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Psicologia generalee, Appunti di Psicologia Generale

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Tipologia: Appunti

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Storia della psicologia
Fine ‘800 nasce come scienza. !
Studio scientifico della mente e del comportamento. William James, si inizia a interessare alla
psicologia, "psyche" cioè anima e "logs" cioè studio, una disciplina ancora, ai primordi stava
afrontando un approccio moderno e scientifico alcune domande senza tempo sulla natura umana.
Scrisse * Principi di psicologia', e ancora uno dei testi più importanti. Voleva indagare sulla natura
umana, ma ai quei tempi la psicologia non fa ancora un campo d'indagine indipendente. Scopo
della psicologia scientifica ma anche quella del senso comune è cercare di capire il
comportamento delle persone, pensieri, coscienza ecc che regola la nostra vita sociale. Studio di
funzioni della mente, cognitive e mentali: percezione, attenzione, memoria, ragionamento. Lo
studio scientifico richiede alcuni ingredienti, di osservare dei fenomeni. La mente è un qualcosa
che non possiamo osservare. Una scuola di psicologia ha abolito il concetto di mente perché non
è osservabile e non può essere oggetto di uno studio scientifico. Il comportamento sono le azioni
osservabili degli esseri umani e animali. Su questi due piani la mente si può definire come
un’esperienza privata che consiste in una serie di pensieri/ricordi in virtù di stimolazioni esterne o
innescate nei nostri stessi processi mentali come il pensiero stesso.!
La psicologia scientifica dierisce con la psicologia del senso comune che consiste in una serie di
abilità che tutti noi possediamo e usiamo costantemente per cercare di capire gli altri e noi stessi.
(Psicologia ingenua) si fonda su conoscenze deboli e poco attendibili per una mancanza di
verifiche e controlli. !
È fondamentale che noi facciamo costantemente inferenze su quello che possono essere i
pensieri degli altri. Senza questa psicologia non potremmo vivere altrimenti le azioni degli altri non
avrebbero senso perché non si possono “prevedere” e il mondo sociale diventa incomprensibile.
La dierenza fra le due psicologie comunque sta nella natura delle conoscenze, nel modo in cui
queste conoscenze sono ottenute. Quella scientifica fornisce spiegazioni del comportamento
basate su delle evidenze basate su procedure codificate, il metodo scientifico sperimentale,
formulazione di ipotesi attraverso esperimenti. Si giunge a esperienze attendibili e verificabili. La
psicologia ingenua invece su intenzioni non verificabili. In molti casi noi sbagliamo a percepire il
mondo. Questi giudizi sono spesso intuitivi.!
Platone ed Aristotele furono i primi a domandarsi su come funzionava la mente umana.!
Platone sosteneva l’innatismo cioè sosteneva che alcuni tipi di conoscenza erano innati o
connaturati. !
Secondo Descartes il corpo e la mente sono due cose dierenti in natura, il corpo e’ fatto si
sostanza materiale, la mente/anima e’ una cosa spirituale. Problema del dualismo cioè dico e
l’attività mentale possa accordarsi e coordinarci con il comportamento fisico.!
Aristotele invece riteneva che la mente del bambino fosse una sorta di tabula rasa (una lavagna
vuota) su cui si scrivono le esperienze, ed un sostenitore dell’empirismo filosofico secondo cui
tutte le conoscenze si acquisiscono attraverso l’esperienza. Nella psicologia moderna la capacita
di sottoporre a verifica una teoria e’ il fondamento dell’approccio scientifico ed e’ la base per
poter dare conclusioni.!
Etimologia della parola: “scienza dell’anima”!
Nasce intorno al 500 ma il suo uso più simile al modo usato oggi nasce nel 700 con le opere di
Wol, distinzione fra psicologia razionale, studia l’essenza dell’anima e le sue facoltà, psicologia
empirica che si occupa dei fatti psichici fondati sull’esperienza. Nascita uciale risale a fine 800,
nel 1879 Wundt dell’Università di Lipsia apre il primo laboratorio di Psicologia sperimentale.
Perché questo ritardo nella nascita rispetto alla nascita della scienza moderna che nasce nel
500/600? Dovuto all’influenza del pensiero medievale. Anché potesse nascere come scienza
sperimentale servono alcuni presupposti: che l’uomo fosse riconosciuto come oggetto valido di
studio scientifico. Per molti secoli era stato visto come qualcosa di non studiamile (un po’ come
studiare Dio in maniera scientifica, non era possibile). Altri ostacoli per la nascita della psicologia
scientifica, ovvero l’oggetto di studio. Noi possiamo osservare il comportamento ma cosa
origine al comportamento, la mente, non è qualcosa che possiamo vedere. Quindi c’è stata
dicoltà a definire l’oggetto di studio della psicologia. La seconda problematica è collegata a
come si misurano questi fenomeni psichici. !
Tornando indietro rispetto a questi pensatori, in realtà già ai tempi dei filosofi greci si stava
consolidando un pensiero di impostazione psicologica su come funziona l’attività psichica che era
abbastanza moderna. Nell’antichità si tendeva a considerare che l’attività mentale, la sede della
mente, non fosse il cervello quanto il cuore. Nella cultura cinese ad esempio si collocava nel
cuore la sede dell’anima. Già nella filosofia greca questo inizia a cambiare. Con Pitagora si
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Storia della psicologia

Fine ‘800 nasce come scienza. Studio scientifico della mente e del comportamento. William James, si inizia a interessare alla psicologia, "psyche" cioè anima e "logs" cioè studio, una disciplina ancora, ai primordi stava afrontando un approccio moderno e scientifico alcune domande senza tempo sulla natura umana. Scrisse * Principi di psicologia', e ancora uno dei testi più importanti. Voleva indagare sulla natura umana, ma ai quei tempi la psicologia non fa ancora un campo d'indagine indipendente. Scopo della psicologia scientifica ma anche quella del senso comune è cercare di capire il comportamento delle persone, pensieri, coscienza ecc che regola la nostra vita sociale. Studio di funzioni della mente, cognitive e mentali: percezione, attenzione, memoria, ragionamento. Lo studio scientifico richiede alcuni ingredienti, di osservare dei fenomeni. La mente è un qualcosa che non possiamo osservare. Una scuola di psicologia ha abolito il concetto di mente perché non è osservabile e non può essere oggetto di uno studio scientifico. Il comportamento sono le azioni osservabili degli esseri umani e animali. Su questi due piani la mente si può definire come un’esperienza privata che consiste in una serie di pensieri/ricordi in virtù di stimolazioni esterne o innescate nei nostri stessi processi mentali come il pensiero stesso. La psicologia scientifica differisce con la psicologia del senso comune che consiste in una serie di abilità che tutti noi possediamo e usiamo costantemente per cercare di capire gli altri e noi stessi. (Psicologia ingenua) si fonda su conoscenze deboli e poco attendibili per una mancanza di verifiche e controlli. È fondamentale che noi facciamo costantemente inferenze su quello che possono essere i pensieri degli altri. Senza questa psicologia non potremmo vivere altrimenti le azioni degli altri non avrebbero senso perché non si possono “prevedere” e il mondo sociale diventa incomprensibile. La differenza fra le due psicologie comunque sta nella natura delle conoscenze, nel modo in cui queste conoscenze sono ottenute. Quella scientifica fornisce spiegazioni del comportamento basate su delle evidenze basate su procedure codificate, il metodo scientifico sperimentale, formulazione di ipotesi attraverso esperimenti. Si giunge a esperienze attendibili e verificabili. La psicologia ingenua invece su intenzioni non verificabili. In molti casi noi sbagliamo a percepire il mondo. Questi giudizi sono spesso intuitivi. Platone ed Aristotele furono i primi a domandarsi su come funzionava la mente umana. Platone sosteneva l’innatismo cioè sosteneva che alcuni tipi di conoscenza erano innati o connaturati. Secondo Descartes il corpo e la mente sono due cose differenti in natura, il corpo e’ fatto si sostanza materiale, la mente/anima e’ una cosa spirituale. Problema del dualismo cioè dico e l’attività mentale possa accordarsi e coordinarci con il comportamento fisico. Aristotele invece riteneva che la mente del bambino fosse una sorta di tabula rasa (una lavagna vuota) su cui si scrivono le esperienze, ed un sostenitore dell’empirismo filosofico secondo cui tutte le conoscenze si acquisiscono attraverso l’esperienza. Nella psicologia moderna la capacita di sottoporre a verifica una teoria e’ il fondamento dell’approccio scientifico ed e’ la base per poter dare conclusioni. Etimologia della parola: “scienza dell’anima” Nasce intorno al 500 ma il suo uso più simile al modo usato oggi nasce nel 700 con le opere di Wolff, distinzione fra psicologia razionale, studia l’essenza dell’anima e le sue facoltà, psicologia empirica che si occupa dei fatti psichici fondati sull’esperienza. Nascita ufficiale risale a fine 800, nel 1879 Wundt dell’Università di Lipsia apre il primo laboratorio di Psicologia sperimentale. Perché questo ritardo nella nascita rispetto alla nascita della scienza moderna che nasce nel 500/600? Dovuto all’influenza del pensiero medievale. Affinché potesse nascere come scienza sperimentale servono alcuni presupposti: che l’uomo fosse riconosciuto come oggetto valido di studio scientifico. Per molti secoli era stato visto come qualcosa di non studiamile (un po’ come studiare Dio in maniera scientifica, non era possibile). Altri ostacoli per la nascita della psicologia scientifica, ovvero l’oggetto di studio. Noi possiamo osservare il comportamento ma cosa dà origine al comportamento, la mente, non è qualcosa che possiamo vedere. Quindi c’è stata difficoltà a definire l’oggetto di studio della psicologia. La seconda problematica è collegata a come si misurano questi fenomeni psichici. Tornando indietro rispetto a questi pensatori, in realtà già ai tempi dei filosofi greci si stava consolidando un pensiero di impostazione psicologica su come funziona l’attività psichica che era abbastanza moderna. Nell’antichità si tendeva a considerare che l’attività mentale, la sede della mente, non fosse il cervello quanto il cuore. Nella cultura cinese ad esempio si collocava nel cuore la sede dell’anima. Già nella filosofia greca questo inizia a cambiare. Con Pitagora si

attribuisce un ruolo maggiore al cervello. Pitagora lo identifica come sede della ragione. Parla di 3 diverse facoltà: passione, intelligenza e ragione. La passione ha sede nel cuore e lo condividiamo con gli altri animali, lo stesso l’intelligenza, la vede legata al cervello ma comunque condivisa. Quello che è esclusivo degli animali è la facoltà della ragione, qualcosa incentrato nel cervello. Altri importanti pensatori sono ad esempio Aristotele e Ippocrate. Ippocrate mise in relazione la vita mentale con il corpo. Da un lato la dottrina dei caratteri: secondo lui si identificano 4 personalità in base a quali sono gli umori che prevalgono nel loro corpo. Sangue, bile gialla, bile nera e flemma. Questi umori sono collegati agli elementi della natura. Secondo lui il temperamento delle persone dipendeva da quale di questi 4 umori prevaleva. Se prevaleva il flemma che era associato all’acqua, avremmo avuto un carattere flemmatico, una persona che è lenta, calma, grassa e sciocca. La bile nera, legata alla terra, avrebbe rappresentato un temperamento di tipo malinconico, in persone deboli, pallide, tristi. La bile gialla era legata al caldo e al secco, al fuoco, rappresenta un temperamento irascibile, permaloso. Il sangue legato invece a un temperamento sanguigno (termine ancora usato), qualcuno di gioviale, allegro, schietto, sensuale. L’altro aspetto importante è quello degli studi neurologici: va a studiare e scrive trattati su fenomeni come i traumi cranici, allucinazioni, mette in relazione questi disturbi con il cervello. Molto innovativo perché va nella direzione giusta. Vede dei legami fra certi danni del sistema nervoso, legati a traumi cerebrali e la loro manifestazione in termini di problemi di comportamento. Un altro importante pensatore per la psicologia è stato Aristotele che aveva una concezione naturalistica dell’uomo: l’uomo fa parte della natura e quindi può essere studiato come viene studiata la natura e può essere confrontato con gli animali per vederne le differenze. Pochi secoli dopo questa cosa verrà proibita su un veto sullo studiare gli esseri umani. Nel De anima descrive i processi mentali con descrizioni piuttosto attuali per come coglie certi aspetti. Inoltre non prende solo in considerazione gli esseri umani ma fa paragoni fra psicologia infantile, degli animali e degli esseri umani. Nel Medioevo tutto ciò si ferma perché viene negata la possibilità di studiare l’uomo cosi come si studia la natura e gli altri animali che ne fanno parte, sia dal punto di vista della mente che dal punto di vista del corpo. Lo stesso corpo non è parte della natura ma è diverso dagli animali. Vietati gli studi sui cadaveri, ponendo una barriera per cercare di capire processi che hanno base organica nei nostri corpi. L’anima discende da dio e quindi non può essere studiata. Si interrompe del tutto questo pensiero iniziato con i filosofi greci e romani che si avvicinava ad uno studio più scientifico della psicologia. Concezione diversa di scienza, vede come scienza la magia, l’alchimia, il sovrannaturale, qualcosa che trascende la materia. Nascita della scienza moderna: tra il 1500 e il 1600. Rivoluzione copernicana, la terra non è al centro dell’universo. La scienza moderna si pone in discontinuità rispetto alla dogmatica e si fonda su empirismo e razionalismo, entrambi aspetti necessari per poter produrre conoscenze valide e verificabili. EMPIRISMO: fondare conoscenza su osservazioni dei fenomeni del mondo. Questo è un problema appunto per lo studio della mente che non è osservabile. RAZIONALISMO: creare di formulare teorie logiche e osservazioni che derivino dalle teorie. Essenza del metodo sperimentale: osservare un fenomeno, cercare di formulare ipotesi e verifica sperimentale. Attraverso la codifica del metodo sperimentale abbiamo avanzamenti in discipline come astronomia, fisica, chimica e biologia. Le cose iniziano a cambiare con il pensiero di Cartesio. Attraverso la sua dottrina del dualismo che separa i piani mentale e fisico permette di superare il veto della chiesa sullo studio dell’uomo. I due piani interagiscono fra di loro ma sono indipendenti. Res cogitans : anima pensante, immateriale, contiene idee innate. Res extensa: aspetto materiale del mondo, il corpo visto come una macchina autonoma, segue le leggi naturali e può essere studiato in modo naturalistico. Il modello del corpo della macchina che abbiamo con Cartesio, di macchine autonome e perfette, è quello di una macchina idraulica. Si scopre anche la circolazione del sangue e abbiamo questa macchina (il corpo) che regola il funzionamento del comportamento. I due piani interagiscono tramite la ghiandola pineale. Supremazia sul corpo della RES COGITANS. Grazie a questa separazione si inizia a poter spiegare il comportamento umano senza ricorrere all’anima, oltre che a studiare il corpo umano superando il veto ecclesiastico. il filosofo Hobbes sosteneva che mente e corpo fossero due cose differenti; la mente e' gio che il cervello fa. Il medico Gall pensava che cervello e mente fossero collegati. Inizia a studiare i servelli di animali, uccelli e di essere umani morti, trovo che l'abilità mentale spesso aumentava con l'aumento delle dimensioni del geryello e diminuiva se aveva subito danno. Sviluppa l'idea del trenelogia segando la quale specifiche abilita e caratteristiche mentali, dalla memoria ala capacita di essere felici, sono localizzate in specifiche

Gustav Theodor Fechner (1801-1887) cercò di capire come misurare i fenomeni psichici per metterli in relazione con parametri fisici. Riteneva che l'«anima» fosse una caratteristica derivante dall'organizzazione della materia, e che quindi ogni materia, per quanto semplice, ne fosse dotata. Non solo, quindi, gli uomini e gli animali, ma anche le piante, e il mondo inorganico, e i sistemi in cui questo si organizza, dai pianeti alle pietre possiedono un’anima. L’anima è una proprietà della materia organizzata con vari livelli di complessità strutturale. Inoltre, elaborò la teoria del “doppio aspetto”, secondo cui «tra il corpo e l'anima, tra la materia e lo spirito, c'è una semplice differenza di punto di vista ... l'osservatore della natura non può leggere nella coscienza, né la coscienza veder direttamente la natura, di fatto non c'è che un solo reale, e la sua duplicità apparente nasce dalla maniera con cui viene considerato». Weber (1795-1878): studiava la stimolazione sensoriale e fece un esperimento in cui presentava a un soggetto uno stimolo di intensità R, e calcolava di quanto doveva aumentarne l’intensità perché il soggetto potesse percepire una variazione, ovvero una differenza appena percepibile definita ΔR, che non è costante ma dipende dal valore iniziale di R. Di fatto, quello che è costante è il rapporto K, definito costante di Weber, tra ΔR e R; quindi, la formula è K= ΔR/R. Per esempio, se so distinguere un peso iniziale di 30g da uno di 31g ma non di 30,5g (ΔR=1; R=30; k=1/30), 60g sono distinguibili da 62g ma non da 61g. In altri termini, se partiamo da uno stimolo di intensità 10, e se per poterne apprezzare la variazione dobbiamo portarlo da 10 a 11, con lo stesso tipo di stimolo partendo da 20 dovremo aumentarlo di 2, da 3u di 3, e così via. Successivamente a Fechner venne l’idea di non considerare una scala discreta di intervalli percepibili tra intensità di stimoli, ma di vedere come poteva variare la sensazione S al variare continuo dell'intensità della stimolazione; voleva quindi mettere in relazione l’intensità di uno stimolo con l’intensità della sensazione. Il risultato fu la famosa legge di Fechner: S = K log R + C. Secondo questa legge la sensazione si accresce con il logaritmo dell'intensità dello stimolo. LA CRONOMETRIA MENTALE HERMAN HEMHOLTZ: studio della velocità di conduzione degli impulsi nervosi dell’individuo. Helmholtz sviluppo un metodo con cui misurava la velocità degli impulsi di una rana, che poi adatto anche agli esseri umani. I partecipanti dello studio dovevano reagire allo stimolo, cioè un input sensoriale proveniente dall'ambiente, che veniva nella gamba. Registrava il tempo di reazione dei partecipanti (quantità di tempo che impiegavano a rispondere). Scopri che il tempo di reazione era più lungo quando stimolava il pollice rispetto a quello della gamba, la differenza tra le due reazioni gli permetteva di scoprire il tempo necessario perché un impulsò arrivasse al cervello. Helmholtz sviluppo un metodo con cui misurava la velocità degli impulsi di una rana, che poi adatto anche agli esseri umani. I partecipanti dello studio dovevano reagire allo stimolo, cioè un input sensoriale proveniente dall’ambiente, che veniva nella gamba. Registrava il tempo di reazione dei partecipanti (quantità di tempo che impiegavano a rispondere). Scopri che il tempo di reazione era più lungo quando stimolava il pollice rispetto a quello della gamba, la differenza tra le due reazioni gli permetteva di scoprire il tempo necessario perché un impulsò arrivasse al cervello. DONDERS : metodo della sottrazione, ha 3 condizioni per misurare i tempi di reazione:

1. Il soggetto dve rispondere alle presentazione di uno stimolo i tempi semplici 2. Il soggetto vede uno stimolo tratto da un insieme deve risponder in modo diverso ai diversi stimoli possibili 3. Il soggetto vede uno stimolo tratto da un insieme e deve rispondere solo ad un particolare stimolo. Con questo metodo si trova un coordinamento tra di loro Ta< Tc<Tb Tc-Ta e’ il tempo necessario per discriminare tra gli stimoli. Tb-Tc e’ il tempo necessario per discriminare le risposte da dare. La mente nel cervello: dalla frenologia SINGUMD EXNER : tempo di reazione ovvero il tempo di rispondere ad uno stimolo. a lui si deve l’espressione tempo di reazione, prima chiamato tempo fisiologico, per indicare il tempo necessario perché una persona risponda alla presentazione di uno stimolo.

FRANZ GALL 1758/1828: frenologia corrente di pensiero che mise le capacità degli individui… L diverse funzioni mentali (facoltà) dipendono da specifiche aree del cervello. Efficienza dipende dal grado di sviluppo delle aree corrispondenti. L’esercizio-> potenziamento-> aumento di volume-> deformazione della scatola cranica (bernoccolo). Misura del cranio diagnostica di predisposizioni (lombroso). Il medico Gall pensava che cervello e mente fossero collegati. Inizia a studiare i cervelli di animali, uccelli e di essere umani morti, trovo’ che l’abilità mentale spesso aumentava con l’aumento re delle dimensioni del cervello e diminuiva se aveva subito danno. Sviluppa l’idea del frenologia secondo la quale specifiche abilita e caratteristiche mentali, dalla memoria ala capacita di essere felici, sono localizzate in specifiche aree del cervello. L’idea che parti diverse del cervello siano specifiche per funzioni psicologiche specifiche si è’ ritenuta vera. Arriva a dire che la dimensione delle protuberanze rifletteva la dimensione delle aree cerebrali sottostanti. Ma gli sfuggi che le protuberanze del cranio non rivelano nulla sulla forma del cervello sottostante. Altri scienziati cominciarono a stabilire una relazione tra cervello e mente con metodi più convincenti.

era un sostenitore della frenologia, ovvero la teoria scientifica secondo cui dalla

conformazione del cranio è possibile risalire allo sviluppo di certe zone del cervello sede

di particolari funzioni psichiche; Per questo motivo egli cercò di combinare questa teoria

con la psicologia con un'analisi neuro-anatomo-funzionale del cervello. Le diverse

funzioni mentali (facoltà) dipendono da specifiche aree del cervello e la loro efficienza

dipende dal grado di sviluppo delle aree corrispondenti. L’esercizio delle diverse facoltà

porta al potenziamento delle aree cerebrali e ad un aumento di volume del cranio, che

porta ad una deformazione della scatola cranica (bernoccolo). Quindi a partire da

un’ispezione o misurazione del cranio si potrebbe determinare le predisposizioni

dell’individuo.

Il filosofo Hobbes sosteneva che mente e corpo fossero due cose differenti; la mente e’ ciò che il cervello fa. … ALLO STUDIO DEI DANNI CEREBRALI

PAUL BROCA: chirurgo, studia dei pazienti che erano stati in guerra, feriti alla testa, con

lesioni al cervello. C’era una corrispondenza in una parte specifica del cervello.

Connessione tra aree cerebrali e funzioni mentali. Afasie cioè disturbi specifici del

linguaggio.

Incapacità di articolare il linguaggio deriva da un danno ad una area specifica

nell’emisfero sinistro della corteccia (area di Broca). Mantenuta la capacita di compere

deve il linguaggio. Nel 19 secolo la psicologia fece grandi passi grazie a chi agli scienziati

tedeschi con la fisiologia, cioè lo studio dei processi biologici., soprattutto del corpo

mano. Avevano scoperto il modo per misurare gli impulsi.

CARL WERNICKE ha scoperto un’altra area cerebrale del linguaggio, legata alla comprensione, capacita di veicolare e comprendere i significati del linguaggio, se danneggiato provoca un’ Afasia più grave. LA TEORIA DELL’EVOLUZIONE

DARWIN: origine della specie1859. Evoluzione: discendenza con varietà. Questo porta

alla selezione naturale. Forte influenza nel pensiero psicologico, influenza il pensiero di

Francis Galton; ereditarietà di caratteristiche mentali ovvero l’intelligenza. In America

William James ed il funzionalismo il sistema nervoso e le funzioni mentali s e’ evoluto per

aiutare la sopravvivenza dell’organismo. Apre la strada all studio di:

Psicologia degli animali, sviluppo come processo evolutivo oncogenes e alla psicologia

animale. Nell’origine della specie, Darwin proponeva il principio della selezione naturale

secondo cui le caratteristiche utili alla sopravvivenza e alla riproduzione dei singoli

membri di una specie hanno maggiori probabilità rispetto ad altre di essere trasmesse alle

generazioni future. James riflette su queste parole di Darwin, le abilità e tali devono

essersi evolute in quanto adatte, cioè perché aiutavano gli esseri umani a risolvere i

problemi aumento le loro prospettive di vita. Sostenne che la coscienza doveva assolvere

  • L’introspezione modifica i contenuti della coscienza e quindi ciò che si osserva. I

contenuti di coscienza sono gli stessi in presenza e in assenza di un atto di

introspezione? È impossibile saperlo.

  • Inaccessibilità dei contenuti delle coscienze altrui: nessuno può constare quello che

consta agli altri. Come possiamo sapere qual è il reale contenuto di coscienza

corrispondente al resoconto verbale di un soggetto? Se questi mi dice di vedere un

quadrato, come posso sapere che non stia di fatto vedendo qualcosa di affatto diverso?

Inizialmente entrambi i problemi sembravano impossibili, ma Wundt trovò la soluzione

applicando alla psicologia il metodo sperimentale, che consente di determinare come

varia la variabile dipendente al variare di quella indipendente; si pone l’attenzione su

come varia la variabile dipendente (auto-osservata) al variare dello stimolo

Su queste basi elaborò una complessa teoria in cui i processi mentali potevano essere

visti come articolati in quattro fasi:

o Stimolazione

o Percezione: le sensazioni immediate come si presentano alla coscienza.

o Appercezione: gli elementi delle sensazioni, e quindi l’esperienza cosciente, vengono

identificati, qualificati e sintetizzati dalla mente attraverso un’interpretazione. o Atto di

volontà: l’intervento della volontà per produrre azioni congrue.

Assieme all’introspezione, il metodo più usato nei suoi laboratori fu quello dei tempi di

reazione del metodo sottrattivo di Donders con i tempi composti, ma si rivelò un vero

fallimento a causa del problema delle istruzioni sperimentali, infatti Wundt commise un

errore metodologico nel forzare la tecnica sottrattiva per adattarla alla sua teoria.

1874 principi di psicologia fisiologica: la psicologia come scienza autonoma

1879 il laboratorio di psicologia sperimentale (Università di Lipsia)

Studio dell’esperienza immediata, soggettiva, vs mediata scienze naturali.

Il soggetto inventa strumento di se stesso nell’ osservare ciò che prova e bio che avviene

nell’ambiente -> introspezione.

Approccio elementistico / atomistico.

IL METODO INTROSPETTIVO

Tecnica di auto-osservazione e di descrizione minuziosa di ciò che I’ll soggetto

percepisce, e richiede un osservatore addestrato ad isolare le impressioni sensoriali

elementari, in modo da rilevare gli elementi irriducibili di ogni esperienza cosciente.

2 problemi;

1 introspezione modifica i contenuti della coscienza (ciò che si osserva)

2 inaccessibilità dei contenuti delle coscienze altrui

Il metodo sperimentale come possibile soluzione: attenzione su come varia la variabilità

dipendente (auto-osservata) al variare dello stimolo.

LO STRUTTURALISMO

Ovvero l’analisi degli elementi fondamentali che costituiscono la mente, consiste nello

scoprire la coscienza in sensazioni ed emozioni elementari.

TITCHENER: allievo di Wundt con l’approccio atomistico.

Esperienza immediata: MENTE soma dei processi mentali che hanno luogo nella vita

dell’individuo. COSCIENZA somma dei processi mentali in un dato momento.

Obiettivo della psicologia e’ di comprendere la struttura della mente, identificazione e

descrizione degli elementi fondamentali (approccio descrittivo) ed il modo in cui si

combinano.

1892 laboratorio di psicologia sperimentale Cornell University, uso intenso del metodo

introspettivo. Titchener fondo un suo laboratorio di psicologia in un’università degli USA.

Wundt era interessato ai rapporti tra gli elementi fondamentali della conoscenza ma

titchener si concentro sull’identificazione di quegli elementi.

Secondo Descartes il corpo e la mente sono due cose differenti in natura, il corpo e’ fatto

si sostanza materiale, la mente/anima e’ una cosa spirituale. Problema del dualismo cioè

dico e l’attività mentale possa accordarsi e coordinarci con il comportamento fisico.

Flourens condusse esperimenti in cui asportava chirurgicamente il cervello da cani,

uccelli, trovo che le loro azioni e i loro movimenti erano diversi da quelli con il cervello

intatto.

IL FUNZIONALISMO:

William James (1842-1910) è stato un allievo di Wundt, un filosofo e psicologo che nel

1875 tenne il primo corso di Psicologia all’Università di Harvard e nel 1890 scrisse

“Principi di Psicologia”, secondo cui l’oggetto della psicologia devono essere le funzioni

del pensiero più che i suoi contenuti. Subì l’influenza della teoria dell’Evoluzione, della

Psicologia dell’atto di Brentano e del pragmatismo di Mead, Dewey, Moore.

DAI PROCESSI ALLE FUNZIONI MENTALI

WILLIAM JAMES: ha scritto i principi di psicologia 1890.

I processi mentali si sono evoluti per aiutare la sopravvivenza (adattivi) e come tali devono

essere studiati. Oggetto della psicologia devono essere le funzioni del pensiero più che i

suoi contenuti: le attività mentali relative all’immagazzinamento all’acquisizione,

all’organizzazione, alla valutazione dell’ esperienze e al loro uso nella guida del

comportamento.

Anti elementismo: la coscienza e’ in flusso, in continua evoluzione e cambiamento.

Orientamento pratico test per capacita mentale.

James era d’accordo con Wundt, su alcuni punti come l’importanza di concentrare

sull’esperienza immediata e l’utilità dell’ introspezione, ma non era d’accordo co Wundt

sulla visione che si potesse scomporre la coscienza in parti separate. Secondo James

cercare di isolare un momento specifico della coscienza per poi analizzarlo volva dire

distorcere la natura della coscienza L sua stessa essenza. James sviluppo l’approccio del

funzionalismo cioè lo studio di come i processi mentali consentano alle persone di

adattarsi al proprio ambiente.

Le funzioni mentali sono:

o Sensazione: valore adattivo dei processi sensoriali (per esempio la localizzazione

spaziale). o Emozione: valore adattivo per aumentare l’efficacia della risposta alla

situazione grazie a

modifiche fisiologiche (per esempio la collera).

o Percezione: processo a sé stante, che non è la somma di sensazioni elementari

(«cognizione di oggetti presenti in relazione al comportamento»).

o Motivazione: stimolo persistente che domina il comportamento fino a che non si

reagisce per soddisfarlo (per esempio la fame).

o Pensiero: flusso continuo, con funzione adattiva (per esempio un esame).

o Apprendimento: funzione adattiva per eccellenza, consente l’acquisizione di appropriate

modalità di risposta per situazioni particolari.

I METODI DEL FUNZIONALISMO

Venne ridotta l’importanza del metodo introspettivo a favore dell’eclettismo metodologico,

ovvero la predilezione alla sperimentazione di laboratorio meno sistematica, in cui il

comportamento veniva osservato in modo oggettivo nei contesti naturali dei soggetti. Si

sosteneva la necessità di una scienza orientata all’applicazione pratica (pragmatismo),

per questo si svilupparono dei test psicologici, inizialmente creati da Cattel, e nacque la

di trance, i loro sintomi scomparivano, poi una volta usciti dallo stato di trance non ricordavano nulla durante l’ipnosi e presentavano gli stessi sintomi. Queste vicende interessarono un altro medico, Sigmund Freud. SIGMUND FREUD: 1856-1939, inconscio: parte della mente al di fuori della consapevolezza. Teoria e pratica psicanalitica. La teoria psicanalitica si diffonde moltissimo nel corso del 900. Freud continuo a lavorare con pazienti isterici, lavoro anche con Breuer così poté elaborare le sue teorie per spiegare i sintomi e i comportamenti. D’orizzonte che questi problemi provenissero da esperienze dolorose infantili. L’inconscio, parte della mente che opera al di fuori della consapevolezza cosciente e tutta via influenza le azioni, i pensieri e i sentimenti consci. Freud elaboro, con la base di questa idea, la teoria della psicanalisi un approccio che sottolinea l’importanza dei processi mentali inconsci nel plasmare i sentimenti, i pensieri, e comportamenti. E odo Freud e’ importante far riemergere quelle esperienze e mettere in luce le ansie, i conflitti e i desideri. Sviluppo la teoria della psicoanalisi, ha come scopo quello di far emergere il materiale inconscio e portarlo al livello della consapevolezza cosciente, cosi da chiarire i disturbi psicologici che affliggono il paziente. Nel corso della psicoanalisi i pazienti riportavano alla memoria le esperienze e riferivano sogni e fantasie. La psicoanalisi suscito molte polemiche perché per comprendere una persona si doveva scavare nella vita della persona, soprattutto in ambito sessuale, che era un tema molto intimo e privato della persona. L’influenza di Freud cala moltissimo, soprattutto per la sua visione pessimista e negativa della natura umana. Psicologi come Maslow e rogers erano i i capi di un nuovo movimento detto psicologia umanistica, approccio alla comprensione della natura umana che attribuisce importanza soprattutto alle potenzialità positive delle persone. Essi vedevano le persone come libere con un bisogno di evolversi, di crescere e di realizzare il proprio potenziale. Giunge al culmine negli ani ‘60 con una generazione di “figli dei fiori” che concepivano la vita psicologica come fioritura dello spirito. I terapeuti umanistici cercava io di aurare le persone a realizzare le proprie potenzialità per indicarle usavano il termine ‘cliente” e non più paziente. Il rapporto era paritario. Con l’avanzare del 20 secolo apparve un nuovo approccio sviluppato da psicologi che mettevano in discussione che la vita mentale dovesse essere al centro dell’indagine della psicologia. Viene chiamato comportamentismo affermava che gli psicologi dovevano limitarsi allo studio scientifico del comportamento oggettivamente osservabile. IL COMPORTAMENTISMO JOHN WATSON: 1878-1958. 1913 scrive: psychology as a behaviorist views it. La psicologia, per essere a oggettiva, deve basarsi su misure oggettive e replicabili di fenomeni accessibili ad ogni osservatore. Ci si deve limitare allo tedio del comportamento. Abbandonare l’introspezione e anche lo studio della mente. E’ possibile studiarla scientificamente. Comportamento: insieme di risposte muscolari e ghiandolari dell’organismo in risposta ad un dato stimolo. Paradigma S-R: S= stimolo, dato fisico R= risposta, dal fisiologico. L’organismo e’ una scatola nera (black box): Apprendimento: la formazione delle associazioni S-R per adattarsi all’ambiente. Prove e errori (trial and error; Thorndyke, 1911). Condizionamento classico (Pavlov 1927) Condizionamento operante (skinner). Watson riteneva che l’esperienza individuale fosse troppo vaga e soggettiva per costruire l’oggetto adeguato dell’indagine scientifica. Secondo lui i metodi introspettivi e strutturalisti erano troppo soggettivi per rispondere alle misurazioni soggettive delle persone. Disse agli psicologi di concentrarsi allo studio del comportamento ovvero a quello che fanno le persone invece che su quello che esperiscono, perché è’ osservabile il comportamento da chiunque e puo essere misurato in modo soggettivo. Riteneva che l’attenzione al solo comportamento avrebbe posto fine alle discussioni filosofiche dove gli psicologi si perdevano, avrebbe stimolato lo sviluppo alle applicazioni in materia di medicina, legge e istruzione. Sempre secondo Watson, la psicologia scientifica doveva essere l’obiettivo di prevedere e controllare il comportamento in modo che fosse utile alla società.

(si sviluppa tra gli inizi del 900 fino agli 60). Tra i comportamentismi più importanti possiamo trovare Watson, il quale reagì al soggettivismo dello strutturalismo sostenendo invece la psicologia come settore sperimentale delle scienze naturali, il cui scopo è la previsione e il controllo del comportamento attraverso l’uso di teorie oggettive, replicabili e applicabili a tutti. Secondo lui bisognava limitarsi all’osservazione del comportamento esterno delle persone, abbandonando l’introspezione e la mente come oggetto di studio poiché impossibile da studiare scientificamente. L’organismo doveva essere trattato come una scatola nera a cui arrivano degli stimoli e gli psicologi dovevano analizzare la reazione esterna dei soggetti a questi cercando di capire l’associazione S-R (stimolo-risposta), senza andare nello specifico di cosa si trovava all’interno della mente che faceva ragionare e reagire in quel modo. Secondo i comportamentisti l’apprendimento è la formazione delle associazioni S-R per adattarsi all’ambiente, ne esistono tre tipologie: prove ed errori (Throndike), condizionamento classico (Pavlov) e condizionamento operante (Skinner). Pavlov ha studiato i riflessi condizionati, ovvero le associazioni tra una risposta appresa/condizionata e una innata; per verificare questa sua teoria egli elaborò un esperimento su un cane. All’inizio del suo esperimento egli notò che i cani iniziavano a sbavare all’arrivo del cibo e successivamente anche alla vista degli inservienti che erano soliti portarglielo, intanto egli suonava un campanello (stimolo neutro) al di fuori delle ore di pasto e gli animali non avevano alcuna reazione. Successivamente egli iniziò a suonarlo quando portava il cibo, creando nei cani un riflesso condizionato di campanello -> cibo -> bava. Watson applicò questa stessa teoria su dei bambini dimostrando che è possibile condizionare anche le risposte umane attraverso l’esperimento del piccolo Albert. Il bambino inizialmente giocava tranquillamente con gli stimoli che gli venivano forniti, in questo caso degli animali come ratti e conigli, successivamente assieme all’arrivo degli animali Watson faceva partire un suono molto forte che metteva paura a Albert e al termine dell’esperimento ogni volta che il bambino vedeva gli animali, anche simili a quelli proposti, iniziava ad avere paura. L’interesse dello psicologo era di dimostrare la plasmabilità degli esseri umani, ovvero quanto gli stimoli compromettevano il comportamento; tutto ciò che sappiamo fare e le differenze tra gli uomini dipendono esclusivamente dalle esperienze di vita che abbiamo avuto. Skinner elaborò la teoria del condizionamento operante attraverso la Skinner-box, ovvero una scatola in cui metteva dei ratti sottoposti a degli stimoli e ne osservava le reazioni. Egli aveva posto delle leve, tra le quali una che dava del cibo (Principio del rinforzo: le conseguenze di un comportamento determinano la maggiore o minore probabilità di essere prodotto di nuovo), all’interno della scatola e inizialmente l’animale sembrava premerle senza una logica, ma successivamente iniziò a formarsi un’associazione leva-premio (associazione S-R), grazie alla quale il ratto imparò con successo un comportamento. Grazie allo sviluppo del comportamentismo, avvenuto grazie a Skinner che lo fece diventare un pensiero dominante, la psicologia divenne una scienza applicata basata quindi su applicazioni pratiche che potevano migliorare la vita delle persone. Attraverso il comportamentismo la psicologia divenne una scienza applicata, in cui si usavano infatti delle applicazioni pratiche per migliorare la vita delle persone. L’insegnamento di queste pratiche si basava sul principio di scomporre i compiti complessi in parti piccole per sfruttare il principio del rinforzo; le macchine da insegnamento utilizzate erano congegni automatici attraverso i quali venivano presentate a dei bambini domande di complessità crescente su un problema. IL CONDIZIONAMENTO CLASSICO PAVLOV Studia i riflessi condizionati: associazioni tra risposte appresse e innate. Prima del condizionamento: Cibo (stimolo incondizionato) -> salivazione (riflesso incondizionato) Campanello (stimolo neutro)-> nessuna salivazione. Durante il condizionamento: Cibo+ campanello= salivazione (riflesso incondizionato). Dopo il condizionamento: Campanello (stimolo condizionato)-> salivazione (processo condizionato). Walton prende queste idee e le applica sugli esseri umani e scopre che funziona. Esperimento del piccolo Albert. Plasmabilità: la differenza fra individui non è innata, ereditaria o strutturale, ma dipende esclusivamente da diverse esperienze di vita.

Lo psicologo tedesco Lewin, studio la mente e soprattutto il pensiero. Affermo che e’ impossibile prevedere il comportamento di una persona nella vita reale, se si conosce la sua esperienza soggettiva del mondo. Si rese conto che non era lo stimolo ma l’interpretazione ce la persona dava dello stimolo a determinare il suo successivo comportamento. Costruì un modello dell’esperienza soggettiva servendosi di un tipo di matematica la topologia. Ma non ha influenzato più di tanto, il suo tentativo di rappresentare la vita mentale attraverso un modello matematico e la sua insistenza sul fatto che l’oggetto di studio della psicologia dovesse consistere nel modo in cui le persone interpretano il proprio mondo produssero invece un impatto duraturo sulla psicologia. Molti psicologi degli anni 20 ignoravano i processi mentali fino agli anni 50 quando fece la sua o parla il computer, ebbe un grand impatto sulla ricerca della psicologia. Gli psicologi si iniziarono a chiedere se il computer potesse essere utile come modello della mente umana. I computer sono sistemi per l’elaborazione delle informazioni e il flusso di informazione che scorre nei loro circuiti ovviamente on è una favola. L’emergere dei pc fece riemergere l’interesse per i processi mentali in tutto il campo della psicologa e diede vita ad un nuovo approccio la psicologia cognitiva ovvero lo studio scientifico dei processi mentali, comprendenti la percezione, il pensiero, la memoria e il ragionamento. Durante la seconda guerra mondiale si fece ricorso agli psicologi per capire quale fosse il metodo più efficace per far apprendere le nuove tecnologie tra cui i radar. Gli operatori radar guardavano uno schermo e dovevano capire se le tracce luminose che vedevano erano gli aerei nemici, amici o stormi della caccia. Si posero la domanda: come possiamo addestrarli per prendere decisioni giuste? Lo psicologo britannico Broadbet fu il primo a studiare che cosa accadeva quando cerchiamo di prestare a più cose nello stesso momento. Osservo’ sui piloti che non possono occuparsi contemporaneamente di molti strumenti diversi ma devono spostare l’attenzione dall’altro. Esso dimostro’ che la capacita limitata nel gestire il flusso di informazioni in ingresso e’ una caratteristica fondamentale della cognizione umana e che questo potesse spiegare gli errori commessi dai piloti. Lo psicologo americano Miller rilevo’ che i limiti della capacita mentale restavano costanti in situazioni diverse; e’ possibile prestare attenzione e trattenere in memoria per breve tempo solo sette pezzi di informazione. Gli psicologi cognitivi iniziarono a condurre esperimenti e ad elaborare teorie per comprendere questi limiti della capacita mentale, cosa he i comportamentisti ignoravano. Con la nascita del computer negli anni50, ebbe un gran impatto sulla psicologia e sul suo pensiero. Il pc era composto da un hardware e da un software. Se il cervello era grande, analogamente, come all’hardware del pc allora forse la mente era come il software. Seguendo questa linea, gli psicologi cognitivi cominciarono a scrivere programmi per pc per vedere quali tipi di software riuscissero a imitare il linguaggio e il comportamento umano (Newell, Shaw, Simon). Lo psicologo Wertheimer si concentrò sullo studio delle illusioni, cioè quelli errori di percezione, di memoria o di giudizio in cui l’esperienza soggettiva e la realtà oggettiva differiscono. In uno dei suoi esperimenti mostrava al soggetto due luci lampeggianti c’è apparivano velocemente su uno schermo una dopo l’altra. Quell’intervallo era relativamente lungo, l’osservatore vedeva due luci che lampeggiavano alternate. Ma quando l’intervallo venne diminuito l’osservatore vide lampeggiare una sola luce. Secondo il ragionamento di W. Il movimento percepito no si poteva spiegare tramite i due elementi distinti che sono all’origine dell’illusione, ma piuttosto con il fatto che il lampo di luce mobile vine percepito come un “tutt’uno” anziché come somma delle due parti. Viene chiamato Gestalt. Esso fu il punto di partenza per lo sviluppo della psicologia di Gestalt, un approccio psicologico che mette in evidenza come spesso percepiamo l’intero anziché la somma delle parti. Cioè la mente impone un’organizzazione a quello che percepisce, quindi la persona non vede quello che effettivamente lo sperimentatore vuole mostrare, ma vede gli elementi come un unico insieme. LO SVILUPPO DEL COMPORTAMENTO Psicologia come scienza applicata: Applicazioni pratiche per migliorare la vita delle persone Insegnamento: scomporre compiti complessi in parti piccole e sfruttare il principio del rinforzo

  • Macchine da insegnamento: congegni automatici in cui vengono presentate ai bambini domande di complessità crescente su un problema, con feedback Se risposta corretta -> passaggio a domande più difficili. IL NEOCOMPORTAMENTISMO
  • Difficolta nello spiegare alcuni fenomeni comportamentali ed il loro apprendimento con l'approccio S-R
  • Variabili intervenienti o intermedie: costrutti ipotetici, non osservabili ma in grado di alterare la relazione tra stimolo e risposta TOLMAN (1886-1959): Studi su apprendimento di labirinti: mappe mentali o cognitive Comportamento analizzabile a livello molecolare (risposte muscolari) a anche al livello molare: azioni orientate ad uno scopo. HULL (1884-1952): Le risposte si associano ad eventi di stimolazione con forza differenze che dipende da diverse variabili.
  • Forza dell'abitudine (habit strength): variabile interveniente che deriva da condizionamenti precedenti.
  • Lo stimolo pulsionale (drive) dell'organismo che apprende
  • E.g. il bisogno di cibo: più l'organismo ha fame, più sarà efficace l'apprendimento se la ricompensa è il cibo. LA CRISI DEL COMPORTAMENTO
  • Interesse per modelli teorici in grado di spiegare il comportamento
  • Compiti che implicano sequenze rapide di risposte (e.g. suonare il pianoforte) sono modellati come catene associative (Washburn, 1916):
  • R1(S1) > R2(52) > R3(53)
  • Errori di anticipazione in catene associative non spiegabili
  • I modelli S-R non spiegano fenomeni comportamentali complessi
  • Lo stimolo trasformato e rielaborato prima di produrre una risposta
  • Da modelli S-R a modelli S-O-R
  • I processi interni non possono essere negati

- Non osservabili ma inferibili.

LA MEMORIA COME RICOSTRUZIONE

BARTLETT: (1886-1969):

  • Insoddisfazione con paradigma dominante di ricerca sulla memoria
  • Memorizzazione di liste di sillabe senza senso (Ebbinghaus(1850-1909)
  • Studi sulla memorizzazione di storie
  • Errori dovuti a conoscenze pregresse e aspettative

- Memoria non riproduzione ma ricostruzione.

Lo psicologo britannico Bartlett era molto interessato ai processi della memoria. Riteneva più importante esaminare la memoria rispetto tipo di informazioni al tipo di informazioni che le persone incontrano nella vita di ogni giorno; chiese ai soggetti di leggere e ricordar delle storie per poi analizzare attentamente quali errori commettevano nel tentativo di ricordarle. Trovo’ molti errori nei partecipanti; indusse Bartlett a ipotetica are che la memoria non fosse una riproduzione fotografica delle esperienze passate e che i nostri tentativi di ricordare il passato siano influenzati dai contenuti della nostra mente: desideri, credenze, speranze. I LIMITI DELL’ATTENZIONE BROADBENT: (1926-1993)

  • Studi sui piloti e controllori del traffico aereo
  • Errori in presenza di troppe informazioni
  • La capacità di prestare attenzione è limitata
  • Ascolto dicotico
  • Possiamo elaborare un solo messaggio alla volta
  • L'attenzione deve essere spostata da uno stimolo all'altro
  • Attenzione come filtro Broadbent studiò i piloti e controllori del traffico aereo e osservò che facevano spesso degli errori di scambio dei comandi, perché in presenza di troppe informazioni siamo più propensi a sbagliare. La capacità di prestare attenzione a stimoli diversi presentati simultaneamente è

Mente= software (insieme di istruzioni che produce alla fine risposte). Cervello= hardware (parte materiale connessi tra loro che svolgono le azioni guidati dal software). Stimolo= input del sistema di informazione umana Black box= elaborazione ciò che svolge, all’interno della mente. Risposte= output Le operazioni mentali avvengono su rappresentazioni, contengono informazioni sul mondo esterno. Modelli del mondo di Craick 1940. studiò la psicologia cognitiva, fu infatti fondamentale per l’elaborazione delle teorie iniziali, ma sfortunatamente morì presto. Egli studiò il comportamento di tracking, ovvero seguire un bersaglio mobile e osservò che l’uomo non era in grado di fare più di due correzioni insieme poiché aveva bisogno di elaborare le informazioni in ingresso (la mente diventa quindi un elaboratore di informazioni per effettuare decisioni). COGNITIVISMO E INTELLIGENZA ARTIFICIALE LA PSICOLOGIA COGNITIVA cerca di costruire modelli di processi mentali simulatili al computer. Non conta la realistica implementare ma conta la realistica nella simulazione delle funzioni e dei processi, devono essere coerenti con le decisioni degli esseri umani. La psicologia cognitiva cerca di costruire modelli di processi mentali simulatili al computer, realistici nella simulazione delle funzioni e dei processi. Newell e Simon svilupparono l’Intelligenza Artificiale con il fine di far fare alle macchine cose che richiederebbero un’intelligenza se fossero fatte dagli uomini e di indagare i processi computazionali della mente considerandoli come corrispondenti a quelli effettuati con i computer. Il prototipo di questo progetto è la macchina di Turing, ovvero un dispositivo grazie al quale sarebbe possibile simulare l’intelligenza della mente umana. Turing elabora anche un criterio noto come test di Turing: un esterno osserva il comportamento di due entità, una persona e un computer, che stanno conversando. Se il comportamento del computer risulta indistinguibile da quello della persona si può concludere che, limitatamente a quel compito il computer ha le capacità cognitive paragonabili a quelle umane. E’ possibile simulare una mente attraverso la scrittura di un programma software? TURING si fa questa domanda, il pensiero come attività computazionale (1912-1954), attraverso le sue macchine riuscì a decifrare questo codice durante la guerra. L’attività del pensiero umano potesse essere concepito attraverso il computer. TEST: impossibile distinguere una risposta data da un essere umano da quella data da un computer. Quello che manca al computer e’ la comprensione del linguaggio dell’essere umano. Nascita del computer anni 50. Negli anni ‘50 costruirono i primi software che giocavano con gli scacchi, intelligenza artificiale (Newell e Simon 1956, Minsky 1967). LE CRITICHE AL COGNITIVISMO Broadbent: importante studiare il sistema cognitivo nel suo complesso, non solo sviluppare i micro modelli. Modelli troppo lineari. L’idea di separare uno radio dall’altro era un problema, non sappiamo quando inizia uno stadio e finisce un altro. Neisser dopo 10 anni pubblica un altro libro di psicologia cognitiva: cognizione e realtà; fu una delusione per le persone, fu critico verso l’approccio utilizzato, 3 principali critiche:

- troppa enfasi agli studi di laboratorio e non alla vita quotidiana,

- Ricerche sofisticate ma quanto utili?

- Organismo possiede schemi per muoversi nell’ambiente e agire per cogliere le informazioni

presenti. APPROCCIO ECOLOGICO GIBSON “approccio ecologico alla percezione visiva” 1979. Rifiuta il concetto. Di rappresentazione mentale delle informazioni nella mente. Le informazioni sono presenti nella stimolazione (flusso ottico) come invariati percettive. Colte direttamente dal soggetto in quanto hanno senso per l’organismo. Gibson rifiuta il concetto di rappresentazione mentale delle informazioni nella mente, infatti secondo lui le informazioni sono presenti nella

stimolazione (flusso ottico) come invarianti percettive e sono colte direttamente dal soggetto in quanto hanno senso per l’organismo, (teoria delle affordances). Parla della teoria della affordances min 55 ALTRE CRICHE DEL COGNITIVISMO Broadbent:

  • Importante studiare il sistema cognitivo nel suo complesso, non solo sviluppare micromodelli
  • Modelli troppo lineari
  • Problema degli stadi
  • Differenze individuali Neisser fece 3 principali critiche:
  • Troppa enfasi agli studi di laboratorio e non alla vita quotidiana
  • Ricerche sofisticate ma quanto utili?
  • L’organismo possiede schemi per muoversi nell’ambiente e agire per cogliere le informazioni presenti Fondamentali differenze tra mente e programmi, e tra cervello e computer: COMPUTER: elaborazioni sequenziali e lineari. Operazioni veloci. Accesso alla memoria per indirizzo. Necessità di essere programmati. CERVELLO: elaborazione tramite operazioni parallele. Operazioni lente. Accesso alla memoria per contenuto. Apprendimento tramite esperienza. CONNESSIONISMO Negli anni 80, nuovo paradigma che cercava di far cadere queste limitazioni. Per studiare la mente e’ necessario studiare il sistema nervoso. Ispirazione da architettura biologica del cervello. I neuroni sono 100 miliardi nel nostro cervello, sono connessi da terminali nervosi. Comunicano tra di loro attraverso la sinapsi, l’esperienza modifica la sinapsi. L mene e’ una proprietà emergente del funzionamento del cervello. Le reti neurali artificiali, strutture dinamiche fatte di tanti elementi semplici connessi tra loro. Le reti neurali artificiali: Nodi (neuroni): ognuno simula il ruolo di un neurone o un gruppo, Input= accettano informazioni Output= producono una risposta Unita intermedie= elaborano informazioni. Le connessioni (pesi): regolano com viene trasmessa ‘attivazione da un neurone all’altro: Eccitazione o inibizione. DALLA NEUROPSICOLOGIA ALLE ENUROSCIENZE (1,15) Lashley: studio di lesioni cerebrali in relazione al comportamento. Per questi studi utilizza gli animali. Lo psicologo lashley condusse esperimenti in cui addestrava i ratti a percorrere un labirinto. Prima gli rimosse una parte del cervello e poi poi misurava di nuovo la loro capacità di percorrere il labirinto. Trovo semplice che maggiore era l’area rimossa maggiori erano le difficolta del ratto. Dopo tutti i suoi tentativi, altri scienziati ci rinovarono, questo campo viene chiamato psicologia fisiologica; ad oggi è neuroscience del comportamento ovvero un approccio che collega i processi psicologici ale attività del sistema nervoso e ad altri processi organici. Neuropsicologia: Millner il caso di H.M. La millner studiava il caso di un individuo che aveva perso la sua memoria a lungo termine. Tecniche di neuromaging non invasive. Tecniche per studiare il cervello; basate sul metabolismo: PET/fMRI, metodo sottrattivo, alta risoluzione spaziale- bassa risoluzione temporale. Basate su attività eletrromagnetica: ECG/MEG, bassa risoluzione - alta risoluzione temporale. Stimolazione magnetica transcraniale, applicazione esterna di campo elettromagnetica. LA PSICOLOGIA SOCIALE

2 contesto; può essere di laboratorio e ricerca sul campo, sul campo posso simulare la mia ricerca nello stesso modo di quello che sto studiando, da più validità. 3 dati raccolti; sonno la base della ricerca, possono essere L ricerca quantitativa (i numeri), la ricerca qualitativa (legati ai vissuti delle persone) VARIABILI E MISURA Una variabile e’ un qualcosa che varia, una proprietà il cui valore può cambiare. La definizione operativa e’ la definizione di una variabile di com’è misurata. La mia misura ci devono essere alcune proprietà essenziali tra cui: la validità: la misura coglie davvero url che intende misurare? L’attendibilità: la tendenza di uno strumento a produrre lo stesso risultato ogni volta che lo si usa per misurare la stessa cosa. La sensibilità: capacita di rilevare la presenza di una cosa anche e’ minima. Precisione/ accuratezza: quanto errore viene introdotto. Una variabile è la proprietà il cui valore può variare tra un soggetto e l’altro oppure nel corso del tempo, possono variare per qualità o quantità. Le variabili possono essere:

  • Indipendenti o manipolate: il ricercatore produce delle variazioni della realtà ai soggetti durante l’esperimento in base alle ipotesi di ricerca e immagina che queste abbiano un effetto su ciò che sta misurando.
  • Dipendenti o misurate
  • Estranee: non sono misurate o manipolate direttamente dal ricercatore ma variano in modo casuale e incontrollato, possono influenzare i risultati del test. Possono essere di tipo sistematico/ confondente, quando non si sa se i risultati ottenuti dipendono dalla variabile manipolata o da variabili estranee, o di tipo asistematiche/casuali. LIVELLI E SCALE DI MISURA Misurare significa mettere in relazione le proprietà degli eventi con dei numeri. Esistono quattro livelli di misura ordinati in modo gerarchico:
  • Scale nominali: vengono utilizzati i numeri per esprimere la differenza tra una categoria e l’altra; i numeri non danno alcuna informazione ma hanno funzione di “etichetta” per le categorie misurate.
  • Scale ordinarie: si ordina il fenomeno per grado di intensità di una qualità presente. Questa scala permette di dire se un fenomeno è maggiore o minore di un altro.
  • Scala a intervalli: questa scala ha un punto 0 arbitrario e permette di confortare gli intervalli e le differenze tra due valori (questo rappresenta il limite della scala ordinaria).
  • Scala a rapporti: è il livello più espressivo delle scale, permette di confrontare i rapporti tra due valori con un 0 assoluto. Differenze che riguardano queste scale sono le informazioni che i punteggi forniscono sulle proprietà misurate e i confronti che sono possibili tra diverse misure. STATISTICA DESCRITTIVA Nella ricerca usano i campioni che sono importanti che sono inizio della ricerca. Insieme di tecniche per descrivere e sintetizzare u insieme di misure. Rappresentazioni grafiche delle distribuzioni di frequenza. Indici numerici (statistiche);

- misure di tendenza centrale

- Misure di variabilità

- Misure di elezione.

DISTRIBUZIONI DI FREQUENZA

Una distribuzione di frequenza mostra il numero di osservazioni per le possibili categorie o i punteggi in un set dati, Posso fare una rappresentazione grafica con diagramma a torta oppure una tabella, diagrammi a barre di frequenza, istogrammi. DISTRIBUZIONE NORMALE Importante. Caratteristica di molti fenomeni naturali. Forma a campana, simmetrica. MISURE DI TENDENZA CENTRALE 3 indicatori diversi tipici di un insieme:

- MODA valore più frequente

- MEDIANA valore che divide l’osservazione alla metà

- MEDIA somma dei valori divisa.

MISURE DI VARIABILITÀ

Quantificano la variabilità dei valori in un insieme di misure. RANGE; differenza tra il valore minimo e il valore massimo. DEVIAZIONE STANDARD; differenza media dei valori della media della distribuzione. CORRELAZIONI TRA VARIABILI Si parla di correlazione quando varano in modo simile. 2 casi: Positive: A aumenta- B aumenta Negativa: A diminuisce- B aumenta R di Pearson: coefficiente di correlazione, indice numerico che quantifica la forza e la direzione di una correlazione tra variabili. CORRELAZIONE E CASUALITÀ Esposizione ai media causano aggressività? I dati servono per descrivere il lavoro, ma dobbiamo pensare che ci sino altre cause che non ho osservato come ad esempio la mancanza di supervisione dei genitori verso i bambini. La correlazione non implica causazone. AL DI LA DELLA CORRELAZIONE: ESPERIMENTI Un esperimento e’ un tipo di studio di ricerca, con l’obiettivo di inferire la presenza di relazioni casuali. Si parla i due tipi di variabili, la presunta causa la variabile indipendente (X), mentre la presunta influenzata (Y) e’ la variabile dipendente. La manipolazione delle variabili indipendenti da parte del ricercatore. Controllo variabili estranee; quello che permette di cambiare la terza variabile. Per controllare gli elementi ho un’altra casuale: l’assegnamento causale dei soggetti alle condizioni sperimentali. DISEGNI DI RICERCA SPERIMENTALI Il disegno di ricerca è l’impostazione generale degli esperimenti per verificare le ipotesi e l’esistenza di legami tra le variabili che sono oggetto di interesse. Esistono tre tipi di disegni di ricerca:

  • Disegni tra i soggetti→vengono utilizzati disegni diversi sottoposti a gruppi di soggetti diversi. Questo disegno di ricerca si può utilizzare quando: la variabile indipendente è legata alle caratteristiche del soggetto, come nel caso del genere, quando è impossibile usare i soggetti come controllo di se stessi e quando gli stessi soggetti non possono essere sottoposti a condizioni diverse. Qui troviamo il problema dei gruppi equivalenti, per questo motivo è necessario un assegnamento casuale delle condizioni; se i gruppi avessero un numero troppo ridotto potrebbero esserci delle problematiche, ma i gruppi devono avere sempre lo stesso numero di soggetti.
  • Disegni dentro i soggetti→sono i più potenti perché sono richiesti meno soggetti e vengono sfruttate le loro caratteristiche, infatti ognuno di essi è sottoposto a tutte le condizioni sperimentali. Questo disegno è possibile solo se l’effetto di una condizione non influenza quello di una (o più) altre condizioni. Tiene conto della variabilità individuale e del fatto che risposte dello stesso soggetto possono essere simili tra loro. Si può verificare il problema dei possibili effetti dell’ordine e della sequenza, per questo motivo si usa la randomizzazione dell’ordine delle condizioni, ovvero si presenta le condizioni in ordine diverso e casuale a ogni soggetto, e il contro-bilanciamento, ogni condizione è presentata con la stessa frequenza in ogni posizione e prima e dopo di ogni altra condizione (quadrato latino); quest’ultimo serve ad analizzare se ci sono degli effetti estranei che devono essere bilanciati e per contrastarli.
  • Designi fattoriali e misti: fattoriali → vengono manipolate una o più variabili indipendenti per ogni condizione; questa tipologia permette di analizzare l’effetto dell’interazione tra le variabili indipendenti e se l’effetto di una variabile indipendente varia o meno a seconda del livello di un’altra variabile indipendente. É consigliabile non analizzare più di tre fattori insieme. Misti→sono esperimenti fattoriali con almeno due fattori di tipo diverso, almeno uno tra i soggetti e uno dentro i soggetti.