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Dispense della professoressa con appunti e esercizi svolti a lezione
Tipologia: Dispense
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“ Dirigere ” un’impresa significa prendere decisioni di reperimento, allocazione e impiego di risorse (materiali, immateriali, finanziarie, umane,tecnologiche ecc.) per garantire efficacia ed efficienza ai processi che connotano la sua combinazione produttiva generale.
L’attività di direzione è l’attività svolta dal management per presidiare l’efficienza e l’efficacia della gestione. Essa è articolabile in processi elementari denominati di pianificazione e programmazione, organizzazione, guida e controllo delle risorse gestite.
Presidiare l’ efficienza significa ottimizzare il rapporto input-output nei processi di approvvigionamento e impiego delle risorse, contenendo gli sprechi o il dispendio ingiustificato di risorse, senza per questo compromettere la qualità dell’output. Presidiare l’efficacia , invece, significa porre in essere processi di gestione che portano al conseguimento degli obiettivi predefiniti.
La gestione di un’impresa è tanto più complessa quanto più i processi aziendali sono articolati dal punto di vista strategico ed organizzativo. La complessità strategica si misura attraverso la numerosità e l’eterogeneità delle aree strategiche d’affari in cui la stessa opera.
Ciascuna di esse, infatti, richiede l’adozione di logiche di gestione differenti. La complessità organizzativa , invece, è determinata dal numero dei livelli organizzativi - orizzontali e verticali - in cui la sua struttura si articola. Questi ultimi determinano differenti esigenze di controllo e coordinamento che richiedono di essere soddisfatte attraverso l’adozione di appositi meccanismi.
Il management che opera in un’impresa complessa, al fine di presidiare l’efficienza e l’efficacia della gestione, è chiamato a svolgere una molteplicità di attività che riguardano: ● la definizioni a priori di obiettivi da conseguire e di piani e programmi da realizzare (attività di pianificazione strategica e di programmazione operativa);
La finalità del sistema di controllo direzionale è supportare il management nell’attività di gestione e orientare i comportamenti degli operatori economici per favorire il conseguimento di obiettivi di efficienza ed efficacia
● l’attendibilità delle fonti e dei dati elementari nel processo di elaborazione ● Adeguatezza dei metodi e delle procedure utilizzate per le elaborazioni ● La significatività delle informazioni prodotte
Affinchè il management disponga di informazioni realmente significative le informazioni vanno integrate con
SCOPI per i quali le informazioni economiche vengono elaborate CONDIZIONI di contesto interno ed esterno all’azienda
ESIGENZE di conoscenza – disponibilità di informazioni utili per: ● valorizzare adeguatamente alcune poste di bilancio (magazzino) ● supportare decisioni operative ● programmare l’impiego futuro di risorse e definire obiettivi da perseguire in modo efficiente ● controllare i livelli di efficienza e di efficacia operativa conseguiti per effetto della gestione alla luce di programmi e obiettivi predefiniti
ESIGENZE di responsabilizzazione – la disponibilità di adeguate informazioni per : ● assegnare a ciascun responsabile organizzativo specifici obiettivi di carattere economico da conseguire in un tempo definito ● individuare vincoli, ambiti di discrezionalità e leve economiche manovrabili dagli stessi ● valutare le prestazioni dei singoli responsabili e alimentare sistemi incentivanti a supporto della gestione per obiettivi
CONDIZIONI esterne all’azienda ● grado di competitività del mercato di riferimento
CONDIZIONI interne all’azienda ● complessità gestionale dell’impresa per la quale viene progettato il sistema e connessa complessità organizzativa
Gli strumenti alla base del controllo direzionale possono essere ordinati secondo una complessità crescente correlata con il potenziale informativo in essi implicito
Contabilità generale e bilancio di esercizio sono strumenti elementari del controllo direzionale di cui l’impresa non può fare a meno di dotarsi
MA Non sempre soddisfano le esigenze conoscitive e di responsabilizzazione e richiedono di elaborare con un crescendo di potenziale informativo.
La contabilità direzionale offre informazioni ai Manager, i quali dirigono e controllano le operazioni all’interno di un’organizzazione. La contabilità generale offre informazioni agli azionisti,ai creditori e a terzi esterni all’organizzazione.
● Costo di produzione / industriali / fabbricazione : “ il valore monetario delle risorse impiegate per la realizzazione dei processi di produzione economica messi in atto dalle aziende ”(Ceccherelli, 1936) Materie prime, componenti di prodotto, manodopera diretta, lavorazioni presso terzi, manodopera indiretta, ammortamento capannone produzione, ammortamento macchinari, stipendio responsabile produzione, costi gestione magazzino , stipendi magazziniere, energia elettrica produzione
Esso è differente dal
○ “la quantità che ha origine in uno scambio monetario posto in essere per acquisire un fattore produttivo a date condizioni di negoziazione” (Coda, 1968)
L’oggetto del costo di produzione è l’entità a cui viene riferito il calcolo del costo: esso può essere costituito da un’attività produttiva o da un risultato fisico tecnico parziale di un’attività produttiva (Coda, 1968).
Esempi di oggetti di calcolo del costo di produzione: ● oggetti finali : prodotti/servizi; ● oggetti intermedi o alternativi : ○ unità produttive (stabilimenti, singoli reparti o singoli impianti di produzione, etc..) ○ fasi in cui si articola il processo di trasformazione fisica (singole operazioni, singoli processi elementari etc..) ○ funzioni aziendali (intese come coordinazioni di operazioni e processi di specie differente che configurano l’ attività dell’area commerciale, amministrativa, generale, ecc…) ○ classi di clienti o di aree geografiche servite o, più in generale particolari combinazioni di prodotti, mercati e tecnologie , etc...
In ordine di importanza: ● attività ● processo ● prodotto ● gruppo prodotti ● commessa ● cliente ● mercato ● centro di responsabilità ● funzione ● reparto ● stabilimento ● ASA ● azienda
● Costi variabili : valori espressivi di un fattore produttivo il cui consumo complessivo varia in misura proporzionale al variare del volume di produzione
● Costi fissi : valori espressivi di un fattore produttivo il cui consumo complessivo non varia al variare volume di produzione
● Fisso: ○ Ammortamento attrezzature parco giochi di McDonald’s ○ Ammortamento scaffali libreria Mondadori ○ Interessi passivi su mutuo di Coca-cola
● Variabile: ○ Provvigioni di vendita Avon cosmetics ○ Costi di spedizione delle borse per Bottega Veneta ○ Costo interruttori degli indicatori di direzione delle auto FIAT
● Costo primo (costo dei fattori di produzione acquistati da terze economie) ● Costi diretti (valore delle risorse utilizzate in via esclusiva dal singolo oggetto di calcolo del costo) ● Costi indiretti (valore delle risorse utilizzate da più oggetti di calcolo) nella lo ro componente variabile e fissa
Quota costi indiretti di produzione
La natura dei valori prescelta per valutare il costo:
I metodi di valorizzazione dei fattori produttivi:Procedimento diretto Procedimento indiretto
Tre differenti scopi: valutazione delle rimanenze, supporto decisionale, controllo dell’efficienza operativa. Ogni differente scopo conoscitivo, in stretta aderenza alle esigenza di elaborazione che discendono dallo scopo stesso, impone di: ● adottare una particolare configurazione di costo (parziale o completa), ● alimentare il sistema di rilevazioni del costo con valori di natura differente (valori consuntivi vs valori preventivi), ● scegliere tra diverse modalità di rilevazione dei valori (contabile od extra-contabile)
● Politica della produzione ( qualità, tipo, prezzo) ● Make or buy ● Abbandonare una data produzione ● Fissazione prezzi di vendita ● Livello minimo di accettazione di un ordine ● Convenienza ad effettuare lavorazioni successive sui prodotti
Non sono costi realmente sostenuti, ma sono rilevanti in alcune alternative. Esempio: Interessi sul capitale di rischio,salario direzionale, affitti “figurativi” su beni in uso gratuito.
Il beneficio potenziale a cui si rinuncia quando si sceglie un'alternativa rispetto a un'altra. Esempio: se non si frequentasse l'università, si potrebbero guadagnare €15.000 l'anno. il costo opportunità per frequentare un anno di università e di €15000.
● Costi di breve e costi di lungo periodo ○ Breve: connessi alla gestione corrente all'utilizzo delle strutture produttive in essere ○ Lungo: connessi al cambiamento o a modificazioni strutturali ● Costi (e ricavi) controllabili e non controllabili ○ Controllabili: quando il responsabile ha la possibilità di influire sulla grandezza di un costo e/o un ricava attraverso un uso più o meno efficiente ed efficace dei fattori posti
Dopo aver definito i concetti di: ● COSTO DI PRODUZIONE ● SCOPI DI CALCOLO DEL COSTO DI PRODUZIONE ● METODI DI CALCOLO ● OGGETTO DI COSTO ● CONFIGURAZIONI DI COSTO ● CLASSIFICAZIONI DEI COSTI Individuiamo quali scelte occorre fare per definire STRUTTURA E FUNZIONAMENTO dei sistemi di misurazione dei costi
● L’articolazione in relazione agli oggetti di calcolo e alla configurazione di costo ● L’orientamento in relazione agli scopi di calcolo ● Le modalità di funzionamento in relazione alla natura dei valori e alle implicazioni comportamentali ● L’assetto tecnico-contabile in relazione al sistema di rilevazione
● Le scelte di “ articolazione ” delle informazioni rispetto agli oggetti di calcolo e alla configurazione del costo di prodotto ( articolazione orizzontale e articolazione verticale ) ● Le scelte di “ orientamento ” del sistema in relazione agli scopi di calcolo del costo di produzione( valutazione del magazzino semilavorati o prodotti finiti: costo pieno; controllo dei costi : costi standard variabili e fissi; decisioni di breve periodo tra diverse alternative d’azione: costi parziali) ● Le scelte di “ assetto tecnico-contabile ” del sistema di rilevazione- l’adozione di un sistema di contabilità analitica ( tenuto contabilmente , unico integrato o duplice integrato, oppure sistema extra-contabile , in forma statistico-tabellare denominato duplice misto) ● Le scelte inerenti le “ modalità di funzionamento ” del sistema in relazione alla natura dei valori, consuntivi vs preventivi (stimati, normalizzati, standard), e alle implicazioni comportamentali connesse all’uso di tali informazioni.
È necessario quando i costi consuntivi non sono disponibili in modo tempestivo, oppure quando il costo storico non è rappresentativo delle condizioni future in cui si troveranno i processi di trasformazione
Questa esigenza si pone per i costi della struttura produttiva (costi indiretti/fissi) che possono subire nel tempo modificazioni con riferimento all’ammontare complessivo dei costi ad essa riferibili, sia sulle modalità di utilizzo della capacità produttiva. Per questi motivi si sono sviluppati nelle aziende sistemi di misurazione dei costi che vengono alimentati come valori stimati (detti anche normalizzati).
Si ottiene così una configurazione di costo di prodotto ibrida che risulta dalla sommatoria di alcuni valori consuntivi (costi diretti) con alcuni valori preventivati su base annua (costi indiretti di budget riferiti ad un determinato volume programmato)
Sono costi di prodotto calcolati valorizzando a prezzi preventivati i consumi definiti a priori di ciascun fattore produttivo necessario per la sua realizzazione. Il costo standard non si basa su semplici stime bensì su un rigoroso processo di analisi delle condizioni operative future di svolgimento dei processi produttivi dai quali il prodotto scaturisce.
Procedimento:
1. Costo primo a. + tessuto b. + altri materiali diretti c. = Costo primo 25 2. Costo diretto a. + Costo primo b. + MOD c. = Costo diretto 42 3. Costo pieno industriale
Abbiamo preso i valori variabili; questa configurazione/ struttura di costo è sensibile alla variazione di costo.
4. Costo variabile aziendale a. + Costo variabile industriale b. + Provvigioni c. + Spese di spedizione d. = Costo variabile aziendale 76. 5. Costo pieno aziendale a. + Costo variabile aziendale b. + Affitto capannone c. + leasing auto d. + Personale commerciale e amminist. e. + Assicurazioni f. + Manodopera indiretta g. + Ammortamenti impianti h. = Costo pieno aziendale 121.
I costi diretti sono attribuiti all’unità di prodotto mediante la valorizzazione Le materie prime, i componenti, la manodopera diretta sono esempi di fattori produttivi.
E’ necessario individuare un base di ripartizione in grado di esprimere il nesso di causalità che lega il costo indiretto ai singoli prodotti.
Per calcolare il costo unitario di produzione, bisogna definire la configurazione del costo di prodotto:
● ore MOD, ● ore macchina, ● q.tà materie prime,costo MOD
Esempio COSTI INDIRETTI: 100 euro Ore MOD totali: 5 ore, di cui 2 prodotto A e 3 prodotto B
100 costo indiretti/ 5 ore = 20 costo indiretto ora
20 x 2 ore = 40 costo prodotto A 20 x 3 ore = 60 costo prodotto B
● Seconda modalità di attribuzione dei costi indiretti all’unità di prodotto prevede l’utilizzo di diverse basi di ripartizioni : i costi indiretti sono raggruppati in classi omogenee di costi e per ciascuna classe si definisce un criterio di ripartizione appropriato. ● E’ possibile individuare due orientamenti : un orientamento ai fattori produttivi e un orientamento funzionale.
Gli elementi che si trovano nei quadrati a sinistra sono i costi indiretti raggruppati per fattori di produzione. i quadrati gialli rappresentano i fattori di produzione in modo tale da distinguere le diverse voci di costi indiretti. i cerchietti arancioni sono le basi di ripartizione, tra di loro diversi.
Dopo aver fatto le somme dei costi indiretti per i vari fattori di produzione li divido per le basi di ripartizione al fine di sommarli poi per ottenere l'unità di prodotto.
● Un orientamento ai fattori produttivi adatto a contesti aziendali caratterizzati da un basso grado di complessità: ○ ridotta articolazione della struttura organizzativa ○ prevalenza dei costi diretti rispetto a quelli indiretti ○ processi produttivi non complessi ○ gamma limitata di output ○ struttura organizzativa composta da pochi macchinari
Bassa complessità = pochi costi indiretti; è più facile ribaltarli sul prodotto
● Un orientamento funzionale; risponde a un grado di complessità superiore e ha la caratteristica di accorpare i costi indiretti in grande categoria.
Sostituisce le molteplicità dei procedimenti di imputazione dell'orientamento ai fattori produttivi, nel quale per ogni classe di costo indiretto si identifica una base di ripartizione, con poche criteri di imputazione applicati alle aggregazioni aziendali.
● Il metodo orientato alle risorse può risultare adeguato in situazioni aziendali caratterizzate da un grado di complessità molto basso (processo produttivo semplice,contenuto, limitata varietà dei prodotti, etc.) nelle quali prevalgono i costi diretti rispetto ai costi indiretti, e questi ultimi sono prevalentemente di natura industriale e facilmente riferibili all’unità di prodotto. ● In altre parole, il metodo è adatto in un contesto nel quale i processi produttivi delle imprese sono caratterizzati dal ruolo fondamentale svolto dalla manodopera diretta , i macchinari