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Appunti presi a laezione, prof.ssa Tappatà
Tipologia: Appunti
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Libri:
Esame orale > dimostrare di saper parlare di psicologia generale e saperle argomentare
“E’ molto, molto difficile mettere d’accordo cuore e cervello ... Pensa che, nel mio caso, non si rivolgono nemmeno la parola ...” (Woody Allen, Crimini e misfatti). ● L’organo per essenza che definisce la mia essenza e natura umana è il cervello, poiché è la sede di tutto una specie di regista della nostra. Ci permette di creare e interiorizzare tutto quello che sta fuori. ● Il cervello permette tutto ciò che è esterno venga interiorizzato diventando patrimonio della nostra competenza intellettuale, quindi tutto ciò che è esterno diventa poi pensiero. ● Nella nostra mente abbiamo un energia fluida assolutamente affascinante ed è il motivo per cui è stata considerata la sede dell’anima ( come con Cartesio quando parlava della ghiandola pineale ovvero una parte del nostro cervello che è l’amigdala ). Ci sono stati momenti bui per la ricerca scientifica in cui c'era l'impossibilità di fare ricerca e questo ha portato a far si che ci fossero delle intuizioni. ● Nel 1904 il medico Mobius, scrive un saggio intitolato “ l’inferiorità mentale della donna “ e questo ci fa capire che se un medico scrive un saggio con un titolo simile, si da crediti a ciò che si sta leggendo, quel saggio viene poi pubblicato in italia nel 1975, negli anni pieni della contestazione femminista. ● Capire come funziona il cervello implica capire tutto come il funzionamento dei movimenti- cuore- articolazioni, a seconda dei momenti storici i primi che possono avere un certo “ peso da ricordare “. ● Nel 1960-70 quando P. Broca e Wernicke, scoprono che delle persone che avevano subito dei danni all’emisfero sinistro avevano dei grandissimi disturbi al linguaggio quindi si deduce con la ricerca che nell’emisfero sinistro c’è un’area che ha come enfatizza l’intellettualità dell’essere umano. Ciò che era il paradigma scientifico era studiare la potenza della nostra mente. ● Nel 1930 il neurologo Jackson, indaga sulla peculiarità dei danni subiti dalla persona che hanno avuto un danno all’emisfero destro, si scopre che il linguaggio è intatto ma sono venute a mancare tutte quelle capacità fini come il coordinamento viso spaziale ( senso motorio - delle sensazioni e percezioni ). ● Altri studi sono grati alla sorpresa di trovare nel cervello, reazioni abnormi legate alle crisi epilettiche che fanno si che il nostro cervello risulti essere una sorta di macchina ingestibile. Quindi non possiamo essere solo emisferi destro o sinistro, ma siamo entrambi, come le emozioni. ● Frana J. Gall e la Craniometria, individua nel cervello un elevato numero di regioni indipendenti e specializzate dei veri e propri organi mentali deputati a particolari funzioni, ad esempio c'era un territorio specifico per la coniugalità - uno per la memoria dei fatti, uno per la spiritualità, la combattività- uno persino per la segretezza e risultano in tutto 35 territori- ● Con la craniometria, si mettevano in evidenza protuberanze e bozze corrispondenti alle funzioni cerebrali sottostanti, è più grande la protuberanza più efficace come il bernoccolo della matematica. ● Gall parte dal presupposto che siccome sotto la calotta cranica vi è il cervello, lui sostiene che laddove si percepisce una protuberanza sotto le dita, significa che quell’area del cervello è più potente e quindi si sforza dentro la calotta cranica e crea il bozzo. ● La teoria della specializzazione, suggerisce che l’essere umano è biologicamente dotato di 2 modalità di trattamento dell’informazione distinte e complementari. I due emisferi del cervello sono specializzati nei diversi stili di pensiero.
● Emisfero sinistro = risulta essere dominante riguardo alla funzione del linguaggio verbale in particolare nell’uso della grammatica- nel ragionamento logico analitico- nelle abilità matematiche - nella risoluzione dei problemi. ● Emisfero destro, si considera dominante per quanto riguarda il pensiero creativo e analogico ( l’abilità nel fare i compiti visio spaziali ). Nella lettura della realtà predilige uno stile olistico in quanto è in grado di cogliere la realtà sulla base di una piccolissima parte di essa. ● Emozioni e cervello = le ricerche scientifiche in campo neurologico rivolte a verificare il funzionamento cerebrale hanno dimostrato che anche le emozioni coinvolgono entrambi gli emisferi. Collocano le emozioni negative con l’odio e la collera nell’emisfero destro, mentre quelle positive come la gioia e l’amore, nell’emisfero sinistro e quest’ultimo convolto nella comunicazione verbale, risulta fondamentale nel rapporto comunicativo intenzionale. ● Quindi dato che le emozioni positive sono legate sia alla sfera della esperienza emozione sia a quella dell’attivitò comunicativa, si caratterizzano per una rappresentazione biemisferica mentre, nel caso delle emozioni negative, è possibile parlare di lateralizzazione dell’emisfero destro. ● Lei e Lui, cervelli diversi? Donne e uomini non differiscono solo per i caratteri somatici ma anche perchè svolgono con capacità diverse varie attività mentali e motorie. Queste differenze del cervello sessuato non si riferiscono ad un livello diverso di intelligenza, ma a una differente specializzazione in compiti particolari. Gli uomini in media eseguono meglio delle donne alcuni compiti di tipo spaziale come quello di orientarsi in un percorso tenendo conto delle direzioni e delle distanze, sono più precisi nei compiti di abilità motoria come la guida sono più accurati nel mirare meglio a un bersaglio; superano le donne anche nel ragionamento matematico. Le donne tendono ad avere migliori prestazioni nei compiti che implicano riconoscimento di somiglianze percettive nelle abilità verbali-identificazione di punti di riferimento in un passaggio- nell’esecuzione di certi lavori di precisione e nel calcolo aritmetico. Il cervello femminile e quello maschile, hanno due diversi basi psicologiche di relazionarsi col mondo. Per natura, nelle donne i due emisferi del cervello si collegano più facilmente e più frequentemente inducente una visione sintetica della realtà, mentre gli uomini prediligono una lettura analitica. Di fatto non sono state accertate delle precise differenze anatomiche tra le strutture cerebrali maschili e femminili, tranne che per una maggior ampiezza nella donna del corpo calloso. Bloom e Lazerson ( 1990 ) sostengono che questo dato anatomico giustifica l’assunto che le abilità mentali nell’uomo, possiedono una localizzazione più rigida, mentre nelle donne sono distribuite in maniera più diffusa in entrambi gli emisferi e il corpo calloso assicura una maggiore comunicazione tra le due parti del cervello. GLI STILI COGNITIVI E’ possibile identificare uno stile individuale nei modi di pensare - sentire - esprimersi - corsi delle finalità, lo stile di pensiero esprime caratteristiche globali o diffuse che si rivelano sia nel funzionamento cognitivo che negli atteggiamenti di un individuo. Lo stile è una preferenza ad applicare certi tipi di strategie e ad agire sulla base di particolari interessi o motivazioni. Alcuni fondamenti stili cognitivi e tipologie di individui :
L’esplorazione presuppone il passaggio dall’inerzia all’azione. E’ un’azione, ma è “azione mentale”. E’ preparazione di un progetto. Chi esplora si dà un obiettivo, stabilisce un punto da raggiungere, con l’idea che si possa trovare qualcosa di nuovo. E’ progettare l’esplorazione. E’ l’energia per compiere l’approfondimento. E’ la capacità di riconoscere il nuovo. E’ trovare qualcosa che non si cercava. CHI CERCA TROVA ... La ricerca come atteggiamento di apertura. Ogni ricerca si prefigura un esito. L’esito non è sempre quello prefigurato. A volte, la ricerca, finisce per trovare qualcosa di diverso. Serendipità: è cercare qualcosa e trovare una scoperta inaspettata (come la scoperta dell’America ...) LA FORMULA MAGICA Sono tante le relazioni tra creatività dei singoli, creatività di gruppo, delle imprese, e innovazione. La creatività è un importantissimo fattore di adattamento e, in quanto tale, costituisce un vantaggio evolutivo, per le singole persone così come per la società, traducendosi anche in vantaggio competitivo tra le nazioni. LOGICA PER PROMUOVERE E SVILUPPARE LA CREATIVITA’ NAZIONALE Valorizzare l’istruzione e la formazione di buona qualità rendendola disponibile per tutti. Promuovere l’apertura culturale. Creare fluidità sociale e meritocrazia. Realizzare disponibilità di risorse e trasparenza. Attuare alta pressione sui singoli perché raggiungano l’eccellenza e offrire la disponibilità degli strumenti per raggiungerli. Sviluppare le capacità per integrare conoscenze, esperienze, generazioni, generi. Promuovere di un “patto generazionale” per il trasferimento delle conoscenze. RAPPORTO CIVITA SULL’INDUSTRIA CULTURALE E CREATIVA IN ITALIA Le imprese creative italiane, private, rappresentano il 4,5% del totale nazionale delle imprese. L’industria creativa si addensa al Nord (54,2% del totale nazionale), quella culturale al Centro (39,8%), i centri di produzione nel Meridione (21,4%). Le imprese sono, spesso, piccolissime e senza promozioni statali. Nell’indagine manca ogni accenno alla creatività scientifico-tecnologica. INCORAGGIARE IL PENSIERO DIVERGENTE A SCUOLA Quale sia la materia si dovrebbe sfruttare l’opportunità di incoraggiare il pensiero divergente. Evitare un clima educativo in cui vengono approvate solo le soluzioni convergenti e caute. Mantenere accuratezza e precisione ma stimolare la procedura di verifica/valutazione. La soluzione originale deve essere verificata per vedere se “funziona”; se “fallisce” deve essere scartata (anche se può essere rinforzato positivamente lo sforzo immaginativo compiuto). Pensiero creativo e razionale devono essere usati per completarsi a vicenda.
particolare nelle asimmetrie cerebrali, essere mancino fa parte dell’identità profonda della person che usa preferibilmente la sinistra. Quello che può succedere ( che succedeva in passato ) è obbligare i mancini a usare la mano destra tanto da farli diventare abili a usare anche la mano non preferita per svolgere tutte le attività, in alcune culture contemporanee ciò accade ancora probabilmente perché come spesso accade alle minoranze vengono stigmatizzati e per esempio in Asia lo sono tutt’ora. ETERMINANTI PSICOLOGICHE E FONETICHE DELLA BALBUZIE Sintomi di Conversione Le pulsioni inconsce represse si esprimono attraverso disturbi psicosomatici. Rientra nel quadro delle Nevrosi di fissazione nelle quali parte della carica libidica si concentrerebbe a livello dell’apparato articolatorio. Nei contesti ritenuto competitivi, pericolosi sul piano identitario ( presentarsi ) implicanti un giudizio. Non con tutti i fonemi è così facile inceppare nell'eloquio e iniziare a balbettare e bisogna capire perché alcuni suoni che noi emettiamo siano così carichi dal punto di vista emotivo. Perché questa carica emotiva - simbolica? Gli organi della fondazione ( dal punto di vista anatomico faringe , trachea, bocca ), sono tardivamente diventati organi legati e propria formazione complessa ( linguaggio ). Prima questi organi erano collegati solo alla funzione biologica. C’è questo salto. Queste funzioni prima erano legati a funzioni di tipo primario. Le modalità articolatorie dei fonemi, cioè come si pronunciano, li possono rendere congruenti all'espressione di contenuti simbolici ed emotivi. Ci sono alcuni suoni che sono carichi da questo punto di vista Suoni della nasalizzazione ( M e N ): Il fonema M si modella sul movimento delle labbra che durante la suzione e si carica di valenze emozionali della gratificazione orale. La nasalizzazione può caratterizzare il comportamento fonetico in contesti di tipo regressivo, introverso. Suono che esprime regressione e il suono della C/T/L: Sono i fonemi del comportamento vocale caratteristico del primo periodo del linguaggio infantile. Le palatiali caratterizzano il linguaggio veggezzativo e il baby talk. I suoni dell’aggressione ( P/B/T/D/K ) Sono chiamati così perché la gestualità per produrre questi suoni implica una espulsione che sale dal diaframma e ora che arriva alle labbra, denti e gola, esplode con il suono della della P e D. La R è chiamato fonema della mascolinità: Fonagy nel 70 ragiona su questo aspetto del valore simbolico, studiando il suono della R perché l’aspetto dell’articolazione della lingua per poter emettere il suono della R rimanda il suono che riposa alla mascolinità. Il bambino arriva a padroneggiare questo fonema durante lo stadio fallico ( prima usa la L ) e i disturbi dell’articolazione di questo fenomena sono etichettati come effemminati. LE BASI BIOLOGICHE DELLA PERSONALITÀ Se le variabili biologiche costituiscono una prima fonte di modellamento della personalità, una seconda è costituita dalle molteplici pressioni provenienti dall’ambiente inteso come insieme di caratteristiche geofisiche (climatiche e geografiche) e culturali (cultura d’appartenenza, organizzazione sociale e politica, stili educativi parentali, valori).
Pensare l’individuo come completamente svincolato dall’ambiente culturale in cui vive e cresce è una pura astrazione. La cultura, intesa come un insieme di credenze, di modelli di percezione e interpretazione della realtà, di segni, valori e di pratiche, definisce quasi ogni aspetto delle esperienze di una persona. GLI UNIVERSI CULTURALI Gli universi culturali non riguardano solo la strutturazione esteriore della vita degli individui (con modelli di relazione, abitudini, riti ecc.). Sul piano psicologico, la cultura svolge una funzione formativa delle personalità individuali, offrendo modi di pensare, conoscenze e pregiudizi, proibizioni e canali privilegiati di espressione dei sentimenti, mezzi per soddisfare i bisogni fisici e così via. BAMBINI E CULTURA Il bambino che nasce e cresce in una cultura particolare (nazionale, regionale, di classe ecc.), è destinato ad apprezzare certi cibi e a consumarli in un certo modo, a esprimere le proprie emozioni in determinate maniere, a piangere o trattenere i sentimenti, a spostarsi secondo certi ritmi, a muoversi gesticolando o rimanendo rigido ecc. Se lo stesso bambino, al momento della nascita, fosse stato trasferito e inserito in un'altra cultura, probabilmente avrebbe apprezzato altri cibi, espresso le proprie emozioni diversamente, si sarebbe spostato con ritmi diversi. UNA PUNTUALIZZAZIONE ... Va precisato che, nonostante la cultura eserciti un'influenza fortissima sugli individui, essa va intesa non come una struttura rigida, quanto piuttosto come una realtà che è assimilata secondo regole particolari, tipiche dell'individualità di ciascuno. GLI STILI EDUCATIVI PARENTALI Quando ci si chiede in che misura l’ambiente socio culturale modella la personalità viene presa in esame una prima e fondamentale forza determinante che è costituita dagli stili educativi parentali. STILE AUTOREVOLE, AUTORITARIO , PERMISSIVO, DISTACCATO Un genitore cha adotta uno stile autorevole, ad esempio, incoraggia personalità caratterizzate da maggiore autonomia, autostima, cooperazione, orientamento alla riuscita. Uno stile autoritario crea personalità ansiose, con senso di insicurezza e difficoltà relazionali. Uno stile parentale orientato al permissivismo forgia personalità immature, incapaci di controllare gli impulsi e intolleranti; infine, uno stile educativo distaccato forma personalità con bassa autostima, insicurezza e aggressività. LE STRUTTURE SOCIOPOLITICHE Una seconda grande forza culturale è costituita dalle strutture sociopolitiche. Ovviamente un conto è respirare un’atmosfera culturale autoritaria, come nei regimi dittatoriali, altra cosa vivere e crescere in climi ideologici incentrati sull’individualismo (come nella cultura occidentale) che promuovono tratti di personalità quali la competizione, il successo, l’autonomia e la libertà o sul collettivismo (distintivo di quelle orientali) che incoraggia il senso di collaborazione, partecipazione e la responsabilità sociale. PERSONALITA’ E PRESCRIZIONI DI RUOLO Per ciascun momento della vita e per ogni singola situazione la cultura, come un grande regista, assegna una sorta di copione, una parte, un insieme di regole cui l’individuo deve conformare il proprio comportamento e da cui derivano stereotipi tipici dei diversi ruoli sociali e professionali (e, ancora oggi, una delle prescrizioni di ruoli tra le più potenti, è quella che riguarda il genere).
● Ippocrate definisce la prima tipologia di personalità, con una classificazione : ● il sanguino = possiede un temperamento caratterizzato da impulsività -energia -voluttuosità e ottimismo con tratti somatici come la bassa statura , le forme tondeggianti e un elevato tono muscolare. ● il flemmatico = si distingue per i tratti psicologici dell’apatia , dell’ egoismo e il suo corpo è segnato da caratteristiche quali lo scarso sviluppo muscolare e la flacciditá. ● il collerico = è caratterizzato da impetuosità tesa quasi alla violenza , forte volontà e un fisico magro alto e con tono muscolare elevato. ● il melanconico = è riflessivo , sospettoso e pessimista con tratti somatici come la gracilità , l’alta statura e la scarsa tonicitá muscolare. ● Il pensiero di Ippocratico ha gettato le basi per importanti ricerche sulle componenti biologiche della personalità e ha condizionato molte delle tradizioni di ricerca presenti nel panorama europeo , fino all’età ultime scoperte sul funzionamento del sistema endocrino , ormonale e sul ruolo della genetica. Il contributo fondamentale è sicuramente segnato dalla definizione chiara di ciò che è temperamento rispetto alla personalità.
Nel 500–> il volto o le sembianze fisiche vengono viste ed analizzate come se potessero essere indicatori di tratti di personalità. LA FISIOGNOMICA E LA FRENOLOGIA :
● una seconda è costituita dalle molteplici pressioni provenienti dall’ambiente inteso come insieme di caratteristiche geofisiche ( climatiche e geografiche ) e culturali ( cultura d’appartenenza, organizzazione sociale e politica, stili educativi parentali e valori) La cultura è un misto di elementi che non possiamo controllare. La cultura È una variabile invisibile nella parte in cui noi abbiamo delle reazioni senza renderci conto che siamo dentro la cultura. Non sotto valutare il primo imprinting ( genitori ). Sono le prime variabili con le quali ci confrontiamo. IL MONDO DELLE SENSAZIONI La psicologia generale come scienza nasce negli anni 70 a Ipsia con Wunt che fa i primi studi sulle sensazioni. Quello scientificamente provabile era in laboratorio per far si che la psicologia diventasse scienza attraverso alle regole della fisica/chimica e si va a studiare le sensazioni perché esse sono alla base a tutte le piccole sintuazioni. La sensazione può essere definita come impressione soggettiva, immediata e semplice che risponde a una data intensità dello stimolo. Esse solo eventi privati e soggettivi dei quali ciascuno di noi ha un'esperienza diretta che Possono essere comunicati, condivisi e compresi. Ogni variazione del mondo fisico è percepito da tutti i soggetti in una maniera tale che la descrizione di tale variazione risulti molto simile. Si può presupporre che anche le sensazioni stesse siano almeno compatibili tra di loro. La comunicabilità, comprensibilità e confrontabilita fra le sensazioni di diversi soggetti è dovuta a una relazione sistematica tra lo stimolo fisico e sensazione medesima. Si tratta di relazioni psicofisiche in cui a determinate configurazioni di stimoli fisici corrispondono determinate sensazioni sul piano psicologico. E la sensazione costituisce l’interfaccia tra la realtà esterna ( fisica ) e la realtà interna ( psicologica ). I primissimi studi vanno a vedere quali sono i limiti che i nostri sensi hanno.