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Properzio - schema riassunto, Schemi e mappe concettuali di Letteratura latina

Schema di Properzio - Letteratura Latina

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 12/01/2021

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rosanna-esposito-3 🇮🇹

4.3

(100)

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Properzio (intorno al 50 a.C. - dopo il 16 a.C)
Nell'epilogo del I l ibro egli afferma di essere originario dell'Umbria e
lo ripete nel componim ento proemiale del IV libro, aggiungendo
l'indicazione della sua città natale, Assisi.
Ci inform a inoltre, che suo padre era morto quando egli era ancora
bambino e che la sua famiglia era stata privata di gran parte delle sue
proprietà a causa delle confiche terriere conseguenti alla guerra civile
Venuto a Roma, entrò in una cerchia di amici che erano cultori di
poesia e tra i quali spiccava il giovane Tullo a cui dedicò l a sua prima
opera: un libro di elegie d'amore per una donna che il poeta chiama
con lo pseudonimo di Cinzia.
Il secondo libro delle elegie, è dedicato a Mecenate che il poeta
presenta come suo patrono e protettore.
Nel terzo libro ai temi d'amor e se ne affiancano altri; in un ciclo di tre
elogie egli si proclama seguace degli alessandrini Callimaco eFilita e
afferma solennemente di considerarsi ormai degno di pr endere posto
nel sacro bosco della poesia, accanto a loro
Il libro si chiude conle due elegie dette del Discidium in cui il poeta dà l'addio alla
donna amata.
L'apertura del quarto e ultimo libro ci mostra un deciso cambiamento
nel tono e nei temi che il poeta afferma di voler dimostrare: dopo
tante resistenze Properzio sembra finalmente e definitovamente
conquistato alla causa di Augusto, poichè imposta un ambizioso
programma di poesia celebrativa perfettamente in linea con i temi
della propaganda ufficiale.
Nell'elegia proemiale egli immagina infatti di accompagnare un forestiero in una sorta
di passeggiata archeologica, illustrandogli le umili origini della potena romana e
indicando nei luoghi, nei riti e nelle usanze di quei lontani progenitori, l'origine di
luoghi, culti, consuetudini presenti.
Dopo un'enfatica esaltazione della grandezza di Roma, Properzio enuncia
solennemente il proposito di dedicarsi, d' ora in poi, alla celebrazione della sua patria;
non sconfessa però del tutto la sua poetica precedente contrapponendo epica ed
elegia.
Il libro è caratterizzato dalla compresenza di carmi ez iologici ed erotici: troviamo
infatti dopo la prima, alternate secondo criteri di varietà e di sottili corrispondenze
interne, dieci elegie di cui soltanto cinque si possono considerare propriamente
eziologiche, le cosiddette elegie romane con cui Properzio paga il suo debito di
riconoscenza a Mecenate e ad Augusto.
La raccolta properziana documenta una lenta e graduale evoluzione sia nei contenuti
sia nella forma che si fa progressi vamente più complessa e elaborata. Come poeta
d'amore Properzio è più intenso e appassionato di Tibullo: nei primi libri la folle
passione per Cinzia, è presentata quale unica ragione di vita per il poeta e
insostituibile alimento della sua poesia.
Per quanto riguarda la struttura compositiva delle elegie, ritroviamo, come in Tibullo i
passaggi da un tema all'altro per associazione di idee e gli improvvisi cambi di
interlocutore. Ma i trapassi logici e psicologici properziani sono più bruschi, talora
ardui, e lo stile è elaborato e sofisticato.

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Properzio (intorno al 50 a.C. - dopo il 16 a.C)

Nell'epilogo del I libro egli afferma di essere originario dell'Umbria e

lo ripete nel componimento proemiale del IV libro, aggiungendo

l'indicazione della sua città natale, Assisi.

Ci informa inoltre, che suo padre era morto quando egli era ancora

bambino e che la sua famiglia era stata privata di gran parte delle sue

proprietà a causa delle confiche terriere conseguenti alla guerra civile

Venuto a Roma, entrò in una cerchia di amici che erano cultori di

poesia e tra i quali spiccava il giovane Tullo a cui dedicò la sua prima

opera: un libro di elegie d'amore per una donna che il poeta chiama

con lo pseudonimo di Cinzia.

Il secondo libro delle elegie, è dedicato a Mecenate che il poeta

presenta come suo patrono e protettore.

Nel terzo libro ai temi d'amore se ne affiancano altri; in un ciclo di tre

elogie egli si proclama seguace degli alessandrini Callimaco eFilita e

afferma solennemente di considerarsi ormai degno di prendere posto

nel sacro bosco della poesia, accanto a loro

Il libro si chiude conle due elegie dette del Discidium in cui il poeta dà l'addio alla donna amata.

L'apertura del quarto e ultimo libro ci mostra un deciso cambiamento

nel tono e nei temi che il poeta afferma di voler dimostrare: dopo

tante resistenze Properzio sembra finalmente e definitovamente

conquistato alla causa di Augusto, poichè imposta un ambizioso

programma di poesia celebrativa perfettamente in linea con i temi

della propaganda ufficiale.

Nell'elegia proemiale egli immagina infatti di accompagnare un forestiero in una sorta di passeggiata archeologica, illustrandogli le umili origini della potena romana e indicando nei luoghi, nei riti e nelle usanze di quei lontani progenitori, l'origine di luoghi, culti, consuetudini presenti. Dopo un'enfatica esaltazione della grandezza di Roma, Properzio enuncia solennemente il proposito di dedicarsi, d' ora in poi, alla celebrazione della sua patria; non sconfessa però del tutto la sua poetica precedente contrapponendo epica ed elegia. Il libro è caratterizzato dalla compresenza di carmi eziologici ed erotici: troviamo infatti dopo la prima, alternate secondo criteri di varietà e di sottili corrispondenze interne, dieci elegie di cui soltanto cinque si possono considerare propriamente eziologiche, le cosiddette elegie romane con cui Properzio paga il suo debito di riconoscenza a Mecenate e ad Augusto. La raccolta properziana documenta una lenta e graduale evoluzione sia nei contenuti sia nella forma che si fa progressivamente più complessa e elaborata. Come poeta d'amore Properzio è più intenso e appassionato di Tibullo: nei primi libri la folle passione per Cinzia, è presentata quale unica ragione di vita per il poeta e insostituibile alimento della sua poesia. Per quanto riguarda la struttura compositiva delle elegie, ritroviamo, come in Tibullo i passaggi da un tema all'altro per associazione di idee e gli improvvisi cambi di interlocutore. Ma i trapassi logici e psicologici properziani sono più bruschi, talora ardui, e lo stile è elaborato e sofisticato.