Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


R. Comba - Storia medievale (riassunto), Sintesi del corso di Storia Medievale

Riassunto completo e accurato del manuale di Rinaldo Comba "Storia medievale". Il libro traccia un profilo dei principali avvenimenti della storia medievale, dall'età tardoantica fino all'Umanesimo.

Tipologia: Sintesi del corso

2016/2017

Caricato il 05/01/2017

jennifercoursong
jennifercoursong 🇮🇹

3 documenti

1 / 27

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
R. Comba, L'età medievale
Tardoantico
Le strutture del mondo antico
I limiti della diffusione delle città costituivano i confini delle aree occupate dal mondo civile (a nord e a sud
delle città vivevano popoli nomadi o seminomadi detti "barbari", cioè estranei alla cultura civile)
L'area mediterranea era caratterizzata dallo sviluppo delle città, i cardini su cui poggiavano le strutture
portanti dell'impero:
-Polo di sviluppo per le campagne circostanti
-Centro di coordinamento e di organizzazione politico-amministrativa
-Funzione militare (soprattutto dal III sec quando i confini settentrionali si indeboliscono)
-Funzione religiosa (per i cristiani, in città risiedeva il vescovo; successivamente sedi episcopali e città
coincideranno, diventando il centro delle diocesi di età medievale)
Le campagne fornivano il fabbisogno per una popolazione di 50 milioni di abitanti e soprattutto per Roma;
a causa dei terreni asciutti, non fu possibile creare una grande civiltà agricola. Colture e allevamento erano
separati, perché il terreno destinato all'agricoltura era carente. Nonostante ciò, durante i primi secoli
dell'impero il forte afflusso di schiavi garantì lo sviluppo agricolo dei paesi conquistati. Le campagne erano
lottizzate in centurie (100 volte più grandi dei lotti da 2 iugeri della leggenda di Romolo), periodicamente
ridistribuite a veterani e nuovi coloni. Nelle campagne erano diffuse le villae, grandi aziende agricole che
con l'avvento della pax romana, a causa della diminuzione della disponibilità di manodopera gratuita, si
frazionarono in piccole aziende.
L'ordine, la stabilità e la pace garantiti dall'impero produssero grandi trasformazioni economiche in tutto
l'Occidente, come l'allargamento delle terre coltivate, lo sviluppo dell'insediamento e l'intensificazione dei
commerci per via marittima e fluviale.
Nel I sec la maggior parte dei cittadini romani era costituita da italiani; successivamente venne ammessa la
classe più alta di tutte le città dell'impero e all'inizio del III sec la cittadinanza fu estesa a tutti gli abitanti
liberi dell'impero.
Gli ordini maggiori erano costituiti da:
1. Senatori: classe aristocratica di tipo ereditario dotata di enormi ricchezze fondiarie. Alla metà del IV
sec, dopo la promozione concessa agli equites da Costantino, vennero introdotti tre ordini di senatori
(ordine decrescente): Clarissimi, Spectabiles, Illustres,
2. Cavalieri: scelti solo per volontà dell'imperatore tra i curiales, cioè fra i cittadini romani che
costituivano le singole aristocrazie municipali. Scomparve all'inizio del IV sec quando Costantino
permise agli equites di diventare senatori.
L'insegnamento si articolava in tre tipi di istruzione: elementare, quella del grammatico e quella del retore.
Le scuole di grammatica e retorica erano presenti solo in città. Roma estese la cultura scritta nei paesi più
remoti dell'impero di tradizione orale. Due tratti della cultura romana:
1. Cultura urbana e cittadina
2. Prosecuzione della cultura ellenistica
L'ansia di salvezza individuale e la speranza di rinnovamento favorirono l'espansione di religioni orientali
o greco-orientali come il culto della Grande Madre Cibele, il mitraismo e il culto di Giove Dolicheno.
Parallelamente il pantheon delle divinità venne sostituito dall'idea del divino o di un solo Dio universale.
Inizialmente i culti orientali si diffusero negli strati più umili della popolazione, ma poi furono assorbiti anche
dall'aristocrazia -> consolidamento dell'ordine sociale esistente.
Progressivamente il cristianesimo si organizzò e si gerarchizzò: dalle comunità primitive guidate da
apostoli o profeti, quando il messaggio cristiano arrivò anche ai ceti più influenti, esso venne rielaborato
alla luce della riflessione filosofica. Nacque così il cattolicesimo e le comunità di organizzarono con
sorveglianti (epìskopoi e presbyteroi) e assistenti (diàkonoi) al cui vertice c'era una figura detta vescovo
(epìskopos). Fu la capacità organizzativa a far apparire le comunità cristiane come sovversive agli occhi
degli imperatori.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b

Anteprima parziale del testo

Scarica R. Comba - Storia medievale (riassunto) e più Sintesi del corso in PDF di Storia Medievale solo su Docsity!

R. Comba, L'età medievale

Tardoantico

Le strutture del mondo antico

  • I limiti della diffusione delle città costituivano i confini delle aree occupate dal mondo civile (a nord e a sud delle città vivevano popoli nomadi o seminomadi detti " barbari ", cioè estranei alla cultura civile)
  • L'area mediterranea era caratterizzata dallo sviluppo delle^ città , i cardini su cui poggiavano le strutture portanti dell'impero: - (^) Polo di sviluppo per le campagne circostanti - (^) Centro di coordinamento e di organizzazione politico-amministrativa - (^) Funzione militare (soprattutto dal III sec quando i confini settentrionali si indeboliscono) - (^) Funzione religiosa (per i cristiani, in città risiedeva il vescovo; successivamente sedi episcopali e città coincideranno, diventando il centro delle diocesi di età medievale)
  • Le campagne fornivano il fabbisogno per una popolazione di 50 milioni di abitanti e soprattutto per Roma; a causa dei terreni asciutti, non fu possibile creare una grande civiltà agricola. Colture e allevamento erano separati, perché il terreno destinato all'agricoltura era carente. Nonostante ciò, durante i primi secoli dell'impero il forte afflusso di schiavi garantì lo sviluppo agricolo dei paesi conquistati. Le campagne erano lottizzate in centurie (100 volte più grandi dei lotti da 2 iugeri della leggenda di Romolo), periodicamente ridistribuite a veterani e nuovi coloni. Nelle campagne erano diffuse le villae , grandi aziende agricole che con l'avvento della pax romana, a causa della diminuzione della disponibilità di manodopera gratuita, si frazionarono in piccole aziende.
  • L'ordine, la stabilità e la pace garantiti dall'impero produssero^ grandi trasformazioni economiche^ in tutto l'Occidente, come l'allargamento delle terre coltivate, lo sviluppo dell'insediamento e l'intensificazione dei commerci per via marittima e fluviale.
  • Nel I sec la maggior parte dei cittadini romani era costituita da italiani; successivamente venne ammessa la classe più alta di tutte le città dell'impero e all'inizio del III sec la cittadinanza fu estesa a tutti gli abitanti liberi dell'impero.
  • Gli ordini maggiori erano costituiti da:
    1. Senatori : classe aristocratica di tipo ereditario dotata di enormi ricchezze fondiarie. Alla metà del IV sec, dopo la promozione concessa agli equites da Costantino, vennero introdotti tre ordini di senatori (ordine decrescente): Clarissimi, Spectabiles, Illustres ,
    2. Cavalieri : scelti solo per volontà dell'imperatore tra i curiales , cioè fra i cittadini romani che costituivano le singole aristocrazie municipali. Scomparve all'inizio del IV sec quando Costantino permise agli equites di diventare senatori.
  • L'insegnamento si articolava in tre tipi di istruzione: elementare, quella del grammatico e quella del retore. Le scuole di grammatica e retorica erano presenti solo in città. Roma estese la cultura scritta nei paesi più remoti dell'impero di tradizione orale. Due tratti della cultura romana: 1. Cultura urbana e cittadina 2. Prosecuzione della cultura ellenistica
  • L'ansia di salvezza individuale e la speranza di rinnovamento favorirono l'espansione di^ religioni orientali o greco-orientali come il culto della Grande Madre Cibele, il mitraismo e il culto di Giove Dolicheno. Parallelamente il pantheon delle divinità venne sostituito dall'idea del divino o di un solo Dio universale. Inizialmente i culti orientali si diffusero negli strati più umili della popolazione, ma poi furono assorbiti anche dall'aristocrazia -> consolidamento dell'ordine sociale esistente.
  • Progressivamente il cristianesimo si organizzò e si gerarchizzò: dalle comunità primitive guidate da apostoli o profeti, quando il messaggio cristiano arrivò anche ai ceti più influenti, esso venne rielaborato alla luce della riflessione filosofica. Nacque così il cattolicesimo e le comunità di organizzarono con sorveglianti ( epìskopoi e presbyteroi ) e assistenti ( diàkonoi ) al cui vertice c'era una figura detta vescovo ( epìskopos ). Fu la capacità organizzativa a far apparire le comunità cristiane come sovversive agli occhi degli imperatori.

L'impero fra il III e il V sec

  • Tra il 235-84 si sviluppò la cosiddetta^ anarchia militare , un periodo caratterizzato da ribellioni dei capi militari e dalla guerra civile. Il potere di creare e destituire gli imperatori era infatti caduto nella mani dell'esercito e il Senato non riusciva più a imporre la propria volontà. Ciò comportava anche una gravissima debolezza militare e politica.
  • Diocleziano^ (284-305) cercò di risolvere questa situazione con un nuovo sistema di governo, la tetrarchia. Il potere imperiale fu diviso fra due imperatore (augusti), uno che governava l'Occidente (Massimiano), uno che governava l'Oriente (Diocleziano). Ciascuno dei due era affiancato da due "cesari", a cui venne affidato il potere dopo la morte, per evitare le lotte per la successione. NB: il potere è spezzato in due, ma l'impero resta una solo.
  • Il sistema di Diocleziano mostrò le sue debolezze quando l'imperatore, nel 305, si ritirò a vita privata e si scatenarono nuove lotte: il potere fu diviso tra i due vincitori, Licinio (Oriente) e Costantino (Occidente). Infine il potere venne assunto da Costantino.
  • Diocleziano fece anche una^ riforma amministrativa : suddivise l'impero in 4 prefetture (Gallie, Italia, Illirico, Oriente), a loro volta suddivise in 12 diocesi governate da vicarii e comprendenti ciascuna un vario numero di province. Il potere militare nelle province era affidato a un dux , quello civile a un praeses.
  • Altra^ riforma^ fu quella^ dell'esercito. Esso era diventato un esercito di frontiera disperso lungo centinaia di chilometri, molto inadatto a contenere le pressioni dei barbari. Diocleziano creò un esercito di manovra ( comitatenses ) di istanza in alcune città-fortezza e risolse il problema dei confini con la creazione di un corpo apposito, i limitanei. Il servizio militare poteva essere evitato dietro il pagamento di una tassa di leva, favorendo così l'ingresso di elementi germanici.
  • Infine Diocleziano fece anche una^ riforma fiscale , basata su due imposte:
    1. Annona : imposta fondiaria riscossa in natura per le provviste dell'esercito; basata sullo iugum , cioè sulla qualità dei terreni e delle colture
    2. Caput : imposta personale basata sulla manodopera disponibile
  • Le campagne conobbero tre fenomeni:
    1. Inasprimento delle condizioni di vita dei coloni (contadini liberi ma impossibilitati a cambiare lavoro)
    2. Concentrazione delle terre -> aumento potere latifondisti (spesso esonerati dalle tasse, perché di proprietà dello Stato, e godevano di immunità in materia giudiziaria)
    3. Rapporto di solidarietà tra piccoli contadini e latifondisti (clientela)
  • All'inizio del IV sec Costantino fondò una "nuova Roma" sulle rive del Bosforo,^ Costantinopoli. La nuova città disponeva di un diverso Senato ed aveva caratteristiche differenti rispetto a Roma: - (^) Una situazione economica più favorevole (meno ripercussioni dell'anarchia militare) - (^) Una discussione religiosa più vivace (perché l'Oriente è più cristianizzato) - (^) Più sicurezza (vedi sotto)
  • Alla morte di Teodosio (395) i due figli separarono definitivamente le due parti dell'impero: Onorio si stanziò in Occidente (capitale Milano), Arcadio in Oriente (capitale Costantinopoli). Arcadio inviò come alleati nell'Illirico (Tracia, Macedonia), rivendicato da Onorio, i Visigoti. I Visigoti, incalzati dagli Unni, erano penetrati nell'impero dopo la battaglia di Adrianopoli (378) e, sotto la guida del re Alarico, avevano preso potere nella pianura padana. A sconfiggere Alarico fu Stilicone, un generale vandalo dell'esercito imperiale (importanza dei soldati germanici). La mossa di Arcadio servì a tenere i barbari lontani dall'Oriente e a deviarle verso Occidente.
  • Diocleziano lasciò perdere la persecuzione dei Cristiani e aprì la strada per l' editto di Milano (313) , emanato da Costantino e Licinio, che sancì la libertà di culto nell'impero. Tre livelli di avvicinamento al cristianesimo: 1. Riconoscimento della libertà di culto per tutti (editto di Milano + restituzione dei luoghi di culto e dei beni confiscati) 2. Concessione di privilegi alle comunità cristiane e al clero (esenzione dal pagamento dl le imposte e costruzione di basiliche) 3. Intervento nelle controversie dottrinali ( Concilio ecumenico di Nicea nel 325 , che pose fine alla controversia trinitaria tra Ario - che attribuiva più importanza al Padre - e Atanasio - che attribuiva stessa importanza tra Padre e Figlio -, sancendo la vittoria di Atanasio)
  • Continuarono comunque frequenti cambi di orientamento dell'imperatore su questioni teologiche:
    • (^) Costanzo II favorì l'arianesimo, che si diffuse particolarmente tra i Germani dopo che il vescovo goto Ulfila tradusse la Bibbia e convertì il popolo all'arianesimo
    • (^) Giuliano rinnegò il cristianesimo e abrogò le libertà concesse
  • Alla fine del IV sec l'imperatore Teodosio fece prevalere in un nuovo Concilio a Costantinopoli le decisioni di Nicea e nel 380 promulgò l' editto di Teodosio che stabiliva la fede della Chiesa Romana come unica

generale vandalo, si sposò con una nipote di Teodosio e quando l'imperatore morì si trovò ad ereditare il potere, cercando di trovare un accordo tra aristocrazia senatoria e i Visigoti di Alarico; dopo la morte di Stilicone, Alarico si sentì legittimato a perpetrare nel 410 il saccheggio di Roma).

L'Occidente nel V e VI secolo: i regni romano-germanici

  • Nel V sec le popolazioni germaniche a est del Reno e a nord del Danubio si riversarono nei confini dell'impero di Occidente; caratteristiche di questo periodo: 1. Rapporti tra popolazioni locali, aristocrazia senatoria e episcopato: la fede ariana dei Germani li distingueva dalle popolazioni locali; l'episcopato cercava di assimilarli culturalmente convertendoli: ci riuscì con il re dei Franchi Clodoveo, che fece diventare il suo regno il più solido di quelli romano- germanici. 2. Trasformazione dei modi di vita delle popolazioni locali: i contadini guerrieri divennero progressivamente proprietari, le aristocrazie militari aristocrazie fondiarie e i capi tribali guide politiche di regni territorialmente compatti. 3. Convivenza con l'amministrazione precedente: i re continuarono a usare l'amministrazione precedente, giudicata efficiente, e le città rimasero il punto di riferimento delle strutture pubbliche. Scuola e sistema fiscale, invece, si persero.
  • Nella prima metà del V sec nascono alcuni regni romano-germanici ("della prima generazione"):
    • (^) Visigoti : dopo aver saccheggiato Roma nel 410, i Visigoti si insediarono nella Gallia sudoccidentale sotto il regime dell' hospitalitas (nelle terre tolte ai proprietari romani).
    • (^) Suebi : foederati stanziati nelle province iberiche della Galizia, della Lusitania e della Betica.
    • (^) Vandali : foederati in Africa
    • (^) Burgundi : inizialmente occupavano la Gallia settentrionale ma, quando furono sconfitti dal generale romano Ezio nel tentativo di estendersi in Renania, furono trasferiti come foederati nell'odierna Savoia.
  • La corte imperiale fu trasferita a^ Ravenna^ dove venne stabilito che le popolazioni locali potevano rimanere nei confini dell'impero con la qualifica di foederati , cioè potevano conservare il loro diritto e le loro organizzazioni fornendo aiuto militare. Erano sostentati con il sistema dell' hospitalitas , cioè lo stesso che provvedeva alle truppe militari (insediamento dei militari su 1/3 delle terre + approvvigionamento nei magazzini dell'annona) -> politica di convergenza tra Romani e barbari.
  • Con questo sistema alla metà del V sec l'impero poté salvarsi dalla minaccia unna. Nel 451 il generale Ezio, con un esercito composto prevalentemente da foederati visigoti, sconfisse Attila ai Campi Catalauni; gli Unni si spostarono quindi in Friuli e arrivarono fino al Mincio, dove trovarono Papa Leone I, inviato dall'imperatore Valentiniano III, e, temendo un attacco di Bisanzio ai possedimenti orientali, si ritirarono. L'impero unno si disperse pochi anni dopo la morte di Attila (453).
  • Gli imperatori non avevano più importanza e venivano eletti o destituiti dalle forze romano-germaniche. Nel 475 Giulio Nepote fu deposto dal generale Oreste, che nominò il figlio Romolo Augustolo; nel 476 R.A. fu a sua volta deposto da Odoacre , un generale di origine scira che fece trasportare le insegne imperiali a Bisanzio -> fine dell'autorità imperiale in Occidente. Odoacre mantenne buoni rapporti con l'aristocrazia senatoria e con la burocrazia di Ravenna, instaurando in Italia un regime militare.
  • Oltre ai regni romano-germanici di prima generazione, in Gallia e in Britannia sopravvissero molte altre entità minori, che non riuscirono però a superare la metà del VI sec. La loro debolezza fu il rapporto tra Germani (ariani), popolazioni locali e episcopati. I Vandali, ad es, perseguitarono i cattolici provocando la reazione dei bizantini, che posero fine al loro dominio africano. I regni che attuarono una politica di compromesso e i cui re si convertirono al cattolicesimo (es Franchi) sopravvissero più a lungo. Un altro problema era quello del regime della personalità delle leggi, per cui quando su un territorio coabitavano popolazioni diverse, ciascuno seguiva la legge del proprio popolo. Così, in vari regni coabitavano due diritti nazionali. Il popolo era autonomo di fronte al potere regio.
  • I^ Franchi , alla caduta dell'impero di Occidente, vivevano nelle regioni adiacenti al basso Reno, ma assunsero una fisionomia unitaria quando il re Clodoveo (482) li riunì e ampliò il regno occupando gran parte della Gallia. I Franchi rimasero stabili grazie ai buoni rapporti con l'aristocrazia gallo-romana e con l'episcopato cattolico ( conversione di Clodoveo ). Il potere si accentrò: il re continuò ad esercitare il suo potere attraverso il banno (ordine emanato dal re) e l'eribanno (servizio militare agli abitanti liberi, romani e barbari), ma cominciò ad imitare le istituzioni romane attraverso uno schema di ordinamento pubblico per circoscrizioni. I rappresentanti delle circoscrizioni (comitati) venivano ricompensati con delle terre (ascesa nobiltà franca).
  • Nel 489 il re goto^ Teodorico , su ordine dell'imperatore Zenone, entrò in Italia con 100'000 Ostrogoti. Odoacre fu battuto e il nuovo re fu sostenuto dall'aristocrazia e dall'episcopato. I Goti erano un gruppo compatto, fedele ad una tradizione giuridica e all'arianesimo; i Romani una comunità distinta sul piano giuridico e religioso -> si crearono due sistemi amministrativi paralleli, legati dalla persona del principe (re

per i Goti, rappresentante dell'impero per i Romani). Il re mantenne buoni rapporti con l'aristocrazia e con la Chiesa cattolica.

  • Quando l'imperatore Giustino I emanò delle misure contro la dissidenza religiosa, si creò una situazione di tensione fra Goti, ariani e cattolici. Teodorico abbandonò la sua politica conciliante e condannò a morte i senatori più vicini a Bisanzio (tra cui Boezio); il papa Giovanni I fu incarcerato. Alla morte di Teodorico, la figlia Amalasunta cercò di risolvere la situazione chiamando al trono il cugino Teodato (vicino ai Romani), che la tradì e fece uccidere. L'imperatore Giustiniano ebbe così un pretesto per muovere guerra contro i Goti.
  • La sopravvivenza della romanità fu garantita dal regime dell' hospitalitas ; i regni conservarono l'imposta fondiaria, ma le tasse gravavano unicamente sulla popolazione civile romana -> la fiscalità è in pericolo
  • Le città persero di importanza (demografia ridotta), ma rimasero un punto di riferimento amministrativo perché sedi di una circoscrizione pubblica o ecclesiastica.

L'impero restaurato di Giustiniano

  • Nel VI sec erano^ evidenti le differenze fra l'Occidente e l'impero romano di Oriente.
  • La civiltà bizantina ha le sue origini nell'età di Diocleziano e Costantino per tre motivi:
    1. Riforme che mutarono la struttura della società romana
    2. Importanza della religione cristiana
    3. Legame fra Stato e Chiesa -> cesaro-papismo (l'imperatore tendeva ad assumere le responsabilità anche in campo spirituale)
  • I problemi dell'impero bizantino erano rappresentati dalle popolazioni barbariche e dai dissidi di carattere religioso: - (^) Popolazioni barbariche: nella seconda metà del V sec, gli Ostrogoti della Pannonia cominciarono a premere sui Balcani. Il problema fu risolto convincendo il re Teodorico a dirigersi verso Occidente per abbattere Odoacre. - (^) Problema religioso: in alcune regioni (Egitto e Siria) il monofisismo era molto popolare e si associava a rivendicazioni autonomistiche. L'imperatore Zenone tentò di accordarlo con la dottrina stabilita nei Concili ecumenici, ma fallì; Giustino e Giustiniano tornarono ad una politica intransigente; Teodora decise di proteggere i monofisiti. La Chiesa di Roma, in particolare, sostenne le politiche di Giustino, che arrivò a far arrestare papa Vigilio e provocò il cosiddetto " scisma di Aquileia ": l'arcivescovo di Aquileia non riconobbe Papa Pelagio, allineato con Giustiniano, e si autoproclamò patriarca.
  • Grande importanza ebbe il^ monachesimo , che traeva^ origine dalle esperienze religiose degli eremiti nel III e IV sec in Egitto; in particolare si diffusero: - (^) Cenobismo: comunità monastiche che volevano incarnare l'ideale di perfezione evangelica attraverso la meditazione e pratiche ascetiche; la regola cenobitica fu stabilità dal Monaco egiziano Pacomio alla fine del II sec. - (^) Monachesimo celtico-irlandese: diffusosi in Irlanda a partire dalla prima metà del V sec per opera di San Patrizio. - (^) Regola benedettina : stabilita da Benedetto da Norcia nei primi secoli del VI sec per i suoi monaci di Montecassino. Essa era caratterizzata dal senso della misura e della moderazione (esistenza equilibrata senza austerità corporali eccessive); dall'attività intellettuale che rese i monasteri i centri di conservazione e di trasmissione della cultura nel Medioevo; dall'importanza del lavoro manuale che rese i monasteri centri economici e produttivi. Inizialmente non aveva vocazione missionaria, ma alla fine del VI sec papa Gregorio Magni ne fece uno strumento di evangelizzazione.
  • L'alleanza di Giustiniano e del Papa aveva due obiettivi comuni:
    1. Restaurare l'impero universale di Roma
    2. Fare del cristianesimo la religione universale Occidente Impero romano d'Oriente L'economia urbana e mercantile era sempre più ridotta Le città conservarono vitalità commerciale Nacquero i regni romano-germanici L'Oriente si liberò dalla pressione dei Germani Disomogeneità tra gruppi etnici Caratterizzato da una civiltà specifica (bizantina) Burocrazia e sistema fiscale crollarono Solida burocrazia, sistema fiscale efficiente, esercito permanente, scuole
  • L'Islam riuscì a espandersi così rapidamente e con così tanto successo perché arrivò nelle zone a dominazione sasanide o bizantina dove queste dominazioni non erano benaccette a causa della pressione fiscale sulle popolazioni e della persecuzione religiosa. Inoltre, gli Arabi si stanziarono rinunciando alla vita beduina e si sottoposero ad un'amministrazione coordinata da un "successore di Maometto" (califfo); l'amministrazione era modellata su quella bizantina (dal VII sec il califfato diventa ereditario).
  • Nella penisola arabica preislamica vivevano i beduini che, a causa delle condizioni climatiche, erano nomadi. Erano organizzati in tribù, generalmente guidate da un anziano, ed erano politeisti, anche se fra loro (in Egitto e in Siria) si trovavano ebrei e cristiani. Le attività religiose e commerciali si raccordavano ai santuari, il più importante dei quali era la Kaaba, alla Mecca. La Mecca era controllata dalla tribù dei Quraysh, che l'aveva trasformata in un centro di scambio commerciale.
  • La predicazione di^ Maometto^ cominciò nel 610 alla Mecca, dove il profeta parlava in nome di una delle divinità della Kaaba, Allah, che egli riteneva il solo dio. Il suo messaggio non intendeva scardinare i pilastri della società araba, ma si diffuse anche negli strati più bassi della popolazione. Ciò provocò l'opposizione dei Quraysh, che perseguitarono i maomettani costringendoli, nel 622 alla fuga ( egira ) verso Medina -> inizio dell'era musulmana; qui Maometto diventò sia capo religioso che civile.
  • A Medina vennero rotti i legami con il giudaismo e con il cristianesimo a seguito degli scontro con gli ebrei che avevano seguito Maometto credendolo il profeta. Inoltre, poiché molti dei seguaci non avevano potuto portare con sé i propri beni, l'unico modo per sopravvivere era quello della razzia. Nel 624, a Badr, i musulmani attaccarono una carovana Quarysh dando inizio al gihad , la guerra santa contro i nemici dell'Islam.
  • Nel 630 le truppe di Maometto entrarono alla Mecca e i mercanti si convertirono per salvare il ruolo della città; alla morte del profeta (632), l'Arabia era per la prima volta unita. Le leggi dell'Islam si basavano sugli insegnamenti di Maometto, raccolti dai suoi immediati successori in unico libro, il Corano. A esso fu aggiunto un supplemento per definire una regola di governo, la Sunna , l'insieme delle tradizioni musulmane dei compagni del profeta. L'Islam si basava su 5 "pilastri", il cui carattere collettivo rafforzò il senso di comunità dei fedeli: 1. Credere nei due dogmi: "Non esiste altro Dio all'infuori di Allah e Maometto è il suo profeta" 2. Pregare cinque volte al giorno 3. Digiunare durante il Ramadan 4. Andare in pellegrinaggio alla Mecca una volta nella vita 5. Pagare l'elemosina legale ( zakat , rivolta ai mendicanti, agli schiavi, agli indebitati)
  • Dopo la morte di Maometto, che non indicò^ successori, si crearono 3 fazioni:
    • (^) I "Compagni", che volevano eleggere uno dei seguaci più fedeli di Maometto
    • (^) Gli Sciiti , che volevano applicare il criterio dinastico e far eleggere Alì, il cugino e marito di Fatima, figlia di Maometto
    • (^) I Sunniti , che volevano far eleggere uno degli Omayyadi, una delle famiglie dei Quraysh
  • Inizialmente tutte le fazioni riuscirono a far eleggere i loro califfi ("periodo del califfato elettivo"), ma questo trentennio fu un periodo molto travagliato perché molte tribù beduine rifiutavano l'autorità dei califfi. Il gihad era un modo per far tacere i conflitti interni. La prima fase dell'espansione araba vide la sconfitta dell'imperatore bizantino Eraclio e la conquista di Siria, Egitto, Cirenaica, Tripolitania; i musulmani si scontrarono anche con i persiani, a cui sottrassero Iraq e Mesopotamia.
  • Con un impero tanto grande, sorse il problema dell'amministrazione. Il modello fu ricavato da quello bizantino che gli Arabi avevano trovato in Siria e in Egitto. Progressivamente la figura del califfo perse la sua componente elettiva e divenne l'erede di una monarchia assoluta di tipo orientale. Dal califfato di Othman venne anche a crearsi un'aristocrazia terriera, prevalentemente formata da ex soldati arabi, che contribuì al radicamento dell'Islam nelle province conquistate. Le popolazioni sottomesse erano dhimmi , cioè popolazioni protette dalla forza militare araba, ma vincolare dal pagamento di un tributo.
  • Con il califfato di Muawija, la famiglia degli^ Omayyadi^ assunse sempre più importanza e portò^ l'Islam in una seconda fase di espansione. A est l'impero arrivò alle porte della Cina, mente a ovest fallì l'offensiva contro Costantinopoli. Nei primi anni del VIII sec gli Arabi conquistarono tutto il Maghreb e Cartagine (controllata da Bisanzio); di lì si spostarono in Spagna dove nel 711 sconfissero il regno visigoto.
  • L'Islam era però lacerato da tensioni politico-religiose che riflettevano gli antichi contrasti fra le tribù. Nel 750, con una rivolta armata, la famiglia degli Abbassidi si impadronì del califfato fino al 1258; gli Omayyadi si rifugiarono in Spagna dove diedero vita all' emirato , un'entità politica indipendente. Le tre "fazioni" dell'Islam erano quindi: 1. Fatimidi (Sciiti) 2. Omayyadi (Sunniti), stanziati in Spagna nell'emirato 3. Abassidi (Sunniti), nel califfato
  • Nel sec VII si poté assistere alla progressiva arabizzazione dell'amministrazione pubblica: l'arabo divenne lingua ufficiale, vennero coniate nuove monete, venne introdotta la figura del visir (un primo ministro); le città crebbero e ne furono fondate di nuove (es Bagdad).
  • Nel VIII e IX sec Bisanzio perse tutti i territori in Italia e in Sicilia; a est l'avanzata degli Arabi che assediarono Costantinopoli fu fermata da Leone III l'Isaurico -> l'impero divenne un impero greco; cambiò anche l'amministrazione e le vecchie prefetture furono sostituite da quattro logotesie (ministeri) e i vecchi temi furono centralizzati nelle mani dell'imperatore. L'aristocrazia, trovatasi priva di terre, perse d'importanza a favore dei contadini liberi.
  • Ci fu grande tensione fra Chiesa e impero nella questione dell' iconoclastia : il culto delle icone era molto diffuso nel popolo e fonte di ricchezza per i monaci che le fabbricavano; le regioni orientali, su influenza araba, erano contrarie al culto; accanto a loro si schierò l'imperatore Leone III, temendo che senza l'aiuto di queste regioni non si sarebbe potuta fermare la minaccia araba. Nel 762 vietò il culto delle icone e ne ordinò la loro distruzione, scatenando l'ira del papato. La crisi si spense solo nella metà del IX sec, quando il pericolo arabo cessò.

Sintesi romano-germaniche nell'Europa

  • Fra il VII e il VIII sec il Mediterraneo cessò di essere il cuore^ politico ed economico della cristianità e il baricentro si spostò più a Nord, nel grande regno creato dai Franchi: - (^) Nella Gallia e in altri regni (es regno dei Longobardi in Italia) il mondo romano e quello germanico si fusero - (^) Nacque il vassallaggio - (^) Le popolazioni si convertirono al cristianesimo - (^) Aristocrazia militare e aristocrazia terriera diventarono tutt'uno
  • Durante il VI sec, oltre all'evangelizzazione dell'Irlanda, si assistette all'evangelizzazione delle regioni occidentali della Britannia. Essa fu intrapresa da papa Gregorio Magno che inviò nell'isola un gruppo di monaci benedettini guidati dall'abate Agostino, che divenne arcivescovo di Canterbury -> dalla seconda metà del VI sec il monachesimo benedettino diventò uno strumento di evangelizzazione; alla fine del VII sec alcuni monaci si spostarono nel continente per evangelizzare le popolazioni confinanti con i Franchi.
  • Il re visigoto Recaredo si convertì dall'arianesimo al cattolicesimo. Ciò portò i visigoti ad assumere una posizione di primo piano nell'organizzazione dei Concili di Toledo dove, sotto la presidenza del re, venivano emanate norme che disciplinavano la vita di chierici e laici. Anche per quanto riguarda i Visigoti, aristocrazia romano-iberica e visigota si fusero ( Liber iudiciorum , testo legislativo che comprendeva sia il diritto romano seguito dagli iberici, sia le tradizioni germaniche dei visigoti). Tuttavia il regno visigoto era debole a causa dei conflitti dell'aristocrazia per la successione al trono e fu colto indebolito dai musulmani, che nel 711 riuscirono a conquistare la penisola iberica.
  • Nel VI sec la Gallia era divisa in 4 regni: l'Austrasia a nord-est, la Neustria a nord-ovest, l'Aquitania (tra Loira e Garonna) e la Burgundia. Nonostante la presenza dei re Merovingi, il potere era sempre più nelle mani dei capi dell'aristocrazia, i "maestri di palazzo", il cui strapotere era dovuto anche a grandi patrimoni fondiari derivanti da donazioni di terre fiscali da parte dei Merovingi. I più potenti di questi maestri erano quelli di Austrasia, appartenenti alla famiglia dei Pipinidi (detti poi Carolingi); nel 687 Pipino di Heristal vinse la Neustria e divenne maestro di tutti i regni eccetto Aquitania. Suo figlio illegittimo, Carlo Martello , sconfisse i musulmani di Spagna che minacciavano la Borgogna a Poitiers nel 732. Alla morte del re merovingio, Carlo assunse ufficiosamente i poteri del re, che vennero poi assunti pienamente dal figlio Pipino il Breve. Per la sua ascesa Pipino si assicurò l'aiuto del papa Zaccaria, che doveva fronteggiare i Longobardi e le tensioni con Bisanzio: Pipino si fece consacrare, andando a fondare la monarchia Franca su nuove basi -> il potere regio riceveva un carattere sacro.
  • L'ascesa dei Pipinidi è dovuta a due fattori:
    1. L'intesa con il papato: essa risaliva al VII sec quando decadde l'organizzazione gerarchica della Chiesa che avrebbe dovuto inquadrare le popolazioni (ciascuna nella sua diocesi); anche i Pipinidi erano interessati a questo inquadramento della popolazione e favorirono un'organizzazione territoriale che consentisse alla Chiesa ampi poteri, affidando un sinodo a San Bonifacio. La riforma della Chiesa avvenne nel 742: fu stabilita la disciplina, le diocesi vennero nuovamente sottoposte all'autorità episcopale e venne organizzata l'istruzione di monaci e chierici.
    2. La formazione di una clientela militare ( vassallaggio ): l'esercito di popolo era in crisi e, mentre cresceva l'importanza della cavalleria, non tutti potevano permettersi le spese per l'equipaggiamento da cavaliere. Per garantire nuove reclute tra i cavalieri, i Pipinidi li legarono con uno speciale rapporto di fedeltà militare, il vassallaggio, che prevedeva una ricompensa sotto forma di una concessione di terre per tutta la durata del servizio. Questo metodo fu utilizzato soprattutto da Carlo Martello, che sfruttò gli immensi patrimoni ecclesiastici.
  • Carlo Magno favorì la^ monetizzazione argentea , abbandonando l'uso delle monete d'oro (soldo) coniate nelle zecche arabe e bizantine. Egli voleva adattare il mezzo monetario alle esigenze dell'economia, ormai esclusivamente basata su scambi a breve portata.
  • Questi scambi avvenivano quasi esclusivamente per via terrestre o fluviale. Faceva eccezione Venezia, che nel IX sec era una potenza marittima crescente. La situazione economica non permetteva comunque lo sviluppo di una civiltà urbana e favorì un processo di ruralizzazione. Dopo il VIII sec, le città, comunque, si diversificavano sempre più rispetto a quelle antiche, dotandosi di porti, magazzini e mercati.

Le dimensioni essenziali e quotidiane dell'esistenza

  • Nell'alto Medioevo, il tempo si misurava in maniera rudimentale, con i mezzi ereditati dal mondo greco- latino (meridiane, clessidre...); il calendario era variabile nelle varie regioni e la giornata veniva suddivisa in 12 ore del giorno + 12 della notte. Le conoscenze temporali della gente erano limitate al presente o al passato prossimo, e nel sentire comune grandi sconvolgimenti politici o battaglie avevano meno importanza di carestie o epidemie. Il tempo medievale era un tempo agricolo, scandito dalle stagioni e dalle feste che segnavano i tempi della semina e della mietitura.
  • La conversione al cristianesimo adattò il calendario e riorganizzò le idee temporali. Le date delle feste ecclesiastiche vennero a coincidere con le feste precristiane (es Natale nel giorno del solstizio), le campane scandirono la giornata in gruppi di tre ore (la prima, la terza, la sesta...); il tempo fu suddiviso in due ere, prima e dopo la nascita di Cristo e la storia si trasformò in una "storia della salvezza", in attesa di una nuova venuta di Cristo (= la fine del mondo).
  • Lo spazio veniva misurato con l'aiuto del corpo umano (passi, piedi, giorni di cammino...); le misure erano variabili e per la misurazione dei possedimenti agricoli ci si affidava più al rendimento che alle dimensioni.
  • La vita quotidiana si svolgeva nel manso e il lavoro definiva l'andamento della giornata. La cellula fondamentale della società alto-medievale era la famiglia coniugale, o ristretta (padre, madre, figli). A partire dal VIII-X sec la famiglia fu caratterizzata da una grande uniformità (ad es, per i romani la familia includeva decine di persone, nel mondo barbarico la poligamia era molto diffusa). Nel VIII e IX sec, la Chiesa diffuse l'imposizione del matrimonio cristiano anche nel mondo rurale, su es dei Pipinidi.
  • Le strutture familiari aristocratiche avevano un carattere diverso: il concubinato era accettato, così come l'esistenza di figli illegittimi, che spesso erano considerati pari a quelli legittimi. NB: le famiglie aristocratiche dell'alto Medioevo non avevano lignaggio, cioè non avevano dinastia e i parenti si aggregavano di volta in volta intorno al membro al momento più potente. L'eredità era possibile sia per i figli che per le figlie, per cui anche le donne potevamo godere delle proprietà.

La sintesi romano-germanica più compiuta: l'impero carolingio

  • Caratteristiche dell'impero di^ Carlo Magno :
    • (^) Alleanza fra papato e carolingi: intrapresa da Pipino il Breve, assicurava alla Chiesa la difesa contro i Longobardi e l'aiuto nella diffusione politica del cristianesimo, ai re lo strumento culturale di aggregazione dell'impero
    • (^) L'impero era presentato come il rinato impero romano d'Occidente: i confini, però, non coincidevano con quelli antichi, perché il nuovo impero non aveva il suo baricentro nel Mediterraneo, ma sul Reno.
    • (^) Costituzione politica fragile: le sue strutture politico-amministrative erano indebolite dalla pratica della divisione in regni minori e dalle lotte dell'aristocrazia.
    • (^) Sintesi rimano-germanica: eredità dell'esperienza merovingia.
    • (^) Vassallaggio: una nuova istituzione che legava l'aristocrazia al regno.
  • Alla morte di Pipino il Breve (768), il regno fu suddiviso tra i figli Carlo e Carlomanno. A Carlo (Magno) andarono l'Austrasia, la Neustria e una parte dell'Aquitania. Carlomanno morì però nel 711, così Carlo poté costruire l'unità del regno ed espandersi in varie direzioni: - (^) Frontiere della Gallia meridionale: minacciate dai musulmani di Spagna; Carlo fu inizialmente sconfitto a Roncisvalle (778, la battaglia in cui morì Roland), così inviò sulla frontiera una marca difensiva e tra l'801 e il 13 conquistò la Navarra e la Catalogna ( marca Hispanica ). - (^) Penisola italiana: quando il re longobardo Desiderio attaccò Roma, papà Adriano I richiese l'intervento dei Franchi. Carlo scese a Roma e rinnovò le promesse del padre al papato. Nel 774 conquistò Pavia, annientò la dinastia regia longobarda e assunse il titolo di Rex Longobardorum. La base fondiaria dell'aristocrazia longobarda restò immutata e si svilupparono rapporti vassallatici -> l'esercito si riempì di cavalieri. - (^) Frontiere settentrionali: dal 722 all'804 Carlo si occupò della minaccia dei Sassoni, espandendo i confini fino al fiume Elba. I Sassoni fino ad allora erano legati all'ordinamento tribale germanico.
  • (^) Frontiere orientali: Carlo riconquistò la Baviera, che si era sottratta alla tutela dei Franchi e sconfisse gli Avari (popolo asiatico seminomade stanziato in Pannonia).
  • Per rafforzare l'intesa con il papato, nella notte di Natale dell'anno 800, Carlo Magno fu incoronato imperatore del papa -> erede dell'antico potere imperiale per volontà divina ; nacque così un impero cristiano, che avrebbe dovuto restaurare l'impero romano d'Occidente. Tuttavia esso non rispecchiava l'antico organismo politico, ma era un impero Franco-germanico o romano-cattolico. Le due città più importanti dell'impero erano Aquisgrana, principale sede dell'imperatore, e Roma, sede papale. La restaurazione dell'impero non fu ben vista a Bisanzio, con cui si giunse all'accordo nell'812 in cambio della rinuncia alle pretese franche su Venezia.
  • Carlo Magno riformò il disciplina della Chiesa estendendo la riforma di San Bonifacio: agli arcivescovi venne affidato l'incarico di sorvegliare i vescovi dipendenti, il clero fu sottoposto al controllo imperiale e fu imposta a tutti i monasteri la regola benedettina. Inoltre venne estesa l'evangelizzazione anche nei nuclei minori di contadini -> inquadramento della società. La riforma non tocco le chiese private (quelle fondate da proprietari terrieri).
  • L'amministrazione pubblica veniva disciplinata attraverso leggi, i^ capitolari , emanati nel corso di assemblee generali dei grandi dei regni, ma spesso i vari popoli si regolavano secondo le loro consuetudini. L'impero carolingio non aveva una capitale fissa, anche se l'imperatore risiedeva perlopiù ad Aquisgrana, ma frequentava anche residenze secondarie. L'organizzazione fiscale romana era scomparsa e il patrimonio era costituito dai redditi fondiari delle villae di proprietà del re. I paesi conquistati venivano suddivisi in comitati, affidati a funzionari regi (conti e marchesi) che amministravano anche la giustizia per conto del re. Per rafforzare le strutture del regno, Carlo Magno usò come funzionari i latifondisti guerrieri che lo avevano seguito in battaglia -> vassallaggio come strumento di coesione.
  • Per trasformare questi vassalli in una classe dirigente responsabile, Carlo Magno fece alcune mosse:
  • (^) Proibì la clientela militare privata;
  • (^) Stabilì il prezzo delle derrate agricole alimentari, che spesso veniva deciso arbitrariamente dai padroni locali come strumento di coercizione e controllo dei suoi dipendenti;
  • (^) Istituì una schola palatina , incaricata di formare la classe dirigente e il clero.
  • Tuttavia la sua politica si rivelò un fallimento. Alla sua morte, nell'814, il figlio Ludovico il Pio ne ereditò il potere. Egli proclamò l'unità dell'impero e designò il primogenito Lotario come suo unico successore. Ma alla morte di Ludovico (840) l'impero si suddivise tra i figli Lotario, Ludovico e Carlo. Ludovico e Carlo si allearono contro Lotario e lo vinsero. Stipularono un'alleanza difensiva, il giuramento di Strasburgo (842) , importante soprattutto perché rappresenta la prima testimonianza dell'esistenza di due aree linguistiche separate, quella francese e quella tedesca; il trattato di Verdun (843) stabilì:
  • (^) A Ludovico (il Germanico) andò la parte orientale; egli giurò in francese.
  • (^) A Carlo (il Calvo) la parte occidentale; egli giurò in tedesco.
  • (^) A Lotario la parte mediana.
  • Alla fine del IX sec si consolidò la frattura di Strasburgo e la preponderanza del regno germanico. Il regno venne ereditato dal figlio di Ludovico il Germanico, Carlo il Grosso, ma presto i grandi del regno di Ludovico il Germanico lo deposero ed elessero re dei "Franchi orientali" Arnolfo di Carinzia e re dei "Franchi occidentali" Oddone. Nel regno di Lotario erano emersi due regni di Borgogna, mentre una parte (la Lotaringia, moderna Lorena, che comprendeva Aquisgrana) era stata inglobata nel regno dei Franchi orientali. Il regno dei Franchi orientali divenne quindi territorialmente preponderante.

Il dissolversi dell'impero e le origini dello sviluppo signorile

  • Sono due le caratteristiche della dissoluzione dell'impero carolingio (seconda metà del IX sec):
    1. L'aristocrazia era meno interessata all'unità e nacquero nuovi organismi politici regionali (signorie territoriali)
    2. Le incursioni di Normanni, Ungari e Saraceni favorirono la moltiplicazione di castelli (incastellamento) e accelerarono il disfacimento dell'organizzazione pubblica -> i signori si sostituirono ai funzionari del re
  • Alla fine del IX sec i^ Saraceni^ diventarono una minaccia per l'Europa: essi, a differenza degli arabi, si dedicavano alla guerra di corsa sui litorali. Saccheggiarono la Calabria, la Campagna, Genova, la Corsica e la Sardegna. Si stanziarono poi stabilmente a Frassineto, dove stabilirono una base fortificata da cui attaccare le Alpi. Esse vennero liberate solo nei primi anni del XI sec dai Bizantini con le flotte di Pisa e Venezia -> la difesa non era più garantita dall'impero, ma da organismi politici locali.
  • Anche gli^ Ungari^ rappresentarono una minaccia: erano un popolo nomade dedito alle scorrerie in Pannonia che venne sconfitto dal regno tedesco e in particolare da Ottone I il Grande. Progressivamente si civilizzarono e si convertirono, tanto che il loro re divenì re d'Ungheria.
  • (^) Nord Europa: Canuto il Grande controllò Danimarca, Inghilterra e Norvegia fino ai primi decenni dell'anno mille, quando la Norvegia diventò indipendente e in Inghilterra riprese potere un re anglosassone (Edoardo III il Confessore). L'apogeo del Medioevo

Lo sviluppo delle campagne

  • I^ secoli XI-XIII^ furono caratterizzati da un' espansione economica^ senza precedenti resa possibile da una più larga disponibilità di terra. L'agricoltura continuava ad essere il settore di base di tutta l'economia e il numero degli uomini continuo a crescere fino al 1300. Due furono i fatti socio-istituzionali più rilevanti: 1. La nascita delle signorie locali. 2. La crescita delle comunità rurali, che presero coscienza dei propri diritti e ottennero una limitazione di certi diritti signorili e la facoltà di disporre più liberamente della terra.
  • Dopo il X sec l'agricoltura vide la diffusione di innovazioni tecniche come l'aratro a versoio, la rotazione triennale, il collare di spalla rigido per i cavalli, i mulini ad acquea e dal XII sec quelli a vento; queste innovazioni permisero una grandiosa opera di dissodamento di terre incolte , e quindi un'estensione delle terre coltivabili. Spesso i signori offrivano agli immigrati terre da dissodare per aumentare i propri introiti. Vennero anche creati villaggi nuovi, in particolare nella Germania orientale.
  • Lo sviluppo agricolo fu accompagnato da un^ incremento demografico^ che si arresterà solo nel 1300. Questo incremento è legato alla ripresa economica e produttiva dell'XI sec, anche se rimasero squilibri nelle densità regionali. Le città erano scarsamente abitate, mentre nei primi decenni del XIV sec le campagne dell'Occidente erano sovrappopolate.
  • Il fenomeno più importante fu però la nascita della^ signoria locale. I contadini, grazie alle innovazioni tecniche che richiedevano meno forza lavoro nelle campagne, videro sostituite le corvées con pagamenti in denaro. Aumentarono così gli obblighi che il signore imponeva ai suoi dipendenti. Si diffuse la figura del dominus loci , o del "signore di banno", cioè quel signore locale che, approfittando della crisi del potere regio, usurpava i diritti pubblici esercitando funzioni di comando e coercizione. I domini loci imposero, ad es, monopoli per l'uso degli strumenti agricoli o privilegi commerciali. I ricavi ottenuti sfruttando queste imposizioni erano maggiori rispetto ai ricavi ottenuti dal patrimonio fondiario.
  • I contadini cominciarono ad assumere coscienza sociale, organizzandosi in movimenti resistenziali o autonomistici. Si diffuse così la pratica dell'affrancamento, o delle "carte di franchigia", che stabilivano i limiti dei diritti signorili. Un'altra conseguenza fu quella della consuetudine di vendere terre che erano soltanto in godimento: se ciò rappresentava un vantaggio "temporaneo" per il contadino, per il signore rappresentava una nuova fonte di reddito.
  • Un altro fattore caratteristico di questi secoli fu il predominio economico delle città sulle aree agricole circostanti. La crescita della domanda cittadina provocò un aumento della produzione delle derrate agricole, e i mercanti reinvestivano i propri profitti nell'acquisto di terre.

Lo sviluppo commerciale e urbano e il movimento comunale

  • Uno dei fenomeni più importanti del XI-XII sec fu il^ risorgere della vita urbana. Città e campagna si strinsero in un rapporto sempre più vincolante: le città consumavano le eccedenze della produzione agricola e richiedevano le materie prime necessarie per l'artigianato. Esse assunsero sempre più importanza ma assoggettarono le campagne e attirarono una grande massa di immigrati.
  • Lo sviluppo urbano fu possibile grazie ad alcuni fattori:
    1. L'incremento e la specializzazione dell'artigianato.
    2. L'utilizzazione crescente dell'energia idraulica.
    3. L'aumento della popolazione urbana, non dovuto all'aumento demografico ma alle immigrazioni di manodopera specializzata, nobili e contadini.
  • La nascita delle città fu accompagnata da uno sviluppo delle attività economiche e delle relazioni commerciali. 3 gli assi principali del nuovo commercio internazionale: 1. Mediterraneo: l'egemonia araba fu soppiantata da Genovesi, Pisani e Catalani. Genova assunse importanza anche per gli scambi con l'Oriente, che riguardavano soprattutto i beni di lusso. 2. Mari del Nord: le città commerciavano soprattutto metalli, lane e cereali. Si affermò l'importanza della Lega anseatica, costituita alla fine del '200 tra hanse (corporazioni) rivali di diverse città.
  1. Continente: l'asse principale univa le città dell'Italia del Nord a quelle della Fiandra. Avevano grande importanza le fiere della Champagne (zona di contatto fra il commercio nordico e quello mediterraneo).
  • La richiesta di denaro crebbe notevolmente e per farvi fronte si tornò alla coniazione di monete d'oro. Il primo a coniarle fu Federico II ( augustales ), poi Firenze (fiorini) e Genova (ducati). Si ricorse spesso a operazioni di credito e di cambio che segnarono l'origine della banca. I cambiavalute effettuavano pagamenti a nome di clienti annotandoli su registri degli operatori di cambio o banchieri. Si diffusero i prestiti a intesse, che la Chiesa condannava (usura).
  • Migliorarono le condizioni tecniche e materiali del commercio: i trasporti via terra furono favoriti dall'interesse dei governi nella manutenzione delle strade; quelli via mare furono resi più sicuri quando, nel XIII sec, si diffusero innovazioni tecnologiche come la bussola e le carte nautiche.
  • Nelle città del XIII sec nacquero numerose associazioni commerciali e finanziarie, che ebbero importanza nella formazione di una nuova classe sociale, la borghesia. Essa assunse una propria fisionomia nel XI sec, e dominava l'economia urbana:
  • (^) Commenda: nei porti delle città marinare; essa era limitata ad un viaggio per mare e riuniva uno o più finanziatori e un mercante viaggiatore.
  • (^) Compagnia: nei maggiori centri commerciali dell'entroterra; era stretta tra i membri di una famiglia, che fornivano il capitale sociale e lavoravano al suo servizio. Al suo scioglimento percepivano un dividendo.
  • (^) Lega (o corporazione o gilda): controllate da grandi uomini d'affari, riunivano i maestri di ciascuna arte e i loro soci; il loro scopo era garantire la qualità del prodotto ed evitare le crisi di sovrapproduzione.
  • Alla fine del XI sec nacquero i^ comuni , associazioni che riunivano i capifamiglia del nucleo urbano per garantirne la pace interna, l'autonomia rispetto al vescovo e la sua difesa verso l'esterno. Si possono individuare due tipologie di comune:
  • L'evoluzione istituzionale dei comuni italiani è suddivisibile in 3 fasi:
  1. Fase consolare : i comuni furono retti da un gruppo di consoli (vassalli del vescovo locale), che gradualmente si liberarono del controllo vescovile dandosi un assetto istituzionale. Queste strutture precarie favorivano però i contrasti tra le fazioni.
  2. Fase podestarile : il collegio dei consoli fu sostituito da un unico magistrato, il podestà. Questi era generalmente un forestiero (perché super partes ), aiutato da un gruppo di collaboratori. Le decisioni più importanti venivano però prese da un consiglio costituito dai maggiorenti (uomini più in vista della città).
  3. Fase popolare : l'egemonia fu conquistata dal "popolo", costituito da mercanti e artigiani (borghesia cittadina). Questa fase fu caratterizzata da lotte e conflitti fra i nobili e il popolo, che chiedevano maggiore partecipazione nell'amministrazione comunale. Nacquero quindi "società del popolo" e in alcune città venne eletto un "capitano del popolo" che facesse da contrappeso al podestà. Il comune transalpino Il comune dell'Italia centro-settentrionale Nacquero per iniziativa borghese (ceto dei mercanti); il comune era un'associazione basata sul mutuo giuramento dei partecipanti, guidata dal gruppo socialmente eminente dei mercanti. Non nacque per iniziativa della sola borghesia, ma anche grazie alla presenza dei cavalieri emigrati dalla campagna. Essa coesisteva con il "popolo", cioè il resto della popolazione civile vario per condizioni economiche e sociali. La borghesia ereditò dai signori una parte dei poteri di banno e si configurò come una signoria collettiva. Amministrava omogeneamente la giustizia e il pagamento delle tasse. Tutti i cittadini partecipavano al potere collettivo riunendosi in assemblee. La vita era regolata da uno stretto numeri di borghesi. La classe aristocratica, di tradizione militare, tendeva ad impadronirsi del potere tramite la forza. La sua struttura sociale venne a organizzarsi in consorterie, cioè in gruppi di famiglie dedite alle guerre private -> instabilità delle istituzioni. L'evoluzione dei comuni non fu omogenea e in alcune città della Francia fu persino agevolata dal re. Essi tendevano a un inquadramento sempre più rigido delle collettività urbane nell'ambito delle strutture amministrative del regno. Il comune si sforzò di costruire una dominazione territoriale sempre più ampia, cercando di sottomettere le signorie locali circostanti e il contado.
  • La monogamia si diffuse definitivamente. All'inizio del Trecento la famiglia era caratterizzata da una struttura nucleare e il matrimonio rappresentava la rottura con la famiglia d'origine. Importante fu l'affermazione del patrilignaggio, cioè della discendenza paterna o maschile. Questo fenomeno nacque all'inizio del XI sec e riguardò soprattutto l'aristocrazia. Un editto del 1037 dell'imperatore Corrado II il Salico, la Constitutio de Feudis , stabilì l'ereditarietà per linea maschile di tutti i benefici (la parola feudum compare qui per la prima volta, inteso come beneficio vassallatico ereditario, limitato dall'obbligo di fedeltà e di assistenza del vassallo al suo signore) -> la parentela diventò uno strumento di lotta politica.

Il movimento per la riforma ecclesiastica e la crociata

  • Nel XI sec diventarono sempre più evidenti i difetti delle chiese private, diventate uno strumento delle ambizioni dell'aristocrazia laica. Nacque così un movimento per la riforma della Chiesa che: 1. Mirò a moralizzare la vita del clero 2. Implicò l'esclusione dei laici dal governo delle chiese -> urto contro l'impero 3. Contribuì a trasformare il papato in una monarchia.
  • Il disordine nacque dallo scandalo delle chiese private, ma fu aumentato dal peggioramento di tre fenomeni: 1. La "clericalizzazione" delle ricchezze (tendenza dei singoli membri del clero a disporre in proprio dei beni delle chiese) 2. La simonia (compravendita delle cariche ecclesiastiche) 3. Diffusione del matrimonio e del concubinato dei preti, dovuta alla mancanza di norme in materia di celibato del clero
  • Il movimento di riforma fu appoggiato soprattutto dai monaci che avevano subito l'influenza di Cluny, che era diventata un centro di azione pastorale, da eremiti e cenobiti, ma soprattutto dall'iniziativa popolare. Essa fu particolarmente attiva a Milano, dove erano forti i patariti, un movimento laico e popolare.
  • Nel 1039 salì al trono l'imperatore Enrico III, che intendeva restaurare la vita ecclesiastica e sottrasse il papato dall'aristocrazia romana facendo salire al soglio pontificio vescovo di origine tedesca. Contemporaneamente, una serie di concili, tra cui quello di Reims (1049) stabilirono due importanti canoni: " Nessuno può arrogarsi il governo di una chiesa se non è stato eletto dal clero e dal popolo"; "Il Papa romano è il solo primate apostolico della chiesa universale ". Quest'ultimo canone provocò nel 1054 lo scisma con la Chiesa orientale , ostile al primato romano. Nel 1053 il patriarca di Costantinopoli chiuse i monasteri e le chiese latine della città.
  • L'equilibrio fra papato e impero si ruppe quando il disegno del clero tentò di imporre il primato assoluto del papa, che poteva attuarsi solo liberando l'elezione papale dall'ingerenza tedesca. Nel Concilio lateranense dell'aprile 1059 papa Niccolò II decretò che la designazione del papa doveva aver luogo a Roma ed essere riservata ai cardinali. Inoltre pose un freno alla simonia, alle investiture di chiese da parte dei laici e al concubinato. Per garanzia, il papa fece anche un accordo militare con i Normanni, che si erano stanziati nell'Italia meridionale da circa trent'anni. Con l'accordo di Melfi (1059) il papa riconobbe la loro dominazione ottenne in cambio il sostegno militare -> la chiesa si struttura in forma monarchica
  • Nel 1073 salì al soglio pontificio^ Gregorio VII^ (Ildebrando da Soana) che nel^ Dictatus Papae^ esaltò il primato del vescovo di Roma (" Solo il romano pontefice è definito a giusto titolo universale "). Nel 1075 giunse a proibire ai podestà di dare un vescovado: pensava di colpire gli interessi economici che legavano aristocrazia e clero, ma in realtà il vero problema risiedeva nella ricchezza economica e nell'esercizio di prerogative politiche di alcune chiese private. Enrico IV , succeduto a Enrico III, avrebbe dovuto rinunciare così al controllo delle signorie ecclesiastiche, ma preferì ignorare il Dictatus e nelle assemblee di Woms e Piacenza invitò i vescovi a deporre il Papa. Gregorio approfittò così del 12esimo punto del Dictatus (" A lui è permesso deporre gli imperatori ") e scomunicò e depose l'imperatore. Enrico IV si trovò isolato e fu abbandonato da molti dei vescovi a lui fedeli, così si diresse in Italia e si umiliò di fronte al papa nel castello di Canossa, dove Gregorio si era rifugiato dalla contessa Matilde. Nel gennaio 1077 revocò la scomunica, che fu però presto riconfermata. Questa seconda scomunica riavvicinò una parte dell'episcopato al re, che depose a sua volta il papa e nominò come antipapa Clemente III, occupò Roma e si fece nominare imperatore (1084). Gregorio VII, che si era nascosto a Castel Sant'Angelo, fu liberato dai normanni e morì l'anno seguente.
  • Compromesso di Sutri (1111) : stilato fra papa Pasquale II e Enrico V, prevedeva che il Papa restituisse tutti i beni e le funzioni pubbliche concessi alla chiesa dall'imperatore e che l'imperatore rinunciasse alle investiture. Il compromesso non piacque ai prelati, che temevano di essere spogliati dei propri beni; così Pasquale II chiuse definitivamente la questione del pauperismo difendendo la legittima della ricchezza della Chiesa di fronte al Concilio lateranense (1116).
  • Concordato di Worms (1112) : stilato fra Enrico V e papa Callisto II, pose fine alla questione delle investiture: Enrico V avrebbe rinunciato all'investitura con l'anello e il pastorale, ma avrebbe potuto

assistere all'elezione dei vescovi tedeschi e concedere loro funzioni pubbliche; questa investitura di funzioni pubbliche sarebbe avvenuta con lo scettro -> si distinse l'ufficio spirituale (appannaggio della Chiesa con l'anello e il pastorale) da quello pubblico (con lo scettro).

  • Il risultato di questi importanti compromessi fu la restaurazione dell'autorità gerarchica nella Chiesa (riconoscimento della validità dei sacramenti amministrati dai preti concubinari e simoniaci). Tutte le elezioni ecclesiastiche furono riportate all'esclusiva competenza del clero, come ad es l'elezione dei vescovi (II Concilio lateranense). Il pauperismo non fu più considerato un problema a livello istituzionale, ma venne limitato ad un piano personale: i chierici che desideravano una vita più modesta potevano rivolgersi agli ordini monastici. Su questa spinta, nel 1098 ne nacque uno nuovo, quello cistercense, basato sulla rigida osservanza della Regola benedettina e della povertà.
  • In questo periodo cominciarono a diffondersi in Occidente le^ eresie , cioè delle dottrine religiose contrarie ai dogmi della Chiesa di Roma. Esse venivano condannate anche dal Dictatus Papae. Le più diffuse erano: - (^) Il movimento dei "Poveri di Lione", poi chiamati Valdesi dal nome del loro fondatore Valdo, il cui ideale era la povertà evangelica del cristianesimo primitivo. - (^) I catari, che credevano nell'esistenza di due principi motori dell'universo (Dio e il Demonio), organizzati in una propria gerarchia e con un proprio sistema di vescovi. I fedeli erano divisi tra credentes , coloro che erano ancora in cerca della perfezione, e perfecti , coloro che l'avevano già raggiunta.
  • Per sconfiggere le eresie, la Chiesa rispose con la repressione e cercò l'aiuto del potere politico. Nel 1184 papa Lucio III e Federico Barbarossa si accordarono a Verona per combattere congiuntamente le eresie. I politici cercavano di influire sulla scelta dei vescovi, mente il papa cercava un sostegno militare.
  • A partire dalla metà del XI sec, molti cavalieri francesi si recarono in Spagna per contribuire al respingimento dei musulmani. La cosiddetta Reconquista Spagnola fu soprattutto opera di Ferdinando I di Castiglia, che fu però bloccato da due controffensive islamiche, aiutate dai rifornimenti di uomini dall'Africa. Nel 1212 una coalizione di principi spagnoli e crociati vinse definitivamente i saraceni a Las Navas de Tolosa.
  • La^ Reconquista^ è una fase primitiva che non va confusa con le^ crociate. Esse infatti si configurarono come dei pellegrinaggi armati verso luoghi santi, in stretta collaborazione con la Santa Sede. Nei primi anni dell'XI sec, l'impero bizantino (indebolito dallo scisma) non riuscì a fermare i Turchi che, guidati dalla dinastia dei Selgiuchidi, avevano conquistato tutta l'Asia Minore. L'imperatore di Costantinopoli Alessio I Comneno chiese aiuto a papa Urbano II. Questi, in un concilio a Clermont, invitò i soldati cristiani a partire in un pellegrinaggio armato per liberare Gerusalemme, portando il vessillo della croce.
  • Nel 1096 alcuni gruppi eterogenei si misero in marcia senza attendere l'autorizzazione del pontefice, mentre la crociata ufficiale, guidata dal legato pontificio Ademaro di Monteil, partì nel 1097, raggiunse la Palestina dopo una sosta a Costantinopoli ed espugnò Gerusalemme nel 1099. Dopo la crociata nacquero alcuni principati : il principato della Piccola Armenia in Cilicia, i principati di Antiochia e di Edessa, il regno di Gerusalemme, la contea di Tripoli. Questi principati erano molto fragili e, non appena l'emiro di Mossoul Ziki chiamò i musulmani al gihad , vennero quasi tutti distrutti. Nel 1187 il sultano d'Egitto Saladino (Salah ed-Din) si rimpadronì di Gerusalemme.
  • La crociata era un'istituzione permanente, ripetuta ogni anno in primavera con un nuovo carico di pellegrini. Nacquero alcuni ordini religiosi militari (Templari, Ospitalieri, Cavalieri Teutonici). Per comodità le crociate vengono numerate dagli storici: - (^) La seconda crociata (1147-49) venne guidata da Luigi VII (re di Francia) e dall'imperatore Corrado III di Svevia. Nonostante la propaganda di Bernardo di Chiaravalle, fallì a Damasco, - (^) La terza crociata (1189-92) venne invece guidata da Federico Barbarossa, Filippo Augusto di Francia e Riccardo I Plantageneto (Cuor di Leone) d'Inghilterra, e si risolse con una temporanea riconquista di Gerusalemme.
  • Un'importante conseguenza delle crociate fu lo^ sviluppo dell'antisemitismo : le colonie ebraiche dell'Europa Occidentale si occupavano soprattutto di prestito a interesse, favoriti dal divieto per i cristiani di praticare l'usura. Fino ad allora essi non avevano subito grandi persecuzioni, ma gradualmente i cittadini più poveri (costretti ad indebitarsi) cominciarono a sviluppare nei loro confronti un forte risentimento. Con le crociate, anche i borghesi e i piccoli nobili furono costretti a rivolgersi agli ebrei per acquistare l'equipaggiamento militare, aumentando l'odio nei loro confronti. Si sviluppò quindi una "crociata parallela" contro le colonie ebraiche, senza contare che i crociati massacravano anche le popolazioni ebraiche presenti nei territori musulmani conquistati.

Le origini della ricostruzione politica: le grandi monarchie dell'Occidente

  • Agli inizi del'XI i sec, i re dell'Europa si ritrovarono a fare i conti con nuclei di potere che emergevano dal basso. Si impegnarono così a imbrigliare e inquadrare queste nuove realtà rafforzando la propria autorità attraverso:

dotata di una propria magistratura cittadina (renovatio Senatus) e aveva accolto la predicazione eretica di Arnaldo da Brescia. Federico poteva però contare su 3 aiuti:

  1. Le città lombarde minori, che erano schiacciate da Milano
  2. I giuristi di Bologna, pronti a dare legittimità all'impero sulla base del diritto romano
  3. Il papa, preoccupato dalla potenza normanna e delle rivendicazioni dell'aristocrazia romana
  • Nel 1154 Federico fece una prima spedizione in Italia e a Roncaglia, in una dieta, ribadì gli obblighi feudali e diede il suo sostegno ai comuni minori. Conseguentemente, l'autorità del papa fu ristabilita a Roma e il Barbarossa ricevette la corona imperiale. Arnaldo da Brescia fu condannato a morte e suppliziato -> unione tra papa e impero in funzione antiereticale. Tuttavia il vero obiettivo di Federico era Milano : assediò la città e ne ottenne la resa; nel 1158 con una seconda dieta a Roncaglia definì i diritti di pertinenza regia ( Definitio regalium ) e proibì le guerre private e le associazioni tra città ( Constitutio pacis ). Si crearono due nuclei di opposizione:
  1. Roma -> papa Alessandro III temeva di veder limitato il suo potere; Federico I per tutta risposta elesse un antipapa (Vittore IV).
  2. Milano -> nuova campagna contro il capoluogo lombardo, che si concluse con un nuovo assedio nel 1162 e l'incendio della città.
  • I comuni lombardi cominciarono a temere lo strapotere del Barbarossa, si allearono con papa Alessandro e si organizzarono nella Lega Lombarda. La Lega fondò la città di Alessandria, che venne immediatamente assediata dall'imperatore. Questi fu sconfitto nel 1176 dalla Lega nella battaglia di Legnano. Federico fu costretto a riconciliarsi con il papa ad Anagni, mentre l'accordo con i comuni avvenne nel 1183 con la pace di Costanza. Essa rappresento un passo indietro per l'autorità monarchica: i comuni riottennero le regalie, la facoltà di riunirsi in leghe e di costruire fortificazioni, di eleggere i propri consoli, che dovevano comunque essere approvati dall'imperatore. Nel 1184 il papa e l'imperatore fecero un ulteriore accordo a Verona contro l'eresia.

L'ambizioso progetto ierocratico di papa Innocenzo III

  • Il XIII secolo è caratterizzato dal rafforzamento delle grandi monarchie. Tra queste, quella papale si era lanciata in un progetto di egemonia assoluta grazie a papa Innocenzo III. Egli, in base al principio secondo cui il potere spirituale (anima) è superiore al potere temporale (corpo), tentò di instaurare un regime ierocratico (ordinamento politico basato sul predominio dei sacerdoti). Alla base c'era un'organizzazione burocratica efficientissima, una notevole potenza finanziaria e una struttura del clero sempre più simile a quella dell'aristocrazia.
  • Il figlio di Barbarossa^ Enrico VI^ aveva sposato Costanza d'Altavilla, ereditiera del regno di Sicilia. Alla morte dell'ultimo re normanno dell'isola, si scatenò una crisi dinastica. Enrico dovette ricorrere ad una serie di vassalli e all'appoggio del papa, che ottenne organizzando una crociata. Il suo obiettivo era quello di creare una monarchia universale in cui i re sarebbero stati vassalli dell'imperatore. Tuttavia Enrico morì improvvisamente, determinando il collasso della potenza sveva. Il papato ne approfittò cercando di attuare la sua politica ierocratica (dominazione dell'Italia centrale, sovranità della Sicilia, controllo dell'impero). Costanza non riuscì a rivendicare per il figlio Federico II il titolo imperiale, ma riuscì a renderlo re di Sicilia, pur riconoscendo al papa gli ex domini normanni.
  • Per Innocenzo III, solo il papa aveva diritto a scegliere l'imperatore, che considerava un suo aiutante o protettore. Egli approfittò della crisi per mettere mano sull'amministrazione civile della città di Roma e per attuare la "politica dei recuperi" dei territori ex bizantini. Si servì del legame feudale, ottenendo la fedeltà dei re di Aragona, Portogallo, Bulgaria, Inghilterra e la tutela del giovane Federico II. Per due volte riuscì a far eleggere un imperatore: Ottone IV, che egli stesso depose e scomunicò e, nel 1212 Federico II (già re di Germania). Il trono fu ottenuto anche grazie alla sconfitta di Ottone e del suo alleato inglese Giovanni, con l'aiuto del re Filippo Augusto di Francia. Il progetto ierocratico però fallì, perché i re non si alleavano con il papa per sottomissione, ma per rafforzare il loro potere.
  • Il papato promosse inoltre la^ quarta crociata : essa fu resa possibile grazie all'aiuto economico di Venezia, che ottenne in cambio l'espugnazione della città cattolica di Zara. Nel 1202 i crociati giunsero a Costantinopoli dove inizialmente rimisero sul trono l'imperatore spodestato Isacco II, ma in seguito ad una rivolta instaurarono un proprio dominio mettendovi Baldovino di Fiandra. Al nuovo impero latino di Costantinopoli si opponeva quello greco, ricostituitosi a Nicea -> la guerra santa di era rivolta contro un imperatore cristiano.
  • Il^ IV Concilio lateranense^ (1215) fu importante per diversi motivi:
    • (^) Promosse la quinta crociata, nel 1217-21, che si rivelò un fallimento.
    • (^) Riallacciò i rapporti con alcuni gruppi religiosi popolari che si erano allontanate dalla Chiesa (Umiliati e Valdesi).
  • (^) Creò un nuovo gruppo di predicatori che avevano lo scopo di combattere gli eretici con le loro stesse armi (povertà, predicazione) e si servì per questo scopo degli ordini mendicanti (francescani e domenicani).
  • (^) Promosse le crociate antiereticali contro i catari di Linguadotica (Albigesi) in seguito all'assassinio del legato pontificio. Per queste spedizioni si servì anche dell'aiuto del re di Francia Luigi VIII -> crociata = strumento generale di lotta contro i signori che non si impegnavano a combattere le eresie (il papa poteva scogliere i loro vincoli feudali)
  • (^) Creò l' Inquisizione , cioè una procedura sistematica per lottare contro la dissidenza religiosa. Dopo il XII sec questo termine indicò, per estensione, anche i tribunali incaricati di perseguitare gli eretici. Federico II diventò il braccio destro del papa nella ricerca dei dissidenti.

Processi di costruzione statale nell'Europa del XIII secolo

  • Il continente euroasiatico fu sconvolto, nel XIII sec, dalle conquiste dei^ Mongoli , portate avanti dal loro condottiero Gengis-Khan. L'impero dei Mongoli, che andava dal Giappone al Mar Nero, venne diviso in 4 canati (imperi): quello della Russia meridionale, quello della Persia, quello del Turkestan, quello della Cina. Essi stabilirono una pace duratura, che favorì i contatti commerciali fra Europa e Asia (vedi Marco Polo), ma che si sgretolò nella seconda metà del XIII sec. Il potere era troppo vasto da controllare, i vincitori erano in enorme inferiorità rispetto ai vinti e gli eredi di Gengis-Kahn erano troppo ricchi.
  • L'Occidente seguì invece una politica opposta (ricomposizione territoriale e ripresa dell'autorità statale) utilizzando il legame feudale per aumentare il controllo sull'aristocrazia, aumentando il numero dei funzionari amovibili e gli introiti fiscali. I nuovi poteri dovettero anche fare i conti con i poteri che emergevano dal basso (rappresentanze di nobiltà, clero e terzo stato). I funzionari amovibili erano professionisti dell'amministrazione, anche di estrazione borghese: in Francia si distinsero due categorie, i prevosti (addetti ai beni del re) e i balivi (funzionari statali per la riscossione delle imposte); essi operavano anche nella corte, che si articolava sempre più in diversi organismi (Consiglio del re, Parlamento, Camera dei Conti). Le finanze delle monarchie non si reggevano più sul solo patrimonio del re, ma erano integrate da altri proventi (il conio, i pedaggi, le tasse di esportazione...).
  • Dopo la morte di Innocenzo III,^ Federico II^ poté assumere una politica autonoma che provocò il crollo della politica papale che mirava alla separazione dell'impero e del regno di Sicilia: - (^) Fece eleggere in Germania il figlio Enrico (già re di Sicilia) come re dei romani; per farlo aumentò i privilegi di cui godeva l'episcopato tedesco e abbandonò i propri diritti sui principati ecclesiastici (uno dei pilastri del potere imperiale) - (^) Ottenne l'incoronazione imperiale (1220) - (^) Promise al papa che l'unione della Sicilia e dell'impero sarebbe stata un'unione nella persona del re senza fini politici - (^) Si impegnò a partire nella quinta crociata - (^) Appoggiò il papa nella lotta contro gli eretici e si erse a difensore dei privilegi ecclesiastici (esenzione dalle tasse)
  • L'intesa con il papa si ruppe nel 1227 quando Gregorio IX scomunicò Federico per non essere ancora partito per la crociata. Allora Federico partì, ottenne un compromesso con il sultano d'Egitto e si fece incoronare re di Gerusalemme. Nel frattempo, nell'Italia meridionale, restaurò l'autorità regia e riorganizzò il sistema finanziario e legislativo.
  • Nel 1231 promulgò un nuovo corpo di leggi, il^ Liber Augustalis , noto come^ Costituzioni di Melfi , particolarmente severe contro le usurpazioni del potere regio da parte di baroni e chierici. Il governo dello stato era raccolto nelle mani del re e della sua Magna Curia (consiglio), da cui dipendevano ufficiali minori. La volontà era quella di imporre la pace nel regno e trasformare la Sicilia in una macchina finanziaria efficiente: riorganizzare il sistema fiscale, imporre il monopolio sulle esportazioni, creare aziende agricole e coniare moneta. Federico fondò anche alcune città (es L'Aquila) e nel 1224 l'Università di Napoli per formare i propri burocrati.
  • Le risorse finanziarie raccolte in Sicilia vennero spese per cercare di imporre l'autorità imperiale nell'Italia centro-settentrionale. Federico si dovette scontrare con i comuni (riuniti in una seconda Lega lombarda), aiutati dal papato; inizialmente lo scontro fu armato (Federico sconfisse la lega a Cortenuova nel 1237) ma poi soprattutto ideologico ( ghibellini , sostenitori dell'impero, vs guelfi , sostenitori del papato). Alla fine Federico ebbe la peggio: papa Innocenzo V lo scomunicò, bandì una crociata contro di lui e mosse il suo esercito bolognese, che sconfisse l'imperatore a Fossalta nel 1249. Federico II morì improvvisamente nel
  • Il figlio naturale di Federico II,^ Manfredi di Svevia , divenne re di Sicilia e cercò di replicare la politica del padre. Il papato si avvalse dei suoi diritti di sovranità sulla Sicilia e investì nel 1263 Carlo d'Angiò , fratello del re di Francia, che già controllava la Provenza e il Piemonte. Egli attaccò Manfredi e lo sconfisse a