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psichiatria - domande aperte + risposte, Panieri di Psichiatria

Domande aperte tratte dal paniere di Psichiatria compilate da me, utili per fare un ripasso veloce o approfondito oppure per esercitarsi con l'esame

Tipologia: Panieri

2023/2024

In vendita dal 29/09/2025

sara-baioni
sara-baioni 🇮🇹

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PSICHIATRIA
1. Descrivere le aree di criticità (epistemologica, diagnostica, clinica,
ecc.) che caratterizzano la psichiatria rispetto alle altre discipline
mediche
La psichiatria si occupa della diagnosi, del trattamento, della riabilitazione e della prevenzione
dei disturbi mentali: studia quindi eziopatogenesi, clinica, nosografia, epidemiologia e terapia
di queste patologie.
Come tutta la medicina anche la psichiatria ha risentito dei cambiamenti scientifici, sociali ed
economici avvenuti negli ultimi anni. Il nuovo contesto storico ha determinato cambiamenti
tra psichiatria ed altre discipline mediche; oggi è acclarato che vi è un’interazione
bidirezionale tra salute mentale e fisica, si occupa della gestione dei disturbi mentali e di
un’ampia gamma di problemi emotivi e comportamentali
2. Definire cos'è un disturbo mentale
Un disturbo mentale, è un quadro caratterizzato da difficoltà cognitive del comportamento
nella regolazione delle emozioni ed è associato ad un significato sofferenza e inabilità e alcuni
aspetti come l'ambito sociale lavorativo e più In generale il funzionamento Quotidiano del
soggetto punto in ambito medico biologico è dovuto ad un'alterazione biochimica nel sistema
nervoso centrale che comporta una inabilità per il paziente
3. Definire cosa si intende per "diagnosi" e per "nosografia" in psichiatria
La diagnosi è un processo integrato, che tramite un corretto iter valutativo, ci permette di
identificare e comunicare al paziente il disturbo di cui soffre. Essa può essere effettuato grazie
a diversi sistemi classificativi, quali i DSM-5 o l'ICD (Classificazione Internazionale delle
malattie).
La nosografia è lo studio puramente descrittivo e quindi teorico delle malattie. In psichiatria si
ha per scopo la descrizione, l'ordinamento e la sistematizzazione complessiva delle malattie.
A tale scopo l'Associazione Americana Psichiatrici è arrivata a elaborare il DSM-5 la WHO l'ICD
4. Descrivere cosa si intende per "psichiatria biologica o organicista"
La psichiatria biologica o organicista è una corrente di pensiero in ambito psichiatrico che si
affermò soprattutto tra gli anni 1919-1939, anni in cui si iniziarono ad usare terapie biologiche
tra cui anche l'elettroshock.
Essa considera la struttura organizzata propria degli esseri viventi non interpretabile
esclusivamente in base a principi fisico chimici. Il concetto centrale infatti è che l'organismo
sia l'unità non concepibile come semplice
somma delle singole parti che lo costituiscono, ma che queste si influenzano le une con le
altre.
5. Descrivere cosa si intende per "corrente neo-krepeliniana in
psichiatria"
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PSICHIATRIA

1. Descrivere le aree di criticità (epistemologica, diagnostica, clinica,

ecc.) che caratterizzano la psichiatria rispetto alle altre discipline

mediche

La psichiatria si occupa della diagnosi, del trattamento, della riabilitazione e della prevenzione dei disturbi mentali: studia quindi eziopatogenesi, clinica, nosografia, epidemiologia e terapia di queste patologie. Come tutta la medicina anche la psichiatria ha risentito dei cambiamenti scientifici, sociali ed economici avvenuti negli ultimi anni. Il nuovo contesto storico ha determinato cambiamenti tra psichiatria ed altre discipline mediche; oggi è acclarato che vi è un’interazione bidirezionale tra salute mentale e fisica, si occupa della gestione dei disturbi mentali e di un’ampia gamma di problemi emotivi e comportamentali

2. Definire cos'è un disturbo mentale

Un disturbo mentale, è un quadro caratterizzato da difficoltà cognitive del comportamento nella regolazione delle emozioni ed è associato ad un significato sofferenza e inabilità e alcuni aspetti come l'ambito sociale lavorativo e più In generale il funzionamento Quotidiano del soggetto punto in ambito medico biologico è dovuto ad un'alterazione biochimica nel sistema nervoso centrale che comporta una inabilità per il paziente

3. Definire cosa si intende per "diagnosi" e per "nosografia" in psichiatria

La diagnosi è un processo integrato, che tramite un corretto iter valutativo, ci permette di identificare e comunicare al paziente il disturbo di cui soffre. Essa può essere effettuato grazie a diversi sistemi classificativi, quali i DSM-5 o l'ICD (Classificazione Internazionale delle malattie). La nosografia è lo studio puramente descrittivo e quindi teorico delle malattie. In psichiatria si ha per scopo la descrizione, l'ordinamento e la sistematizzazione complessiva delle malattie. A tale scopo l'Associazione Americana Psichiatrici è arrivata a elaborare il DSM-5 la WHO l'ICD

4. Descrivere cosa si intende per "psichiatria biologica o organicista"

La psichiatria biologica o organicista è una corrente di pensiero in ambito psichiatrico che si affermò soprattutto tra gli anni 1919-1939, anni in cui si iniziarono ad usare terapie biologiche tra cui anche l'elettroshock. Essa considera la struttura organizzata propria degli esseri viventi non interpretabile esclusivamente in base a principi fisico chimici. Il concetto centrale infatti è che l'organismo sia l'unità non concepibile come semplice somma delle singole parti che lo costituiscono, ma che queste si influenzano le une con le altre.

5. Descrivere cosa si intende per "corrente neo-krepeliniana in

psichiatria"

Kraepelin fu uno psichiatra tedesco attivo a fine 1800 a cui dobbiamo l'impostazione della psichiatria e della psicologia clinica nel modo di categorizzare le malattie e fare diagnosi, viene considerato Infatti il padre delle moderne classificazioni delle patologie psichiche in quanto uno dei primi a ricercare le motivazioni neurofisiopatologiche alla base delle materie. la corrente neo-krepeliniana in psichiatria Risulta evidente a partire dalla terza edizione DSM anni 50 del Novecento in cui c'è una impronta biologica Stretta in un'ottica più vicina alla medicina organica tradizionale sintomi/sindromi che alla psicologia fenomeni/processi, privilegiando la categorialità e una sorta di iperspecializzazione diagnostica, clinica e terapeutica nell'identificazione delle patologie

6. Descrivere le motivazioni per cui, per uno psicologo clinico, è

importante conoscere la psichiatria

Lo psicologo clinico deve conoscere la psichiatria, in quanto questa si occupa in modo specifico della sofferenza mentale del paziente, lavorando all'interno dello stesso ambito di interesse, seppur con approcci differenti. Infatti lo psicologo clinico ha un approccio non biologico-farmacologico cosa che si ritrova invece fortemente nella psichiatria. Lo psicologo passa molto più tempo con il paziente e comunica con lo psichiatra sviluppando lo stesso tipo di linguaggio scientifico nel contesto più ampio gli di un percorso di cura che sia integrato è il miglior possibile per il paziente Inoltre acquisisce in questo modo elementi di psicofarmacologia terapia che gli permettono di essere parte attiva nel confronto con lo psichiatra, per quanto riguarda aderenza alla terapia, effetti collaterali e out come risultato clinico del paziente

7. Descrivere le varie fasi in cui si articola l'anamnesi psichiatrica

L'anamnesi è quella procedura di raccolta di informazioni che ci indirizza verso una diagnosi Specifica e accurata ed è composta dalle seguenti fasi: Anamnesi psicopatologica prossima, si indaga la storia recente dei sintomi che hanno portato il paziente a consultarci Anamnesi psicopatologica remota, indaga sui disturbi psichiatrici simili o diversi avvenuti nella storia passata del paziente anche eventuali terapie farmacologiche, ricoveri, precedenti TSO o precedenti psicoterapia Anamnesi fisiologica, comprende informazioni relative allo sviluppo fisiologico del paziente, quali gravidanze, pubertà, la prima comparsa delle mestruazioni ecc... Anamnesi familiare, indaga la possibilità che ci sia una componente genetica che influisce anche sugli altri componenti del nucleo familiare, tramite l'indagine di patologie psichiatriche pregressa in famiglia

8. Descrivere la differenza tra esame obiettivo e anamnesi psichiatrica

L'esame obiettivo è una fotografia delle condizioni psicopatologiche del paziente nel momento in cui viene alla nostra osservazione, è composto dalla valutazione dello stato di coscienza, esame della psicomotricità, della volontà, della forma del contenuto del pensiero, dell'umore e dell'affettività, della memoria e delle funzioni

polarizzazione su alcuni contenuti ideoaffettivi. Si ritrova di solito in seguito ad una sofferenza organica cerebrale dovuta a epilessia temporale, alcolismo, traumi cerebrali o in relazione ad una catastrofe o calamità naturale oppure ancora in corso di stati dissociativi isterici. Lo stato crepuscolare è caratterizzato da un esordio e una fine improvvisi, durata variabile espressa in ore o settimane e da manifestazioni di atti violenti inattesi o scoppi emotivi durante una situazione di apparente calma. Inoltre assume degli importanti risvolti medico-legali per la compromissione della funzione integratrice e coordinatrice della coscienza utilizzata come difesa in tribunale in seguito ad atti violenti.

14. Definire il delirium

Il delirium o stato confusionale (da non confondere con il delirio che è un’alterazione del contenuto del pensiero) è caratterizzato dalla presenza di disorientamento, distraibilità, disturbi mnestici, incoerenza ideativa ovvero l’incapacità di mantenere un flusso di pensieri coerente, deliri frammentari generalmente a carattere persecutorio e con notevole partecipazione emotiva, instabilità emotiva con paura, ansia, allarme, giocosità fatua, perplessità, disturbi psicomotori come incapacità ad eseguire movimenti finalizzati, inibizione. Possono essere inoltre presenti allucinazioni per lo più visive, turbe vegetative con tachicardia, instabilità pressoria, ipertermia. Tipicamente i sintomi tendono a fluttuare nel corso della giornata con peggioramento nelle ore serali e notturne. Nel delirium si distinguono forme:

  1. Ipoattive con prevalente abbassamento della vigilanza, inibizione, scarsa sintomatologia produttiva (deliri o allucinazioni).
  2. Iperattivo (delirium in senso stretto) con ricca produttività delirante, irrequietezza, iperattività afinalistica. Le allucinazioni presenti nel delirium sono tipicamente visive (tipica la visione di piccoli animali), vissute con paura e terrore, talora con curiosità. Gli stati confusionali indicano quasi sempre una sofferenza organica di origine cerebrale o extracerebrale (dismetabolica, da intossicazione o astinenza da sostanze). Il decorso è di solito acuto e reversibile

15. Descrivere in cosa consistono i disturbi dell'attività dell'io

I disturbi dell’attività dell’io rientrano nei disturbi della consapevolezza del se, essi sono dei disturbi della cosiddetta agentività o senso di agency, ovvero la consapevolezza di essere di motore della mia vita, il fautore delle mie azioni, proprietario dei miei pensieri e responsabile dei miei comportamenti. La perdita di queste proprietà può coinvolgere i movimenti, i pensieri, la memoria e la volontà. Esempi di patologie in cui riscontriamo la perdita del senso di agency sono la schizofrenia, in cui il paziente ritiene che i suoi pensieri siano avviati dall’esterno (manipolazione) o la depressione in cui il paziente è incapace di innescare pensieri o ricordi

16. Descrivere in cosa consistono i disturbi della consapevolezza della

propria unicità o della coerenza dell'io

Fisiologicamente un soggetto si percepisce in maniera unitaria nel mondo, avendo una integrazione tra pensieri ed azioni e tra sé e in non sé. Quando questa funzione si perde, pensieri ed emozioni sono dissociati e la dissociazione può essere vissuta anche per il proprio corpo. Si perde coerenza dell’Io, della propria unicità.

Nella perdita di coerenza dell’io possiamo avere sdoppiamento con relativa autonomia delle parti e senso di frantumazione, con i fenomeni:

  • Dell'autoscopia, in cui il paziente vede sè stesso come dall’esterno (intossicazione da oppiacei, schizofrenia)
  • Del doppio (doppelganger), ovvero un’alterazione ideativa e cognitiva dell’esistenza di se come un doppio situato nel mondo esterno (fenomeno del sosia) Il disturbo di coerenza dell’io si ritrova nel delirio schizofrenico di dissoluzione o frammentazione (la dissoluzione può riferirsi al mondo circostante: delirio di fine del mondo, catastrofe cosmica, esplosione del mondo)

17. Descrivere i disturbi dei confini del sé

Ci si riferisce alla capacità di distinguere il se dal non se, i confini dell’io e del corpo si perdono, non ci sono linee di separazione con l’esterno e realtà interna e esterna si mischiano e si influenzano l’una con l’altra. Esempio nella schizofrenia, il paziente si sente vulnerabile, nudo e alla mercè di influenze esterne, risultando non cosciente che il disturbo riguardi i confini del se, ma vivendo l’influenza della realtà esterna come incoercibile. Fenomeni associati a questo disturbo sono: esperienza di passività, collasso dei confini del sé; diffusione del pensiero fino al furto del pensiero, le persone sanno quello che il soggetto pensa; inserzione di pensiero, il paziente crede che i propri pensieri siano dovuti a forze esterne; eco del pensiero

18. Descrivere il concetto psicopatologico di depersonalizzazione

La personalizzazione e io psichico visto come qualcosa di proprio, unico e personale in tutti i suoi aspetti (corpo, percezione e, pensieri, sentimenti ecc...) La perdita di questi elementi psichici come se non mi appartenessero e la depersonalizzazione, fenomeno in cui il paziente ha un Insight mantenuto, ed è consapevole di sentirsi come se percepisce se stesso, il proprio corpo, il proprio io, come estraneo, automatico, come se non gli appartenesse più. Il sensore è integro e le emozioni pure, tuttavia il paziente risulta distaccato e perde la coloritura emotiva nei confronti di se stesso, sentendosi un estraneo. Tecnicamente rientra tra i disturbi di identità dell'io nell'analisi differenziale di questo fenomeno va posta attenzione rispetto alla certezza di irrealtà tipica vissuta dal paziente psicotico

19. Descrivere i correlati neurobiologici della depersonalizzazione

Durante un pericolo ci sono due opposte tendenze, aumentata allerta mediata dall’emisfero cerebrale destro e inibizione dell'aurosal emotivo potenzialmente organizzante, mediato dall’emisfero cerebrale sinistro. Secondo due studiosi, Serra e Berrios, la depersonalizzazione sarebbe una forma adattiva di dissociazione che in caso di situazione di pericolo compie una risposta che permette all'individuo di aumentare la propria possibilità di sopravvivenza, Infatti tramite questo fenomeno il soggetto può elaborare una via di fuga senza essere sopraffatto dal panico, in quanto vive l'esperito come estraneo e mantiene la lucidità per sopravvivere.

esempio le voci. Vengono percepite dal soggetto come reali e in quanto tali concrete, certe e non discutibili. Le allucinazioni verbali in particolare sono uno dei sintomi psicopatologici più importanti della schizofrenia, tanto che il sentire le voci in passato era patognomonico della patologia. Si presentano solitamente associati ai deliri. sono comunque riscontrabili anche nei disturbi affettivi nei disturbi organici e nei disturbi dissociativi. in genere hanno contenuti allusivi, insultante o di minaccia. Altre volte commentano i pensieri del paziente, più raramente assumono una connotazione "positiva" consigliando e guidando il soggetto che le subisce punto In altri casi le "voci" impartiscono ordini circa il comportamento a cui il paziente non riesce a sottrarsi

24. Descrivere le ipotesi biologiche relative alla genesi delle

allucinazioni

Le ipotesi biologiche, insieme all'approccio cognitivo e la teoria del "Source Monitoring", hanno provato a spiegare l'origine delle allucinazioni, attribuendone la causa a disfunzione dell'attività neuronale dovute ad un’alterata trasmissione dopaminergica, tuttavia ad oggi non vi è una chiara evidenza riguarda i meccanismi fisiopatologici sottesi allucinazione stesse. Il processo neuropatologico alla base dei sintomi è di origine centrale, come dimostrato da alcuni studi riguardo le allucinazioni visive indotte da sostanze anche in persone cieche e quindi l'origine celebrale e non dargli organi di senso. Ci si è concentrati sulla via mesolimbica che utilizza la dopamina come neurotrasmettitore e si è visto come i farmaci usati nel Parkinson o cocaina e amfetamine inducessero deliri e allucinazioni causando una iperattività dopaminergica della stessa via. Altre sostanze che attivano la via sono ISD e mescalina e anche queste causano allucinazioni. Questo perché sono sostanze che si comportano come agonisti dei recettori della serotonina e modulano il rilascio di dopamina. ulteriori studi sono stati Condotti tramite l'immagine celebrale e studi elettrofisiologici, l'elettrostimolazione in grado di causare allucinazioni miste ai ricordi, così come la stimolazione dei lobi temporali e occipitale infine tramite metodiche quali fRMN, Pet e Spect ha permesso di ipotizzare che alla base delle disfunzioni vi sia una disfunzione circuitale piuttosto che una specifica lesione

25. Descrivere il fenomeno dell'insight

Il fenomeno dell'insight si inserisce all'interno della funzione cognitiva della capacità critica, cioè quella funzione che in Integra il concetto di rapporto con la realtà e della sua valutazione tramite il giudizio di realtà e di verità. L'insight è la consapevolezza per esempio che ha il paziente della sua malattia e implica il cambiamento dell'omeostasi del paziente, sia fisiologico che cognitivo e sottintende la sua capacità di adattamento. L'insight e sia un fenomeno categoriale, che può essere presente o meno, sia un costrutto dimensionale. Riguarda la capacità di riconoscere se stesso come malato, l'aderenza al trattamento e la capacità di capire che allucinazioni e deliri siano patologici. Infatti la presenza di un buon insight è correlata ad una migliore prognosi o di una condizione psicotica

26. Descrivere i disturbi quantitativi del pensiero

I disturbi quantitativi del pensiero rappresentano tutte le condizioni in cui la quantità del pensiero risulta alterata patologicamente. La logorrea è l'impulso irrefrenabile di un soggetto a parlare senza lasciare spazio l'interlocutore ed è tipico degli stati ipomaniacale e maniacale. La riduzione della quantità del pensiero è tipica invece dei soggetti depressi o con disabilità intellettiva, può essere rappresentata dal mutismo (assenza di risposta alle domande), rallentamento dell'eloquio (difficoltà a mantenere una conversazione e trovare le parole), povertà dell'eloquio (pronunciare frasi ridotte al minimo) o del suo contenuto (utilizzo di frasi prive di contenuto).

27. Descrivere in cosa consistono i disturbi formali qualitativi del

pensiero

I disturbi formali quantitativi del pensiero consistono in un alterato processo di concatenazione dei concetti per compromissione dei domini organizzativi del pensiero normale (finalizzazione, astrazione, utilizzo del sistema logico di riferimento, ridondanza procedurale). Per ogni principio organizzativo alterato corrisponde uno o più disturbi formali del pensiero. La compromissione della finalizzazione esita nell’accelerazione ideica, fuga del pensiero, tangenzialità, deragliamento, incoerenza o distraibilità. La perdita dell’astrazione comporta il pensiero concreto. Il mancato utilizzo del sistema logico di riferimento induce all’illogicità o “insalata di parole”. L'alterato utilizzo della ridondanza procedurale infine può essere responsabile della circostanziabilità, impoverimento, perseverazione o ruminazione

28. Descrivere le diverse tipologie di delirio sulla base del contenuto

Possiamo distinguere i deliri in base al contenuto: -DELIRI DI INFLUENZAMENTO: comprendono la sensazione di essere controllati da altri e sono connesse alla mancanza dei confini dell’io, caratteristici della schizofrenia. Tra questi abbiamo inserzione, sottrazione, trasmissione e diffusione del pensiero -DELIRI DI RIFERIMENTO: il soggetto interpreta gli avviamenti attorno a se, come riferiti a se (realtà interpretata in modo autoreferenziale) -DELIRI PERSECUTORI: il soggetto ha un delirio di riferimento pensando che l’ambiente sia ostile e trami contro di lui, arrecandogli un danno. A sua volta li distinguiamo in deliri di:

veneficio paura di essere avvelenati; nocumento paura di essere danneggiati; rivendicazione

convinti di aver subito un torto

29. Descrivere le forme del delirio primario

Il delirio primario, si manifesta di per se e non in risposta ad altre forme psicopatologiche (tipicamente trovati nella schizofrenia, inderivabili, incomprensibili, inspiegabili). Tra questi annoveriamo: -INTUIZIONI DELIRANTI compaiono all’improvviso come le idee (il paziente in genere non se lo sa spiegare) -PERCEZIONI DELIRANTI è un disturbo del pensiero dovuto ad una interpretazione abnorme ed è un sintomo patognomonico della schizofrenia, composto da due passaggi: il paziente percepisce un elemento della realtà esterna e gli attribuisce un significato nuovo e delirante

L'idea prevalente riguarda solitamente convinzioni politiche o religiose. É un contesto ideativo che accompagna il paziente per molto tempo e ne riconosce il carattere eccessivo, ricorda l'ossessione ma ne differisce per il carattere egosintonico, va in diagnosi differenziale con il delirio e le ossessioni

34. Descrivere le tipologie di delirio di grandezza

I deliri di grandezza sono tipici della mania o di quadri da assunzione di sostanze, tra questi annoveriamo: Deliri di missione, in cui il paziente è tipicamente è un eroe chiamato ad assolvere un compito. Deliri genealogici, in cui il paziente è convinto di avere origini nobili. Delirio di invenzione, il paziente crede di essere un inventore. Deliri di salvazione, il paziente deve salvare il mondo

35. Descrivere le tipologie di decorso del delirio

Il decorso del delirio dipende in modo molto stretto dal suo inserimento nosografico, nello schizofrenico il decorso del tempo deve essere distinto in base alla fase, infatti nelle fasi acute i deliri possono scomparire se il paziente prende i farmaci, nella fase cronica il paziente invece impara a gestirli e a conviverci. Nel disturbo delirante, i deliri sono lucidi, coerenti e il funzionamento individuale è mantenuto, quindi arrivano dopo anni alla visione di un medico. Nel disturbo bipolare psicotico, il delirio scompare con la scomparsa della fase psicotica e non lascerei reliquati nel paziente che lo assimila come una credenza sbagliata. Nelle psicosi organiche, come il morbo di Pick, patologia tipicamente cronica, invece il delirio contribuisce all'evoluzione verso una demenza grave punto nel disturbo psicotico breve I deliri si esauriscono con l'esaurirsi del disturbo

36. Descrivere le condizioni che possono contribuire all'insorgenza di

deliri

Le condizioni che contribuiscono all'insorgenza del delirio sono molteplici, tra questi ha un ruolo importante l'alterazione dell'umore, sia in senso depressivo che maniacale, potendo determinare l'inizio dei deliri, inoltre questi sono congrui rispetto all'umore, il depresso avrà deliri melanconici, di colpa, di autodistruzione, di grandezza, e deliri persecutori. Anche condizioni parafisiologiche, quali l'anzianità o l'essere stranieri in una terra "ostile" potrebbe concorrere all'insorgenza dei deliri, sfoggiando in deliri persecutori e di querulomania. Ancora tra le condizioni parafisiologiche, possiamo riscontrare la povertà, l'omosessualità non accettata o l'essere insoddisfatti cronici, ovvero tutte quelle condizioni di fragilità intrinseca che portano il paziente a sviluppare il delirio

37. Descrivere le tipologie di delirio maggiormente presenti nella

depressione psicotica

La depressione psicotica è caratterizzata da idee false e convinzioni deliranti, possono essere presenti o meno le allucinazioni. I deliri sono di solito focalizzati sui sentimenti di colpa grossolanamente esagerati come " sono solo un peso per la mia famiglia". La paura della completa rovina finanziaria " delusione della povertà". La paura esagerata di una grave malattia incurabile " delusione ipocondriaca". I deliri di solito permangono anche se è disponibile la prova del contrario. I pazienti con depressione psicotica hanno quasi sempre bisogno di un trattamento di degenza psichiatrica a causa della gravità di questo disturbo ed elevato rischio di suicidio

38. Descrivere il concetto di salienza aberrante

La salienza aberrante è l'assegnazione di un significato saliente a stimoli normalmente percepiti come neutri ed innocui. La salienza aberrante è uno dei più importanti meccanismi patogenetici alla base della sintomatologia psicotica

39. Descrivere le diverse tipologie di memoria

La memoria viene distinta sulla base delle modalità del processo mnestico in: Memoria sensoriale o ultrabreve, permette di trasmettere grandi quantità di informazioni ma solo per qualche secondo. Memoria a breve termine (MBT), permette di trattenere limitate quantità di informazioni per un periodo compreso fra 15 e 30 secondi, a meno che esse non vengano riprese nel tempo. Memoria a lungo termine (MLT), permette di trattenere informazioni innesti che da pochi minuti a diversi decenni, basandosi su un sistema dichiarativo o di memoria esplicita che si divide in: Memoria episodica, è la capacità di recuperare informazioni ed eventi della propria esperienza. Memoria semantica che trasporta informazioni non definite dai parametri spazio tempo

40. Descrivere il concetto psicopatologico di affettività e le sue

componenti

L'affettività riguarda la capacità di rispondere in modo soggettivo ad eventi della realtà interna o esterna. È un fenomeno proprio di ogni persona legata alla sua personalità e al suo carattere, al modo di reagire agli stimoli esterni. Le sue componenti sono le emozioni, stati brevi ma intensi con manifestazioni somatiche. I sentimenti, stati più duraturi e stabili che esprimono in modo che ha il soggetto di vivere il proprio corpo, la psiche e lo stare in società e l'umore, che è lo stato affettivo di base che influenza l'individuo nella sua vita, rappresentando il substrato della vita psichica che influenza le emozioni.

41. Descrivere le tre funzioni che caratterizzano le emozioni primarie

Le tre funzioni che caratterizzano le emozioni primarie sono: Aspetto valutativo, riguarda l'informazione pura, cioè la comunicazione di una emozione, esempio la paura in risposta alla presenza di uno stimolo.

45. Descrivere il concetto psicopatologico di anedonia e come si

declina nella schizofrenia e nella depressione

L'anedonia è una condizione psicopatologica, caratterizzata dall’incapacità di provare piacere rispetto a situazioni che di norma sono considerate gratificanti dall’individuo. Può essere circoscritta ad alcuni aspetti, esempio anedonia sociale, fisica, oppure essere diffusa ad ogni aspetto della realtà. È un sintomo cardine della schizofrenia e della depressione ma anche nei disturbi alimentari o nei tossicomani. L'anedonia nella schizofrenia è stata resa famosa da Kraepelin, che la introdusse come caratteristica nucleare della “dementia praecox”, tuttavia per quanto sia uno degli elementi centrali della schizofrenia, alcuni studiosi ritengono che sia piuttosto una caratteristica facente parte dei sintomi premorbosi della patologia, in quanto può precedere la diagnosi anche di anni. Alcune ricerche invece hanno evidenziato come l’anedonia, che fa parte dei sintomi negativi schizofrenici, fosse dovuta ad una carenza di dopamina a livello della proiezione mesocortiale e partenza dalla zona tegmentale ventrale del mesencefalo. Nella depressione, l’APA, associazione americana psichiatri, ha deciso di riportare il concetto di anedonia quale sintomo nucleare della patologia, soprattutto nell’episodio depressivo maggiore e per il sottotipo melanconico. L'ambiente circostante non evoca più sensazioni gradevoli e il paziente viene progressivamente pervaso da una cupa e costante tristezza esistenziale

46. Descrivere il concetto psicopatologico di elevazione del tono

dell'umore

L'elevazione del tono dell’umore è tipica del paziente euforico o in mania, infatti i sentimenti che il paziente prova sono di esaltazione pura euforia e senso di essere invincibile e inarrestabile, tant’è che sono soggetti che non sentono la stanchezza o la fame o il sonno. Hanno fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, sono logorroici, hanno un accresciuto senso di energia, un eccessivo senso di confidenza verso gli estranei, una sconsiderata prodigalità, sperimentano l’accelerazione delle idee fino alla fuga delle idee, dal punto di vista motorio sono irrequieti, iperattivi in modo frenetico, agitati. Se il paziente viene contrastato, può diventare ostile e irascibile

47. Descrivere il concetto psicopatologico di flessione dell'umore

La flessione dell’umore è tipica del paziente depresso, infatti i sentimenti che il paziente prova sono di tristezza vitale, vissuta a livello somatico, con un vissuto di sofferenza interiore non superabile e di malessere fisico accompagnato da senso di oppressione e tormento per la propria condizione. Oltre la tristezza, il soggetto sperimenta la disperazione, l’infelicità, l’avvilimento, la malinconia, il pessimismo, l’anedonia. Si ha la sensazione di non riuscire a provare alcun sentimento. In più ci sarà ideazione rallentata, polarizzata su pensieri negativi. A livello motorio vi sarà rallentamento motorio fino all’arresto psicomotorio. Altri sintomi possono essere anoressia, insonnia, alterazione dei ritmi circadiani. Da attenzionare la disperazione, in quanto se assume un carattere prevalente, può condurre il paziente al suicidio.

48. Descrivere in cosa consiste un attacco di panico

Un attacco di panico è una risposta di ansia intensa e insopportabile di fronte a un pericolo reale o potenziale. Di solito è inaspettato e spontaneo, ma può anche essere associato a situazioni specifiche. Inizia improvvisamente, raggiunge rapidamente un'intensità massima variabile e dura da pochi secondi a un'ora. Alla fine dell'attacco possono persistere sintomi come affaticamento, mal di testa, nervosismo. Gli attacchi di panico possono essere lievi (paucisintomatici). Un attacco di panico è caratterizzato dal contenuto cognitivo della paura di morire, impazzire o perdere il controllo.

49. Descrivere i correlati neurobiologici della paura

A livello dei circuiti cerebrali ci sono due modi di elaborare stimoli potenzialmente pericolosi: un metodo accurato ma lento e uno rapido ma approssimativo. La prima modalità prevede l’elaborazione dello stimolo da parte della corteccia frontale e implica un’analisi dettagliata del potenziale di pericolo. La seconda si attiva senza coinvolgimento corticale e quindi senza intervento cosciente. La necessità della via breve è dovuta alla relativa maggiore importanza data alla rapidità di risposta rispetto alla precisione per gli stimoli che mettono a rischio la sopravvivenza. Al centro dell’elaborazione della paura c’è l’amigdala che integra l’esperienza cosciente della paura con le risposte neurovegetative e somatiche

50. Descrivere in cosa consiste la catatonia

La catatonia consiste in un incremento del tono muscolare, che sarà alterato, inoltre saranno presenti anche alterazioni emotive e comportamentali. Tra i sintomi abbiamo postura fissa, movimenti stereotipati, manierismi, ecolalia, ecoprassia, negativismo, tensione muscolare, mutismo, rifiuto di alimentarsi, come se il paziente fosse inaccessibile al mondo esterno. Vi può essere catalessia o flessibilità cerea, ovvero la capacità che ha il soggetto di mantenere una posizione fisica anche scomoda prolungata nel tempo

51. Descrivere in cosa consistono il rallentamento e l'arresto

psicomotorio

L’arresto psicomotorio è un quadro patologico in cui la psicomotricità viene alterata, nel rallentamento sia una riduzione di entrambe le componenti per cui ed è tipico di patologie psichiatriche quali la depressione, in cui si manifesta in associazione ad un rallentamento della mimica e del linguaggio, fino a configurare un vero e proprio quadro di bradipsichismo, le demenze e altri quadri organici. In alcuni casi il rallentamento può peggiorare fino ad andare a configurare un vero e proprio quadro di arresto psicomotorio o stupor in cui il paziente è allettato, immobile, rifiuta beni primari quale cibo e acqua è può presentare o meno incontinenza sfinterica e ritenzione urinaria, si presenta nella depressione melanconica ed è una emergenza, in quanto il paziente è a grave il rischio di vita

52. Descrivere i disturbi del movimento che possono essere indotti

dall'uso dei neurolettici

L'uso di neurolettici può condurre ad alcuni disturbi del Movimento.

le compulsioni comportamentali: sono quelle relative ai lavaggi al controllo all'accumulo di oggetti. le compulsioni mentali: possono consistere nel pregare contare dire sequenze specifiche di parole.

  • impulsività: intendiamo una condotta che trascende il controllo volontario, in genere in forma parossistica incoercibile non mediata dalla riflessione. Talora e primaria dolore secondaria ad altri fenomeni psicopatologici. in alcuni casi di impossibilità è limitata ad alcune aree come la assunzione di sostanze gioco d'azzardo la piromania, la cleptomania è soggetto e prova un eccitamento crescente, un bisogno interiore irresistibile che spinge al soddisfacimento. In particolare l'impulso si definisce come: Atto o spinta non programmata ad agire, Comportamento agosintonico, Genera piacere soggettivo sebbene le sue conseguenze possono essere estremamente dannose per il soggetto stesso, Il soggetto non riesce a resistere all'impulso di eseguire una certa azione, prima di commettere l'altro soggetto avverte un aumentato senso di tensione (arousal), mentre commette l'altro avverte piacere, l'edificazione o rilassamento. Compulsioni e comportamenti impulsivi rappresentano due estremi di un continuum che va da una tendenza alla sovrastima del periodo e l'evitamento del rischio per quanto riguarda la con le convulsioni, una ridotta percezione della pericolosità di determinati comportamenti ha una arrivata ricerca di situazioni nuove, eccitante pericoloso nel caso delle compulsioni

55. Descrivere il concetto psicopatologico di ossessione

Le ossessioni sono sintomi che si distinguono sulla linea di demarcazione tra i disturbi del contenuto del pensiero e disturbi della volontà, Configura un fenomeno psicopatologico in cui possono essere rappresentate da pensieri, immagini o impulsi persistenti e invalidanti per il soggetto affetto. Essi sono Infatti descritti dal paziente come fino a mini intrusivi ovvero su cui non hai il controllo, persistenti e ricorrenti, egosintonici, causa ansia e preoccupazione oltre che disagio e paura e soggetto tenda di reprimerle o annullarli. L'insight e quindi la consapevolezza del sintomo varia molto da contenuto clinico a contesto clinico, fino a configurare fenomeni simili alla psicosi in cui L'insight si perde del tutto

56. Descrivere i principali limiti del sistema diagnostico DSM-

Il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali è stato accettato come un buon compromesso tra le varie comunità scientifiche e cliniche, tuttavia non è esente da critiche e da miglioramento in pieno accordo con il progresso scientifico in psichiatria e nella medicina tutta. I principali limiti e gli aspetti maggiormente criticati sono: L'eccessiva medicalizzazione che scaturisce dalle etichettamento inappropriato di condizioni psichiche normali, che ricadono sotto l'ombrello più ampio della categorizzazione diagnostica e quindi nel patologico, riscontrando una oggettività parziale del manuale che predilige la medicalizzazione piuttosto che il non far diagnosi. Rientra nella parziale oggettività il limite principale del DSM, cioè che la psicopatologia sia ridotta da una "checklist" di sintomi senza tenere conto di dati oggettivi, quali valori clinici di laboratorio o indagini strumentali

57. Descrivere vantaggi e punti di forza delle diagnosi nosografico-

descrittive in psichiatria

La diagnosi descrittiva si basa sulla registrazione dei sintomi e dei segni, senza implicazioni eziologiche ed interpretazioni o ipotesi concernenti i meccanismi psicopatologici sottostanti, essendo svincolata quindi da un eccesso di teoricità che potrebbe portare ad un immobilismo diagnostico. Essa, inoltre, è finalizzata ad individuare la sintomatologia manifesta; nel campo psicopatologico i sintomi possono essere individuati sia sul versante cognitivo sia su quello emotivo-relazionale, sia su quello di personalità. Tutti i disturbi psicopatologici sono sicuramente oggetto di diagnosi descrittiva, sia per quanto concerne i disturbi clinici che i disturbi di personalità che i deficit cognitivi. Quindi sicuramente uno dei vantaggi della diagnosi descrittiva in psichiatria è l’obiettivo di essere il più completo possibile. Operando in questo senso, infatti lo psicologo ed il medico effettuano, entrambi in identico modo, l’inquadramento dei sintomi rilevati all’interno di una classificazione prevista in un sistema diagnostico organizzato e riconosciuto a livello internazionale, in cui il linguaggio è comune

58. Descrivere in che modo l'intervento psicofarmacologico può

modificare il disturbo mentale

L’intervento psicofarmacologico in psichiatria è un presidio terapeutico imprescindibile per la cura delle malattie mentali. Essi infatti agiscono sul miglioramento di emozioni, comportamenti e stili cognitivi dell’individuo. I disturbi mentali hanno una genesi multifattoriale e dovuta alla compresenza di fenomeni genetici, biologici, ambientali e psicologica, gli psicofarmaci sono attivi sulla componente biologica che molto spesso è preponderante. Gli psicofarmaci agiscono sui disturbi mentali rendendo il funzionamento mentale rigido di un paziente meno grave, attenuano i sintomi più disabilitanti e sono usati in sinergia con il percorso psicoterapico, risolvono l’episodio clinico e non la malattia nella sua totalità, come nel caso di pazienti con episodio depressivo maggiore o disturbo psicotico breve, prevengono le ricadute per esempio il litio nel disturbo bipolare, tengono sotto controllo i sintomi migliorando la qualità di vita, in caso di arresto psicomotorio possono essere salvavita

59. In che modo lo psicologo può collaborare con lo psichiatra nella

gestione della terapia farmacologica?

Alla luce di un percorso integrato e multidisciplinare nella gestione clinica del paziente, lo psicologo deve avere delle conoscenze di farmacologia, che gli permettano di fornire al paziente una assistenza migliore e gestire al meglio la psicoterapia in associazione alla terapia farmacologica. La prescrizione di un farmaco è sempre un atto psicoterapeutico calato all’interno di una relazione di cura, che vede lo psicologo parte attiva del processo, per quanto non prescrittore del farmaco, prerogativa esclusivamente medica. Infatti lo psicologo migliora la compliance del paziente, lavorando insieme al paziente e al medico all’aderenza alla terapia, al monitoraggio degli effetti collaterali, degli effetti terapeutici, di eventuali condotte di abuso e ad eventuali scelte sulla terapia che restano sempre appannaggio del paziente su consiglio di psicologo e psichiatra

60. Descrivere i fattori che possono influenzare la distribuzione di un

farmaco

scoperti prima, gli antipsicotici di seconda generazione (antipsicotici atipici), scoperti più recentemente. Ma il reale discrimine sta nel meccanismo d'azione, infatti gli antipsicotici di prima generazione inibiscono esclusivamente recettore della dopamina, mentre quelli di seconda generazione agiscono su serotonina, glutammato e noradrenalina che modulano la trasmissione di famiglia energica e quindi sono più attivi nei confronti dei sintomi negativi della schizofrenia, hanno minori effetti collaterali extrapiramidali, minore rischio di iperprolattinemia e maggiore efficacia in forme psicotiche resistenti.

64. Definire i disturbi dello sviluppo intellettivo e i relativi domini

deficitari

I disturbi dello sviluppo intellettivo (disabilità intellettiva) hanno preso il posto nella definizione "ritardo mentale" all'interno del DSM-5. Con questa definizione intendiamo un disturbo o corrente che nella fase dello sviluppo del soggetto comprendente deficit del funzionamento sociale, congiunturale e pratico, sia al livello intellettivo che adattivo. I domini deficitari sono quei domini, per l'appunto, che dovrebbero raggiungere adeguati livelli durante lo sviluppo del bambino. Il dominio concettuale comprende, competenze linguistiche, ragionamento, memoria, lettura e scrittura. Il dominio sociale comprende l'empatia, la capacità di comunicare di interesse rapporti amicali con gli altri bambini. Il dominio pratico riguarda la gestione negli ambiti personali, con lavoro, il sapersi prendere cura di se stessi, organizzazione dei compiti, homework e le attività svolte nel tempo libero

65. Descrivere le difficoltà nell'interazione sociale e i

comportamenti/interessi stereotipati che caratterizzano il disturbo

dello spettro dell'autismo

Il disturbo dello spettro autistico o ASD (Autism Spectrum Disorder) è un disordine del neurosviluppo inquadrato secondo il dsm-5 da deficit persistente nell'interazione e comunicazione sociale (criterio A) e da pattern di comportamenti, interessi o attività ristretti e ripetitivi. Criterio A; il bambino tipicamente ha difficoltà nella reciprocità socio-emotiva, sia nella comunicazione verbale che non verbale, che nel contatto visivo o nella mimica utilizzata a scopo comunicativo. Inoltre sono individui carenti nel gioco funzionale e simbolico oltre che nella capacità di astrazione e nel "fare finta che". Tutto ciò è esemplificato dal rapporto che i bambini autistici hanno con gli altri, in quanto restano in una dimensione solitaria e privata, difficilmente accessibile agli altri, che siano anche i genitori. Criterio B; vi sono dei pattern di comportamenti ripetitivi o stereotipati, quale i manierismi, lo sfarfallamento, il fare ruotare gli oggetti, inoltre sono soggetti che difficilmente tollerano cambi nella loro routine quotidiana o negli ambienti dove vivono, esempio potrebbe essere il modificare la disposizione dei quadri all'interno dell'abitazione, vissuta come una condizione insostenibile del bambino

66. Diagnosi differenziale dell'ADHD

Il disturbo da deficit di attenzione con iperattività, si caratterizza per sintomi riguardanti disattenzione piccola iperattività e impulsività. le seguenti patologie entra in diagnosi differenziale con l'ADHD: disturbo dello spettro autistico, con cui ha in comune la disfunzione sociale e rifiuto dei coetanei. Disabilità intellettiva disturbo oppositivo-provocatorio in cui prevale l'opposizione nei confronti dei compiti scolastici rispetto alla difficoltà oggettiva che il bambino con ADHD nel portare a termine i compiti. Disturbo esplosivo intermittente in cui l'aggressività è più spiccata. Disturbo specifico dell'apprendimento, meno invalidante rispetto al l'ADHD.

67. Descrivere le alterazioni del sistema dopaminergico presenti nella

schizofrenia

Numerosi studi scientifici sottolineano che la modulazione del tono dopaminergico è in grado di influenzare la sintomatologia e le funzioni cognitive. Dopo più di 100 anni dalla sua prima descrizione clinica, la patofisiologia della schizofrenia non è del tutto nota. Si suppone che tale disturbo possa essere il risultato di un processo degenerativo superimposto ad una anomalia dello sviluppo del sistema nervoso centrale che avrebbe luogo nel feto. L’ipotesi dopaminergica della schizofrenia è stata formulata negli anni ’60 e rimane ancora centrale per la comprensione della patofisiologia del disturbo, essa suggerisce che i sintomi siano il risultato di una disfunzione della normale trasmissione dopaminergica a livello cerebrale. Sono state caratterizzate quattro vie dopaminergiche cerebrali: via mesolimbica, via mesocorticale, via nigrostriatale e via tubero infundibolare. Risulta da questa ipotesi come i sintomi positivi riflettano una condizione di iperattività dopaminergica a livello delle strutture sottocorticali e i sintomi negativi e cognitivi una condizione di stato ipodopaminergico in regioni corticali associative come la corteccia prefrontale ed entorinale. Studi farmacologici hanno in buona parte confermato questa ipotesi: sostanze in grado di incrementare i livelli cerebrali di dopamina determinano l’insorgenza di sintomi positivi (allucinazioni e deliri), gli antipsicotici tradizionali antagonizzano la trasmissione dopaminergica ed esiste una stretta correlazione tra affinità per il recettore dopaminergico D2 e potenza antipsicotica. Di più difficile spiegazione è l’osservazione clinica che sintomi positivi, negativi e cognitivi spesso coesistono, non essendo costrutti psicopatologici indipendenti

68. Descrivere i correlati neuroanatomici e di imaging cerebrale della

schizofrenia

Le evidenze farmacologiche indicano che alla base dei sintomi psicotici, vi sia una iperattività del sistema dopaminergico, dovuta ai recettori D2 della dopamina. Sono state caratterizzate quattro vie dopaminergiche cerebrali: via mesolimbica, la cui iperattivazione causa deliri e allucinazioni, via mesocorticale implicata nel controllo delle emozioni e dei sentimenti, via nigrostriatale, che controlla i movimenti e via tubero infundibolare, che regola il rilascio di prolattina. Grazie agli studi di neuroimaging molecolare e funzionale come fRMN, la PET, TAC e SPECT si è avuto la conferma che la neurotrasmissione dopaminergica striatale è disfunzionale nella schizofrenia e nei soggetti a rischio di psicosi. Da questi elementi, risulta evidente un’alterazione diffusa” della