quale dei tre film presenta il grado di rischio meno elevato? Qual è il MdS garantito da ciascuno di essi? = devo calcolare GLO e MdS di ciascuna linea;
  3. Si determinino i volumi di vendita (numero di biglietti) dei tre film necessari per coprire i CFS e i CM divisionali in presenza di un RO divisionale di 6.000 euro = devo calcolare il volume di pareggio;
  4. Verificare le conseguenze sul risultato di linea e sul risultato divisionale derivanti da una riduzione del numero di biglietti venduti pari al 20% per il film UKFAN12 = si utilizza il GLO della linea;
  5. Di quanto varierebbe (in % ed in assoluto) il RE della Divisione Film a fronte di un aumento di fatturato divisionale del 10% (ottenuto a prezzi e mix di vendita costanti)? = si calcola il GLO a livello divisionale. Soluzione :
  6. Bisogna calcolare MdC I Totale: si fa il CE della divisione con i ricavi previsti, i CV di distribuzione (10% delle linee) e i premi (% diverse per ogni linea, da applicare al fatturato) così da trovare il totale dei CV. A questo punto calcolo MdC I Totale a livello divisionale, pari a 24.000.000. Poi consideriamo i tutti CFS e altri CF a livello divisionale per trovare il MdC II Totale, pari alla differenza tra MdC I e i CFS = 6.500.000. Infine, considero i costi comuni divisionali (amm.ti divisionali e affitti) a livello complessivo, il RE a livello divisionale è quindi pari a 4.100.000. La convenienza è verificata, tutte le linee risultano in grado di coprire in modo positivo i loro costi e anche quelli comuni alla divisione.
  7. Devo calcolare il GLO a livello di linea (= MdC I di linea / Risultato di linea o MdC II) per ciascuna linea: la seconda risulta avere un grado di rischio più elevato; la prima è la meno rischiosa. Calcolo MdS di linea (= MdC II / MdC I oppure 1/GLO) e la meno rischiosa è la prima perché il MdS è più alto.
  8. Devo trovare il volume di pareggio sull’azienda multi-prodotto: verifico copertura dei CFS e dei CFC. Prima calcolo MdC unitario (= MdC Totale / volumi di vendita) e Q Bep dei CFS (= totale dei CFS / vendita di ciascun singolo prodotto). A questo punto, calcoliamo a livello di copertura dei CFC, ovvero calcolo la marginalità media (= MdC I Totale / Fatturato Divisionale Totale, trovando la % di incidenza sul Fatturato Totale) che risulta generare un margine pari all’84% del fatturato. Per coprire i CFC divisionali si dovrà generare un fatturato pari a (CFC divisionali + RO desiderato) / Marginalità Media e verrà

spartito sulle linee in base alla % di incidenza sul fatturato. Divido questi risultati per il prezzo di vendita e trovo il numero di biglietti da vendere per ciascuna produzione così da generare utile. Il Q Bep Totale è dato dalla somma della Q Bep a copertura dei CFS e di quella a copertura dei CFC. NB : Volendo si può fare una prova per verificare che il MdS sia corretto, calcolando il Fatturato di Pareggio di ciascuna linea (= Q volume a copertura dei CFS x Prezzo di vendita del biglietto). Trovo quindi il MdS di linea con (Fatturato Previsto – Fatturato di Pareggio) / Fatturato Previsto e trovo le %.

  1. Bisogna trovare gli effetti della riduzione volumi di UKFAN che ha modificato molti dati. Bisogna trovare il GLO di linea e la Variazione % dei volumi, che coincide con - 20%, quindi la Variazione % del risultato di linea (= GLO di linea x Variazione % volumi) sarà pari a - 125.62%. Quindi la variazione assoluta del risultato di linea è pari a - 1.118.000 e il nuovo risultato di linea è pari a - 228.000 (= risultato iniziale – variazione assoluta risultato di linea) = non è più conveniente perché il fatturato si riduce e la linea è molto rischiosa. Il nuovo risultato operativo divisionale sarà dato da quello iniziale – la riduzione della Variazione assoluta risultato di linea (quindi pari a = 2.982.000).
  2. Applico il concetto di grado di leva operativa e calcolo il GLO a livello divisionale, dato dal rapporto tra MdC I Totale, a livello divisionale (= la somma degli MdC I totale di tutte le linee), e questo stesso dato al netto, ovvero la differenza, di tutti i CF della divisione (= CFS delle linee e CFC tra le linee ma a livello divisionale) ovvero il Risultato economico divisionale o MdC III. Anche qui poi calcoliamo la variazione % del fatturato (10% = 0.1) e troviamo la variazione % del RO divisionale (si moltiplica GLO e variazione % del fatturato = aumenta del 58%) e poi la variazione assoluta del RO (ovvero in questo caso 0.58 x RE divisionale iniziale). Il nuovo RO dunque è quello previsto inizialmente più l’incremento ottenuto dalla variazione assoluta del RO (= 2,400). Esercitazione Divisione E – Calcolo di diversi tipi di costi e Variazione: Dati:
    • Volume di produzione (unità): 1000 = Volumi di Vendita
    • Costo totale acquisti MP: 300
    • Costo totale MOD: 600
    • Costo totale MOI: 200
    • Costo totale Materiali di Consumo: 50
    • Costo totale Provvigioni (%): 200
    • Ricavi: 2500
    • Costo totale metano (forza motrice): 50
    • Costo totale Amm.to macchinari: 60
    • Costo totale Affitto produzione: 100
    • Standard fisico unitario macchinari: 2
    • Spese consulenze Marketing: 20
    • Stipendio direttore commerciale: 90
    • Costo totale Amm.to vetture commerciali: 40
    • Personale di Vendita: 160
    • Personale Amministrativo: 80
    • Stipendio direttore amministrativo: 80
    • Costi Variabili trasporto PF: 40
    • Stipendio direttore di produzione: 70
    • Valore Rim. Iniziali MP: 50
    • Valore Rim. Finali MP: 80 = nel corso dell’esercizio più MP acquistate che consumate
    • Valore Rim. Iniziali PF: 350
    • Valore Rim, Finali PF: 350 Calcolare: il costo primo di fabbricazione unitario; il costo pieno industriale unitario; il costo pieno aziendale unitario; il MDC unitario; il RO complessivo; la variazione del RO (% e in valore assoluto) se l’attività aumenta del 10%; la variazione del RO (% e in valore assoluto) se il prezzo di vendita aumenta del 5%. Soluzione :