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Sintesi per l'esame basato sul libro inerente al capitolo "antigone".
Tipologia: Dispense
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Caricato il 28/02/2020
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‘’Antigone’’ di Sofocle Sofocle figlio di Sofilio , nacque a colono nel 496 a.c. ; la prima parte della sua vita coincise , dal punto di vista storico , con l’espansionismo di Atene ,mentre l’ultima parte con la rovina della città di cui fu parte politica attiva. Oltre ai legami politici lo intrattenevano numerose amicizie nonché doveri religiosi e di culto , fu infatti sacerdote di una divinità della salute : fece della sua casa un santuario provvisorio di Asclepio ( dio della medicina) , in attesa che vi fosse completato il tempio. Dopo la sua morte gli ateniesi lo venerarono come eroe con il nome di Dexion ossia colui che accoglie .Sofocle ha scritto 123 drammi e in merito Plutarco ci dice che sofocle distingueva 3 periodi nella proprio evoluzione artistica : 1) primo periodo in cui segue Eschilo 2) passa ad una concezione propria del dolore 3)mira a dare un’espressione adeguata al carattere. in generale il teatro sofocleo pone al centro della sua indagine il tema dell’uomo e Dio , del loro reciproco rapporto , e in particolare il tema del dolore dell’uomo e della giustizia divina , infatti nell’antigone nè antigone nè creonte sfuggono ad un destino di dolore. L’antigone Dell’antigone di sofocle a differenza che dell’edipo re , si conosce la data esatta della prima rappresentazione , che avvenne nel 442 a.c ad atene durante la celebrazione delle Grandi Dionisie ( una cerimonia in onore di Dionisio durante cui era consuetudine svolgere agoni tragici; il teatro di Dionisio ad Atene è un istituzione politica , era una vera e propria di forma di comunicazione di massa. Ciò che succedeva in scena assume un valore politico ; infatti era il luogo dove si costituisce l’identità civica di Atene). L’Antigone forma insieme all’edipo re e edipo a colono il cd Ciclo Tebano. E’ un testo teatrale definito da Hegel come la tragedia perfetta ; Il 442 è un periodo di massimo splendore per la democrazia ateniese. Sofocle non è un democratico ma un poeta tragico interessato alla tutela delle famiglie aristoteliche che vedono i loro spazi e le loro prerogative sottratte alla democrazia. La massima genialità di sofocle in quest’opera la si riscontra dalla denominazione della stessa come cd, tragedia delle contrapposizioni, a partire proprio dalla posizione arcaica rappresentata dalla ragazza antigone , con la posizione moderna dell’anziano creonte ; infatti la prima ritiene che ciò che ha emanato creonte non rientri nella sfera della legge, questa infatti si sente vincolata dalle leggi non scritte e caduche degli dei. Prima di scendere nei particolari della tragedia bisogna puntualizzare una questione preventiva e principale : il nonno di antigone è Laio sul quale incombeva una maledizione : il figlio maschio avrebbe ucciso il padre e sposare la madre. Laio feconda in preda all’ubriachezza sua moglie giocasta e affida il figlio(edipo) per farlo
uccidere , ma tuttavia questo viene trovato e accudito da una famiglia di corinto. Edipo che non sa di essere il figlio di laio , interroga l’oracoloo di delfi che gli rivela della maledizione (ovvero che avrebbe ucciso il padre). Ignaro di tutto e per sfuggire a questa maledizione , edipo decide di scappare da corinto e va a Tebe. qui lititga con delle persone , un vecchio lo colpisce con un bastone e lui lo uccide ( il vecchio era proprio laio ) .edipo si innamora di una donna Giocasta e i due si sposano ignari di tutto dando vita ad una famiglia incestuosa da cui nascono 4 figli : antigone , ismene , eteocle e polinice ( questi figli e fratelli di edipo ). il ruolo della consaguineità avrà un ruolo fonamntale per tutta la tragedia ; anche creonte è il fratello di giocasta , zio di antigone e suocero di quest’ultima in quanto verra promessa sposa ad emone (figlio di creonte ). Analizziamo ora la tragedia : La tragedia si apre con il confronto tra ismene e antigone nel momento che precede l’alba. Antigone chiede alla sorella se ha sentito parlare della nuova ordinanza di creonte , il decreto d’urgenza. essa ritiene che in virtù della legge morale , creonte non abbia nessun potere di tenerla lontana dai suoi consanguinei; essa agisce in virtù della legge divina che le prescrive di dar sepoltura al fRatello. Ismene invece , pur ritenendo ingiusto il decreto , non riesce a disubbidire , in quanto è legata ad un atteggiamento di sottomissione della donna all’uomo ‘’dobbiamo ricordarci che siamo due donne, incapaci di tenere testa a degli uomini : siamo governate dai più forti ed è nostro dovere obbedire a questi ordini ‘’. Con questo atteggiamento Antigone spiega al pubblico la sua comunità di appartenenza : ovvero una comunità fraterna , no politica, costituita dal vincolo di sangue. questo infatti è visto come il più importante poiché antigone è orfana di madre e padre: dei quattro figli sono rimaste solo le donne visto che i due fratelli si sono uccisi a vicenda. il decreto d’urgenza di cui parla antigone è il ‘’kerygma’’ , atto normativo che nella gerachia delle fonti è inferiore al nomos , prorprio perché d’urgenza. i due fratelli sono morti allo stesso modo ma non sono visti allo stesso modo, perché uno è morto per difendere la patria , l’altro per attaccarla. (piccola parentesi : antigone non parla mai di nomos (legge degli dei ) ma sempre di kerygma , se non alla fine in modo sarcastico ‘’ per quale legge vengo condannata’’. il kerygma è il decreto emesso d’urgenza nella notte, il nomos è la consuetudine , è antico ed è frutto del tempo che l’ha consolidato). antigone ragiona come un soldato : ci sono i cari , ovvero coloro i quali sono legati da un vicnolo di sangue , e ci sono i nemici che sono tutti gli altri. in questa trgedia di contrapposizioni chi è
sepoltura .questo punto è fondamentale perché il coro sta dando un informazione importante : ovvero tutti sono doppi e mabigui ed anche polinice lo è. Altra frase rilevante è ‘’zeus ha in odio i vanti di lingua superba’’ cioè zeus non ama chi si vanta con le parole : questo è un tipico tema tragico. se il dio vuole olpirti ti porta al massimo del livello di gloria per poi farti cadere e infliggerti un dolore forte. quanto più dall’alto si cade , più ci si fa male. Con sofolce è velocissimo perché si passa dal tutto al niente in un attimo. le erinni possono arrivare tardi ma arrivano ;c hi viola le leggi sacre prima o poi paga. l’hybris si può commettere in tutti i modi anche solo con la parola. si pensi all’orestea di eschilo : artemide non lascia partire le navi perché offesa da agamennone, che è il re. l’unico modo per far si che soffi il vento è ingraziarsi la dea , ed ecco che agamennone compie il sacrificio maggiore , cioè uccidere la figlia efigenia anteponendo la polis alla famiglia, la figura dello strategos , cioè del capo militare prevale su quella del padre. quando torna ad argo viene ucciso dalla moglie clitennestra(che vendica la figlia) che a sua volta verrà uccisa dal figlio oreste per vendicare il padre. le erinni vorrebbereo continuare ,ma questa catena i uccisioni finsice grazie all’intervento della dea atena vv100- Si interpone corifeo ( capo dell’antico coro ) e entra in scena Creonte che fa il discorso della corona nei confronti dei propri sudditi , enunciando i principi di governo. Il discorso di creonte è incentrato sulle linee programmatiche del buon governo , sulla totale dedizione agli interessi dello stato e alla priorità del pubblico sul privato. riconosce inoltre onore e culto solo a coloro che si pongono al servizio della patria. è un discorso condivisibile dal pubblico della tragedia , che si sposa con un sistema di valori di una polis democratica ,cioè atene. Hegel dice che creonte è il portavoce della legge pubblica dello stato , in contrasto con l’amore familiare e il dovere di antigone verso il fratello. Creonte non appare subito come un tiranno , ma tale natura esce man mano che scopre di essere contraddetto , che scopre la violazione a quello che è il suo editto , man mano che scopre un dissesno nei suoi confronti da parte della polis , nonchè quando scopre che tiresia , l’indovicno cieco , c’è l’ha a morte con lui per un motivo religioso. Creonte inizia il suo discorso invocando gli dei ‘’ gli dei hanno risollevato la città dopo averla scossa con violente mareggiate’’ : si nota il paragone tra il governo e la nave. l’arte del saper governare è paragonata al saper comandare una nave. si governa la nave e metaforicamente si governa la polis. Creonte continua ‘’E’ impossibile penetrare a fondo la mente , anima intelligenza carattere di un uomo , se costui non ha rivelato se stesso nell’esercizio del proprio
potere e delle leggi ‘’ : in questo caso viene sancita la libertà dell’uomo unicamente nell’ambito politico ; in questo senso il pensiero di un uomo non potrà essere compreso fino in fondo se non quando l’uomo ha rivelato se stesso nell’attività di governo e nelle leggi ( nomoi). per i greci infatti la politica è l’attività più degna di un uomo libero. aristotele dice che l’uomo è animale politico per natura , cioè l’uomo è l’unico animale che realizza la sua finalità nella polis , nell’attività politica. Creonte continua dicendo ‘’ per me chi governa lo stato senza attenersi alle decisioni più giuste , ma tiene la bocca chiusa per qualche paura lo considero un essere spregevole. E parimenti non ho nessuna considerazione per chi tiene un amico in maggior conto della propria patria. non potrei considerare amico mio un nemico della patria , solo navigando su uno stato prospero possiamo assicurarci veri amici ‘’. qui creonte dice che i rapporti tradizionalisti ‘’philia’’, di parentela e amicizia , svaniscono di fronte al valore supremo della polis , che è la patria , è la politica( ricorda la storia di agamennone). ma il concetto di philia è differente tra creonte ed antigone : per il primo è un rapporto artificiale , costruito ad opera da chi comanda e finalizzato alla politica. per la seconda invece è un legame di sangue, un concetto biologico legato alla fraternità ( per antigone è polinice). Creonte invece fa astrazione di ogni concetto biologico di fraternità , questa viene pensata non come un dato biologico ma come coerenza con i principi da lui enunciati. per creonte è amico chi non è nemico della polis: in questo modo non può essere amico della polis chi antepone altro ( contrasto con antigone , che invece mette al primo posto il legame familiare , sigillato dal sangue ). Il coro afferma ‘’ è in te disporre di tutto il nomos , se a te piace prendere questa decisione prendila , ma è il tuo arbitrio ‘, puoi dotare i nomoi dei contenuti che tu ritieni e che a te piacciono, sono i tuoi principi’’. Il coro in questo senso sostiene che la decisione è di creonte perché è lui che comanda e sta a lui riempire un nomos ; è come se il coro stesse isolando la posizione di creonte. è come se dicesse è la tua decisione non la mia , ma non posso mostrarti dissenso perché ho paura di te. il coro è la figura più ambivalente della tragedia. Infatti quando creonte dice ‘’ dovete sorvegliare l’esecuzione di questi ordini ‘’ il coro risponde ‘’ affida questo compito ad uno più giovane di me ‘’ perché il coro è fatto di vecchi. Vecchi nel senso che sono depositari di una concezione arcaica di nomos, per cui l’ordine che creonte sta impartendo , il coro non può adempierlo perché non si lasciano insepolti i cadaveri , ne sottrarre alle sorelle l’obbligo di dargli sepoltura. non si può pensare che la forza di un kerygma sia tale da superare gerarchicamente quella del nomos imposto dagli dei. il coro sta dunque contraddicendo e isolando creonte , accordando l’onere della deciosione a quest’ultimo.
esercitare un dominio sulla natura , mentre gli animalii la assecondano ; tutto questo è spaventoso e formidabile allo stesso tempo : questo è il deinon. Vv.332 - Facciamo una precisazione : creonte ha un obiettivo molto preciso, cioè presentare il suo decreto come coerente con il nomos , quindi creare un’alleanza tra decreto e legge. è come se dicesse che il sistema di valori che regge la comunità dia fondamento al decreto. non dice nulla di dissimile da ciò che pensa la comunità : biosgna uccidere il nemico e amare il concittadino ; polinice ha cobattuto uan stasis ( lotta contro la propria patria) e ciò rientra nel sistema di valori della comunità. L’obiettivo di ismene e antigone è invece diverso ,ovvero far capire a creonte che non c’è alcun rapporto tra kerygma e nomos ; è un atto che non presenta fondamento costituzionale ma è frutto di arbitrio. ismene lo dirà in modo implicito , antigone lo dice espressamente , ponendo un problema di gerarchia delle fonti infatti , come vedremo ,afferma ‘’ non pensavo che una norma posta da un mortale in condizione d’urgenza potesse essere cosi forte tale da poter contrastare con un sistema di valori antico ‘’. anche il coro è della stessa opinione quando dicono ‘’la decisone è tua (creonte )’’ noi siamo depositari della memoria del nomos e non possiamo controllare il corpo di polinice. Il coro però è codardo e vigliacco , e solo tiresia , l’indovino cieco , dirà a creonte che sta sbagliando tutto. tiresia vede passato presente e futruo con una lucidità che i nortali non hanno ; tiresia predice che emone morirà suicida, antigone anche e anche la moglie. creonte quindi dovrà convivere con la colpa fino alla fine dei suoi giorni , non potrà togliersi la vita perché perderebbe la polis. dalla pienezza della potenza alla nullità : ‘’io non sono più che niente ‘’ affermerà creonte intendendo che che non vale più niente. Anche ismene , che all’inizio sembra identificare il kerygma con il nomos , scioglierà tale legame. Si parla di aporia , perché la tragedia c’è ogni qual volta la decisone è senza mali con riferimento ad antigone che per compiere la pietà dovrà commettere un crimine e se si astiene dal crimeine non compie la pietà. Torniamo alla scena : antigone viene portata davanti allo zio dalla guardia dopo essere stata arresta in flagranza di reato. la guardia espone i fatti a creonte ,
dopodichè ha inizio lo scontro antigone -creonte. in questo episodio si concentra il nucleo del dramma sofocleo che non è semplicemente lo scontro tra due personaggi ma tra due volontà : quella di antigone di rispettare le leggi non scritte della natura e quella di creonte volta ad imporre la forza dello stato e della legge (nomos). Antigone inizialmente ha la testa abbassata di chi ammette la colpa ma quando risponde allo zio alzerà la testa e la terrà cosi fino all’uscita di scena ; ha un atteggiamento sfrontato verso il potere politico al quale non intende sottostare. Creonte dice ‘’ nonostante lo sapessi hai osato trasgredire queste leggi? ‘’. antigone fa una lezione di diritto costitutzionale allo zio , il quale pensa che il proprio decreto equivalga al nomos , e per antigone quest’equivalenza non c’è. il decreto non può contrastare con una norma di grado superiore , perché le norme poste dagli dei hanno il primato gerarchicorispetto a quelle degli uomini infatti afferma ‘’ non avrei pensato che quanto decretato da un mortale potesse contrastare con le leggi non scritte’’. Antigone continua a sfidare lo zio consapevole di andare incontro alla morte e dice ‘’ io non potevo per paura di un uomo arrogante attirarmi il castigo degli dei ‘’, continua ‘’ avrei sofferto dolore se avessi lasciato insepolto il corpo del figlio di mia madre , ma non soffro per la mia fine ; e se ti sembra che mi comporto come una pazza , forse e pazzo chi di pazzia mi accusa ‘’. Antigone quindi non si preoccupa della sua vita terrene , ne tantomeno di compiacere ai potenti ; l’unico giudizio che conta è quello dell’aldilà dove trascorrerà la vita eterna. Creonte dichiara al corifeo che non avreppe mai potuto tollerarre questa trasgressione di antigone perché viene da una donna ‘’ io non sarei uomo , sarebbe lei un uomo se ciò restasse impunito’’. per creonte la potenza non è solo politica ma anche di genere. il cittadino è solo ‘’aner’’ cioè maschio, la donna non conta in politica, la sua sfera è l’oikos la casa.creonte non accetta tale diversità e si interfaccia col potere maschile da pari a pari. creonte capisce la portata della sfida e avrà una reazione sproporzionata vv 384- 581 i servi conducono via antigone , si apre il coro che intona un desolato combinato sulla sventura che sconvolge i mortali , sul destino delle famiglie che non trovano pace i ‘’labdacidi’’. questo è in totale contrasto con il primo stssimo che celebrva la fiducia nell’ingegno umano. il peso della svenutra non può non gravare su antigone che appartiene alla stirpe di edipo e quindi porta con se il peso di una colpa insolvibile vv 582-
fuori dalla polis. infatti se l’uomo rispetta le leggi della terra e della giustizia degli dei , sarà al rango più alto della polis ; ma quello che non segue queste regole è apolis, senza legami. si sta quindi avverando la profezia del coro ‘’cittadino eccelso è colui che onora la sua città , è colui che accordi le leggi umani e divine , falso è colui che per ardimento si associa al male’’. Vv 632- 800 Il coro annuncia l’ingresso di antigone che le guaride conducono verso il ‘’talamo che tutto addormenta’’ dove sarà murata viva ( infatti creonte si reca da antigone per comunicarle di aver modificato la sua decisione : uccidere un membro della sua famiglia è un atto contronatura che potrebbe suscitare l’ira delle divinità , quindi il suo destino sarà quello di venir imprigionata in una grotta dove resterà tanto a lungo quanto vivrà ). inizia così il dialogo tra antigone e il coro. l’episodio presenta il lamento di antigone che mentre sta per essere condotta al sepolcro , esprime il proprio addio alla vita , il cui tono è molto diverso da quello iniziale , fermo e freddo. Anitogne afferma che un marito o un figlio si possono sotituire , un fratello non più una volta che sono morti i genitori. Vv801- Entra in scena tiresia indovino cieco , reso tale perché ha visto atena nuda , ma che in cambio ha avuto il dono della previsione: può vedere presenta passato e futuro. Creonte è molto rispettoso nei suoi confronti. questo è il personaggio più potente della tragedia greca (avendo questo potere) è l’unico depositario della verità rivelatagli dalla dea atena. l’episodio si può suddividere in due scene : 1) la prima comprende il lungo discorso del vate , cui fa seguito la risposta irriverente di creonte. 2)dialogo finale tra creonte e il coro. tiresia inizia affermando che la polis è malata per colpa di creonte ‘’ per colpa tua gli dei non accettano sacrifici’’. Tebe è in una situazione catastrofica ‘’ gli uccelli ingozzati dal grasso di un uomo massacrato non emettono suoni intellegibili ‘’. Tiresia dice ‘’ bella prodezza uccidere nuovamente un morto ‘’ e creonte risponde ‘’ tutti voi scagliate le vostre frecce contro di me come arcieri su un bersaglio ‘’. Creonte offende tiresia dandogli del corrotto , il quale gli risponde dandogli dello stupido. creonte dice che la razza degli indovini è avida e tiresia dice ‘’ esattamente come quella dei tiranni ‘’. A questo punto l’indovino predice la morte di emone ‘’ perchè hai gettato sotto terra una creatura di questo mondo e hai murato indegnamente nella tomba una persona viva’’. Cioè creonte ha invertito l’ordine naturale delle cose e perciò le erinni arriveranno prima o poi. tiresia continua
‘’ nella tua casa echeggieranno lamenti di uomini e di donne ‘’ maledicendo cosi creonte. in questo momento quindi creonte , nella sicurezza di perdere il figlio maschio , cambia idea ( qui si nutre un forte contrasto con agamennone che invece sacrifica la figlia efigenia ). Creonte quindi impaurito e dopo un confronto con il corifeo cambia decisone , tributa gli onori funebri a polinice per poi andare da antigone che però nel frattempo si è suicidata. visto che violenza e sessualità non possono essere inscenate nella tragedia , il racconto di quanto accaduto viene affidato ad una guardia la quale riferisce a corifeo che emone si era recato a liberare antigone ma la giovane , non immaginando che creonte potessse ricredersi , gia si era impiccata ; creonte che ha appena dato sepoltura a polinice , sente le urla del figlio e sopraggiunge nella grotta : a questo punto il figlio , folle di dolore, si scaglia contro il padre sputandogli in faccia e cercando di trafiggerlo con una spada ; quest’ultimo si scansa e con la stessa spada emone si ucciderà. il sangue che schizza colora il volto bianco di antigone , già morta , e ciò viene interpretato come una sorta di atto sessuale che si compie. C’è quindi un legame di sangue , emone è amabile da anitogne , la quale ama solo il consaguineo. Alla fine del reso conto Euridice , moglie di creonte , dopo aver udito i fatti si è uccisa a sua volta. creonte sopraggiunge con le spoglie del figlio , e avvisato della morte ulteriore della moglie , consapevole delle sue responsabilità nella tragica fine della sua famiglia , supplica gli dei di dargli la morte